martedì 22 novembre 2016

I Templari

I Templari
Grandezza e caduta della 'militia Christi'
a cura di Gancarlo Andenna, Cosimo Damiano Fonseca, Elisabetta Filippini
pp. 288, € 23,00
Vita e Pensiero, 2016
ISBN: 9788834332535 

Il volume contiene venti saggi scritti da grandi specialisti italiani, francesi e tedeschi sull’Ordine religioso dei Templari, i Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis. Rispetto alla conoscenza diffusa sull’argomento, sono presenti novità assolute, per esempio in rapporto alla legislazione, con gli studi sul manoscritto 44 A 14 della Biblioteca Corsiniana di Roma appartenente all’Accademia dei Lincei, ma anche per gli studi condotti in ambito inglese su un codice di recente ritrovamento della Biblioteca Capitolare di Modena, sicuramente appartenuto a una domus templare italiana, in cui sono descritte le cerimonie liturgiche dei cavalieri del Tempio. Inoltre si è voluto inserire la storia di questo Ordine religioso nel contesto del Mediterraneo al tempo delle spedizioni, o meglio dei pellegrinaggi armati (passagia) verso la Terra Santa. Specialisti di sicura competenza hanno affrontato il problema dei rapporti tra i pauperes commilitones e i poteri costituiti, imperatori, re, papi e sultani, mentre altri hanno indagato il loro modo di rappresentarsi nei sigilli utilizzati da alcuni responsabili dell’Ordine. Ogni saggio, di facile lettura, si conclude con una bibliografia utile per chi voglia approfondire le questioni trattate. Il tutto senza alcun cedimento ai miti storiografici e letterari che continuano a circolare nella cultura mondiale. In particolare, il saggio conclusivo del libro affronta nello specifico la storia di queste utilizzazioni del mito templare, chiarendone le ragioni e le implicazioni religiose, politiche e sociali.
Giancarlo Andenna, Ordinario di Storia Medievale e Direttore del Dipartimento di Studi Medioevali, Umanistici e Rinascimentali presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia, è componente del Consiglio Direttivo del FOVOG (Forschungsstelle für Vergleischende Ordensgeschichte) con sede presso l’Università di Dresda e del Comitato di Redazione della Collana «Vita Regularis». Dal 2003 è Direttore delle «Settimane internazionali della Mendola», per le quali ha avviato nel 2007 tre incontri sul tema «Religiosità e civiltà». È componente del Comité de Lecture dei «Melanges de l’Ecole Française de Rome, Moyen Âge» e della Redazione della «Revue Mabillon». È direttore della rivista di Storia Ecclesiastica «Novarien».
Elisabetta Filippini è ricercatrice a tempo determinato di Storia Medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. 

domenica 20 novembre 2016

La passione dei Templari

La passione dei Templari
di Simonetta Cerrini
prefazione di Franco Cardini
pp. 528, € 13,00
Mondadori, 2016
ISBN: 9788804656999
 
Sorto nel 1120 a custodia della Gerusalemme conquistata dai crociati, l'ordine dei cavalieri del Tempio rivoluzionò il modo di vivere la spiritualità cristiana, unendo in una sola persona il chierico e il laico, l'orator e il bellator. Incapaci però di adattarsi agli importanti cambiamenti sociali e politici della fine del Medioevo, i templari andarono incontro, all'inizio del Trecento, a una inattesa quanto drammatica fine. Cosa spinse il re Filippo il Bello ad annientare fisicamente e spiritualmente l'intera comunità templare di Francia? Perché papa Clemente V non riuscì a fermare l'ingranaggio che portò centinaia di templari alla morte, in prigione, sotto tortura o sul rogo? È questa la vicenda ancora misteriosa che Simonetta Cerrini racconta, seguendo il testo della bolla papale di soppressione dell'ordine, la Vox in excelso del 1312, come una vera e propria «passione», una Via Crucis in ventitré stazioni destinata a chiudersi non sul Golgota ma all'estremità dell'Île de la Cité, a Parigi, con il rogo celeberrimo di Jacques de Molay, ventitreesimo e ultimo gran maestro del Tempio.
Simonetta Cerrini (Chiavari 1964), laureata all'Università Cattolica di Milano, nel 1998 ha discusso alla Sorbona una tesi di dottorato sui templari che comprende la nuova edizione critica della loro regola. Si occupa di storia della cultura e della spiritualità dei laici nel Medioevo. Considerata una delle maggiori autorità internazionali sui templari, abbina all'attività di conferenziera quella di consigliera scientifica per eventi storico-artistici e testi teatrali. Ha pubblicato per Mondadori La rivoluzione dei templari (2008), tradotto in numerosi Paesi, e L'apocalisse dei templari (2012).

venerdì 18 novembre 2016

L'Ordine dei predicatori

L'Ordine dei predicatori
I Domenicani: storia, figure e istituzioni (1216-2016)
A cura di Gianni Festa e Marco Rainini
pp. 504, € 30,00
Laterza, 2016
ISBN: 9788858125960
 
Gli otto secoli della storia dei Domenicani appaiono tutt’altro che lineari. Nell’Ordine convivono personaggi e vicende quasi contrapposti: si pensi all’impegno costante a favore dei nativi americani di Bartolomé de Las Casas e dei suoi confratelli fra le Indie e Salamanca, e d’altro canto al ruolo dei Domenicani nelle nuove forme dell’Inquisizione, o alle diverse interpretazioni della figura e dell’opera di Tommaso d’Aquino.
Il libro, a ottocento anni dalla fondazione dell’Ordine, ricostruisce il complesso percorso dei Domenicani: dallo sviluppo storico alle istituzioni, dalla predicazione alle figure chiave come Domenico di Caleruega e Caterina da Siena, per arrivare ai protagonisti più vicini nel tempo come Giuseppe Girotti, morto a Dachau, e Pierre Claverie, vescovo ucciso in Algeria.
Gianni Festa, dell’Ordine dei Predicatori, insegna Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Si interessa di due aspetti della storia letteraria italiana: quello religioso e quello della poesia del Novecento. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Osanna Andreasi da Mantova 1449-1505, la santa dei Gonzaga. Lettere e colloqui spirituali (a cura di, con A. Roncelli, Bologna 2007) e Il discepolo e lo scriba: i “fondamenti invisibili” della poesia di Mario Luzi (Bologna 2013).
Marco Rainini, dell’Ordine dei Predicatori, è ricercatore in Storia del Cristianesimo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si occupa di XII e XIII secolo, in particolare di testi a carattere simbolico e diagrammatico, letteratura profetica e apocalittica e concezioni teologiche della storia. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Corrado di Hirsau e il «Dialogus de cruce». Per la ricostruzione del profilo di un autore monastico del XII secolo (Firenze 2014) e Il profeta del papa. Vita e memoria di Raniero da Ponza eremita di curia (Milano 2016).

giovedì 17 novembre 2016

Lo scudo di Cristo

Lo scudo di Cristo
Le guerre dell'Impero romano d'Oriente
di Gastone Breccia
pp. 426, € 25,00
Laterza, 2016
ISBN: 9788858125830

Le possenti mura di Costantinopoli hanno arginato per secoli le ondate di nemici che insidiavano l’Europa cristiana. Le armate dell’impero romano d’Oriente si erano trasformate nello scudo di Cristo: questa è la storia della loro lunga lotta, fino alla vittoria.
L’impero romano d’Oriente visse suo malgrado per oltre mille anni in uno stato di guerra continua. La sua capitale Costantinopoli, la splendida ‘regina delle città’, non smise mai di attirare conquistatori avidi di preda dai quattro angoli del mondo: Goti, Unni, Slavi, Avari, Persiani, Arabi, Bulgari…
L’impero, spesso sull’orlo della disfatta, riuscì sempre a trovare la forza necessaria per rialzarsi dopo le sconfitte. Aveva ereditato da Roma antica uno dei più potenti eserciti della storia: attraverso molti cambiamenti organizzativi, strategici e tattici, fu comunque in grado di mettere in campo armate capaci di respingere le continue invasioni. Il libro ripercorre i primi turbinosi secoli di questa storia, dalla disfatta di Adrianopoli del 378, che costrinse Teodosio I a riformare l’intero sistema difensivo imperiale, fino alle vittorie sugli Arabi e sui Bulgari, che nel IX secolo restituirono alla Nuova Roma uno spazio di dominio nei Balcani e in tutto il Mediterraneo orientale. Vengono analizzate sia la strategia dell’impero che le tattiche di combattimento, spesso all’avanguardia, delle sue armate, nonché la loro organizzazione, legata ad aspetti cruciali della vita sociale ed economica dello Stato.
Al riparo dello scudo bizantino ebbe modo di prosperare e svilupparsi l’Europa latina: che però non riconobbe mai ai fratelli d’oriente il merito di aver difeso con il proprio sangue la pace di tutta la Cristianità.
Gastone Breccia è ricercatore di Civiltà bizantina presso l’Università degli Studi di Pavia. Negli ultimi anni si è dedicato alla ricerca in campo storico-militare anche al di fuori dell’ambito della bizantinistica. Esperto di teoria militare, di guerriglia e controguerriglia, ha condotto ricerche sul campo in Afghanistan (2011) e Kurdistan (Iraq e Siria, 2015). È membro del direttivo della Società Italiana di Storia Militare (SISM) e collaboratore fisso della rivista “Focus Wars”. Tra le sue più recenti pubblicazioni:I figli di Marte. L’arte della guerra a Roma antica (Mondadori 2012); L’arte della guerriglia (Il Mulino 2013); La tomba degli imperi (Mondadori 2013); Le guerre afgane (Il Mulino 2014); Nei secoli fedele. Le battaglie dei Carabinieri 1814-2014 (Mondadori 2014); 1915. L’Italia va in trincea (Il Mulino 2015); Guerra all’Isis. Diario dal fronte curdo (Il Mulino 2016).

martedì 15 novembre 2016

Mettere le brache al mondo

Mettere le brache al mondo
di Riccardo Fedriga e Roberto Limonta
pp. 256, € 15,00
Jaca Book, 2016
ISBN: 978-88-16-41369-6

È concepibile che esistano al contempo un soggetto onnipresciente, in grado di conoscere ogni cosa prima che accada, e individui che non siano determinati ad agire solo come questo soggetto vede e vuole? Come conciliare il fatto che un evento accaduto ieri possa, oggi, non essere accaduto ieri? La libertà coincide davvero con l’assoluta apertura del futuro? Se invece il futuro è chiuso dalla prescienza divina, o dai limiti della nostra esistenza, si possono comunque, o forse proprio per questo, aprire spazi di libertà in questo mondo? Ecco alcune delle domande che secoli di tradizioni filosofiche, scientifiche e teologiche hanno raccolto sotto il termine compatibilismo. Vi è stato, e vi è ancora, chi ha sostenuto che siano domande senza risposta, tentativi di metter le brache al mondo. Questo libro tratta di chi ha cercato di fornire una risposta, una soluzione all’interno del proprio modo di pensare – da Severino Boezio ad Anselmo d’Aosta a Tommaso d’Aquino; da Duns Scoto a Ockham sino a Molina e Leibniz. Oppure di chi ritiene utile servirsi del passato come di una serie di soluzioni a domande del presente. Ma racconta anche di chi ha serenamente rinunciato a rispondere, sino a chi intravede nel compatibilismo uno strumento prezioso per il dialogo tra culture e tradizioni religiose.
Riccardo Fedriga è professore associato presso l’Università degli Studi di Bologna. Le sue ricerche riguardano temi quali la filosofia medievale; la storia delle idee, vista attraverso il dialogo tra intenzionalità, credenze e tradizioni filosofico-religiose; la storia e l’epistemologia della lettura. Oltre a numerosi articoli scientifici su riviste nazionali e internazionali, tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo La sesta prosa (Mimesis 2015) e La filosofia e le sue storie (curata con Umberto Eco, 3 voll., Laterza 2015).
Roberto Limonta si occupa di filosofia della religione e di teologia e filosofia del linguaggio nel pensiero medievale. Autore de Il silenzio delle idee (Encyclomedia 2012), sulla circolazione dei saperi tra medioevo e modernità, e di articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali, ha collaborato alla Storia della civiltà europea di Umberto Eco e a La filosofia e le sue storie (a cura di Umberto Eco e Riccardo Fedriga).

venerdì 11 novembre 2016

Nuovi studi sulla Tabula de Amalpha

Nuovi studi sulla Tabula de Amalpha
di Alfonso Mignone
pp. 104, € 14,00
Edizioni Il Frangente, 2016
ISBN: 9788898023684
 
La Tabula de Amalpha rappresentò senza alcun dubbio una pietra miliare nella storia del diritto marittimo e un’autorevole guida per la regolamentazione dei traffici nel bacino del Mediterraneo, per l’apposizione di clausole applicate ai contratti, nonché per la risoluzione delle controversie marittime nei secoli a venire. La sua importanza storica è da attribuirsi al contributo che essa diede alla formazione di una legislazione marittima uniforme in tutti gli Stati rivieraschi, compresi quelli arabi.
Il testo, costituito da 66 capitoli, di cui 21 in latino e 45 in volgare italiano, non può considerarsi un codice nel senso letterale del termine, bensì una raccolta di usi risalenti alla Lex Rhodia e ai Basilici, contenuti nel Digesto di Giustiniano. Tali usi dettavano tutto ciò che riguardava e interessava la navigazione: le controversie, il prezzo dei noli, gli obblighi del capitano e dei marinai, l’indennizzo in caso di perdita della merce, i cambi marittimi, la compartecipazione agli utili, i compensi dei rischi di mare, le avarie, l’armamento, l’abbandono del bastimento e delle merci in caso di pericolo e formava parte integrante dell’ordinamento giuridico dell’antica Repubblica Marinara.
Il corpo di capitoli della Tabula sembra trovare punti in comune con il diritto marittimo di Common Law in quanto non si stabiliscono principi generali o concetti astratti, ma si offrono risposte concrete alla casistica del tempo per soddisfare le immediate esigenze della societas maris, in cui commenda e colonna risultavano gli istituti cardine attraverso i quali veniva organizzata l’impresa di navigazione.
Ciò ci porta ad azzardare che il testo amalfitano presenti una più stretta attinenza con i moderni clausolari marittimi, sviluppati su iniziativa degli operatori del settore, piuttosto che con l’attuale codificazione di settore, frutto della nascita dello Stato moderno.
Quello della Tabula, che influenzò anche la redazione di altri statuti marittimi medievali come quello pisano, genovese e catalano, divenne “diritto vivente”, applicato nei tribunali e nelle curie durante la successiva dominazione normanna e successivamente anche nel Regno di Napoli.
Alfonso Mignone avvocato e Presidente di The International Propeller Club Port of Salerno. Esperto di diritto della navigazione e dei trasporti, svolge la sua attività professionale offrendo consulenza a privati e aziende, promuovendo corsi di formazione e convegni anche in ambito di formazione continua degli avvocati del Consiglio dell’Ordine della sua città.
Collabora inoltre con riviste specializzate di settore: «Il Diritto Marittimo», «Diritto dei Trasporti», «Rivista del Diritto della Navigazione» nonché con le riviste online «International Law Office» e «Altalex».

giovedì 10 novembre 2016

La leggenda nera dei Templari

La leggenda nera dei Templari
di Barbara Frale
pp. 240, € 18,00
Laterza, 2016
ISBN: 9788858125793

La storia di un mito può essere ancora più interessante della storia che il mito racconta... Soprattutto se la storia è quella leggendaria dei Templari…
Nell’anno 1099 i crociati venuti dall’Occidente conquistano Gerusalemme e fondano un regno cristiano nella Città Santa. Pochi anni dopo il re di Gerusalemme patrocina la formazione di una milizia religiosa, un corpo di combattenti che dovranno difendere i pellegrini in viaggio verso i luoghi santi. E sposta il quartier generale di questo corpo scelto presso il luogo più carismatico di Gerusalemme: le rovine del Tempio del Signore, quello edificato duemila anni prima da re Salomone con l’aiuto del leggendario architetto fenicio Hiram.
Circonfuso da un’aura di leggenda sin dalle sue origini, l’ordine dei Templari conosce un’espansione incredibile che lo porta a diventare una vastissima multinazionale finalizzata alla difesa della Terrasanta. I Templari non sono soltanto gloriosi combattenti, sono anche abilissimi banchieri che gestiscono la tesoreria di vari regni cristiani. Il loro successo incrementa la leggenda che li circonda, e quando nel 1307 il re di Francia Filippo IV detto il Bello li accuserà di eresia con l’aiuto dell’Inquisizione, la storia si tingerà di toni oscuri.
Sciolto da papa Clemente V nel 1312, l’ordine dei Templari non avrebbe mai smesso di affascinare il mondo e di vivere nella leggenda postuma, rinnovandosi nei secoli in forme diverse, fino alle pagine de Il codice da Vinci di Dan Brown. Ma cosa ha permesso a questo mito di non estinguersi, anzi di trarre forza dal trascorrere del tempo accrescendosi di dettagli nuovi?
Barbara Frale, storica del Medioevo ed esperta di documenti antichi, è Ufficiale presso l’Archivio Segreto Vaticano. Ha collaborato con vari quotidiani ed emittenti televisive italiane ed estere per la realizzazione di servizi e documentari storici. Tra le sue più recenti pubblicazioni: La sindone di Gesù Nazareno (Il Mulino 2009); Il principe e il pescatore. Pio XII, il nazismo e la tomba di San Pietro (Mondadori 2011); La lingua segreta degli dei (Mondadori 2012); L’inganno del gran rifiuto. La vera storia di Celestino V, papa dimissionario (UTET 2013); Andare per la Roma dei Templari (Il Mulino 2014); Crimine di Stato. La diffamazione dei Templari (Giunti 2014); La guerra di Francesco. Gioventù di un santo ribelle (UTET 2016).

mercoledì 9 novembre 2016

Teodora

Teodora
di Giorgio Ravegnani
pp. 240, € 16,90
Salerno Editrice, 2016
ISBN: 978-88-6973-149-5

Attrice e poi moglie dell’imperatore Giustiniano, ebbe un ruolo attivo nella gestione dello stato. I suoi detrattori, primo fra tutti, Procopio di Cesarea nella sua Storia Segreta, le rimproverano la giovinezza dissoluta e una condotta del tutto negativa sul trono di Bisanzio. La critica più recente tende però a rivalutarla ritenendo che la sovrana fosse stata costretta a seguire la carriera di attrice a causa dello stretto vincolo ereditario allora esistente nelle professioni e che, una volta divenuta sovrana, non avesse mai dato occasioni per mettere in dubbio la sua moralità. Teodora ebbe inoltre un ruolo politico rilevante, in contrasto con la tradizione bizantina che tendeva a relegare in secondo piano le sovrane e, in particolare, in occasione della rivolta popolare del 532, infuse coraggio negli uomini incitandoli a resistere evitando così che Giustiniano fuggisse abbandonando il potere.
Giorgio Ravegnani insegna Storia bizantina nell'Università di Venezia. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Imperatori di Bisanzio (2008).

martedì 8 novembre 2016

Graal. Cavalieri e poeti

Graal. Cavalieri e poeti
di Fabrizio Manticelli
pp. 160, € 15,00
Yume, 2016
ISBN: 978-88-98862-55-9

Il libro entra, con competenza e dovizia di particolari, nel modo dei segni e dei simboli medievali, tratteggiandone origini e senso. Nella prima parte del presente lavoro, l’autore ricerca l’origine del mito del Graal, rilevandone il carattere di universalità attraverso le diverse epoche storiche. Il sacro calice è l’espressione di una sapienza antica, patrimonio della tradizione ermetica occidentale. Nel corso della trattazione, il mito della coppa si fonde con quello della fertilità che assume diverse forme, compresa quella della pietra sacra generatrice, arrivando a indicare un percorso mistico intrapreso dai grandi poeti. Una tradizione iniziatica che si intreccia con lo Stilnovismo e i Fedeli d’Amore, passando attraverso la sapiente mediazione degli ordini cavallereschi. In alcuni tratti, l’opera sembra svolgersi intorno a una gnoseologia cristiana del Graal, dal sapore quasi esegetico. Il mondo iniziatico che abbraccia il sacro calice, nasconde delle valenze alchemiche che l’autore coglie nei suoi aspetti più reconditi.
Fabrizio Manticelli, laureatosi in Architettura presso l’Università di Venezia, indaga da anni sul simbolismo degli edifici religiosi, con particolare riferimento alla Geometria Sacra. Studioso dei culti misterici praticati dalle antiche civiltà e degli aspetti tradizionali legati all’ermetismo, ricerca nel mondo dell’immaginario collettivo e delle sue implicazioni in campo artistico, esoterico e antropologico. Per la casa editrice Yume ha pubblicato I volti della magia, viaggio in una credenza immortale.

lunedì 7 novembre 2016

L'immagne del Volto Santo di Lucca

L'immagne del Volto Santo di Lucca
Il successo europeo di una iconografia medievale
di Stefano Martinelli
pp. 252, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni ETS, 2016
ISBN: 9788846745767

Tra le immagini di Cristo che maggiormente affascinarono il Medioevo, il Volto Santo di Lucca ebbe un ruolo del tutto particolare. Considerato in prima istanza una icona miracolosa non fatta da mano umana, il crocifisso assunse poi una dimensione ‘civica’, assurgendo a simbolo della città e a garante della sua libertas, fino a divenire un’immagine di respiro internazionale.
L’eccezionale numero di copie del Volto Santo prodotte tra il XIV e il XV secolo, varie per tecnica, significato e qualità artistiche espresse, offre una misura molto efficace del ruolo che il crocifisso ebbe nel panorama devozionale europeo del tardo Medioevo.
Il libro segue la vicenda della diffusione dell’immagine del Volto Santo secondo un percorso circolare, a partire delle prime testimonianze lucchesi, seguendo poi i diversi canali di diffusione europei, fino a tornare a Lucca per osservare gli sviluppi cinquecenteschi culminati negli affreschi di Amico Aspertini nella Basilica di San Frediano e della Villa Buonvisi a Monte San Quirico.