venerdì 31 maggio 2019

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia
di Kari Elisabeth Børresen
pp. 256, € 24,00
Edizioni Il Pozzo di Giacobbe, 2019
ISBN: 978-88-6124-760-4
  
Alla morte di Kari E. Børresen, nell'aprile del 2016, alcune sue colleghe e amiche (Sara Cabibbo, Franca Ela Consolino, Cettina Militello, Marinella Perroni, Emanuela Prinzivalli) hanno deciso di renderle omaggio pubblicando in traduzione italiana una delle sue prime opere, Anthropologie médiévale et théologie mariale (Oslo 1971), e rendere così partecipe anche il pubblico italiano di uno degli apporti magistrali del pensiero della grande ricercatrice norvegese. La sua investigazione sul rapporto tra antropologia medievale e mariologia ha infatti segnato un punto di non ritorno della riflessione mariologica. Benché datata, quindi, essa non può comunque essere ignorata dalle nuove generazioni di studiosi, a cui il metodo di indagine di Kari Børresen mostra come soltanto la ricerca storica possa fornire lo strumentario adatto a un’adeguata comprensione della mariologia oltre che di tutta la storia del pensiero teologico. Da studiosa di storia delle idee e, in particolare, come studiosa dell’interazione fra linguaggio su Dio e antropologia, Børresen concentra il suo interesse sulla tarda antichità e sul medioevo, una stagione quanto mai decisiva per l’elaborazione dottrinale della teologia cristiana in cui affonda le sue radici, in modo tutto particolare, il pensiero mariologico. Da femminista, poi, Børresen cerca di portare alla luce i motivi alla base di quel forte androcentrismo che connota la teologia cattolica tradizionale e di cui il pensiero mariologico è stato e continua a essere uno dei vettori più potenti. La traduzione del saggio di Børresen è seguita da un suo articolo sullo stesso tema, apparso nel 1983 sulla rivista Concilium. Completano il libro una prefazione di Cettina Militello e una postfazione di Arianna Rotondo, alla quale si deve anche la cura dell’intero volume.

giovedì 30 maggio 2019

Castiglione Olona. La prima città ideale dell'Umanesimo

Castiglione Olona
La prima città ideale dell'Umanesimo
di Andrea Spiriti
pp. 224, € 22,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Mimesis Edizioni, 2019
ISBN: 9788857552750

La prima città ideale dell’Umanesimo è Castiglione Olona, rifondata nel 1422 e ultimata verso il 1440 dal cardinale Branda Castiglioni sulle terre di famiglia. Non si tratta del semplice abbellimento di un centro urbano, bensì della progettazione di un nucleo visto come spazio ideale per l’abitabilità umana, insieme paradigma e utopia. È il primo caso dell’Umanesimo, anteriore di un trentennio a Pienza, e capostipite di una lunga seriazione che giunge fino al Ventesimo secolo. Il progetto risale al cardinale Branda, protagonista dell’età dei Concili (Costanza, Basilea, Ferrara-Firenze) e grande diplomatico al servizio europeo della Santa Sede. Questo spiega il secondo aspetto del suo progetto: fare di Castiglione una sintesi dell’Europa, un microcosmo che riassume il macrocosmo. Il volume è finalizzato a una lettura nuova e sistematica della città ideale, con importanti acquisizioni attributive, cronologiche, iconografiche e iconologiche, e con le ultime risultanze dei restauri.
Andrea Spiriti, Professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi dell’Insubria, Direttore scientifico della rivista “Artisti dei Laghi”, Direttore scientifico di Appacuvi, Conservatore dei Musei Civici di Castiglione Olona, Coordinatore scientifico del Museo Giovanni Paolo II – Fondazione Porczyński di Varsavia, membro dell’Istituto Universitario “La Corte en Europa”. Specialista di storia dell’arte lombarda nei secoli XVI-XVIII, autore di oltre duecentonovanta pubblicazioni.

mercoledì 29 maggio 2019

Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo

Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo
di Francesco Senatore
pp. XIV, 1153, € 76,50
ISIME, 2018
ISBN: 978-88-98079-75-9

Attraverso una rigorosa analisi di fonti archivistiche, il volume propone una microstoria istituzionale della Capua quattrocentesca, durante i regni D’Angiò Durazzo e D’Aragona, di notevole interesse per la complessità del quadro politico e sociale che ne risulta. Vincendo tradizionali letture semplificatrici, spesso fortemente condizionate dall’ansia di comparare le vicende meridionali con quelle coeve del centro e nord della Penisola, l’autore pone in luce la peculiarità dei rapporti tra la Corona e le élites locali, con i forti tratti di collaborazione che caratterizzavano le relazioni tra il centro e la periferia, categorie queste ultime anche significativamente poste in discussione nello studio, almeno nell’accezione tradizionalmente contrappositiva. Importanti le acquisizioni sul piano della costituzione materiale del Regno e la vicenda dei suoi apparati amministrativi, connotati da una singolare dialettica tra forme in progressivo consolidamento e forte incidenza dei rapporti personali con il re, costante e pervasiva presenza nelle dinamiche di potere. Insomma, il vaglio meticoloso d’una notevole mole di fonti fa di Capua un luogo d’osservazione della diversificazione istituzionale del Regno, ponendo in discussione molti giudizi stereotipi e tralatici, e fornendo l’occasione per una discussione sulla storia meridionale assai utile alla conoscenza della formazione delle sue dirigenze e delle relative mentalità, dei rapporti tra i ceti e le istituzioni, del sovrano con i propri apparati ed, in un’espressione, del complesso intreccio d’interessi, aspirazioni, alleanze e conflitti attraverso cui la storia delle comunità si svolge nel tempo.

martedì 28 maggio 2019

La congiura dei Pazzi

La congiura dei Pazzi
Intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze dei Medici
di Lauro Martines
pp. 368, € 14,50
Oscar Mondadori, 2018
ISBN: 9788804678250

Nel 1478 Firenze, capitale dell’Umanesimo e centro economico e politico di una nuova Europa proiettata fuori dal Medioevo, è saldamente governata da Lorenzo il Magnifico. Ma il suo potere non è esente da forti e violente opposizioni. Domenica 26 aprile, durante la messa nella cattedrale, avviene il più sanguinoso attacco alla famiglia dei Medici: la congiura dei Pazzi. Lorenzo è ferito, suo fratello Giuliano muore. La vendetta è fulminea e inesorabile.
Lauro Martines racconta uno dei più truci episodi della storia fiorentina, riportandoci nel cuore di un’epoca straordinaria, in cui, accanto ai potenti impulsi alla crescita economica, politica, culturale, urbanistica, prospera un’indomabile volontà di potenza e sopraffazione perpetrata con ogni possibile inganno, intrigo, vendetta.
Lauro Martines, professore emerito dell'University of California, Los Angeles, esperto di umanesimo italiano, è autore di numerosi studi sull'Italia del Quattrocento, tra cui Power and Imagination. City States in Renaissance Italy. Per Mondadori ha pubblicato La congiura dei Pazzi (2004), Savonarola (2008).

lunedì 27 maggio 2019

Longobardi

Longobardi
I nostri padri
di Giancarlo Signore
pp. 304, € 17,00
Edizioni LSWR, 2019
ISBN: 8868957590

Conosciamo i Longobardi? Oppure ne abbiamo soltanto un ricordo scolastico? Popolo in armi, essi iniziarono la loro migrazione verso sud, movendo dalle brume Scandinave e sempre con le armi conquistarono la loro sopravvivenza. Giunsero in Italia nel 568 guidati da Alboino e ne vollero fare la loro patria, apprendendo la civiltà romano-italica e la religione cattolica, difendendola. Combatterono contro i Franchi, i Bizantini, gli Arabi, gli Slavi; senza la loro determinazione oggi l’Italia sarebbe diversa, sicuramente non nostra. Il testo, con laica imparzialità, intende riscoprire la storia dei Longobardi non solo per evidenziare le iniziali diversità dal mondo latino, ma per valorizzare la volontà che tra mille “avventure” li farà, infine, sentire Italiani. Alboino, Autari, la splendida Teodolinda, Agilulfo e Rotari sono i magnifici guerrieri che di fatto hanno partecipato alla costruzione della storia d’Italia. Il paradigma del testo è riconoscere dignità ai Longobardi, perché lo hanno meritato, perché sono i nostri padri.

domenica 26 maggio 2019

Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli

Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli
di Guido D'Agostino
pp. XII+188, 18,00
Edizioni Scientifiche Italiane, 2018
ISBN: 9788849537635
 
Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli, convocato da Alfonso il Magnanimo il Magnanimo appena compiuta la conquista del Mezzogiorno continentale, inaugura la lunga sequenza della storia parlamentare meridionale nell’età spagnola (1442-1642). Ed è bene, al riguardo, e qualunque sia la valutazione complessiva della vita e dell’attività svolta dalle assemblee in questione, ribadire che attraverso lo studio e la ricostruzione dei parlamenti, delle loro strutture, funzioni e prassi, emergono e si possono approfondire i più vari temi ed aspetti della storia complessiva di una data realtà geo-politica e statuale. Il caso presentato in questo volume fissa alcuni punti fermi in relazione a dibattute e controverse questioni quali quelle riguardanti la natura stessa del Parlamento che il Sovrano impianta, o ‘trapianta’, nel Regno rispetto alle omologhe istituzioni del contesto iberico, o anche delle grandi Isole (Sardegna e Sicilia) in cui erano già state poste in essere. Largo spazio viene dedicato, altresì, al «riscontro storiografico» e al problema delle fonti (prime fra tutte le raccolte dei Privilegi e Capitoli concessi dai governanti spagnoli al Regno e alla città-capitale, Napoli, nel corso dei secoli e messe a stampa sin dai primi decenni del Cinquecento). In ogni caso, assai densa, e in certa misura esaustiva, la rassegna dei principali studiosi con i relativi contributi da essi forniti, susseguitisi nel tempo, dai contemporanei ad Alfonso ai contemporanei di chi scrive. Infine, la sezione in cui ci si sofferma sul concreto svolgimento dei lavori, tra febbraio e marzo del 1442, nonché sui convocati, partecipanti o protagonisti: circa un centinaio di personaggi, presenti e variamente attivi, dei quali si è cercato di fornire i corrispondenti profili biografici. Il lavoro si completa, e conclude, con un’appendice documentaria, vari indici ed alcune immagini dell’attore principale (il Magnanimo), della cornice geografica napoletana e del sito specifico (in San Lorenzo) in cui le riunioni hanno avuto luogo; il tutto, preceduto, da una breve nota introduttiva, di carattere esplicativo.
Guido D’Agostino (Napoli, 1942), già Ordinario di Storia moderna, Storia e istituzioni del Mezzogiorno medioevale e moderno e Storia delle Istituzioni Parlamentari nella Università Federico II di Napoli e in quella di Camerino (Marche); ha svolto lezioni e seminari in varie istituzioni culturali e università spagnole. Attualmente è vicepresidente della Commission Internationale pour l’Histoire des Assemblèes d’Etats e componente del Comitato Scientifico che guida e coordina i congressi internazionali di Storia della Corona d’Aragona, nonché del gruppo di studiosi che cura l’esecuzione del progetto-programma della Regione Sardegna per la pubblicazione degli Atti degli antichi Parlamenti sardi. Presiede inoltre l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza. Dirige, per le Edizioni Scientifiche Italiane, la rivista quadrimestrale «Meridione. Sud e Nord nel Mondo» e la collana «La memoria narrata». Collabora con vari giornali e riviste. Per le stesse Edizioni, ha pubblicato Re, Vicerè, Rivolte. Profili e vicende di storia napoletana (1993), Per una storia delle istituzioni parlamentari (1994) e Ferrando D’Aragona - Duca di Calabria e Vicerè di Valenza (2015); con gli editori Liguori (Napoli), più volumi tra cui Per una storia di Napoli capitale; Società, elezioni e governo locale in Campania; Poteri, Istituzioni, Società nel Mezzogiorno (medioevale, moderno, contemporaneo) tra il 1996 e il 2003; Napoli, Mezzogiorno, Europa (2008). Assessore al Comune di Napoli (scuola e cultura) dal 1993 al 2000 e componente del comitato dei ‘saggi’ di supporto alla Presidenza della Giunta Regionale campana, tra il 2002 e il 2005; è stato impegnato nell’ambito del costituendo Museo di Storia della Città di Napoli, promosso dal MIBAC e dalla corrispondente Direzione Generale Regionale.

sabato 25 maggio 2019

I senza cuore

I senza cuore
di Giuseppe Conte
pp. 420, € 19,00
Giunti Editore, 2019
ISBN: 9788809858480

Anno Domini 1116, la Grifona salpa dal porto di Genova con 192 anime a bordo: la rotta è verso il burrascoso Atlantico e le brume della Cornovaglia bretone, dove un monastero pare custodisca un misterioso manoscritto. Il suo comandante Guglielmo il Malo, della famiglia degli Embriaci e trionfatore alla Prima Crociata, è segretamente in cerca della verità sul Vaso di smeraldo, portato a Genova come bottino di guerra e dono della Regina di Saba a Salomone, presente sulla tavola dell’Ultima Cena di Nostro Signore. È davvero l’originale? O è un clamoroso falso? Ma Guglielmo, l’ingegnoso costruttore di macchine da guerra, è subito costretto a calarsi nei panni di un riluttante detective, per indagare col fedele, sveglio scrivano Oberto da Noli, narratore di tutta la storia, sui delitti di un efferato serial killer che semina il terrore a bordo della sua galea nelle notti di luna nuova: tre ufficiali sono stati uccisi uno dopo l’altro e lasciati con il petto squarciato e senza cuore. Fra dramma e leggenda, bonacce e tempeste, scarsità di viveri e malattie che riducono l’equipaggio a 109 anime, fra incontri con pirati e Vichinghi ma anche ammutinamenti, Giuseppe Conte scrive un romanzo corale, ricco di suspense e colpi di scena: protagoniste sono le crociate e le conquiste della sua grande Genova, ma anche la pace e la nonviolenza che vedono Conte in persona prestare un po’ della sua voce al mastro d’ascia sufi Yusuf Abdel Rahim, alias Giuseppe Pietrabruna. Un thriller storico mozzafiato e anche la rocambolesca avventura di un’emancipazione femminile: quella di Giannetta Centurione, la giovane cavallerizza e arciera che si ribella alla volontà del padre e della matrigna e che si staglia infine come la polena di una galea.
Giuseppe Conte (Imperia, 1945) ha pubblicato raccolte di poesia, come "L’Oceano e il Ragazzo" e "Ferite e rifioriture" (Premio Viareggio), oggi tutte raccolte nell’Oscar "Poesie 1983-2015", saggi e libri di viaggio tra cui "Terre del mito", e romanzi, da "Primavera incendiata" a "Fedeli d’amore", da "Il terzo ufficiale" (Premio Hemingway) a "La casa delle onde" (finalista Premio Strega) e a "L’ adultera" (Premio Manzoni). Nel 2018 esce per Giunti il romanzo "Sesso e apocalisse a Istanbul". Traduttore di Shelley, Whitman e D.H. Lawrence, grande viaggiatore, cultore appassionato del mito, è impegnato da decenni nella difesa della natura e nel confronto con il pensiero dell’Oriente e dei mistici dell’Islam. Ha tenuto letture e conferenze in 33 paesi del mondo. Ha vissuto per lunghi anni in Francia. Attualmente abita in Riviera.
Pagine Facebook: Giuseppe Yusuf Conte
www.giuseppeconte.eu.

venerdì 24 maggio 2019

35 Castelli imperdibili Lombardia

35 Castelli imperdibili Lombardia
di Elena Percivaldi
pp. 160, € 13,00
Edizioni del Capricorno, 2019
ISBN: 978-88-7707-429-4

La Lombardia è terra di castelli. Ve ne sono a decine, sparsi su tutto il territorio, anche se in maniera non omogenea: che siano austere sentinelle a guardia di impervie vallate oppure grandi fortezze che dominano la pianura, conservano intatto il fascino di chi è stato testimone della Storia.
Questo libro non è, però, la solita «guida turistica» che elenca in maniera asettica edifici, capolavori e artisti. È una narrazione che conduce per mano il visitatore a rivivere le tante vicende, a volte eroiche e altre macabre, che si sono svolte tra le loro mura e a conoscere i protagonisti che ne hanno segnato il destino. Molti castelli conobbero il loro momento di maggior splendore durante l’epoca dei Visconti e degli Sforza, altri vennero costruiti per contrastarne le ambizioni, finendo contesi tra il ducato di Milano e la Serenissima. Scoprirli è un’esperienza unica ed emozionante, da fare con l’aiuto di questo volume, che fornisce tutte le informazioni pratiche per la visita, oltre ad approfondimenti su storia, arte, natura.
I CASTELLI:
Rocca di Angera, Castello di Fagnano, Castello Visconti di San Vito, Castel Baradello, Castelli di Dervio, Castello di Vezio, Castelli di Grosio, Castel Masegra, Castello di Calepio, Castello di Malpaga, Castello di Pagazzano, Castello di Bornato, Castello di Breno, Castello di Lonato, Castello di Bonoris, Castello di Sirmione, Castello di Padernello, Castello di Abbiategrasso, Castello di San Giorgio, Castello di Melegnano, Castello di San Colombano, Castello di Trezzo sull’Adda, Castello di Vigevano, Castello di Belgioioso, Castello di Chignolo Po, Castello Litta, Castello di Lomello, Castello di Scaldasole, Castello di Sartirana, Castello di Zavattarello, Castello Bolognini, Villa Medici del Vascello, Castello di Pandino, Castello di Soncino, Rocca di Solferino.
Elena Percivaldi, medievista, ricercatrice e giornalista professionista, collabora con riviste come Medioevo e BBC History. All’attività di relatrice in conferenze e convegni affianca la curatela di mostre ed eventi storico-rievocativi ed è membro di prestigiosi comitati scientifici. Ha pubblicato una quindicina di volumi – tra cui La navigazione di San Brandano (prefazione di Franco Cardini), con cui ha vinto nel 2009 il Premio Italia Medievale – alcuni dei quali tradotti anche all’estero. All’amore per la storia affianca quello per i viaggi, l’arte, la buona musica e la gastronomia di qualità. Il suo sito è: www.perceval-archeostoria.com.

giovedì 23 maggio 2019

San Paragorio di Noli

San Paragorio di Noli
Le fasi del complesso di culto e l’insediamento circostante dalle origini all’XI secolo
a cura di Alessandra Frondoni
pp. 552, € 76,00
All'insegna del Giglio, 2019
ISBN: 9788878148048

L’area archeologica circostante la nota e importante chiesa di San Paragorio di Noli (SV), databile ai primi decenni dell’XI secolo, si è rivelata da tempo di primario interesse per la conoscenza dell’insediamento umano nel Ponente ligure, dall’età imperiale al primo Medioevo, con particolare riguardo allo studio della cristianizzazione del territorio. Scopo di questo volume è dar conto degli esiti delle campagne di scavo che hanno interessato il sito già alla fine del secolo XIX e nei primi anni Settanta del Novecento, con il ritrovamento di un battistero paleocristiano ad aula rettangolare absidata e delle prime tracce di frequentazione di età romana. Tema centrale è l’edizione complessiva dei dati emersi dalle indagini archeologiche svoltesi dal 1987 ai primi anni Duemila, dapprima collegate a esigenze di archeologia preventiva, poi programmate in estensione, grazie anche alla rimozione del terrapieno della ex ferrovia che occultava gran parte della facciata e del fianco meridionale dell’edificio religioso. La scoperta di un articolato complesso cultuale con varie fasi e ristrutturazioni tra V e IX secolo, la presenza di tombe privilegiate e l’epigrafe sepolcrale di un vescovo consentono di attribuire al sito di San Paragorio una valenza particolarmente significativa nell’ambito della prima organizzazione ecclesiastica dell’area savonese corrispondente all’antico municipium di Vada Sabatia. Di rilevante importanza sono stati inoltre i risultati degli scavi delle zone adiacenti all’ edificio di culto, con la messa in luce di un insediamento abitativo e artigianale, sviluppatosi dal VI alla fine del X secolo; particolare interesse rivestono alcuni impianti metallurgici, testimonianza di un raro sito produttivo del Nord Italia, con fasi dall’età dell’occupazione bizantina della Liguria all’alto Medioevo. La sequenza stratigrafica presa in esame e il catalogo dei materiali si riferiscono al periodo compreso tra l’età romana e l’XI secolo, quando si pone mano al cantiere di costruzione della nuova chiesa romanica, poi divenuta cattedrale di Noli.

mercoledì 22 maggio 2019

Il patto dei sette Templari

Il patto dei sette Templari
di Guido Dieckmann
pp. 416, € 12,90
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822727732

Francia, 1318. Prisca di Spira, una giovane guaritrice ebrea, è costretta a cercare rifugio nella tenuta di suo nonno in Aquitania. Suo padre era stato un membro dell’Ordine dei Templari, annientato dal Papa e dal re di Francia, nonché custode di un segreto in grado di sconvolgere le sorti del mondo. In quanto sua unica erede, Prisca conserva una reliquia dal valore inestimabile, precedentemente nascosta nella Casa dell’Ordine dei Templari di Tempelhof. Ormai è solo questione di tempo: ben presto la reliquia e la sua stessa vita saranno in grave pericolo, dal momento che potenti nemici sono disposti a tutto pur di impedire al disciolto ordine di ricostituirsi. Sette templari, infatti, si stanno adoperando per riunire le tre reliquie scomparse, che dovranno portare in Portogallo per poter ridare vita al vecchio Ordine. Ma sulle loro tracce ci sono due ospitalieri, vecchi nemici di un tempo, che hanno giurato di distruggerli…
Guido Dieckmann è nato nel 1969 a Heidelberg. Dopo aver studiato Storia antica, medievale e moderna e compiuto studi di Letteratura inglese e americana a Mannheim e Gerusalemme, ha lavorato come traduttore freelance, quindi come storico dell’economia nell’archivio e centro di documentazione di una grande compagnia di assicurazioni. Il grande successo e la traduzione in molte lingue sono arrivati con il romanzo Lutero. Ha scritto 13 romanzi e sotto pseudonimo ora scrive anche gialli. Per saperne di più su di lui: www.guido-dieckmann.de.