giovedì 5 maggio 2022

Le terre dei baroni ribelli

Le terre dei baroni ribelli
Poteri feudali e rendita signorile nel Mezzogiorno aragonese
di Luciana Petracca
pp 336, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9791254690048 
 
Il tema dei poteri signorili nell’Italia tardomedievale è tornato di recente al centro del dibattito storiografico, alimentato da ricerche che hanno messo in luce aspetti a lungo trascurati, come la natura dei diritti esercitati, le forme di amministrazione, le pratiche del prelievo o il grado di “pervasività” dei signori. Con particolare riferimento al Mezzogiorno aragonese, il prevalente interesse per la dimensione politica ha lasciato in ombra il ruolo e l’impatto economico della signoria.
Qual era la struttura del reddito feudale? Quanto incidevano le varie componenti del prelievo sull’ammontare complessivo della rendita? E in che misura mutava la composizione del bilancio tra aree geografiche o tra differenti tipologie di signori?
Questi gli interrogativi da cui ha preso avvio la ricerca, focalizzata sui poteri feudali e sulla rendita signorile nel secondo Quattrocento. In questa chiave, il libro, oltre a ricostruire l’estensione di alcune signorie meridionali, oggetto di confisca da parte della Corona a seguito della grande congiura baronale del 1485, approfondisce il carattere economico del dominio feudale.
Luciana Petracca insegna Storia medievale e Didattica della storia presso l’Università del Salento. Tra le sue ultime pubblicazioni: Quaterno de spese et pagamenti fatti in la cecca de Leze (Roma 2010); Gli Inventari di Angilberto del Balzo. Modelli culturali e vita di corte nel Quattrocento Meridionale (Roma 2013); Un borgo nuovo angioino di Terra d’Otranto (Galatina 2017); Le pergamene dell’Archivio Capitolare della collegiata di Francavilla in Terra d’Otranto (secc. XIV-XV) (Roma 2021).

mercoledì 4 maggio 2022

Andare per le vie italiane della seta

Andare per le vie italiane della seta
di Maria Giuseppina Muzzarelli
pp. 168, € 12,00
Il Mulino, 2022
ISBN:  978-88-15-29577-4
 
Quella della seta, nel nostro paese, è una storia di ideazioni e di sperimentazioni, dove si uniscono naturalità, capacità tecnica, sacrificio e gusto per la bellezza: il cuore del «made in Italy».
 
Un lunghissimo filo di seta collega idealmente, sin dall’XI secolo, il Sud con il Centro e il Nord Italia, l’Est con l’Ovest, Bisanzio con Palermo e Catanzaro, Lucca con Genova e Venezia e poi con Bologna, Firenze, Milano. L’itinerario lungo le vie italiane della seta parte dal Meridione dove la seta arrivò da Bisanzio, a sua volta giuntavi dalla Cina. Dobbiamo ai Bizantini l’avvio della coltivazione del gelso e l’allevamento del baco in Calabria, attorno all’anno Mille, e agli Arabi la tessitura serica in Sicilia, attestata nel XII secolo. L’arte della seta approdò poco dopo a Lucca, dove nel tempo conversero abili filatori e tessitori e da cui altrettanti ne partirono, ingaggiati da altre città attratte dalla produzione di un bene tanto prezioso quanto ben remunerato. Broccati, velluti, veli ornarono corti e residenze d’Europa, facendo della produzione serica italiana un’eccellenza. 
Maria Giuseppina Muzzarelli ha insegnato Storia medievale, Storia delle città e Storia e patrimonio culturale della moda nell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato «Guardaroba medievale. Vesti e società dal XIII al XVI secolo» (20082), «Il denaro e la salvezza» (2001), «Pescatori di uomini» (2005), «Un’italiana alla corte di Francia. Christine de Pizan, intellettuale e donna» (20172), «Breve storia della moda in Italia» (20142), «A capo coperto. Storie di donne e di veli» (20182), «Le regole del lusso. Apparenza e vita quotidiana dal Medioevo all’età moderna» (2020).

martedì 3 maggio 2022

Cronache del Saikaido

Cronache del Saikaido
a cura di Antonio Manieri
pp. 228, € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829014613
 
Il volume presenta la traduzione e il commento di un corpus di fudoki, testi geografico-burocratici pervenuti in tradizione diretta e indiretta, che riguardano le province occidentali del regno di Yamato (attuale Kyushu) e che furono compilati nella prima metà dell’VIII secolo. I testi, frutto di una redazione stratificata tra i vari funzionari della provincia e dei distretti, hanno carattere mistilingue e illustrano la geografia dei luoghi con l’intento di informare il governo centrale su una regione periferica per meglio assoggettarla alla sovranità della dinastia. Ai dati meramente burocratici e descrittivi si affiancano passi più squisitamente narrativi in cui il mito, la storia, l’aneddotica si fondono per mostrare in dettaglio la società agricola e marinara del Giappone arcaico. La loro lettura, perciò, può restituire dignità a narrazioni “secondarie” che rivelano processi, fenomeni e fatti essenziali per la ricostruzione e la comprensione del Giappone tutto.
Antonio Manieri è ricercatore in Lingua e letteratura giapponese presso il Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Si occupa di lessicografia ed enciclopedismo e di trattatistica geografica e tecnico-artigianale nel Giappone antico.

lunedì 2 maggio 2022

Il Liber de ordine officiorum Ecclesiae Pisanae del canonico Rolando (sec. XII)

Il Liber de ordine officiorum Ecclesiae Pisanae del canonico Rolando (sec. XII)
di Gabriele Zaccagnini
pp. 528, € 48,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2022
ISBN: 978-88-6995-977-6
 
L'Ordinario, in latino Liber Ordinarius o Liber de ordine officiorum, non era un libro liturgico vero e proprio ma una sorta di manuale, nel quale erano raccolte le istruzioni necessarie per lo svolgimento delle singole celebrazioni dell'anno liturgico, per ognuna delle quali erano indicati i testi da utilizzare con il solo incipit, rimandando quindi agli altri libri, come l'Antifonario, per il testo completo. Il nome dell'autore compare nel Prologo: si tratta di Rolando, canonico di S. Maria, insigne canonista e docente all'Università di Bologna, che visse a Pisa nel secondo quarto del secolo XII. In seguito divenne cardinale e, finalmente, sommo pontefice con il nome di Alessandro III, in quello che fu uno dei più lunghi pontificati della storia, dal 7 settembre 1159 al 30 agosto 1181. Redatto a Pisa intorno al 1137 per la canonica di S. Maria, in un periodo in cui si lavorò intensamente non solo alla costruzione degli edifici (dalla Dedicazione della cattedrale, 1118, all'inizio della costruzione del Battistero, 1152) ma anche alla riforma della vita liturgica, il Liber de ordine officiorum è nato in uno dei periodi più importanti e creativi per la storia della Chiesa. Appena terminata la redazione, infatti, il Liber di Rolando fu adottato, come modello, dalla canonica di S. Frediano di Lucca e dalla rete di canoniche riformate, prima fra tutte la basilica di S. Giovanni in Laterano di Roma - che dipendeva da S. Frediano - quindi dalla canonica di S. Rufo presso Avignone, a sua volta a capo di una vasta rete di canoniche che dalla Francia si propagò in breve tempo al Portogallo e in tutto il continente europeo.
Gabriele Zaccagnini, medievista e agiografo, è autore di numerose pubblicazioni dedicate soprattutto alle fonti agiografiche e alla storia della spiritualità medievale. Si ricordano i volumi “Vita sancti Fridiani”. Contributi di storia e di agiografia lucchese medioevale. Edizione critica ed elaborazioni elettroniche, Lucca 1989; Ubaldesca, una santa laica nella Pisa dei secoli XII- XIII, Pisa 1995 (Piccola Biblioteca GISEM, 6); La tradizione agiografica medievale di santa Bona da Pisa, Pisa 2004 (Piccola Biblioteca GISEM, 21); San Ranieri, patrono di Pisa († 1160). Alle radici della santità dei laici, Milano 2010; La Vita di san Ranieri (secolo XII): analisi storica, agiografica e filologica del testo di Benincasa: edizione critica dal codice C181 dell’Archivio Capitolare di Pisa, Pisa 2011 (Piccola Biblioteca GISEM, 26). È Consultore della Sacra Congregazione delle Cause del santi e docente di Storia delle Chiesa antica e medioevale allo Studio Teologico Interdiocesano di Pisa. Nel 2020 è stato nominato deputato dell’Opera della Primaziale Pisana.

domenica 1 maggio 2022

I Farnese a Viterbo

I  Farnese a Viterbo
di Simonetta Valtieri, Enzo Bentivoglio
pp. 164,€ 20,00
Ginevra Bentivoglio EditoriA, 2022
ISBN: 9788831347334
 
Il presente volume ripercorre l'evoluzione storica della famiglia Farnese ponendo l'attenzione sulla strettissima relazione tra i suoi esponenti e la città di Viterbo dove, dopo il 1431, Ranuccio Farnese il Vecchio prese la cittadinanza e vi acquistò il palazzo presso il ponte del Duomo. Questo legame, che coinvolge anche il territorio circostante, è particolarmente evidente nel caso di due fra i più illustri esponenti dei Farnese: il cardinale Alessandro (1468-1549), pontefice dal 1534 con il nome di Paolo III, e il cardinale Alessandro Junior (1520-1589), suo nipote. A testimonianza della prolungata relazione tra i Farnese e Viterbo - e più in generale tra tale famiglia e il territorio della Tuscia - vi sono numerosi interventi di tipo architettonico e urbanistico. Nel ripercorrere tali argomenti e tali luoghi, il libro si pone come una sorta di "guida", utile non soltanto agli studiosi e agli "addetti ai lavori", ma anche al grande pubblico, in funzione sia prettamente storica sia turistica, svelando i solidi ed evidenti legami che una delle più illustri famiglie italiane ha intrecciato nel corso del tempo con il viterbese.
Simonetta Valtieri, già Ordinario di Storia dell’Architettura e di Restauro Architettonico presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, è autrice di numerose pubblicazioni dedicate alla storia dell’architettura, alla storia urbana e alle problematiche di restauro e conservazione. Nel 2015 fonda l’Associazione Culturale RinascimentiAmo: un Futuro per il Passato (di cui è Presidente), volta a riscoprire e valorizzare il Patrimonio storico e artistico, materiale e immateriale, quale risorsa per lo sviluppo del territorio.
Enzo Bentivoglio, già Ordinario di Storia dell’Architettura, presso l’Università Sapienza di Roma e, dal 1990, presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, è autore di numerose pubblicazioni di storia dell’architettura, dedicate in particolare al rapporto tra committenze e architetti, anche in relazione a istanze sociali ed estetiche, nonché alle dinamiche costruttive dei cantieri storici, il tutto supportato dai documenti d’archivio. È ispettore archivistico onorario per il Lazio.

sabato 30 aprile 2022

Franchino Gaffurio compositore. I Mottetti

Franchino Gaffurio compositore. I Mottetti
di Francesco Rocco Rossi
pp. 366, € 30,00
LeMus, 2022
ISBN: 9788831444-118
 
F
ranchino Gaffurio da Lodi (1451-1522) fu indubbiamente uno dei più importanti teorici musicali della propria epoca. Il suo enciclopedismo teorico, però, ha da sempre oscurato un’altra faccia importante della sua attività musicale – quella compositiva – quasi totalmente ignorata dalla letteratura musicologica, sebbene Gaffurio fosse stato il primo italiano a emergere nel panorama musicale fino ad allora dominato dai franco-fiamminghi. Focalizzato sulla produzione mottettistica del maestro lodigiano, questo libro, corredato da 200 esempi musicali, ne prende minuziosamente in esame tutti gli aspetti – dall’architettura formale alla tessitura, dalla conduzione melodica alla gestione del ritmo – a partire da un cruciale e per nulla scontato interrogativo: cosa si intendeva per “mottetto” alla fine del Quattrocento a Milano? Ne emerge il profilo di una raffinata mente creativa molto più innovativa di quanto si potesse ritenere; un compositore spesso incline a una sorprendente modernità e, sicuramente, meritevole di essere conosciuto, studiato ed eseguito. Franchino Gaffurio compositore è la prima monografia dedicata al compositore e alla sua produzione musicale.
Francesco Rocco Rossi è Dottore di ricerca in Scienze Musicologiche e studioso di musica rinascimentale. Ha pubblicato due monografie (Guillaume Faugues, L’Epos 2008; Guillaume Du Fay, S.M. dei Giustiniani 2008) un manuale di notazione rinascimentale (De musica mensurabili, LIM 2013) e uno dedicato alla musica del Quattro-Cinquecento (La musica rinascimentale. Storia, teorie, analisi, LIM 2020). Inoltre, ha curato l’edizione critica degli Opera omnia di Guillaume Faugues (2014) e dei mottetti di Franchino Gaffurio (2020). Attualmente è docente incaricato di Semiografia della Polifonia rinascimentale presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano.

venerdì 29 aprile 2022

Vento di libertà

Vento di libertà
di Lelio Bonaccorso
prefazione di Nadia Terranova
pp. 160, € 17,50
Tunuè, 2022
ISBN: 9788867903627
 
Nel 1266 la Sicilia, fino ad allora governata dalla dinastia svevo-normanna, passa sotto il dispotico giogo degli Angioini. Mentre i dominatori si permettono ogni libertà, il popolo si dibatte fra tributi insostenibili, fame e ingiustizia. In questo scenario si intrecciano le vite di Dina e Jacques: lei siciliana, lui francese, due mondi lontani, diversi, ma uniti da un sentimento profondo. Nel 1282 il malcontento popolare esplode nella rivoluzione del Vespro: al grido di Antudo si risvegliano le coscienze dei siciliani che con fierezza ovunque si ribellano agli oppressori. Spinte da un profondo amore per la libertà, due donne – la stessa Dina e la sua amica Clarenza – sfideranno la morte, lottando in nome di colei che infonde coraggio nei propri figli: la grande Sicilia, madre di vita e preziosa custode dei popoli.
 
Finzione e realtà storica si intrecciano perfettamente in un graphic novel che ci restituisce l’importanza di tematiche centrali, ieri come oggi: il pregiudizio verso lo straniero, il diverso, l’amore come motore per il raggiungimento della salvezza. Una storia al femminile che celebra il coraggio e la determinazione di due donne.
Lelio Bonaccorso è fumettista, illustratore e insegnante presso le Scuole del Fumetto di Palermo e Messina. Il suo primo graphic novel è Peppino Impastato, un giullare contro la mafia, sceneggiato da Marco Rizzo. La collaborazione si rinnova con Gli ultimi giorni di Marco Pantani, Primo, Que Viva el Che Guevara, su una versione a puntate di Gli Arancini di Montalbano per La Gazzetta dello Sport e su Jan Karski l’uomo che scoprì l’Olocausto. Nel 2014 pubblica 419 Africa Mafia, sceneggiato da Loulou Dédola e nel 2021 Caravaggio e la ragazza, scritto da Nadia Terranova. Con Tunué ha già pubblicato The passenger con Marco Rizzo e il regista Carlo Carlei.

giovedì 28 aprile 2022

Cosimo de' Medici

Cosimo de' Medici
di Lorenzo Tanzini
pp. 376, € 25,00
Salerno Editrice, 2022
ISBN: 978-88-6973-697-1
 
‘Il Vecchio’, il ‘Padre della Patria’, ma soprattutto il nonno di Lorenzo il Magnifico: Cosimo de’ Medici (1389-1464) è un personaggio molto noto, soprattutto per la storia della sua famiglia. Si tratta invece di una figura che come poche altre incarna la supremazia politica e culturale della Firenze del primo Quattrocento. Cosimo fu innanzitutto uno straordinario uomo d’affari, il più grande banchiere dell’Europa del suo tempo: da questa esperienza e dalle relazioni finanziarie maturò anche le sue eccezionali doti politiche, che gli permisero di reggere le sorti della sua città e del suo Stato con uno stile originalissimo, grazie al quale giocò insieme il ruolo di leader e quello di tutore dei valori repubblicani. Banchiere e uomo politico, Cosimo coltivò una rete di amicizie e frequentazioni nell’ambito della cultura umanistica e investì risorse imponenti nell’arte, nella raccolta di libri e oggetti preziosi, nella promozione delle imprese assistenziali e delle comunità religiose. Questo libro affronta i tanti aspetti della poliedrica personalità di Cosimo, attingendo alla voce delle fonti del tempo e alle sue stesse parole, per restituire alla sua figura la freschezza e la vitalità con cui lo conobbero i contemporanei.
Lorenzo Tanzini, studioso di Storia delle istituzioni, delle pratiche giudiziarie, del pensiero politico tra Medioevo e Rinascimento, insegna Storia Medievale all’Università di Cagliari. Tra le sue pubblicazioni si ricorda almeno A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014).

mercoledì 27 aprile 2022

I luoghi del sapere nel Medioevo

I luoghi del sapere nel Medioevo
di Jaques verger
pp. 184, € 15,00
Jaca Bok, 2022
ISBN: 978-88-16-41756-4
 
Il mondo universitario del XIII secolo, con le sue «libertà» e le sue «costrizioni», è il contesto in cui si è elaborata la teologia di grandi dottori della Chiesa come Alessandro di Hales, Bonaventura e Tommaso d’Aquino. Verger ci introdue a quel mondo, mostrandoci il suo costituirsi e il suo organizzarsi in istituzione, le sue tensioni interne, gli interessi e i controlli politico-religiosi che vi si manifestano, le prassi dell’insegnamento, ma anche i fattori che finirono per garantire ai teologi uno statuto sociale, mezzi concreti di esistenza e di lavoro, libertà di pensiero e di parola. Sarebbe impossibile comprendere lo sviluppo della teologia del XIII secolo se si trascurasse il nuovo quadro istituzionale dell’università, nato dalla convergenza, eccezionale nella storia, della riflessione dei maestri, dell’entusiasmo degli studenti, dell’interesse dei prìncipi e della sollecitudine della Chiesa. Apre il volume un saggio dello stesso autore dedicato alla sociologia della conoscenza teologica nel Medioevo, che ripercorre le tappe di tale appassionante evoluzione.

Jacques Verger (1943), insigne medievista francese specializzato in storia delle università medievali, già allievo di Michel Mollat, Jacques Le Goff e Philippe Contamine. Membro dell’Académie des Inscriptions et Belles-lettres, dell’École Française di Roma, oltre che direttore di studi presso l’École Pratique des Hautes Études, è oggi professore emerito dell’Università di Parigi IV Sorbona, di cui ha per molti anni retto la cattedra di Storia medievale.

martedì 26 aprile 2022

Dante e Cangrande della Scala

Dante e Cangrande della Scala
Le ragioni di una scelta e le ragioni di un mito
di Maurizio Brunelli
pp. 192, € 15,00
Bastogi Libri, 2022
ISBN: 978-88-5501-136-5
 
In occasione delle recenti celebrazioni dantesche Verona continua ad avere sui media un ruolo assolutamente marginale rispetto a Firenze e Ravenna. Eppure Dante soggiornò nella città scaligera almeno tre volte e probabilmente il secondo di questi soggiorni fu il più lungo del suo esilio. E non è da escludere che sia stato anche l’ultimo, fino alla sua morte, avvenuta per caso presso Ravenna. Inoltre la storiografia non pare abbia dato risposte alla scelta del Poeta di chiedere ospitalità a Cangrande né a cosa potessero alludere le lodi che gli tributò nel canto del Paradiso. Lodi come a nessun altro personaggio laico della sua Commedia e che sembrano rimanere sospese in un’aura di mistero. Il principe veronese viene poi tramandato nel ruolo riduttivo del tiranno che ebbe solo l’onore di aver ospitato Dante in esilio e che, a causa del suo rozzo carattere, l’avrebbe costretto a lasciare Verona per Ravenna. L’autore si propone, seguendo tracce e fonti diverse da quelle finora utilizzate, di dare delle risposte a questi interrogativi e di far in modo che Verona abbia il giusto ruolo di coprotagonista con Firenze e Ravenna nella vita del sommo Poeta.
Maurizio Brunelli abita a Verona, si è laureato in Lettere Moderne all’Università di Padova ed è storico medievalista per passione. Ha pubblicato alcuni saggi e si occupa di storia scaligera. Per BastogiLibri nel 2016 ha pubblicato il libro Cangrande I Della Scala, Il sogno di un Principe Cortese. È presidente da molti anni della sezione veronese di Archeoclub d’Italia. È stato cancelliere presso il Tribunale di Verona.