martedì 20 agosto 2019

«Nessun dio è mai sceso quaggiù»

«Nessun dio è mai sceso quaggiù»
La polemica anticristiana dei filosofi antichi
di Marco Zambon
pp. 552, € 46,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095858

L’espansione del cristianesimo nell'Impero romano, tra II e VI secolo, è stata accompagnata da un processo multiforme di selezione, interpretazione e appropriazione del patrimonio culturale greco-latino da parte di coloro che si erano convertiti alla nuova religione o erano nati in essa. Tale processo ha provocato la reazione, spesso diffidente o ostile, delle persone comuni, delle autorità e degli intellettuali. Il libro si occupa delle ragioni per le quali, nel corso dell’età imperiale, un buon numero di filosofi di tradizione platonica ha preso posizione contro i cristiani e composto anche scritti destinati a confutarne la dottrina. Contro la pretesa dei cristiani di essere anch'essi filosofi, anzi, gli unici, i platonici loro avversari obiettavano che il cristianesimo è per sua natura una dottrina non filosofica, sia perché fondato sulla fede (quindi irrazionale), sia perché i suoi contenuti sono contraddittori e, in ciò che hanno di vero, non fanno che copiare insegnamenti provenienti da tradizioni più antiche e autorevoli, mentre, in ciò che hanno di originale, sono del tutto falsi e insensati.
Marco Zambon è ricercatore di Storia del cristianesimo e delle chiese nel Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova e insegna Storia del cristianesimo antico e medievale e Storia delle dottrine teologiche. Tra le sue pubblicazioni: Porphyre et le moyen-platonisme (Paris 2002); Severino Boezio, La ricerca della felicità (Consolazione della Filosofia III) (a cura di, Venezia 2011).

lunedì 19 agosto 2019

ORDONA XII. Un casale nel Tavoliere medievale

ORDONA XII
Un casale nel Tavoliere medievale
di Pasquale Favia
pp. 258, € 70,00
Edipuglia, 2019
ISBN: 978-88-7228-856-6

Il volume continua la serie dedicata agli scavi di Ordona, costituendo un ulteriore tassello dell’ampia riflessione scientifica dedicata a questo centro, che prosegue anche dopo la sospensione della quarantennale stagione di lavori sul  campo.  Il  contributo  si  propone  una  rilettura  dei  contesti  stratigrafici riguardanti la fase di occupazione che va dalla dissoluzione della città romana sino all’abbandono del sito alle soglie dell’epoca moderna. La ricomposizione dei dati acquisiti durante una così lunga indagine e la sistematizzazione  di  informazioni  in  parte  inedite  vengono  finalizzate all’elaborazione di chiavi e spunti di interpretazione della parabola insediativa medievale  di  questo  abitato  del  Tavoliere.  Il  significativo  avanzamento delle  ricerche  archeologiche  sul  comprensorio  daunio  nell’Età  di  Mezzo, realizzatosi negli ultimi decenni, permette inoltre di riconsiderare la vicenda post-classica di Ordona e della valle del Carapelle nei più ampi paesaggi e ambienti della Capitanata medievale. Tale  percorso  scientifico  non  intende,  però,  riproporre  rigide  scansioni temporali,  ma  anzi  sfruttare  l’opportunità  di  inserimento  della  sequenza storica di Ordona fra il VII e il XV secolo, in una più vasta rete di relazioni e rapporti fra il sito e il territorio, in un’ottica diacronica e in una dimensione priva di gerarchie, tanto sul piano temporale che su quello tematico.

domenica 18 agosto 2019

I balsami di Venere

I balsami di Venere
L’erotismo in Europa dal Medioevo al Settecento
di Pietro Camporesi
Prefazione di Elisabetta Rasy
pp. 168, € 22,00
Il Saggiatore, 2019
ISBN; 9788842825906

Il Saggiatore prosegue la ripubblicazione del corpus delle opere di Piero Camporesi con I balsami di Venere, un’esplorazione storico-letteraria delle pozioni, delle pietanze e dei medicamenti ideati tra Medioevo ed età moderna per lenire o stimolare i piaceri della carne, aumentare o ridurre la fertilità, rinvigorire l’energia vitale o preservare quella della giovinezza. La conferma della capacità unica dello studioso di raccontare l’anima di un’epoca attraverso il suo corpo, e di leggere in esso le evoluzioni che hanno condotto al nostro presente.
Piero Camporesi (Forlì 1926 - Bologna 1997) è stato un filologo, storico e antropologo italiano. Ha insegnato Letteratura italiana nella facoltà di Lettere dell’Università di Bologna. Tra i saggisti italiani più conosciuti al mondo, i suoi libri sono stati tradotti nei principali paesi europei, negli Stati Uniti, in Brasile e in Giappone. Il Saggiatore ha pubblicato Il pane selvaggio (2016), Le belle contrade (2016) e Il sugo della vita (2017).

sabato 17 agosto 2019

Montaillou

Montaillou
Storia di un villaggio occitanico durante l'inquisizione
di Emmanuel Le Roy Ladurie
Traduzione di Giovanno Bogliolo
pp. 670, € 39,00
Il Saggiatore, 2019
ISBN: 9788842825425 
 
Dal 1318 al 1325 a Montaillou, piccolo paese dell’Occitania meridionale, il tribunale dell’Inquisizione indaga per sradicare gli ultimi resti dell’eresia catara. A capo del tribunale c’è un uomo fuori del comune: Jacques Fournier, vescovo di Pamiers e futuro papa Benedetto xii. Fournier è tenace, instancabile, parla a lungo con gli indagati, non delega responsabilità a subalterni e notai, sa distinguere in pochi minuti un eretico da un vero cattolico – una «specie di Maigret ossessivo e compulsivo».
Dal Registro d’Inquisizione di Fournier, Emmanuel Le Roy Ladurie ha ricostruito l’intero microcosmo del villaggio di Montaillou: il terrore dell’Inquisizione che si propaga come fuoco tra valli in cui tutti hanno qualcosa da nascondere e aspre montagne che recano l’impronta del demonio; la famiglia Clergue, che domina incontrastata Montaillou e in segreto aiuta i catari perseguitati; gli oppositori dei Clergue, che rischiano la vita per mano di sicari o, ironia della sorte, possono vedersi accusati di eresia. Sotto l’apparente tranquillità quotidiana, Jacques Fournier scopre un brulicare di violenza, menzogne, invidia e relazioni illecite che si rinnovano in un ciclo senza fi ne. E nemmeno la morte sembra recare pace. Se i catari, aborriti dalla Chiesa ufficiale, credono nella trasmigrazione delle anime, in molti giurano di veder vagare nella notte morti senza riposo: cavalieri che portano i segni del ferro che li ha uccisi e dame nobili e crudeli che non indossano più polsini di seta, ma catene di braci.
Montaillou è universalmente considerata l’opera più importante di Le Roy Ladurie, una pietra miliare di quella ricerca storiografica che, a partire dai documenti scritti, ricostruisce la vita quotidiana, le credenze e la psicologia di un’intera comunità. Queste pagine ci fanno rivivere un capitolo centrale dell’Inquisizione; soprattutto, attraverso i processi e gli interrogatori raccontati da Le Roy Ladurie possiamo penetrare in quel perturbante immaginario medievale di paure e superstizioni che, come un fiume sotterraneo, ha continuato a scorrere fino ai nostri giorni.
Emmanuel Le Roy Ladurie, allievo di Fernand Braudel ed esponente di spicco dell’École des Annales, è considerato uno dei più importanti storici francesi viventi. È stato direttore della Bibliothèque nationale de France e professore di Storia della civiltà moderna al Collège de France. Tra le sue opere pubblicate in Italia ricordiamo Il denaro, l’amore, la morte in Occitania (Rizzoli, 1983), I contadini di Linguadoca (Laterza, 1984) e Il Carnevale di Romans (Rizzoli, 1996).

venerdì 16 agosto 2019

Studi di storia monastica medievale piemontese

Studi di storia monastica medievale piemontese
di Giampiero Casiraghi
pp. 288, € 18,00
Effatà Editrice, 2019
ISBN: 9788869293825

Ad arricchire la Chiesa piemontese nel medioevo furono soprattutto i monaci, nei loro vari ordini religiosi: i Benedettini nella valle di Susa, nei luoghi di Novalesa e di San Michele della Chiusa, i Cistercensi nei monasteri maschili e femminili sparsi un po’ ovunque, i Vallombrosani alla periferia di Torino e nella valle della Stura di Lanzo con il loro slancio religioso, ed infine i Templari disseminati in piccoli nuclei sulla collina torinese e nel Chierese.
Per l’organizzazione diocesana la loro presenza fu sicuramente un bene che assicurò nuovo slancio alla religiosità del tempo, ma anche alla vita sociale con la loro presenza attiva nei territori soggetti alla loro giurisdizione monastica.
È questo il quadro dentro il quale si sviluppa il presente volume: alcune abbazie sono ampiamente studiate come la Sacra di San Michele, altre sono appena toccate come la Novalesa. Di queste ed altre abbazie nel volume si sottolineano l’ambiente in cui sono nate e vissute e soprattutto la rete delle loro dipendenze costituite da beni e chiese.
Giampiero Casiraghi dopo essersi licenziato in Teologia si è laureato in Lettere e filosofia all’Università di Torino. Ha insegnato Storia della Chiesa nel medioevo, Antropologia teologica e Storia delle Missioni presso la Federazione Intercomunitaria Teologica di Torino e Paleografia latina all’Università degli Studi del Piemonte orientale. Oltre a scrivere numerosi articoli sulla chiesa di Torino e il monachesimo subalpino, e a curare vari Atti dei Convegni sacrensi, ha pubblicato La diocesi di Torino nel medioevo, Torino, 1979 e, con Patrizia Cancian, Vicende, dipendenze e documenti dell’abazia di S. Michele della Chiusa, Torino 1993.

giovedì 15 agosto 2019

La scimitarra e la spada

La scimitarra e la spada
di Tiziano Viganò
pp. 368, € 12,00
Mimep Edizion, 2019
ISBN: 8884245532

Romanzo storico ambientato al tempo delle scorrerie saracene sulle coste italiane prima della battaglia di Lepanto.
Il punto di vista originale da cui parte il racconto è quello di un cristiano catturato e reso schiavo dai saraceni e per opportunità convertitosi all’islam. Con dovizia di particolari e situazioni avvincenti davanti agli occhi del lettore scorre la vita concreta dei prigionieri rapiti dai musulmani così come avveniva in quei tempi nei territori dominati dalla mezzaluna.
Tutto attraverso il racconto del protagonista che, di nuovo catturato in battaglia ma stavolta dai Genovesi cristiani deve difendersi in un processo per essere riammesso alla comunione della Chiesa cattolica.
Tiziano Viganò insegnante di scuola secondaria inferiore, educatore e guida di gruppi giovanili. è al suo terzo romanzo con MIMEP e conferma in pieno la sua grande capacità di unire storie avvincenti con dovizia di documentazione storica.

mercoledì 14 agosto 2019

Dante e l'Islam

Dante e l'Islam
di Massimo Campanini
pp. 176, € 16,50 (Acquista online con il 15% di sconto)
Studium edizioni, 2019
ISBN: 978-88-382-4759-0

I rapporti tra Dante e la cultura islamica sono notoriamente controversi. Se, da una parte, il sommo poeta è sempre piuttosto aspro e polemico contro l’Islam; dall’altra, nella Commedia ma ancor di più nel Convivio, teorizza una cosmologia in cui le tracce di arabismo sono evidentissime: dalla struttura fisica dei cieli al ruolo degli intelletti che muovono le sfere per appetito d’amore. Questo libro cerca di colmare il vuoto lasciato nella memoria dell’Occidente, indagando il retaggio del pensiero islamico in Dante, di cui offre anche una innovativa ipotesi biografico-intellettuale con particolare enfasi sul contesto politico. Ne emerge che i mondi, arabo ed euro-occidentale, non erano chiusi e reciprocamente ostili, ma continuamente interagenti al di là dello “scontro di civiltà”.
Massimo Campanini è laureato in Filosofa e diplomato in lingua araba. Ha insegnato nelle università di Urbino, Milano, Orientale di Napoli e infine Trento. Attualmente è Accademico dell’Ambrosiana di  Milano e visiting professor allo IUSS Pavia e al S. Raffaele di Milano. Fin dagli inizi della sua carriera accademica si è occupato di studi coranici, di pensiero filosofco e politico medievale e moderno, e di storia contemporanea dei paesi arabi.

martedì 13 agosto 2019

Giuliano e Lorenzo. La primavera dei Medici

Giuliano e Lorenzo. La primavera dei Medici
di Adriana Assini
pp. 192, € 14,00
Scrittura & Scritture, 2019
ISBN: 9788885746152
 
Giuliano è il sole; Lorenzo è cielo, mare e terra. Sono giovani, colti, carismatici e ammirati entrambi quando diventano i principi di Firenze.
All’altezza del nome che portano, trattano con successo sia gli affari privati che la cura della cosa pubblica, circondandosi di menti eccelse e rinomati artisti, tra i quali spicca il Botticelli. Ma presto, accanto a tanta luce, crescono le ombre.
Spensierato e seducente, Giuliano resta in secondo piano nel governo ma primeggia nelle faccende care a Venere, finendo per invischiarsi in una pericolosa storia d’amore con una donna maritata, Simonetta Cattaneo Vespucci, la più bella tra le belle. Lorenzo, invece, pur rivelandosi un politico abile e prudente, compie alcuni passi falsi nell’insidiosa palude del potere, procurandosi temibili rivali tra i banchieri, via via segretamente spalleggiati dal papato e da alcuni signori d’altri Stati.
Giorno dopo giorno, attorno agli invidiati fratelli Medici prendono forma e corpo oscurissime trame…
A distanza di una manciata d’anni dal tramonto dei due astri, nella città dell’Arno ormai in declino sarà Cosma, un giovane affascinante, cultore d’arte, a ripercorrere per la sua amata e inaccessibile Beatrice splendori e tenebre di quella irripetibile stagione.
Adriana Assini vive e lavora a Roma. Sulla scia di passioni perdute, gesta dimenticate, vite fuori dal comune, guarda al passato per capire meglio il presente e con quel che vede ci costruisce un romanzo, una piccola finestra aperta sul mondo di ieri. Dipinge. Soltanto acquarelli. E anche quando scrive si ha l’impressione che dalla sua penna, oltre alle parole, escano le ocre rosse, gli azzurri oltremare, i luccicanti vermigli in cui intenge i suoi pennelli. Con Scrittura & Scritture, ha pubblicato diversi libri, tutti a sfondo storico, tra cui La spada e il rosario. Gian Luca Squarcialupo e la congiura dei Beati Paoli (2019), Agnese, una Visconti (2018), Giulia Tofana. Gli amori, i veleni (2017) Le rose di Cordova (2007), La Riva Verde (2014) e Un caffè con Robespierre (2016).
www.adrianaassini.it

lunedì 12 agosto 2019

Alle origini dell'Epigrafia volgare

Alle origini dell'Epigrafia volgare
Iscrizioni italiane e romanze fino al 1275
di Livio Petrucci
pp. 216, € 20,00
Pisa University Press, 2019
ISBN:  978-886741-6585 

Il volume propone la prima rassegna su scala romanza delle più antiche epigrafi redatte in volgare e oggi ancora consultabili: un corpus di quarantatré reperti selezionati, con criteri espliciti ed uniformi, tra i cinquantacinque individuati attraverso un’ampia ricerca bibliografica.
Tutti i reperti proposti dalla bibliografia consultata sono uniformemente schedati; dei quarantatré reperti ammessi nel corpus viene fornita una documentazione fotografica a colori, per più di un terzo inedita. L’introduzione comprende: la discussione del posto delle epigrafi tra le prime scritture volgari; la selezione del corpus; uno studio dei reperti selezionati, sotto il profilo tipologico (con particolare riguardo agli epitaffi) e in relazione al significato dell’impiego del volgare.
Livio Petrucci ha insegnato Filologia italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa. Ha studiato: autografi di Boccaccio e Petrarca; testi napoletani, fiorentini e pisani dei primi secoli; la questione delle Origini. S’è occupato della topografia medievale delle sorgenti termali flegree, e ha pubblicato un foglio volante tedesco più volte stampato in occasione dell’eruzione del Monte Nuovo (1538). Attualmente studia testamenti volgari italiani del Due e del Trecento.

venerdì 9 agosto 2019

Demoni, mostri e meraviglie alla fine del Medioevo

Demoni, mostri e meraviglie alla fine del Medioevo
di Claude-Claire Kappler
a cura di Franco Cardini
pp. 472, € 28,00
Jouvence, 2019
ISBN: 8878016829
 
Dai tempi di Gilgames ai giganti antidiluviani sino alle creature vinte e assoggettate dagli dei o dagli eroi ellenici, la Terra è stata sempre patria di mostri. L'età antica ha consegnato al Medioevo un sapere incontestabile che esso ha raccolto e fatto proprio: dall'intrecciarsi della cultura pagana con quella cristiana sono scaturite sempre nuove e più complesse manifestazioni "mostruose". Il libro di Claude-Claire Kappler è un lungo viaggio tra i mirabilia del Basso Medioevo che finisce col rintracciare nelle esperienze degli uomini dell'epoca le allegorie simboliche, le paure, i sogni, le psicosi, i miti che vengono tramandati fi no al nostro tempo. Le merveilles medioevali non sono un'astrazione, ma vengono costituite da insiemi concreti di idee, immagini ed esperienze di ogni natura - politiche, religiose, sociali, artistiche, scientifiche -, che integrano una dimensione simbolica non soltanto "immaginata", ma vissuta, immediata. Interpretare e decodificare il mostro, quindi, equivale a un modo per renderlo domestico e reintegrarlo nella nostra cultura - dalla quale, in fondo, non è mai uscito. Leggere il mostro, esterno o interno alla mente umana, significa in altri termini riappropriarsi della natura intima delle cose, compresa quella dell'uomo.

martedì 6 agosto 2019

Arcadia medievale

Arcadia medievale
La bucolica mediolatina
di Elisabetta Bartoli
pp. 278, € 32,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833132174

Partendo dagli studi di area anglo-americana e tedesca, in cui più intensa è stata la riflessione sulla pastorale, questo lavoro formula una proposta di codifica del genere bucolico mediolatino, esplorando la letteratura normativa e i testi bucolici tardoantichi di raccordo tra Virgilio e il medioevo.
Le opere del corpus pastorale mediolatino vengono analizzate e contestualizzate sia sul piano storico-letterario sia all’interno del genere; i passi antologici, l’analisi tematica, l’approccio comparatistico risultano strettamente in linea con i metodi di analisi testuale più praticati in ambito internazionale.
Questo volume colma così una lacuna storiografica ormai solo italiana, inserendosi nel vivace dibattito contemporaneo sul genere bucolico.
Elisabetta Bartoli è dottore di ricerca in Letterature comparate e in Filologia latina medievale e umanistica. Si occupa di bucolica mediolatina e di epistolografia del XII secolo. Tra le sue precedenti pubblicazioni: Maestro Bernardo, Introductiones prosaici dictaminis (2019); I conti Guidi nelle raccolte inedite di modelli epistolari del XII secolo (2015).  

sabato 3 agosto 2019

Anselmo duca, abate, santo

Anselmo duca, abate, santo
Fondatore dell'abbazia di Nonantola
di Gabriella Malagoli
pp. 64, € 9,00
Edizioni Artestampa, 2019
ISBN: 9788864626789

Il fondatore dell’abbazia di Nonantola fu l’unico santo longobardo di stirpe nobile; nel corso della sua vita egli svolse ruoli diversi, visse esperienze di cui seppe fare tesoro e che furono preziose per la conduzione del suo cenobio. Nato da stirpe regale a Cividale del Friuli, la Forum Iulii famosa nel mondo romano perché sede di un importante mercato, divenne duca di questo strategico territorio e fidato collaboratore del re Astolfo, che aveva sposato sua sorella Giseltrude.
Come giunse dunque Anselmo a Nonantola, dove le prime quattro formelle dello stipite sinistro del portale della basilica sono a lui dedicate?
Al ducato del Friuli egli rinunciò per divenire monaco benedettino, e in questa veste fondò un monastero e un ospitale a Fanano; esigenze di carattere strategico però indussero re Astolfo a donare al cognato le terre di Nonantola, poste sul confine con l’esarcato bizantino. Ecco perciò che nel 752 Anselmo con suoi monaci si trasferì in locum nonantule, nella vasta pianura, occupata in gran parte da folte boscaglie e paludi. Qui egli diede vita ad una abbazia monastica, che divenne in breve tempo rinomata e fiorente e che fu all’origine della trasformazione di plaghe incolte in terre coltivate.
Gabriella Malagoli, nata e residente a Nonantola, laureata in Lettere classiche presso l’Università di Bologna, ha conseguito il diploma di paleografia e archivistica presso l’Archivio di Stato di Modena, ha insegnato italiano, latino e greco negli istituti di istruzione superiore e materie letterarie nelle scuole medie inferiori.
Sinceramente appassionata alla storia del paese, ha pubblicato articoli in diverse riviste, è coautrice di un’opera sulla storia di Nonantola ed ha profuso il suo impegno, in collaborazione con Enti ed Associazioni e in particolare con ArcheoNonantola e con il Museo benedettino nonantolano e diocesano di arte sacra, per dare ai concittadini la piena consapevolezza del patrimonio culturale ed artistico loro affidato, affinché sia conosciuto, conservato e valorizzato.

venerdì 2 agosto 2019

Architettura sacra in Calabria e Sicilia nell'età della Contea normanna

Architettura sacra in Calabria e Sicilia nell'età della Contea normanna
di Margherita Tabanelli
pp. 192, € 40,00
De Luca Editori d'Arte, 2019
ISBN: 978-88-6557-405-8
 
La Contea normanna di Calabria e Sicilia (1057-1130) è il nucleo territoriale intorno al quale si formerà, sotto Ruggero II d’Altavilla, il Regno di Sicilia. Un’area che, sin dai primi anni della conquista, vide la nascita di numerosi cantieri di architettura sacra per iniziativa di Roberto il Guiscardo e suo fratello Ruggero I: abbazie per comunità benedettine importate dalla Normandia, nuove cattedrali, priorati agostiniani, certose e una vasta rete di piccoli cenobi italogreci. Il volume ripercorre le vicende architettoniche di questo “preambolo” normanno nel Meridione fino all’alba dell’istituzione del Regno, focalizzandosi sui legami tra azione politica e scelte di committenza, come anche sui processi di interazione culturale che presero forma tra i nuovi dominatori e la popolazione autoctona, già di per sé eterogenea dopo secoli di governo bizantino e arabo.

giovedì 1 agosto 2019

Paramenti bugnati e architettura nella Firenze del Quattrocento

Paramenti bugnati e architettura nella Firenze del Quattrocento
di Gianluca Belli
pp. 656, € 50,00
Firenze Univercity Pres, 2019
ISBN: 978-88-6453-904-1 
Il libro indaga l’evoluzione dei paramenti bugnati in uno dei contesti forse più significativi per la loro storia, vale a dire nell’ambito dell’architettura fiorentina del Quattrocento, quando questo tipo di muratura intreccia il proprio sviluppo con quello dei palazzi realizzati durante il corso del secolo. Il tratto caratteristico è il naturalismo, che in forme e gradi diversi permea tutti i paramenti divenendo una sorta di inflessione locale, che contamina anche i linguaggi più aggiornati. A Firenze la renovatio dell’architettura antica passa infatti anche dalle murature, come non mancano di registrare gli scritti dei contemporanei, che descrivono i paramenti a bugne coevi paragonandoli al massiccio opus quadratum antico. Pur accogliendo la lezione di magnificenza dei bugnati giulio-claudî, i paramenti fiorentini tuttavia non diverranno mai una riproduzione pedissequa dei modelli romani, ma conserveranno sempre caratteri e schemi tradizionali, oscillando costantemente tra libertà espressiva e anelito al rigore della forma.

mercoledì 31 luglio 2019

Le terme di Viterbo tra Medioevo e Rinascimento

Le terme di Viterbo tra Medioevo e Rinascimento
La trattatistica in latino: pseudo Gentile da Foligno, Girolamo di Viterbo, Evangelista Bartoli
Ediione critica, traduzione e commento a cura di Edoardo D'Angelo
pp. IV-146, € 42,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-902-4
Il volume presenta in edizione critica e con introduzione, traduzione italiana e note, la principale trattatistica medievale e umanistico-rinascimentale in latino relativa alle fonti termali di Viterbo. In particolare sono editi: il trattato in prosa De Viterbiensibus balneis del medico Girolamo di Viterbo († 1395 circa), secondo le quattro redazioni in cui ci è pervenuto; un escerto, relativo sempre ai bagni viterbesi, contenuto in uno scritto attribuito a Gentile da Foligno; il poema didascalico (in esametri) De thermarum Viterbiensium virtutibus, che il viterbese Evangelista Bartoli scrive agli inizi del Cinquecento.

martedì 30 luglio 2019

La Disfida di Barletta e la fine del Regno

La Disfida di Barletta e la fine del Regno
Coscienza del presente e percezione del mutamento tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento
a cura di Fulvio Delle Donne, Victor Ravera Magos
pp. 254, € 27,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833132143

La Disfida di Barletta non fu solo un torneo cavalleresco tra tredici francesi e altrettanti italiani; fu anche la metafora, o meglio la sineddoche, di quanto stava avvenendo in quegli anni. Svoltasi il 13 febbraio 1503, durante la Seconda Guerra d’Italia, si tenne a ridosso della caduta della dinastia aragonese che dominò l’Italia meridionale per tutta la seconda metà del XV secolo. Anzi, si può dire che le Guerre d’Italia furono, allo stesso tempo, la causa e la conseguenza della fine del Regno, che da allora in poi fu a lungo ridotto a Viceregno.
Ci fu coscienza del cambiamento? Quale fu la percezione dei mutamenti? Si visse nella nostalgia di un glorioso passato o nella consapevolezza dell’avvento di una nuova epoca? A queste domande si risponde in questo volume, che mette la Disfida sullo sfondo del più ampio contesto politico e culturale europeo.
Fulvio Delle Donne insegna Letteratura latina medievale e Storia medievale all’Università della Basilicata. Sul periodo federiciano ha pubblicato Città e Monarchia nel Regno svevo di Sicilia, Salerno 1998; Il potere e la sua legittimazione, Arce 2005; Storia dello Studium di Napoli in età sveva, Bari 2010 (vincitore del Förderpreis della Stauferstiftung di Göppingen).

lunedì 29 luglio 2019

Minima Mediaevalia

Minima Mediaevalia
Saggi di filosofia medievale
di Rudolph Imbach
pp. 356, € 21,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2338-6
 
«Superare il presente, ma con gli occhi rivolti al passato». Questa nota formula di Antonio Gramsci compendia efficacemente il significato sotteso ai dieci saggi raccolti nel volume. Il titolo Minima mediaevalia allude sì al carattere necessariamente non sistematico della forma saggistica prescelta, ma soprattutto a quel residuo inesauribile che, nell’arco di una ricerca pluridecennale, consente all’autore di rinvenire nel pensiero medievale riflessioni gravide di futuro. Attraverso la lettura di testi di Agostino, Tommaso d’Aquino, Meister Eckhart e Dante, vengono analizzati cinque temi principali: la relazione vicendevolmente feconda tra allievo e maestro; la polisemia del termine filosofia e la pluralità di approcci che ne derivano; l’amore come motore dell’agire umano e come legge eterna che governa il mondo; il rapporto tra Bibbia e filosofia; l’universalità della ragione in special modo nella dimensione politica dantesca. Un percorso affascinato e affascinante che non mancherà di alimentare la curiosità intellettuale del lettore.
Rudolph (Ruedi) Imbach ha insegnato filosofia medievale all’Université de Fribourg in Svizzera (1985–2000) e all’Université Paris IV–Sorbonne (2000–2013), della quale è professore emerito. Nel 2001 è stato insignito del prestigioso “Prix Marcel Benoist” e nel 2016 la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) gli ha conferito il titolo di Doctor honoris causa. Autore di numerosi saggi e monografie; tra i titoli tradotti in italiano: (con F.–X. Putallaz) Professione Filosofo. Sigieri di Brabante (1998); Dante, la filosofia e i laici (2003); (con A. Oliva) La filosofia di Tommaso d’Aquino. Punti di riferimento (2012); (con C. König–Pralong) La sfida laica. Per una nuova storia della filosofia medievale (2016). 

sabato 27 luglio 2019

La pentola di Leonardo

La pentola di Leonardo
Storie di corte, di vita quotidiana, di cibo e di cucina
di Carlo G. Valli
pp. 160, € 14,00
Cierre edizioni, 2019
ISBN: 9788883149856
 
Nel 2019 ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Il libro prende spunto da questo importante anniversario per descrivere un aspetto inedito della sua multiforme personalità: oltre che sommo pittore, scultore, architetto, fisico, geologo, musicista, poeta, egli è stato cerimoniere di corte, organizzatore di spettacoli e banchetti e appassionato di cucina. Ha approfondito l’uso del fuoco, i sistemi di cottura e di pulizia, e ha inventato alambicchi, impianti e forni: marchingegni documentati in questo libro con alcuni disegni e appunti originali. Nella “pentola di Leonardo” troviamo approfondimenti sulla sua attività di cerimoniere e regista di convivi e anche sulla sua vita quotidiana. Egli conosceva e praticava le ricette del tempo ed era sensibile ai prodotti della terra, che sapeva come trattare e lavorare. Dai suoi taccuini emergono le liste delle spese alimentari giornaliere, che ci consentono di definire il suo stile di vita e i suoi gusti. Argomenti minori ma di grande interesse e spesso ignorati o non sviluppati nella enorme bibliografia dedicata a Leonardo. Ripercorrendo l’esistenza del grande uomo d’ingegno dalla nascita alla morte, in queste pagine l’autore si concentra in particolare su tali attività, colmando una lacuna nella divulgazione della grandiosa epopea leonardesca.
Carlo G. Valli, consulente e docente di marketing e comunicazione, si occupa attivamente di tradizioni popolari e storia degli alimenti. Su questi argomenti ha scritto una quarantina di volumi, tra cui Pasta Nostra Quotidiana (Muzzio, 1991), Belle Feste (Muzzio, 1992), Garda Garda (Muzzio, 1997), La lunga storia dell’olio e del formaggio (Cierre 2001), Nel nome della carne (FK, 2000), C’erano una volta vecchi mestieri (Cierre, 2001), 75 piatti da salvare della cucina italiana (2002), Gli antichi sapori dei mangiari di strada (Cierre, 2003), Cucina e vini del Garda (Muzzio,2004), La storia della pentola (con Eugenio Medagliani, Bibliotheca Culinaria, 2004), La pasta, viaggio in Italia (Agra, 2005), Vini e miti (Cierre, 2008, Premio Cesare Pavese), Marchesi si nasce (Rizzoli, 2010), Sole sale vento fuoco (Cierre, 2012), Vino, un dono di civiltà (Azzura, 2014), Bevevano e mangiavano i nostri padri (Il Valletto, 2015), Un cuoco costava più di un cavallo. L’avventura dei cuochi nella storia della cucina italiana (Cierre, 2016).

venerdì 26 luglio 2019

Castagnaro 1387

Castagnaro 1387
Hawkwood's great victory
di Kelly DeVries, Niccolò Capponi
Illustrator: Graham Turner
pp. 96, € 14,99
Osprey Publishing, 2019
ISBN: 9781472833518

The battle of Castagnaro, fought on 11 March 1387 between the Veronese and the Paduans, is one of the most famous Italian medieval conflicts in the English-speaking world. This is thanks in no small part to the exploits of the renowned English mercenary (or condottiero) captain, Sir John Hawkwood. Commanding the Paduan army, he led them to a stunning victory.
This new study challenges the conventional story of the battle, relocating it to the other side of the Adige River, and showing that Hawkwood was no mere disciple of his previous commander, the Black Prince-he was a highly talented and intelligent general in his own right. Using specially commissioned full-colour artwork, this fascinating book shows how Hawkwood used his own acumen, and the training, skills, and discipline of his very experienced condottieri, to defeat his opponents at Castagnaro.
Kelly DeVries holds a PhD from the Centre for Medieval Studies at the University of Toronto. He is professor of history at Loyola University Maryland and has most recently written Medieval Weapons: An Illustrated History of their Impact (2007) and The Artillery of the Dukes of Burgundy, 1363-1477 (2006), both with Robert Douglas Smith. His other books include: Medieval Military Technology (1992); Infantry Warfare in the Early Fourteenth Century: Discipline, Tactics and Technology (1996); The Norwegian Invasion of England in 1066 (1999); Joan of Arc: A Military Leader (1999); A Cumulative Bibliography of Medieval Military History and Technology (2002; updated 2005); and Guns and Men in Medieval Europe, 1200-1500: Studies in Military History and Technology (2002), as well as several edited works. In addition he is the author of more than 60 articles on military history and the history of military technology. He currently edits the Journal of Medieval Military History and is the series editor for the History of Warfare series of Brill Publishing.
Count Niccolò Capponi is a part of Florence's living history. His family has been in the city since the thirteenth century and he is a historian. After earning a PhD in military history from the University of Padova, he returned to Florence where he currently teaches political science and the history of Florence to Americans studying abroad. He is, most recently, author of Victory of the West: The Story of the Battle of Lepanto, as well as I legionari rossi: Le brigate internazionali nella guerra civile spagnola 1936-1939, a history of the international brigades during the Spanish Civil War.

giovedì 25 luglio 2019

La via dei lupi

La via dei lupi
di Carlo Grande
pp. 216, € 10,00
TEA Edizioni, 2019
ISBN: 9788850254743

Siamo nella prima metà del 1300. François di Bardonecchia è un nobile di montagna, un uomo vero e onesto, fedele alleato e amico del Delfino, il Principe Guigo. Tornato da una missione, scopre che Clotilde, l'adorata e bellissima figlia di diciassette anni, è stata sedotta dal Principe, che così vuole anche impadronirsi del suo territorio. È un'umiliazione troppo pesante da sopportare. Infranto il patto di fedeltà e schieratosi a fianco del duca di Savoia, storico nemico del Delfino, François ingaggerà una dura lotta contro il Principe sleale. Catturato, riuscirà, però, a evadere, e si darà alla macchia, lupo tra i lupi, dove per oltre dieci anni condurrà un'esistenza raminga e orgogliosa. Intensa, coinvolgente, straordinariamente poetica, questa storia ha il pregio indiscutibile di essere vera: François di Bardonecchia è un personaggio storico, un uomo che incarna la doppia anima del Medioevo, fatta di passioni e tradimenti, di crudeltà e devozione, sullo sfondo della natura più intatta ed estrema degli orsi e dei lupi. La natura, rifugio ultimo, culla e custode dei valori dell'umanità.
Carlo Grande, scrittore e giornalista torinese, lavora alla «Stampa» e collabora con diverse testate, occupandosi di cultura e ambiente. Ha diretto per molti anni la rivista di Italia Nostra. Nel 2018 ha diretto il documentario Last Angeles. One City, One Dream, dedicato alle storie di alcuni italiani che vivono e lavorano a Hollywood.

mercoledì 24 luglio 2019

Il vino dei Templari

Il vino dei Templari
a cura di Enrico Angiolini
pp. 96, € 11,00
Penne & Papiri, 2019
ISBN:  9788889336786
Il presente volume raccoglie gli atti del convegno su Il vino dei Templari. Ricerche a Bologna tra archivistica, iconografia, archeologia, palinologia e genetica, che si è svolto il 25 novembre 2017 nella sede del Museo della Beata Vergine di San Luca a Bologna.
Questo lavoro complessivo rappresenta la logica conseguenza, coerente con l’ampliamento delle ricerche e con la qualità dei risultati finora ottenuti, di indagini precedenti condotte secondo diverse competenze sui Templari e sulla Magione templare di Bologna. La scelta del tema muoveva dal fatto che l’argomento offre risvolti importanti in relazione alla scelta dell’Ordine di insediarsi in una città emergente per posizione geografica e per lo Studio famoso, alla storia dell’Ordine stesso rispetto ad altre istituzioni laiche ed ecclesiastiche, e infine al fatto che a Bologna è nota la sede dell’antica Magione, in angolo tra l’antica Via Aemilia, oggi Strada Maggiore, e Vicolo Malgrado.
Indagini archeologiche, anche se modeste, condotte nel 2016 nella cosiddetta “Sala dei Cavalieri” all’interno della Magione e nelle adiacenze, hanno restituito una serie di informazioni sull’evoluzione nel tempo del complesso, nonché numerosi granuli pollinici, molti di vite, che hanno stimolato una ricerca palinologica.
I risultati di queste ricerche, diversamente declinate, danno maggior spessore all’iniziale progetto di ricomporre eventi storici nascosti dal tempo e, spesso, dal disinteresse; il progetto diviene, in questo modo, anche comunicazione culturale.
Non si conclude quindi qui il viaggio sulle orme dei Templari bolognesi: la ricerca, che finora ha dato promettenti risultati, proseguirà nella convinzione che i Templari e la loro attività, in specifico nel Bolognese, abbiano ancora molto da raccontare.

martedì 23 luglio 2019

Corpi medievali. La vita, la morte e l'arte

Corpi medievali. La vita, la morte e l'arte
di Jack Hartnell
tradizione di Luca Bianco
pp. XIV-384, € 34,00
Einaudi, 2019
ISBN: 9788806241421

Che rapporto ebbero gli uomini e le donne medievali con il proprio corpo? Come in un fantastico corteo, questo saggio sorprendente chiama a raccolta medicina, arte, poesia, musica, politica, filosofia e storia culturale e sociale per rivelare l’effettiva condizione di chi nel Medioevo visse e morí.
Le vite degli uomini e delle donne medievali erano per molti versi simili alle nostre, ma allo stesso tempo erano colme di esperienze miracolose e metaforiche radicalmente diverse. Si viveva in un’epoca in cui le ferite mortali potevano essere guarite durante la notte per opera di un intervento divino, oppure il cuore di un re, estratto dal cadavere, veniva utilizzato come efficace emblema del potere politico. Grondante sangue e oro, feticizzato e torturato, porta d’accesso alle delizie terrene e punto di contatto con il divino, fatto a pezzi ma potente persino oltre la morte: nel mondo medievale non esisteva terreno piú fecondo e simbolico di quello del corpo.
In Corpi medievali, lo storico dell’arte Jack Hartnell svela i modi complessi e affascinanti attraverso i quali la gente del Medioevo pensava, esplorava e sperimentava la propria fisicità. Nei dipinti e nei reliquiari che celebravano i martiri dei santi, sovente bizzarri, la dimensione sacra del corpo lasciava un segno tangibile. Nella letteratura e nella politica, i cuori e le teste divennero potenti metafore che modellavano i sistemi di governo e la società in modi che perdurano ancor oggi. I medici e i filosofi naturali incrociavano secoli di sofisticate conoscenze mediche, mettendo spesso in pratica un’ignoranza della fisiologia tanto profonda quanto macabra nei suoi risultati.
Jack Hartnell insegna Storia dell'Arte presso l'University of East Anglia, Norwich. In precedenza ha ricoperto incarichi alla Columbia University, al Courtauld Institute, al Max-Planck-Institut e al Victoria and Albert Museum di Londra. Per Einaudi ha pubblicato Corpi medievali. La vita, la morte e l'arte (2019).

lunedì 22 luglio 2019

Plutarchi Chaeronensis

Plutarchi Chaeronensis
De tranquillitate et securitate animi Guillielmo Budaeo interprete
A cura di Stefano Martinelli Tempesta
pp. XII-183, € 42,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-844-7

Anche se gli studi degli ultimi decenni hanno fatto emergere un numero cospicuo di traduzioni latine quattrocentesche dei Moralia plutarchei, resta nella sostanza ancora valido il giudizio a suo tempo espresso da Konrat Ziegler, secondo il quale furono le Vitae di Plutarco ad avere un notevole influsso sulla cultura quattrocentesca, piuttosto che i Moralia. Nella fattispecie, un testo come il De tranquillitate animi, così importante nella diffusione delle dottrine eutimistiche e che pure ebbe una circolazione umanistica nell'originale greco, non fu mai tradotto nel corso del Quattrocento.
Dobbiamo la prima traduzione latina dell’opuscolo a uno dei padri fondatori degli studi greci in territorio transalpino, Guillaume Budé, che nei primi anni del Cinquecento aveva aperto la strada alla fortuna europea di Plutarco traducendo i Placita philosophorum (1502, per Germain de Ganay), il De fortuna Romanorum insieme al De Alexandri fortuna aut virtute (1503, per Pierre de Courthardy). Il De tranquillitate animi fu tradotto da Budé entro il maggio del 1505, tumultuario stylo, durante una missione che il re di Francia gli aveva affidato presso il papa, Giulio II, al quale la versione fu dedicata. Di questa traduzione, apparsa a stampa per la prima volta presso Josse Bade nel 1505 e poi più volte ristampata, sono sopravvissute – per quanto sinora emerso – tre copie manoscritte, delle quali una, il ms. lat. 124 della biblioteca di Ginevra, è considerata quella di dedica a Giulio II e preserva, nei margini, alcuni interventi autografi di Budé.
Quanto mai opportuna, dunque, un’edizione critica che tenga conto della tradizione manoscritta e degli esemplari a stampa (alcuni dei quali, tra l’altro, presentano interventi a penna dei quali l’editore dà notizia alla fine della sua prefazione). Questa versione, infatti, nonostante i limiti dovuti alla non stretta aderenza al dettato dell’originale greco, secondo una precisa e consapevole tecnica versoria, ebbe una grande influenza, grazie alla riconosciuta autorevolezza del suo autore: fu, per esempio, tradotta in inglese da Thomas Wyat e in italiano da Antonio Massa; fu, inoltre, utilizzata quale fonte di ispirazione critico-testuale a partire dai grandi ellenisti del Cinquecento, come Xylander e Muret, per giungere a Daniel Wyttenbach e agli apparati delle moderne edizioni critiche dei Moralia plutarchei.

domenica 21 luglio 2019

Nascita e morte di un quartiere medievale

Nascita e morte di un quartiere medievale
Siena e il Borgo Nuovo di Santa Maria a cavallo della peste del 1348
di Gabriella Piccinni
pp. 224, € 17,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Pacini Editore, 2019
ISBN: 978-88-6995-610-2

Negli anni Venti e Trenta del Trecento più di novanta nuove abitazioni, una chiesa e alcune strutture per la produzione dei tessuti di lana invasero la valle retrostante il palazzo del Comune di Siena con una lottizzazione che accolse flussi di nuovi cittadini, soprattutto notai e qualche giudice. Il Borgo Nuovo di Santa Maria avrebbe dovuto dare nuova centralità del Campo, riequilibrando lo sbilanciamento dei pesi demografici della città e creando nuovi collegamenti stradali, interni ed esterni alle mura. L’area fu però abbandonata dopo pochi decenni, a cavallo delle grandi epidemie del Trecento, quando molti documenti segnalano il restringersi della città verso il suo centro, con il verde che prende il sopravvento negli spazi più vicini alle mura cancellando i segni delle abitazioni.
Quella che ricostruiamo è dunque una storia esemplare che trasformò la valle da sede di un progetto generale di riorganizzazione e espansione urbana a luogo “separato dal transito de le genti”. Il fatto che al progetto del nuovo borgo non abbia corrisposto una centralità sullo spazio realmente edificato ne ha cambiato profondamente il senso, alterando l’equilibrio tra pieni e vuoti e mantenendo al Campo e al palazzo del Comune una centralità ‘identitaria’ che non corrisponde a una reale centralità rispetto al volume di costruito. 
Gabriella Piccinni (Siena, 1951) insegna Storia Medievale all’Università di Siena. Si occupa prevalentemente di storia della società italiana del Medioevo.

sabato 20 luglio 2019

L'arte della sopravvivenza

L'arte della sopravvivenza
di Gastone Breccia
pp. 240, € 10,00
Nuova Argos, 2019
ISBN: 8888693378

L'intelligence militare nell'impero romano d'Oriente, parte dell'attività degli eserciti bizantini e arma per la sicurezza del sovrano, il detentore del potere supremo, personificazione della legge e della giustizia divina, primo tra gli uomini e protettore del popolo dei «fedeli in Cristo».
Gastone Breccia è ricercatore di Civiltà bizantina presso l’Università degli Studi di Pavia. Negli ultimi anni si è dedicato alla ricerca in campo storico-militare anche al di fuori dell’ambito della bizantinistica. Esperto di teoria militare, di guerriglia e controguerriglia, ha condotto ricerche sul campo in Afghanistan (2011) e Kurdistan (Iraq e Siria, 2015). È membro del direttivo della Società Italiana di Storia Militare (SISM) e collaboratore fisso della rivista “Focus Wars”. Tra le sue più recenti pubblicazioni:I figli di Marte. L’arte della guerra a Roma antica (Mondadori 2012); L’arte della guerriglia (Il Mulino 2013); La tomba degli imperi (Mondadori 2013); Le guerre afgane (Il Mulino 2014); Nei secoli fedele. Le battaglie dei Carabinieri 1814-2014 (Mondadori 2014); 1915. L’Italia va in trincea (Il Mulino 2015); Guerra all’Isis. Diario dal fronte curdo (Il Mulino 2016).