domenica 16 giugno 2019

I manoscritti datati delle Marche

I manoscritti datati delle Marche
A cura di Paola Errani
Con la collaborazione di Marco Palma e Paolo Zanfini
pp. X-166, € 95,00
Sismel. 2019
ISBN: 978-88-8450-880-5
 
Il volume contiene le schede di 93 manoscritti (72 datati e 21 con sottoscrizione del copista o del miniatore) che sono conservati in 16 città marchigiane: Ancona, Ascoli Piceno, Camerino, Fabriano, Falconara Marittima, Fano, Fermo, Macerata, Monteprandone, Osimo, Ostra, Pesaro, Recanati, San Severino Marche, Sarnano, Urbino. È introdotto dalla storia delle biblioteche e degli istituti di conservazione ed è corredato dagli indici, dalla bibliografia e da 103 tavole in bianco e nero che offrono la documentazione fotografica dei codici descritti.

martedì 11 giugno 2019

Gli Angiò in Italia centrale

Gli Angiò in Italia centrale
Potere e relazioni politiche in Toscana e nelle terre della Chiesa (1263-1335)
di Pierluigi Terenzi
pp. 384, € 30,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833131627

Fra Due e Trecento, l’Italia centrale vide fra i suoi protagonisti gli Angiò, la dinastia francese che subentrò agli Svevi nel regno di Sicilia. L’esperienza angioina in Toscana e nelle terre della Chiesa è stata a lungo considerata una parentesi nello sviluppo dei comuni italiani e posta in relazione alla variabile capacità del papato di controllare i propri territori. In realtà, gli Angiò si radicarono in quelle regioni e ne diventarono attori politici stabili. Leader dei guelfi italiani, furono vicari della Toscana e dell’Italia imperiale, rettori di Romagna, senatori di Roma, podestà e signori di alcune città e referenti politici di molte altre.
Come riuscirono a ottenere il potere? In cosa consisteva e come lo esercitavano? Quali gruppi li sostenevano o li osteggiavano nelle città? Come potevano convivere culture politiche all’apparenza tanto diverse come quella monarchica, quella papale e quella comunale? Questo volume, superando la frammentazione storiografica e le generalizzazioni, offre la prima indagine organica sugli Angiò in Italia centrale, per rispondere a queste e altre domande legate a uno dei temi più controversi della storia medievale, attualmente al centro di nuove riflessioni: le signorie cittadine

lunedì 10 giugno 2019

Capitani di ventura: Sigismondo Pandolfo dei Malatesti e Federigo da Montefeltro

Capitani di ventura: Sigismondo Pandolfo dei Malatesti e Federigo da Montefeltro
di Pierluigi Romeo di Colloredo Meis
pp. 150, € 26,00
Luca Cristini Editore (Soldiershop), 2019
ISBN: 889327471X

Federigo II da Montefeltro, conte - poi duca - di Urbino, e Sigismondo Pandolfo dei Malatesti furono due veri figli del Rinascimento: Sigismondo eccessivo in tutto, nei vizi come nelle virtù, Federigo, detto dagli umanisti Lume della Italia, prudente ed allo stesso tempo capace di ferocia (probabilmente assassinò il fratellastro e abbandonò al sacco ed alla strage Fossombrone, colpevole di aver aperto le porte al Malatesti, Montorio e Volterra, e fu tra i mandanti occulti della congiura dei Pazzi); furono entrambi tra i più grandi capitani del Rinascimento, divisi tra loro da un odio feroce, che trascese le tradizionali rivalità delle due dinastie per diventare qualcosa di personale e di cieco; entrambi uomini di straordinaria cultura, veri figli del Rinascimento, che popolarono le proprie corti di umanisti ed artisti come Brunelleschi, Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Pedro Berruguete, Luciano Laurana, e che utilizzarono i loro guadagni di mercenari per l’edificazione di due dei più grandi capolavori dell’arte universale, il Tempio malatestiano di Rimini e lo splendido Palazzo Ducale di Urbino. E’ stato scritto che la lotta tra Malatesta e Montefeltro si svolse come un torneo mostruoso, tra due uomini, gli ‘ultimi due cavalieri’ che si affrontavano nel crepuscolo del medioevo. Era un conflitto arcaico, combattuto però con i mezzi della guerra moderna, le bombarde e le macchine per l’assedio.Una guerra combattuta con le armi tradizionali, sui cambi di battaglia, nelle cancellerie diplomatiche delle due corti, ma anche con la propaganda, che ci ha consegnato un’immagine di Federigo II come il lato luminoso, apollineo, del sovrano rinascimentale, e Sigismondo Pandolfo come quello oscuro, dionisiaco. Questa è la loro storia, e la storia del Quattrocento italiano, splendente e corrusco di sangue.

domenica 9 giugno 2019

Francesco e francescanesimo nella società dei secoli XIII-XIV

Francesco e francescanesimo nella società dei secoli XIII-XIV
di Stanislao da Campagnola
pp. XIV-482, € 56,00
CISAM, 2019
ISBN: 978-88-6809-255-9

I saggi raccolti in questo volume, editi dal 1968 al 1988, rappresentano i più significativi contributi nell’ambito degli studi francescani dell’Autore. Per la maggior parte sono l’esito di interventi in occasione di convegni negli anni della docenza di Studi francescani. In alcuni saggi sono studiate le strette relazioni tra l’esperienza religiosa di Francesco d’Assisi e dei frati Minori con i fedeli, lette nel contesto cittadino, ambito privilegiato della loro attività apostolica. In alcuni contributi si evidenzia l’influsso che il gioachimismo ebbe tra i Minori e la loro partecipazione a movimenti popolari animati da istanze di rinnovamento religioso.  Altro nucleo di interesse sono figure preminenti della prima generazione minoritica, come Egidio d’Assisi e Antonio di Padova, nelle loro vicende storiche ed agiografiche.

sabato 8 giugno 2019

La macchina del mondo

La macchina del mondo
Gli scritti rivoluzionari sulla natura e la tecnica
di Leonardo da Vinci
pp. 224, € 17,00
BUR, 2019
ISBN: 9788817119870
 
A cinquecento anni dalla morte, Leonardo da Vinci incarna ancora in modo esemplare l’ideale di intellettuale del Rinascimento e del genio. Artista, matematico, fisico, architetto, ingegnere e molto altro ancora: impossibile non rimanere affascinati dalla sua instancabile analisi del mondo che lo circondava e dalla capacità di tradurre queste osservazioni in una serie infinita di invenzioni, molte delle quali anticipano di secoli la modernità. Il risultato di questa attività incessante di studio è condensato in una produzione enorme di schizzi, disegni e annotazioni che costituiscono un patrimonio inestimabile, disperso dalle vicissitudini storiche in tutto il mondo. In questo volume sono raccolti per la prima volta insieme gli scritti di Leonardo che illustrano le sue osservazioni sul mondo in cui viveva – dai fenomeni naturali come la visione, la luce, il funzionamento dell’occhio umano o lo scorrere dell’acqua di un fiume, alle annotazioni pratiche sulla pittura o la scultura o su come si debba costruire una stalla o erigere una fortezza inespugnabile – impreziositi da splendide immagini tratte dal Codice Atlantico e dalle altre principali raccolte, come quelle degli archivi del Vaticano o della Biblioteca reale di Windsor. Una vera e propria “finestra” aperta sulla mente di un genio, sul suo lavoro e su un’epoca in cui i confini fra le discipline erano ancora incerti e venivano gettate le fondamenta del mondo moderno.
Leonardo da Vinci (1452-1519), massima espressione dell’ingegno e del talento universale del Rinascimento, fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, matematico, anatomista, alchimista, musicista e inventore.

venerdì 7 giugno 2019

Streghe

Streghe
Storie di donne indomabili dai roghi medievali ai #metoo
di Mona Chollet
pp. 253, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Utet, 2019
ISBN: 9788851169244
 
Nel 1487 si diffonde in Europa il Malleus Maleficarum, scritto da due frati domenicani, Jakob Sprenger e Henricus Institoris. Legittimato da una bolla di papa Innocenzo VII, il volume spiega come identificare e perseguitare le “malefiche” creature che «uccidono il bambino nel ventre della madre, così come i feti delle mandrie e dei greggi, tolgono la fertilità ai campi, mandano a male l’uva delle vigne e la frutta degli alberi; stregano uomini, donne, animali; fanno soffrire, soffocare e morire vigne e piantagioni; inoltre perseguitano e torturano uomini  donne attraverso spaventose e terribili sofferenze e dolorose malattie interne ed esterne; e impediscono a quegli uomini di procreare, e alle donne di concepire».
In mancanza di queste flagranti colpe, per essere dichiarate streghe basta il sospetto: alcune vengono bruciate sul rogo per i loro costumi ritenuti troppo liberi, per aver rifiutato un corteggiamento o per essersi opposte a delle molestie, per la loro sapienza nelle scienze mediche o per condurre una vita appartata… Per tutto il Rinascimento, migliaia di donne vengono perseguitate, torturate e uccise.
Attraverso un’analisi precisa e originale, Mona Chollet rintraccia in questa oscura tragedia l’origine della condizione femminile attuale. Perché l’accusa di stregoneria, di essere le lussuriose amanti del diavolo, divenne presto un’arma di sottomissione. È da quel momento che la donna ha lentamente cominciato a chiudersi in un ristretto spazio domestico, a rinunciare alle proprie ambizioni, a sopprimere i propri desideri, ma non solo. È qui che nascono molti dei nostri pregiudizi: verso le donne anziane, simili all’iconografia tipica del sabba, verso le zitelle, le libertine, le ribelli…
A distanza di secoli, le streghe sembrano essere nuovamente dappertutto: che vendano grimori su Etsy o si travestano su Instagram, che si uniscano per lanciare incantesimi contro Donald Trump o marcino in piazza al grido di: «Siamo le figlie di quelle che non siete riusciti a uccidere». In tempi di manifestazioni femministe e rivendicazioni salariali, di femminicidi e #MeToo, le streghe sono definitivamente uscite dai libri di storia, perché oggi, come ci ricorda Mona Chollet, «incarnano la donna libera da ogni limitazione, sono un ideale verso cui tendere. Le streghe ci indicano il cammino».
Mona Chollet è una scrittrice e giornalista franco-svizzera. Caporedattrice di “Le Monde diplomatique”, ha collaborato con “Charlie Hebdo” e pubblicato saggi sulla condizione femminile nella società occidentale.

giovedì 6 giugno 2019

Lo statuto duecentesco del Comune di Radicofani

Lo statuto duecentesco del Comune di Radicofani
a cura di Mario Marrocchi
pp. 132, € 24,00
Clueb, 2019
ISBN: 978-88-491-5614-0

Lo statuto di Radicofani del 1255, sebbene giunto fino ai nostri giorni privo di una parte iniziale, porta informazioni utili a conoscere meglio le vicende di questo castello, posto in una posizione strategica a controllo della Francigena, la strada che nel medioevo collegava il nord Europa a Roma. All’epoca, Radicofani era sotto il controllo pontificio e rappresentava la punta avanzata a settentrione delle terre papali, continuando altresì a tessere relazioni con altri centri del territorio. Come è proprio degli statuti, anche questo – di cui si presenta l’edizione, accompagnata da una traduzione in italiano – è prodigo di informazioni sulla vita quotidiana della comunità, sulla sua organizzazione istituzionale, sulle opere di edilizia pubblica, di manutenzione delle strade e di gestione del territorio, sulle pratiche di agricoltura e di allevamento e su molti altri temi di storia sociale ed economica. Oltre ai testi e agli apparati predisposti dal curatore del volume, l’introduzione di Alfio Cortonesi espone gli elementi di maggior interesse del testo, con particolare riguardo alla storia agraria, mentre lo studio in appendice di Angela Lanconelli fornisce un inquadramento delle vicende di Radicofani tra Due e Trecento.

mercoledì 5 giugno 2019

Averroè l'inquietante

Averroè l'inquietante
L'Europa e il pensiero arabo
di Jean-Baptiste Brenet
pp. 116, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095872

Averroè (1126-1198), al secolo Abū al-Walīd Muḥammad ibn Aḥmad Ibn Rushd: medico, giurista, cadì, filosofo e commentatore di Aristotele, erede delle grandi figure del pensiero greco-arabo e una delle principali fonti delle culture ebraica e latina del Medioevo. È però stato a lungo, agli occhi dei lettori europei, l’uomo della folle tesi secondo cui l’intelletto umano sarebbe separato dagli individui e unico per tutta la specie. La conseguenza? La negazione della proposizione “io penso”, ovvero la rovina della razionalità. Ma perché l’averroismo, sin dalla sua prima apparizione aspramente combattuto, non ha mai smesso di affascinare e risorgere? Sulla scorta di Freud, questo libro propone una risposta: Averroè è l’archetipo del “perturbante”, venuto a inquietare la latinità o, se si vuole, l’Europa.
Jean-Baptiste Brenet insegna Storia della filosofia araba all’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne. È autore di Je fantasme. Averroès et l’espace potentiel (Verdier, 2017) e Intellect d’amour (con G. Agamben, Verdier, 2018).

martedì 4 giugno 2019

Sant'Ubaldo vescovo ed esorcista

Sant'Ubaldo vescovo ed esorcista
di Alessio Bologna
pp. , € 14,00
Carmignani Editrice, 2019
ISBN: 9788893831055
 
Quali sono le origini della festa di Sant’Ubaldo, una delle più sentite dai Pisani? E perché si tiene tradizionalmente presso la chiesa di S.Michele degli Scalzi? L’Autore, grazie all’esame di antichi manoscritti, reliquie, opere artistiche e musicali, ci conduce attraverso un itinerario plurisecolare e inedito, che ha inizio in Umbria con la vita di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio (secoli XI-XII), per poi svilupparsi fino alle rive terminali dell’Arno, nel sobborgo orientale pisano anticamente denominato Orticaia. La ricerca intende quindi contribuire a far luce su una pagina significativa, eppure poco conosciuta, di due importanti comunità dell’Italia centrale, Pisa e Gubbio, i cui destini risultano convergere a più livelli (storico, politico, culturale in genere), compreso quello, civico e religioso allo tesso tempo, relativo al culto ubaldiano.
Alessio Bologna è storico e dottore di ricerca in Studi Italianistici, formatosi presso l’Università di Pisa. Tra le sue pubblicazioni, dedicate soprattutto a temi etico-religiosi e ad antroponimi tardo-medievali: Studi di letteratura “popolare” e onomastica tra Quattro e Cinquecento, Pisa, 2007; La pace nel Petrarca civile e altre ricerche di letteratura italiana, Pisa · Roma, 2008; «Collettanee» in morte di Serafino Aquilano, edizione a cura di Alessio Bologna, Lucca, 2009. Prima d’indagare sul culto di sant’Ubaldo a Pisa, alla materia locale si era già dedicato sia come autore dell’introduzione alla Guida della 58 a regata delle Repubbliche marinare (2013), sia come insegnante di Storia territoriale del Corso provinciale di Guide turistiche (2014) e del Progetto scolastico su Pisa e le vie del Mare nel Medioevo (2016).

lunedì 3 giugno 2019

La spada del lupo

La spada del lupo
di David Gilman
pp. 546, € 15,30
Edizioni Tre60, 2019
ISBN: 886702518X

Inghilterra, 1346. Thomas Blackstone è un giovane e abile scalpellino. Grazie al suo mestiere ha imparato come individuare le debolezze nella pietra. Ma grazie alla sua passione, l'arco, ha capito che, per colpire e uccidere, ci vogliono intelligenza e acume. Per questo non ha esitazioni quando, per evitare una condanna a morte per un omicidio che non ha commesso, gli viene chiesto di entrare nell'esercito di re Edoardo III, che si appresta a invadere la Francia. Turbato dalla crudeltà della guerra e dalla brutalità umana, Thomas lotta non soltanto per sopravvivere, ma soprattutto per mantenere la sua dignità e il suo onore. E mentre all'orizzonte si profila la battaglia più dura di tutte - quella di Crécy - Thomas si ritrova al centro di un complesso intrigo in cui l'amore e l'amicizia, la fiducia e il tradimento cambiano forma e colore in ogni istante. E di certo cambieranno la sua vita, quando, nella furia della battaglia, sarà proprio lui a salvare il figlio del re da morte certa...

domenica 2 giugno 2019

La biblioteca del diavolo

La biblioteca del diavolo
di Alessandro Troisi
pp. 320, € 7,90
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822729613

La nave mercantile Esperia solca a fatica il mare in tempesta. Sottocoperta cela un misterioso ospite, un uomo inquieto e taciturno, che indossa un’armatura malridotta e ha una grande croce rossa sul tessuto logoro che gli copre il petto. È il conte Filippo, un guerriero dalla forza straordinaria, che torna sconfitto e abbattuto dopo anni di lotte in Terrasanta. La guerra ha messo a dura prova le sue certezze, facendole vacillare. Per questo è ansioso di toccare terra e di raggiungere l’unica persona di cui si fida ciecamente: il vescovo Bernardo, suo mentore, che lo ha educato alla fede e alle armi dopo la morte dei suoi genitori. Ma il vescovo è impegnato a sua volta in una vera e propria guerra, che si svolge lontano dagli eserciti e dalla Terrasanta. Si tratta della caccia a un nemico insidioso e nascosto, le streghe. E intende addestrare Filippo a riconoscerle e punirle, rinsaldando così la sua fede. L’incontro con Eleonora, però, una semplice contadina, è destinato a cambiare per sempre il destino del conte guerriero. E questa volta la battaglia che lo aspetta è diversa da qualunque sfida abbia mai affrontato…
Alessandro Troisi è nato a Roma nel 1996. Frequenta il DAMS presso l’Università di Roma3. Legge moltissimo fin da bambino e ama soprattutto gli autori del Novecento. È appassionato di cinema e ama viaggiare. La biblioteca del diavolo, vincitore del concorso Ilmioesordio, è il suo primo romanzo.

sabato 1 giugno 2019

Secretum

Secretum
di Barbara Frale
pp. 232, € 10,00
Nuova Argos, 2019
EAN: 9788888693354

Il racconto dei Templari, pagina incompresa nella storia dell'Occidente medievale, e un nuovo sguardo su un momento rilevante di un frammento della cultura europea, ancora capace di incuriosire e attrarre dopo quasi settecento anni.
Barbara Frale è una storica medievista dell’Archivio Segreto Vaticano.Esperta di scritture e documenti antichi, ha pubblicato diversi saggi scientifici sui Templari, la Sindone di Torino e le discusse dimissioni di papa Celestino V. È anche autrice di romanzi storici ispirati alle fonti originali che rappresentano il suo normale ambito di lavoro. Fra i suoi libri si citano: I Templari e la sindone di Cristo (2009), Il principe e il pescatore. Pio XII, il nazismo e la tomba di San Pietro (2011), La lingua segreta degli dei (2012), La guerra di Francesco. Gioventù di un santo ribelle (2016), Il gioco degli arcani (2016).

venerdì 31 maggio 2019

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia
di Kari Elisabeth Børresen
pp. 256, € 24,00
Edizioni Il Pozzo di Giacobbe, 2019
ISBN: 978-88-6124-760-4
  
Alla morte di Kari E. Børresen, nell'aprile del 2016, alcune sue colleghe e amiche (Sara Cabibbo, Franca Ela Consolino, Cettina Militello, Marinella Perroni, Emanuela Prinzivalli) hanno deciso di renderle omaggio pubblicando in traduzione italiana una delle sue prime opere, Anthropologie médiévale et théologie mariale (Oslo 1971), e rendere così partecipe anche il pubblico italiano di uno degli apporti magistrali del pensiero della grande ricercatrice norvegese. La sua investigazione sul rapporto tra antropologia medievale e mariologia ha infatti segnato un punto di non ritorno della riflessione mariologica. Benché datata, quindi, essa non può comunque essere ignorata dalle nuove generazioni di studiosi, a cui il metodo di indagine di Kari Børresen mostra come soltanto la ricerca storica possa fornire lo strumentario adatto a un’adeguata comprensione della mariologia oltre che di tutta la storia del pensiero teologico. Da studiosa di storia delle idee e, in particolare, come studiosa dell’interazione fra linguaggio su Dio e antropologia, Børresen concentra il suo interesse sulla tarda antichità e sul medioevo, una stagione quanto mai decisiva per l’elaborazione dottrinale della teologia cristiana in cui affonda le sue radici, in modo tutto particolare, il pensiero mariologico. Da femminista, poi, Børresen cerca di portare alla luce i motivi alla base di quel forte androcentrismo che connota la teologia cattolica tradizionale e di cui il pensiero mariologico è stato e continua a essere uno dei vettori più potenti. La traduzione del saggio di Børresen è seguita da un suo articolo sullo stesso tema, apparso nel 1983 sulla rivista Concilium. Completano il libro una prefazione di Cettina Militello e una postfazione di Arianna Rotondo, alla quale si deve anche la cura dell’intero volume.

giovedì 30 maggio 2019

Castiglione Olona. La prima città ideale dell'Umanesimo

Castiglione Olona
La prima città ideale dell'Umanesimo
di Andrea Spiriti
pp. 224, € 22,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Mimesis Edizioni, 2019
ISBN: 9788857552750

La prima città ideale dell’Umanesimo è Castiglione Olona, rifondata nel 1422 e ultimata verso il 1440 dal cardinale Branda Castiglioni sulle terre di famiglia. Non si tratta del semplice abbellimento di un centro urbano, bensì della progettazione di un nucleo visto come spazio ideale per l’abitabilità umana, insieme paradigma e utopia. È il primo caso dell’Umanesimo, anteriore di un trentennio a Pienza, e capostipite di una lunga seriazione che giunge fino al Ventesimo secolo. Il progetto risale al cardinale Branda, protagonista dell’età dei Concili (Costanza, Basilea, Ferrara-Firenze) e grande diplomatico al servizio europeo della Santa Sede. Questo spiega il secondo aspetto del suo progetto: fare di Castiglione una sintesi dell’Europa, un microcosmo che riassume il macrocosmo. Il volume è finalizzato a una lettura nuova e sistematica della città ideale, con importanti acquisizioni attributive, cronologiche, iconografiche e iconologiche, e con le ultime risultanze dei restauri.
Andrea Spiriti, Professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi dell’Insubria, Direttore scientifico della rivista “Artisti dei Laghi”, Direttore scientifico di Appacuvi, Conservatore dei Musei Civici di Castiglione Olona, Coordinatore scientifico del Museo Giovanni Paolo II – Fondazione Porczyński di Varsavia, membro dell’Istituto Universitario “La Corte en Europa”. Specialista di storia dell’arte lombarda nei secoli XVI-XVIII, autore di oltre duecentonovanta pubblicazioni.

mercoledì 29 maggio 2019

Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo

Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo
di Francesco Senatore
pp. XIV, 1153, € 76,50
ISIME, 2018
ISBN: 978-88-98079-75-9

Attraverso una rigorosa analisi di fonti archivistiche, il volume propone una microstoria istituzionale della Capua quattrocentesca, durante i regni D’Angiò Durazzo e D’Aragona, di notevole interesse per la complessità del quadro politico e sociale che ne risulta. Vincendo tradizionali letture semplificatrici, spesso fortemente condizionate dall’ansia di comparare le vicende meridionali con quelle coeve del centro e nord della Penisola, l’autore pone in luce la peculiarità dei rapporti tra la Corona e le élites locali, con i forti tratti di collaborazione che caratterizzavano le relazioni tra il centro e la periferia, categorie queste ultime anche significativamente poste in discussione nello studio, almeno nell’accezione tradizionalmente contrappositiva. Importanti le acquisizioni sul piano della costituzione materiale del Regno e la vicenda dei suoi apparati amministrativi, connotati da una singolare dialettica tra forme in progressivo consolidamento e forte incidenza dei rapporti personali con il re, costante e pervasiva presenza nelle dinamiche di potere. Insomma, il vaglio meticoloso d’una notevole mole di fonti fa di Capua un luogo d’osservazione della diversificazione istituzionale del Regno, ponendo in discussione molti giudizi stereotipi e tralatici, e fornendo l’occasione per una discussione sulla storia meridionale assai utile alla conoscenza della formazione delle sue dirigenze e delle relative mentalità, dei rapporti tra i ceti e le istituzioni, del sovrano con i propri apparati ed, in un’espressione, del complesso intreccio d’interessi, aspirazioni, alleanze e conflitti attraverso cui la storia delle comunità si svolge nel tempo.

martedì 28 maggio 2019

La congiura dei Pazzi

La congiura dei Pazzi
Intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze dei Medici
di Lauro Martines
pp. 368, € 14,50
Oscar Mondadori, 2018
ISBN: 9788804678250

Nel 1478 Firenze, capitale dell’Umanesimo e centro economico e politico di una nuova Europa proiettata fuori dal Medioevo, è saldamente governata da Lorenzo il Magnifico. Ma il suo potere non è esente da forti e violente opposizioni. Domenica 26 aprile, durante la messa nella cattedrale, avviene il più sanguinoso attacco alla famiglia dei Medici: la congiura dei Pazzi. Lorenzo è ferito, suo fratello Giuliano muore. La vendetta è fulminea e inesorabile.
Lauro Martines racconta uno dei più truci episodi della storia fiorentina, riportandoci nel cuore di un’epoca straordinaria, in cui, accanto ai potenti impulsi alla crescita economica, politica, culturale, urbanistica, prospera un’indomabile volontà di potenza e sopraffazione perpetrata con ogni possibile inganno, intrigo, vendetta.
Lauro Martines, professore emerito dell'University of California, Los Angeles, esperto di umanesimo italiano, è autore di numerosi studi sull'Italia del Quattrocento, tra cui Power and Imagination. City States in Renaissance Italy. Per Mondadori ha pubblicato La congiura dei Pazzi (2004), Savonarola (2008).

lunedì 27 maggio 2019

Longobardi

Longobardi
I nostri padri
di Giancarlo Signore
pp. 304, € 17,00
Edizioni LSWR, 2019
ISBN: 8868957590

Conosciamo i Longobardi? Oppure ne abbiamo soltanto un ricordo scolastico? Popolo in armi, essi iniziarono la loro migrazione verso sud, movendo dalle brume Scandinave e sempre con le armi conquistarono la loro sopravvivenza. Giunsero in Italia nel 568 guidati da Alboino e ne vollero fare la loro patria, apprendendo la civiltà romano-italica e la religione cattolica, difendendola. Combatterono contro i Franchi, i Bizantini, gli Arabi, gli Slavi; senza la loro determinazione oggi l’Italia sarebbe diversa, sicuramente non nostra. Il testo, con laica imparzialità, intende riscoprire la storia dei Longobardi non solo per evidenziare le iniziali diversità dal mondo latino, ma per valorizzare la volontà che tra mille “avventure” li farà, infine, sentire Italiani. Alboino, Autari, la splendida Teodolinda, Agilulfo e Rotari sono i magnifici guerrieri che di fatto hanno partecipato alla costruzione della storia d’Italia. Il paradigma del testo è riconoscere dignità ai Longobardi, perché lo hanno meritato, perché sono i nostri padri.

domenica 26 maggio 2019

Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli

Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli
di Guido D'Agostino
pp. XII+188, 18,00
Edizioni Scientifiche Italiane, 2018
ISBN: 9788849537635
 
Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli, convocato da Alfonso il Magnanimo il Magnanimo appena compiuta la conquista del Mezzogiorno continentale, inaugura la lunga sequenza della storia parlamentare meridionale nell’età spagnola (1442-1642). Ed è bene, al riguardo, e qualunque sia la valutazione complessiva della vita e dell’attività svolta dalle assemblee in questione, ribadire che attraverso lo studio e la ricostruzione dei parlamenti, delle loro strutture, funzioni e prassi, emergono e si possono approfondire i più vari temi ed aspetti della storia complessiva di una data realtà geo-politica e statuale. Il caso presentato in questo volume fissa alcuni punti fermi in relazione a dibattute e controverse questioni quali quelle riguardanti la natura stessa del Parlamento che il Sovrano impianta, o ‘trapianta’, nel Regno rispetto alle omologhe istituzioni del contesto iberico, o anche delle grandi Isole (Sardegna e Sicilia) in cui erano già state poste in essere. Largo spazio viene dedicato, altresì, al «riscontro storiografico» e al problema delle fonti (prime fra tutte le raccolte dei Privilegi e Capitoli concessi dai governanti spagnoli al Regno e alla città-capitale, Napoli, nel corso dei secoli e messe a stampa sin dai primi decenni del Cinquecento). In ogni caso, assai densa, e in certa misura esaustiva, la rassegna dei principali studiosi con i relativi contributi da essi forniti, susseguitisi nel tempo, dai contemporanei ad Alfonso ai contemporanei di chi scrive. Infine, la sezione in cui ci si sofferma sul concreto svolgimento dei lavori, tra febbraio e marzo del 1442, nonché sui convocati, partecipanti o protagonisti: circa un centinaio di personaggi, presenti e variamente attivi, dei quali si è cercato di fornire i corrispondenti profili biografici. Il lavoro si completa, e conclude, con un’appendice documentaria, vari indici ed alcune immagini dell’attore principale (il Magnanimo), della cornice geografica napoletana e del sito specifico (in San Lorenzo) in cui le riunioni hanno avuto luogo; il tutto, preceduto, da una breve nota introduttiva, di carattere esplicativo.
Guido D’Agostino (Napoli, 1942), già Ordinario di Storia moderna, Storia e istituzioni del Mezzogiorno medioevale e moderno e Storia delle Istituzioni Parlamentari nella Università Federico II di Napoli e in quella di Camerino (Marche); ha svolto lezioni e seminari in varie istituzioni culturali e università spagnole. Attualmente è vicepresidente della Commission Internationale pour l’Histoire des Assemblèes d’Etats e componente del Comitato Scientifico che guida e coordina i congressi internazionali di Storia della Corona d’Aragona, nonché del gruppo di studiosi che cura l’esecuzione del progetto-programma della Regione Sardegna per la pubblicazione degli Atti degli antichi Parlamenti sardi. Presiede inoltre l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza. Dirige, per le Edizioni Scientifiche Italiane, la rivista quadrimestrale «Meridione. Sud e Nord nel Mondo» e la collana «La memoria narrata». Collabora con vari giornali e riviste. Per le stesse Edizioni, ha pubblicato Re, Vicerè, Rivolte. Profili e vicende di storia napoletana (1993), Per una storia delle istituzioni parlamentari (1994) e Ferrando D’Aragona - Duca di Calabria e Vicerè di Valenza (2015); con gli editori Liguori (Napoli), più volumi tra cui Per una storia di Napoli capitale; Società, elezioni e governo locale in Campania; Poteri, Istituzioni, Società nel Mezzogiorno (medioevale, moderno, contemporaneo) tra il 1996 e il 2003; Napoli, Mezzogiorno, Europa (2008). Assessore al Comune di Napoli (scuola e cultura) dal 1993 al 2000 e componente del comitato dei ‘saggi’ di supporto alla Presidenza della Giunta Regionale campana, tra il 2002 e il 2005; è stato impegnato nell’ambito del costituendo Museo di Storia della Città di Napoli, promosso dal MIBAC e dalla corrispondente Direzione Generale Regionale.

sabato 25 maggio 2019

I senza cuore

I senza cuore
di Giuseppe Conte
pp. 420, € 19,00
Giunti Editore, 2019
ISBN: 9788809858480

Anno Domini 1116, la Grifona salpa dal porto di Genova con 192 anime a bordo: la rotta è verso il burrascoso Atlantico e le brume della Cornovaglia bretone, dove un monastero pare custodisca un misterioso manoscritto. Il suo comandante Guglielmo il Malo, della famiglia degli Embriaci e trionfatore alla Prima Crociata, è segretamente in cerca della verità sul Vaso di smeraldo, portato a Genova come bottino di guerra e dono della Regina di Saba a Salomone, presente sulla tavola dell’Ultima Cena di Nostro Signore. È davvero l’originale? O è un clamoroso falso? Ma Guglielmo, l’ingegnoso costruttore di macchine da guerra, è subito costretto a calarsi nei panni di un riluttante detective, per indagare col fedele, sveglio scrivano Oberto da Noli, narratore di tutta la storia, sui delitti di un efferato serial killer che semina il terrore a bordo della sua galea nelle notti di luna nuova: tre ufficiali sono stati uccisi uno dopo l’altro e lasciati con il petto squarciato e senza cuore. Fra dramma e leggenda, bonacce e tempeste, scarsità di viveri e malattie che riducono l’equipaggio a 109 anime, fra incontri con pirati e Vichinghi ma anche ammutinamenti, Giuseppe Conte scrive un romanzo corale, ricco di suspense e colpi di scena: protagoniste sono le crociate e le conquiste della sua grande Genova, ma anche la pace e la nonviolenza che vedono Conte in persona prestare un po’ della sua voce al mastro d’ascia sufi Yusuf Abdel Rahim, alias Giuseppe Pietrabruna. Un thriller storico mozzafiato e anche la rocambolesca avventura di un’emancipazione femminile: quella di Giannetta Centurione, la giovane cavallerizza e arciera che si ribella alla volontà del padre e della matrigna e che si staglia infine come la polena di una galea.
Giuseppe Conte (Imperia, 1945) ha pubblicato raccolte di poesia, come "L’Oceano e il Ragazzo" e "Ferite e rifioriture" (Premio Viareggio), oggi tutte raccolte nell’Oscar "Poesie 1983-2015", saggi e libri di viaggio tra cui "Terre del mito", e romanzi, da "Primavera incendiata" a "Fedeli d’amore", da "Il terzo ufficiale" (Premio Hemingway) a "La casa delle onde" (finalista Premio Strega) e a "L’ adultera" (Premio Manzoni). Nel 2018 esce per Giunti il romanzo "Sesso e apocalisse a Istanbul". Traduttore di Shelley, Whitman e D.H. Lawrence, grande viaggiatore, cultore appassionato del mito, è impegnato da decenni nella difesa della natura e nel confronto con il pensiero dell’Oriente e dei mistici dell’Islam. Ha tenuto letture e conferenze in 33 paesi del mondo. Ha vissuto per lunghi anni in Francia. Attualmente abita in Riviera.
Pagine Facebook: Giuseppe Yusuf Conte
www.giuseppeconte.eu.

venerdì 24 maggio 2019

35 Castelli imperdibili Lombardia

35 Castelli imperdibili Lombardia
di Elena Percivaldi
pp. 160, € 13,00
Edizioni del Capricorno, 2019
ISBN: 978-88-7707-429-4

La Lombardia è terra di castelli. Ve ne sono a decine, sparsi su tutto il territorio, anche se in maniera non omogenea: che siano austere sentinelle a guardia di impervie vallate oppure grandi fortezze che dominano la pianura, conservano intatto il fascino di chi è stato testimone della Storia.
Questo libro non è, però, la solita «guida turistica» che elenca in maniera asettica edifici, capolavori e artisti. È una narrazione che conduce per mano il visitatore a rivivere le tante vicende, a volte eroiche e altre macabre, che si sono svolte tra le loro mura e a conoscere i protagonisti che ne hanno segnato il destino. Molti castelli conobbero il loro momento di maggior splendore durante l’epoca dei Visconti e degli Sforza, altri vennero costruiti per contrastarne le ambizioni, finendo contesi tra il ducato di Milano e la Serenissima. Scoprirli è un’esperienza unica ed emozionante, da fare con l’aiuto di questo volume, che fornisce tutte le informazioni pratiche per la visita, oltre ad approfondimenti su storia, arte, natura.
I CASTELLI:
Rocca di Angera, Castello di Fagnano, Castello Visconti di San Vito, Castel Baradello, Castelli di Dervio, Castello di Vezio, Castelli di Grosio, Castel Masegra, Castello di Calepio, Castello di Malpaga, Castello di Pagazzano, Castello di Bornato, Castello di Breno, Castello di Lonato, Castello di Bonoris, Castello di Sirmione, Castello di Padernello, Castello di Abbiategrasso, Castello di San Giorgio, Castello di Melegnano, Castello di San Colombano, Castello di Trezzo sull’Adda, Castello di Vigevano, Castello di Belgioioso, Castello di Chignolo Po, Castello Litta, Castello di Lomello, Castello di Scaldasole, Castello di Sartirana, Castello di Zavattarello, Castello Bolognini, Villa Medici del Vascello, Castello di Pandino, Castello di Soncino, Rocca di Solferino.
Elena Percivaldi, medievista, ricercatrice e giornalista professionista, collabora con riviste come Medioevo e BBC History. All’attività di relatrice in conferenze e convegni affianca la curatela di mostre ed eventi storico-rievocativi ed è membro di prestigiosi comitati scientifici. Ha pubblicato una quindicina di volumi – tra cui La navigazione di San Brandano (prefazione di Franco Cardini), con cui ha vinto nel 2009 il Premio Italia Medievale – alcuni dei quali tradotti anche all’estero. All’amore per la storia affianca quello per i viaggi, l’arte, la buona musica e la gastronomia di qualità. Il suo sito è: www.perceval-archeostoria.com.

giovedì 23 maggio 2019

San Paragorio di Noli

San Paragorio di Noli
Le fasi del complesso di culto e l’insediamento circostante dalle origini all’XI secolo
a cura di Alessandra Frondoni
pp. 552, € 76,00
All'insegna del Giglio, 2019
ISBN: 9788878148048

L’area archeologica circostante la nota e importante chiesa di San Paragorio di Noli (SV), databile ai primi decenni dell’XI secolo, si è rivelata da tempo di primario interesse per la conoscenza dell’insediamento umano nel Ponente ligure, dall’età imperiale al primo Medioevo, con particolare riguardo allo studio della cristianizzazione del territorio. Scopo di questo volume è dar conto degli esiti delle campagne di scavo che hanno interessato il sito già alla fine del secolo XIX e nei primi anni Settanta del Novecento, con il ritrovamento di un battistero paleocristiano ad aula rettangolare absidata e delle prime tracce di frequentazione di età romana. Tema centrale è l’edizione complessiva dei dati emersi dalle indagini archeologiche svoltesi dal 1987 ai primi anni Duemila, dapprima collegate a esigenze di archeologia preventiva, poi programmate in estensione, grazie anche alla rimozione del terrapieno della ex ferrovia che occultava gran parte della facciata e del fianco meridionale dell’edificio religioso. La scoperta di un articolato complesso cultuale con varie fasi e ristrutturazioni tra V e IX secolo, la presenza di tombe privilegiate e l’epigrafe sepolcrale di un vescovo consentono di attribuire al sito di San Paragorio una valenza particolarmente significativa nell’ambito della prima organizzazione ecclesiastica dell’area savonese corrispondente all’antico municipium di Vada Sabatia. Di rilevante importanza sono stati inoltre i risultati degli scavi delle zone adiacenti all’ edificio di culto, con la messa in luce di un insediamento abitativo e artigianale, sviluppatosi dal VI alla fine del X secolo; particolare interesse rivestono alcuni impianti metallurgici, testimonianza di un raro sito produttivo del Nord Italia, con fasi dall’età dell’occupazione bizantina della Liguria all’alto Medioevo. La sequenza stratigrafica presa in esame e il catalogo dei materiali si riferiscono al periodo compreso tra l’età romana e l’XI secolo, quando si pone mano al cantiere di costruzione della nuova chiesa romanica, poi divenuta cattedrale di Noli.

mercoledì 22 maggio 2019

Il patto dei sette Templari

Il patto dei sette Templari
di Guido Dieckmann
pp. 416, € 12,90
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822727732

Francia, 1318. Prisca di Spira, una giovane guaritrice ebrea, è costretta a cercare rifugio nella tenuta di suo nonno in Aquitania. Suo padre era stato un membro dell’Ordine dei Templari, annientato dal Papa e dal re di Francia, nonché custode di un segreto in grado di sconvolgere le sorti del mondo. In quanto sua unica erede, Prisca conserva una reliquia dal valore inestimabile, precedentemente nascosta nella Casa dell’Ordine dei Templari di Tempelhof. Ormai è solo questione di tempo: ben presto la reliquia e la sua stessa vita saranno in grave pericolo, dal momento che potenti nemici sono disposti a tutto pur di impedire al disciolto ordine di ricostituirsi. Sette templari, infatti, si stanno adoperando per riunire le tre reliquie scomparse, che dovranno portare in Portogallo per poter ridare vita al vecchio Ordine. Ma sulle loro tracce ci sono due ospitalieri, vecchi nemici di un tempo, che hanno giurato di distruggerli…
Guido Dieckmann è nato nel 1969 a Heidelberg. Dopo aver studiato Storia antica, medievale e moderna e compiuto studi di Letteratura inglese e americana a Mannheim e Gerusalemme, ha lavorato come traduttore freelance, quindi come storico dell’economia nell’archivio e centro di documentazione di una grande compagnia di assicurazioni. Il grande successo e la traduzione in molte lingue sono arrivati con il romanzo Lutero. Ha scritto 13 romanzi e sotto pseudonimo ora scrive anche gialli. Per saperne di più su di lui: www.guido-dieckmann.de.

martedì 21 maggio 2019

Il canto di Dante

Il canto di Dante
Aspetti di estetica musicale nel Medioevo
di Matteo Macinanti
pp. 179, € 16,50
Chorabooks Editore, 2019
ISBN: 9887961868
Dove si situa l’ascolto del Bello musicale nell’universo dantesco della Commedia? Quali sono le premesse storiche, culturali e filosofiche che sottintendono l’estetica del Poeta? Che ruolo svolge la musica nell’itinerario di Dante, pellegrino verso Dio? A queste ed altre domande l’autore cerca di dare delle risposte nei quattro capitoli in cui è articolata la trattazione.Mentre nella Cathédrale parigina echeggiano ancora gli organa di Perotino, i due teologi Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio svolgono regolarmente le loro lezioni a pochi passi da Notre-Dame, presso una giovane Sorbona. È proprio in queste aule che il Dottore Angelico e il Dottore Serafico approfondiscono la problematica relativa ai trascendentali e al ruolo spettante al pulchrum — quindi all’estetica — all’interno della speculazione scolastica.A fungere da sintesi tra il pensiero razionalista dell’Aquinate e quello mistico ed estatico della scuola francescana sarà proprio Dante il quale, affidando alla musica un originale rilievo teologico, percorrerà un itinerario che lo porterà alla piena facoltà dei propri sensi e alla conseguente ebbrezza ineffabile dell’excessus mentis.
Matteo Macinanti Diplomato in Clarinetto al Conservatorio S. Cecilia di Roma e laureato in Letteratura Musica e Spettacolo, attualmente sta concludendo il percorso magistrale in Musicologia presso l’Università di Roma “Sapienza”. Ha studiato all’Università Paris VIII ed è caporedattore della rivista di musica Quinte Parallele.

lunedì 20 maggio 2019

Hildegard von Bingen

Hildegard von Bingen
Viaggio nelle immagini
a cura di Sara Salvadori
pp. 224, € 49,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Skira, 2019
ISBN: 885724014
 
Il significato del complesso testo profetico di Hildegard von Bingen, tra simbolismi e visioni.
“Le cose che non vedo non le conosco.”
Così Hildegard von Bingen (1098-1179) descrive le visioni mediante le quali attinge alla conoscenza delle realtà cosmiche, umane e divine.
Quando l’urgenza di trasmettere questo messaggio si fa ineludibile, Hildegard dà inizio alla scrittura di Scivias – “conosci le vie” –, nel tentativo di trasformare in linguaggio umano quello che vede e ode.
A distanza di quasi novecento anni, Viaggio nelle immagini è il primo libro che, a partire dall’elemento iconografico, illustra il complesso testo profetico della santa e dottore della Chiesa.
Di grande rilevanza il capitolo che presenta le 35 miniature riprodotte a grandezza originale, accompagnate da un sintetico racconto della visione e da una legenda che ne chiarisce il significato simbolico. A queste tavole, che offrono una Grammatica del simbolo, seguono le pagine riccamente illustrate della Retorica, dove la lettura per temi che attraversa tutta l’opera di Hildegard è resa evidente.
Grazie a un prezioso lavoro analitico, frutto di sette anni di ricerca, la profondità dello scritto originale della mistica tedesca trova in questo volume uno strumento unico nel suo genere per raggiungere il lettore.
In questo modo la bellezza ritrovata delle immagini scopre una nuova potenza, che, giungendo fino al nostro tempo, risulta più che mai attuale per guidarci nelle complesse vie della conoscenza e della sapienza.

domenica 19 maggio 2019

La Regina Ribelle

La Regina Ribelle
di Chadwick Elizabeth
pp. 512, € 16,90
Tre60 Editore, 2019
ISBN: 8867024957
 
Poche esistenze sono più avventurose e appassionanti di quella di Eleonora d'Aquitania. Colta e bellissima, ambiziosa e spregiudicata, Eleonora vive in un'epoca in cui le donne sono ridotte al silenzio e all'obbedienza. Ma lei si ribella a ogni costrizione: partecipa alla II Crociata; divorzia dal primo marito - Luigi VII, re di Francia - e, nello sconcerto generale, sposa Enrico II d'Inghilterra, di undici anni più giovane; diventa la musa dei trovatori nella sua «Corte d'amore» a Poitiers, dove si cantano la passione e la sensualità; tratta come pedine di giochi politici i due figli più amati, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra. Il mondo la odia e la teme, ma non riesce a fermarla: sulla sua strada, Eleonora lascerà vittime innocenti e cuori straziati, in un turbine che finirà per travolgere lei stessa. Dalle nebbiose città inglesi all'Oriente delle Crociate, dalla Terra Santa al lusso della corte bizantina, Elizabeth Chadwick dipinge il ritratto di una donna straordinaria per la sua modernità, che ha amato, tradito, sofferto e lottato contro rivalità, odi e pregiudizi, proprio come una donna di oggi.

sabato 18 maggio 2019

Genova e Bisanzio nel XII Secolo

Genova e Bisanzio nel XII secolo
Affari, famiglie, crociate, intrighi
di Remo Viazzi
pp. 150, € 14,00
De Ferrari Editore, 2019
ISBN: 88-5503-036-1
 
Alla metà del XII secolo il Mediterraneo è in fermento: da un lato Manuele I Comneno, imperatore di Bisanzio, che tenta di riportare Bisanzio ai suoi antichi splendori, dall'altro gli Hohenstaufen, che con i due Federico sognano la rinascita dell'Impero. Tanti altri, però, sono i protagonisti della vita politica: il Papato, i Normanni, i conti di Saint Gilles, Pisa, Venezia. L'equilibrio è precario, ma i clan familiari genovesi hanno interessi sparsi su tutto il bacino del Mediterraneo e i commerci con l'Oriente presuppongono un qualche accordo con il trono di Bisanzio. L'alternarsi delle vicende, l'intreccio della politica, il fitto andirivieni dei navigli genovesi raccontano questa storia, avvincente come un romanzo d'avventura.

venerdì 17 maggio 2019

Rappresentazioni della natura nel Medioevo

Rappresentazioni della natura nel Medioevo
A cura di Giovanni Catapano e Onorato Grassi
pp. XIV-340, € 66,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-904-8


G. Catapano - O. Grassi, Prefazione. A. Scafi, Natura perfetta nell’Eden: un’utopia medievale – E. Moro, Rappresentazioni della natura nel De Genesi ad litteram di Agostino – C. V. Crialesi, Un approccio matematizzante nell’analisi della realtà naturale: l’Explanatio in Calculo Victorii di Abbone di Fleury – P. Carusi, natura, nature. Mizag, trasmutazione alchemica e filosofia aristotelica – V. Russo, L’espressione dell’anima e la parola del corpo: su alcuni significati del tópos di matrice naturalistica nella lirica cortese – F. Amerini, Limiti e significato di «natura»: Tommaso d’Aquino lettore di Aristotele – A. Porcarelli, La rappresentazione della natura umana «sulla linea di orizzonte» in Tommaso d’Aquino e i suoi riflessi nel personalismo pedagogico del XX secolo – R. Saccenti, «Impressio legis aeternae». La legge naturale nel trattato De legibus di Giovanni de La Rochelle – G. Rossi, «Iurisconsultus principia iuris […] trahit a principiis naturae»: la riflessione sulla natura in Alberico da Rosate e Baldo degli Ubaldi – P. Dessì, I madrigali di Bartolino da Padova: lessico naturalistico e livelli di significazione – A. Lovato, La «plenitudo vocis» articolata e letterata nella musica armonica di Marchetto da Padova – F. Zanin, Forme artificiali e separabilità degli accidenti. Il dibattito su natura ed arte a Parigi alla metà del XIV secolo – C. Beneduce, La fisiologia del tatto nel XIV secolo: il caso di Giovanni Buridano – Z. Murat, Rappresentare la «Natura Incorrotta»: casse reliquiario e corpi santi a Venezia fra XIII e XIV secolo – C. Ponchia - F. Toniolo, Dal margine al centro: raffigurazioni di natura nei manoscritti miniati tra XIII e XIV secolo – I. Ventura, Scienza della natura e farmacologia accademica tra XIII e XIV secolo: un progetto di lavoro – X. Barral i Altet, La terra, l’acqua e i loro abitanti: a proposito della rappresentazione della natura nell’arte monumentale romanica – R. Simonetti, «Ipso ex naturae gremio». La natura come modello nel pensiero e nella pratica architettonica di Leon Battista Alberti – A. Paravicini Bagliani, Conclusioni. Indici.