martedì 15 gennaio 2019

Castel del Monte. La storia e il mito

Castel del Monte
La storia e il mito
di Massimiliano Ambruoso
Prefazione di Francesco Violante
Introduzione di Franco Cardini
pp. 246, € 25,00
Edipuglia, 2018
ISBN: 978-88-7228-698-2

Numerosi interrogativi si affollano intorno a Castel del Monte. Perché fu costruito su quella collina? Era un edificio completamente isolato, privo di difese e inabitabile? Perché fu scelta la pianta ottagonale? Ma, soprattutto, cos’è Castel del Monte? Era veramente un castello o, come si afferma da più parti, un tempio, uno scrigno esoterico, un osservatorio astronomico, un hammam? Il volume offre convincenti risposte a questi quesiti ripercorrendo la storia di Castel del Monte sulla base di quanto si evince dall’analisi delle fonti medievali, dalla lettura delle descrizioni effettuate dai viaggiatori dei secoli passati, dallo studio del monumento, in un serrato confronto con gli altri castelli edificati da Federico II e alla luce della vasta storiografia sull’argomento. Al termine di questo percorso attraverso le fonti, il “castello” Castel del Monte si riappropria della sua originaria identità. In un continuo rimbalzo dalla storia al mito e dal mito alla storia, emergono tutti i limiti di letture “alternative” inverosimili e incongrue, risultato e al tempo stesso punto di partenza di un insieme di luoghi comuni penetrati a fondo nell’odierna cultura di massa. Castel del Monte viene, così, a costituire un esempio paradigmatico di quel “Medioevo immaginato” e reinventato dalla nostra società contemporanea. L’analisi storica si pone come un baluardo insostituibile contro le storture e le deformazioni del mito che, avvolgendo l’ottagonale castello federiciano in un velo di mistero, ne ha stravolto, nel sentire comune, l’identità, le origini e le funzioni. L’intento del volume è quello di restituire Castel del Monte alla sua storia, reagendo alla tentazione esoterica e alle mistificazioni.
Massimiliano Ambruoso, medico-odontoiatra, allievo di Raffaele Licinio, con cui ha discusso una tesi di laurea in Storia Medievale avente come oggetto la storia e il mito di Castel del Monte. È autore di diversi saggi sulla storia dei castelli pugliesi di età sveva: in particolare ha pubblicato Castel del Monte: un tempio “virtuale”, in Castel del Monte e il sistema castellare nella Puglia di Federico II (2001); Castel del Monte tra astronomia ed esoterismo, in Castel del Monte. Un castello medievale (2002); Castel del Monte: stereotipi e dati storici, in Raffaele Licinio, Castelli medievali. Puglia e Basilicata dai Normanni a Federico II e Carlo I d’Angiò (2010); Castel del Monte. Manuale storico di sopravvivenza (2014); Il castello federiciano di Gravina in Puglia: castrum o domus? In Apprendere ciò che vive. Studi offerti a Raffaele Licinio (2017).

lunedì 14 gennaio 2019

Genesi e forme del documento medievale

Genesi e forme del documento medievale
di Alessandro Pratesi
pp. 208, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Jouvence, 2018
ISBN: 9788878012608

Il presente volume costituisce un sintetico avviamento allo studio della diplomatica impostato su quelle che sono ormai, per tradizione, le linee fondamentali della diplomatica generale. Ma pur accogliendo l’inquadratura consueta, la trattazione privilegia il processo formativo del documento e ricerca in esso il principio della sua credibilità, individuando in questi elementi i principi essenziali della critica diplomatistica: viene così superata la schematicità consueta dei manuali fondati su una serie di dati meramente descrittivi. L’appendice esemplifica le norme enunciate per una corretta edizione delle fonti documentarie, mentre la nota bibliografica che conclude il volume seleziona la letteratura fondamentale sui singoli argomenti per consentire a ciascuno di approfondirne la tematica.
Alessandro Pratesi (Sulmona, 1922 – Roma, 2012), latinista, paleografo e storico italiano, è stato professore di Paleografia e diplomatica alla Sapienza di Roma e presso la scuola di Archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Roma. Diplomatista di fama internazionale, è insieme a Bartoloni, Battelli, Cencetti, tra coloro che hanno contribuito a determinare per la paleografi a e la diplomatica un momento storicoculturale irripetibile.

domenica 13 gennaio 2019

Volti del mistero

Volti del mistero
Il conflitto delle immagini tra Oriente e Occidente
di François Bœspflug, Emanuela Fogliadini
pp. 158, € 17,50 (Acquista online con il 15% di sconto)
Marietti 1820 Edizioni, 2018
ISBN: 9788821113031

Oriente e Occidente hanno da secoli una diversa concezione delle immagini religiose. Da dove nasce questa differenza? Quali sono le motivazioni che hanno promosso o facilitato una valorizzazione così diversa dell’arte sacra?
Il saggio, che si avvale di una ventina di immagini a colori, intende rispondere a questi interrogativi in un viaggio che parte dal III secolo e arriva fino alla recente riscoperta delle icone nel cristianesimo europeo.
François Bœspflug, professore emerito dell’Università di Strasburgo, è stato editore letterario per le Éditions du Cerf, titolare della Chaire du Louvre nel 2010 e della Cattedra Benedetto XVI a Ratisbona. Tra le sue pubblicazioni si segnala Le immagini di Dio. Una storia dell’Eterno nell’arte (Einaudi 2012) È specialista dell’opera di Arcabas, alla quale ha consacrato diversi saggi.
Emanuela Fogliadini
è docente di Storia della Teologia dell’Oriente cristiano alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e di Teologia ortodossa all’Istituto Superiore di Studi Religiosi di Milano. Con François Bœspflug ha pubblicato La Natività di Cristo e La Fuga in Egitto nell’arte d’Oriente e d’Occidente (Jaca Book 2016).

sabato 12 gennaio 2019

La lingua dei trobadores

La lingua dei trobadores
Profilo storico-linguistico della poesia galego-portoghese medievale
di Simone Marcenaro
pp. 212, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833130934

Che cos’è il galego-portoghese? La lingua dei poeti, dagli ultimi anni del XII secolo fino alla metà del Trecento, è la stessa usata per le opere in prosa o nei documenti giuridici e notarili? Quali sono le sue principali caratteristiche?
Il manuale prova a rispondere a queste domande, seguendo un’impostazione didattica rivolta anzitutto agli studenti di Filologia romanza e Letteratura portoghese che si misurino per la prima volta con questa affascinante tradizione letteraria.
Il volume si divide in due parti: nella prima si propongono i lineamenti di grammatica storica della lingua galega, soffermandosi in particolare sul rapporto che la lega al portoghese e prestando attenzione alle prime attestazioni scritte. La seconda parte affronta invece la lingua dei trobadores, offrendone una descrizione il più possibile esaustiva che prenda in esame – per la prima volta in un manuale di questo genere – le variazioni grafiche, fonetiche e morfologiche inferibili esclusivamente dall’analisi diretta dei canzonieri.
Simone Marcenaro ha conseguito il Dottorato di ricerca presso la Scuola di Dottorato europeo in Filologia romanza dell’Università di Siena. Si è occupato di lirica satirica galegoportoghese, in una prospettiva comparatistica con la poesia trobadorica occitana. Ha curato l’antologia di testi con traduzione a fronte e commento Canti di scherno e maldicenza e sta lavorando con Pilar Lorenzo Gradín all’edizione critica del trobador portoghese Roi Queimado.

venerdì 11 gennaio 2019

Ordinare il mondo

Ordinare il mondo
Diagrammi e simboli nelle pergamene di Vercelli
a cura di Timoty Leonardi, Marco Rainini
pp. 404, € 38,00
Vita e Pensiero, 2019
ISBN: 9788834335765

La ricerca storica degli ultimi decenni ha scorto in modo sempre più nitido l’importanza e la diffusione, durante il Medioevo, di schemi simbolici e di rappresentazioni diagrammatiche. Un caso emblematico è costituito dalla raccolta di diagrammi conservati nei rotuli di pergamena dell’Archivio Capitolare di Vercelli. Questo volume li rende oggetto di studio, ampliando lo sguardo dalla semplice spiegazione di essi alla ricerca dei modelli, degli autori e delle circostanze storiche della produzione. Ben oltre la loro funzione di schemi utili alla memorizzazione di dati, queste figurae rivelano finalità più elevate. Secondo le modalità simboliche proprie di quel tempo, le rappresentazioni diagrammatico-figurative mirano a illustrare l’ordine della creazione, del mondo e della storia: per comprenderlo, meditarlo e delineare alla luce di esso percorsi possibili di crescita spirituale e morale e disegni ecclesiastici, sociali e politici volti al futuro.
Timoty Leonardi è Conservatore manoscritti e rari della Biblioteca Capitolare, Responsabile della collezione medievale del Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli. Docente di Valorizzazione e comunicazione delle collezioni museali presso l’ACME di Novara. Membro del Consiglio del Sistema delle Biblioteche Ecclesiastiche Piemontesi e del Consiglio direttivo della Società Storica Vercellese. Si occupa principalmente di storia del libro e legature antiche. Ha pubblicato diversi articoli su riviste scientifiche di settore e curato una serie di volumi sul patrimonio della Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare di Vercelli.
Marco Rainini OP insegna Storia della Chiesa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Le sue ricerche si indirizzano principalmente sul XII e XIII secolo e riguardano testi a carattere simbolico e diagrammatico, letteratura profetica, apocalittica e concezioni teologiche della storia. Si è inoltre occupato delle origini dell’Ordine dei Predicatori. Fra le sue pubblicazioni, Disegni dei tempi. Il «Liber Figurarum» e la teologia figurativa di Gioacchino da Fiore (Roma 2006) e Corrado di Hirsau e il «Dialogus de cruce». Per la ricostruzione del profilo di un autore monastico del XII secolo (Firenze 2014), Il profeta del papa. Vita e memoria di Raniero da Ponza, eremita di curia (Vita e Pensiero, 2016).

giovedì 10 gennaio 2019

Andare per l'Italia longobarda

Andare per l'Italia longobarda
di Claudio Azzara
pp. 138, € 12,00
Il Mulino, 2019
ISBN: 978-88-15-27121-1
 
Antica tribù armata venuta dal nord, i longobardi hanno lasciato nella penisola, fra il 568 e il 774 d.C., straordinarie testimonianze artistiche, architettoniche, politiche e religiose, nelle quali vediamo integrarsi cultura germanica, tradizione romana, spiritualità cristiana, influenze bizantine. Andando alla scoperta di questa ricca pagina della nostra storia ci imbatteremo in prodigiose fortezze, antiche chiese e affascinanti monasteri. Dal primo ducato di Cividale nel Friuli – attraverso il Veneto e l’Emilia-Romagna – giungeremo al cuore del Regno, la Lombardia, e alla sua capitale Pavia. Memorie di questa presenza vigorosa si ritrovano poi in Piemonte, Liguria, e nelle terre di Toscana, con il mirabile Ducato di Spoleto. Toccheremo infine le propaggini meridionali, le più longeve dei domini longobardi, come Benevento, Salerno e Capua.
Claudio Azzara insegna Storia medievale nell’Università di Salerno. Con il Mulino ha pubblicato «Le invasioni barbariche» (20123), «L’Italia dei barbari» (2002), «Le civiltà del Medioevo» (20132), «Il papato nel Medioevo» (2007), «La Chiesa nel Medioevo» (con A.M. Rapetti, 2009), «Teoderico» (2013), «I longobardi» (2015).

mercoledì 9 gennaio 2019

Alfonso il Magnanimo

Alfonso il Magnanimo
Il re del Rinascimento che fece di Napoli la capitale del Mediterraneo
di Giuseppe Caridi
pp. 376, € 25,00
Salerno Editrice, 2019
ISBN: 978-88-6973-340-6

Succeduto nel 1416, all’età di 20 anni, al padre Fer­dinando I al vertice della Corona d’Aragona, Alfonso V nel 1420 si recò a Napoli su richiesta della regina Giovanna II, che, priva di prole, lo adottò e gli assi­curò la successione al suo regno, a condizione che le prestasse aiuto contro il rivale Luigi III d’Angiò. Dopo tre anni, tuttavia, la volubile sovrana revocò l’adozione e il re d’Aragona ritornò in Spagna per risolvere i contrasti che nel frattempo erano insorti tra i suoi fratelli e il re di Castiglia, Giovanni II. Nel 1435, dopo la morte della regina Giovanna, parteci­pò contro Renato d’Angiò alla guerra di successio­ne al trono di Napoli, che riuscì a conquistare nel 1442. Per consolidare quel trono Alfonso prese parte alle guerre che fino alla pace di Lodi del 1454 impe­gnarono i diversi potentati italiani, proseguendo tut­tavia poi a combattere con la repubblica di Genova, i cui mercanti erano i principali concorrenti dei suoi sudditi catalani nel Mediterraneo.
Napoli divenne di fatto la capitale dei domini di Alfonso che, grazie al mecenatismo con cui accolse gli uomini di cultura, fece della sua corte un im­portante centro del Rinascimento italiano. Per la sua liberalità gli umanisti gli attribuirono l’appellativo di Magnanimo.
Controversi furono i rapporti con il papato, che gli contendeva l’alta sovranità sul Mezzogiorno d’Italia. Esortato ripetutamente a rientrare in patria, il sovrano, fino alla morte avvenuta nel 1458, malgrado l’impe­gno assunto non si allontanò più dal regno di Napoli, in cui vi erano i principali affetti familiari – i figli na­turali e i nipoti – e soprattutto una giovane nobildon­na, Lucrezia d’Alagno, della quale si era innamorato.
Giuseppe Caridi  insegna Storia moderna all’Università di Messina. Studioso del Mezzogiorno dal Basso Medioevo all’Ottocento, ha pubblicato numerosi saggi, tra cui: Il Regno di Napoli nel primo periodo borbonico (2005).

martedì 8 gennaio 2019

Serbia medievale

Serbia medievale
di Sima Cirkovic
pp. 272, € 90,00
Jaca Book, 2018
ISBN: 978-88-16-60574-9
 
I mille anni del processo di cristianizzazione serba sono un capitolo significativo nella storia dell’evangelizzazione degli slavi. In particolar modo il Medioevo ha rappresentato il momento in cui l’identità serba ha sviluppato i suoi fondamenti politici, sociali, filosofici e artistici. Fondamenti che non hanno perso forza anche dopo la conquista ottomana della fine del XIV secolo e che hanno nutrito nei secoli la coscienza collettiva del popolo serbo e la lotta per una cultura serba indipendente. I grandi monasteri, i dipinti, le miniature nati in questo periodo, che si collegano allo sviluppo del linguaggio, della letteratura e delle arti minori, sono tra gli esempi più vivi e tangibili dell’impronta di societas cristiana lasciata sull’Europa dall’Adriatico fino agli Urali.

lunedì 7 gennaio 2019

Il «Sermone» di Pietro da Barsegapè

Il «Sermone» di Pietro da Barsegapè
Indagini sul Codice AD XIII 48 della Biblioteca Nazionale Braidense
di Attilio Bartoli Langeli, Chiara Frugoni, Martina Mangini, Giuseppe Polimeni
pp. 338, € 40,00
Artemide Editrice, 2018
ISBN: 8875753059
 
"Dopo le segnalazioni degli eruditi del Settecento e la pubblicazione integrale a opera di Bernardino Biondelli (I 856), tra Ottocento e Novecento intorno al codice braidense si sono avvicendati studiosi che hanno lavorato a un'indagine sistematica, sia nella direzione del dibattito orientato all'edizione critica, sia in quella della descrizione della lingua. Rimasto ai margini delle antologie e dei canoni, in tempi recenti il Sermone è stato oggetto di una più approfondita analisi, volta a mettere in evidenza fonti, richiami, interferenze, offrendosi a un prezioso studio "di ritorno" che ha potuto portare in luce anche la persistenza di tasselli e di moduli nelle pieghe della letteratura religiosa a venire. Acquisiti i risultati messi a punto nel corso della storia della ricerca e i rilievi più recenti, la generosità di tre studiosi del Medioevo (Attilio Bartoli Langeli, Chiara Frugoni, Marta Mangini) rimette oggi al centro del dibattito il Sermone di Pietro, per un momento strappandolo alla piega di luce in cui si era, forse non del tutto involontariamente, adagiato. [...] Se il testo del Sermone è stato nella tradizione oggetto privilegiato della ricerca di chi si è occupato del manoscritto braidense, il volume che oggi si presenta vuole porsi, si crede per la prima volta nell'indagine su Pietro da Barsegapè, come studio complessivo di un codice: in questa prospettiva l'opera in versi, fulcro di tutta la discussione, dialoga con le miniature, con la materialità del manoscritto e, in filigrana, con il contesto storico e documentario". Il volume, curato da Giuseppe Polimeni, riproduce integralmente, in facsimile a colori, il Sermone di Pietro da Barsegapè (codice AD XIII 48) e riporta la classica "edizione" del 1891 di Carlo Salvioni.

domenica 6 gennaio 2019

Reliquie in processione nell'Europa medievale

Reliquie in processione nell'Europa medievale
a cura di Vinni Lucherini
pp. 196, € 35,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788833130408

Le processioni medievali di reliquie si pongono come uno degli atti performativi per eccellenza del sacro. I rituali che le contraddistinguono, regolati di sovente dalle gerarchie ecclesiastiche con il concorso di altre istituzioni, modificano simbolicamente, quando non materialmente, lo spazio in cui si svolgono, contribuendo a creare l’immaginario identitario di una comunità.
Questo libro, più che alle costanti individuabili nelle processioni dell’Europa medievale, più che alla ripetitività di gesti e comportamenti, vuole mettere l’accento, attraverso una serie di casi esemplari, sulle variabili e sugli elementi di discontinuità delle processioni medievali, analizzando sì le componenti dei riti e il ruolo in essi svolto in un dato momento dalle reliquie dei santi, ma provando a spiegare questi dati a partire dalla loro storicizzazione sulla lunga durata.

sabato 5 gennaio 2019

Grand Tour d'Italia a piccoli passi

Grand Tour d'Italia a piccoli passi
di Philippe Daverio
pp. 415, € 32,00
Rizzoli, 2018
ISBN: 8891819700

Philippe Daverio ci fa da cicerone attraverso le bellezze del nostro Paese, in una sorta di "visita guidata" di quel museo diffuso che è l'Italia: chiese, monumenti, gallerie e opere d'arte. I luoghi - noti, meno noti o decisamente insoliti - sono scelti e raccontati in maniera non sistematica, in base ai viaggi e agli interessi che l'autore ha coltivato negli anni. Un volume che supera il meccanismo della guida turistica e si propone come un itinerario suggestivo e visionario, un viaggio "lento" alla scoperta di volta in volta di un aspetto storico o artistico che racconta un pezzo della storia culturale del nostro Paese.

venerdì 4 gennaio 2019

La struttura morale dell'universo dantesco

La struttura morale dell'universo dantesco
di Luigi Valli
pp. 544, € 28,00
Luni Editrice, 2018
ISBN: 9788879845731
Questo volume raccoglie quanto dell'opera dantesca di Luigi Valli era ancora inedito o pubblicato su riviste, vi sono contenute le sue conferenze e i commenti a quattordici canti di Dante e le note integrative alla sua scoperta del segreto della Croce e dell'Aquila nella Divina Commedia. L'opera dantesca di Valli si estende dal 1904 fino al 1930; seguendo tale criterio il volume è diviso in due parti: la prima comprende i suoi scritti fino al 1922, quando egli scoprì le simmetrie della Croce e dell'Aquila; la seconda, che arriva fino al 1930, porta notevoli e nuovi integrazioni ai suoi volumi di esegesi dantesca. L'Appendice contiene due brevi scritti inediti trovati fra le sue carte che vengono pubblicati per la loro importanza. Con questo testo si vuole dare una visione d'insieme delle materie trattate dal grande studioso il quale dedicò la vita all'interpretazione degli scritti di Dante. Instancabile studioso e ricercatore, Valli traspare nella sua totalità di esperto assoluto delle allegorie dantesche proprio dagli scritti brevi e dalle fulminanti intuizioni. Di lampante e straordinaria profondità sono i capitoli dedicati proprio alla struttura morale dell'universo dantesco, della morte mistica nella Divina Commedia, sul "supercattolicesimo di Dante" e il parallelo tra "Ulisse e la tragedia intellettuale di Dante".

giovedì 3 gennaio 2019

Teodorico

Teodorico
di Emilio Paterna
pp. 176, € 17,00
Castelvecchi, 2018
ISBN: 9788832824483
 
Nel 489 d.C. il Re dei Goti Teodorico avanza verso Ravenna per assolvere al compito affidatogli dall’Imperatore di Costantinopoli: battere l’usurpatore Odoacre e riportare l’Italia sotto il controllo diretto dell’Impero romano d’Oriente. Durante la reggenza di Teodorico i valori legati alla tradizione imperiale e cristiana di Roma sono tutelati e difesi, come dimostra la posizione del senato, rimasto sovrano nell’amministrazione dello Stato. Non tutti i senatori però sono pronti a riconoscere il Re barbaro come legittima autorità, specialmente in occasione dell’inasprimento del confronto con il Papa e l’Imperatore. La brillante figura di Teodorico e il suo rapporto con Severino Boezio e il senato di Roma sono al centro di questo romanzo che completa, dopo Stilicho e Flavio Ezio, a cui il goto si aggiunge come ultimo protettore della “romanità”, un’ideale “trilogia della Decadenza” a opera di Emilio Paterna.
Emilio Paterna ha coltivato per decenni l’amore per la storia romana imperiale dell’età della decadenza e della caduta, impegnandosi in ricerche d’archivio, nello studio delle fonti e della letteratura storiografica di uno dei periodi del passato più affascinanti. Dopo Stilicho. L’ultimo generale (Castelvecchi, 2016) e Flavio Ezio. L’ultimo volo dell’aquila (Castelvecchi, 2017), Teodorico è il suo terzo romanzo.

mercoledì 2 gennaio 2019

I Chiostri di Sant'Eustorgio

I Chiostri di Sant'Eustorgio
di Alessia Devitini, Nadia Righi
pp. 176, € 15,00
Silvana Editoriale, 2018
ISBN: 9788836642199
 
I Chiostri di Sant’Eustorgio sorgono in uno dei luoghi più significativi per la Chiesa ambrosiana: dell’antico complesso fanno parte la chiesa di Sant’Eustorgio, con il Museo della Basilica, il cimitero paleocristiano e la cappella Portinari, e il Museo Diocesano Carlo Maria Martini. Con immagini suggestive, il volume ripercorre la storia di un monumento tanto importante per Milano, partendo dalla basilica, con i suoi capolavori pittorici e scultorei, e con la splendida cappella Portinari, gioiello del Rinascimento lombardo. Le opere più significative del Museo Diocesano raccontano la storia dell’arte lombarda e delle raccolte degli antichi arcivescovi milanesi, ma anche quella del collezionismo illuminato ambrosiano.