domenica 17 dicembre 2017

Le vie di Ambrogio

Le vie di Ambrogio
Ambrogio Lorenzetti e l'arte sacra
di Oris Carrucoli, Gilia Pandolfi, Bruno Santi
pp. 114, € 12,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni Effigi, 2017
ISBN: 978-88-6433-827-9
 
Allargando lo sguardo sulle vie commerciali e di comunicazione su cui si svolgeva la vita della Toscana del sud nel secolo XIV si è potuto osservare come l’opera di Ambrogio Lorenzetti si sia diffusa nel contado senese seguendo essenzialmente due direttrici che si dipartono dalla città: una che seguiva la via dei metalli, lungo le valli del Merse e del Pecora, da Siena al mare, toccando comunità all’epoca importantissime: Chiusdino, Montieri e Massa Marittima; l’altra che seguiva le direttrici della transumanza appenninica e del commercio del sale, attraversando i territori delle comunità di Serre di Rapolano, Asciano, San Quirico d’Orcia, Castel del Piano, Cinigiano e Roccalbegna.
Lungo questi percorsi sono stati dipinti per conto delle committenze locali i capolavori che ancor oggi testimoniano lo stretto legame tra Ambrogio Lorenzetti ed il territorio che faceva da contado all’illustre città. Un territorio che, guardando attentamente, è parte dell’affresco sul “buongoverno” del palazzo civico di Siena; lo ritroviamo e lo percepiamo ancora identico, con la campagna operosa coltivata a grano, vino ed olio e con le antiche vie che collegavano già allora le città e comunità di oggi.

sabato 16 dicembre 2017

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 25

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 25
a cura di Donatella Buovolo, Antonella Capriolo, Mauro Lollobattista
pp. 308, € 60,00
Viella, 2017
ISBN: 9788867289523 

Annate come quella del 2016, in cui abbiamo dato notizia del ritrovamento di quattro nuovi codici in beneventana alla Nazionale di Napoli, oltre a un certo numero di frammenti in Francia, Germania, Italia e Spagna, non possono ripetersi tanto frequentemente: il 2017 si annuncia quantitativamente più modesto. I nuovi frammenti sono apparsi a Roma, nell’Archivio della Pontificia Università Gregoriana: li descrive Mauro Lollobattista. Già noti, ma non studiati, erano i frammenti nei codici napoletani VII G 1, VIII AA 34 e XII F 40, di cui riferisce Donatella Buovolo. Una discreta bibliografia contava il palinsesto beneventano contenuto in un manoscritto della Biblioteca Provinciale di Salerno recante il testo di pratica medica di Giovanni Plateario, del quale si occupa Giuliana Capriolo. I due ultimi casi non riguardano quindi nuove scoperte, ma esemplari il cui carattere beneventano era già noto.
La presenza di saggi riguardanti testimoni conosciuti della scrittura ‘nazionale’ dell’alto medioevo meridionale ci conforta particolarmente nel momento in cui BMB tocca la soglia del quarto di secolo di vita. Molta acqua è passata sotto i ponti da quando il nostro periodico ha cominciato a registrare le citazioni dei manoscritti beneventani apparse nella letteratura scientifica dal 1990 in poi, ma la formula che coniuga l’agilità dell’informazione in rete con la lunga durata della stampa continua a sembrarci un’utile via di mezzo in un momento in cui si esalta la rapida diffusione dell’informazione come un valore preminente rispetto alla sua lunga conservazione.
BMB si conferma quindi uno strumento al servizio della ricerca paleografica, filologica, storico-artistica, storica nell’accezione più larga. Siamo lieti di offrire un servizio alla comunità scientifica senza aspirare a collocarci al di sopra del fine cui puntiamo. Chiediamo peraltro a quanti utilizzano i dati che mettiamo a disposizione di informarci puntualmente delle novità che essi stessi producono o di cui vengono a conoscenza. La nostra è un’impresa che si basa sulla collaborazione di tutti, sia di chi redige la bibliografia, sia di chi la utilizza.
Dati raccolti: Laura Albiero, Angela Cipriani, Maria Gabriella Critelli, Paola Errani, Nicoletta Giovè, Valentina Longo, Marco Palma, Anna Pannega, Leda Ruggiero, Valerio Sanzotta, Silvia Scipioni, Maddalena Sparagna, Gaia Elisabetta Unfer Verre, Matteo Villani.

venerdì 15 dicembre 2017

Lucca una città di seta

Lucca una città di seta
Produzione, commercio e diffusione dei tessuti lucchesi nel tardo medioevo
di Ignazio del Punta, Maria Ludovica Rosati
pp. 336, € 45,00
Maria Pacini Fazi Editore, 2017
ISBN: 978-88-6550-576-2
 
Un libro che affronta i vari aspetti dell’ industria della seta a Lucca nei suoi primi secoli di sviluppo, tra il tardo Duecento e il pieno Trecento. Lucca infatti non fu solo la prima città del mondo occidentale a raggiungere una produzione di tessuti di lusso in grado di competere a pieno titolo con le tradizionali stoffe orientali, ma grazie alla migrazione dei suoi mercanti e artigiani nel corso del XIV secolo fornì le conoscenze tecniche e organizzative per il decollo della lavorazione serica in altri centri italiani, ponendo le basi di quella che rimase per oltre cinque secoli, fino all’ inizio del Novecento, la principale industria della penisola destinata all’ esportazione. Un ’ indagine approfondita sulle origini di una manifattura che permise così a lungo di accumulare in Italia grandi ricchezze e creare lavoro sia in ambito urbano che agricolo, prima di diffondersi dall’ Italia nelle altre regioni d’ Europa durante l’ età moderna, costituisce quindi un contributo fondamentale alle nostre conoscenze storiche, che mancava ed era atteso da lungo tempo.
Una collaborazione interdisciplinare, quella dei due autori, che fa dialogare storia dell’ arte, storia culturale e storia economico-sociale, proponendoci un affresco rigoroso e nel contempo innovativo dal punto di vista metodologico e per i temi trattati. Da un lato entrambi gli autori provengono da tradizioni di studi prestigiose e consolidate, fondate sulla capacità di analizzare con piena e sicura competenza sia i tessuti conservati nei musei e nelle collezioni internazionali, sia i documenti scritti di natura privata o istituzionale. Viene offerto così per la prima volta un panorama ricchissimo ed esaustivo della multiforme produzione tessile lucchese, dai più umili zendadi ai pregiati drappi intessuti con fili d’ oro che appaiono con sempre maggiore frequenza negli inventari di principi e pontefici a partire dalla fine del Duecento. Nel contempo un’ indagine a tappeto sulla nutrita raccolta di registri notarili del periodo, conservati nell’ Archivio di Lucca, permette di ricostruire in dettaglio le attività delle famiglie di mercanti, imprenditori e artigiani impegnati nella manifattura della seta, e delle molte donne che incannavano, torcevano o tessevano il prezioso materiale, sia in città che nelle campagne vicine.

giovedì 14 dicembre 2017

Vita Nuova

Vita Nuova
di Dante
Commento a cura di Nicola Maggi
Profilo biografico di Italo Borzi
Edizione integrale
pp. 96, € 7,90
Newton Compton, 2017
ISBN: B077MQC5Z6

La Vita Nuova comincia a prendere forma intorno al 1292, o forse 1293, non molto tempo dopo la morte di Beatrice Portinari, cui l’opera è dedicata. Dante, che dopo la morte dell’amata attraversa un periodo di sbandamento, riunisce alcune delle rime precedentemente composte in onore e in memoria della sua donna e le connette in un ordito, narrativo ed esegetico insieme. La Beatrice della Vita Nuova, al contrario di quella della Divina Commedia, è sì da anteporre alle altre, ma è ancora una donna. Solo al termine dell’opera, Dante avverte chiaramente l’esigenza di voler cantare Beatrice in modo nuovo e straordinario. A questo punto, significativamente, tronca il libello e rimanda il lettore, seppur indirettamente, alle opere future. Articolata in 42 capitoli, che comprendono 31 componimenti in rima, la Vita Nuova è un testo indispensabile che conferma la genialità del padre della letteratura italiana.

mercoledì 13 dicembre 2017

«Or vos conterons d’autre matiere»

«Or vos conterons d’autre matiere»
Studi di filologia romanza offerti a Gabriella Ronchi
a cura di Luca Di Sabatino, Luca Gatti, Paolo Rinoldi
pp. 328, € 35,00 (Acquista online con 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867288908

Questa raccolta di saggi di filologia romanza offerta a Gabriella Ronchi da amici e allievi contiene studi su testi e autori di cui la dedicataria della miscellanea si è occupata (il Milione, il Tristano di Béroul, volgarizzamenti, Ariosto), ma è aperta a vari generi della produzione medievale (epica, lirica, narrativa breve e allegorica), con particolare attenzione per le aree italiana e gallo-romanza. Le escursioni su temi moderni e contemporanei ampliano la visuale oltre i confini del Medioevo.
Luca Di Sabatino è assegnista di ricerca presso l’Università di Parma. Si occupa principalmente di letteratura medievale di materia classica.
Luca Gatti è laureato all’Università di Parma in Filologia Romanza con una tesi sull’edizione critica del trovatore Arnaut Catalan, è attualmente dottorando di ricerca presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Si occupa principalmente di lirica trobadorica e trovierica, nonché dello studio delle emozioni nel romanzo medievale.
Paolo Rinoldi è ricercatore di Filologia romanza all’Università di Parma. Le sue ricerche gravitano prevalentemente attorno all’epica francese (Geste de Guillaume d’Orange – in particolare La Mort Aymeri de Narbonne – e Geste des Loherains) e ai volgarizzamenti italiani dal latino e dal francese (Guido da Pisa, Guglielmo di Tiro).

martedì 12 dicembre 2017

In hoc tempore

In hoc tempore
Un approccio politico al De Regimine christiano di Giacomo da Viterbo
di Carmela Bianco
pp. 140, € 19,00
Franco Angeli Editore, 2017
ISBN: 9788891761019
Giacomo da Viterbo (1255-1307/1308) si occupò, nel De Regimine christiano, del potere temporale esercitato all'epoca dagli esponenti della gerarchia sacra: fino a che punto quello che doveva essere un ministero era da ritenere compatibile con le altre forme di governo politico? Il pensatore tardo-medievale affronta in modo originale la questione non soltanto dal punto di vista giuridico-canonico, ma tratteggia le linee di un regimen christianum. Giacomo dà al potere temporale una base naturale che l'intervento della Chiesa non crea ma perfeziona. La novità del suo pensiero consiste nell'indirizzare in senso ecclesiologico la tradizione teologico-giuridica, riformulandone la dottrina.
Una riflessione "situata", quella di Giacomo. È in hoc tempore che nascono valide ragioni per le quali bisogna occuparsi della gloria del regno della Chiesa e del senso di quel potere che Cristo-re ha comunicato al proprio Vicario terrestre.
Questo volume formula, in ottica simbolico-politica, una possibile interpretazione del rilevante scritto medievale. Tramite l'utilizzazione di una ragione liminale e lo studio di particolari metafore, messe in evidenza dalla scuola italiana di simbolica politica, il lettore potrà utilmente approfondire le metafore politiche ricorrenti e la teorizzazione di fondo.
Carmela Bianco è docente incaricata di Filosofia del diritto nella Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - sez. San Tommaso d'Aquino in Napoli; insegna Filosofia politica nel Dipartimento di Scienze Politiche, Jean Monnet, della Università della Campania "Luigi Vanvitelli". I suoi studi vertono sui profili ontologici e sociopolitici della persona in età medievale, moderna e contemporanea. Per i nostri tipi ha pubblicato i volumi: Ultima solitudo. La nascita del concetto moderno di persona in Duns Scoto (2017, nuova edizione aggiornata); Incommunicabilis exsistentia. Profili simbolico-politici della persona in Riccardo di San Vittore (2014); Solidarietà. Un approccio simbolicopolitico (2015).

lunedì 11 dicembre 2017

Liber Maiorichinus de gestis Pisanorum illustribus

Liber Maiorichinus de gestis Pisanorum illustribus
Introduzione e testo critico di Giuseppe Scalia. Commento di Alberto Bartola. Traduzione di Marco Guardo
pp. VI - 670, € 80,00
Sismel. 2017
ISBN: 978-88-8450-775-4

La vittoriosa impresa militare condotta nel 1113-15 contro le Baleari dai Pisani e dai loro alleati iberico-occitanici è tra gli episodi maggiormente rilevanti del conflitto dell’Occidente cristiano con l’Islam. Il Liber Maiorichinus ne ripercorre le varie fasi con uno stile che congiunge intonazione celebrativa e realismo storico. La presente edizione critica del Liber, con ampia introduzione, traduzione italiana a fronte e commento, è la prima a essere pubblicata in Italia con tale impostazione, inserendo a pieno titolo questa fonte nella produzione epico-storica di estrazione comunale del secolo XII.

domenica 10 dicembre 2017

Luce sui secoli bui. Lo studio, l'insegnamento e l'apprendimento della storia medievale

Luce sui secoli bui. Lo studio, l'insegnamento e l'apprendimento della storia medievale
a cura di Beatrice Borghi
pp. 188, € 20,00
Patron Editore, 2017
ISBN: 9788855534031

Il volume, frutto delle considerazioni raccolte durante diversi cicli di lezioni di storia medievale, ha lo scopo di sollecitare riflessioni e prese di posizione su temi troppo spesso trascurati dalla didattica universitaria, notoriamente volta alla trasmissione delle nozioni e dei contenuti delle diverse discipline, ma poco attenta a fornire sollecitazioni e questioni, a suggerire approcci che possano valere per l'adozione di metodologie efficaci al loro apprendimento. Nessuna pretesa di insegnare a insegnare storia - altre sono le discipline deputate a trattare di didattica e di pedagogia - ma un tentativo di prospettare dall'interno di una materia i temi e i problemi da affrontare prima e durante il suo insegnamento. Dalle relazioni tra la conoscenza storica, l'attualità e la sua diffusione, agli inscindibili legami tra la ricerca storico-territoriale e la didattica ai vari gradi scolastici.

sabato 9 dicembre 2017

Sicilia normanna

Sicilia normanna
di Salvatore Spoto
pp. 368, € 9,90
Newton Compton, 2017
ISBN: 9788822712172

Una Sicilia raffinata, proiettata nel futuro per liberare la società dalla coltre dell’ignoranza medievale. Quest’ultimo libro di Salvatore Spoto accompagna il lettore in un ideale viaggio nell’anno Mille. Dall’iniziale avventura di cavalieri erranti, i Normanni, all’atmosfera venata di essoterismo della Sicilia dominata da emiri arabi, questo libro è come un romanzo che affronta la realtà europea, con i grandi conflitti tra Impero e Papato, all’ombra dei quali la potenza normanna si sviluppa e cresce, fino a fare della sfarzosa corte palermitana del Regno di Sicilia l’espressione di una potenza economica e militare di levatura internazionale. Qui astrologici e matematici arabi incontrano i medici della Scuola di Salerno ed i maestri portatori del sapere umanistico del Nord Europa. Il filone seguito dall’Autore nei suoi precedenti libri sulla Sicilia, quello dell’isola crocevia tra l’Oriente ed il Vecchio Continente, è arricchito da figure femminili, destinate a lasciare un segno anche nei secoli futuri. È il caso della contessa Adelasia che lascia il Nord della Penisola seguita da un folto numero di emigranti lombardi. La regina Margherita di Navarra, poi, si circonda di uomini, inglesi e francesi, che rappresentano il fiore della nuova cultura europea. La Sicilia normanna, insomma, con le sue leggi e le espressioni artistiche diventa anche un esempio di pacifica convivenza tra i popoli. Qui convivono, infatti, Musulmani ed Ebrei, Bizantini, Inglesi e Lombardi, accomunati dall’intento di aprire nuove frontiere della civiltà.
Salvatore Spoto è giornalista professionista e scrittore, ha ottenuto molti riconoscimenti per la sua attività di divulgatore e narratore. Tra i suoi libri ricordiamo: I Gattopardi, Storia e magia delle carte da gioco; Ostia Antica. Miti e misteri; Roma porta d’Oriente e I Baccanali. Con la Newton Compton ha pubblicato: Roma esoterica; Miti, riti, magia e misteri della Sicilia; Sicilia antica; Sicilia normanna; Sicilia templareSicilia segreta e misteriosa.

venerdì 8 dicembre 2017

Rinascita al Museo di Santa Giulia

Rinascita al Museo di Santa Giulia
di Emanuela Taddei
pp. 92, € 12,00
Massetti Rodella Editori, 2017
ISBN: 978-88-8486-747-6
 
La vita di Cristina, giovane bresciana impiegata come custode al Museo Santa Giulia di Brescia, uno dei musei più prestigiosi del paese, scorre quasi prestabilita entro i binari della quotidianità: un lavoro umile ma dignitoso, un fidanzato, pochi grilli per la testa e tanta voglia di vivere. Da qualche tempo però le accade di essere vittima di strani mancamenti, di vuoti di memoria, di sensazioni imprevedibili: forse nella sua esistenza non tutto va bene come sembra, forse non tutto è come dovrebbe…
Gli episodi che l’assalgono ogni giorno in modo più preoccupante, avvengono quando Cristina è al Museo, istigandole il sospetto di un legame fra essi e le opere d’arte presenti nelle sale, che prendono a comunicarle emozioni, in un crescendo visionario che la trascina sull’orlo della pazzia.
Grazie al dialogo in prima persona, allo stile asciutto, essenziale quanto un raggio monocromo, Emanuela Taddei ha saputo tessere una storia, il cui respiro pare ampliarsi di pagina in pagina, fino a mutarsi nel finale in un grido, lanciato non da lei, ma da tutte le donne di tutti i tempi: “Basta con la violenza!” 
È la storia di una sorvegliante di sala del museo Santa Giulia, che si svolge su tre livelli:
- La vita monastica (attinenza a San Benedetto da Norcia).
- I reperti e le opere del Museo (in particolare reperti medievali/longobardi).
- Il rapporto col suo fidanzato che sfocerà nella violenza (argomento molto attuale).
Nel romanzo trova spazio anche la descrizione dell'enigmatica figura di Ermengarda, nel periodo della caduta di Pavia e Verona.