sabato 3 febbraio 2018

Apogeo e fine del Medioevo

Apogeo e fine del Medioevo
di Serena Romano
pp. 420, € 170,00
Jaca Book, 2018
ISBN: 978-88-16-60553-4
 
Apogeo e fine del Medioevo 1288-1431 (Corpus-Atlante della pittura medievale a Roma 312-1431, vol.VI) è un volume di straordinaria novità e qualità sia scientifica che editoriale. Offre un viaggio attraverso il linguaggio pittorico di Roma lungo un secolo e mezzo: dagli anni dell’assoluto fulgore, tra fine Duecento e inizio Trecento, quando le chiese e le basiliche cittadine si ricoprirono di nuovi affreschi e di mosaici splendenti, ai decenni in cui la sede pontificia si era trasferita ad Avignone; fino al primo Quattrocento, quando, con il ritorno del papa a Roma, la città diviene ancora una volta il centro del mondo, il luogo dove accorrono gli artisti che stanno facendo nascere la civiltà del primo Rinascimento. Le opere di Pietro Cavallini, Jacopo Torriti, Filippo Rusuti, Giotto, fino a Masaccio, Masolino e Gentile da Fabriano, miracolosamente conservate o documentate, appaiono nel volume con la ricchezza di apparati che è abituale all’opera del Corpus-Atlante, di cui sono già usciti quattro precedenti volume. Nuove campagne fotografiche che fanno conoscere dipinti e mosaici come mai prima d’ora, nuovi materiali d’archivio, ricerche approfondite su documentazioni storiche, fanno di questo volume uno strumento irrinunciabile per specialisti, studenti e amatori dell’arte e della città di Roma.
Il libro si compone di un’ampia introduzione e di 137 schede disposte in ordine cronologico. Il corredo fotografico è costituito da circa 550 fotografie, tutte a colori e di grande formato.
Serena Romano è professore di Storia dell’arte medievale presso l’Università di Losanna. Tra le sue pubblicazioni più recenti: La O di Giotto (Electa, 2008); Il Duecento e la cultura gotica (Jaca Book, 2012); Modernamente antichi (Viella, 2014). Nel 2015 è stata curatrice delle mostre, con i relativi cataloghi, "Arte lombarda dai Visconti agli Sforza" e "Giotto, l'Italia", ambedue a Milano, Palazzo Reale.

venerdì 2 febbraio 2018

Bologna, la città delle acque e della seta

Bologna, la città delle acque e della seta
di Marco Poli
pp. 114, € 20,00 (Acuista online con il 15% di sconto)
Minerva Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-3324-008-4

Questo volume dello storico Marco Poli vuole essere un nuovo tassello della storia di Bologna, che faccia luce su una caratteristica storica della città felsinea che forse i suoi stessi abitanti hanno dimenticato: la seta bolognese e i canali che ne permettevano la realizzazione. Bologna, infatti, è da sempre legata alle acque, e questo fin dalla sua fondazione. In età romana fiorirono le terme, che possono quindi vantare duemila anni di storia visto che il primo impianto termale cittadino si deve all’imperatore Augusto. Nei secoli del Rinascimento e dell’età moderna furono i canali della seta a riversare in città non solo una consistente ricchezza d’acqua, ma anche tanto benessere e notorietà per una Bologna che già allora aveva una vocazione internazionale. Il velo bolognese prodotto dai filatoi divenne infatti un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo, e venne ritratto in pregevoli opere d’arte di cui Poli dà conto con puntualità.
Marco Poli è nato a Bologna nel 1946. Laureato in lettere classiche, è stato per 15 anni amministratore del Comune di Bologna (consigliere comunale e assessore) e segretario generale di una Fondazione bancaria.
Ricopre numerosi incarichi in associazioni culturali e no profit. è collaboratore de “Il Resto del Carlino” e autore, coautore o curatore di oltre 90 pubblicazioni, prevalentemente di storia locale.

giovedì 1 febbraio 2018

1284 la battaglia della Meloria

1284 la battaglia della Meloria
di Antonio Musarra
pp. 246, € 20,00
Laterza, 2018
ISBN: 9788858130681

Il 6 agosto del 1284 è la festa di San Sisto: un giorno solitamente fausto per Pisa. Quel giorno, al largo di Livorno, nei pressi delle secche della Meloria, Genovesi e Pisani si affrontarono in una delle più grandi battaglie navali del Medioevo. La causa immediata è la contesa per il controllo della Corsica. In realtà, al centro v'è soprattutto il tentativo di affermare la propria supremazia su tutto il Tirreno al fine di salvaguardare le rotte per la Sicilia, l'Africa settentrionale e il Levante mediterraneo. In effetti, le due città giunsero allo scontro al culmine di una serie di rivolgimenti - dalla caduta dell'Impero Latino di Costantinopoli all'ascesa della potenza angioina, allo scoppio della guerra del Vespro - che mettevano in discussione gli equilibri raggiunti a fatica. La ricostruzione del volto di questa battaglia e della sua lunga preparazione consente di riportare alla luce, oltre alla brutalità del combattimento sul mare, il profilo di un Medioevo diverso: quello marittimo e navale, dove gli orizzonti improvvisamente si allargano e dove piccole città si rendono protagoniste di rivoluzioni - da quella commerciale a quella nautica, a quella finanziaria - capaci di mutare il corso della storia.
Antonio Musarra è dottore di ricerca in Storia medievale e Fellow di Harvard (Villa I Tatti). Tra i suoi libri: «La guerra di San Saba» (Pacini, 2009), «Gli Italiani e la Terrasanta» (a cura di; SISMEL, 2014), «Genova e il mare nel Medioevo» (Il Mulino, 2015), «In partibus Ultramaris. I Genovesi, la crociata e la Terrasanta» (ISIME, 2017), «Acri 1291. La caduta degli stati crociati» (Il Mulino, 2017).

mercoledì 31 gennaio 2018

Rime di Gregorio d'Arezzo

Rime
di Gregorio d'Arezzo
Introduzione, edizione critica e commento
a cura di Silvia Finazzi
pp. 172, € 20,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2017
ISBN: 9788893591386

Gregorio d’Arezzo, frate, medico e fisico (XIV sec. in.–1365 ca.), epigono del suo illustre concittadino Guittone, è poeta che vanta una produzione meritevole di attenzione nel panorama, pure ad oggi ancora in buona parte da esplorare, dei rimatori minori del Trecento. Questo volume presenta la prima edizione critica dell’intero corpus di rime attribuitegli, tra le quali si segnalano canzoni indirizzate a figure di rilievo come Francesco Petrarca e Sennuccio del Bene, un poemetto allegorico in cinque canti rimasto fino ad oggi completamente inedito e due sonetti ritornellati. La sua produzione poetica si distingue per un rigoroso contenuto morale e non trascurabili spunti di specifico interesse storicopolitico, sempre celati sotto un vivace, articolato e spesso arduo linguaggio figurato, all’insegna del trobar clus più oscuro.

martedì 30 gennaio 2018

Fine musica. Percezione e concezione delle forme della poesia, dai siciliani a Petrarca

Fine musica. Percezione e concezione delle forme della poesia, dai siciliani a Petrarca
di Maria Clotilde Camboni
pp. XLVIII-440, € 58,00
Sismel, 2017
ISBN: 978-88-8450-761-7
 
Le profonde trasformazioni che nel corso del tempo hanno contraddistinto le forme della poesia italiana risultano particolarmente intense e frequenti nel Medioevo. In un’epoca che vede la nascita e il primo decisivo sviluppo di una nuova tradizione letteraria – in una lingua moderna fino ad allora assente dallo scenario europeo – la mutevolezza delle strutture metriche si lega strettamente a quella della sensibilità formale dei poeti, alla rappresentazione mentale delle forme che essi arrivano a maturare e, secondo modalità molto varie e spesso implicite, a manifestare attraverso ciò che scrivono. La ricerca ricostruisce le vicende di questa sensibilità, rimatori attivi alla corte di Federico II fino a Francesco Petrarca. Le norme che hanno regolato la poesia due-trecentesca vengono individuate, circoscritte e analizzate, approfondendo le modalità con cui ci si rapportava ad esse, con particolare attenzione alle specificità dei singoli ambienti e momenti. Adottando metodi di indagine differenziati, che di volta in volta privilegiano i modi di acquisizione delle competenze metriche, il peso delle tradizioni e degli influssi culturali, il ruolo della dimensione musicale, l’autrice fa luce sul legame tra le strutture formali e il ruolo sociale svolto dalla lirica, a partire dalle condizioni in cui essa veniva composta, eseguita, fruita. Il volume arriva così a restituire un quadro d’insieme ricco e articolato del complesso campo di forze in cui la poesia italiana ha preso forma nel suo primo secolo e mezzo di vita.

lunedì 29 gennaio 2018

Il cabreo melitense di fra Vincenzo Balbiano viceré di Sardegna

Il cabreo melitense di fra Vincenzo Balbiano viceré di Sardegna
di Massimo Rassu, Stefano Oddini Carboni
pp. 192, € 15,00
Edizioni Condaghes, 2017
ISBN: 978-88-7356-304-4

La capillare ricerca condotta da Massimo Rassu e Stefano Oddini Carboni conduce il lettore alla scoperta dell´Ordine Militare e Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, oggi noto come Sovrano Militare Ordine di Malta, indagandone la secolare presenza e l´attività pastorale nell´isola di Sardegna.
Lo stato lacunoso della documentazione non permette di analizzare a fondo le origini di tale frequentazione, che affonda le sue radici fin nell´epoca dei Giudicati. Tuttavia, un nuovo tassello di questo percorso secolare riaffiora dal passato dell´Isola attraverso le pagine di un documento inedito: l´inventario dei beni dell´Ordine di Malta in Sardegna intitolato ´Cabreo della Commenda di San Leonardo delle Sette Fontane. 20 Agosto 1792´, redatto durante il vicereame del conte fra Vincenzo Balbiano, cavaliere di Malta e commendatore di San Leonardo.
Massimo Rassu, nato a Venezia ma originario di Pozzomaggiore (SS), ha conseguito la laurea in Ingegneria Civile Edile presso l´Università di Cagliari con una tesi progettuale per un museo nella zona archeologica di Nora-Pula (CA).
Negli ultimi vent´anni ha scritto una trentina di pubblicazioni riguardanti soprattutto i monumenti della Sardegna, dalle fortificazioni medievali alle torri costiere, dalle città bastionate ai bunkers della Seconda Guerra Mondiale, ma anche studi sulle chiese e sugli ordini religiosi nel Medioevo.
Appassionato da sempre della storia e preistoria della Sardegna, ha girato l´intera isola in lungo e in largo per visitare e analizzare di persona i siti archeologici. È uno dei pochi studiosi sardi ad aver ispezionato direttamente il pozzo di Gârlo in Bulgaria.

domenica 28 gennaio 2018

Tradizioni costruttive nell’Alto e Medio Adriatico (secoli VII-XI)

Tradizioni costruttive nell’Alto e Medio Adriatico (secoli VII-XI)
Eredità e innovazione nell'alto Medioevo
di Serena Zanetto
pp. 372, € 52,00
All'Insegna del Giglio, 2017
ISBN: 9788878148024

Studiare l’architettura altomedievale significa riprendere in mano i fili della tradizione classica per comprendere i grandi cambiamenti tecnologici intervenuti a partire dalla tarda antichità. La frammentarietà geografica, e l’instabilità dei nuovi assetti, determinano l’emergere dei localismi e la semplificazione del ciclo costruttivo. Sopravvivono, tuttavia, singolari esempi di un’architettura ‘di pregio’, che è figlia delle alte committenze e che è per lo più destinata al culto; vescovi, dogi, duchi, principi, sono infatti i soli in grado di catalizzare risorse e manodopera specializzata da impiegare in ambizioni cantieri costruttivi. Poiché è attraverso questi cantieri che passano le novità più importanti, e poiché i luoghi di culto rappresentano un punto di vista privilegiato per studiare l’architettura alto-medievale, il focus di questo lavoro viene posto su una serie di chiese e di complessi architettonici di committenza molto alta, distribuiti lungo le coste alto adriatiche e dalmate. Alcuni di essi, come il complesso episcopale di Aquileia, rappresentano dei punti chiave per conoscere l’evoluzione delle tecniche costruttive e sono da molto tempo al centro di dibattiti, soprattutto di storici dell’arte e dell’architettura, per la complessità delle loro sequenze stratigrafiche che dalla tarda – antichità arrivano al romanico senza soluzione di continuità. L’analisi archeologica degli alzati, e una revisione critica della bibliografia, hanno consentito di avanzare nuove proposte interpretative sulle fasi costruttive di questi siti chiave e sulle loro cronologie, prima di allargare il focus a tutto l’Alto Adriatico e alla Dalmazia, al fine di ricomporre un quadro più ampio sulle tecniche costruttive diffuse tra i secc. VII-XI. Si tratta di un’area che è stata teatro di importanti cantieri edilizi e che è stata punto di incontro di culture e tradizioni costruttive differenti, perché intermedia tra il mondo continentale europeo e quello bizantino. Ricostruendo la progettualità che sta dietro a un’architettura, analizzandone la planimetria, le tecniche murarie, gli elementi strutturali e architettonici, è stato possibile riconoscere tradizioni costruttive e contaminazioni culturali, nonché ricostruire in via preliminare le tappe destinate a sfociare nella rivoluzione del Romanico.

sabato 27 gennaio 2018

La scuola nel Medioevo

La scuola nel Medioevo
Secoli VI - XV
di Paolo Rosso
pp. 312, € 21,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843090068

Gli uomini di cultura del Medioevo intendevano la schola come una formazione (institutio) condivisa, fondata su capisaldi costituiti dalle sue autorità (auctoritates) e organizzata secondo un curriculum. Il volume ripercorre, tra continuità e cambiamento, la storia della scuola dal protagonismo della Chiesa nell’istruzione altomedievale al sempre più articolato quadro di scuole nel basso Medioevo, quando, a partire dal XII secolo, nelle vivaci città dell’Occidente latino sorsero le prime università. In questi secoli la scuola non fu solo chiamata a divulgare la cultura “dotta”, quella scritta, ma assunse essa stessa il ruolo di centro propulso - re di nuova cultura, frutto della complessa mediazione tra i saperi pagani della tradizione classica e quelli cristiani. Il flusso di “intellettuali”, di modelli culturali e di libri, che trovò il suo raccordo nei centri di istruzione, concorse così in modo determinante alla formazione di un sapere omogeneo.
Paolo Rosso insegna Storia medievale nell’Università di Torino. Fra le sue pubblicazioni: Studio e poteri. Università, istituzioni e cultura a Vercelli fra XIII e XIV secolo (Torino 2010); Negli stalli del coro. I canonici del capitolo cattedrale di Torino (secc.XI -XV) (Bologna 2014).

venerdì 26 gennaio 2018

Storie di frodi

Storie di frodi
Intacchi, malversazioni e furti nei Monti di pietà e negli istituti caritatevoli tra Medioevo ed Età moderna
a cura di Laura Righi
pp. 360, € 29,00
Il Mulino, 2018
ISBN: 978-88-15-27309-3

Per molti secoli i Monti di pietà e le istituzioni caritatevoli hanno svolto la duplice funzione di salvadanaio delle comunità e di strumenti di governo della povertà. Istituiti e amministrati da poteri sia ecclesiastici che laici, erano considerati custodi del denaro della collettività e, in ragione di questa connotazione pubblica, erano particolarmente esposti a furti, frodi o malversazioni perpetrati tanto da esterni quanto dai loro stessi funzionari o amministratori. In questo volume vengono ripercorsi e studiati alcuni episodi eclatanti di furti e di gestioni fraudolente. Sono inoltre esaminati gli strumenti attivati per contrastarli e per coniugare carità e assistenza con una gestione razionale e fruttuosa delle risorse disponibili. L’analisi dell’amministrazione quotidiana degli istituti, della gestione di denari e libri contabili, dei loro regolamenti – il cui corretto funzionamento dipendeva soprattutto dagli amministratori – aiuta a comprendere la fisionomia di questi enti e i problemi etici e amministrativi che li caratterizzarono.
Laura Righi, dottoranda dell’Università di Trento, si occupa di storia dell’economia e della società dell’Italia tardomedievale.

giovedì 25 gennaio 2018

Borghi nuovi, castelli e chiese nel Piemonte medievale

Borghi nuovi, castelli e chiese nel Piemonte medievale
Studi in onore di Angelo Marzi
A cura di Simone Caldano e Aldo A. Settia
pp. 492, € 35,00
Nuova Trauben, 2017
ISBN: 9788899312398

Con questo volume 26 esponenti del ricco e sfaccettato panorama degli studi sul Piemonte medievale rendono omaggio ad Angelo Marzi, studioso che nella sua lunga e articolata carriera ha privilegiato le ricerche sull’architettura e sull’urbanistica di età medievale nel territorio subalpino, con particolare attenzione per i borghi di nuova fondazione, le fortificazioni e le chiese dei secoli XI-XII, ma – complici un vasto orizzonte culturale e un’inesauribile curiosità – ha spaziato con risultati eccellenti in ambiti molto diversificati: dalle tracce della frequentazione preistorica alla statuaria dei Sacri Monti in età moderna, dall’architettura dell’eclettismo ottocentesco ai delicati problemi urbanistici del XX secolo. L’approccio “integrato” nella lettura del territorio e dei singoli contesti, sempre presente nel percorso di ricerca di Marzi, è alla base delle metodologie utilizzate dagli storici, archeologi, storici dell’architettura, storici dell’arte, architetti, ingegneri che hanno voluto impreziosire il libro con i loro contributi.