domenica 3 aprile 2022

L'artista medievale

L'artista medievale
Contesti, mestieri, famiglie (secc. XI-XIII)
a cura di Marco Colloreta, Laura Violi
pp. 284, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829013739

Dall’XI al XIII secolo Pisa conosce un’eccezionale fioritura artistica che ci ha lasciato non solo una serie di indimenticabili monumenti, ma anche il ricordo preciso dei loro autori. Consapevole di ciò, nel dicembre 2019, una dozzina di studiosi s’è riunita nella città toscana per discutere le questioni legate all’emergere della figura dell’artista nei secoli del pieno Medioevo occidentale, indagando in diverse situazioni spazio-temporali premesse, contesti, implicazioni sociali di un fenomeno storico che ha riguardato in varia misura l’intera Europa. Il libro raccoglie tutti gli interventi presentati al convegno pisano, nella convinzione che la ricchezza dei temi esaminati possa contribuire a focalizzare meglio uno degli aspetti più interessanti e cruciali dell’avventura artistica dell’età di mezzo.
Marco Collareta è Professore ordinario all’Università di Pisa, insegna Storia dell’arte medievale ed è autore di numerose pubblicazioni sulla scultura, l’oreficeria e la letteratura artistica tra Medioevo e prima età moderna.
Laura Violi è Dottore di ricerca nel dottorato Pegaso delle Università di Firenze, Pisa e Siena, studia la miniatura toscana del pieno Medioevo e la sua fortuna presso la storiografia artistica otto-novecentesca.

sabato 2 aprile 2022

Una terra di mezzo. I Longobardi e la nascita della Toscana

Una terra di mezzo. I Longobardi e la nascita della Toscana
a cura di Chiara Valdambrini
pp. 480, € 36,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2022
ISBN: 9788836648474
 
Originari, secondo l’Origo gentis Langobardorum e Paolo Diacono, del sud della Scandinavia, i Longobardi furono protagonisti di una lunga migrazione che nel 568 d.C. li condusse in Italia, dove crearono un regno destinato a durare poco più di due secoli. Un’epopea, la loro, che li portò anche in Toscana, terra di confine assorbita nell’orbita longobarda con l’occupazione della Tuscia, avvenuta fra il 572 e il 593. La conquista ridefinì un equilibro ormai fragile, indebolito dalla guerra greco-gotica, cui avevano fatto seguito epidemie di peste e carestie: il nuovo assetto generò ripresa e vivacità economica grazie al processo di integrazione. Il volume racconta la storia di un popolo dinamico e improntato al cambiamento, che pur segnando la prima frammentazione politica della Penisola, dopo secoli di unità garantiti da Roma, ne definì linee di civiltà e cultura che daranno l’impronta alla nascita dell’Italia medievale.
Chiara Valdambrini è direttore scientifico presso il Museo Archeologico e d'Arte della Maremma.

venerdì 1 aprile 2022

La politica della virtù

La politica della virtù
Formare la persona e formare lo Stato nel Rinascimento italiano
di James Hankins
Traduzione e cura di Stefano U. Baldassarri e Donatella Downey
pp. 728, € 59,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9788833137933

In questo volume James Hankins, uno dei maggiori storici del nostro tempo, presenta un’ambiziosa nuova sintesi del pensiero politico rinascimentale nata attraverso l’analisi dei più importanti fenomeni culturali dell’Italia e dell’Europa fra tardo Medioevo e Rinascimento che – sempre in dialogo con la filosofia classica – hanno influenzato le dottrine politiche di quei secoli e della successiva età moderna. In particolare, l’autore indaga la politica della virtù, il progetto al centro del pensiero politico degli umanisti che insisteva sulla necessità, attraverso gli studia humanitatis, di migliorare il carattere del princeps e della classe dirigente piuttosto che riformare le istituzioni.
Per fare questo Hankins passa in rassegna decine di autori, a volte celebri a volte poco noti, rivelando un nuovo volto del Rinascimento italiano: da Francesco Petrarca a Giovanni Boccaccio, da Leonardo Bruni a Flavio Biondo, da Ciriaco d’Ancona a Leon Battista Alberti, da Giorgio da Trebisonda a Francesco Filelfo, da Francesco Patrizi a Niccolò Machiavelli.
James Hankins insegna Storia presso la Harvard University. Nel 1998 ha fondato la serie “I Tatti Renaissance Library”. Autore di numerosissime pubblicazioni, in Italia è stato tradotto La riscoperta di Platone nel Rinascimento italiano (Edizioni della Normale, 2009). Nel 2019 l’American Historical Association ha premiato Virtue politics come «best book of the year on Italian history» e il Times Literary Supplement lo ha definito «perhaps the greatest study ever written of Renaissance political thought».

giovedì 31 marzo 2022

Un rito solstiziale nell’Albero della Fecondità di Massa Marittima

Un rito solstiziale nell’Albero della Fecondità di Massa Marittima
di Sennuccio Del Bene
con l'introduzione di Vittorio Dini
pp. 224, € 18,00
Effigi, 2022
ISBN: 978-88-5524-339-1
 
L’indagine, partendo dalle suggestioni dell’enigmatico dipinto di Massa Marittima, oltre a chiarirne il contenuto simbolico e folklorico, rievoca il contesto sociale, politico, religioso e antropologico, integrati in vario modo in quest’opera d’arte. L’analisi travalica il solo dipinto dell’Albero e indaga anche il significato della “Potnia Theron”, la Grande Madre, rappresentata nella loggia centrale della Fonte. Inoltre lo spaccato di vita cittadina duecentesca rievocato presenta aspetti spesso sorprendenti, o quantomeno inediti, come ad esempio la presenza dei Templari (ebbene sì; “I Templari c’entrano sempre”, sottolineava Umberto Eco), e dei Giovanniti, o il rilevante ruolo della superstizione presso tutte le classi sociali. Comprendere il messaggio trasmesso da questo dipinto significa immergersi in una realtà a noi aliena per tradizioni, mentalità e prospettive; un pieno medioevo che, smentendo il luogo comune dei “secoli bui”, ci trasmette invece il profilo di una società in evoluzione dal feudalesimo ed in cerca di una dimensione distinta dai due poteri in lotta, impero e papato. Ma il filo rosso dell’indagine è rappresentato da una obsoleta tradizione solstiziale, presente nel folklore della Maremma sino al secolo scorso, fondata su archetipi di popolazioni agropastorali, senza escludere una citazione colta molto intrigante: “Beati coloro che lavano le loro vesti per avere diritto all’Albero della Vita e, attraverso le porte, entrare nella città.” Apocalisse (22:14,15).

mercoledì 30 marzo 2022

Il drago e la principessa

Il drago e la principessa
Frammenti d'alchimia
di Marwān
pp. 426, € 30,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Jouvence, 2022
ISBN: 9788878018761
 
Il mito della lotta fra l’eroe e il drago per la salvezza di una fanciulla inerme è uno dei grandi archetipi iniziatici: quello del rapporto fra gli opposti apparenti e del possibile superamento della dualità. La consonanza tra la leggenda e l’operatività alchemica è tale che spesso i Maestri hanno espresso simbolicamente fasi, modalità e risultato del lavoro al forno, altrimenti incomunicabili con la parola, utilizzando come paradigma dell’Arte la leggenda del mostro che divora o imprigiona la principessa e dell’eroe, guerriero, santo o creatura angelica, che lo sottomette liberando la dama. In realtà, il drago dalla duplice natura, la fanciulla e il cavaliere sono una cosa sola, nascono da un identico seme, e ci è che in esso è eterno vuole tornare in comunione con lo Spirito per ricostituire l’unità perduta all’atto della creazione. In questa prospettiva l’alchimista è allo stesso tempo soggetto, oggetto e mezzo e riscopre la propria natura originaria liberandola dalla ganga della specificazione così come l’eroe libera la fanciulla.
 
Marwān, laureata in Egittologia e specializzata in Archeologia orientale, ha compiuto varie campagne di studio e scavo in Iraq e ha collaborato con la rivista “Mesopotamia”. L’interesse per le civiltà antiche, i simboli e i miti l’ha condotta a occuparsi d’alchimia. Per Mimesis Edizioni ha pubblicato Il risveglio di Ermete. Marcelin Berthelot e le origini dell’alchimia (2015) e per Jouvence L’Arte del Fuoco. Incontri con l’alchimia (2019).

martedì 29 marzo 2022

Le spire della vipera

Le spire della vipera
Le aderenze viscontee fra Tre e Quattrocento
di Francesco Bozzi
pp. 402, € 48,00
Franco Angeli Edizioni, 2022
ISBN: 9788835135036
 
Nella seconda metà del Trecento fecero la loro comparsa, in maniera più o meno diffusa in larga parte della penisola, i trattati di aderenza. Legami elastici e flessibili, le adherentie coordinavano fra di loro due poteri asimmetrici, solitamente una "potenza grossa" (come Milano, Venezia, Firenze, e così via) e realtà minori, come signorie o comunità. Le adherentie avevano, di per sé, schiette connotazioni militari: per mezzo di esse il principalis riceveva sostegno militare e logistico, mentre l'adherens otteneva protezione e differenti forme di legittimazione. Nota ma non ancora indagata a fondo, l'aderenza è un osservatorio privilegiato per esaminare le pratiche politiche bassomedievali in tutta la loro complessità.

I Visconti, come e più di altre potenze, fra Tre e Quattrocento fecero costante ricorso a tale forma pattizia per gestire tanto i processi di costruzione statale che li videro impegnati, quanto le relazioni interstatali (pacifiche o conflittuali che fossero) con le altre potenze della penisola. Lo studio sull'aderenza nella sua "forma viscontea" permette così, da una parte, di apprezzare le caratteristiche e le peculiarità impresse al legame dai signori (e poi dai duchi) di Milano, mentre dall'altra consente di analizzare, sotto nuovi punti di vista, temi ampi e nodali come quelli inerenti ai processi di costruzione statale, alla nascita e allo sviluppo delle relazioni interstatali, allo scoppio dei conflitti, ai processi di pace, e molto altro ancora. Tematiche che, ancora oggi, continuano a dimostrare tutta la loro rilevanza.
Francesco Bozzi è professore a contratto presso l'Università degli Studi di Milano. Si occupa di temi inerenti alla storia politica e istituzionale bassomedievale, in particolare in merito agli spazi lombardi.

lunedì 28 marzo 2022

Cose dell'altro mondo

Cose dell'altro mondo
Pirandello e Dante
di Annamaria Andreoli
pp. 196, € 20,00
Salerno Editrice, 2022
ISBN: 978-88-6973-702-2
 
Sul tavolo di lavoro degli artisti della parola c’è un libro sempre aperto, il libro che li accompagna per tutta la vita. La Divina Commedia segue Pirandello ovunque. Dante è il Poeta e il Padre della patria, il creatore della nostra lingua e il pellegrino nei regni dove i morti parlano. Nell’opera di Pirandello, moderno pellegrino nel regno misterioso della creatività artistica, parlano i personaggi. Personaggi che fanno ressa intorno all’autore: «alcuni… balzano davanti agli altri e s’impongono con tanta petulanza e prepotenza, ch’io mi vedo costretto qualche volta a sbrigarmi di loro lí per lí. Parecchi mi si raccomandano per aver accomodato chi un difetto e chi un altro». La scena è già vista nel Purgatorio (vi 5-9), quando i morti circondano Dante e cercano di sopraffarsi a vicenda, di scalzare il vicino per avere la meglio nel ricevere udienza. Dante «dalla calca si difende». Un vero assedio: «qual va dinanzi, e qual di retro il prende, / e qual da lato li si reca a mente /… e questo e quello intende».

In Cose dell’altro mondo assistiamo al faccia a faccia tra Pirandello e quel suo doppio d’eccezione che per lui è Dante, come emerge anche dalle note di commento che lo scrittore agrigentino ha steso di suo pugno in margine alla Divina Commedia.
Annamaria Andreoli ha insegnato Letteratura italiana nelle Università di Bologna e della Basilicata. Presidente del Vittoriale degli Italiani, ha curato i dodici volumi dell’Opera omnia di Gabriele d’Annunzio nella collana «I Meridiani» di Mondadori. Oggi presiede l’Istituto di Studi Pirandelliani di Roma e partecipa ai lavori dell’Edizione nazionale dell’Opera omnia di Luigi Pirandello. Diventare Pirandello. L’uomo e la maschera (Milano 2020) è il suo ultimo lavoro dedicato allo scrittore siciliano.

domenica 27 marzo 2022

Vichinghi

Vichinghi
Soria degli uomini del Nord
di Alberto Massaiu
pp. 304, € 18,00
Diarkls, 2022
EAN: 9788836161898 
 
La storia dei vichinghi affascina per la sua portata geografica. Norvegesi, danesi e svedesi uscirono dalle tenebre della storia nell’VIII secolo, infrangendosi come gelide ondate di burrasca sulle coste e i fiumi d’Europa. Con le loro lunghe navi ornate di teste di drago, orso o lupo sbarcarono in quelle che ora sono le moderne Inghilterra, Scozia, Irlanda, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo, Italia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania. I suoi mercanti – spesso prima linea di avanzata e di spionaggio che apriva la strada alle incursioni dei guerrieri – discesero tra le steppe russe, navigando sui loro fiumi sconfinati, giungendo fino al Mar Nero, e da lì a Costantinopoli e in Medio Oriente. Coloni scandinavi fondarono i primi insediamenti umani in Islanda e in Groenlandia, e alcuni di loro sfidarono l’incognita dell’Oceano Atlantico fino al Vinland, in Canada. Guerrieri di sangue vichingo servirono nella guardia degli imperatori romani d’oriente, mentre altri fondarono possenti regni sulle isole britanniche, in Francia, in Russia e persino in Italia meridionale, lasciando un’impronta indelebile sulle vicende storiche e la cultura di quelle regioni. La loro furia in battaglia, unita alla fede in ancestrali divinità norrene e all’abitudine di saccheggiare monasteri indifesi, ne fece il terrore dei cronisti cristiani dell’epoca. Per quasi tre secoli, sembrò che la civiltà sarebbe collassata in seguito alla loro furia. Alla fine, però, anche la loro epopea ebbe termine, sconfitta e assimilata dalla Chiesa di Roma, che seppe imporsi sui re e i nobili di Scandinavia.

sabato 26 marzo 2022

Anatema !

Anatema !
I copisti medievali e la storia delle maledizioni nei libri
di Marc Drogin
a cura di Simona Inserra
pp. 194, € 18,90
Ledizioni, 2022
ISBN: 9788855265102
 
“Spegne la luce negli occhi, piega la schiena, schiaccia le viscere e le costole, provoca dolore ai reni e l’esaurimento a tutto il corpo”.

Scrivere non era affatto un passatempo rilassante per i monaci medievali, ma un mestiere faticoso e usurante che contribuiva al valore dei libri in un’epoca in cui erano oggetti rari. Non stupisce quindi che una volta terminata la copia di un manoscritto, si ricorresse a tutte le tecniche conosciute per garantirne l’integrità: così i manoscritti medievali contengono anche numerosi anatemi (maledizioni, minacce di sventura, invocazioni a demoni e forze oscure), rivolti a quanti potrebbero maneggiare l’oggetto senza la dovuta cura o – peggio – provare a sottrarlo al legittimo proprietario.
Anatema! di Marc Drogin, uscito nel 1983 e mai tradotto prima in Italia, è a oggi lo studio più completo di questo particolare aspetto dei libri e della scrittura nel Medioevo; un lavoro originale e illuminante, per studiosi e bibliofili, che dimostra soprattutto come l’amore per i libri sia una costante delle diverse epoche della storia umana.
Marc Drogin (1936-2017) è stato un illustratore, calligrafo, giornalista e scrittore.
Dal 1970 iniziò a interessarsi di paleografia e di manoscritti medievali, avviando numerose ricerche nelle biblioteche inglesi. Nel 1980 ha pubblicato Medieval Calligraphy: Its History and Technique; nel 1982 un’edizione per bambini dello stesso libro; nel 1983 ha dato alla luce Anathema! Medieval Scribes and the History of Book Curses e nel 1989 Biblioclasm: the Mythical Origins, Magic Powers, and Perishability of the Written Word, dedicato alla storia dell’alfabeto e della distruzione dei manoscritti.
Simona Inserra è professore associato di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia presso l’Università di Catania, dove insegna Archeologia del libro, Biblioteche digitali, Ricerca storica in archivi e biblioteche. Si occupa da molti anni di conservazione e catalogazione di fondi librari, con interesse specifico verso i fondi antichi, i libri stampati nel secondo Quattrocento e le biblioteche d’autore. Dal 2016 coordina alcuni progetti di descrizione di fondi di incunaboli conservati in biblioteche italiane, finalizzati alla pubblicazione di cataloghi a stampa.

giovedì 24 marzo 2022

Marsia e Glauco

Marsia e Glauco
Esegesi, riscritture e visualizzazioni di due miti ovidiani tra Medioevo e Rinascimento
di Ilaria Ottria
pp. 532, € 24,00
Affinità elettive edizioni, 2022
ISBN: 978-88-7326-579-5
 
Nell’olio su tavola “La favola di Apollo e Marsia” di Agnolo Bronzino, realizzato negli anni 1531-1532 e dedicato a Guidobaldo II della Rovere, duca di Urbino, Marsia compare in due delle quattro scene all’aperto di cui si compone il dipinto; tali scene lo vedono attivo nella contesa musicale con Apollo e vittima dello scorticamento inflitto dal dio come punizione per aver osato sfidare la sua autorità. Evocato da Dante come “exemplum” mitico nell’esordio del “Paradiso”, il satiro auleta Marsia è, insieme al dio marino Glauco (anch’esso citato all’inizio della terza cantica della “Commedia” in concomitanza con uno dei punti di maggiore rilievo del viaggio ultraterreno, ovvero il passaggio del pellegrino dalla Terra al Cielo), protagonista di una vicenda che attraversa epoche e generi differenti, a conferma della multiforme evoluzione dei miti classici fra Medioevo e Rinascimento. Fungendo idealmente da trait d’union tra paganesimo e cristianesimo, i racconti tratti dalle “Metamorfosi” di Ovidio assumono una molteplicità di forme e funzioni diverse; ai vari casi di ripresa, interpretazione e riscrittura offerti dai testi medievali di genere letterario, mitografico ed esegetico, si unisce infatti il rimodellamento operato dai principali rifacimenti cinquecenteschi delle “Metamorfosi” che, redatti in ottava rima e corredati di preziosi apparati iconografici, presentano significative analogie con la coeva produzione epico-cavalleresca. Tramite l’analisi del trattamento riservato ai due miti ovidiani di Marsia e Glauco, questo volume si propone di indagare come muta la riproposizione delle favole pagane tra Medioevo e Rinascimento, in un percorso che attesta il forte legame esistente tra arte e letteratura, pittura e poesia.
Ilaria Ottria è assegnista di ricerca in Letteratura italiana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove si è formata e ha conseguito anche il dottorato di ricerca. Si è dedicata principalmente allo studio di alcuni autori latini (Apuleio, Stazio, Virgilio e soprattutto Ovidio), con particolare attenzione alla loro fortuna nella letteratura mediolatina e in quella italiana tra Tre e Cinquecento, oltre che nell’opera dantesca. Si è pure occupata di certi esempi di ricezione dell’antico nella produzione teatrale e operistica, nonché di relazione tra letteratura e arti figurative.