lunedì 10 dicembre 2018

Storia dei giardini

Storia dei giardini
Dalla Bibbia al giardino all'italiana
di Carlo Tosco
pp. 284, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Il Mulino, 2018
ISBN: 978-88-15-27959-0

Luogo di ricreazione e di svago, di ozio, di gioco, di piacere estetico, e inoltre: regno degli dèi, tempio a cielo aperto, angolo di paradiso, microcosmo simbolico, scuola di filosofi, scenografia del potere, teatro di rappresentazioni drammatiche e di concerti, attrazione turistica, sede d’istallazioni idrauliche, di sperimentazioni botaniche, di piante esotiche, di perfezionamento colturale, d’attività didattiche e sportive. Il giardino è tutto questo, e molte altre cose ancora. Il volume ne ripercorre la storia dalle origini fino al Quattrocento, esaminando i momenti cruciali di formazione e di sviluppo degli spazi verdi, e illustrandone gli aspetti sociali, religiosi, politici, architettonici, artistici e letterari.
Carlo Tosco coordina il corso di laurea interateneo in Progettazione delle aree verdi e del paesaggio ed è direttore della Scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio del Politecnico di Torino. Con il Mulino ha pubblicato «Il paesaggio come storia» (nuova ed. 2017), «I beni culturali» (2014), «L’architettura medievale in Italia. 600-1200» (2016) e «Andare per abbazie cistercensi» (2017).

domenica 9 dicembre 2018

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 26

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 26
di A.A.V.V.
pp. 296, € 60,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788833131146

Anche quest’anno la Campania ha dato il suo contributo alla conoscenza della produzione libraria beneventana. Dieci frammenti di codici, di cui riferisce Giuliana Capriolo, che rinforzano o avevano rinforzato il dorso di alcune cinquecentine, sono conservati nei conventi francescani di Baronissi e di S. Maria degli Angeli a Nocera Superiore, due località della provincia di Salerno. Si conferma così l’uso dei codici beneventani come materiale di scarto, utile per proteggere altri libri, ritenuti più preziosi, in età moderna.
Se questa è stata la triste sorte di tanti esemplari prodotti in area beneventana, ben diverso appare il destino di un codice assolutamente unico nel panorama della teoria musicale medievale, il Cassinese 318, riprodotto in facsimile e illustrato da una eletta schiera di specialisti per le cure di Mariano Dell’Omo e Nicola Tangari: se ne dà conto, a pochi mesi dalla pubblicazione, in questo volume della nostra bibliografia.
Nel corso del 2019 dovrebbe poi essere compiuto il lavoro del Brill Companion to the Beneventan Zone, una sintesi dello stato dell’arte in tutti gli aspetti della cultura scritta beneventana nel territorio italomeridionale e dalmata, su iniziativa e a cura di Richard Gyug e Andrew Irving. La maggioranza dei contributi è stata affidata a studiosi non italiani, a riprova dell’interesse che questa tipologia grafica desta fuori dei nostri confini e, viceversa, del modesto richiamo che essa esercita su chi si dedica a questo genere di ricerche all’interno del nostro paese.

sabato 8 dicembre 2018

San Francesco di Asciano

San Francesco di Asciano
Opere, fonti e contesti per la storia della Toscana francescana
di Giovanni Giura
pp. 240, € 50,00
Mandragora, 2018
ISBN: 978-88-7461-378-6

Inaugura la nuova collana “Callida iunctura” questo volume sulla chiesa francescana di Asciano, piccolo comune adagiato sulle splendide colline del senese. In realtà la chiesa scialenga è l’esempio perfetto di un nuovo metodo di indagine complessivo degli edifici religiosi a partire dai suoi dettagli, unici superstiti.
Un metodo utile poi per tracciare una intera cartografia artistica delle permanenze religiose legate alla tradizione francescana in tutta la regione.
Partendo dalla chiesa scialenga viene rimesso in discussione il mito storiografico delle chiese francescane ad aula come derivanti da quella di Cortona, provando a individuare delle leggi tendenziali non univocamente riferibili all’esistenza di un ferreo modello normativo, ma radicate in una fenomenologia ricca di varianti.
Il volume indaga sui resti di affreschi della cappella maggiore, scoprendo che una tavola sopravvissuta della Madonna col Bambino di Lippo Memmi fosse il centro di un grandioso eptittico, con ai lati altri pannelli perduti; emerge inoltre l’importanza di tre opere risalenti al secondo quarto del Duecento, che delineano la triade canonica di temi cristologici, mariani e agiografici riservata alle più antiche decorazioni dei tramezzi (del quale nella chiesa non era quasi rimasta traccia!).
Numerosi sono stati gli autori maggiori e minori che hanno lasciato traccia nella chiesa: da Jacopo di Mino del Pellicciaio, a Giovanni d’Asciano, pittore mitizzato da Vasari ma storicamente esistente, al Sodoma, probabile indiziato di una trascurata Crocifissione.
Un’indagine appassionante che ritesse i fili della chiesa scialenga, un bizzarro palinsesto, dove una robbiana di Luca il giovane si mescola con gli stucchi barocchi e gli affreschi trecenteschi. Una lettura nuova e originale, fondamentale per capire la fioritura meno celebre ma nondimeno importante per la comprensione dell’evoluzione artistica locale, basata sulle ricerche di grande valore condotte alla Scuola Normale di Pisa sotto la supervisione di Maria Monica Donato e Massimo Ferretti.
Il volume offre inoltre l’opportunità di dare il giusto peso culturale, troppo spesso sottostimato a simili edifici, con la possibilità di inserirli poi in percorsi di conservazione, valorizzazione e visita a cui naturalmente sarebbero destinati.

venerdì 7 dicembre 2018

Storia dei draghi

Storia dei draghi
Dai Nibelunghi a Game of Thrones
di Martin Arnold
pp. 352, € 24,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Odoya, 2018
ISBN: 978-88-6288-502-7
 
I draghi sono un fenomeno globale. Troviamo tracce di questi mostri alati a diverse latitudini e in varie epoche: animali mitologici che hanno turbato l'umanità per migliaia di anni. Dalle bestie sputafuoco del mito e delle leggende nordeuropee al Grande Drago Rosso del libro dell'Apocalisse, dal ruolo soprannaturale nell'antica Cina a quello delle donne-drago che hanno rappresentato una minaccia all'autorità maschile. Ma c'è una cosa che tutti i draghi hanno in comune: la paura suscitata dal loro formidabile potere e, di conseguenza, il nostro bisogno di sopprimerlo, di placarlo o, in qualche modo, di assumerlo come "nostro". Come spiegare questa esigenza? È il nostro bisogno di imporre l'ordine sul caos, incarnato in un cavaliere, un eroe in grado di uccidere i draghi? È il nostro terrore della natura scatenata nella sua forma più distruttiva? O il drago non è altro che l'espressione di quel mistero più grande e inquietante di tutti: la nostra mortalità? Martin Arnold ripercorre la storia dei draghi, le concezioni leggendarie e storiche su queste figure, la loro rappresentazione e i significati metaforici, religiosi, mitologici, dall'Età Antica a II trono di spade, e risponde all'interrogativo su cosa abbia spinto l'uomo a creare nel suo immaginario queste creature magnifiche. Postfazione di Licia Troisi.
Martin Arnold è senior lecturer di Letteratura inglese presso la University of Hull. Ha conseguito un dottorato con una tesi sulle saghe islandesi medievali alla University of Leeds nel 1996. È stato uno dei curatori della rivista Studies in Medievalism. Tra i suoi libri di maggior successo ricordiamo: The Vikings. Culture and Conquest (2006) e Thor: Myth to Marvel (2012).

giovedì 6 dicembre 2018

Architettura a Firenze dal tramonto dell'Impero romano al Medioevo

Architettura a Firenze dal tramonto dell'Impero romano al Medioevo
di Carlo Cresti 
pp. 126, € 15,00
Angelo Pontecorvi Editore, 2018
ISBN: 978-88-3384-006-2

Considerata assai attendibile l’ipotesi, recentemente formulata con plausibili argomentazioni, che la costruzione del Tempio ottagono, adibito poi a Battistero, risalga al V secolo, e che conseguentemente sia da reputare arbitraria la finora adottata aggettivazione ‘romantica’ che implicava la datazione al X-XI secolo di tale edificio (probabile memorial della vittoria conseguita nell’ottobre del 406 d.C., da Stilicone sul barbaro Radagaiso assediante Firenze), è sembrata decisamente opportuna la rilettura critica riguardante le vicende architettoniche dal Tardo-Antico al Medioevo. La rilettura ha consentito di constatare l’impossibile contemporaneità del magistero costruttivo caratterizzante l’organismo strutturale e le partiture compositive dei geometrici ornamenti del Tempio ottagono, nel confronto con gli elementari sistemi edificatori delle chiese (classificate ‘romaniche’) di San Miniato al Monte, dei Santi Apostoli, e con le modeste facciate della Badia Fiesolana e di San Salvatore al Vescovo. Dalla rilettura è apparsa altresì improbabile la ideazione di Arnolfo riguardante la nuova cattedrale di Santa Reparata, assegnatali soltanto nominalmente, risultando problematico ascrivergli l’attuazione della imcompiuta facciata distrutta nel 1587, e al quale, inoltre, il Vasari, attribuisce il progetto di Santa Croce la cui autografia arnolfiana è alquanto controversa e forse inverosimile. Pertanto esclusa l’appartenenza del Tempio ottagono alla aleatoria stagione del ‘romanico’, messi in dubbio i connotati stilistici di altri edifici ecclesiali, ridimensionati o confutati gli interventi progettuali di Arnolfo, rimangono ad attestare, in Firenze gli epicali valori dell’architettura da tardo-antica a medievale, le certezze inverate dai prestigiosi significati espressivi e simbolici dell’assoluta straordinarietà del Tempio ottagono divenuto Battistero, dall’ardita torre dei Priori, del formidabile triconco absidale di Santa Maria del Fiore, e dall’originalità del granaio di Orsanmichele. 
Carlo Cresti, architetto, già professore ordinario di Storia dell’Architettura nell’Università di Firenze. È vice presidente della classe di Architettura dell’Accademia fiorentina delle Arti del Disegno. È stato direttore del ‘Dipartimento di Storia dell’Architettura e Restauro delle strutture architettoniche’ dell’Università di Firenze, coordinatore del Dottorato di Ricerca in ‘Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica’, direttore della ‘Scuola di Specializzazione in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni Architettonici e Ambientali’.

mercoledì 5 dicembre 2018

Collalto. Storia di un casato millenario

Collalto
Storia di un casato millenario
di Pierandrea Moro
pp. 200, € 26,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788833131115

Nell’ottobre del 958 Berengario II d’Ivrea, re d’Italia, concedeva a un eminente personaggio dell’area trevigiana di nome Rambaldo la corte pubblica di Lovadina, sulla riva destra del fiume Piave. Si trattava del capostipite della famiglia dei conti di Treviso, più tardi noti come Collalto, che diverranno tra i maggiori protagonisti delle vicende storiche di questo territorio lungo tutti i secoli successivi.
Con la fondazione, e la sua costante cura, dell’abbazia di Sant’Eustachio a Nervesa (1062) e l’edificazione dei castelli di Collalto (1110) e di San Salvatore (1245), a presidio del medio Piave, il casato seppe costruire e difendere nel tempo un organismo territoriale, di stretta emanazione imperiale, sul genere di quello dei piccoli stati padani dei Correggio, dei Pico della Mirandola, dei Gonzaga o dei Guastalla con cui i Collalto intrecciarono assai spesso gli interessi famigliari grazie ad accorti matrimoni.
Patrizi veneti dal 1306, titolari di una splendida corte rinascimentale, avveduti politici tra Quattro e Cinquecento tra Impero e Repubblica di Venezia, valenti uomini d’arme, i Collalto, dopo aver aperto un secondo ramo in Moravia nei domini asburgici, nella prima metà del Seicento, e quindi nominati principi dell’Impero nel 1822, mantennero sempre una sostanziale coesione famigliare che ne ha consentito lo straordinario percorso millenario fino ai nostri giorni.
Pierandrea Moro è laureato in storia medievale all’Università Ca’Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni: Riccardo Cuor di Leone (Teramo 1994), «Quam horrida pugna». Elementi per uno studio della guerra nell’alto medioevo italiano (Venezia 1995); Venezia. Itinerari per la storia della città, con S.Gasparri e G.Levi (Bologna 1997).

martedì 4 dicembre 2018

Anno Mille

Anno Mille
L'arte in Europa dal 950 al 1050
di Liana Castelfranchi Vegas
pp. 240, € 90,00
Jaca Book, 2018
ISBN: 978-88-16-60573-2

Il passaggio fra il primo e il secondo millennio è uno straordinario periodo di creatività nella storia Europea per ragioni letterarie, culturali, religiose, e risulta un vero e proprio spartiacque dal primo al secondo Medioevo. Nella storia dell’arte, in particolare, l’impero ottoniano, sostituendosi con efficacia alla pretesa unificatrice carolingia, diviene il centro e il motore delle novità artistiche dell’epoca. Sull’asse Germania-Lombardia si sviluppa infatti una corrente artistica di alto profilo, stilizzata e colta, che dà vita a notevoli cambiamenti nell’architettura e nelle arti minori. Basti pensare alle chiese di San Ciriaco a Gernrose, San Michele di Hildesheim o alla rotonda del duomo vecchio di Brescia, o, ancora, agli affreschi superstiti della Majestas Domini nella Basilica di San Vincenzo a Galliano, vicino a Cantù. E soprattutto alle numerose miniature, agli oggetti di culto, ai simboli del potere frutto della ricchissima committenza imperiale, in cui, oltre all’evidente influsso di Bisanzio, sono tangibili, in nuce, i segni di una nuova sensibilità e di un nuovo gusto propriamente occidentali. Il volume non tralascia le testimonianze artistiche del regno di Francia, con i tesori orafi di Conques e con Cluny, il monastero che all’epoca era in grado di rivaleggiare nella cristianità con Roma per magnificenza e importanza; pone in risalto l’inventiva dei centri inglesi di Winchester e Canterbury, o di Saint-Omer nelle Fiandre; infine affronta l’architettura sincretica della Spagna del Nord e l’invenzione delle Apocalissi e dei Beati negli scriptoria monastici iberici. Sono tasselli preziosi che si combinano sapientemente per delineare il momento storico che darà all’Europa la sua prima arte universale: il Romanico.

lunedì 3 dicembre 2018

Il Medioevo in 50 oggetti

Il Medioevo in 50 oggetti
di Elina Gertsman, Barbara H. Rosenwein
Traduzione di Francesco Vitellini
pp. 285, € 25,00
Libreria Editrice Goriziana, 2018
ISBN: 8861025145

Complessi e variegati, vibranti e intensi, gli oggetti medievali richiedono esami ravvicinati, riflessioni profonde e approcci cinestetici. La cultura materiale del Medioevo, straordinaria nella molteplicità di significati che include e genera, offre a chi l'osserva una ricca esperienza visiva, spesso multisensoriale, sempre gratificante. Offre, inoltre, scorci di una società vivida o, meglio, delle molte società che erano in costante cambiamento e, a intermittenza, conversavano (e a volte litigavano con veemenza) tra di loro. Eppure, ogni oggetto ha la sua storia. Quindi, come scrivere la storia attraverso gli oggetti? Il presupposto del libro è che una storia del genere richieda una collaborazione intensa. Il suo predicato è una specie di triumvirato: una connessione tra storia dell'arte, museologia e storia. Ecco la scelta di produrre una storia del mondo medievale piena e ricca, basata sui cinquanta oggetti che abbiamo scelto per questo scopo e presentati in quattro fondamentali sezioni: Il sacro e il credente, Il peccato e l'occulto, La vita quotidiana e i suoi racconti, La morte e l'oltretomba. Storici di ogni tipo sono sempre più interessati a ciò che le cose materiali possono raccontarci del passato. Allora, come oggi, le persone vivevano in relazione con gli oggetti e questi ultimi davano forma ai loro usi, alle idee e alle emozioni. Ogni epoca ci racconta molto di se stessa con gli oggetti che crea, usa, apprezza e distrugge. Ma il Medioevo è particolarmente illuminato dai suoi oggetti materiali, perché la sua cultura era così in sintonia coi significati delle cose, dato che erano toccate, viste, udite, assaggiate e addirittura odorate: l'incenso che brucia in una moschea, il bagliore di luce di una spilla di granato, il canto in una sinagoga, il tocco delle dita su uno specchio d'avorio, l'ostia che si dissolve in bocca. Un libro per aiutare i suoi lettori a formarsi un quadro ricco del Medioevo, un mondo sorprendente e frustrante, estraneo e familiare e sempre intriso di meraviglia e contraddizione.

domenica 2 dicembre 2018

"Significar per verba"

"Significar per verba"
Laboratorio Dantesco
a cura di Domenico De Martino
pp. 312, € 22,00
Angelo Longo Editore, 2018
ISBN: 978-88-8063-995-4

Il convegno tenutosi a Udine sotto l’etichetta di Laboratorio dantesco ha presentato non solo un ampio quadro degli studi danteschi in questo avvio del ventunesimo secolo, ma ha messo in mostra alcune delle più vivaci officine personali di studiosi noti e affermati, impegnati anche in progetti collettivi di lungo periodo, così come di giovani che variamente vanno ampliando i percorsi con originalità e innovative curiosità.
Il referto complessivo registra la buona salute degli studi su Dante e sulla sua opera, approfondita anche nelle articolate relazioni con la cultura circostante. Sembra portare giovamento soprattutto la molteplicità degli interessi e degli approcci, su una linea che senza esitazioni è quella della fedeltà ai testi, aggrediti con un rigore applicato in modo uniforme ai vari “territori” affrontati dagli undici studiosi qui schierati. Si affiancano temi propriamente filologici (anche con rilevanti implicazioni lessicografiche), approfondimenti testuali, storia della cultura e della critica, studi sulla diffusione dei testi danteschi, sulla “biblioteca” del Poeta e sulle citazioni della Commedia in volgarizzamenti trecenteschi, analisi di manoscritti antichi, fino alle implicazioni interpretative suscitate dalle traduzioni in lingua friulana.
La tensione espressa dai laboratori può insomma ben collocarsi sotto il riverbero della citazione del verso nel quale Dante, preparandosi al supremo regno ultramondano, affermava – pur negandone nello specifico la possibilità, ma intraprendendone insieme l’estrema attuazione – il consapevole uso della parola: «significar per verba» (Paradiso I, v. 70).

sabato 1 dicembre 2018

Costanza d'Altavilla

Costanza d'Altavilla
Biografia eretica di un'imperatirice
di Pasquale Hamel
pp. 134, € 15,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Rubbettino Editore, 2018
ISBN: 9788849855685

Personaggio fascinoso, che la letteratura ha contribuito a mitizzare, Costanza d'Altavilla, regina di Sicilia e imperatrice del Sacro romano impero, deve molta della sua fama al figlio, quel Federico II protagonista, nel duecento, delle lunghe e sanguinose lotte fra impero e papato. La sua storia è carica di tanti interrogativi e di altrettanti misteri ai quali, anche per pregiudizi ideologici, si sono date delle risposte spesso approssimate. A tali interrogativi e ai relativi misteri l'autore, seguendo un rigoroso percorso di ricerca e utilizzando un modulo narrativo particolarmente accattivante, in questa biografia, la prima su questo personaggio composta in un volume, offre delle risposte e delle chiavi interpretative che ci restituiscono un'immagine nuova e non convenzionale di una donna, tradizionalmente raccontata come capace di dominare gli eventi ma, in realtà, estremamente fragile che, suo malgrado, è stata costretta ad essere attore non secondario della storia del Meridione d'Italia.
Pasquale Hamel, 1949. Direttore del Museo del Risorgimento di Palermo. Ha insegnato Storia contemporanea e Storia delle istituzioni politiche, ha diretto la Fondazione Federico II e l'Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Già opinionista di "La Repubblica" e, attualmente, del "Giornale di Sicilia". Ha pubblicato numerosi saggi fra i quali Breve storia della società siciliana 1780-1990 Sellerio, giunto alla terza edizione; La Congiura della Libertà (due edizioni) Marsilio; Mediterraneo da barriera a cerniera Editori Riuniti; Il lungo Regno Rubbettino.

venerdì 30 novembre 2018

Da Dante a Berenson. Sette secoli tra parole e immagini

Da Dante a Berenson. Sette secoli tra parole e immagini
a cura di Chiara Balbarini, Anna Pegoretti
pp. 288, € 32,00
Angelo LOngo Editore, 2018
ISBN: 978-88-9350-013-5
 
Il volume, di carattere spiccatamente interdisciplinare, raccoglie tredici saggi incentrati sull'intreccio fra parola e immagine. Da prospettive diverse, si indagano tematiche riguardanti il rapporto tra arti visive e letteratura: dalla potenza icastica della parola dantesca alla ricchezza esegetica e iconografica della prima tradizione di commento alla Commedia; dal rapporto che Leonardo da Vinci - di cui si analizza la poco nota scrittura destrorsa - intrattenne con l'opera e la figura di Dante, fino alla peculiare fortuna critica dei disegni di Sandro Botticelli per il poema negli anni di Bemard Berenson. Oltre l'Alighieri, la prospettiva si allarga per affrontare il rapporto fra ideazione di immagini e fonti testuali fra tardo Medioevo e Rinascimento; la pratica mariniana del "ritratto" in versi; il ruolo che le immagini giocano nella prima Grammatica illustrata dell'italiano pubblicata nel 1898. Arricchisce il volume un contributo sulla formazione del giovane Boccaccio. Temi tutti cari a Lucia Battaglia Ricci, alla quale il volume è offerto.
Anna Pegoretti è Laureata all’Università di Bologna con una tesi dedicata al paesaggio nel Purgatorio, ha conseguito il dottorato in Studi Italianistici all’Università di Pisa con una tesi sul codice Egerton 943, il più antico interamente miniato. Francis A. Yates Fellow al Warburg Institute e Newton International Fellow per la British Academy - l’Università di Leeds (UK). È anche research Fellow all’Università di Warwick (UK), adjunct Professor all’Università di Reading (UK), ricercatrice all’Università Ca’ Foscari Venezia, docente di Letteratura italiana a Roma Tre, membro del comitato scientifico del progetto “Dante’s Florentine Vernacular Culture, 1280-1301” della University of Notre Dame (USA), e ancora redattrice de “L’Alighieri” e di ”Studi sul Boccaccio”, e del comitato scientifico della rivista “Documenta”.

giovedì 29 novembre 2018

L’altare argenteo di San Iacopo a Pistoia

L’altare argenteo di San Iacopo a Pistoia
Testi a cura di Lucia Gai
Fotografie di Nicolò Begliomini
pp. 240, € 25,00
Giorgio Tesi Editrice, 2018
ISBN: 9788898888122

“In questo mondo in vivace fermento, che oltre alle classiche e un po’ retoriche ricostruzioni storiche, appare fatto di storie romanzesche in cui sono protagonisti uomini (e talvolta anche donne) così simili a noi nell’affrontare i momenti importanti dell’esistenza, nacque il culto e il pellegrinaggio iacopeo”, dichiara Lucia Gai nell’introduzione del libro. L’altare argenteo immortala non soltanto il culto, ma la società e lo spirito del tempo: “è perciò, oltre che un’importante opera d’arte orafa fra Medioevo e Rinascimento, anche la testimonianza più rilevante, condensata in immagini figurative, del modo di essere e di vivere la religiosità e l’etica della socialità”, prosegue la storica dell’arte.
“L’Altare argenteo di San Iacopo è davvero un volume molto atteso che mancava nella bibliografia storico-artistica italiana. Questo meraviglioso libro – sottolinea Antonio Paolucci –  affronta l’Altare argenteo da più punti di vista – storico, archivistico, artistico e degli stili – ed è accompagnato da una campagna fotografica eccezionale, tanto da avvicinarsi in maniera incredibile al vero. Lucia Gai individua gli autori, li seleziona nella loro specificità artistica e nella loro evidenza stilistica. Grazie a questo libro sarà possibile approfondire la conoscenza con quel mastodonte d’argento situato all’interno della Cattedrale di San Zeno – che custodisce la preziosa reliquia della testa di San Giacomo Apostolo – a cui hanno lavorato 5 generazioni di orafi, dal ‘300 a Brunelleschi, importantissimo nel Cammino dei pellegrini verso Santiago di Compostela”.

mercoledì 28 novembre 2018

Il crociato infedele

Il crociato infedele
di Davide Mosca
pp. 320, € 13,00
BUR, 2018
ISBN: 9788817095549

Il giovane Cuffaro è stato addestrato alla guerra, ma l’ambiente mercantile in cui si è formato lo ha equipaggiato di solide doti diplomatiche e di una spiccata capacità di persuasione. Eppure la sua Genova, schiacciata tra la marina dell’impero bizantino a Oriente e i pirati berberi a Occidente, non riesce a trovare nel Mediterraneo lo spazio che le servirebbe per diventare una vera potenza marinara. Per questo quando lui e Guglielmo – amico fraterno e compagno di sogni e avventure – ascoltano i racconti dei crociati di ritorno dall’assedio di Antiochia, vedono nella conquista di Gerusalemme la possibilità di far entrare Genova nel novero delle grandi potenze europee, di offrirle finalmente quel futuro glorioso che le spetta. Davanti alle mura della città santa, però, si rendono conto che il compito è senza speranza, quasi come l’amore di Cuffaro per Adelaide, la donna che lo ha aiutato a ingaggiare gli uomini utili a conquistare la città, scegliendoli tra gli innumerevoli disperati che sono accorsi al richiamo della crociata. Con un ritmo indiavolato e un’ironia tagliente, Davide Mosca racconta l’assedio più importante di tutto il Medioevo, e la storia degli uomini che, nel pieno dei loro vent’anni, vi hanno preso parte. Perché nessuno esce illeso dalla guerra, anche se sopravvive alla battaglia.
Davide Mosca (Savona, 1979) è autore di diversi romanzi storici, tra i quali, pubblicati da Newton Compton, i best-seller Il profanatore di biblioteche proibite (2012) e La cripta dei libri profetici (2013).

martedì 27 novembre 2018

Petrarca e dintorni

Petrarca e dintorni
di Armando Balduino
pp. 240, € 22,0
Marsilio Editori, 2018
ISBN: 978-88-317-1598-0
 
In questo volume Armando Balduino, studioso tra i più autorevoli della storia della letteratura italiana dalle origini all’età moderna, nonché narratore in prima persona, raccoglie scritti di varia occasione nati attorno a un tema definito e insieme suggestivo. La lettura di testi fondamentali di Petrarca, Dante e Boccaccio si intreccia con l’analisi di altri autori coevi, precedenti e successivi, in una panoramica, da Guinizzelli a Foscolo, che è saldamente tenuta assieme dal rigore storico-filologico della lettura e dalla sensibilità aperta all’ascolto della lingua poetica.
Armando Balduino (Vicenza, 1937) è stato per un quarantennio titolare di Letteratura italiana presso l’Università di Padova e visiting professor in Canada (Université de Montréal) e negli Stati Uniti (Brown University e University of Chicago). Ha curato la sezione Settecento-Novecento del Dizionario di letteratura italiana diretto per la utet da VittoreBranca e testi critici del Trecento-Quattrocento; da tali esperienze ha ricavato il Manuale di filologia italiana, che con quattro edizioni è diventato il più fortunato dei suoi libri. Ha diretto per la Piccin-Vallardi la nuova edizione della Storia letteraria d’Italia.

lunedì 26 novembre 2018

I secoli bui del Medioevo

I secoli bui del Medioevo
di Giuseppe Staffa
pp. 672, € 12,00 (Acquista online a 9,00 euro)
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822723567

Paragonati allo splendore dell’antichità classica, i secoli che seguirono il perio¬do romano vennero definiti “oscuri” da Petrarca. Una definizione che finì per identificare gli anni tra il 476 d.C., data della caduta dell’impero romano d’Occidente, e l’Anno Mille, che gli storici definiscono Alto Medioevo. Solo un’assidua rilettura ha finalmente permesso di restituire questo periodo alla sua reale dimensione storica: a ben vedere esaltante. Basta ricordare come la tradizione dell’impero romano costituì la base per una coscienza comune dell’Occidente. Per non parlare della nascita del libro inteso nella forma che noi conosciamo, o delle evoluzioni tecnologiche che permisero un profondo rinnovamento del settore agricolo. Un periodo, quindi, ingiustamente definito “di decadenza”. Questo saggio vuole essere un contributo alla riscoperta di quell’età, non solo per comprendere meglio la reale entità dei cosiddetti “secoli oscuri”, ma anche per interpretare il mondo attuale come figlio di quella esperienza.
Giuseppe Staffa è nato a Roma nel 1973. Laureato in Archeologia medievale, ha partecipato a numerose campagne di scavo in Italia e all’estero. È insegnante ed educatore tiflologico (per i non vedenti). Già consulente storico e archeologico per la trasmissione televisiva di Rai3 Cose dell’altro Geo, dal 2014 collabora con la rivista «Focus Storia-Wars». Con la Newton Compton ha pubblicato 101 storie sul Medioevo che non ti hanno mai raccontato, I personaggi più malvagi della Chiesa, I grandi condottieri del Medioevo, I grandi imperatori, Le guerre dei papi, L'incredibile storia del Medioevo e I secoli bui del Medioevo.

domenica 25 novembre 2018

Montalcino nel Quattrocento

Montalcino nel Quattrocento
Lo statuto dei danni dati e degli straordinari (1452): edizione e note storiche
di Federica Viola
pp. 272, € 15,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni Effegi, 2018
ISBN: 978-88-6433-936-8

Il volume di Federica Viola presenta l’edizione dello statuto dei danni dati e degli straordinari della comunità di Montalcino (1452). Muovendo da esso vengono illustrati, con il ricorso ad una vasta documentazione inedita che si aggiunge alla testimonianza dello statuto, aspetti centrali e poco conosciuti della vicenda storica ilcinese quattrocentesca. A temi riguardanti la storia politico-istituzionale, altri si affiancano aventi riferimento alla storia economica e sociale. Una prefazione di Alfio Cortonesi valorizza le informazioni di carattere storico-agrario contenute nello statuto edito.

sabato 24 novembre 2018

La falsa inimicizia

La falsa inimicizia
Guelfi e ghibellini nell'Italia del Duecento
di Paolo Grillo
pp. 168, € 14,00
Salerno Editrice, 2018
ISBN: 978-88-6973-345-1

La narrazione dell’esilio di Dante, i neoguelfi e i neoghibellini risorgimentali, le polemiche attuali sulla faziosità come carattere distintivo e immutabile degli italiani sono solo alcuni esempi di come la memoria delle lotte fra guelfi e ghibellini ha condizionato attraverso i secoli la nostra cultura, fino a ridursi ad un luogo comune, privo di qualsiasi aggancio alla realtà storica del tempo.
Con questa espressione, infatti, si indica oggi una contrapposizione cieca e ideologica fra due parti animate da odio reciproco e fra le quali ogni dialogo è impossibile. Il quadro dell’Italia duecentesca, invece era molto più complesso. Questo libro mostra che guelfismo e ghibellinismo furono fattori di divisione interna, ma anche di coordinazione esterna: l’adesione alle parti creò infatti per la prima volta legami politici di dimensione peninsulare, superando la divisione fra il centro-nord comunale e il Regno di Sicilia nel meridione. Ancora, constateremo che la contrapposizione tra le due parti era tutt’altro che ideologica e aprioristica.
Nel periodo qui preso in considerazione, l’appartenenza ai due schieramenti non prevaleva quasi mai sui reali interessi locali: guelfi e ghibellini si potevano alleare fra loro contro altri guelfi e altri ghibellini, vi erano guelfi bianchi contro guelfi neri, ma anche ghibellini contro altri ghibellini, vi erano molti cittadini che restavano fuori dalle logiche di parte e premevano per la conciliazione, vi erano – e pochi se ne stupivano – papi ghibellini e imperatori guelfi.
Paolo Grillo è professore di Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni piú recenti: Legnano 1176. Una battaglia per la libertà (Roma-Bari 2010), Milano guelfa (1302-1310) (Roma 2013), e Le guerre del Barbarossa.

venerdì 23 novembre 2018

Thietmar di Merseburg - Cronaca

Thietmar di Merseburg - Cronaca 
Introduzione e traduzione di Mattedo Taddei 
Presentazione di Mauro Ronzani 
Appendice di Paolo Rossi 
pp. 368, € 20,00
Pisa University Press, 2018
ISBN: 978-88339-0857

Nel Chronicon scritto all’inizio del secolo XI da Titmaro, vescovo di Merseburg, in Sassonia, è possibile leggere le gesta dei sovrani della dinastia ottoniana, nonché quelle dei loro vescovi e della grande aristocrazia sassone: una testimonianza fondamentale per comprendere il mondo del X secolo nella porzione dell’impero posta a nord delle Alpi. Nonostante il latino usato da Titmaro non risulti sempre di facile comprensione, attraverso la sua vivace narrazione è possibile conoscere, in modo approfondito e non sempre retorico, la complessa personalità di un uomo sinceramente devoto al suo Dio e al suo imperatore. I diversi livelli di lettura presenti nell’opera permettono di apprezzare appieno la varietà degli argomenti trattati, che spaziano dalla storia istituzionale del regno dei Franchi orientali e dei suoi ducati, ai mirabilia, eventi straordinari di cui gli uomini all’epoca non sapevano spiegare le cause, ai rapporti con il mondo degli Slavi. Per il lettore italiano, è un’ottima occasione per dare uno sguardo alle vicende delle regioni d’origine degli Ottoni, quelle conquistate a suo tempo da Carlo Magno.
Matteo Taddei ha conseguito la Laurea Specialistica in Storia Medievale presso l’Università di Pisa, dove ha anche ottenuto la qualifica di Dottore di Ricerca. Dopo aver studiato le aristocrazie del regno d’Italia tra IX e X secolo, si occupa della traduzione di fonti altomedievali d’area tedesca e italica, e dello studio dell’età ottoniana nel suo complesso. Per questa collana ha già pubblicato la traduzione dei Gesta dell’imperatore Berengario I.

giovedì 22 novembre 2018

Velud fulgor meridianus

Velud fulgor meridianus
La 'vita' di papa Gregorio IX
Edizione, traduzione e commento di Alberto Spataro
pp. 240, € 25,00
Vita e pensiero, 2018
ISBN: 9788834331484

La biografia ufficiale di Gregorio IX (1227-1241), tramandata anonima dal Liber Censuum della Chiesa romana e incompiuta, rappresenta una testimonianza significativa per la storia del papato duecentesco. Il confronto con l’imperatore Federico II di Svevia, le relazioni con i movimenti religiosi del suo tempo, la politica nei riguardi del Patrimonio di San Pietro e della città di Roma, le committenze artistiche e la vita di curia sono narrati in un latino alto e magniloquente. Nonostante la ricchezza dei contenuti, tale fonte è stata spesso accostata con una certa diffidenza, soprattutto a causa delle circostanze di composizione e della ostentata faziosità dell’anonimo autore, aperto sostenitore del pontefice. L’edizione, la prima traduzione in lingua italiana e il commento storico sono preceduti da un’introduzione che intende far luce sui problemi relativi alla genesi e alla finalità dell’opera all’interno della tradizione storiografica pontificia e della coeva produzione curiale.
Alberto Spataro (1990) ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia medievale presso la Scuola di dottorato in “Studi umanistici. Tradizione e contemporaneità” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in co-tutela con l’Albert-Ludwigs-Universität di Freiburg im Breisgau (Germania). Le sue ricerche si concentrano sulla storia politica e istituzionale dell’epoca sveva.

mercoledì 21 novembre 2018

La Chiesa di Bondeno da Matilde di Canossa ai giorni nostri

La Chiesa di Bondeno da Matilde di Canossa ai giorni nostri
di Daniele Biancardi
pp. 224, € 26,00
Patron Editore, 2018
ISBN: 9788855534178

La chiesa arcipretale di S. Maria a Bondeno di Ferrara è da sempre associata a Matilde di Canossa, e la torre che si erge possente a fianco della chiesa è detta “torre matildea”. Per questo in occasione del 900° anniversario della morte di Matilde di Canossa, il Comune di Bondeno con la collaborazione dell’Associazione Bondeno Cultura e del Gruppo Archeologico di Bondeno, ha organizzato un nutrito programma di iniziative: una conferenza inaugurale di Daniele Biancardi, Aspettando Matilde. La storia, la vita e il mito di Matilde di Canossa, visite guidate ai luoghi medievali superstiti di Bondeno capoluogo, altre attività ludiche e didattiche, una mostra d’arte contemporanea dedicata a Matilde, e per concludere una Lectio Magistralis di Paolo Golinelli dal titolo Matilde di Canossa e i confini orientali del suo dominio: Felonica, Ficarolo, Bondeno, Ferrara. Nell’occasione fu organizzato anche un convegno per presentare i restauri che sono stati realizzati nella chiesa arcipretale in seguito alle lesioni provocate dal terremoto del 2012. Da una parte è stata così analizzata approfonditamente la storia di questo edificio, dall’altro si sono approfondite le indagini topografiche, archeologiche, architettoniche e artistiche sulla chiesa, il campanile e un’importante opera d’arte ivi conservata: il Crocifisso medievale attribuito a Paolo Moerich (detto “Paolo Tedesco”).

martedì 20 novembre 2018

Condottieri di Romagna 1

Condottieri di Romagna 1
Il Duecento e il Trecento
di Sergio Spada
pp. 184, € 15,00
Il Ponte Vecchio, 2018
ISBN: 8865417692

Il fenomeno delle condotte e delle compagnie di ventura incise profondamente sulle vicende politiche, sociali, economiche del secondo Medioevo e della prima età moderna. La storiografia si è trovata spesso divisa sulla valutazione di questo fenomeno, partendo dalle riflessioni decisamente negative di personalità dell'epoca come il Machiavelli o il Guicciardini, dalle fascinose per quanto dettagliate ricostruzioni biografiche della prima metà di un Ottocento romantico e risorgimentale, fino all'interpretazione strumentale operata con gli accenti propri della retorica di regime nel periodo fascista. In questi ultimi decenni studiosi come Larner, Mallet o Cardini hanno suggerito una lettura più asciutta e realistica del ruolo che i venturieri ricoprirono nella storia d'Italia. La Romagna fu una fucina di condottieri e di mercenari come i temuti e ricercati "brisighelli", ma fu anche teatro del passaggio e delle imprese di quasi tutte le grandi compagnie che percorsero l'Italia. Queste pagine vogliono delineare i ritratti dei romagnoli che al mestiere delle armi dedicarono tutta la loro vita, nel bene e nel male, senza cedere alle lusinghe delle corti o al gusto del potere.

lunedì 19 novembre 2018

La chiesa di Santa Maria De'Russis o di San Giacomo in Trani

La chiesa di Santa Maria De'Russis o di San Giacomo in Trani
di Margherita Pasquale
pp. 102, € 15,00
Editrice Rotas, 2018
ISBN: 978-88-94983-23-4

Celebre per il brulichio scultoreo delle superfici esterne, parca nella documentazione, già nel titolo la piccola chiesa di Santa Maria de’ Russis, poi di San Giacomo, si annuncia enigmatica; di remota fondazione ma di riassetto ben più recente, cara alla devozione tranese, che le ha tradizionalmente attribuito mansioni importanti per la storia sacra e civile della città (luogo di riposizione delle reliquie di san Nicola il Pellegrino dal 1094 al 1142; antica cattedrale), è ricca di segni affascinanti ma slegati alquanto, cui si tenterà di dare in queste pagine un filo conduttore che rasenti la coerenza, procedendo per gradi. L’analisi delle sculture all’esterno della chiesa, caratterizzanti e di immediato impatto visivo, permette la loro identificazione individuale e ricomposizione ideale in due complessi decorativi non più esistenti, un protiro, struttura già sovrastante il portale maggiore, ed un cornicione, realizzati nella prima metà del XIII secolo; ad essi si associa un elemento pittorico affiorato all’interno della chiesa, un affresco raffigurante una santa imperatrice d’Oriente.

domenica 18 novembre 2018

«E ridusse al moderno»

«E ridusse al moderno»
Giotto gotico nel rinnovamento delle arti
di Alessio Monciatti
pp. 414, € 60,00
CISAM, 2018
ISBN: 978-88-6809-177-4

Anche per la migliore tradizione di studi giotteschi la piena maturità del maestro resta la stagione della sua operosa vita meno assestata nella ricostruzione storica dei fatti e nella valutazione critica. Il volume si concentra sul decennio che all’incirca intercorse fra i murali della cappella Peruzzi e gli affreschi della cappella Bardi di Santa Croce in Firenze. Queste e le altre opere, realizzate anche ad Assisi e Roma, sono analizzate singolarmente nella specificità dei loro esiti formali e valutandone l’intero processo generativo, dall’occasione della committenza alla loro intelligenza ed esecuzione. Giotto «ebbe [allora] l’arte più compiuta che avesse mai più nessuno» (Cennini) e dimostra il definitivo sviluppo della sua arte: nelle singole realtà figurative è moderno, gotico, per stile e nella concezione delle immagini, che fonda una rinnovata considerazione dell’arte e dell’artista.
Alessio Monciatti è Professore Ordinario di Storia dell’arte medievale presso l’Università degli Studi del Molise dal 1° febbraio 2018. Afferisce al Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione.

sabato 17 novembre 2018

Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle

Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle 
di Massimo Polidoro 
pp. 224, € 18,50
Piemme, 2018
ISBN: 978-88-566-6815-5

È l'alba del XVI secolo. L'Italia è divisa in una miriade di regni litigiosi e incapaci di opporsi alle mire delle grandi potenze. Tra quelle corti soggette ai capricci della guerra si aggira un personaggio bizzarro e affascinante, che sembra uscito dalla penna di uno scrittore. È un pittore e scultore che come nessun altro riesce a catturare l'anima di ciò che raffigura. È un inventore in grado di concepire monumenti di prodigiosa bellezza, architetture così ardite da superare ogni immaginazione, macchine belliche che sembrano provenire da un futuro lontano. È uno scienziato che di ogni fenomeno dell'universo vuole indagare i meccanismi profondi: il moto dei pianeti, dell'aria e dell'acqua, il volo degli uccelli, il corpo umano. Quasi non esiste disciplina in cui non dimostri una maestria senza pari.
Si chiama Leonardo da Vinci. Intorno al suo nome fioriranno leggende, miti, storie fantastiche. Eppure, sono ancora molti gli enigmi e le zone d'ombra nella sua biografia. Servirebbe una macchina del tempo o lo sguardo di un testimone oculare, per poter finalmente risolvere il rompicapo di colui che da secoli rappresenta, nell'immaginario comune dell'umanità, l'incarnazione del Rinascimento.
Il libro che avete in mano è esattamente questo. Attraverso le memorie - immaginarie, ma scrupolosamente documentate - di Francesco Melzi, che del maestro fu per anni amico e allievo prediletto, Massimo Polidoro ci conduce in un incredibile viaggio nella turbolenta Europa di cinquecento anni fa.
Cammineremo accanto a Leonardo, seguiremo gli stupefacenti sviluppi del suo ingegno, lo ammireremo nell'attimo irripetibile della creazione delle sue opere immortali, e ascolteremo dalla sua viva voce i pensieri e le intuizioni del più grande talento universale della storia.
Massimo Polidoro è scrittore, giornalista e segretario nazionale del Cicap - che ha contribuito a fondare insieme a Piero Angela, Umberto Eco, Silvio Garattini, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi -, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell'insolito all'Università di Milano-Bicocca e ora insegna Comunicazione della scienza ai dottorandi dell'Università di Padova. Autore di libri di successo e di centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate, è anche conduttore e consulente scientifico di importanti trasmissioni televisive. Ha tenuto una rubrica fissa nell'ultima edizione di SuperQuark di Piero Angela. Il suo ultimo saggio è L'avventura del Colosseo (Piemme, 2016).

venerdì 16 novembre 2018

Per il Petrarca latino: opere e traduzioni nel tempo

Per il Petrarca latino: opere e traduzioni nel tempo
a cura di Natascia Tonelli, Alessia Valenti
pp. XIV-442, € 44,00
Editrice Antenore, 2018
ISBN: 978-88-8455-709-4
 
Per il Petrarca latino: opere e traduzioni nel tempo raccoglie le relazioni presentate all’omonimo convegno senese dell’aprile 2016, conclusivo di un progetto di interesse nazionale dedicato alle «Nuove frontiere della ricerca petrarchesca». Voci di petrarchisti eccellenti, italiani ed europei, si intrecciano a quelle di ricercatori giovani e giovanissimi, in un’indagine dedicata alla produzione latina di Petrarca e alla sua fortuna nei secoli. Accanto a contributi esegetici incentrati sull’Africa, sul Bucolicum Carmen e sulle Epystole, trovano così spazio approfondimenti sulla ricezione e sulla traduzione della produzione latina di Petrarca nell’Ottocento, e in particolare su due dei maggiori episodi italiani legati ai nomi di Domenico Rossetti e di Giuseppe Fracassetti. In un dialogo che unisce prospettiva storico-filologica, storia della cultura e storia della ricezione, questi studi seguono l’onda lunga del petrarchismo latino nelle sue molteplici declinazioni – formali, politiche, di pensiero.
Contributi di Vincenzo Fera, Francisco Rico, Elisabetta Bartoli, Enrico Fenzi, Alessia Valenti, Rossend Arqués, Luca Marcozzi, Simone Gibertini, Teresa Caligiure, Annalisa Cipollone, Francesca Patella, Barbara Zini, Isabella Becherucci, Arianna Beri, Federica Camilletti, Giulia Carpino, Valeria Merli, Paola Vecchi Galli, Francesca Florimbii, Philippe Guérin.
Natascia Tonelli insegna Letteratura italiana all’Università degli Studi di Siena. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Per queste orme (Pisa, 2016), Leggere il Canzoniere (Bologna, 2017).
Alessia Valenti è dottoranda in Filologia e Critica all’Università degli Studi di Siena in cotutela con l’Université Paris 3-Sorbonne Nouvelle.

giovedì 15 novembre 2018

Quattro croci in metallo dell'antica arcidiocesi di Pisa (XII-XVI secolo)

Quattro croci in metallo dell'antica arcidiocesi di Pisa (XII-XVI secolo)
a cura di Marco Collareta
pp. 64, € 9,00
Pisa University Press, 2018
ISBN: 978-88-3339-1182
 
Città tra le più visitate al mondo, Pisa è nota soprattutto per le sue architetture medievali e le sculture e pitture che le decorano. Sappiamo tuttavia dalle fonti che ai capolavori delle arti monumentali facevano degna eco quelli delle arti preziose, oggi in larga misura scomparsi per le note vicende dell’economia, della politica e del gusto artistico che coinvolsero Pisa tra medioevo e prima età moderna. Approfittando dell’opportunità di un’esposizione temporanea nel Palazzo arcivescovile, il presente lavoro si concentra su quattro rare croci in metallo dei secoli XII-XVI, che testimoniano gli sviluppi della coeva oreficeria sacra nel territorio dell’antica Arcidiocesi di Pisa. La guida è stata pensata per gli studenti e quanti altri si sentano attratti da un settore ingiustamente trascurato della produzione artistica. Centro del piccolo libro è l’apparato fotografico, mirante a visualizzare in tutti i loro aspetti più significativi i materiali presi in esame. I problemi storici, generali e particolari, che questi ultimi sollevano sono analizzati in forma discorsiva nel saggio introduttivo. L’appendice documentaria, infine, introduce i lettori alla conoscenza della ricca documentazione d’archivio relativa agli arredi liturgici.
Marco Collareta è nato a Merano (Bolzano) l’8 marzo 1952. Dal 1971 al 1975 ha frequentato l’Università di Pisa, laureandosi in Lettere moderne con una tesi in Storia della critica d’arte. Normalista, dal 1975 al 1978 è stato perfezionando presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove nel 1981 è divenuto ricercatore. Dal 1993 al 1997 ha insegnato come associato presso l’Università di Udine; dal 1997 al 2002, sempre con la medesima qualifica, presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Professore ordinario presso l’Università di Bergamo dal 2002 al 2007, insegna attualmente Storia dell’arte medievale all’Università di Pisa. I suoi studi riguardano la storia dell’arte tra tardo medioevo e prima età moderna, con particolare riguardo per l’oreficeria, la scultura e le fonti letterarie.

mercoledì 14 novembre 2018

Storia delle valli di Susa

Storia delle valli di Susa
Preistoria, età romana e medioevo fino al Trecento
a cura di Piero del Vecchio, Dario Vota
pp. 274, € 18,50
Edizioni Graffio, 2018
ISBN: 978-88-95057-774

Questo volume, dedicato a Preistoria, età romana e medioevo fino al Trecento, si avvale del lavoro di alcuni dei più accreditati specialisti di questi settori e affianca contributi provenienti sia dal versante archeologico che da quello storico, rispondendo così all’esigenza di una trattazione pluridisciplinare coordinata. La scelta degli argomenti alla base dei 13 contributi del volume ha mirato ad offrire delle sintesi aggiornate sull’archeologia e la storia dei periodi in oggetto e focalizzare alcuni temi che per quei periodi trovano nelle valli di Susa una significativa esemplarità, per incontrare tanto l’interesse dell’appassionato di storia locale quanto l’esigenza del ricercatore di appoggiarsi su riferimenti di base acquisiti per indagini più specifiche, oltre ad offrire supporto storico e scientifico alla formazione specifica degli operatori culturali e del turismo.