venerdì 31 gennaio 2020

Tommaso d'Aquino. «De ente et essentia».

De ente et essentia
di Tommaso d'Aquino
Selezione di brani e commento
a cura di Massimiliano Crocco
pp. 78, € 14,00
Rogiosi Editore, 2019
ISBN: 8869503682
Primo volume della nuova collana targata Rogiosi editore "Parthenologos", che inaugura un nuovo percorso della casa editrice legato all'universo filosofico, in particolare ai filosofi partenopei o che in terra di Partenope si sono formati, il testo curato da Massimiliano Crocco presenta una selezione di brani tratti dal "De ente et essentia" di Tommaso d'Aquino - uno dei più grandi pensatori dell'età medievale - con relativo commento. Si parte da un breve racconto dei primi anni napoletani dell'Aquinate, gli anni giovanili, quelli della sua formazione, nei quali - come per ogni adolescente - per lui «Napoli fu maturità e conflitto», come ipotizza il curatore. Ecco quindi le esperienze fatte durante la permanenza nel complesso conventuale di San Domenico Maggiore, lo studio della teologia nella neonata università fondata da Federico II - che ancora oggi porta il suo nome -, la scelta di entrare a far parte dell'ordine domenicano, anch'esso di recente costituzione. Il testo entra nel vivo con la presentazione dei passi scelti del "De ente et essentia" - nella traduzione dal latino di Pasquale Porro - in un percorso attraverso il quale il curatore sceglie di analizzare la costellazione iniziale delle 'immagini concettuali' che Tommaso aveva davanti a sé, soffermandosi in particolare su quanto concerne il mondo dell'uomo e delle esperienze sensibili. La spiegazione tomista degli enti reali e degli enti logici, e quella delle essenze, viene analizzata e commentata da Massimiliano Crocco in un linguaggio che al rigore filosofico unisce una grande ricchezza di esempi 'visivi', consentendogli - come scrive nella Prefazione Luigi Imperato - «di riappropriarsi empaticamente non solo dei pensieri, ma persino dei vissuti del suo autore». Ne emerge una visione nuova e affascinante del pensiero e della figura di Tommaso d'Aquino.
Massimiliano Crocco è nato a Napoli, dove vive da sempre, ed è visceralmente innamorato della sua città. Laureato in Filosofia con una tesi dal titolo “Fenomenologia dell’empatia in Edith Stein”, ha dedicato alla filosofa tedesca lo studio “Nella fenomenologia. Edith Stein e il mondo della vita”, pubblicato sul numero 70 della rivista “Segni e comprensione”, promossa dal Dipartimento di Filosofia e Scienze sociali dell’Università del Salento in collaborazione con il Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche. Tra il 2011 e il 2013 ha pubblicato su ilmiolibro.it le raccolte di scritti “Insegnami la vita con il tuo sguardo che trema”, “Oltre i rimpianti il respiro quieto del mare”, “Il dialetto del paradiso” e “Viscere”. Nel 2017 la prima pubblicazione con Rogiosi, “Periferie di Napoli. La bellezza dentro”, seguita nel 2018 da “Il Sessantotto a Napoli. Frammenti di vita”.

giovedì 30 gennaio 2020

Il palio insanguinato

Il palio insanguinato
di Giovanna Barbieri
pp. 316, € 10,00
Independently published, 2019
ISBN: 1709526742

Siena, anno 1483 d.C. Alla vigilia del Palio in onore di Santa Maddalena, Edmundo si scontra con due fantasmi venuti dal suo passato: una misteriosa donna uguale alla persona a lui più cara, e un acerrimo nemico sfuggito come lui alla caduta di Costantinopoli con il prezioso Codice originale d’Avicenna. Una brutale scia di sangue porterà lo speziale quasi alla follia e metterà a repentaglio anche la vita dei suoi più cari amici. Seconda indagine con protagonisti Goffredo Fortespada ed Edmundo de la Turre.
Giovanna Barbieri, appassionata da anni di Medioevo, alto e basso, nel 2013 apre un blog a tema medievale, dove posta numerosi articoli riguardanti la vita del periodo; racconti; recensioni di libri e film e altro ancora.
Nel 2014 pubblica come indipendente il suo primo romanzo surreale-storico “La stratega, anno domini 1164.”
Nel 2015 pubblica sempre come indipendete una racconta di racconti gratuiti a tema medievale “Amor e Patimento”
Dal 2015 fa parte delle EWWA, European Writing Women Association.

mercoledì 29 gennaio 2020

Rime, Jacopo Cecchi

Rime, Jacopo Cecchi
a cura di Benedetta Aldinucci
pp. XLII-162, € 24,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-449-6

L’identità e la produzione del notaio e rimatore fiorentino ser Jacopo Cecchi sono state per oltre quattro secoli indissolubilmente legate al nome di Dante Alighieri: consacrata sotto la paternità dantesca dalla stampa della ‘Giuntina di rime antiche’ del 1527, la fortunatissima canzone Morte, perch’io non trovo a cui mi doglia è rimasta legata al nome dell’Alighieri fino alla fine dell’Ottocento, in virtú di una lettura da parte della critica che la voleva tessera estravagante della Vita nuova, necessaria a “completare” un capitolo del libello – quello sulla infermità, morte e assunzione in cielo di Beatrice – avvertito come carente. Copisti ed editori di Dante hanno dunque inteso la canzone quale accorato planctus del sommo poeta cagionato dalla mortale malattia di Beatrice, al punto di oscurare l’identità del meno celebre rimatore fiorentino, riportato all’attenzione degli studi solo sul finire dell’Ottocento, allorché ha cominciato a delinearsi la fisionomia di un poeta minore, mediocre autore di rime amorose, ma abile imitatore di Dante e del Petrarca.
Attivo nelle istituzioni fiorentine dal 1315/’26 al 1369, Jacopo Cecchi svolse l’incarico di ambasciatore per il Comune di Firenze e ricoprí l’ufficio di notaio della Signoria per il quartiere San Giovanni. Nel volume viene puntualmente ricostruita, grazie a nuove ricerche d’archivio, la sua identità storica, introduttiva all’edizione critica commentata del piccolo corpus rimico, che annovera, oltre alla canzone alla Morte, la canzone Lasso, ch’i’ sono al mezzo della valle e il capitolo ternario O sconsolate a pianger l’aspra vita, ora per la prima volta proposto a stampa. Seguono in Appendice la canzone O Morte, che la vita schianti e snerbi (forse del Cecchi, se lo Jacobus de Florentia cui la assegna il ms. Paris, Bibliothèque nationale de France, n.a. 1745, coincide con il rimatore fiorentino) e l’anonimo rifacimento tardo quattrocentesco o cinquecentesco, Morte, da che convien pur ch’io mi doglia, testimone dell’ampia fortuna arrisa alla canzone Morte, perch’io non trovo.
Ogni componimento, opportunamente inquadrato all’interno del panorama poetico coevo, è corredato di apparato giustificativo che consente di verificare le scelte testuali diffusamente discusse anche nella Nota ai testi; mentre il commento è a servizio della comprensione del testo e indica i riferimenti letterari che si sono reputati piú probabili e certi.
Benedetta Aldinucci svolge la sua attività di studio e ricerca presso l’Università per Stranieri di Siena. Oltre ad aver pubblicato vari saggi sulla poesia medievale (Boccaccio, le fonti poetiche italiane della poesia di Ausiàs March, le rime apocrife di Dante) e su autori novecenteschi (Nicola Lisi, Margherita Guidacci), ha curato l’edizione critica delle Rime del poeta trecentesco Pietro de’ Faitinelli (Firenze 2016).

martedì 28 gennaio 2020

S’en est de branche en branche alez

S’en est de branche en branche alez
Il Roman de Renart tra raccolta e ciclo
di Marcella Lacanale
pp. 186, € 26,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2002
ISBN: 9788833133287

Ripercorrendo la vita del Roman de Renart dalla sua produzione all’esecuzione/ricezione, fino alla conservazione delle branches nelle raccolte antologiche, si delinea una storia redazionale fortemente influenzata dalle pratiche performative e dall’appartenenza del testo al genere della zooepica medievale, di cui l’oralità è componente fondamentale.
Proprio la presenza di alcuni tratti collegati alla sfera della voce isola un gruppo di branches dalle altre e ci restituisce due diversi Roman de Renart confluiti, per logiche estrinseche alla composizione dell’opera, nelle raccolte manoscritte come se fossero rami equivalenti dello stesso tronco.
E la volpe Renart se ne va di ramo in ramo tessendo una rete di allusioni intertestuali che illudono il lettore di trovarsi di fronte a un ciclo; paradossalmente sono proprio queste a ostacolare la realizzazione ciclica del Roman de Renart e a collocarlo in un genere intermedio tra la raccolta di testi indipendenti e il ciclo, la zooepica appunto.
Marcella Lacanale è assegnista all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara presso il Dipartimento d Lettere, Arti e Scienze Sociali. 

lunedì 27 gennaio 2020

L’ideologia crociata

L’ideologia crociata
di Paul Rousset
Introduzione di Franco Cardini
pp. 257, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Editoriale Jouvence, 2020
ISBN: 9788878017139

Nato nel ribollire della Riforma ecclesiastica e nel fermento di un’Europa sorta da alcuni decenni a vorticosa vita, il fenomeno crociato è stato un’esperienza cresciuta sulle vie dei grandi pellegrinaggi e alimentata dal confronto con un Islam che sembrava minacciare la cristianità dalla Spagna all’Anatolia. Una pratica religiosa, militare, giuridica, finanziaria, propagandistica dai molteplici livelli di realizzazione e di lettura, un mito di lunga durata, oggetto di revival continui e di un persistente survival. Proponendo al pubblico italiano questo libro, verso il quale c’è un rinnovato interesse per uno speciale convergere di circostanze – il “ritorno dell’Islam” e le ansie suscitate dalle varie forme di quel che si definisce fondamentalismo –, non si può non segnalare che questo studio pionieristico sui crociati possiede un’attualità e per molti versi una freschezza che vanno al di là di quella storiografica.
Paul Rousset (1911-1982), ginevrino, è stato professore di Storia medievale all’Università di Ginevra e conservatore delle collezioni storiche del locale Musée d’Art et d’Histoire, nonché redattore del prestigioso periodico culturale “Genava”.

domenica 26 gennaio 2020

Oralità, scrittura, potere

Oralità, scrittura, potere
Sardegna e Mediterraneo tra antichità e medioevo
a cura di Lorenzo Tanzini
pp. 352, € 42,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833133294

I saggi raccolti in questo volume, elaborati da un gruppo di ricerca di antichisti e medievisti, hanno l’intento di indagare in una prospettiva diacronica, dalla Grecia classica al XV secolo, le circostanze e le modalità di interazione della parola orale e del testo scritto con le dinamiche dei poteri, a partire dal punto d’osservazione prevalente della Sardegna e delle sue relazioni mediterranee. Vengono valorizzate soprattutto due circostanze tipiche dell’interazione orale-scritto, cioè la giustizia, in particolare quella politica, e la comunicazione epistolare. Una serie di approfondimenti molto vari che aprono altrettante prospettive metodologiche e tematiche su un ambito di studi di grande vitalità. 
Lorenzo Tanzini, professore associato di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Cagliari, si occupa di storia delle istituzioni e della politica nell’Italia tardomedievale. Ha pubblicato di recente 1345. La bancarotta di Firenze (Roma 2018) e A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014), e curato, con Sergio Tognetti, La mobilità sociale nel Medioevo italiano, 1. Competenze, conoscenze e saperi tra professioni e ruoli sociali (Roma 2016). 

sabato 25 gennaio 2020

Praedicare, educare, corrigere, emendare

Praedicare, educare, corrigere, emendare
La pastorale sull’osservanza del riposo domenicale nella Gallia merovingia
di Silvia Cantelli Berarducci
pp. 172, € 11,00
Aracne editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2696-7
 
Durante il periodo dell’alto medioevo il clero ha svolto un’azione pastorale finalizzata all’imposizione di una serie di norme volte, da un lato, a tutelare il clero e ad accrescerne il potere, dall’altro a raggiungere l’inquadramento e il controllo sociale della popolazione a esso sottomessa. Avvalendosi di fonti databili alla seconda metà del VI secolo e connesse al tema dell’osservanza della domenica come giorno di culto e di riposo, il volume si propone di dimostrare come l’imposizione della norma coincida con il tentativo di rendere partecipe la massa dei fedeli del significato più profondo della fede che si trovano a professare.
Silvia Cantelli Berarducci ha insegnato Latino medievale, Storia dell’esegesi e Storia del cristianesimo antico e altomedievale. I suoi interessi per la scuola medievale l’hanno portata ad avvicinarsi sempre più alla storia dell’educazione, disciplina che oggi insegna presso l’Università degli Studi di Firenze. Tra le sue pubblicazioni: l’edizione critica dei sermoni sulla Cantica di Girolamo Savonarola (1996); i Hrabani Mauri opera exegetica (2006); I miracoli del beato Martino presso “I Millenni”, Einaudi (2020).

venerdì 24 gennaio 2020

Monreale. Il duomo e il chiostro dei Benedettini

Monreale
Il duomo e il chiostro dei Benedettini
a cura di Enrica Giacobino
con testi di Maria Concetta Di Natale, Lisa Sciortino
pp. 95, € 12,00 (Acquista onine con il 15% di sconto)
Skira, 2019
ISBN: 885724142

All’origine del complesso di Monreale vi è una leggenda in cui – come sempre – si mescolano dati di realtà e elementi più fantasiosi. La leggenda narra che il giovane re normanno Guglielmo II, durante una battuta di caccia, fu colto da grande stanchezza e si addormentò all’ombra di un albero. Durante il sonno gli apparve in sogno la Vergine Maria che gli rivelò il luogo dove era nascosto un grande tesoro; il sovrano, in seguito a questa rivelazione, avrebbe deciso di innalzare proprio in quel punto un tempio dedicato alla Madonna, che infatti è ancora oggi consacrato a Santa Maria la Nuova.
La storia del complesso di Santa Maria la Nuova e del suo chiostro è strettamente legata alle origini di questo comune siciliano situato in posizione sopraelevata nell’area metropolitana di Palermo.
Il duomo e il chiostro costituiscono un illustre esempio di arte siculo-normanna e rivelano la straordinaria capacità dei committenti e degli artisti di armonizzare i diversi apporti locali (in particolare quello arabo e bizantino) con le maggiori conquiste stilistiche del nord Europa.

giovedì 23 gennaio 2020

Il santuario di San Michele a Olevano sul Tusciano

Il santuario di San Michele a Olevano sul Tusciano
a cura di Alessandro Di Muro e Richard Hodges
pp. 384, € 36,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833133126 

Una delle chiavi per la comprensione della lunga alba dell’Europa è sicuramente costituita dalle vicende dei santuari e dei grandi monasteri del primo medioevo, divenuti mete di pellegrinaggio internazionale e luoghi di incontro e confronto per ampi strati della popolazione. Il santuario micaelico di Olevano sul Tusciano è uno dei luoghi più interessanti da questo punto di vista, per la possibilità per tanti versi unica che offre di collegare i dati ricavabili dalle fonti scritte con l’analisi delle sorprendenti sopravvivenze conservate in elevato, le numerose informazioni provenienti dalle campagne di scavo e gli spunti stimolanti offerti dall’indagine etnoantropologica. Gli studi raccolti in questo volume consentono di mettere a confronto le risultanze emergenti dalle ricerche in corso sul santuario olevanese con analoghe esperienze realizzate in alcuni tra i santuari e monasteri più celebri dell’altomedioevo italiano, quali Nonantola, San Vincenzo al Volturno e San Michele al Gargano, nella prospettiva più generale del culto dei santi e dei pellegrinaggi.

mercoledì 22 gennaio 2020

Pittura murale del Medioevo lombardo

Pittura murale del Medioevo lombardo
Ricerche iconografiche (secoli XI-XIII)
a cura di Paolo Piva
pp. 208, € 23,00
Jaka Book, 2020
ISBN: 978-88-16-41538-6
 
Questo libro presenta una raccolta di saggi innovativi sul piano storico-artistico, dedicati ai più importanti cicli di pittura murale dell’alta Lombardia (nei territori di Como, Lecco e Bergamo) fra l’anno Mille e il Duecento. Si tratta di episodi fondamentali della pittura protoromanica e romanica, qui affrontati con un taglio principalmente iconografico, volto a identificare i rapporti fra i soggetti, la liturgia e la committenza. Ciò permette di evidenziare in modo chiaro quanto i soggetti delle pitture interagiscano sempre con l’edificio e la sua funzione e ne costituiscano la «necessaria» integrazione. Questa prospettiva, centrale per un nuovo modo di fare storia dell’arte, è destinata ad affiancare la lettura stilistica, a correggerne gli errori cronologici, per giungere a una strategia d’indagine «globale» che sappia cogliere la novità dell’opera d’arte e il suo contesto, lo stile e le sue ragioni. Nel saggio introduttivo sono esaminati esemplarmente elementi iconografici di «lungo periodo» nella pittura medievale lombarda, individuandone anche le relazioni a «largo raggio» fra Oriente e Occidente. Per la prima volta è indicato il «programma» sotteso alla famosa parete absidale di San Vincenzo a Galliano (Cantù): un’orazione funebre di Ariberto d’Intimiano tradotta in pittura. I non meno noti e fondamentali cicli delle chiese di Civate (Lecco), da leggere in modo coordinato, sono interpretati sulla base del rapporto con lo spazio liturgico e la funzione del Santuario (San Pietro al Monte), ma anche dell’esegesi biblica collegata alle istanze della riforma gregoriana (San Calocero). Fra i ritrovamenti più recenti è annoverato lo studio degli affreschi bergamaschi di San Michele al Pozzo Bianco. Sorprendente è il riferimento ai mosaici delle cupole di San Marco a Venezia nella chiesa castrense o plebana di San Salvatore di Barzanò (Lecco), così come la «trascrizione» in figura dei santi le cui reliquie erano contenute negli altari in San Giorgio in Borgo Vico (Como): una nuova serie di indizi contribuisce a datare gli affreschi di quest’ultima chiesa al xiii secolo e a ricostruirne l’intero programma iconografico.
Paolo Piva è Professore di Storia dellarte medievale (Università di Milano); Professore di Storia dellarchitettura (Università di Milano).

martedì 21 gennaio 2020

La Spada nella Roccia. San Galgano e Montesiepi

La Spada nella Roccia. San Galgano e Montesiepi
di Luigi Garlaschelli, Maurizio Calì
pp. 139, € 10,40 (Acquista online su Amazon)
Independently published, 2020
ISBN: 1710581174

Prima edizione cartacea degli atti del convegno tenutosi all'Abbazia di San Galgano (Siena) nel 2001, nel quale vennero riportati i risultati di una campagna di indagini scientifiche su San Galgano e la Spada nella Roccia. Con una nuova introduzione, note aggiornate e immagini inedite. Una autentica Spada nella Roccia esiste davvero. Non in Bretagna, ma in Toscana, e risale all'anno 1180. Reliquia, cimelio, oggetto magico, o falso medioevale? Da Re Artù alla Valle del Merse, l'affascinante storia della Spada di San Galgano, e delle sue incredibili coincidenze con le leggende bretoni, alla radice dei miti del Graal. Santi, eremiti, misteriose abbazie, tombe da scoprire, cavalieri Templari e reliquie sacre al vaglio della scienza.

lunedì 20 gennaio 2020

Da Nicola Pisano a Tino di Camaino

Da Nicola Pisano a Tino di Camaino
Momenti significativi della scultura gotica italiana
di Naoki Dan
pp. 274, € 42,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Pacini Editore, 2019
ISBN: 978-88-3379-140-1

Si tratta di nove capitoli, scritti dall’autore, Naoki Dan, professore emerito di Storia dell’Arte ed Estetica all’Università di Gunma, in Giappone. I capitoli riguardano alcuni scultori tra i più rappresentativi del panorama storico-artistico due-trecentesco italiano. Fra questi: Nicola e Giovanni Pisano, Tino di Camaino e Lupo di Francesco.
Il testo che qui presentiamo è una riformulazione di saggi pubblicati, in Giappone, in diversi tempi, a partire dal 1995 fino al 2015. Gli studi di Naoki Dan prendono l’avvio dai temi proposti dai più grandi storici dell’arte per poi distendersi in modo personale e particolarissimo, proponendo nuove chiavi di lettura e nuove prospettive e ricostruzioni basate spesso su reperti da lui stesso scoperti in musei, collezioni private e depositi d’arte.
Si può ben dire che questo saggio sia un’opera considerevole e coraggiosa che consentirà agli studiosi e agli storici dell’arte italiani di avere a disposizione uno strumento preziosissimo di conoscenza che costituirà, senz’altro, una tappa fondamentale per ogni successiva ricerca. 
Naoki Dan è nato a Tokyo nel 1948. Nel 1972 ha ottenuto il B.A. in Economia presso la Facoltà di Economia dell’Università Keio di Tokyo. Nel 1977 si è laureato in Storia dell’Arte all’Università di Firenze (Dottore in Materie Letterarie), presentando la Tesi di Laurea sul periodo pisano di Tino di Camaino. Dal 1989 fino al 2002 è stato professore associato di Storia dell’Arte presso il Dipartimento dell’Arte della Facoltà di Educazione dell’Università statale di Gunma (Giappone). Dal 2002 è stato fino al 2013 professore, e dal 2013 è professore emerito dello stesso Ateneo. Dal 2008 è vicepresidente dell’Associazione Tohoku di Studi di Arte e Cultura (Tohoku Society for Arts and Cultures). Nel 2015 e nel 2017 è stato membro della Giuria internazionale della “Florence Biennale di Arte Contemporanea”.

domenica 19 gennaio 2020

Testi e vicende del Trecento

Testi e vicende del Trecento
Letture ed esegesi di Dante, Petrarca, Boccaccio
di Renzo Bragantini
pp. 174, € 15,00
Rubbettino, 2019
ISBN: 9788849860092
 
Il libro nasce dal convincimento che non sia possibile proporre un'interpretazione plausibile di qualsivoglia testo, massime se si tratta di opere dei primi secoli, se non tramite un corpo a corpo con le sfide offerte dalla sua lettera, e con un esauriente chiarimento di essa. Ciò non significa indugiare esclusivamente su tale aspetto (che pure, per un autore medioevale, è primario); piuttosto quella premessa è la sola che, implicando in ogni sua stazione argomentativa un quadro necessariamente più ampio, permette a ognuno dei due movimenti di irrobustirsi vicendevolmente. I tre grandi protagonisti della letteratura trecentesca sono qui oggetto tanto di analisi ravvicinate, quanto di indagini di più ampia portata, quanto infine di questioni di metodo (commento ai testi, problemi testuali).
Renzo Bragantini, ordinario di Letteratura italiana, ha insegnato nelle Università di Macerata, Venezia, Potenza, Udine e Roma. È stato Visiting Professor in università americane (Yale University; University of California, Los Angeles; Johns Hopkins University), e canadesi (University of Toronto), e nella Universidade de São Paulo. Si occupa prevalentemente di letteratura del Medioevo e del Cinquecento.

sabato 18 gennaio 2020

La congiura dei Pazzi

La congiura dei Pazzi
Intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze dei Medici
di Lauro Martines 
pp. 386; € 24,50
Oscar Mondadori, 2020
ISBN: 9788804678250

Nel 1478 Firenze, capitale dell’Umanesimo e centro economico e politico di una nuova Europa proiettata fuori dal Medioevo, è saldamente governata da Lorenzo il Magnifico. Ma il suo potere non è esente da forti e violente opposizioni. Domenica 26 aprile, durante la messa nella cattedrale, avviene il più sanguinoso attacco alla famiglia dei Medici: la congiura dei Pazzi. Lorenzo è ferito, suo fratello Giuliano muore. La vendetta è fulminea e inesorabile. Lauro Martines racconta uno dei più truci episodi della storia fiorentina, riportandoci nel cuore di un’epoca straordinaria, in cui, accanto ai potenti impulsi alla crescita economica, politica, culturale, urbanistica, prospera un’indomabile volontà di potenza e sopraffazione perpetrata con ogni possibile inganno, intrigo, vendetta.
Lauro Martines, professore emerito dell'University of California, Los Angeles, esperto di umanesimo italiano, è autore di numerosi studi sull'Italia del Quattrocento, tra cui Power and Imagination. City States in Renaissance Italy. Per Mondadori ha pubblicato La congiura dei Pazzi (2004), Savonarola (2008).

venerdì 17 gennaio 2020

Italiae Medievalis Historiae X

Italiae Medievalis Historiae X
di A.A.V.V.
pp. 96, € 12,00
Italia Medievale, 2020
ISBN: 9780244852757

Il © Premio Letterario Italia Medievale è un'iniziativa dell'Associazione Italia Medievale riservato a racconti brevi e inediti liberamente ispirati al Medioevo. Questo volumetto contiene i quattro racconti vincitori della XIV edizione 2019 del Premio e alcuni tra quelli partecipanti.
1) Gherardo da Massa e il zizzolo a Ravenna di Riccardo Baruzzi
2) Suger o La visione estetica delle virtù celesti di Paola Mangano
3) Quando la prima falce di luna di Paola Rolfo
3) La masnada del dragone rosso di Roberto Masini

giovedì 16 gennaio 2020

La letteratura tardolatina

La letteratura tardolatina
Un profilo storico (secoli III-VII d.C.)
di Fabio Gasti
pp. 288, € 24,00
Carocci, 2020
ISBN: 9788843099122

Superato l’orientamento pregiudiziale a considerare la tarda antichità un’età di decadenza, la critica ne sta rivelando caratteri originali, capaci di interessare non soltanto gli specialisti ma anche il pubblico più vasto. Il volume illustra la produzione letteraria della tarda latinità, secondo un percorso storico-letterario che è anche approfondimento culturale, in un arco di secoli in cui l’affermazione del cristianesimo progressivamente investe tutti gli ambiti della produzione letteraria senza che tuttavia venga meno l’importanza riconosciuta alla letteratura precedente. La storia letteraria di questo periodo, dall'età severiana agli albori del Medioevo, trova infatti la propria cifra culturalmente significativa nell'articolata dialettica fra la persistenza della tradizione classica, assicurata dalla scuola e dall'autorevolezza dei modelli, e la nuova cultura cristiana, alla costante, faticosa e controversa ricerca di un adeguato spazio anche in campo letterario. L’indubbia varietà dei prodotti artistici rivela atteggiamenti diversi da parte degli scrittori, spettatori di un’evoluzione storico-politica spesso drammatica che li spinge all'introspezione o al gioco letterario fine a sé: si tratta di uno scenario molto complesso e composito in cui si trovano elementi di modernità nelle idee e nei sentimenti.
Fabio Gasti insegna Letteratura latina tardoantica e Storia della lingua latina nell'Università di Pavia. Le sue ricerche riguardano soprattutto il travaso di moduli letterari classici nella letteratura di età tardolatina (Agostino, Isidoro, i breviari storici, la poesia di V-VI secolo).

mercoledì 15 gennaio 2020

Cultura letteraria neerlandese

Cultura letteraria neerlandese
Autori, testi e contesti dal Medioevo a oggi
a cura di Roberto Dagnino, Marco Prandoni
pp. 448, € 34,90
Hoepli, 2020
ISBN: 9788820395582
 
Un'introduzione alla storia culturale, agli autori, alle correnti e ai movimenti più significativi dei Paesi Bassi e delle Fiandre, una civiltà urbana al crocevia tra diverse aree commerciali e culturali, da sempre caratterizzata da interscambi e contaminazioni.
È il primo libro in lingua italiana che dà accesso alla storia della letteratura in lingua neerlandese in un'ampia prospettiva culturale illustrando, oltre ai testi e agli autori più rappresentativi, le interazioni tra letteratura e arti figurative, musica, architettura, religione, politica e movimenti sociali.
Un'opera a più voci in cui autori affermati e studiosi emergenti accompagnano il lettore in un percorso affascinante. Il viaggio inizia nel Medioevo neerlandese alla scoperta della ricchezza mistica e devozionale e del ruolo di cerniera tra mondo romanzo e germanico per proseguire con l'esplosione dei commerci e la rivoluzione teatrale, scientifica e filosofica del Secolo d'Oro e approdare infine a quel laboratorio politico, sociale e culturale che i Paesi Bassi e il Belgio rappresentano da due secoli a questa parte.
Il tutto senza tralasciare preziosi excursus verso l'Italia e il resto del continente europeo, la letteratura delle ex-colonie e gli apporti delle numerose ondate migratorie verso questo angolo di Europa.
Roberto Dagnino è maître de conférences di Lingua e cultura neerlandese presso l'Università di Strasburgo. Specialista di storia culturale e letteraria, è tra gli autori per Hoepli del volume Mooi Zo!.
Marco Prandoni insegna Lingua e letteratura neerlandese all'Università di Bologna. Autore di varie pubblicazioni, dirige la collana di poesia Lyra Neerlandica.

martedì 14 gennaio 2020

L'Archeodromo di Poggibonsi

L'Archeodromo di Poggibonsi
Un viaggio nell'Alto Medioevo
di Marco Valenti
pp. 270, € 70,00
Edipuglia, 2019
ISBN: 978-88-7228-901-3
 
Questo libro racconta l’esperienza innovativa di musealizzazione e di Archeologia Pubblica iniziata sul finire del 2014 e ancora in corso. Si tratta del primo, e finora unico, Archaeological Open Air Museum italiano dedicato all’Alto Medioevo, realizzato su basi archeologiche, grazie alla riproduzione in scala reale del villaggio di IX-X secolo indagato dall’Università di Siena. L’Archeodromo si fonda su sei “pilastri”: ricostruzione delle strutture, azioni di archeologia sperimentale, riproposizione di tecnologie antiche, visualizzazione della vita quotidiana, narrazione-interpretazione, presenza di archeologi protagonisti in ognuna delle attività elencate. Nella sua modalità attiva di interazione con il passato, persegue l’esperenzialità basata su ricerca, educazione e turismo nei quali l’archeologia diventa realmente il valore culturale aggiunto. A costruire e popolare il villaggio sono gli stessi archeologi che hanno condotto gli scavi: l’esperienza si profila, dunque, come ambito di sviluppo del connubio tra archeologia sperimentale, archeologia imitativa e living history. Alla base di tutto c’è la volontà di comunicare e divulgare i risultati della ricerca attraverso forme dirette, che sappiano arrivare tanto agli specialisti quanto, soprattutto, al grande pubblico, cioè agli appassionati, ai cittadini, alle famiglie e alle scolaresche.
Marco Valenti insegna Archeologia Medievale e Archeologia Pubblica all'Università di Siena. Ha diretto scavi in Toscana come il castello di Miranduolo (Chiusdino - SI), la Fortezza Medicea di Poggio Imperiale a Poggibonsi (SI), e il Duomo di Siena. Dal 2014 ha iniziato il progetto in progress di Archaeological Open Air Museum Archeodromo di Poggibonsi che ha ricevuto nel 2015 il premio Riccardo Francovich, conferito dalla SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) e nel 2016 il premio Progetto Artbonus dell'anno conferito dal MIBACT. Per i tipi di Edipuglia ha pubblicato anche “Ricostruire e narrare. L'esperienza dei Musei archeologici all'aperto”, Le vie maestre, 10, Bari 2019.

lunedì 13 gennaio 2020

Bisanzio. L'arte bizantina del medioevo dall'VIII al XV secolo

Bisanzio. L'arte bizantina del medioevo dall'VIII al XV secolo
di André Grabar
pp. 224, € 19,00
Ghibli Editore, 2020
ISBN: 8868012448
 
Il prestigio goduto dall'arte bizantina nel mondo medievale è immenso. E oggi non è certo da meno. Pitture, mosaici, sculture, manoscritti miniati, ma anche gioielli e sete istoriate costituiscono un patrimonio prezioso, a testimonianza dell'evoluzione di un'arte che è stata espressione di un profondo senso di universalità religiosa. André Grabar nella presente opera studia e mira a far conoscere l'arte bizantina del medioevo, dal tempo degli iconoclasti (726-843) alla caduta dell'Impero romano d'Oriente e alla presa di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453. Attraverso un'attenta analisi del contesto storico e politico, Grabar indaga lo sviluppo di quest'arte e le ragioni dei suoi mutamenti e delle sue evoluzioni: ne emerge un panorama composito, frastagliato e affascinante, corredato di illustrazioni che restituiscono solo in minima parte l'incredibile ricchezza e complessità dell'arte bizantina.

domenica 12 gennaio 2020

La follia di Tristano

La follia di Tristano
a cura di Chiara Concina
pp. 112, € 12,00
Carocci, 2020
ISBN: 9788843099016
 
Tra i monumenti letterari che attestano la fase più antica del fortunato mito medievale di Tristano e Isotta si colloca il breve testo antico-francese in octosyllabes della Folie Tristan, tramandato in due diverse redazioni risalenti al XII secolo: una più corta, detta di Berna (che qui si presenta), l’altra più lunga, detta di Oxford. Travestito da folle, Tristano torna alla corte di re Marco per rivedere l’amata Isotta. Da lei tenta di farsi riconoscere, rievocando con un discorso apparentemente insensato gli episodi salienti della loro storia. La regina – dapprima diffidente – finirà per cedere, e dopo l’agnizione finale gli amanti riusciranno a ricongiungersi per un’ultima breve stagione. Ennesima maschera tristaniana, la simulazione della follia permette la messa in atto di un geniale dispositivo della “ricordanza”, che restituisce nella miniatura di un breve poemetto le vicende più note degli amanti di Cornovaglia.
Chiara Concina insegna Filologia romanza all'Università di Verona. Si occupa principalmente di lirica antico-francese, di scritture odeporiche e della ricezione francese, italiana e catalana di Boezio in età medievale.

venerdì 10 gennaio 2020

Corrispondenza. I. Lettere volgari

Corrispondenza. I. Lettere volgari
di Francesco Filelfo
Edizione critica e commento a cura di Nicoletta Marcelli
Coordinamento scientifico di Silvia Fiaschi
pp. X-286, € 56,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-948-2
 
Nel panorama dell’umanesimo italiano a fianco di numerosi e celebri autori che, sull’esempio di Francesco Petrarca, si dedicarono alla composizione di un epistolario latino, possiamo annoverarne altrettanti per ciò che concerne l’epistolografia in volgare, ma, assai rari sono i casi di umanisti che per la scrittura di lettere si siano cimentati sul doppio registro latino-volgare e, nel caso di Filelfo, con l’aggiunta del greco. Se all’Epistolario latino e greco, raccolto, rielaborato e concepito con le caratteristiche di una vera e propria opera letteraria destinata alla pubblicazione Filelfo dedicò notevoli cure per molti anni, alle lettere volgari, al contrario, l’autore non riconobbe uno statuto letterario, per cui la loro sorte è stata quella della totale dispersione, al punto che non se ne conosceva neppure il numero complessivo. Grazie a questo lavoro il corpus conta oggi 141 lettere, parte delle quali sconosciute e inedite, in larga misura autografe, indirizzate ad alcune tra le maggiori personalità della politica e della cultura del Quattrocento: fra tutti spiccano i duchi Francesco e Galeazzo Maria Sforza, Lorenzo il Magnifico e il cancelliere sforzesco Cicco Simonetta. Le lettere filelfiane che qui si pubblicano toccano molti aspetti della storia e della cultura del secolo XV, dalla politica, alla diplomazia, dalle humanae litterae, alla biografia di Filelfo stesso, per cui nella loro varietà rispecchiano a pieno la poliedrica personalità dell’autore: di ognuno di questi aspetti il volume ha cercato di dare conto con il commento ai testi, che si auspica possa costituire un utile strumento per nuove acquisizioni nell’ambito degli studi storico-letterari.

giovedì 9 gennaio 2020

Genna di Taquisara

Genna di Taquisara
di Roberto Brughitta
pp. 172, € 13,00
AmicoLibro, 2019
ISBN: 9788899685690
 
Con questa opera, Roberto Brughitta è tornato alle sue origini letterarie con un romanzo di fantasia ambientato durante il medioevo in Sardegna, un medioevo carico di lirismo, a tratti mitizzato, direi quasi fiabesco.
La trama si snoda tra realtà e leggenda, tra amore e conflitti. Si passa dal riso sardonico ai nomi storici di villaggi ancora esistenti.
Proprio dalla leggenda, a cui è legato il riso sardonico, parte il romanzo. Rònkina, un uomo saggio ma anziano di settant’anni (l’età non è casuale), incrocia la sua esistenza con Genna, una fanciulla dal carattere ribelle. Malgrado la reciproca diffidenza iniziale, cominciano un viaggio, il cui scopo non è tanto un andare verso, ma un allontanarsi da. La strada che i due improbabili amici intraprendono non è solo fisica, è anche un percorso che illuminerà i loro dubbi e certezze, sconvolgendo entrambi.
Roberto Brughitta nasce nel 1965 a Cagliari. Amante del mare, che adora navigare a bordo del suo kayak.
Le sue pubblicazioni sono: “I racconti del giocattolaio”, “Baci di laguna”, “La donna farfalla”, “Oro, corallo e arcobaleno”, “La trilogia di Pinocchio”.
è autore inoltre di “Su Lèpuri isposu” e “Una gara per Bascaleggia”, entrambi patrocinati dalla regione Sardegna.
A quattro mani con Emanuela Imprescia, presidentessa dell’ADMO Alto Adige, scrive invece “Trucioli di cuore”, dove un Pinocchio maggiorenne ci avvicina al mondo della donazione del midollo osseo.

mercoledì 8 gennaio 2020

L'aristotelico impenitente

L'aristotelico impenitente
di Stefano Gelain
pp. 132. € 12,00
Mauro Pagliai Editore, 2019
ISBN: 8856404222

1318 d.C. Ardighino da Padova, medico e filosofo aristotelico, allievo del brillante Pietro d'Abano, si reca al Castello di Romena su invito del conte Aghinolfo Guidi, che lo prega di indagare su un misterioso delitto irrisolto. Come in una versione parodiata de Il nome della rosa di Umberto Eco, il medico padovano, totalmente privo di una strategia d'indagine, tenta di dare un volto a un assassino particolarmente sfuggente. Sullo sfondo personaggi promiscui e sgangherati: tra vassalli, valvassori e valvassini, castellane prive di senno e inquisitori smargiassi, Ardighino si vedrà costretto a dubitare di tutti, prima di scoprire, non certo grazie alle proprie doti investigative, chi si cela dietro l'esecrabile delitto.
Al centro del suo romanzo è la figura di Ardighino, medico e filosofo, allievo del brillante Pietro d’Abano. Piuttosto goffo, non esattamente preparato – nonostante la sua professione non conosce il latino, ma ne parla una variante maccheronica – e totalmente privo di una strategia d’indagine, Ardighino è però dotato di un certo acume e di spirito d’iniziativa, e utilizzerà ogni arma a disposizione per tentare di dare un volto a un assassino senza nome. Il conte Aghinolfo Guidi lo ha infatti invitato al Castello di Romena dopo l’omicidio del cavaliere Arnaldo Buglione, il cui corpo è stato trovato a terra, con la lingua inchiodata al pavimento. L’indagine porterà Ardighino a muoversi in un mondo fatto di religiosi e di nobili, di castellane e inquisitori, antichi tomi e sofisticati enigmi, prima di trovare finalmente, in modo rocambolesco e inaspettato, il bandolo della matassa.
Stefano Gelain, giovane docente di lettere originario di Feltre (Belluno), si è laureato con una tesi sulla Letteratura latina medievale.

martedì 7 gennaio 2020

Scenari bellici nel medioevo: guerra e territorio tra XI e XV secolo

Scenari bellici nel medioevo: guerra e territorio tra XI e XV secolo
Giornata di Studi (Roma, 17 novembre 2016)
a cura di Giorgia Maria Annoscia
pp. 162, € 25,00
Edizioni Quasar, 2019
ISBN: 978-88-7140-994-8

Il volume contiene i seguenti saggi:
G.M. Annoscia, Scenari bellici nel medioevo: guerra e territorio tra XI e XV secolo. Le ragioni di un incontro
P. Garbini, Notturni di guerra nella letteratura d’assedio mediolatina
E. Pruno, C. Marcotulli, “Non vi rimase casa né pietra sopra pietra”: l’assedio di Montaccianico (Fi) del 1306 e la documentazione materiale
C. Citter, Da castello a Rocca: le trasformazioni di Selvena (GR) a seguito delle vicende belliche fra XV e XVI secolo
G. Romagnoli, La presa e la distruzione di Ferento (1170-1172): fonti scritte e documentazione materiale
L. De Lellis, “Urbs haec nulla hominum sed bella nocere valebunt”: le mura e gli apprestamenti difensivi di Leopoli-Cencelle
M. Bici, F. Campana, Analisi tecnica di ipotesi di assedio della Rocca di Cervara di Roma
G.M. De Pratti, Ricostruzione balistica diretta ed inversa per individuare la macchina bellica dell’assedio di Cervara di Roma
M.C. Somma, Architettura militare e scene di guerra ai confini del Regnum all’epoca di Carlo I d’Angiò: il caso di Castel Manfrino (Te)
R. Fiorillo, M. Pisanti, L’assedio di Castel Terracina del 1191 nel Liber ad honorem Augusti. Problematiche storiche ed archeologiche alla luce di recenti interventi di restauro
A.M. Santoro, Pisani in territorio amalfitano (1135-1137): città, assedi, fortificazioni tra fonti storiche e dati archeologici
M. Nucciotti, Archeologia leggera dei sistemi di difesa passiva: castelli crociati di Petra (Giordania) nel XII secolo

lunedì 6 gennaio 2020

Beato Angelico

Beato Angelico
di Renzo Villa
pp. 272, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Paicini Editore, 2019
ISBN: 978-88-6995-501-3
 
Eccezionale ovvero unico da ogni punto di vista il destino dell'artista a tutti noto come 'Beato Angelico', un incantevole protagonista della pittura italiana. Maestro dell'arte sacra, ma anche interprete del primo Rinascimento umanistico; autore di esemplari, liriche e commosse immagini di Madonne, Angeli e Santi, ma anche capace di innovazioni tecniche decisive, dal formato quadrato delle grandi tavole sugli altari unificando i precedenti polittici, al modello della 'Sacra Conversazione' ove i santi dialogano naturalmente e spiritualmente alla presenza della Madre e del Figlio. La sua è un'opera poliedrica e varia, personalissima; però mai firmata né datata, dando gran problemi agli storici dell'arte. Umile e discreto sarebbe rimasto sconcertato dall'appellativo 'Beato Angelico', lui che voleva essere semplicemente fra' Giovanni del convento di San Domenico a Fiesole. Anche noto, da giovane laico, come Guido di Piero del Mugello. Fu detto Angelico appena scomparso, per l'alta lode rivolta al Maestro, all'artefice di grandiosi tabernacoli, reliquiari e pale decorate, di variati e inimitabili cicli d'affreschi, di tante pagine miniate ove esprimeva sempre la propria fede, esaltando la bellezza delle creature spirituali nei volti purissimi delle Madonne e nelle sfavillanti ali delle creature celesti. Angelico per grazia e soavità di toni e colori, e per ispirazione sempre intensa e partecipe. Riconosciuto dai contemporanei come sommo maestro, accompagnò il superamento dell'ultimo gotico proponendo una nuova lettura dell'antico, e fu nominato Beato per essere modello d'artista esemplare, riconosciuto Patrono dell'arte sacra dalla Chiesa cattolica. Malgrado ciò il destino della sua opera pittorica, risultato di un quarantennio di continuo, attivo e stimatissimo lavoro, è stato segnato dalla dispersione di tante realizzazioni, anche guastate da incuria e sciagurati restauri. Frammentate e sradicate dalla loro originaria collocazione, sono più silenziose, meno espressive ed emozionanti, e però esposte con ogni riguardo nei maggiori musei d'Europa e d'America. Hanno un destino ben diverso da quello atteso e previsto poiché erano state eseguite su richiesta e compenso delle più grandi famiglie fiorentine, ed erano destinate alla liturgia, alla contemplazione e venerazione dei fedeli. Disgraziatamente è poi giunto a noi soltanto uno, su cinque, dei grandi cicli pittorici realizzati a Roma, dove due papi l'avevano chiamato riconoscendolo "primo pittore d'Italia". Quattro furono distrutti neppure un secolo dopo il loro compimento, in un'epoca ansiosa di più grandiosa modernità; resta per nostra fortuna intatta la Cappella Niccolina in Vaticano, uno dei più equilibrati e misurati cicli dell'intero Quattrocento italiano, nel suo rinnovato classicismo paleocristiano. Eccezionalmente e fortunosamente integra è infine l'opera più personale e sentita, oggi visibile a chiunque, mirabile nella sua compiutezza e conservazione. È la serie di affreschi del convento fiorentino di San Marco, paradossalmente destinati a rimanere segreti, vincolati dalla clausura, dipinti soltanto per la meditazione e la preghiera di un singolo confratello nella sua cella solitaria.

domenica 5 gennaio 2020

Appunti d'arte e meraviglia. Il Medioevo umbro-marchigiano

Appunti d'arte e meraviglia
Il Medioevo umbro-marchigiano
di Elisabetta Carlino
pp. 120, € 14,00
EFG edizioni, 2019
ISBN: 8885581331
 
Guardare l'arte è guardare per capire ciò che ci circonda ed accorgersi che si è immersi nei capolavori. Ogni luogo ha la propria storia raccontata dai suoi artisti e dalle opere che ne hanno delineato l'identità e che oggi profondamente ci appartengono. Attraverso l'Appennino Umbro Marchigiano sulle tracce delle prime prove di Ottaviano Nelli, gettando uno sguardo più approfondito sulla moda delle sue Madonne cortesi. Incontrando sculture di grande qualità e luoghi che hanno storie che dovevamo ancora ascoltare. Cos'è l'amore per l'arte se non il sogno? Cos'è se non l'essere catturati, un giorno in cui stavi andando, dai bagliori di un sogno, che un altro uomo, secoli prima di te, ha lasciato imbrigliati nelle trame del tempo ?