martedì 21 gennaio 2020

La Spada nella Roccia. San Galgano e Montesiepi

La Spada nella Roccia. San Galgano e Montesiepi
di Luigi Garlaschelli, Maurizio Calì
pp. 139, € 10,40 (Acquista online su Amazon)
Independently published, 2020
ISBN: 1710581174

Prima edizione cartacea degli atti del convegno tenutosi all'Abbazia di San Galgano (Siena) nel 2001, nel quale vennero riportati i risultati di una campagna di indagini scientifiche su San Galgano e la Spada nella Roccia. Con una nuova introduzione, note aggiornate e immagini inedite. Una autentica Spada nella Roccia esiste davvero. Non in Bretagna, ma in Toscana, e risale all'anno 1180. Reliquia, cimelio, oggetto magico, o falso medioevale? Da Re Artù alla Valle del Merse, l'affascinante storia della Spada di San Galgano, e delle sue incredibili coincidenze con le leggende bretoni, alla radice dei miti del Graal. Santi, eremiti, misteriose abbazie, tombe da scoprire, cavalieri Templari e reliquie sacre al vaglio della scienza.

lunedì 20 gennaio 2020

Da Nicola Pisano a Tino di Camaino

Da Nicola Pisano a Tino di Camaino
Momenti significativi della scultura gotica italiana
di Naoki Dan
pp. 274, € 42,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Pacini Editore, 2019
ISBN: 978-88-3379-140-1

Si tratta di nove capitoli, scritti dall’autore, Naoki Dan, professore emerito di Storia dell’Arte ed Estetica all’Università di Gunma, in Giappone. I capitoli riguardano alcuni scultori tra i più rappresentativi del panorama storico-artistico due-trecentesco italiano. Fra questi: Nicola e Giovanni Pisano, Tino di Camaino e Lupo di Francesco.
Il testo che qui presentiamo è una riformulazione di saggi pubblicati, in Giappone, in diversi tempi, a partire dal 1995 fino al 2015. Gli studi di Naoki Dan prendono l’avvio dai temi proposti dai più grandi storici dell’arte per poi distendersi in modo personale e particolarissimo, proponendo nuove chiavi di lettura e nuove prospettive e ricostruzioni basate spesso su reperti da lui stesso scoperti in musei, collezioni private e depositi d’arte.
Si può ben dire che questo saggio sia un’opera considerevole e coraggiosa che consentirà agli studiosi e agli storici dell’arte italiani di avere a disposizione uno strumento preziosissimo di conoscenza che costituirà, senz’altro, una tappa fondamentale per ogni successiva ricerca. 
Naoki Dan è nato a Tokyo nel 1948. Nel 1972 ha ottenuto il B.A. in Economia presso la Facoltà di Economia dell’Università Keio di Tokyo. Nel 1977 si è laureato in Storia dell’Arte all’Università di Firenze (Dottore in Materie Letterarie), presentando la Tesi di Laurea sul periodo pisano di Tino di Camaino. Dal 1989 fino al 2002 è stato professore associato di Storia dell’Arte presso il Dipartimento dell’Arte della Facoltà di Educazione dell’Università statale di Gunma (Giappone). Dal 2002 è stato fino al 2013 professore, e dal 2013 è professore emerito dello stesso Ateneo. Dal 2008 è vicepresidente dell’Associazione Tohoku di Studi di Arte e Cultura (Tohoku Society for Arts and Cultures). Nel 2015 e nel 2017 è stato membro della Giuria internazionale della “Florence Biennale di Arte Contemporanea”.

domenica 19 gennaio 2020

Testi e vicende del Trecento

Testi e vicende del Trecento
Letture ed esegesi di Dante, Petrarca, Boccaccio
di Renzo Bragantini
pp. 174, € 15,00
Rubbettino, 2019
ISBN: 9788849860092
 
Il libro nasce dal convincimento che non sia possibile proporre un'interpretazione plausibile di qualsivoglia testo, massime se si tratta di opere dei primi secoli, se non tramite un corpo a corpo con le sfide offerte dalla sua lettera, e con un esauriente chiarimento di essa. Ciò non significa indugiare esclusivamente su tale aspetto (che pure, per un autore medioevale, è primario); piuttosto quella premessa è la sola che, implicando in ogni sua stazione argomentativa un quadro necessariamente più ampio, permette a ognuno dei due movimenti di irrobustirsi vicendevolmente. I tre grandi protagonisti della letteratura trecentesca sono qui oggetto tanto di analisi ravvicinate, quanto di indagini di più ampia portata, quanto infine di questioni di metodo (commento ai testi, problemi testuali).
Renzo Bragantini, ordinario di Letteratura italiana, ha insegnato nelle Università di Macerata, Venezia, Potenza, Udine e Roma. È stato Visiting Professor in università americane (Yale University; University of California, Los Angeles; Johns Hopkins University), e canadesi (University of Toronto), e nella Universidade de São Paulo. Si occupa prevalentemente di letteratura del Medioevo e del Cinquecento.

sabato 18 gennaio 2020

La congiura dei Pazzi

La congiura dei Pazzi
Intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze dei Medici
di Lauro Martines 
pp. 386; € 24,50
Oscar Mondadori, 2020
ISBN: 9788804678250

Nel 1478 Firenze, capitale dell’Umanesimo e centro economico e politico di una nuova Europa proiettata fuori dal Medioevo, è saldamente governata da Lorenzo il Magnifico. Ma il suo potere non è esente da forti e violente opposizioni. Domenica 26 aprile, durante la messa nella cattedrale, avviene il più sanguinoso attacco alla famiglia dei Medici: la congiura dei Pazzi. Lorenzo è ferito, suo fratello Giuliano muore. La vendetta è fulminea e inesorabile. Lauro Martines racconta uno dei più truci episodi della storia fiorentina, riportandoci nel cuore di un’epoca straordinaria, in cui, accanto ai potenti impulsi alla crescita economica, politica, culturale, urbanistica, prospera un’indomabile volontà di potenza e sopraffazione perpetrata con ogni possibile inganno, intrigo, vendetta.
Lauro Martines, professore emerito dell'University of California, Los Angeles, esperto di umanesimo italiano, è autore di numerosi studi sull'Italia del Quattrocento, tra cui Power and Imagination. City States in Renaissance Italy. Per Mondadori ha pubblicato La congiura dei Pazzi (2004), Savonarola (2008).

venerdì 17 gennaio 2020

Italiae Medievalis Historiae X

Italiae Medievalis Historiae X
di A.A.V.V.
pp. 96, € 12,00
Italia Medievale, 2020
ISBN: 9780244852757

Il © Premio Letterario Italia Medievale è un'iniziativa dell'Associazione Italia Medievale riservato a racconti brevi e inediti liberamente ispirati al Medioevo. Questo volumetto contiene i quattro racconti vincitori della XIV edizione 2019 del Premio e alcuni tra quelli partecipanti.
1) Gherardo da Massa e il zizzolo a Ravenna di Riccardo Baruzzi
2) Suger o La visione estetica delle virtù celesti di Paola Mangano
3) Quando la prima falce di luna di Paola Rolfo
3) La masnada del dragone rosso di Roberto Masini

giovedì 16 gennaio 2020

La letteratura tardolatina

La letteratura tardolatina
Un profilo storico (secoli III-VII d.C.)
di Fabio Gasti
pp. 288, € 24,00
Carocci, 2020
ISBN: 9788843099122

Superato l’orientamento pregiudiziale a considerare la tarda antichità un’età di decadenza, la critica ne sta rivelando caratteri originali, capaci di interessare non soltanto gli specialisti ma anche il pubblico più vasto. Il volume illustra la produzione letteraria della tarda latinità, secondo un percorso storico-letterario che è anche approfondimento culturale, in un arco di secoli in cui l’affermazione del cristianesimo progressivamente investe tutti gli ambiti della produzione letteraria senza che tuttavia venga meno l’importanza riconosciuta alla letteratura precedente. La storia letteraria di questo periodo, dall'età severiana agli albori del Medioevo, trova infatti la propria cifra culturalmente significativa nell'articolata dialettica fra la persistenza della tradizione classica, assicurata dalla scuola e dall'autorevolezza dei modelli, e la nuova cultura cristiana, alla costante, faticosa e controversa ricerca di un adeguato spazio anche in campo letterario. L’indubbia varietà dei prodotti artistici rivela atteggiamenti diversi da parte degli scrittori, spettatori di un’evoluzione storico-politica spesso drammatica che li spinge all'introspezione o al gioco letterario fine a sé: si tratta di uno scenario molto complesso e composito in cui si trovano elementi di modernità nelle idee e nei sentimenti.
Fabio Gasti insegna Letteratura latina tardoantica e Storia della lingua latina nell'Università di Pavia. Le sue ricerche riguardano soprattutto il travaso di moduli letterari classici nella letteratura di età tardolatina (Agostino, Isidoro, i breviari storici, la poesia di V-VI secolo).

mercoledì 15 gennaio 2020

Cultura letteraria neerlandese

Cultura letteraria neerlandese
Autori, testi e contesti dal Medioevo a oggi
a cura di Roberto Dagnino, Marco Prandoni
pp. 448, € 34,90
Hoepli, 2020
ISBN: 9788820395582
 
Un'introduzione alla storia culturale, agli autori, alle correnti e ai movimenti più significativi dei Paesi Bassi e delle Fiandre, una civiltà urbana al crocevia tra diverse aree commerciali e culturali, da sempre caratterizzata da interscambi e contaminazioni.
È il primo libro in lingua italiana che dà accesso alla storia della letteratura in lingua neerlandese in un'ampia prospettiva culturale illustrando, oltre ai testi e agli autori più rappresentativi, le interazioni tra letteratura e arti figurative, musica, architettura, religione, politica e movimenti sociali.
Un'opera a più voci in cui autori affermati e studiosi emergenti accompagnano il lettore in un percorso affascinante. Il viaggio inizia nel Medioevo neerlandese alla scoperta della ricchezza mistica e devozionale e del ruolo di cerniera tra mondo romanzo e germanico per proseguire con l'esplosione dei commerci e la rivoluzione teatrale, scientifica e filosofica del Secolo d'Oro e approdare infine a quel laboratorio politico, sociale e culturale che i Paesi Bassi e il Belgio rappresentano da due secoli a questa parte.
Il tutto senza tralasciare preziosi excursus verso l'Italia e il resto del continente europeo, la letteratura delle ex-colonie e gli apporti delle numerose ondate migratorie verso questo angolo di Europa.
Roberto Dagnino è maître de conférences di Lingua e cultura neerlandese presso l'Università di Strasburgo. Specialista di storia culturale e letteraria, è tra gli autori per Hoepli del volume Mooi Zo!.
Marco Prandoni insegna Lingua e letteratura neerlandese all'Università di Bologna. Autore di varie pubblicazioni, dirige la collana di poesia Lyra Neerlandica.

martedì 14 gennaio 2020

L'Archeodromo di Poggibonsi

L'Archeodromo di Poggibonsi
Un viaggio nell'Alto Medioevo
di Marco Valenti
pp. 270, € 70,00
Edipuglia, 2019
ISBN: 978-88-7228-901-3
 
Questo libro racconta l’esperienza innovativa di musealizzazione e di Archeologia Pubblica iniziata sul finire del 2014 e ancora in corso. Si tratta del primo, e finora unico, Archaeological Open Air Museum italiano dedicato all’Alto Medioevo, realizzato su basi archeologiche, grazie alla riproduzione in scala reale del villaggio di IX-X secolo indagato dall’Università di Siena. L’Archeodromo si fonda su sei “pilastri”: ricostruzione delle strutture, azioni di archeologia sperimentale, riproposizione di tecnologie antiche, visualizzazione della vita quotidiana, narrazione-interpretazione, presenza di archeologi protagonisti in ognuna delle attività elencate. Nella sua modalità attiva di interazione con il passato, persegue l’esperenzialità basata su ricerca, educazione e turismo nei quali l’archeologia diventa realmente il valore culturale aggiunto. A costruire e popolare il villaggio sono gli stessi archeologi che hanno condotto gli scavi: l’esperienza si profila, dunque, come ambito di sviluppo del connubio tra archeologia sperimentale, archeologia imitativa e living history. Alla base di tutto c’è la volontà di comunicare e divulgare i risultati della ricerca attraverso forme dirette, che sappiano arrivare tanto agli specialisti quanto, soprattutto, al grande pubblico, cioè agli appassionati, ai cittadini, alle famiglie e alle scolaresche.
Marco Valenti insegna Archeologia Medievale e Archeologia Pubblica all'Università di Siena. Ha diretto scavi in Toscana come il castello di Miranduolo (Chiusdino - SI), la Fortezza Medicea di Poggio Imperiale a Poggibonsi (SI), e il Duomo di Siena. Dal 2014 ha iniziato il progetto in progress di Archaeological Open Air Museum Archeodromo di Poggibonsi che ha ricevuto nel 2015 il premio Riccardo Francovich, conferito dalla SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) e nel 2016 il premio Progetto Artbonus dell'anno conferito dal MIBACT. Per i tipi di Edipuglia ha pubblicato anche “Ricostruire e narrare. L'esperienza dei Musei archeologici all'aperto”, Le vie maestre, 10, Bari 2019.

lunedì 13 gennaio 2020

Bisanzio. L'arte bizantina del medioevo dall'VIII al XV secolo

Bisanzio. L'arte bizantina del medioevo dall'VIII al XV secolo
di André Grabar
pp. 224, € 19,00
Ghibli Editore, 2020
ISBN: 8868012448
 
Il prestigio goduto dall'arte bizantina nel mondo medievale è immenso. E oggi non è certo da meno. Pitture, mosaici, sculture, manoscritti miniati, ma anche gioielli e sete istoriate costituiscono un patrimonio prezioso, a testimonianza dell'evoluzione di un'arte che è stata espressione di un profondo senso di universalità religiosa. André Grabar nella presente opera studia e mira a far conoscere l'arte bizantina del medioevo, dal tempo degli iconoclasti (726-843) alla caduta dell'Impero romano d'Oriente e alla presa di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453. Attraverso un'attenta analisi del contesto storico e politico, Grabar indaga lo sviluppo di quest'arte e le ragioni dei suoi mutamenti e delle sue evoluzioni: ne emerge un panorama composito, frastagliato e affascinante, corredato di illustrazioni che restituiscono solo in minima parte l'incredibile ricchezza e complessità dell'arte bizantina.

domenica 12 gennaio 2020

La follia di Tristano

La follia di Tristano
a cura di Chiara Concina
pp. 112, € 12,00
Carocci, 2020
ISBN: 9788843099016
 
Tra i monumenti letterari che attestano la fase più antica del fortunato mito medievale di Tristano e Isotta si colloca il breve testo antico-francese in octosyllabes della Folie Tristan, tramandato in due diverse redazioni risalenti al XII secolo: una più corta, detta di Berna (che qui si presenta), l’altra più lunga, detta di Oxford. Travestito da folle, Tristano torna alla corte di re Marco per rivedere l’amata Isotta. Da lei tenta di farsi riconoscere, rievocando con un discorso apparentemente insensato gli episodi salienti della loro storia. La regina – dapprima diffidente – finirà per cedere, e dopo l’agnizione finale gli amanti riusciranno a ricongiungersi per un’ultima breve stagione. Ennesima maschera tristaniana, la simulazione della follia permette la messa in atto di un geniale dispositivo della “ricordanza”, che restituisce nella miniatura di un breve poemetto le vicende più note degli amanti di Cornovaglia.
Chiara Concina insegna Filologia romanza all'Università di Verona. Si occupa principalmente di lirica antico-francese, di scritture odeporiche e della ricezione francese, italiana e catalana di Boezio in età medievale.

venerdì 10 gennaio 2020

Corrispondenza. I. Lettere volgari

Corrispondenza. I. Lettere volgari
di Francesco Filelfo
Edizione critica e commento a cura di Nicoletta Marcelli
Coordinamento scientifico di Silvia Fiaschi
pp. X-286, € 56,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-948-2
 
Nel panorama dell’umanesimo italiano a fianco di numerosi e celebri autori che, sull’esempio di Francesco Petrarca, si dedicarono alla composizione di un epistolario latino, possiamo annoverarne altrettanti per ciò che concerne l’epistolografia in volgare, ma, assai rari sono i casi di umanisti che per la scrittura di lettere si siano cimentati sul doppio registro latino-volgare e, nel caso di Filelfo, con l’aggiunta del greco. Se all’Epistolario latino e greco, raccolto, rielaborato e concepito con le caratteristiche di una vera e propria opera letteraria destinata alla pubblicazione Filelfo dedicò notevoli cure per molti anni, alle lettere volgari, al contrario, l’autore non riconobbe uno statuto letterario, per cui la loro sorte è stata quella della totale dispersione, al punto che non se ne conosceva neppure il numero complessivo. Grazie a questo lavoro il corpus conta oggi 141 lettere, parte delle quali sconosciute e inedite, in larga misura autografe, indirizzate ad alcune tra le maggiori personalità della politica e della cultura del Quattrocento: fra tutti spiccano i duchi Francesco e Galeazzo Maria Sforza, Lorenzo il Magnifico e il cancelliere sforzesco Cicco Simonetta. Le lettere filelfiane che qui si pubblicano toccano molti aspetti della storia e della cultura del secolo XV, dalla politica, alla diplomazia, dalle humanae litterae, alla biografia di Filelfo stesso, per cui nella loro varietà rispecchiano a pieno la poliedrica personalità dell’autore: di ognuno di questi aspetti il volume ha cercato di dare conto con il commento ai testi, che si auspica possa costituire un utile strumento per nuove acquisizioni nell’ambito degli studi storico-letterari.

giovedì 9 gennaio 2020

Genna di Taquisara

Genna di Taquisara
di Roberto Brughitta
pp. 172, € 13,00
AmicoLibro, 2019
ISBN: 9788899685690
 
Con questa opera, Roberto Brughitta è tornato alle sue origini letterarie con un romanzo di fantasia ambientato durante il medioevo in Sardegna, un medioevo carico di lirismo, a tratti mitizzato, direi quasi fiabesco.
La trama si snoda tra realtà e leggenda, tra amore e conflitti. Si passa dal riso sardonico ai nomi storici di villaggi ancora esistenti.
Proprio dalla leggenda, a cui è legato il riso sardonico, parte il romanzo. Rònkina, un uomo saggio ma anziano di settant’anni (l’età non è casuale), incrocia la sua esistenza con Genna, una fanciulla dal carattere ribelle. Malgrado la reciproca diffidenza iniziale, cominciano un viaggio, il cui scopo non è tanto un andare verso, ma un allontanarsi da. La strada che i due improbabili amici intraprendono non è solo fisica, è anche un percorso che illuminerà i loro dubbi e certezze, sconvolgendo entrambi.
Roberto Brughitta nasce nel 1965 a Cagliari. Amante del mare, che adora navigare a bordo del suo kayak.
Le sue pubblicazioni sono: “I racconti del giocattolaio”, “Baci di laguna”, “La donna farfalla”, “Oro, corallo e arcobaleno”, “La trilogia di Pinocchio”.
è autore inoltre di “Su Lèpuri isposu” e “Una gara per Bascaleggia”, entrambi patrocinati dalla regione Sardegna.
A quattro mani con Emanuela Imprescia, presidentessa dell’ADMO Alto Adige, scrive invece “Trucioli di cuore”, dove un Pinocchio maggiorenne ci avvicina al mondo della donazione del midollo osseo.

mercoledì 8 gennaio 2020

L'aristotelico impenitente

L'aristotelico impenitente
di Stefano Gelain
pp. 132. € 12,00
Mauro Pagliai Editore, 2019
ISBN: 8856404222

1318 d.C. Ardighino da Padova, medico e filosofo aristotelico, allievo del brillante Pietro d'Abano, si reca al Castello di Romena su invito del conte Aghinolfo Guidi, che lo prega di indagare su un misterioso delitto irrisolto. Come in una versione parodiata de Il nome della rosa di Umberto Eco, il medico padovano, totalmente privo di una strategia d'indagine, tenta di dare un volto a un assassino particolarmente sfuggente. Sullo sfondo personaggi promiscui e sgangherati: tra vassalli, valvassori e valvassini, castellane prive di senno e inquisitori smargiassi, Ardighino si vedrà costretto a dubitare di tutti, prima di scoprire, non certo grazie alle proprie doti investigative, chi si cela dietro l'esecrabile delitto.
Al centro del suo romanzo è la figura di Ardighino, medico e filosofo, allievo del brillante Pietro d’Abano. Piuttosto goffo, non esattamente preparato – nonostante la sua professione non conosce il latino, ma ne parla una variante maccheronica – e totalmente privo di una strategia d’indagine, Ardighino è però dotato di un certo acume e di spirito d’iniziativa, e utilizzerà ogni arma a disposizione per tentare di dare un volto a un assassino senza nome. Il conte Aghinolfo Guidi lo ha infatti invitato al Castello di Romena dopo l’omicidio del cavaliere Arnaldo Buglione, il cui corpo è stato trovato a terra, con la lingua inchiodata al pavimento. L’indagine porterà Ardighino a muoversi in un mondo fatto di religiosi e di nobili, di castellane e inquisitori, antichi tomi e sofisticati enigmi, prima di trovare finalmente, in modo rocambolesco e inaspettato, il bandolo della matassa.
Stefano Gelain, giovane docente di lettere originario di Feltre (Belluno), si è laureato con una tesi sulla Letteratura latina medievale.

martedì 7 gennaio 2020

Scenari bellici nel medioevo: guerra e territorio tra XI e XV secolo

Scenari bellici nel medioevo: guerra e territorio tra XI e XV secolo
Giornata di Studi (Roma, 17 novembre 2016)
a cura di Giorgia Maria Annoscia
pp. 162, € 25,00
Edizioni Quasar, 2019
ISBN: 978-88-7140-994-8

Il volume contiene i seguenti saggi:
G.M. Annoscia, Scenari bellici nel medioevo: guerra e territorio tra XI e XV secolo. Le ragioni di un incontro
P. Garbini, Notturni di guerra nella letteratura d’assedio mediolatina
E. Pruno, C. Marcotulli, “Non vi rimase casa né pietra sopra pietra”: l’assedio di Montaccianico (Fi) del 1306 e la documentazione materiale
C. Citter, Da castello a Rocca: le trasformazioni di Selvena (GR) a seguito delle vicende belliche fra XV e XVI secolo
G. Romagnoli, La presa e la distruzione di Ferento (1170-1172): fonti scritte e documentazione materiale
L. De Lellis, “Urbs haec nulla hominum sed bella nocere valebunt”: le mura e gli apprestamenti difensivi di Leopoli-Cencelle
M. Bici, F. Campana, Analisi tecnica di ipotesi di assedio della Rocca di Cervara di Roma
G.M. De Pratti, Ricostruzione balistica diretta ed inversa per individuare la macchina bellica dell’assedio di Cervara di Roma
M.C. Somma, Architettura militare e scene di guerra ai confini del Regnum all’epoca di Carlo I d’Angiò: il caso di Castel Manfrino (Te)
R. Fiorillo, M. Pisanti, L’assedio di Castel Terracina del 1191 nel Liber ad honorem Augusti. Problematiche storiche ed archeologiche alla luce di recenti interventi di restauro
A.M. Santoro, Pisani in territorio amalfitano (1135-1137): città, assedi, fortificazioni tra fonti storiche e dati archeologici
M. Nucciotti, Archeologia leggera dei sistemi di difesa passiva: castelli crociati di Petra (Giordania) nel XII secolo

lunedì 6 gennaio 2020

Beato Angelico

Beato Angelico
di Renzo Villa
pp. 272, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Paicini Editore, 2019
ISBN: 978-88-6995-501-3
 
Eccezionale ovvero unico da ogni punto di vista il destino dell'artista a tutti noto come 'Beato Angelico', un incantevole protagonista della pittura italiana. Maestro dell'arte sacra, ma anche interprete del primo Rinascimento umanistico; autore di esemplari, liriche e commosse immagini di Madonne, Angeli e Santi, ma anche capace di innovazioni tecniche decisive, dal formato quadrato delle grandi tavole sugli altari unificando i precedenti polittici, al modello della 'Sacra Conversazione' ove i santi dialogano naturalmente e spiritualmente alla presenza della Madre e del Figlio. La sua è un'opera poliedrica e varia, personalissima; però mai firmata né datata, dando gran problemi agli storici dell'arte. Umile e discreto sarebbe rimasto sconcertato dall'appellativo 'Beato Angelico', lui che voleva essere semplicemente fra' Giovanni del convento di San Domenico a Fiesole. Anche noto, da giovane laico, come Guido di Piero del Mugello. Fu detto Angelico appena scomparso, per l'alta lode rivolta al Maestro, all'artefice di grandiosi tabernacoli, reliquiari e pale decorate, di variati e inimitabili cicli d'affreschi, di tante pagine miniate ove esprimeva sempre la propria fede, esaltando la bellezza delle creature spirituali nei volti purissimi delle Madonne e nelle sfavillanti ali delle creature celesti. Angelico per grazia e soavità di toni e colori, e per ispirazione sempre intensa e partecipe. Riconosciuto dai contemporanei come sommo maestro, accompagnò il superamento dell'ultimo gotico proponendo una nuova lettura dell'antico, e fu nominato Beato per essere modello d'artista esemplare, riconosciuto Patrono dell'arte sacra dalla Chiesa cattolica. Malgrado ciò il destino della sua opera pittorica, risultato di un quarantennio di continuo, attivo e stimatissimo lavoro, è stato segnato dalla dispersione di tante realizzazioni, anche guastate da incuria e sciagurati restauri. Frammentate e sradicate dalla loro originaria collocazione, sono più silenziose, meno espressive ed emozionanti, e però esposte con ogni riguardo nei maggiori musei d'Europa e d'America. Hanno un destino ben diverso da quello atteso e previsto poiché erano state eseguite su richiesta e compenso delle più grandi famiglie fiorentine, ed erano destinate alla liturgia, alla contemplazione e venerazione dei fedeli. Disgraziatamente è poi giunto a noi soltanto uno, su cinque, dei grandi cicli pittorici realizzati a Roma, dove due papi l'avevano chiamato riconoscendolo "primo pittore d'Italia". Quattro furono distrutti neppure un secolo dopo il loro compimento, in un'epoca ansiosa di più grandiosa modernità; resta per nostra fortuna intatta la Cappella Niccolina in Vaticano, uno dei più equilibrati e misurati cicli dell'intero Quattrocento italiano, nel suo rinnovato classicismo paleocristiano. Eccezionalmente e fortunosamente integra è infine l'opera più personale e sentita, oggi visibile a chiunque, mirabile nella sua compiutezza e conservazione. È la serie di affreschi del convento fiorentino di San Marco, paradossalmente destinati a rimanere segreti, vincolati dalla clausura, dipinti soltanto per la meditazione e la preghiera di un singolo confratello nella sua cella solitaria.

domenica 5 gennaio 2020

Appunti d'arte e meraviglia. Il Medioevo umbro-marchigiano

Appunti d'arte e meraviglia
Il Medioevo umbro-marchigiano
di Elisabetta Carlino
pp. 120, € 14,00
EFG edizioni, 2019
ISBN: 8885581331
 
Guardare l'arte è guardare per capire ciò che ci circonda ed accorgersi che si è immersi nei capolavori. Ogni luogo ha la propria storia raccontata dai suoi artisti e dalle opere che ne hanno delineato l'identità e che oggi profondamente ci appartengono. Attraverso l'Appennino Umbro Marchigiano sulle tracce delle prime prove di Ottaviano Nelli, gettando uno sguardo più approfondito sulla moda delle sue Madonne cortesi. Incontrando sculture di grande qualità e luoghi che hanno storie che dovevamo ancora ascoltare. Cos'è l'amore per l'arte se non il sogno? Cos'è se non l'essere catturati, un giorno in cui stavi andando, dai bagliori di un sogno, che un altro uomo, secoli prima di te, ha lasciato imbrigliati nelle trame del tempo ?

sabato 4 gennaio 2020

Sanluri 1409

Sanluri 1409
La battaglia per la libertà della Sardegna
a cura di Franciscu Sedda
pp. 173, € 18,00
Arkadia Editore, 2019
ISBN: 978 88 68512187
Il 30 giugno 1409 due eserciti si affrontano nelle campagne di Sanluri, non lontano da Cagliari. Da un lato quello di una delle grandi potenze mediterranee dell’epoca, la Corona d’Aragona, dall’altro l’esercito del popolo sardo, della nació sardesca che ha avuto l’ardire di impadronirsi quasi interamente del cosiddetto “regno di Sardegna”. Dopo un lungo oblio, a distanza di seicento anni, quella battaglia è divenuta un simbolo della libertà cercata e perduta dei sardi. Ma fu davvero uno scontro decisivo? Come avvenne? Chi furono i protagonisti? Furono all’altezza dei ruoli e del momento? E ancora, quale contesto ideologico e politico fa da sfondo a saBattalla? Cosa portò la nazione sarda a riconoscersi e a essere riconosciuta come tale, anche attraverso l’Albero verde di sfondo bianco della sua bandiera? Cosa invece la rese debole nel momento dello scontro? Fu veramente l’“exterminio” celebrato dai catalano-aragonesi a far entrare in crisi le strutture del regno di Arborea, l’istituzione guida della republicha sardischa? E quale fu l’eco di quell’avvenimento ancor oggi oscuro a molti? I saggi raccolti nel libro, partendo da questioni e punti di vista diversi, tentano di dare una risposta a tutti gli interrogativi posti da uno degli eventi simbolo della storia sarda.
Hanno partecipato al volume: Graziano Fois (Ricercatore indipendente in Antropologia storica, laureato in Storia medievale presso l’Università di Cagliari), Paolo Maninchedda (Professore ordinario di Filologia romanza all’Università di Cagliari), Franciscu Sedda (Professore associato di Semiotica all’Università di Cagliari), Alessandro Soddu (Professore associato di Storia Medievale all’Università di Sassari).

venerdì 3 gennaio 2020

Guittone morale. Tradizione e interpretazione

Guittone morale
Tradizione e interpretazione
A cura di Lorenzo Geri, Marco Grimaldi, Nicolò Maldina e Maria Rita Traina
pp. X-428, € 54
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-919-2

Il volume presenta gli atti del convegno di Roma (Sapienza Università di Roma 28 - 29 novembre), dal titolo "Guittone e morale, tradizione e interpretazione" organizzato dal dipartimento di Studi greco-latini, italiani, scenico-musicali. A più di vent'anni di distanza dall'ultimo importante convegno dedicato a Guittone d'Arezzo, studiosi italiani e internazionali tentano un bilancio degli studi pregressi e dei lavori in corso per indicare nuove prospettive di ricerca sul noto personaggio. Nella sezione introduttiva del convegno si fa il punto sullo stato dell'edizione dei testi del poeta, mentre la discussione prevede il confronto su due argomenti fondamentali: la formazione intellettuale di Guittone e il suo rapporto con Dante Alighieri. In conclusione si affronta lo studio dei legami con la tradizione romanza e con la cultura religiosa e politica coeva e sulla fortuna e sull'influenza di Guittone nel Trecento.

giovedì 2 gennaio 2020

Stefanitis e Ichnilatis

Stefanitis e Ichnilatis
Il Kalila e Dimna bizantino
A cura di Francesca Rizzo Nervo
pp. 250, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Rubbettino Editore, 2019
ISBN: 9788849828993

Prima traduzione in italiano, sulla base del testo edito da Vittorio Puntoni, della versione lunga dello Stefanitis e Ichnilatis, versione bizantina del Kalila wa Dimna che diffuse in area euromediterranea il Pancatantra. Un'opera che si propone di insegnare l'arte del buon governo, e quella di raggiungere il successo, attraverso il racconto di favole di animali attinte al ricco patrimonio della favolistica hinduista di tradizione orale, uno speculum principis. La traduzione è preceduta da un'Introduzione che, nel ricostruire la lunga e complessa filiera della tradizione del testo e nel contestualizzarlo nell'ambito ricezionale della Bisanzio dell'XI sec. circa, pone altresì critica di siffatto genere di testi. Nelle note alla traduzione il testo viene messo a confronto con le versioni occidentali derivate da quell bizantine, nell'Appendice con le edizioni arabe del Kalila wa Dimna.
Francesca Rizzo Nervo, docente di Civiltà bizantina presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Roma "Sapienza", ha condotto le sue ricerche negli ambiti della produzione romanzesca e narrativa greca medievale, privilegiando la cura di edizione critiche (Dighenis Akritis, versione dell'Escorial e Il Vecchio Cavaliere), lo studio della produzione agiografica (Percorsi della santità salè vs salos), della rappresentazione nei suoi vari aspetti dell'eros ("Incidit in amorem filae suae". Rappresentazioni del rapporto incestuoso dal mito alla letteratura greca medievale), del cronotopo del romanzo cavalleresco bizantino; Chronotopes between East and West), dei rapporti fra letteratura araba e bizantina (Le Mille e una notte il Dighenis Akritis). Ha curato l'edizione italiana di The Medieval Greek Romance di Roderick Beaton. Con Antonio Pioletti ha fondato la Collana "Medioevo romanzo e orientale"