mercoledì 10 luglio 2019

Giovanna d’Arco

Giovanna d’Arco
Una Biografia
di Colette Beaune
pp. 474, € 35,00
Il Saggiatore, 2019
ISBN: 9788842825852

La fanciulla inviata dal cielo per salvare il regno di Francia e scacciare gli invasori inglesi, l’eretica condannata a morte, il personaggio decisivo nella guerra dei Cent’anni, la donna che impugna le armi ribaltando i ruoli di genere: chi era Giovanna d’Arco? Colette Beaune ne ripercorre la vicenda in una biogra fia de finitiva, che scardina preconcetti e interpretazioni rigide e interroga i suoi contemporanei per scoprire chi fosse veramente la Pulzella più famosa della storia.
Nata in un piccolo villaggio della Lorena da genitori contadini, Giovanna vive in un periodo di crisi profonda della Francia, divisa dalle lotte tra fazioni e provata dalla guerra contro gli invasori inglesi. Quando ha tredici anni le si manifestano voci divine che la convincono di essere la futura salvatrice del regno. Da quel momento la sua parabola diventa inarrestabile: incontra il Del fino, Carlo VII , e lo convince ad af fidarle un esercito per rompere l’assedio inglese di Orléans; poi si impegna in una serie di campagne militari che portano alla consacrazione di Carlo come legittimo sovrano. Giovanna diventa così un simbolo vivente, in cui convergono modelli riconosciuti – la profetessa, la vergine, la santa – insieme ad altri che mettono in crisi la società medievale: la fanciulla guerriera, la donna indipendente, che pretende di conoscere la volontà divina senza la mediazione della Chiesa. E quando viene catturata, è proprio sul suo scarto rispetto alla norma che si basa il processo che la condanna per eresia.
In Giovanna d’Arco Colette Beaune ci racconta la Pulzella come un filtro privilegiato attraverso cui rileggere la storia della Francia: la storia di una società rigidamente strati ficata, intrisa di religiosità ma in fluenzata anche da leggende e simbologie pagane. Un mondo vivido e complesso, in cui l’avventura di una giovane contadina diventa un mito riecheggiato nei secoli no ai giorni nostri.
Colette Beaune (1943) è professore emerito all’università di Paris Nanterre ed è considerata uno dei maggiori studiosi al mondo della figura di Giovanna d’Arco. Nel 2012 ha ricevuto il Grand Prix Gobert dall’Académie Française per la carriera, mentre Giovanna d’Arco ha ricevuto il Prix du Sénat du Livre d’Histoire. Tra le sue opere ricordiamo Naissance de la nation France (1985), Jeanne d’Arc. Vérités et légendes (2008) e Le Grand Ferré. Premier héros paysan (2013).

martedì 9 luglio 2019

De gestis Italicorum post Henricum VII Cesarem (Libri I-VII)

De gestis Italicorum post Henricum VII Cesarem (Libri I-VII)
di Albertino Mussato
a cura di Rino Modonutti
pp. XLIV-394, € 58,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-912-3

Il De gestis Italicorum post Henricum VII Cesarem di Albertino Mussato (1261-1329) si apre col resoconto delle reazioni alla morte dell’imperatore Enrico VII (24 agosto 1313), raccontata con dovizia di particolari a conclusione del De gestis Henrici VII Cesaris. La scomparsa di colui che era stato il protagonista e, in un certo senso, il motore della sua prima prova storiografica non fece quindi venire meno in Mussato il desiderio di narrare gli eventi più significativi del proprio tempo. Quasi senza staccare la penna dal foglio, Albertino, pur fortemente impegnato nell’azione politica, passò così dalla composizione del primo a quella del secondo e più imponente De gestis, che prosegue in quindici libri fino a registrare alcuni accadimenti del giugno 1321. Qui si offre l’edizione criticamente fondata dei libri I-VII, arricchita da note di contestualizzazione e commento, tappa intermedia di un progetto di edizione integrale dell’opera.
Nei primi sette libri del De gestis Italicorum, Mussato narra le turbolente vicende d’Italia (soprattutto dell’Italia centro-settentrionale) dall’agosto 1313 ai primi mesi del 1316, riservando una posizione privilegiata alla sua Padova, impegnata in un logorante conflitto con Cangrande della Scala, destinato a protrarsi tra alti e bassi fino al 1328. La città di Antenore è tormentata al suo interno da tensioni crescenti, che hanno talvolta esiti cruentissimi, come il tumulto dell’aprile 1314: tra i personaggi che si muovono sulla scena cittadina c’è l’autore stesso, che racconta di sé in terza persona; ci sono anche il vescovo Pagano della Torre, dedicatario e interlocutore privilegiato dell’opera, e soprattutto i nobili signori Da Carrara che, sotto l’intelligente guida di Giacomo il Grande, si preparano a giocare un ruolo sempre più importante e decisivo. Ricco e articolatissimo è pure il resoconto della cruciale battaglia di Montecatini del 1315, la magnifica impresa di un altro grande ghibellino di quegli anni, Uguccione della Faggiuola, descritto con finezza di analisi politica e psicologica nella sua quasi irresistibile ascesa. Uno sguardo attento è anche rivolto alle vicende lombarde, che vedono contrapporsi i Guelfi, alla cui guida ricopre una posizione importante la famiglia del dedicatario Pagano, e Matteo Visconti, che va allargando sempre più la sua area di influenza. Di molti di questi «successus rerum» è attore non secondario Roberto d’Angiò, di cui si descrive anche una non fortunata spedizione contro la Sicilia di Federico d’Aragona.
Come già si verifica nel De gestis Henrici, aperto all’insegna di Tito Livio, anche nel De gestis Italicorum Mussato si rivela debitore della tradizione storiografica antica, soprattutto per quanto riguarda i paradigmi di interpretazione morale delle vicende storiche, che risentono in particolare delle riflessioni sallustiane. Ma la storia di Roma, soprattutto della Roma repubblicana, influenza in maniera significativa pure il discorso sulle istituzioni politiche cittadine contemporanee, sul loro funzionamento, sul loro sviluppo e sul loro declino, mentre nella tessitura della prosa del Padovano riemerge più volte la memoria dei poeti antichi.

lunedì 8 luglio 2019

Pievi romaniche toscane

Pievi romaniche toscane
12 percorsi di simboli e luce
di Simone Bartolini
pp. 144, € 20,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Sarnus Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-563-0262-2
 
La campagna toscana, ricca di borghi di origine medievale, custodisce un prezioso patrimonio di pievi e chiese romaniche. Questi edifici sacri, testimonianza di un’epoca remota, furono costruiti a immagine del cosmo per rappresentare il cammino percorso dall’uomo sulla Terra per giungere al Cielo.
Prendendo in esame 36 chiese, suddivise in 12 itinerari arricchiti da immagini a colori e schede di approfondimento, l’autore ci conduce in un territorio denso di suggestioni storiche e paesaggistiche, lungo le antiche strade percorse dai pellegrini, come la via Francigena e le sue diramazioni, sulle tracce di personaggi leggendari o realmente esistiti. Le geometrie e i simboli legati alla luce solare, gli elementi architettonici, le opere d’arte, i particolari scolpiti sui capitelli e sui portali di ogni pieve, abbazia o monastero ci invitano a riscoprire un immenso patrimonio oggi in gran parte dimenticato.
Simone Bartolini, nato a Siena, lavora a Firenze come cartografo presso l’Istituto Geografico Militare. Da sempre appassionato di astronomia ha progettato e realizzato nell’ultimo decennio varie opere artistico-gnomoniche, tra cui ricordiamo il grande orologio solare della piazza di Panicaglia nel Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze), l’orologio solare in Piazza Marconi nel Comune di Pineto (Teramo) e il complesso gnomonico situato nel parco pubblico del monastero buddista di Nan Lian Garden a Hong Kong (primo premio al X concorso internazionale Shadow of Time). Ha vinto il concorso nazionale Il Fiume, il Tempo e il Sole per la realizzazione di un complesso gnomonico nel parco del Mella nel Comune di Brescia. Collabora con il Museo Galileo per la ricostruzione di antichi strumenti scientifici. Ha pubblicato con Polistampa i libri I fori gnomonici di Egnazio Danti in Santa Maria Novella (2006), Gli strumenti astronomici di Egnazio Danti e la misura del tempo in Santa Maria Novella (2008), Sole e Simboli. Gli Zodiaci di San Miniato e di San Giovanni a Firenze (2013), Le porte del cielo. Percorsi di luce nelle chiese romaniche toscane (2017).

domenica 7 luglio 2019

Longobardi. Un passato declinato al futuro

Longobardi. Un passato declinato al futuro
a cura di Federico Marazzi, Marco Valenti, Paolo Giulierini
pp. 204, € 34,00
Volturnia Edizioni, 2019
ISBN: 8896092809

Il volume contiene gli atti del convegno tenutosi presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli il 21 dicembre del 2017, in concomitanza con l'apertura - presso il Museo stesso - della mostra "Longobardi. Un popolo che cambia la storia". Gli spazi editoriali disponibili in quella sede non hanno potuto consentire, in diverse occasioni, né di trattare tutti i temi che si sarebbero dovuti affrontare, né di dispiegare quelli scelti sempre con il dovuto approfondimento. Per questo motivo, a latere dell'inaugurazione napoletana, ci si è riservati l'opportunità di un ulteriore momento di riflessione, costituito dal convegno di cui qui si presentano gli atti, al quale hanno contribuito non solo tutti i componenti del comitato scientifico della mostra, ma anche alcuni degli studiosi che più ad esso sono stati vicini fornendo al suo lavoro suggerimenti e soluzioni.

sabato 6 luglio 2019

Malachia tra storia e misteri

Malachia tra storia e misteri
di Paolo Gulisano
pp. 144, € 16,00
Ancora Editrice, 2019
EAN: 9788851421328 

«Durante l’ultima persecuzione di Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano che pascerà il gregge in mezzo a molte tribolazioni ». Così si concludono le profezie sui papi da secoli attribuite a un santo irlandese, Malachia. Siamo davvero giunti ai «tempi ultimi »? Questa biografia ci rivela il vero Malachia, splendida figura della Chiesa medievale, e tra storia e misteri ci proietta nel futuro prossimo venturo.
Paolo Gulisano, nato a Milano nel 1959, è medico di professione e scrittore per passione. Ha al proprio attivo più di trenta volumi di saggistica, dedicati prevalentemente ad autori e temi della letteratura fantastica, dai cicli arturiani a Mary Shelley, Herman Melville, Oscar Wilde, e ai grandi autori della narrativa dell’immaginario come C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien, di cui è considerato uno dei maggiori esperti. È studioso della storia e della cultura delle Isole Britanniche, e ha scritto di san Tommaso Moro, di G.K. Chesterton, del cardinale Newman. Profondo conoscitore del mondo celtico, ha pubblicato libri sulla storia della Scozia e dell’Irlanda.

venerdì 5 luglio 2019

Alimentazione e cultura nel Medioevo

Alimentazione e cultura nel Medioevo
di Massimo Montanari
pp. 236, € 18,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858136614
 
Le diete dei nobili, dei monaci, dei contadini; i rapporti tra cibo e peccato, santità, potere. Massimo Montanari ricostruisce i consumi e i costumi alimentari nel Medioevo europeo, svelandone i molteplici valori simbolici e ideologici.
Massimo Montanari insegna Storia medievale e Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna, dove è anche direttore del Master “Storia e cultura dell’alimentazione”.

giovedì 4 luglio 2019

Una saga veneziana

Una saga veneziana
di Marco Salvador
pp. 240, € 15,00
Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2019
ISBN: 978-88-6391-291-3

Salvatore è un mercante che abbandona Firenze per Venezia nei primi decenni del '300 a seguito di un'oscura vicenda che, fino alla sua morte, rimarrà segreta anche per i figli. Ma è pure il capostipite di una famiglia di mercanti e armatori veneziani che in breve si farà talmente ricca e importante da imparentarsi con le più potenti famiglie patrizie. Dagli anni difficili e tormentati dell'immigrazione, dalle fortune iniziali in gran parte derivate dall'essere sopravvissuti alla terribile peste nera che ha spopolato la città, il romanzo segue le vicende dei discendenti di Salvatore fino ai primi anni del '500. Non solo nella loro ascesa sociale ma anche nelle loro vicende umane. Si susseguono così donne che sono mogli, amanti, cortigiane o monache tormentate; uomini che trascorrono la vita più in mare che a terra, che fanno della vita unicamente una rincorsa al denaro e al potere, che cercano la pace nella normalità più banale o rischiano il rogo per un sospetto di omosessualità. Con sempre il rischio di perdersi o di perdere tutto in agguati reali o politici. Insomma quotidianità, felicità, amori e dolori in una società e in una Venezia che è al massimo della potenza e della ricchezza. Una Venezia aperta e laica che forniva a tutti l'opportunità di una vita migliore alla sola condizione di accettare un principio basilare: Prima so' venexiàn e dopo cristiàn.

mercoledì 3 luglio 2019

Massa di Maremma e la Toscana nel basso Medioevo: zecche, monete ed economia

Massa di Maremma e la Toscana nel basso Medioevo: zecche, monete ed economia
a cura di Monica Baldassarri
pp. 174, € 30,00
All'Insegna del Giglio 2019
ISBN: 9788878148949
 
Per celebrare i Settecento anni trascorsi dall’apertura della propria zecca, nel 2017 il Comune di Massa Marittima ha promosso una serie di eventi scientifici e di alta divulgazione. Con la curatela di Monica Baldassarri, è stato progettato un percorso articolato che si è dispiegato lungo tutto l’anno, prendendo avvio da una mostra allestita nel Complesso Museale di San Paolo all’Orto. È stata questa l’occasione per inquadrare il contesto socio-economico e politico nel quale presero avvio le attività della zecca di Massa, raccogliendo le principali emissioni monetarie delle officine toscane attive tra tardo Duecento e Trecento. Una valenza particolarmente significativa ha avuto inoltre l’esposizione dei conii dell’atelier massetano, insieme al contratto di appalto della zecca (1317), restaurato per l’evento. Le celebrazioni sono proseguite con un convegno di studi tenutosi nell’ex Convento delle Clarisse dal titolo “Per una storia economica e sociale della Toscana bassomedievale: le monete e le zecche”, durante il quale sono stati analizzati con taglio multidisciplinare gli apporti che lo studio delle monete e delle zecche possono offrire alla ricostruzione dei fenomeni economici e sociali che caratterizzarono la Toscana tra il tardo XIII e la fine del XIV secolo. Questa pubblicazione raccoglie gli atti di quell’incontro di studi al quale hanno contribuito numismatici, archeologi e storici, dando conto degli esiti dei più recenti studi sull’argomento e in relazione a temi storici più ampi: dall’approvvigionamento dei metalli monetabili, alle varie fasi di lavorazione e ai relativi indicatori materiali in opifici ufficiali e clandestini, fino alle caratterizzazione delle maestranze coinvolte; dalla distribuzione dei ritrovamenti numismatici fino ai movimenti in diversi settori economici. L’ultima sezione accoglie il catalogo scientifico della mostra, che illustra le coniazioni delle zecche medievali toscane, i torselli e le emissioni del Comune di Massa di Maremma, oltre alle monete recuperate con gli scavi condotti in contesti medievali cittadini. Il volume rappresenta perciò non solo un documento importante per la storia della zecca di Massa, sulla quale si riuniscono le conoscenze più aggiornate, ma anche un quadro sull’attualità delle ricerche sulle zecche e sulla monetazione della Toscana nel basso Medioevo e con particolare riguardo al Trecento, quale momento topico per la storia economica e sociale dell’intera regione.

martedì 2 luglio 2019

Il cibo nella Sicilia medievale

Il cibo nella Sicilia medievale
di Henri Bresc
pp. 141,  10,00
Palermo University Press, 2019
ISBN: 978-88-5509-024-7

La storia dell’alimentazione medievale è stata rivisitata due volte durante il mezzo secolo passato: dall’immagine pietosa, terzomondista, di un medioevo travagliato dalla carestia, si è arrivati ad un’immagine ben definita di un Medioevo che non ignora le crisi, ma valorizza gli equilibri tra domanda e offerta. Gli studi si sono allora concentrati sulla disponibilità delle risorse e sul consumo quantitativo. Un secondo momento ha visto l’emergere dello studio approfondito della cucina medievale, della sua qualità. Si può ora provare a mettere insieme queste problematiche per un’isola che conserva una documentazione ricca sulla produzione agricola, sulle masserie, sull’allevamento, sugli orti e sui giardini e anche sulla pesca, e che rimane povera invece per la parte che riguarda cucina e gastronomia. Queste ultime si possono però integrare in un insieme, la cultura culinaria meridionale, illuminata dai libri di ricette legati alla Corte napoletana degli Angioini e poi a quella, itinerante, di Alfonso V il Magnanimo.

lunedì 1 luglio 2019

Res utrique placuit

Res utrique placuit
Il desiderio d’amore e la sua realizzazione nei Carmina Burana  
di Armando Bisanti
pp. 192, € 15,00
Officina di Studi Medievali, 2019

L’esternazione, da parte dell’io narrante, di un desiderio d’amore (o anche soltanto sensuale, erotico, passionale) è un tema che ricorre a più riprese nei Carmina Burana, costituendo uno dei temi portanti della seconda sezione della raccolta mediolatina, quella dedicata alle poesie d’amore. Tale desiderio, espresso nelle forme e nei modi più svariati, spesso rimane allo stadio di inappagamento, onde l’innamorato, che soffre e illanguidisce per una fanciulla (secondo il consueto tópos della maladie d’amour), non riesce – per vari motivi, soprattutto per l’insensibilità di lei, che, con varie giustificazioni, non vuole ricambiare il suo sentimento – a coronare il proprio sogno e a farla sua (o soltanto a possederla fisicamente, ché è questo lo scopo che, spesso, si prefigge l’innamorato protagonista). Vi sono però, sempre nella seconda sezione dei Carmina Burana, altri componimenti nei quali il desiderio sensuale espresso dall’io protagonista nei confronti della donna da lui amata (o soltanto concupita), che in altri carmi restava allo stadio di doloroso inappagamento, giunge al suo completo coronamento e alla sua piena realizzazione, con narrazioni e descrizioni sovente improntate a un forte erotismo.
All’interno di questo “doppio” percorso, nel libro sono analizzati, complessivamente, quindici componimenti, nove riguardanti il tema del desiderio inappagato, sei concernenti il motivo della realizzazione del desiderio. Il volume è completato da un breve saggio in appendice e da un’ampia bibliografia sui Carmina Burana.