domenica 22 settembre 2019

Randazzo ebraica

Randazzo ebraica
Presenza giudaica e neofitismo in un centro del Valdemone (sec. XV-XVI)
di Giuseppe Campagna
prefazione di Andrea Romano
pp.124, € 12,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2495-6

Randazzo, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, è uno dei più rilevanti centri del Valdemone, situato ai piedi dell’Etna domina la Valle dell’Alcantara ed è tappa di passaggio degli itinerari mercantili interni alla Sicilia. Sin dal Trecento ospita un’importante comunità ebraica formata da medici, mercanti e allevatori. A seguito dell’editto di Granada del 1492 un buon numero di ebrei si converte al cristianesimo per non lasciare la Sicilia, mentre altri ancora accettano il battesimo in un secondo momento per farvi ritorno dal Regno di Napoli assediato dai francesi. Il centro etneo diviene così sede di un buon gruppo di neofiti che si integra pienamente nella società cittadina restando quasi indenne dalla spirale persecutoria dell’Inquisizione spagnola.
Giuseppe Campagna è dottore di ricerca in Scienze storiche, archeologiche e filologiche e cultore della materia Storia moderna presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università degli Studi di Messina. I suoi principali interessi di ricerca si rivolgono alla storia economico–sociale della Sicilia nella prima età moderna. Ha conseguito nel novembre 2010 la laurea triennale in Storia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Messina con una tesi dal titolo Attività minerarie nella Sicilia tardomedievale. Nel marzo 2012 ha conseguito con lode la laurea magistrale in Scienze Storiche, società, cultura e istituzioni d’Europa con una tesi sperimentale dal titolo Il Cassaro di Palermo agli inizi del Quattrocento da un libro di conti della famiglia Bologna. Nel settembre 2018 discute la tesi di dottorato Messina Judaica. Ebrei, neofiti e criptogiudei (secc. XV-XVI) valutata con voto ottimo da parte della commissione esaminatrice. Dal 2012 è membro della Società Messinese di Storia Patria e dal 2016 della Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna (SISEM). Dal 2017 è membro del comitato di redazione della rivista Archivio Storico Messinese e della collana «Mediterraneo. Culture, Società e Istituzioni tra Medioevo ed Età Contemporanea». Nel giugno 2017 risulta vincitore della borsa di ricerca per i beni culturali ebraici in Italia del Sud bandita dalla Fondazione per i beni culturali ebraici in Italia (FBCEI) con un progetto di ricerca sulla Presenza ebraica nel tessuto urbano messinese tra XIV e XV secolo. Il 5 luglio 2017 è eletto membro del Consiglio Direttivo della Società Messinese di Storia Patria. Nell’anno accademico 2018/2019 è titolare del corso laboratoriale “Pensare il limite” presso il Polo FAD di Messina dell’Istituto di Superiore di Scienze Religiose San Metodio di Siracusa. Ha partecipato infine a numerosi convegni in Italia e all’estero. 

sabato 21 settembre 2019

Oltre le usate leggi

Oltre le usate leggi
Una lettura del Decameron
di Mario Lavagetto
pp. 272, € 28,00
Einaudi, 2019
ISBN: 9788806242428

Il Decameron – secondo Michail Bachtin – è il primo tra «i grandi capolavori della letteratura» in cui si afferma «il riso, nella sua forma piú radicale e universale», che ingloba «il mondo intero» e che si stacca dalle «lingue popolari per fare irruzione nella letteratura e nell’ideologia di rango elevato». Questo libro costituisce il tentativo, a distanza di secoli, di ascoltare quel «riso» a volte soffocato, a volte soltanto oscurato da successive forme di censura e dall’accumulo della letteratura secondaria. A un simile scopo si è resa necessaria l’adozione di alcuni principî: non staccarsi mai dalle parole del testo; utilizzare una scatola di arnesi volutamente leggera; esplicitare in ogni occasione la parzialità dell’angolo di lettura prescelto; attenersi, infine, a un suggerimento di Nietzsche e leggere lentamente, senza mai esitare di fronte alla necessità di tornare sui propri passi. Preceduto da vari corsi universitari, il libro ne ha conservato deliberatamente traccia. Con un’implicita e qui reiterata scommessa: restituire leggibilità e piacere a un’opera cosí varia, affascinante e ricca di dirompente vitalità come il Decameron.
«Nell’avvicinare un classico della letteratura italiana mi propongo, e vi propongo, da un lato uno sforzo per restare continuamente conformi alla lettera del testo e dall’altro di praticare, nel corso della lettura, l’esercizio di una ragionevole e controllata eterodossia… Quello che mi auguro, in ogni caso, è che al termine delle nostre ricognizioni vi sarete familiarizzati con la voce di Boccaccio e avrete imparato a riconoscerne il timbro, le sfumature, la “grana” piú sottile, perché allora sarete in grado di procedere da soli e di leggere e rileggere (senza la stampella di traduzioni o riscritture) un’opera, nata sul crinale tra il medioevo e il Rinascimento, che a distanza di tanto tempo continua a trasmettere ai suoi lettori un senso di vitalità debordante ed euforica».
Mario Lavagetto insegna Teoria della letteratura all'Università di Bologna. Ricordiamo tra i suoi libri: La gallina di Saba (Einaudi 1974, 1989), L'impiegato Schmitz e altri saggi su Svevo (Einaudi 1976, 1986), Quei piú modesti romanzi (Garzanti 1979), Freud, la letteratura e altro (Einaudi 1985, 2001), Stanza 43. Un lapsus di Marcel Proust (Einaudi 1991), La cicatrice di Montaigne. Sulla bugia in letteratura (Einaudi 1992, 2002), La macchina dell'errore (Einaudi 1996), Palinsesti freudiani (Bollati Boringhieri 1997) e Dovuto a Calvino (Bollati-Boringhieri 2001). Per la «Biblioteca dell'Orsa» ha curato una raccolta di opere narrative di Italo Svevo, Zeno (Einaudi 1987) e per la «Biblioteca della Pléiade», sempre di Svevo, i Romanzi (1993). Nel 2005 ha pubblicato nelle «Vele» Eutanasia della critica, mentre nel 2011ha pubblicato Quel Marcel! e ha curato i Racconti analitici di Sigmund Freud. Nel 2019, Oltre le usate leggi. Una lettura del Decameron.

venerdì 20 settembre 2019

Luca Signorelli e Roma

Luca Signorelli e Roma
Oblio e riscoperte
a cura di Federica Papi e Claudio Parisi Presicce
pp. 144,  € 32,00
De Luca Editori d'Arte, 2019
ISBN: 978-88-6557-444-7
 
Viene celebrato uno dei più grandi protagonisti del Rinascimento italiano, la cui altissima parabola pittorica è stata oscurata solo dall’imponderabile arrivo di due giganti della generazione successiva: Michelangelo(1475-1564) e Raffaello (1483-1520), che al maestro di Cortona si erano però ispirati per raggiungere quell’insuperabile vertice della pittura che gli stessi contemporanei gli attribuirono. Come scrisse infatti Giorgio Vasari, Luca Signorelli «fu ne’ suoi tempi tenuto in Italia tanto famoso e l’opere sue in tanto pregio, quanto nessun altro in qualsivoglia tempo sia stato già mai». Attraverso un’attenta selezione di circa 60 opere di grande prestigio provenienti da collezioni italiane e straniere, molte delle quali per la prima volta esposte a Roma, il catalogo intende mettere in risalto il contesto storico artistico in cui avvenne il primo soggiorno romano dell’artista e offrire nuove letture sul legame diretto e indiretto che si instaurò fra l’artista e Roma. Il catalogo, organizzato in sezioni, parte da un’introduzione sull’errore vasariano del vero volto dell’artista, rappresentato nelle due diverse sembianze dai Busti realizzati da Pietro Tenerani (Museo di Roma) e da Pietro Pierantoni (Musei Capitolini, Protomoteca). I lettori vengono poi accompagnati nella Roma del pontefice Sisto IV (1471-1484), fra le Antichità Capitoline, e davanti ad alcune opere del Maestro in cui monumenti, antichità cristiane, e statuaria classica osservati a Roma rivivono o vengono rievocati, come il Martirio di san Sebastiano (Pinacoteca Comunale di Città di Castello), il Cristo in croce e Maria Maddalena (Galleria degli Uffizi), il tondo di Monaco e la pala di Arcevia. Seguono poi i capitoli dedicati al soggiorno di Signorelli a Roma sotto il pontefice Leone X (1513-1521) e ai suoi rapporti con Bramante e Michelangelo. In conclusione, un capitolo è dedicato alla riscoperta del Maestro tra Otto e Novecento nell’arte.

giovedì 19 settembre 2019

I volgarizzamenti italiani della «Legenda aurea»

I volgarizzamenti italiani della «Legenda aurea»
Testi, tradizioni, testimoni
di Speranza Cerullo
pp. X-596, € 95,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-877-5

Circa due secoli separano la prima edizione moderna della Legenda aurea, curata da Theodor Graesse e pubblicata nel 1846, dal declino che il leggendario del domenicano Iacopo da Varazze conosce a partire dalla metà del XVII secolo: un declino che segna un autentico oblio dell’opera che per almeno tre secoli, fra Tre e Cinquecento, ha tracciato l’orizzonte della narrazione agiografica in Occidente. È tuttavia solo negli ultimi decenni che il leggendario medievale ha conosciuto una vera e propria rinascita, a partire dalle indagini sulla diffusione dell’opera tra versante latino e volgare, sull’uso delle fonti e sulle strategie narrative messe in atto dall’autore, per arrivare a un primo studio dell’enorme tradizione manoscritta in un volume di Barbara Fleith del 1991 e a una nuova edizione critica del testo, curata da Giovanni Paolo Maggioni (1998 e 2007). Nel quadro che la diffusione della Legenda aurea volgare disegna a livello europeo l’Italia è rimasta tuttavia, e paradossalmente, in ombra: la difficoltà oggettiva di accedere all’imponente patrimonio dell’agiografia volgare italiana, solo da pochi anni repertoriato dalla Biblioteca Agiografica Italiana e formato da testi in larga parte inediti, ha finora scoraggiato un’indagine ad ampio raggio sulle traduzioni italiane del leggendario, delle quali si ignorano l’effettiva consistenza, la diffusione e le specificità redazionali. Questo lavoro è nato dal proposito di colmare la lacuna, partendo dal censimento della tradizione manoscritta delle traduzioni italiane prodotte fra XIII e XV secolo: l’indagine si è concentrata sulle dinamiche di trasmissione dell’opera in ambito volgare e sulle caratteristiche della ricezione, fornendo un primo approccio alle strategie di traduzione e adattamento del testo originale e presentando un Repertorio dei testi che censisce e ordina le versioni italiane per singoli capitoli del leggendario.

mercoledì 18 settembre 2019

Un lungo Medioevo

Un lungo Medioevo
di Jacques Le Goff
traduzione di Mariachiara Giovannini
pp. 240, € 17,90 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni Dedalo, 2019
ISBN:  9788822065018
 
Le principali ricerche dello storico che ha saputo mutare la nostra percezione del Medioevo, dilatandone i confini e mostrandocene, al di là delle ombre, le luci e i momenti creativi.
Fino al XVIII secolo, l’immagine diffusa del Medioevo era quella di un’epoca oscura. Per Le Goff, invece, si tratta di un periodo più esteso, i cui aspetti salienti si prolungano ben oltre il Rinascimento: un periodo né completamente oscuro, come lo volevano umanisti e illuministi, né completamente dorato, come lo immaginavano romantici e cattolici del XIX secolo. Il Medioevo è fatto di luci e ombre, come ogni epoca della storia.
Le Goff sceglie di mettere in evidenza alcune delle principali forze d’innovazione di quell’epoca: le città, gli ordini mendicanti, la regalità e il suo modello incarnato, san Luigi; per quel che riguarda le ombre, invece, egli si concentra sullo spirito di crociata, le cui tracce sono tuttora presenti nell’idea occidentale di crociata e nella giustificazione che essa offre oggi al terrorismo di alcuni ambienti islamici. Infine, si concede al fascino dei mirabilia, dei fenomeni misteriosi e inspiegabili, dando vita a una ricostruzione del Medioevo che non può mancare nel bagaglio culturale di qualsiasi appassionato.
La presente opera raccoglie una serie di articoli pubblicati sulla rivista «L'Histoire» tra il 1980 e il 2004, poco dopo la sua nascita, avvenuta nel 1978.

martedì 17 settembre 2019

Il lupo nell'abbazia

Il lupo nell'abbazia
di Marcello Simoni
pp. 192, € 15,00
Mondadori, 2019
ISBN: 9788804717607

Anno Domini 832. Sorpreso da una violenta bufera di neve, un contingente armato dell’imperatore Ludovico il Pio trova riparo presso l’abbazia benedettina di Fulda, nel cuore dell’Assia. Riprendere il cammino è impossibile: le vie che collegano Magonza a Erfurt sono impraticabili, e ancor più pericolose paiono le selve nei dintorni. L’incondizionata ospitalità offerta agli armigeri dall’abate Rabano pare tuttavia scatenare una serie di sanguinosi eventi che sconvolgeranno la placida vita del cenobio: appena fuori dall’abbazia viene infatti rinvenuto il cadavere di un monaco straziato da ferite che fanno pensare a una grossa fiera. Presto inizia a circolare voce che nell’abbazia si nasconda un lupo assassino o addirittura un werwulf… Spetterà al giovane monaco Adamantius, fra i maggiori miniaturisti della cristianità, indagare sul mistero, prima per soddisfare la propria curiosità… e poi per salvarsi la vita.
Marcello Simoni, pluripremiato autore di thriller medievali indimenticabili come Il mercante di libri maledetti, tesse un enigma della camera chiusa impeccabile e serrato, un rompicapo che mescola perfettamente verità e finzione nella cornice di una delle epoche più affascinanti della nostra storia.

lunedì 16 settembre 2019

Il sogno orientale

Il sogno orientale
Ascesa e declino del rito bizantino in terra d'Otranto
I domini di San Nicola di Casole a nord di Brindisi
di Vito Telesca
pp. 204, € 29,00
ManifestoCultura, 2019
EAN: 9788892360693
 
I bizantini, spazzati via politicamente dai normanni, hanno lasciato la loro cultura e il rito al Sud grazie anche ai monasteri italo-greci. Il monastero di S. Nicola di Casole in Otranto era il più potente monastero italo-greco di questo lembo d'Italia e aveva numerosi possedimenti ed enormi influenze su tutta la Terra d'Otranto: dal basso Salento fino ai confini con la Terra di Bari e Matera. La presa dei turchi di Otranto nel 1480 ha decretato il lento e inesorabile declino non solo dell'influenza casolana, ma dello stesso rito, vivo dopo solo grazie all'immigrazione greco-albanese che, con la fondazione di nuovi paesi e comunità, ha ridato nuova linfa al greco e al rito ortodosso in Italia. "Il sogno orientale" percorre la Terra d'Otranto, ricalca il percorso del rito bizantino, in un percorso di riscoperta sotto diversi punti di vista. Il libro dedica i primi due capitoli alla conquista bizantina del sud Italia per poi concentrarsi su una figura chiave, quella del principe Marco Boemondo d’Altavilla, fondatore (o restauratore) del monastero greco di San Nicola di Casole in Otranto. Un cenobio che dall’XI al XV secolo raggiunse l’apice della sua importanza poiché dotato di un enorme scriptorium con biblioteca ricca di libri greci, anche di stampo laico, e che a Costantinopoli era considerato una sorta di avamposto bizantino in Italia, dove si traducevano decine di testi e si alimentava la cultura greca. Un libro divulgativo che invita al viaggio e alla scoperta dei perché alcuni riti sono ancora radicati nel Salento e nella murgia dei trulli.
Vito Telesca, saggista storico locorotondese ma di origini potentine e consigliere di ManifestoCultura, con questo libro ha voluto approfondire un tema poco dibattuto come la parabola del rito bizantino nella Puglia meridionale e in parte della lucania.

domenica 15 settembre 2019

Leonardo. Il ritmo del mondo

Leonardo. Il ritmo del mondo
di Daniel Arasse
pp. 546, € 40,00
Jaca Book, 2019
ISBN: 978-88-16-60590-9

La riflessione di Daniel Arasse, insigne storico dell’arte e influente divulgatore, si divide in due grandi parti, una consacrata all’ispirazioni, alle ricerche scientifiche ed estetiche di Leonardo, l’altra dedicata esclusivamente al suo lavoro di pittore. Arasse cerca così di capire il processo intellettuale in cui si inserisce Leonardo da Vinci, così come le profonde motivazioni che lo guidano nella trascrizione del ritmo del mondo in ognuna delle sue opere, sia pittoriche che architettoniche, militari e anatomiche. In Leonardo schizzi, disegni e dipinti riflettono lo stesso approccio combinato con il desiderio di sperimentazione e innovazione. Il ritmo interiore della creazione e la necessità di seguirlo costituiscono un elemento essenziale della sua produzione e incarnano una pratica estrema, tutta «moderna» di modulazione incessante della forma, una dinamica trasformativa che combina ordine e disturbo, laboratorio e officina, introspezione ed estroversione. Per questo il disegno, fondamento della pittura, ha in Leonardo il valore di «concetto». L'intelletto è pittorico.

sabato 14 settembre 2019

Il Santo e il Sultano

Il Santo e il Sultano
Damietta, l’attualità di un incontro
a cura di Giuseppe Caffulli
pp. 112, € 12,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni Terra Santa, 2019
ISBN: 978-88-6240-697-0

Ci sono eventi, nella storia, destinati a lasciare un segno. Nel 1217 si tenne il capitolo delle Stuoie, nel quale il nascente Ordine francescano decise di avviare la Provincia d’Oltremare, primogenita realtà missionaria. Nel 1219, in Egitto, presso Damietta, lo stesso Francesco riuscì a incontrare il sultano al-Malik al-Kamil, mentre infuriava la quinta crociata.
Il condottiero e il frate resero possibile quello che tutti credevano impossibile: l’incontro e il dialogo, a partire dalla propria umanità. Ottocento anni dopo, un altro Francesco, papa Bergoglio, si è rimesso a camminare sulla strada del dialogo e del confronto fraterno con il mondo musulmano. Senza ingenuità, conscio delle difficoltà e degli ostacoli.
A partire dall’esperienza del Poverello – e con uno sguardo alle azioni del Papa che a lui si ispira – questo libro, attraverso contributi di personalità legate al mondo francescano, intende ripercorrere lo storico incontro di Damietta rimettendone in luce l’attualità e il valore di esempio per il mondo di oggi.

venerdì 13 settembre 2019

Libertas

Libertas
Secoli X-XIII
a cura di Nicolangelo D'Acunto, Elisabetta Filippini
pp. 480, € 35,00
Vita e Pensiero, 2019
ISBN: 9788834339367
 
Medioevo e libertà: solo una provocazione o addirittura una battuta a effetto? Siamo sicuri che prima della Liberté degli illuministi la civiltà europea avesse prodotto solo oppressione e sfruttamento? La risposta non è affatto scontata. L’approccio storico degli autori fa emergere un quadro molto diversificato, da cui risalta non una nozione univoca e astratta di libertà, ma l’esistenza di molte libertates al plurale. In una civiltà per la quale libertà e privilegio si identificano era fondamentale concepire la propria autonomia nel quadro di un disegno provvidenziale e di una verità che da sola poteva rendere davvero l’uomo libero, in quanto capace di vivere e di fare il bene. Le stesse forme di potere, che di quel disegno provvidenziale si consideravano lo specchio terreno, aspiravano a promuovere e a farsi garanti delle libertates che innervavano gli ideali, le pratiche politiche e le strutture sociali di una civiltà alla ricerca perenne di un ordine agognato e mai raggiunto.
Contributi di Giancarlo Andenna, Antonio Antonetti, Alessandro Barbero, Stefano Bernardinello, Paul Bertrand, Carla Bino, Daniele Bortoluzzi, Guido Cariboni, Caterina Ciccopiedi, Mario Conetti, Gianmarco Cossandi, Marco Cristini, Nicolangelo D’Acunto, Christoph Dartmann, Wolfgang Huschner, Micol Long, Antonio Macchione, Antonio Manco, Stefano Manganaro, Federica Mantelli, Florian Mazel, Matteo Meanti, Gert Melville, Francesco Panarelli, Francesco Poggi, Jean-Claude Schmitt, Daniele Sini, Alberto Spataro, Elena Vanelli, Enrico Veneziani, Maria Vezzoni.
Nicolangelo D’Acunto ha studiato alla Scuola Normale di Pisa, è professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia e Direttore del Centro studi sulla storia degli insediamenti monastici europei (CESIME). Tra i suoi volumi: I laici nella Chiesa e nella società secondo Pier Damiani. Ceti dominanti e Riforma ecclesiastica nel secolo XI, Roma 1999; «Nostrum italicum regnum»: aspetti della politica di Ottone III, Milano 2002; Cum anulo et baculo. Vescovi dell’Italia medievale dal protagonismo politico alla complementarietà istituzionale, Spoleto 2019.
Elisabetta Filippini è dottore di ricerca in Storia Medievale. Ricercatrice presso l’Università Cattolica dal 2013 al 2018, è autrice di Questua e carità. I canonici di Sant’Antonio di Vienne nella Lombardia medievale, Novara 2013. Con G. Andenna e C.D. Fonseca ha curato I Templari. Grandezza e caduta della ‘Militia Christi’, Vita e Pensiero, Milano 2016.

giovedì 12 settembre 2019

Gigli di Francia, pietre del Gargano

Gigli di Francia, pietre del Gargano
L'apparato scultoreo del Santuario micaelico in età angioina: un'antologia critica
di Marcello Mingozzi
pp. 308, € 30,00
Posa Edizioni, 2019
ISBN: 8894441822
 
Il volume ripercorre la storia del Santuario di San Michele a Monte Sant'Angelo sul Gargano in età angioina (1266-1442), mediante l'attenta analisi di tutte le sue componenti architettoniche e scultoree. L'apparato plastico dell'intero monumento, letto nelle sue componenti formali, iconografiche e stilistiche, rivela la pluralità di linguaggi con cui si espresse in Puglia il fenomeno artistico noto come 'Gotico', partendo dalla tarda età sveva per giungere agli albori dell'età aragonese, con particolare attenzione al ruolo svolto dai committenti. Emergono rapporti con la cultura adriatica, con quella abruzzese e, ovviamente, con quella della corte di Napoli, dove personaggi del calibro di Tino di Camaino e Antonio Baboccio da Piperno avevano dettato nuove regole. Sculture inedite vengono affiancate al repertorio meglio noto che, però, trova una nuova e più adeguata collocazione cronologica, sulla base di opportuni confronti con opere affini e grazie all'analisi di una documentazione di età moderna poco frequentata dalla critica di settore.

mercoledì 11 settembre 2019

1434 Firenze al tempo dei Grandi Medici

1434 Firenze al tempo dei Grandi Medici
di Andrea Petrioli, Fabrizio Petrioli
pp. 160, € 13,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Sarnus Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-563-0265-3

Il 6 ottobre 1434 Cosimo il Vecchio rientra a Firenze dall’esilio, accolto dai favori della nuova Signoria filo-medicea, nominata ad agosto, e sostenuto dal popolo, che preferiva i Medici al potere oligarchico degli Albizi e dei loro consorti. Inizia così di fatto il potere della famiglia fiorentina più famosa al mondo, una dinastia che attraverserà la storia fino al 1734, con la morte dell’ultimo discendente.
In una narrazione appassionante, costellata d’immagini d’epoca, gli autori ci conducono in un percorso dentro la Firenze di quegli anni – in particolare attraverso i tre Sestieri di Porta al Duomo, San Pancrazio e Oltrarno – alla scoperta del suo assetto urbanistico, in gran parte non più esistente, degli eventi storici e dei personaggi principali collocati nell’ambiente dove vivevano.
Nato a Bagno a Ripoli nel 1951, Andrea Petrioli vive a Firenze, dove ha sempre lavorato in banca coprendo tutti i settori ma occupandosi, in particolare, di comunicazione interna. Con il fratello Fabrizio si è sempre interessato alla storia locale, studiando la Toscana e soprattutto l’area fiorentina. Questa grande passione ha portato i fratelli Petrioli a costituire un fondo di oltre 25.000 cartoline, tutte localizzate e catalogate, del periodo che va dalla fine dell’Ottocento agli anni ’50 ’60 del Novecento. L’archivio comprende anche immagini di libri e soprattutto riviste all’epoca in voga.
Nato nel 1942 a Bagno a Ripoli, dove tutt’ora vive, Fabrizio Petrioli ha lavorato come impiegato nell’editoria e poi nel settore contabile. Ma, con il fratello Andrea, si è sempre occupato anche di storia locale studiando la Toscana e in particolare Firenze. Questa grande passione ha portato i fratelli Petrioli a costituire un fondo di oltre 25.000 cartoline, tutte localizzate e catalogate, del periodo che va dalla fine dell’Ottocento agli anni ’50 ’60 del Novecento. L’archivio comprende anche immagini di libri e soprattutto riviste all’epoca in voga.

martedì 10 settembre 2019

La terra maledetta

La terra maledetta
di Juan Francisco Ferrándiz
pp. 734, € 9,90
TEA, 2019
EAN: 9788850255184
 
IX secolo: la città di Barcellona non esiste. Esiste solo un piccolo e sparuto avamposto ai confini estremi del Sacro Romano Impero, un insediamento di non più di un migliaio di anime governato distrattamente dai franchi. Barcellona è in uno stato di quasi totale abbandono, devastata dagli scontri con i saraceni e sottoposta alla tirannia dei nobili corrotti che sfruttano gli abitanti. Ma è grazie al coraggio e all'ambizione di un uomo, il vescovo Frodoino - incaricato dal re Carlo il Calvo di riportare ordine e civiltà in quei luoghi - che inizia la rinascita. Accompagnato da un gruppo di coloni in cerca di un destino diverso e di una nuova vita, Frodoino è deciso ad affrontare le sfide che lo attendono: intrighi, conflitti e manovre occulte sullo sfondo di una minaccia saracena sempre alle porte. Ben presto Frodoino si scopre conquistato dal fascino di una donna misteriosa, la nobile Gota, fortemente legata alle tradizioni della sua terra e della sua gente, che si innamora, ricambiata, del vescovo. Con l'aiuto di personaggi sia di umile sia di illustre nascita, Frodoino e Gota daranno inizio a una lotta stoica per strappare Barcellona dal destino di terra maledetta nel quale sembra intrappolata, divisi tra i sentimenti che li legano e i doveri imposti da un sogno ancora più grande. Un viaggio epocale, alla scoperta della nascita di una delle città più belle della Spagna e del mondo, e della lotta dei suoi abitanti per la libertà.
Juan Francisco Ferrándiz è nato a Cocentaina (Alicante) nel 1971. Ha una laurea in giurisprudenza e attualmente lavora come avvocato a Valencia. Con i suoi primi romanzi si è imposto nella scena letteraria nazionale attirando l’attenzione di un numero sempre crescente di lettori.

lunedì 9 settembre 2019

Leonardo da Vinci. Le tavole dell'Ultima Cena

Leonardo da Vinci
Le tavole dell'Ultima Cena 
pp. 124, € 30,00
Luni Editrice, 2019
ISBN: 9788879846417
La storia del volume la Collection des Têtes, pubblicato a Parigi nel 1808 è, allo stato attuale degli studi, circondata da mistero.
La sua genesi è totalmente sconosciuta. È plausibile supporre un guizzo dell’Imperatore Napoleone Bonaparte (incoronato Re d’Italia proprio a Milano nel 1805), desideroso di disporre di un volume con le stampe del Cenacolo vinciano. Oppure, ipotizzare che sia frutto di un lampo di genio da parte di André Duterte, l’artista sublime che seppe cogliere con le sue incisioni l’anima del grande Leonardo.
Di questo volume esistono allo stato attuale delle ricerche pochissime copie (ne risultano solo cinque al mondo), e tutte custodite in biblioteche pubbliche di grande prestigio.
Nel corso dei secoli nessuno prima di Dutertre aveva mai dedicato un volume allo studio o alla rappresentazione dell’Ultima Cena. Il primo libro dedicato al Cenacolo fu scritto dal “milanese” Giuseppe Bossi nel 1810 (Del Cenacolo di Leonardo da Vinci: libri quattro), due anni dopo la pubblicazione del volume di Dutertre e, cosa incredibile, in esso non è presente alcuna menzione all’opera del grande incisore francese.
La “Regina d’Olanda” a cui viene dedicato il prezioso volume, è Hortense Eugénie Cécile de Beauharnais, figlia della prima moglie di Napoleone, Joséphine, sposa in seconde nozze del fratello del Bonaparte, Luigi, re d’Olanda e madre del futuro imperatore Napoleone III.
Il contenuto del volume si articola in quattordici tavole, raffiguranti Gesù Cristo, i dodici apostoli e Leonardo da Vinci medesimo, corredate da una biografia del maestro.
Appare sin da subito evidente che le meravigliose illustrazioni del volume delle Têtes di Duterte condividono lo stile che caratterizza l’incisione tra fine Settecento e inizio Ottocento, quando la necessità di ritorno al modello, dettata dal Neoclassicismo, e il metodo di studio dell’arte del passato portano a una riscoperta della tecnica, soprattutto del bulino, risorta nel segno dell’ineccepibilità formale e aderenza fedelissima al prototipo.
Il virtuosismo a cui si spingono spesso gli esiti di questa ricerca viene rappresentato alla perfezione dall’opera di Dutertre. La delicatezza del chiaroscuro, gli effetti pittorici ottenuti grazie al sapiente utilizzo degli strumenti, l’aderenza alla realtà del soggetto, la cura maniacale per i dettagli più minuti, hanno il fine di restituire non già solo l’aspetto formale immediato del Cenacolo di Leonardo, ma le stesse caratteristiche intime, materiche, tangibili, dell’opera, evocando in modo sublime gli effetti di tono, luminosità, resa plastica, e le peculiarità stesse della tecnica ad affresco, in un gioco continuo di evocazioni e suggestioni, ammaliando il lettore come solo chi abbia compreso a fondo la lezione del maestro potrebbe fare.

domenica 8 settembre 2019

Oltre il Duomo

Oltre il Duomo
a cura di Barbara Fiorini
pp. 336, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni Effigi, 2019
OSBN: 978-88-5524-011-6

Il Duomo di Grosseto e il suo territorio, il contesto archeologico, lo scavo del pozzo e la sua valorizzazione.
"La Cattedrale di Grosseto, edificio bello e imponente, si è fatto familiare a generazioni e generazioni di maremmani, che vi sono passati e vi passano dinanzi, vi sostano, vi entrano e vi escono. È uno spazio sacro, certo, ma anche spazio identitario, perché è attorno ad esso che ha preso realmente forma la civitas grossetana, intesa prima di tutto come comunità di donne e di uomini che qui incrociano i loro destini, vivono, amano, sperano, soffrono, si impegnano, si incontrano”.
Il volume è il catalogo della mostra "Oltre il duomo. Il pozzo del vano ipogeo e le sue ricchezze" in corso a Grosseto fino al 2 febbraio 2020.

sabato 7 settembre 2019

Paradiso vista Inferno

Paradiso vista Inferno
Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti
di Chara Frugoni
pp. 244, € 38,00
Il Mulino, 2019
ISBN: 978-88-15-28522-5

Nel Medioevo il diritto all’immagine appartiene soprattutto ai protagonisti del mondo religioso, della Chiesa come delle Sacre Scritture, o a grandi personaggi laici e famosi. Con gli affreschi di Palazzo Pubblico a Siena Ambrogio Lorenzetti ci propone una straordinaria novità, rappresentando gente comune, senza storia. Ad essa per la prima volta è affidato il compito di illustrare la ridente vita in città e in campagna assicurata dall’ottimo governo dei Nove. Non importa che la realtà, ben diversa, fosse fatta di carestie, rivolte, corruzione. Nella prestigiosa Sala dei Nove i cittadini e i contadini senesi del tempo – siamo intorno al 1338 – vedono raffigurata una città orgogliosa dei suoi splendidi palazzi, una lieta e fertile campagna dove vecchi e giovani, donne e bambini, e poi artigiani, mercanti, nobili e intellettuali, contadini e pastori sono partecipi di una convivenza operosa e felice. È il trionfo del Bene Comune, e della guida illuminata dei governanti cittadini. Dove invece ognuno tende al bene proprio ecco infuriare un corteo nefasto: anarchia, violenza, distruzione, soprusi, guerra. Un capitolo vivo di storia medievale, ma non solo: additando il pericolo della Tirannide e le sue conseguenze, questo grande manifesto politico ha parlato a tutte le epoche, e oggi parla a noi con voce particolarmente forte.
Nella scoperta del capolavoro di Ambrogio, ad accompagnare il lettore un ricchissimo corredo di immagini smaglianti.
Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi libri segnaliamo: «Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali» (Laterza, ultima rist. 2014), per Einaudi «Quale Francesco?» (2015) e «Senza misericordia» (con S. Facchinetti, 2016), per il Mulino «Vivere nel Medioevo. Uomini, donne e soprattutto bambini» (2017) e «Uomini e animali nel Medioevo. Storie feroci e fantastiche» (2018). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.

venerdì 6 settembre 2019

I Gonzaga

I Gonzaga
Una dinastia tra Medioevo e Rinascimento
di Luca Sarzi Amadè
pp. 320, € 22,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858135822

Ago della bilancia nelle intricate vicende italiane, centro di una attività diplomatica raffinatissima e cuore pulsante della vita culturale e delle arti del Rinascimento. Per quasi quattro secoli Mantova è stata una delle capitali d’Europa. I Gonzaga, suoi signori, ne furono i protagonisti.
Pur dominando un territorio limitato e periferico, i Gonzaga sono stati una delle famiglie più importanti d’Europa, protagonisti per secoli della storia italiana. Signori di Mantova, poi marchesi e duchi, si imparentarono con gli Asburgo e annoverarono inoltre nei loro ranghi due imperatrici e una regina di Polonia. La costante promozione delle arti trasformò Mantova in una delle capitali della cultura del Rinascimento. Ai capolavori di Pisanello e Mantegna si aggiunsero nei secoli le meraviglie della Celeste Galleria e i prodigi della musica e del teatro. La cerchia letteraria poté contare su nomi come quelli di Boiardo, Ariosto e Baldassarre Castiglione. Ma come è stato possibile per questa casata ritagliarsi una simile posizione nel mondo e conservarla per quasi quattro secoli? Che origini ha avuto? E a cosa fu dovuto tanto successo? Un affresco ricco di sorprese, una storia di guerre e di congiure, una lotta per la sopravvivenza prima e per la supremazia poi, attraverso cui si dipana, come in un racconto, la vicenda dell’Italia dal medioevo delle grandi abbazie sino all’età comunale e ai principati.
Luca Sarzi Amadè, giornalista, ha collaborato tra l’altro con la Rai, “la Repubblica” e “Il Giorno”. Frequenta l’Archivio Gonzaga fin dall’adolescenza. Tra i suoi libri: Milano fuori di mano (Mursia 1987), Milano in periferia (Mursia 1991), Il duca di Sabbioneta. Guerre e amori di un europeo errante (SugarCo 1990 e Mimesis 2013, premio internazionale di letteratura Città di Milano) e il manuale L’antenato nel cassetto (Mimesis 2015), testo di riferimento per le ricerche storico-genealogiche.

giovedì 5 settembre 2019

La prima espansione economica europea

La prima espansione economica europea
Secoli XI - XV
di Alfio Cortonesi, Luciano Palermo
pp. 212, € 12,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843096640

Se agli inizi dell’XI secolo l’Europa occidentale era un angolo qualsiasi del mondo, economicamente marginale e politicamente periferico, nel XV secolo la situazione era ormai cambiata del tutto, e gli europei si avviavano a conquistare terre e mari, esportando la propria tecnologia, i propri linguaggi, le proprie religioni, i propri interessi economici. Che cosa provocò un cambiamento così radicale della situazione? Che cosa accadde, durante il medioevo, di così importante e significativo da aprire agli europei, per molti secoli, nel bene come nel male, la supremazia sul resto del mondo? Il volume intende rispondere a queste domande, ragionando sugli strumenti e sulle forme di una delle più lunghe fasi di espansione economica, politica e culturale che la storia dell’umanità ricordi. Ne è protagonista un medioevo europeo che, pur con i suoi limiti e le sue contraddizioni, si rivela un’epoca produttrice di innovazioni e capace di programmare il futuro proiettandolo su orizzonti sempre più vasti.
Alfio Cortonesi già professore ordinario di Storia medievale nell'Università della Tuscia, indirizza prevalentemente le sue ricerche sulla storia economica e sociale dell’Italia medievale. Fra le principali pubblicazioni: Uomini e campagne nell’Italia medievale (con G. Pasquali e G. Piccinni, Laterza, 2002); Medioevo delle campagne. Rapporti di lavoro, Politica agraria, protesta contadina (con G. Piccinni, Viella, 2006).
Luciano Palermo insegna Storia economica nell’Università luiss di Roma. Tra le sue recenti pubblicazioni si segnala La banca e il credito nel medioevo (Milano 2008).

mercoledì 4 settembre 2019

Breve storia del libro manoscritto

Breve storia del libro manoscritto
di Marilena Maniaci
pp. 128, € 12,00 (Acquista online con il 15% di sconto) 
Carocci, 2019
ISBN: 9788843096503

Il libro manoscritto non è un semplice contenitore di testi, bensì un oggetto materiale e culturale complesso e dinamico, il cui assetto riflette le trasformazioni subite nel corso di una storia pluricentenaria in relazione al mutare delle circostanze della manifattura e dell’uso. Saper “leggere”, al di là dei contenuti, i materiali, le strutture e le modalità di presentazione dei libri medievali equivale perciò a disporre di una chiave di accesso privilegiata alla vita intellettuale, sociale ed economica degli ambienti in cui sono stati prodotti e utilizzati. Conoscere la storia del libro manoscritto permette inoltre di apprezzarne pienamente il valore di tramite fra passato e presente e di comprendere la necessità di documentare e tutelare il prezioso patrimonio antico e medievale custodito nelle odierne biblioteche.
Marilena Maniaci è professoressa ordinaria di Storia del libro manoscritto all'Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale, è autrice di un’ampia bibliografia sui materiali, le tecniche di manifattura e i principi di descrizione scientifica dei codici greci e latini.

martedì 3 settembre 2019

Dante e la dimensione visionaria tra medioevo e prima età moderna

Dante e la dimensione visionaria tra medioevo e prima età moderna
a cura di Bernard Huss, Mirko Tavoni
pp. 192, € 18,00
Angelo Longo Editore, 2019
ISBN: 978-88-9350-032-6

Che cosa significa che la Divina Commedia è il racconto della visione dell’aldilà che Dante afferma di avere avuto, il resoconto di ciò che giura di avere visto? Queste affermazioni sono “vere”, e in che senso possono esserlo? O sono fittizie, giustificate dall’eccezionale inventività poetica dell’autore messa al servizio di una auto-assegnata missione di rigenerazione della Cristianità? Il dilemma fra queste due interpretazioni polari rischia di essere indecidibile e sterile, ma questo agile volume, frutto di un seminario interdisciplinare tenuto all’Italienzentrum della Freie Universität di Berlino sotto l’egida della Fondazione Alexander von Humboldt, porta risultati originali che fanno fare passi avanti alla nostra comprensione dei fatti. Il retroterra di Dante viene illuminato in varie direzioni: dal possibile rapporto con la mistica ebraica e con quella islamica, all’onirismo antropologico tardo antico e medievale, alle tradizioni teologiche e profetiche legittimanti la visione dell’aldilà, all’onirismo lirico o allegorico circolante nelle tradizioni poetiche gallo-romanze. La vocazione visionaria di Dante viene saggiata nella Vita nova e nel Convivio e messa alla prova della testualità del poema sacro. Si interroga il significato dei “Danti dormienti” nelle antiche illustrazioni della Commedia. Ed emerge la cesura epistemologica che separa Dante dalle riprese del genere “visione” in Petrarca e Boccaccio. Su tutto ciò il lettore troverà in questo libro molte idee nuove.

lunedì 2 settembre 2019

Castelli e rocche medievali del Trentino Alto Adige

Castelli e rocche medievali del Trentino Alto Adige
di Gabriella Chmet
pp. 112, € 8,90 (Acquista online con il 15% di sconto)
Editoriale Programma, 2019
ISBN: 9788866436324
Il Trentino Alto Adige è una delle aree più ricche di costruzioni medievali d’Europa: qui ritroviamo i manieri e le rocche sulle alture o incastonati nei panorami cittadini, perfettamente conservati, restaurati oppure sotto forma di antiche rovine, a ricordare una Storia regionale fatta di scontri di potere e lotte per la dominazione del territorio.
In questa semplice guida, divisa tra le due province autonome di Trento e Bolzano, troverete le descrizioni dei castelli e complessi più intrisi di fascino, suggestione e mistero. Gli eventi storici documentati, accompagnati da leggende e tradizioni popolari, vi riporteranno in un mondo pittoresco, fatto di storie e personaggi illustri, merlature e arazzi, poesia cortese e incanto paesaggistico.

domenica 1 settembre 2019

Le Stinche

Le Stinche
Un castello nel Chianti
a cura di Nicola Bernini
pp. 130, € 29,50
Betti Edirice, 2019
ISBN: 9788875766238
 
Per migliaia di anni persone e famiglie diverse hanno vissuto al Castello delle Stinche. Tanti dei loro nomi si sono persi nel tempo, ma la loro presenza si può ancora vedere in come hanno trasformato il paesaggio e dal segno che hanno lasciato. 

Solo nell’ultimo millennio possiamo capire chi erano e cosa hanno fatto: dai giorni tumultuosi della famiglia Cavalcanti, attraverso distruzione e ricostruzione, le generazioni delle famiglie e dei contadini hanno creato una vita in questo paesaggio drammatico, più adatto alla difesa che all’agricoltura. Una pietra aspra da cui è nato il Castello de Le Stinche, una fortezza abbattuta da secoli di conflitti e forze della natura, divenuto ora un enigma cupo, che crolla lentamente giù dalla collina, pur mantenendo un grande senso dello spazio.
Grazie a un progetto di recupero da parte di privati, le mura del castello torneranno a vivere e si aprirà un nuovo capitolo per la storia de Le Stinche.