domenica 20 ottobre 2019

Petrarca lettore di Seneca tragico e di Svetonio

Petrarca lettore di Seneca tragico e di Svetonio
di Sara Fazion, Ilaria Lorenzi
pp. 368, € 36,00
Pàtron Editore, 2019
ISBN: 9788855534611

Tra gli auctores peculiares di Francesco Petrarca un ruolo di primo piano rivestono Lucio Anneo Seneca e Gaio Svetonio Tranquillo. «Seneca autem tragedias [texuit], que apud poetas profecto vel primum vel primo proximum locum tenent», «[Svetonius] Tranquillus, auctor certissimus»: queste citazioni, tratte rispettivamente da Fam. IV 16, 9 e Gest. Ces. 14, sono un riflesso dell’attento dialogo intrattenuto da Petrarca con le opere dei due autori, prima corredate sui manoscritti in suo possesso di postille e segni d’attenzione a guisa di vere e proprie biblioteche ai margini del testo, poi rievocate a più riprese negli scritti latini e volgari. Qui Petrarca, tessendo le sue parole assieme alle voci dei due magni auctores, creò pagine di mirabile modernità, alcune inerenti la sua personale historia, altre incentrate su riflessioni filosofiche ed estetiche di valenza universale, altre ancora dedicate alla formulazione di giudizi sulle vicende del passato e sulla politica del presente.

sabato 19 ottobre 2019

Filosofia e magia nel Rinascimento in terra d'Otranto

Filosofia e magia nel Rinascimento in terra d'Otranto
a cura di Luana Rizzo
pp. 168, € 25,00
Agorà & Co., 2019
ISBN: 8889526580
 
Tra filosofia e scienza, tra religione e superstizione, la magia è elemento centrale nei dibattiti culturali del Rinascimento. I saggi confluiti in questo volume, che raccoglie i risultati di una ricerca promossa dal Consorzio Interprovinciale salentino (Cuis) in sinergia con il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università del Salento, riguardano sei profili di umanisti - Antonio De Ferrariis Galateo, Matteo Tafuri, Costanzo Sebastiani, Francesco Storella, Cesare Rao, Giulio Cesare Vanini - la cui vicenda intellettuale è maturata fra la Terra d'Otranto e l'Europa. Il volume coglie gli elementi peculiari della cultura filosofica di Terra d'Otranto, delineando il suo apporto specifico ai dibattiti intorno alla magia, all'astrologia e alle 'arti', assai vivaci negli altri centri propulsori della cultura rinascimentale, con particolare riguardo a Napoli.
Luana Rizzo è ricercatore confermato e Professore aggregato di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università del Salento; titolare dell'insegnamento di Storia della Filosofia del Rinascimento, per affidamento della stessa Facoltà dall'a.a. 2002-03; afferisce al Dipartimento di Studi Umanistici; è membro della Società Italiana di Storia della filosofia, della Società Filosofica Italiana, è socio corrispondente dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento meridionale, è membro del Centro di Studi per l'edizione dei testi medievali e rinascimentali; è membro del Collegio dei docenti del Corso di Dottorato di ricerca in Filologia ed Ermeneutica del testo filosofico. Un altro filone di ricerca riguarda lo studio della cultura filosofica meridionale del XV e del XVI secolo e, in seno al Rinascimento meridionale, lo studio di autori, testi e contesti della cultura filosofica di Terra d'Otranto.

venerdì 18 ottobre 2019

Edilizia residenziale medievale dell’Appennino reggiano (secoli XI-XIV)

Edilizia residenziale medievale dell’Appennino reggiano (secoli XI-XIV)
Maestranze, committenti e ambienti tecnici
di Federico Zoni
pp. 192, € 44,00
All'Insegna del Giglio, 2019
ISBN: 9788878149502

Questo lavoro riassume e presenta i risultati di tre anni di ricerche condotte nei territori dell’Appenino tosco-emiliano, con particolare attenzione per le zone comprese entro i limiti della provincia di Reggio Emilia. L’oggetto principale dell’indagine sono le architetture domestiche medievali, tanto quelle ancora conservate in elevato quanto quelle emerse nel corso delle campagne di scavo archeologico, da quelle più risalenti nel tempo fino alla svolta tardomedievale. L’attenzione è stata rivolta non solo a uno studio tipologico dei modelli architettonici e alla loro evoluzione, ma anche alla comprensione del potenziale bacino di informazioni che questo particolare tipo di fonte rappresenta per la storia sociale, economica, insediativa e culturale del territorio. Si tratta in sostanza di uno studio di archeologia dell’architettura che non intende limitarsi ai temi classici, bensì si propone come punto di incontro tra l’analisi degli alzati e l’archeologia del paesaggio. Attraverso lo studio intrecciato tra testimonianze archeologiche e fonti scritte si sono messe in luce alcune peculiarità insediative proprie dell’Appennino reggiano, derivanti dagli eventi che hanno plasmato le comunità umane che lo hanno abitato nel corso dei secoli medievali. L’estensione dei metodi propri dell’archeologia degli alzati, già abbondantemente impiegati nello studio di chiese e castelli, alle strutture cosiddette “minori” del paesaggio architettonico ha consentito di comprendere con maggiore chiarezza le relazioni e le strutture sociali che si vennero a determinare, di volta in volta, a fronte dei mutamenti degli assetti politici del territorio.

giovedì 17 ottobre 2019

Biografie dal contado

Biografie dal contado
Ser Griffo di ser Paolo notaio montalcinese del Trecento e il suo Libro di conti (1366-1373)
di Massimo Achilli
pp. 240, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Effigi Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-5524-057-4
Attraverso lo studio della ricca documentazione inedita relativa al notaio ser Griffo di ser Paolo, uno dei protagonisti della vita politica e sociale di Montalcino nel Trecento, il volume di Massimo Achilli consegna al lettore un quadro originale della complessa vicenda della comunità valdorciana. Il Libro di conti del notaio (1361-1373), di cui è proposta l’edizione, introduce, congiuntamente ad altre testimonianze, ad aspetti salienti dell’economia e della società montalcinese in una fase storica per essa di eccezionale rilievo, che la vede approdare alla cittadinanza senese.

mercoledì 16 ottobre 2019

Il Ponte di Istanbul

Il Ponte di Istanbul
Un progetto incompiuto di Leonardo da Vinci
di Gabriella Airaldi
pp. 96, € 10,00
Marietti 1820, 2019
EAN: 9788821113079 
Cinque secoli fa una lettera di Leonardo da Vinci parte da Genova per Costantinopoli, l’odierna Istanbul. È forse la risposta alla richiesta di progettare un ponte. In quell’epoca, le due città sono al vertice delle relazioni tra Oriente e Occidente, come spesso è accaduto nella storia, e sulle onde del Mediterraneo scorre il confronto tra Turchi e Genovesi, una realtà di lunga durata in cui si possono cogliere le molte, sottili sfumature di un costante e caleidoscopico panorama di incontri. In questa prospettiva, il geniale ponte progettato (e mai realizzato) da Leonardo da Vinci per il sultano Bayezid II e il centro di Galata – prima genovese e poi turca – diventano il simbolo di un rapporto mai interrotto tra due mondi.
Gabriella Airaldi, specialista di Storia mediterranea e di Storia delle relazioni internazionali, ha insegnato Storia medievale all’Università di Genova. Con Marietti 1820 ha pubblicato Storia della Liguria (2008-2012), Il duca della finanza. I Galliera di Genova: mecenatismo e solidarietà (con Franco Manzitti, 2013) e Gli orizzonti aperti del medioevo. Jacopo da Varagine tra santi e mercanti (2017).

martedì 15 ottobre 2019

Homo Viator. Il pellegrinaggio medievale

Homo Viator
Il pellegrinaggio medievale
di Franco Cardini, Luigi Russo
pp. 300, € 16,00
Edizioni La Vela, 2019
ISBN: 978-88-99661-58-8
 
Il viaggio, la ricerca del centro, il ritorno alla patria dimenticata o perduta, la caccia al tesoro e al segreto; l’ascesa del monte, la discesa nel pozzo o nella caverna, il passaggio del fiume o del mare. Sono alcuni fra i “grandi archetipi” miti che si ritrovano, con infinite varianti, nelle letterature, nelle religioni, nelle leggende di tutti i tempi e di tutti i popoli del mondo. Il mondo cristiano ha espresso nella concezione dell’homo viator, del viaggiatore, il simbolo della ricerca spirituale che – per il fatto di essere intima e spirituale – nondimeno si esprime talvolta anche nei termini d’un reale ed effettivo spostamento da un luogo all’altro. Ma, in definitiva, non si va in pellegrinaggio. Si è pellegrini: lo si è sempre e comunque. La vita è un pellegrinaggio. I viaggi e i pellegrinaggi che facciamo nell’arco della nostra vita altro non sono se non metafore di essa. Mettersi in viaggio significa mettersi in gioco. Viaggio è, in estrema sintesi, Libertà.
Franco Cardini è professore emerito di storia medievale presso l’ISUS/SNS. Ha insegnato in varie università in Europa e all’estero e collabora con alcune testate giornalistiche e con varie emittenti televisive. Si occupa principalmente di rapporti fra mondo europeo e civiltà musulmana. Per La Vela ha pubblicato “Gesù, la falce, il martello” (2017) e “Neofascismo e neoantifascismo” (2018).
Luigi Russo è professore associato di Storia medievale presso l’Università Europea di Roma. I suoi interessi di ricerca vertono principalmente sulla storia del movimento crociato e i Normanni in Italia e nell’Oriente latino. Il suo ultimo libro è “I crociati in Terrasanta. Una nuova storia (1095-1291)” (Roma, 2018).

lunedì 14 ottobre 2019

Galvano di Bologna

Galvano di Bologna
Tra la Commedia dantesca e il Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure. Ricerche
a cura di Silvia De Santis
pp. 144, € 18,00
Gangemi Editore, 2019
ISBN: 9788849238075
 
Il volume prende in esame la ricezione italiana del Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure e le sue numerose testimonianze manoscritte centrando l'interesse sui codici illustrati con particolare riferimento ai codici W (=Wien, Österreichische Nationalbibliothek, 2571), C (=Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 782) e S (= Sankt Peterburg, Rossijskaja Nacional'naja Biblioteka, fr. F.v. XIV.3), databili al secondo quarto del Trecento. A quest'ultimo manoscritto, il più sontuoso dell'intera tradizione dell'opera, è dedicata un'analisi specifica, da cui verrà avanzata una nuova ipotesi circa la sua localizzazione. Il confronto paleografico, codicologico e linguistico con uno dei più antichi relatori della Commedia dantesca (Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 1005), sottoscritto da maestro Galvano di Bologna, ha infatti permesso all'autrice di attribuire allo stesso Galvano anche il codice pietroburghese, la cui origine era stata fino a oggi ritenuta incerta.
Silvia De Santis è professoressa abilitata di seconda fascia in Filologie e Letterature medio-latina e romanze. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filologia e Letterature romanze presso l'Università di Roma “La Sapienza” e il diploma in paleografia e archivistica alla Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica. I suoi principali campi di ricerca riguardano la filologia e la linguistica occitaniche, antico-francesi e antico-italiane, nonché il teatro e la musica medievali e la ricezione di Dante nell'Inghilterra setteottocentesca. Ha pubblicato l'edizione critica, con la trascrizione delle melodie, del Mistero provenzale di sant'Agnese (Roma, Viella, 2016) e una monografia sulle illustrazioni dantesche di William Blake (Blake & Dante. A Study of William Blake's illustrations of the Divine Comedy including his critical notes, Roma, Gangemi Editore, 2017).

domenica 13 ottobre 2019

L’«orribile flagello»

L’«orribile flagello»
I terremoti in Romagna nel Medioevo e in Età moderna
di Eraldo Baldini
pp. 240, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Il Ponte Vecchio Edizioni, 2019
ISBN: 9788865418604
 
Scrive nella Prefazione a questa opera il dott. Romano Camassi, dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Bologna:
«Il terremoto per la Romagna non è un’evenienza inattesa, e fortunatamente i romagnoli l’hanno ben presente. Proprio di recente le ricorrenze centenarie dei terremoti riminesi del 1916 e del terremoto di Santa Sofia del 1918 sono state un’occasione per rinnovare la memoria di un carattere di questi territori che si tende a dimenticare. Questo della perdita di memoria non è un dato sorprendente: gli psicologi spiegano che bastano un paio di generazioni per perdere memoria di eventi traumatici che hanno interessato una comunità, e questo processo è forse oggi accelerato  da quell’enorme e indistinto cumulo di informazioni che ci arriva attraverso media e social, e che il nostro cervello non è più in grado di selezionare ed elaborare.
Proprio per questo è straordinariamente importante l’approccio proposto da questo libro: un libro in cui la storia non è quella nuda, dei fatti, degli eventi naturali, dei luoghi colpiti. Ma è quella raccontata: dai cronisti medievali e d’età moderna, dai diaristi e dagli storici locali, fino a quanti (un nome su tutti, Filippo Guarini) si sono cimentati proprio nell’impresa di documentare la storia sismica locale. È nella forma del racconto, affascinate, intrigante, che il libro prende forma. Esplorando, prima di tutto, il contesto antropologico e culturale dal quale emergono le tracce di eventi passati, tracce che assumono forme variegate nelle leggende e nei misteri che avvolgono un fenomeno fisico che si cerca di interpretare in modi sempre nuovi».
Frutto di un paziente e approfondito lavoro ultradecennale di ricerca e di documentazione, insomma, questo volume è godibile e accessibile a ogni lettore, e allo stesso tempo repertorio esaustivo, preciso e scientificamente ineccepibile.
Eraldo Baldini è saggista e ricercatore nel campo dell’antropologia culturale e dell’etnografia, oltre che narratore affermato in Italia e all’estero. In campo letterario ha pubblicato diversi romanzi e racconti per i principali editori italiani (Einaudi, Mondadori, Frassinelli, Sperling & Kupfer, ecc.). Come saggista ha dedicato numerosi e importanti studi al folklore e alla cultura popolare romagnola e italiana.  Per i tipi del «Ponte Vecchio» ha pubblicato Tenebrosa Romagna. Mentalità, misteri e immaginario collettivo nei secoli della paura e della «maraviglia» (2014), I riti della tavola in Romagna. Il cibo e il convivio: simbolismi, tradizioni, superstizioni (2014), I misteri di Ravenna (2015), I riti del nascere in Romagna. Gravidanza, parto e battesimo in una cultura popolare (2016), Sotto il segno delle cornaSan Martino, la «festa dei becchi» e lo «charivari» in Romagna; Fantasmi e luoghi «stregati» di Romagna, tra mito, leggenda e cronaca (2017). Insieme con Giuseppe Bellosi, è inoltre autore di Halloween. Origine, significato e tradizione di una festa antica anche in Italia (2015), Calendario e tradizioni in Romagna (2016), Misteri e curiosità della Bassa Romagna (2017). Mentre con Susanna Venturi, sempre nel 2017, ha pubblicato  Prima del «liscio». Il ballo e i balli nella vecchia tradizione di Romagna.

sabato 12 ottobre 2019

I delitti dei nove cieli

I delitti dei nove cieli
di Giulio Leoni
pp. 378, € 18,00
Nord Edizioni, 2019
ISBN: 8842932280
 
1308. È un momento particolarmente difficile per Dante Alighieri. Frustrato per il mancato riconoscimento delle sue qualità intellettuali, e isolato dai suoi stessi alleati politici, il poeta si dirige verso Parigi, dove conta di conseguire il baccellierato alla Facoltà delle Arti, nella speranza che gli apra la strada verso una cattedra universitaria. Ma la città che trova è lacerata non meno della sua Firenze, sconvolta dalle tensioni legate al processo ai Templari che si è appena aperto. Scopre che pure la Sorbona è percorsa da un'aspra e sotterranea contesa senza esclusione di colpi, tra sostenitori del sistema geocentrico, ortodossi seguaci di Aristotele e Tolomeo, e gli ambigui 'novatores', che si rifanno invece all'eliocentrismo di Ipparco. Una disputa solo in superficie dottrinale, perché far parte dell'uno o dell'altro campo comporta conseguenze di ordine non solo filosofico e teologico, ma anche politico. E quando uno stimato astrologo di origine italiana viene rinvenuto cadavere proprio in un'aula dell'università, a Dante appare subito chiaro che quello potrebbe essere solo il primo omicidio di una tragica serie. Incaricato dalla corporazione degli studenti italiani di far luce sul delitto, il poeta si muoverà verso il centro del labirinto di indizi, dove si cela sia il colpevole sia il movente. Perché dietro i celesti calcoli astronomici si nasconde un calcolo molto più terreno e sanguinoso. E alle spalle delle fazioni che si danno battaglia, si muove un'entità occulta che forse punta a rovesciare la stessa corona di Francia...
Giulio Leoni, romano, è uno degli scrittori italiani di gialli storici e di narrativa del mistero più conosciuti all’estero, grazie anche alla fortunata serie di romanzi dedicati alle avventure investigative di Dante Alighieri. Studioso delle avanguardie artistiche, è un appassionato di storia dell’illusionismo e della pop-culture degli anni ‘50 e ‘60, di cui ricerca e colleziona testimonianze e memorabilia. Elementi che trasporta spesso nei suoi romanzi, dove anche le trame più imprevedibili e sorprendenti si sviluppano su uno sfondo storico ricostruito con grande precisione.

venerdì 11 ottobre 2019

La splendida

La splendida
Venezia 1499-1509
di Alessandro Marzo Magno
pp. 280, € 20,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858135488
 
Lo straordinario decennio in cui Venezia sostituisce l’oro al ferro: entra nel 1500 da grande potenza, tutta Europa coalizzata la sconfigge militarmente, ma trionfa come maestra delle arti e della bellezza. Nasce un mito.
Venezia è nel 1499 una grande potenza europea. Solo dieci anni dopo – sconfitta militarmente dalla lega di Cambrai – è una sopravvissuta. Inizia una fase di splendore che durerà ben tre secoli. La Serenissima repubblica sostituirà allora la forza con l’ostentazione, la potenza con la ricchezza, il ferro con l’oro. Sarà il suo modo per recuperare il formidabile colpo inferto da tutti i grandi stati d’Europa coalizzati contro di lei e il conseguente rischio di scomparire per sempre dalla carta geografica. Venezia non sarà più potente, ma splendente, e riuscirà a mantenere un ruolo centrale utilizzando l’arte, l’architettura, le celebrazioni delle ricorrenze civili e religiose. Non potrà più intimorire con il clangore delle armi, ma riuscirà a meravigliare con il tintinnare delle monete. La Venezia del Cinquecento è quella del mito arrivato fino a noi: la città dei palazzi di Sansovino, della celebrazione del governo perfetto, della rivoluzione del colore che influenzerà tutta la pittura successiva. Alessandro Marzo Magno ricostruisce lo stupefacente susseguirsi di eventi che hanno portato la Dominante – così veniva chiamata la città – a essere la fucina delle arti che ancora conosciamo e amiamo.
Alessandro Marzo Magno, veneziano per nascita e milanese per lavoro, si è laureato in Storia all’Università di Venezia Ca’ Foscari. Giornalista, è stato per quasi dieci anni responsabile degli esteri del settimanale “Diario”, diretto da Enrico Deaglio. Ha pubblicato libri di argomento storico, tra i quali L’alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo (Garzanti 2012, più volte ristampato e tradotto in inglese, spagnolo, giapponese, coreano e cinese), Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler (Garzanti 2017) e Il ricettario di casa Svevo (a cura di, La nave di Teseo 2018).

giovedì 10 ottobre 2019

Il Moro

Il Moro
Gli Sforza nella Milano di Leonardo
di Carlo Maria Lomartire
pp. 264, € 20,00
Mondadori, 2019
ISBN: 9788804712893

Agli occhi del lettore contemporaneo la storia del Ducato di Milano che fa seguito alla morte di Francesco Sforza risulta piena di avventure, lotte di potere, intrighi e misteri, e proprio per questo straordinariamente avvincente. Ce lo ricorda Carlo Maria Lomartire in questo secondo volume della sua trilogia dedicata a una delle più potenti dinastie del Rinascimento italiano. Se infatti è noto e acclarato che Galeazzo Maria, primogenito e successore di Francesco, rimase vittima di una congiura tanto da essere assassinato sul sagrato della basilica milanese di Santo Stefano, il macabro sospetto che suo figlio Gian Galeazzo Maria, legittimo erede, fosse morto avvelenato continuò a circolare per lungo tempo, dentro e fuori la corte milanese. Gettando un’ombra sul personaggio più spregiudicato e cinico della famiglia, Ludovico Sforza, detto «Il Moro» per la carnagione olivastra, la capigliatura corvina, gli occhi neri e fiammeggianti.
Uomo di intelligenza sfolgorante, dotato di una sottile sensibilità politica e animato da un’ambizione insaziabile, Ludovico riuscì a fare di Milano oltre che una delle città più ricche, vivaci e ammirate d’Europa, un’invidiata capitale della creatività e della cultura. Fu proprio negli anni della sua reggenza che Milano accolse – insieme al Bramante e a tanti altri artisti, poeti e letterati – il genio di Leonardo da Vinci. Qui il pittore toscano attese ad alcune delle sue opere più celebri: dalla Dama con l’ermellino (che altro non era che il ritratto della bella e sensuale Lucia Gallerani, amante del Moro), all’Ultima cena, dalle costruzioni di macchine militari alla realizzazione del sistema di irrigazione dei Navigli, fino al progetto, rimasto incompiuto, di un colossale monumento equestre in onore del capostipite Francesco Sforza (il famoso Cavallo di Leonardo).
Sullo sfondo, intrecciata a elementi narrativi che permettono al lettore di cogliere tutte le coloriture psicologiche dei protagonisti dell’epopea sforzesca, gli avvenimenti più importanti, rigorosamente documentati, che attraversano l’Italia del XV secolo: dalla congiura fiorentina dei Pazzi alla battaglia di Fornovo, dall’elezione di papa Giulio II alla discesa di Carlo VIII di Francia.
Grazie a una descrizione dei fatti puntuale e scrupolosa, ricca di dettagli e notizie, il libro di Lomartire ci guida alla comprensione di un’epoca irripetibile della nostra storia, dentro la quale si possono rintracciare, insieme ai pregi e ai difetti del carattere italiano, le radici delle fortune e delle virtù della Milano d’oggi.
Carlo Maria Lomartire, milanese, è giornalista e autore di biografie e saggi storico-politici. Per Mondadori ha scritto: Mattei, Insurrezione, Il bandito Giuliano, Il qualunquista, Gli Sforza; con Gabriele Albertini Nella stanza del sindaco e con Paolo Brichetto Arnaboldi Memorie di un partigiano aristocratico.

mercoledì 9 ottobre 2019

L'Armenia perduta

L'Armenia perduta
Viaggio nella memoria di un popolo
di Aldo Ferrari
pp. 180, € 16,00
Salerno Editrice, 2019
ISBN: 978-88-6973-412-0

Questo libro è un viaggio storico, culturale e “politico” attraverso alcuni dei luoghi più rilevanti e suggestivi della millenaria cultura armena che sono però rimasti al di fuori dei confini dell’odierna, minuscola, repubblica d’Armenia.
Si tratta di monti, laghi, monasteri, fortezze e intere città, dove solo la memoria, talvolta supportata dalla precaria sopravvivenza di alcuni monumenti superstiti, parla di una presenza armena ancora in larga misura viva e palpitante poco più di un secolo fa, prima di essere violentemente annientata, nel giro di pochi anni, dal genocidio del 1915 all’espulsione degli armeni dalla Cilicia nel 1923.
Questi luoghi della memoria, che si trovano oggi in Turchia, Iran e Azerbaigian, sono presentati nel loro millenario percorso storico. Alcuni di questi luoghi hanno in realtà una valenza che supera la dimensione armena: si pensi in particolare all’Ararat, simbolo dell’Armenia, ma anche della rinascita universale della vita. I capitoli che compongono questo percorso di Aldo Ferrari sono incentrati sul contrasto stridente tra un passato di multiforme creazione culturale ed un presente fatto di assenza, silenzio e negazione.
Aldo Ferrari insegna Lingua e Letteratura Armena, Storia della Cultura Russa e Storia del Caucaso e dell’Asia Centrale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Armenia. Una cristianità di frontiera, (Il Cerchio 2016).

martedì 8 ottobre 2019

Storia dell'Adriatico

Storia dell'Adriatico
Un mare e la sua civiltà
di Egidio Ivetic
pp. 456, € 22,00
Il Mulino, 2019
ISBN: 978-88-15-28557-7

Un mare chiuso, un mare di passaggio, una frontiera tra Oriente e Occidente; un mare che ad un tempo unisce e divide; nell’Adriatico si sono intrecciate e sovrapposte molteplici vicende di natura politica, culturale, religiosa, nazionale. Anche i mari hanno una storia, come ci ha insegnato Braudel con il suo grande Mediterraneo. Questo libro ci racconta la storia dell’Adriatico dall’antichità a oggi: storia dei popoli che vi si sono affacciati, che da sponda a sponda hanno commerciato e navigato, hanno imposto il loro dominio, come Bisanzio e poi Venezia e gli Ottomani; e volta a volta hanno convissuto o si sono scontrati, come l’Impero asburgico e l’Italia, il mondo occidentale e il mondo comunista, i paesi generati dalla ex Jugoslavia. Una storia millenaria di rotte e traffici, guerre e convivenze, che compone il ritratto di una civiltà che si è fatta sul mare, grazie al mare.
Egidio Ivetic insegna Storia moderna e Storia del Mediterraneo nell’Università di Padova. Tra i suoi libri: «Jugoslavia sognata. Lo jugoslavismo delle origini» (Angeli, 2012), «Un confine nel Mediterraneo. L’Adriatico orientale tra Italia e Slavia» (Viella, 2014), «I Balcani dopo i Balcani» (Salerno, 2015) e, per il Mulino, «Le guerre balcaniche» (nuova ed. 2016).

lunedì 7 ottobre 2019

Le sette dinastie

Le sette dinastie
La lotta per il potere nel grande romanzo dell'Italia rinascimentale
di Matteo Strukul
pp. 544, € 9,90
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822733832

Sette famiglie, sette sovrani, sei città: questa è l’Italia del XV secolo, dilaniata da guerre, intrighi e tradimenti, governata da signori talvolta lungimiranti, ma molto spesso assetati di potere e dall’indole sanguinaria. A Milano, Filippo Maria, l’ultimo dei Visconti, in assenza di figli maschi cerca di garantire la propria discendenza dando in sposa la giovanissima figlia a Francesco Sforza, promettente uomo d’arme. Intanto trama contro il nemico giurato, Venezia, tentando di corromperne il capitano generale, il conte di Carmagnola. Ma i Condulmer non temono gli attacchi: smascherano il complotto e riescono a imporre sul soglio di Pietro proprio un veneziano, che diverrà papa con il nome di Eugenio IV. Tuttavia il duca milanese troverà alleati anche a Roma: sono i rappresentanti della famiglia Colonna, ostili al papa che viene da Venezia e decisi a cacciarlo dalla città. Solo l’aiuto dei Medici riesce a scongiurare la morte del pontefice, costretto però a un esilio forzato a Firenze. E mentre nel sud dell’Italia si fa sempre più cruenta la guerra tra angioini e aragonesi, il destino della penisola italica è sempre più avvolto nell’incertezza…
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. È laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo. Le sue opere sono in corso di pubblicazione in sedici lingue, pubblicate in trenta Paesi e opzionate per il cinema. Il primo romanzo della saga sui Medici, Una dinastia al potere, ha vinto il Premio Bancarella 2017. La serie (che comprende anche Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia) è in corso di pubblicazione in 12 lingue e in più di 25 Paesi. La Newton Compton ha pubblicato anche Inquisizione Michelangelo. Il suo sito internet è matteostrukul.com.

domenica 6 ottobre 2019

Letteratura e arti visive nel Rinascimento

Letteratura e arti visive nel Rinascimento
a cura di Gianluca Genovese, Andrea Torre
pp. 344, € 30,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843096022

Il libro affronta i principali snodi storico-concettuali della civiltà del Rinascimento da un punto di vista privilegiato: le numerose e varie occasioni d’incontro tra parole e immagini. L’intreccio fra componente visiva e codice linguistico caratterizza infatti molte delle forme più innovative e sorprendenti della produzione culturale cinquecentesca (dalle scritture ecfrastiche ai repertori iconologici, dall’autobiografia degli artisti al libro illustrato), ponendosi al centro della riflessione teorica e della pratica di artisti e scrittori (o artisti-scrittori) quali Alberti, Leonardo, Aretino, Cellini, Vasari, Michelangelo, Ariosto e Tasso. Dall’interazione, in una prospettiva transdisciplinare, degli strumenti e dei metodi della storia della cultura letteraria e artistica, della filologia, dei visual studies, emerge il quadro ricco e variegato di un’esperienza chiave della stagione umanistico-rinascimentale, che considerava l’immagine non un oggetto inerte della contemplazione disinteressata ma, in simbiosi con la parola, un corpo vivente capace di incantare e di ferire, di creare conoscenza e di muovere all’azione.
Gianluca Genovese insegna Letteratura del Rinascimento all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Andtrea Torre insegna Letteratura del Rinascimento alla Scuola Normale Superiore di Pisa.

sabato 5 ottobre 2019

Il Castello di Rivarola

Il Castello di Rivarola
di Fabrizio Benente
pp. 148, € 18,00
Oltre Edizioni, 2019
ISBN: 9788899932589

Le indagini condotte a Rivarola si inseriscono nel quadro di un più ampio progetto di studio sull’incastellamento ed il popolamento medievale della Liguria Orientale e sono nate - nel 1996 - da una doppia esigenza. Si intendeva, infatti, avviare un’indagine archeologica “campione” nell’ambito di un insediamento fortificato genovese e, in particolare, del castello che, alla luce delle fonti scritte, risultava essere stato il più importante nel quadro della politica di espansione genovese nell’area del Tigullio nella prima metà del XII secolo. Si voleva, inoltre, verificare la possibilità di un incastellamento signorile anteriore al 1132, data della conquista genovese del colle di Rivarola. Entrambi gli elementi erano ipotizzabili sulla base dell’analisi delle fonti scritte, ma anche considerando la posizione strategica del castello, ubicato in corrispondenza del punto di congiunzione di tre sistemi di valli (Val Fontanabuona, Val Graveglia e Valle Sturla), al centro di un’area di forte sviluppo di poteri locali tra XI e XII secolo. Le ricerche sono riprese nel 2018, nel quadro delle attività della Cattedra di Archeologia medievale dell’Università di Genova. Il volume ripropone e, soprattutto, aggiorna alcuni testi già editi e presenta i dati emersi dalle nuove campagne di scavo, di rilievo e di studio.
Fabrizio Benente si è laureato in Lettere presso l’Università di Genova, ha compiuto gli studi di Specializzazione in Archeologia Tardo Antica e Medievale presso l’Università di Pisa e ha conseguito il Dottorato in Archeologia e Antichità post Classiche presso l’Università di Roma “La Sapienza”.
Ha svolto attività di ricerca presso le Università di Siena e Genova e presso l’Albright Institute of Archaeology (IS). Negli anni 2010 e nel 2012 gli è stata assegnata la Getty Research Fellowship for the Mediterranean Basin and the Middle East da parte del Council of American Overseas Research Centers, per svolgere attività di studio e ricerca in Israele (2010) e in Turchia(2012).
È autore di 8 volumi e curatele e oltre 150 articoli, saggi e recensioni su riviste italiane e straniere. Ha diretto scavi archeologici in Italia e in Israele. Ha partecipato a missioni archeologiche in Corsica, Grecia, Tunisia, Libano, Mongolia Interna (Cina), Crimea (Ucraina), Israele e Palestina.
Dal 2013 al 2018 è stato direttore scientifico del museo di Sestri Levate (MuSel) e del Polo Archeominerario di Castiglione Chiavarese (MuCast). Nel 2014 è direttore delle missioni archeologiche italiane finanziate dal Ministero per gli Affari Esteri (MAE) a Sebastia (Territori dell’Autonomia Palestinese), Tiberiade e Akko (Israele). Dal 2016 collabora a nuovi progetti di studio con l’Israel Antiquities Authority
Dal 2016 è docente di “Archeologia” per  il Corso di Laurea in Scienze del Turismo (Polo Universitario Imperia).

venerdì 4 ottobre 2019

Francesco e il Sultano

Francesco e il Sultano
di Ernesto Ferrero
pp. 208, € 18,50
Einaudi, 2019
ISBN: 9788806242879

Francesco d’Assisi ha trentasette anni quando si imbarca ad Ancona per la Terra Santa. Insieme al fidato frate Illuminato lascia temporaneamente un Ordine già turbato dai primi contrasti e ancora privo di una Regola approvata dal papa. Malgrado le malattie che lo affliggono, è deciso ad affrontare ogni difficoltà pur di incontrare il Sultano d’Egitto, che a Damietta deve sostenere l’assedio di un poderoso esercito crociato. Vuole convertirlo? Intende offrire un esempio di proselitismo ai suoi frati? O cerca il martirio? L’uomo che vuole riportare il Cristianesimo alla spiritualità delle origini e ama definirsi «unus novellus pazzus», torna dopo un anno profondamente mutato. Ha vissuto gli orrori della guerra, ma anche il fascino di una spiritualità che ha molti punti di contatto con la sua e lo aiuta a trovare le parole del Cantico delle creature. In una comunità cresciuta troppo in fretta, deve affrontare conflitti, delusioni, infermità sempre piú crudeli. Ma perché quarant’anni dopo Bonaventura da Bagnoregio, incaricato di scrivere la sua unica biografia autorizzata, racconta una verità diversa, in cui Francesco avrebbe sfidato il Sultano alla prova del fuoco? Un «falso d’autore» accuratamente architettato che verrà autenticato dagli affreschi della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto, e finirà per occultare un modello di dialogo tra l’Europa cristiana e l’Oriente mussulmano. Ernesto Ferrero ricostruisce una vicenda tumultuosa inserendola nel quadro di un’epoca in cui si muovono papi e imperatori, vescovi e cardinali, frati e soldati, mercanti e pellegrini, cronisti e pittori, tutti agitati da ambizioni, visioni, sogni piú grandi di loro. Ognuno è portatore della diversa immagine del santo che nella radicalità delle sue sfide continua a sottrarsi a ogni definizione. Con il passo di un romanzo d’avventura e la precisione di una biografia, Francesco e il Sultano trasforma il tessuto di racconti favolosi che chiamiamo Storia in una vicenda che continua a riguardarci da vicino.
Ernesto Ferrero, torinese, ha lavorato a lungo in editoria e ha diretto il Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016. Tra i suoi libri, i romanzi N. (Premio Strega 2000), L'anno dell'Indiano (2001), Disegnare il vento (Premio Selezione Campiello 2011), Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna (2014), tutti presso Einaudi, insieme a Barbablú. Gilles de Rais e il tramonto del Medioevo (2004) e al saggio Primo Levi. La vita, le opere (2007). Sempre per Einaudi, ha pubblicato nel 2018 Amarcord bianconero e nel 2019 Francesco e il Sultano. Presso Mondadori le Lezioni napoleoniche (2002) e presso Feltrinelli il libro di memorie einaudiane I migliori anni della nostra vita (2005). Traduttore di Flaubert, Céline e Perec, è presidente del Centro studi Primo Levi di Torino.

giovedì 3 ottobre 2019

Architrenius

Architrenius
di Giovanni d'Altavilla
a cura di Lorenzo Carlucci, Laura Marino
pp. 408, € 36,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843094226

Capolavoro del XII secolo a lungo misconosciuto, di cui qui si offre la  prima traduzione italiana, il poema Architrenius (1184 ca.) di Giovanni di Altavilla narra il viaggio di un uomo alla ricerca della Natura quale responsabile dei mali umani. Il protagonista visita luoghi emblematici del vizio – la dimora di Venere, la taverna, l’università, la corte, il chiostro – e giunge infine all’isola di Tylos, dove le orazioni di antichi filosofi precedono l’aspro dialogo con la Natura matrigna. In un latino vivido e pluristilistico, quest’opera, vero prototipo della Commedia, integra le molteplici forme della letteratura coeva, dalla vena comico-realistica alle sottigliezze metafisiche, dal romanzo di formazione all’allegoria didascalica. Con sorprendente modernità, il protagonista discute le tesi del provvidenzialismo antropocentrico, assumendo accenti lucreziani e manichei, e prefigurando il Leopardi del Dialogo della Natura e di un Islandese.
Lorenzo Carlucci, diplomato in Lettere e Filosofia alla Scuola Normale  Superiore di Pisa e Ph.D. in Matematica e in Computer Science, è professore associato di Logica matematica alla Sapienza – Università di Roma; si occupa di poesia come critico e traduttore.
Laura Marino, laureata in Lettere all’Università degli Studi Roma Tre e insegnante di Lettere nei licei, è dottoranda in Studi storico-filologici all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

mercoledì 2 ottobre 2019

Streghe, sciamani, visionari

Streghe, sciamani, visionari
In margine a Storia notturna di Carlo Ginzburg
a cura di Cora Presezzi
pp. 464, € 39,00
Viella, 2019
ISBN: 9788833132129 

Esito di un lungo e tortuoso percorso di ricerca, Storia notturna è il capolavoro che Carlo Ginzburg ha consacrato al tentativo di spiegare la genesi storica dello stereotipo del sabba stregonesco nella forma in cui questo si cristallizzò, tra la fine del XIV e l’inizio del XVI secolo, durante i processi inquisitoriali contro uomini e donne accusati di stregoneria. Ciò che rende questa opera straordinaria è il fatto che lo studio del sabba venga affrontato con strumenti di tipo storiografico e, al contempo, con strumenti morfologici, a partire dallo studio di miti e riti provenienti da un vastissimo numero di culture sparse nello spazio e nel tempo.
Insieme a un saggio retrospettivo di Ginzburg, il volume raccoglie interventi di studiosi di varie discipline: ebraistica, storia del cristianesimo, storia delle religioni, filosofia. Gli studi qui raccolti testimoniano la persistente fecondità delle domande poste da Storia notturna, anche in campi meno segnati dal vasto dibattito internazionale che, da trent’anni, la riguarda.
Completa il volume la bibliografia integrale degli scritti di Carlo Ginzburg. Contributi di A. Annese, L. Arcari, F. Berno, S. Botta, L. Canetti, M. Casu, A. Catastini, R. Cavallaro, C. Ginzburg, G. Lettieri, D. Licusati, M. Mantovani, M. Mustè, C. Presezzi

martedì 1 ottobre 2019

Zombi, strane storie di santi

Zombi, strane storie di santi
di Arnaldo Casali
pp. 89, € 7,50
Graphe.it, 2019
ISBN: 9788893720847

Avevate mai considerato che la tradizione cristiana pullula di quelli che oggi, con un linguaggio cinematografico, chiameremmo «morti viventi»? Senza rischio di apparire blasfemi, possiamo dire che Gesù è il più celebre dei risorti dalla tomba e una lunga lista di santi e miracolati gli fa corona. Certo, sul piano religioso tutto ciò si lega al concetto della sconfitta della morte e del male, ma si incrocia anche con credenze popolari e bagagli culturali di provenienza differente.
La questione è davvero complessa in termini storico-antropologici, filosofici e narrativi: proprio su quest’ultimo aspetto insiste l’autore di questo appassionante e insolito saggio, andando a scovare nelle Scritture riferimenti ad apparizioni, corpi redivivi e incorrotti, descrizioni disturbanti (che Casali definisce, a ragione, «agiografia splatter»). Con una scrittura vivace e moderna, pone a confronto questi aneddoti devozionali con elementi della cultura non strettamente religiosa e non ci nega ipotesi sulle situazioni di vita concreta che possano aver suscitato alcune leggende poi assorbite nei testi sacri.

Arnaldo Casali, nato a Terni nel 1975, si è laureato in Storia medievale all'Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sull'umorismo in Francesco d'Assisi. Giornalista professionista, dirige la rivista «Adesso», lavora per l'Istituto di studi teologici e Storico sociali di Terni e collabora con il mensile BenEssere, il Festival del Medioevo di Gubbio e la Pontificia Accademia per la vita. È direttore artistico di Popoli e Religioni – Terni Film Festival e ha pubblicato, tra l'altro, su Medioevo, Antonianum e L'Osservatore Romano.
Ha scritto il radioracconto Il giorno di Natale, l'opera teatrale Il Giullare di Assisi e pubblicato il libro di interviste Tra cielo e terra. Cinema, artisti e religione (Pendragon, 2011), il romanzo Valentino. Il segreto del santo innamorato (Dalia 2014) e i saggi biografici Maria Eletta. Una monaca in cammino da Terni nel cuore dell'Europa (OCD, 2018) e Sulle tracce di Valentino. Storia, leggende e percorsi del santo di Terni (Bct, 2019).