domenica 30 aprile 2017

Arpaïs. La memoria delle anime imperfette

Arpaïs. La memoria delle anime imperfette
di Sabrina Ceni
pp. 128, € 12,00
Delos Store, 2016
 
Roma, 25 marzo 1199. Papa Innocenzo III emette la bolla Vergentis in senium, con la quale equipara l’eresia al reato di lesa maestà. Si dà così inizio a una crociata nel Sud-Ovest della Gallia per estirpare il morbo dell’eresia catara. I feudatari del Nord e il re di Parigi rispondono all’appello del pontefice ed espropriano le ricche terre occitane del Sud, annettendole al nascente Regno di Francia.
16 marzo 1244, quarantacinque anni dopo. Montségur, castrum pirenaico, ultimo baluardo della resistenza occitana. La vita al villaggio, le speranze di un popolo attraverso gli occhi di una bambina che cresce tra le rovine del proprio mondo. Con sé, porta un segreto da custodire a costo della vita. La memoria di un antico manoscritto sacro andato perduto. L’eredità degli antichi filosofi pre-romani sopravvissuta nel cristianesimo delle origini. Arpaïs è il riflesso imperfetto di una luce lontana che squarcia il buio per rivelare la verità celata da secoli di menzogne.
Sabrina Ceni nasce a Firenze nel 1971. Diplomata in lingue. Vive nella campagna fiorentina e frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, con indirizzo storia medievale. Appassionata di storia e di scrittura, ama leggere e ascoltare musica. Lavora come libera professionista nel settore della gioielleria e del design.
Nel 2013 inizia a collaborare con la galleria Merlino Bottega d’Arte, a Firenze. Nel 2014 scrive la sua prima recensione per la mostra dell’artista Gianfranco Bianchi, pubblicata nel catalogo Le galassie. Nel settembre dello stesso anno partecipa a un workshop di scrittura organizzato da Delos Digital, presso l’Accademia delle muse di Ravenna, presieduto da Franco Forte.
Nel 2016 scrive una tesi dal titolo La crociata albigese, divulgata nel settembre dello stesso anno dall’Accademia Templare – Templar Academy di Roma.
Al momento, lavora alla stesura del seguito di Arpaïs. La memoria delle anime imperfette.

sabato 29 aprile 2017

L'oreficeria policroma nel V secolo d.C.: unni e gepidi nel bacino carpatico - danubiano

L'oreficeria policroma nel V secolo d.C.: unni e gepidi nel bacino carpatico - danubiano
di Marco Corrias
pp. 136, € 22,00
Il Cerchio, 2017

Nel V secolo, con l’impero romano ormai prossimo al collasso, il cuore pulsante dell’Età “delle Migrazioni” fu il Bacino danubiano - carpatico. Qui l’incontro tra i clan germanici dei Gepidi e i cavalieri Unni delle steppe produsse tesori in oro massiccio senza precedenti, incrostati di granati e inserti vitrei, tanto apprezzati all’estero quanto ignoti in Italia.
Il presente lavoro ripercorre l’evoluzione di questa oreficeria, foriera nel campo delle arti suntuarie di progressi tali da inaugurare lo sviluppo di un gusto presto diffusosi per gran parte del Medioevo: non solo in Italia, ma anche nel resto del continente europeo.
Marco Corrias, specialista storico dell’Arte, è nato a Milano nel 1980. Laureatosi in Scienze dei Beni Culturali a Pavia e in Storia dell'Arte a Genova con una tesi sull’architettura romanica nell'area del Verbano e dell'alto Ticino, si è successivamente specializzato in Beni Storico-Artistici presso l’Università Cattolica di Milano, con una tesi relativa allo sviluppo dell’oreficeria barbarica nel Bacino carpatico-danubiano fra Tardoantico e alto Medioevo. Guida turistica abilitata, gestisce il blog culturale “Wunderkammer - Lo spazio delle Arti”, l’omonima community su facebook, il gruppo “Medioevo Monumentale”, il blog di visite “Basiliscotours” e collabora saltuariamente con la rivista Medioevo Misterioso. Lo potete trovare su Facebook sotto lo pseudonimo “Marc Pevèn”.

giovedì 27 aprile 2017

Opera completa di Nicolò del Preposto

Opera completa
Edizione critica commentata dei testi intonati e delle musiche
di Nicolò del Preposto
a cura di Antonio Calvia
pp. XCVI-356, € 96,00
Sismel, 2017
ISBN: 978-88-8450-740-2

L’opera di Nicolò del Preposto rappresenta uno dei più significativi esempi dello straordinario connubio tra poesia e musica che permeò il Trecento italiano. All’interno del corpus figurano i tre generi cardine del repertorio profano – ballata, madrigale e caccia – intonati in polifonia a due e a tre voci, secondo molteplici varietà di tecniche e soluzioni formali. La tradizione manoscritta musicale è costituita da alcune delle principali sillogi antologiche compilate in Italia tra la fine del Trecento e i primi decenni del secolo successivo. Il rilievo conferito a Nicolò all’interno del Codice «Squarcialupi» della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, alla stregua di quello di Bartolino da Padova, è oltrepassato solo dall’indiscusso primato della figura di Francesco Landini. Un documento d’archivio permette di collocare l’attività di Nicolò del Preposto a Firenze negli anni Sessanta, epoca in cui riveste un ruolo chiave nell’interazione tra compositori e rimatori coevi. I testi da lui intonati, d’autore o adespoti, sono caratterizzati da fitte trame di rimandi, più o meno consapevoli, alla tradizione lirica italiana, Dante in primis, e al resto del repertorio musicale arsnovistico. Ebbe probabilmente contatti diretti con importanti poeti fiorentini come Franco Sacchetti e Niccolò Soldanieri, di cui mise in musica varie rime. Intonò inoltre un componimento di Boccaccio e un prezioso madrigale trilingue, forse di Petrarca, cui è associata una virtuosistica veste canonica. L’edizione critica delle rime intonate e, separatamente, delle musiche, destinata agli studiosi e agli esecutori, è completata da un approfondito commento ed è preceduta da un’ampia introduzione che contiene l’esame della tradizione manoscritta musicale e letteraria, l’analisi della notazione, nonché un inquadramento delle composizioni all’interno del sistema trecentesco dei generi poetico-musicali.

martedì 25 aprile 2017

Re Artù

Re Artù
La vera storia
di Graham Phillips
pp. 312, € 20,00
Mondadori, 2017
ISBN: 9788804680581
 
Figura tra le più enigmatiche nella storia del Medioevo, re Artù è protagonista di innumerevoli racconti fantastici, costellati di potenti maghi, cavalieri indomiti, dame misteriose, fenomeni soprannaturali e luoghi incantati. Ma, al di là della leggenda resa popolare nel XII secolo dal chierico gallese Goffredo di Monmouth, esistono prove sufficienti per affermare che Artù sia stato un uomo in carne e ossa, un personaggio storico realmente vissuto?
Graham Phillips, che a questa ricerca ha dedicato venticinque anni di studi, ne è assolutamente sicuro. Prendendo le mosse da antichi manoscritti conservati nella British Library di Londra, Phillips illustra il lungo e tortuoso cammino che lo ha portato a reperire fonti sempre più numerose e precise sull'esistenza di un capo riconosciuto che, nella Britannia ormai non più provincia romana e travagliata da lotte intestine, seppe costruire un regno abbastanza potente da garantire una pace duratura. Un capo che, con il procedere delle ricerche, sembra poter incarnare perfino nei dettagli il mito di Artù. Anche Camelot, l'epica fortezza da lui scelta come capitale, sarebbe un luogo fisico ben identificabile, dove l'autore si è recato di persona verificando sul campo le straordinarie coincidenze fra storia e leggenda. E altrettanto reale sarebbe Excalibur, la spada che Artù avrebbe estratto dalla roccia e che ora sarebbe celata nelle profondità di un lago un tempo considerato sacro, mentre Merlino potrebbe benissimo essere il coraggioso guerriero di origine italiana Myrddin. Ma il culmine dell'appassionante indagine di Phillips è rappresentato dalla scoperta nelle brumose campagne dello Shropshire, nell'Inghilterra centrale, della mitica Avalon, un'antica isola-santuario sufficientemente appartata, silenziosa e inquietante per poter ospitare in gran segreto da millecinquecento anni le spoglie mortali del leggendario re dei britanni.
Graham Phillips, giornalista radiofonico e televisivo per la BBC, nel 1980 ha deciso di dedicarsi all'indagine di misteri storici irrisolti. Da allora ha scritto dodici libri, tradotti e pubblicati in tutto il mondo.

lunedì 24 aprile 2017

Iconografia di Santa Chiara in Italia tra medioevo e rinascimento

Iconografia di Santa Chiara in Italia tra medioevo e rinascimento
di Nirit Ben-Aryeh Debby
pp. 240, € 29,00
Edizioni Biblioteca Francescana, 2017
ISBN: 978-88-7962-273-8
 
L’intenzione che ha guidato la studiosa israeliana in questo studio è stata quella di presentare la tradizione iconografica di santa Chiara, partendo dalle più famose immagini medievali per giungere sino alla prima età moderna.
Mentre a proposito di san Francesco e l’arte esiste una quantità enorme di studi, poca attenzione è stata riservata all’immagine di santa Chiara: le opere che la rappresentano sono state discusse solo in modo occasionale.
Il libro vuole mostrare come le rappresentazioni di santa Chiara nell’arte medievale costituiscano lo sfondo che rende possibile la comprensione delle novità e della continuità con la tradizione presenti nella prima età moderna.

domenica 23 aprile 2017

I valdesi nel Mezzogiorno d'Italia

I valdesi nel Mezzogiorno d'Italia
Una breve storia tra Medioevo e prima età moderna
di Alfonso Tortora
pp. 120, € 13,00
Carocci, 2017
ISBN:  9788843085064
 
Il volume ha un duplice obiettivo: tratta alcuni temi marginali relativi alla storia della diffusione dell'eresia nel Mezzogiorno d'Italia, gettando un rinnovato sguardo, fonti alla mano, sui modi con cui l'eresia valdese venne geograficamente a distribuirsi su questo territorio tra la fine del Duecento e il primo Cinquecento; definisce alcuni dei caratteri dell'identità valdese tra secondo Medioevo e prima età moderna. Nel suo insieme si tratta di un argomento di evidente interesse storico e storiografico nazionale, in cui, accanto ad aspetti religiosi, si intrecciano problemi culturali della più generale storia europea.
Alfonso Tortora insegna Storia moderna e Storia della cultura in età moderna presso l’Università degli Studi di Salerno

sabato 22 aprile 2017

Il mare dei califfi

Il mare dei califfi
Storia del Mediterraneo musulmano (secoli VII-XII)
di Christophe Picard
pp. 338, € 36,00
Carocci, 2017
ISBN: 9788843081851

Fernand Braudel ha riconosciuto in quella islamica una delle grandi civiltà mediterranee, ma le ha attribuito un ruolo decisamente di secondo piano per ciò che concerne lo sviluppo marittimo ed economico medievale. Tutte le successive storie del Mediterraneo hanno quindi assegnato un posto subalterno ai marinai dell’Islam, generalmente considerati alla stregua di pirati. Il libro di Christophe Picard propone invece una visione radicalmente diversa. La prolifica produzione cronachistica degli Arabi e la documentazione archeologica portata alla luce negli ultimi anni, infatti, hanno permesso di rivalutare l’importanza dei musulmani nella storia medievale del Mediterraneo. Scopriamo così che califfi e giurisperiti non ignoravano lo spazio mediterraneo e che marinai, guerrieri e mercanti non cessarono di solcarlo, mentre veniva contemporaneamente descritto da geografi, cartografi ed enciclopedisti. Esso fu oggetto di un continuo interesse anche e soprattutto come terreno d’elezione del jihad dei califfi.
Christophe Picard Insegna all’Università Paris-1  Panthéon-Sorbonne.

venerdì 21 aprile 2017

Il canto beneventano

Il canto beneventano
di Thomas Forrest Kelly
Edizione aggiornata
Versione italiana e revisione a cura di Alessandro De Lillo
XXXV + 540 pagg., € 65,00
Vox Antiqua – Quilisma Press, Lugano 2017
ISBN: 9788863363975
Appare finalmente in lingua italiana, dopo un’attesa di molti anni, The Beneventan Chant di Thomas Forrest Kelly: “ho sempre trovato singolare che uno studio dedicato a un importante patrimonio italiano fosse disponibile solo in lingua inglese”, secondo le parole dell’autore.
Il canto beneventano. Edizione aggiornata di Thomas Forrest Kelly si presenta al pubblico italiano in una veste rinnovata nei contenuti, negli esempi musicali (aggiornati sulla base delle recenti acquisizioni scientifiche e realizzati per questa edizione in notazione quadrata), nell'apparato critico e bibliografico, nel numero di manoscritti contenenti canto beneventano, arrivando a includere scoperte recentissime, ancora in fase di studio.
Il profilo dell'opera, edita nella collana “Monographiae” di VoxAntiqua, è stato tracciato per consentirne l’inserimento a pieno titolo nello straordinario trittico costituito dal volume XXI della Paléographie musicale (con le riproduzioni in facsimile di tutti i testimoni manoscritti beneventani), dal recente volume IX dei Monumenta Monodica Medii Aevi (“The Music of the Beneventan Rite”, di T. F. Kelly e M. Peattie, con le trascrizioni dell'intero repertorio beneventano) e, per l'appunto, da Il canto beneventano. Edizione aggiornata (versione italiana e revisione a cura di Alessandro De Lillo) che fornisce l'indispensabile supporto storico e teorico per chiunque voglia accostarsi alla conoscenza di questo affascinante repertorio.
Fino al 31 maggio 2017, è possibile sottoscrivere la prenotazione del volume al prezzo speciale di € 50,00 semplicemente inviando una richiesta a: musidora.libri@libero.it, specificando il numero di copie desiderate e i dati per la spedizione.
La spedizione in Italia sarà effettuata con posta raccomandata al costo di € 5,50
Al momento della pubblicazione saranno inviate le istruzioni per il pagamento.

giovedì 20 aprile 2017

Gonzagide

Gonzagide
Poema epico in quattro libri (Sec. XV)
di Giovanni Pietro Arrivabene
edizione critica con traduzione, introduzione e note a cura di Orazio Antonio Bologna
pp. 266, € 30,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867288250

Gonzagide è un poema epico in quattro libri scritto dall'umanista Giovanni Pietro Arrivabene per celebrare le gesta del marchese Ludovico III Gonzaga, compiute durante la guerra scoppiata nel 1453 tra Venezia e Mantova per il possesso di Goito. I Veneziani furono sconfitti e la cittadina, nella quale Ludovico III si spense nel 1478, divenne possesso definitivo di Mantova.
Come ben documenta l’ampio studio che fa da introduzione alla presente edizione, nell'opera si avverte ben distinta l’eco di alcuni grandi poeti dell’antichità classica, come Virgilio, Ovidio, Apollonio Rodio: ne scaturisce una pagina di attualità letteraria che può costituire un importante termine di riferimento e di confronto per chi si dedica a questi studi. L’edizione del poema dell'Arrivabene ‒ finora inedito e qui presentato per la prima volta in edizione critica, con traduzione italiana e un ampio commento ‒ arricchisce la storia della letteratura latina, che vede proprio nell'Umanesimo una ricchezza e un’efflorescenza troppo spesso obnubilata da pregiudizi.
Giovanni Pietro Arrivabene nacque a Mantova nel 1439 da famiglia modesta. Frequentò la scuola dell’umanista Francesco Filelfo per poi diventare, dal 1462 al 1482, protonotaro del cardinale Francesco Gonzaga. Concluso il servizio presso questi, fu chiamato alla curia pontificia in qualità di segretario papale. Nel 1491 fu consacrato vescovo e inviato a Urbino, dove morì nel 1504.
Oltre al poema epico Gonzagide, scritto durante gli anni passati al servizio del cardinale Gonzaga, dell’Arrivabene si conosce a oggi solo un lungo carme in esametri intitolato Ad Sanctum Dominum nostrum Pium Papam II, cui l’autore premise un’epistola in distici elegiaci mosso dalla speranza – destinata a rimanere inappagata – di entrare tra i familiares del pontefice.
Orazio Antonio Bologna, professore emerito di Composizione latina e Letteratura latina presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma. Vicedirettore scientifico della rivista Collectanea Philologica dell’Università Statale di Łódź, è autore del volume Manfredi di Svevia. Impero e Papato nella concezione di Dante (LAS, 2013) e ha curato l’edizione dell’opera di Giovanni Pietro Arrivabene Ad Sanctum Dominum nostrum Pium Papam II (IF press, 2014). 

mercoledì 19 aprile 2017

La battaglia di Montaperti

La battaglia di Montaperti
di Duccio Balestracci
pp. 256, € 20,00
Laterza, 2017
ISBN: 9788858127452

Due città rivali, Siena e Firenze. Due fazioni in lotta, guelfi e ghibellini. Due poteri che si scontrano, Impero e Chiesa. Tutti questi conflitti convergono il 4 settembre 1260 a Montaperti per dare vita a una battaglia che sembrò segnare una svolta nella storia d’Italia. Lo scontro fu durissimo. La sera sul campo rimasero così tanti cadaveri di uomini e cavalli che il sangue, come scrive Dante, «fece l’Arbia colorata in rosso». Verso Siena si incamminavano le migliaia di prigionieri che erano tutto ciò che restava dell’imponente esercito messo insieme da Firenze e dalle sue alleate, sconfitto dai ghibellini e dai cavalieri di Manfredi.
Per uno dei paradossi della storia, la vittoria dei senesi e degli svevi ebbe esiti opposti rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare all’indomani della battaglia. Il trionfo ghibellino, infatti, rafforzò la scelta anti-sveva dei papi. Una vittoria, quindi, che si trasformò rapidamente nell’inizio della crisi del ghibellinismo e della svolta che riportò i papi e i guelfi nuovamente al centro della vita politica italiana.
Duccio Balestracci insegna Storia medievale e Civiltà medievali all’Università di Siena. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento (Il Mulino 2015).

lunedì 17 aprile 2017

La biblioteca perduta. I libri di Leonardo

La biblioteca perduta
I libri di Leonardo
di Carlo Vecce
pp. 216, € 13,00
Salerno Editrice, 2017
ISBN: 978-88-6973-199-0

Una biblioteca racconta molte storie: anche quella di se stessa e di chi l’ha costituita nel tempo di una vita o di molte vite. Una biblioteca può essere come un autoritratto, un’autobiografia. In quella in cui stiamo per entrare, però, gli scaffali sono vuoti. I suoi libri sono scomparsi, la biblioteca è andata dispersa, perduta. Non ne sapremmo nulla, se il loro lettore non avesse registrato nei suoi quaderni il diario giornaliero di un ininterrotto dialogo con quei testi. E quel lettore era Leonardo da Vinci. A torto considerato «omo sanza lettere», Leonardo dedicò una parte importante della propria attività intellettuale alla parola scritta. In un appassionante percorso a ritroso, la ricostruzione della sua biblioteca ne rivela il forte radicamento nella cultura del suo tempo e la proiezione verso nuovi orizzonti di modernità.
Carlo Vecce, filologo e studioso del Rinascimento, insegna presso l’Università di Napoli «L’Orientale». Tra le sue ultime pubblicazioni, Piccola storia della letteratura italiana (Napoli 2009), Le battaglie di Leonardo (Firenze 2012), Leonardo: favole e facezie (Novara 2013), e l’edizione dell’Arcadia di Iacopo Sannazaro (Roma 2013); per la Salerno Editrice ha pubblicato Leonardo (seconda ed. rivista e aggiornata 2006).

domenica 16 aprile 2017

Cesare Borgia. Le campagne militari del cardinale che divenne principe

Cesare Borgia
Le campagne militari del cardinale che divenne principe
di Andrea Santagelo
pp. 128, € 12,00
Salerno Editrice, 2017
ISBN: 978-88-6973-139-6

Cesare, figlio di Rodrigo Borja y Borja (Borgia, futuro papa Alessandro VI), assunto il cappello cardinalizio nel 1493 all’età di 18 anni circa, smetterà l’abito talare per il desiderio di fama e gloria terrena e per la brama di un principato italiano, quello di Romagna, sottraendolo cosí alle mire annessionistiche di Spagna e Francia. Noto a tutti per i suoi eccessi, sarà la gloria militare a consegnarlo alla storia. Se la sua spregiudicatezza politica è famosa, meno conosciute sono le sue capacità di stratega e le innovazioni introdotte nelle campagne militari delle guerre d’Italia. L’epopea del Valentino come condottiero apre la strada al periodo della grande « rivoluzione militare » del Cinquecento che sancisce la nascita della guerra moderna.
Andrea Santagelo storico militare, collabora con la « Rivista di Studi Militari » e « Focus Wars ». Tra le sue ultime monografie si ricordano: Le armi del Diavolo, con Marco Scardigli (Torino 2015), e Eccentrici in guerra (ivi, 2017). Per la Salerno Editrice, nel 2012, ha dato alle stampe Operazione Compass. La Caporetto del deserto.

sabato 15 aprile 2017

La filosofia di san Bonaventura

La filosofia di san Bonaventura
di Étienne Gilson
a cura di Costante Marabelli
pp. 552, € 40,00
Jaca Book, 2017
ISBN: 978-88-16-41412-9

Questo libro, al suo apparire nel 1924, s’inquadrava in un progetto di ricerca, intenzionalmente perseguito dall’autore come lotta contro il pregiudizio «razionalistico» di un medioevo privo di originalità filosofica, ma anche contro un certo conformismo neo-scolastico tendente a far confluire sulle posizioni tomistiche la varietà delle posizioni degli altri esponenti della tradizione scolastica. Lo scopo di Gilson era mostrare l’esistenza di un pensiero medievale degno del nome di filosofia, cioè di sapere fondato nell’evidenza della ragione, ma anche correggere, in nome della storia ridata a se stessa, una certa ideologia del medioevo filosofico-teologico che s’inibiva di cogliere tutta la ricchezza e la complessità della storia stessa di questa convivenza di teologia e filosofia per incanalarsi troppo rapidamente in una sorta di reductio diversarum doctrinarum ad Thomam. Il primato di Tommaso, più che un «dogma» fondato su una venerabile tradizione di ammirazioni, doveva essere qualcosa da riscoprire nella circolarità tra il rigore storiografico e un impegno teoretico dialettico di confronto.
Étienne Gilson (1884-1978), filosofo cristiano francese e storico della filosofia medievale, è stato docente nelle Università di Lille, Strasburgo, alla Sorbona di Parigi e al Collège de France. Ha contribuito in modo decisivo alla valorizzazione del medioevo e della sua varietà di posizioni speculative. I volumi editi presso Jaca Book comprendono: Dante e la filosofia (ult. ed. 2016); La teologia mistica di san Bernardo (ult. ed. 1995); Giovanni Duns Scoto (2008), Il tomismo (ult. ed. 2015). Segnaliamo anche la bellissima biografia di L.K. Shook, Étienne Gilson (1991).

venerdì 14 aprile 2017

La mentalità medevale fra immaginario e simbolismo

La mentalità medevale fra immaginario e simbolismo
di Carmelina Urso
pp. 250, € 20,00
Adda Editore, 2016
ISBN: 9788867172481

I saggi raccolti in questo volume – affrontando temi che spaziano dalla vecchiaia alla calunnia, dal bacio ai capelli fino alla paura e al rifiuto della “diversità”, in particolar modo degli stranieri – avvicinano il lettore alla mentalità degli uomini e delle donne vissuti nei paesi dell’area mediterranea in età medievale, per evidenziare nella storia del “territorio” l’impronta della componente umana nella sua complessità non solo di azioni ma pure di convinzioni e convenzioni. Nel Medioevo, infatti, gli individui erano capaci di elaborare un immaginario straordinariamente ricco, di “leggere” nel reale l’impronta divina e di attribuire un significato simbolico a ogni cosa. Il simbolismo e l’immaginario confortavano l’interpretazione del mondo: l’uomo assegnava un valore simbolico ai gesti, ai colori, alle forme e dava così contenuti alle sue “idee”.
Non manca la straordinaria e inquietante attualità rivelata da certi comportamenti condivisi e persistenti restituiti alla dimensione storica dall’analisi dei quadri mentali collettivi d’età medievale nelle loro prospettive simboliche e immaginarie all’interno dell’ambito sociale, affettivo, religioso e politico.
Carmelina Urso è  attualmente titolare dell’insegnamento di Storia medievale all'Università di Catania per i corsi di laurea in “Scienze dell’educazione e della formazione” e in “Formazione di operatori turistici”. Nel corso di laurea specialistica in “Scienze pedagogiche” insegna Storia delle istituzioni educative nel Medioevo.

martedì 11 aprile 2017

Eleonora d'Aquitania

Eleonora d'Aquitania
La letteratura cortese e la nascita dell'Europa
di Domenico Dante
pp. 111, € 3,50
Independently published, 2017
ISBN: 978-1521036921

Nipote del primo trovatore Guglielmo IX, figlia di quel grande mecenate che fu per i trovatori Guglielmo X, sovrana lei stessa d’Aquitania e del Poitou e poi regina prima di Francia e poi d’Inghilterra, madre di due re d'Inghilterra, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senzaterra, Eleonora d'Aquitania continua a interrogare gli storici e tutti coloro che cercano di capire per quali vie privilegiate nel XII secolo si sia creata e diffusa una cultura, una letteratura e una poesia che hanno dato un’impronta incomparabile all’Europa e di cui la moderna società europea, con le sue contraddizioni ma anche con la sua straordinaria ricchezza intellettuale, culturale e morale, è figlia.

sabato 8 aprile 2017

Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio
di Pietro Seddio
pp. 284, € 17,90
Società Editrcie Montecovello, 2017
ISBN: 978-88-6733-938-9

Biografia vita e opere di un Grande della letteratura italiana, noto soprattutto per il suo capolavoro (Decameron) del quale tutti hanno sentito parlare ma difficilmente letto (tranne, magari, qualche singola novella). Nel cuore del Boccaccio vi erano solo scienza e filosofia. Non c'era posto per la religione, né per la teologia: a quei tempi, la filosofia bruciava la religione, e il Boccaccio scelse la prima. Nel suo cuore albergavano i poeti e i filosofi latini e greci. Pertanto, il suo mondo doveva essere pieno d'astrazioni e di formule, di pensieri e di filosofia, di retroscena difficili e di avanzate facili. Il tutto nascosto da una tecnica narrativa chiamata "periodo", unica nel suo genere.
Pietro Seddio da circa cinquant’anni è impegnato culturalmente attraverso una attività che lo ha visto regista teatrale e scrittore di romanzi, saggi, poesie, opere teatrali. Per quanto attiene la sua attività di Regista ha portato, ad Agrigento dove risiedeva e a Pavia, opere di Pirandello, Ionesco, Sartre, Goldoni, Shakespeare, Garcia Lorca, ecc. Ha anche collaborato con il Prof. Ruggero Jacobbi e il Prof. Andrea Camilleri partecipando come aiuto regista di quest’ultimo alla rappresentazione di opere pirandelliane.
Ha ricevuto molti riconoscimenti e premi a livello nazionale quali il premio Palcoscenico con Michele Placido e Gianfranco Iannuzzo, il Premio Sikelé, il Premio Telamone. Da alcuni giorni la Biblioteca Museo “L. Pirandello” di Agrigento gli ha conferito il Premio alla Carriera per la sua attività così caratterizzata dall’impegno culturale e sociale.

venerdì 7 aprile 2017

Drena: insediamenti e paesaggi dai Longobardi ai giorni nostri

Drena: insediamenti e paesaggi dai Longobardi ai giorni nostri
a cura di Gian Pietro Brogiolo, Julia Sarabia
pp. 254, € 42,00
All'Insegna del Giglio, 2016
ISBN: 9788899547042
In un momento storico, quale l’attuale, nel quale rapidamente scompaiono le competenze acquisite dall’uomo nella sua lunghissima storia, indagare e salvare il patrimonio del passato è possibile attraverso un duplice percorso di “archeologia partecipata” e “archeologia della complessità”. A Drena, la Summer School “All’ombra del castello. Il paesaggio storico della comunità di Drena” (Drena (TN), 17-23 maggio 2015), organizzata dall’Università di Padova in collaborazione con il MAG Museo Alto Garda, è stata un’occasione di incontro tra ricerca scientifica e comunità locale. Studenti e ricercatori hanno collaborato con chi vive e lavora nel territorio di Drena, per recuperare le memorie dei luoghi, costruendo in tal modo una storia locale condivisa. La complessità dello studio del paesaggio storico ha richiesto un approccio sistemico, fondato su un’analisi dei singoli elementi e delle relazioni che ne modificano il valore ed i significati nel corso della storia. Un territorio è un palinsesto nel quale si conservano tutte le tracce dell’attività dell’uomo, pur con diversa visibilità. Alcune sono assai evidenti, come il castello di Drena, altre richiedono interpretazione come i nomi dei luoghi, le forme dei campi, i documenti scritti. La ricerca muove dunque da un’indagine “etnoarcheologica”, condotta a Drena con la collaborazione della popolazione locale, e prosegue poi con altre storie, desunte dalle fonti scritte, dai nomi dei luoghi, dai paesaggi antropizzati e dalle architetture, tra le quali il castello è certo il monumento più ricco di memoria millenaria.

giovedì 6 aprile 2017

Il custode dei 99 manoscritti

Il custode dei 99 manoscritti
di Andrea Frediani
pp. 384, € 9,90
Newton Compton, 2017
ISBN: 9788822704146

Roma, IX secolo d.C. Nei secoli più oscuri del Medioevo, i pontefici contendono il potere all’imperatore e alle famiglie patrizie. Quando in un’importante casa romana si consuma un terribile delitto, viene alla luce un complotto che ruota intorno a un misterioso manoscritto. È la Donazione di Costantino, un’arma in grado di conferire un incredibile potere a chiunque ne entri in possesso. Il suo custode è il bibliotecario Anastasio, un brillante cardinale che tutti vedono come il futuro pontefice. Aiutato da Giovanna, un’aristocratica in cerca di vendetta, Anastasio ha solo una settimana di tempo per evitare che il prezioso documento finisca nelle mani sbagliate, prima dell’incontro tra il re d’Italia e il papa, che potrebbe cambiare i destini del mondo. Ma i due devono anche lottare per la sopravvivenza di fronte a un uomo spietato e sanguinario, disposto a tutto pur di impossessarsene e far trionfare la sua fanatica visione del Cristianesimo. Un thriller pieno di colpi di scena, ambientato in una città spettrale dove imponenti chiese e palazzi aristocratici si alternano a ruderi e pascoli, chierici e laici di buona famiglia a derelitti ed emarginati, zelanti pellegrini a grassatori e assassini; è una Roma i cui abitanti vivono nella costante paura del castigo di Dio, sotto forma d’incendi, piene del Tevere, attacchi dei saraceni, influenza degli eretici ed epidemie di malaria: minacce che pendono costanti sul capo dei protagonisti...
Andrea Frediani è nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi (tra cui Le grandi battaglie di Roma antica; I grandi generali di Roma antica; I grandi condottieri che hanno cambiato la storia; Le grandi battaglie di Alessandro Magno; L’ultima battaglia dell’impero romano, Le grandi battaglie tra Greci e Romani, Le grandi battaglie del Medioevo, La storia del mondo in 1001 battaglie) e romanzi storici: Jerusalem; Un eroe per l’impero romano; la trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare, quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); Marathon; La dinastia; Il tiranno di Roma; 300 guerrieri, 300. Nascita di un impero e I 300 di Roma. Ha firmato la serie Gli invincibili, una quadrilogia dedicata ad Augusto (Alla conquista del potere, La battaglia della vendettaGuerra sui mari, Sfida per l’impero). L'ultimo pretoriano e L'ultimo Cesare inaugurano la serie Roma Caput Mundi. Il romanzo del nuovo impero, incentrata sulla controversa figura di Costantino. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue. Il suo sito è www.andreafrediani.it .

mercoledì 5 aprile 2017

La conchiglia e il bordone

La conchiglia e il bordone
I viaggi di San Giacomo nella Puglia medievale
di Rossana Bianco
pp. 208, € 40,00 (Fino al 15 maggio 2017 acquista online con il 30% di sconto)
Edizioni Compostellane, 2017
ISBN: 978-88-95945-21-7

È un’indagine sul culto e sull’iconografia di san Giacomo di Compostella nella Puglia medievale, con maggiore densità nei centri e negli insediamenti ubicati lungo le strade consolari romane, l’Appia e la Traiana, da cui si diramava la rete viaria percorsa dai pellegrini diretti ai santuari di Monte Sant’Angelo e di San Nicola a Bari, e alle città portuali d’imbarco verso la Terrasanta.
Per “misurare” la diffusione del culto jacopeo lungo gli itineraria peregrinorum, dalla Galizia alla Francia, alla Puglia, a Gerusalemme, e ricostruire le devozioni, gli orientamenti della committenza e la storia delle immagini sacre, sono stati analizzati i caratteri del pellegrinaggio compostellano, i modelli iconografici, le fonti letterarie, i cicli narrativi, le tradizioni popolari, il legame con la devozione mariana e il rapporto con la morte, la vicinanza e la concorrenza di altri santi, in particolare san Martino e sant’Egidio.
Il tessuto connettivo è costituito dallo spazio: i luoghi accolgono dedicazioni, sono lo scenario di miracoli e prodigi, veicolano iconografie e consentono al pellegrino di chiedere una grazia, di adempiere un voto, una penitenza, di riflettere sul senso della vita.

martedì 4 aprile 2017

Le civiltà letterarie del Medioevo germanico

Le civiltà letterarie del Medioevo germanico
a cura di Marco Battaglia
pp. 544, € 48,00
Carocci, 2017
ISBN: 9788843086405

In un’epoca che non riconosce più la centralità della storia della letteratura,  dilaniata dal dibattito tra estetica e storicismo e polverizzata in una miriade  di generi, sistemi e correnti, il volume fa luce in modo approfondito  su un patrimonio letterario poco noto, discontinuo ed eterogeneo, risalente  alle culture germaniche dell’Alto Medioevo.  Al netto degli stereotipi barbarici, queste rappresentavano il risultato  di un lungo processo di integrazione tra la miriade di società segmentarie  del Ferro, dalle Alpi alla Scandinavia, e le varie forme in cui si declinò  l’esperienza culturale romana, diffusa ben oltre i limiti cronologici  dell’Impero.  Lungamente dominate dall’oralità o da fenomeni scritturali epigrafi ci  – o spesso di natura pragmatica e talora troppo intermittenti per essere  definiti “letteratura” –, queste culture seppero dar vita, con il contributo  essenziale del Cristianesimo e delle sue prerogative di trasmissione scritta,  a una densa tradizione letteraria dalle caratteristiche disomogenee,  qui indagata in sei studi di altrettante filologhe e filologi germanici italiani.
Marco Battaglia è docente di Filologia germanica nell’Università di Pisa. I suoi ambiti  di ricerca comprendono la costituzione etno-linguistica dei Germani e i rapporti  con la civiltà classica; la mitologia e il diritto germanici, la civiltà letteraria norrena,  la relazione tra i meccanismi di oralità e la scrittura, la materia nibelungico-volsungica.

sabato 1 aprile 2017

Cassiodoro il Grande

Cassiodoro il Grande
Roma, i barbari e il monachesimo
di Franco Cardini
pp. 176, € 14,00
Jaca Book, 2017
ISBN: 978-88-16-41405-1

Un protagonista della storia cristiana, italica e mediterranea tra antichità e Medioevo; un fondatore della cultura medievale e uno dei «padri storici», insieme con Benedetto da Norcia, del monachesimo occidentale; un «classico» della letteratura latina di un’età difficile complessa, che tuttavia a torto e semplicisticamente sono in troppi a definire «oscura». Calabrese di Squillace, di origine forse siriaca, Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore (490 ca.-583 ca.) ha attraversato con la sua lunga vita l’intero VI secolo, che nella pars Occidentis dell’Impero - privata del suo sovrano - si aprì con la coraggiosa e generosa proposta di convivenza goto-latina di Teodorico e si chiuse col grande e innovatore pontificato di Gregorio Magno. Politico e funzionario alla corte di Teodorico, profondamente impegnato nel lavoro di pubblico amministratore, Cassiodoro non si lasciò travolgere dal fallimento dell’esperienza di governo gota e dalla guerra «greco-gotica» che ne seguì. La sua esperienza di governo e la sua saggezza sono immortalate nella raccolta delle Variae, edita nel 537. Il centro monastico Vivarium, da lui fondato nella maturità presso la natìa Squillace, rappresentò, assieme a Montecassino, un faro e un modello culturale da cui è sorto il Medioevo latino e quindi l’Europa.
Franco Cardini, nato a Firenze nel 1940, è stato allievo di Ernesto Sestan, di Delio Cantimori e di Eugenio Garin. Ha trascorso lunghi periodi di studio in Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Brasile e Israele, avvalendosi dell’insegnamento di altri illustri maestri come Jacques Le Goff, Joshua Prawer, Martín de Riquer e Josef Fleckenstein. Alla professione di storico e saggista affianca un’intensa attività pubblicistica. Con Jaca Book ha pubblicato anche La società medievale (2012) e (con Nada Truci Cappelletti) Guiberto di Nogent. Sogni e memorie di un abate medievale (1998, 2017).

mercoledì 29 marzo 2017

Storia di Bonfilio un monaco-vescovo alla prima crociata

Storia di Bonfilio un monaco-vescovo alla prima crociata
a cura di Massimiliano Bassetti e Nicolangelo D'Acunto
pp. XX-282, € 45,00
CISAM, 2017
ISBN: 978-88-6809-139-2

Indice:
FILIPPO SALTAMARTINI, Saluto - NAZZARENO MARCONI - CLAUDIO GIULIODORI, Introduzione - FRANCO CARDINI, San Bonfilio, cruce signatus - NICOLANGELO D’ACUNTO, San Bonfilio tra monachesimo, chiese locali e aspirazioni universalistiche - FRANCESCO PIRANI, Osimo nei secoli XI-XII: spazi e dinamiche del potere - FRANCESCA BARTOLACCI, Nascita ed evoluzione di un castrum Cingoli tra XII e XIII secolo - MASSIMILIANO BASSETTI, Bonfilio vescovo di Foligno - UGO PAOLI, La Vita Bonfilii. Sanctus laborat pro Sancto - GIUSEPPE CUCCO, Il culto di San Bonfilio attraverso la vita, gli spunti della devozione e l’iconografia artistica - GIUSEPPE AVARUCCI, I Monasteri di San Bonfilio e di San Benedetto e i santi patroni di Cingoli - APPENDICE AGIOGRAFICA.

martedì 28 marzo 2017

Francesca

Francesca
di Manuela Raffa
pp. 360, € 18,50
Piemme, 2017
ISBN: 978-88-566-5806-4

Francesca da Polenta (Ravenna, 1259/1260 – Gradara, 1285 è una donna fuori dal comune. Lettrice appassionata, dotata di forte intuito anche per argomenti solitamente maschili, fin da giovanissima viene citata dai menestrelli di corte come una delle fanciulle più belle della penisola. Per suo padre Guido, è l'unica donna che valga quanto un uomo, l'unica in grado di tener testa ai suoi discorsi, l'unica il cui destino gli stia a cuore. Ma un uomo di potere sa che il bene del casato vale più dei propri sentimenti. Per questo, quando Giovanni Malatesta gli chiede la sua mano, Guido non riesce a negargliela.
È così che, a sedici anni, Francesca da Polenta cede il posto a Francesca da Rimini. Mai avrebbe pensato a un matrimonio senza amore, con un uomo brutto e privo di cultura, ma, contrariamente alle aspettative del padre, accetta la decisione senza ribellarsi. Una vita lontana dal mondo cavalleresco che ama, questo è ciò che si aspetta da quell'unione. Fino al giorno in cui conosce Paolo, il fratello di suo marito. Paolo non solo è affascinante, ma è curioso, colto, pieno di premure e di considerazione per le sue idee. È l'uomo che avrebbe voluto accanto. È l'uomo che amerà, per tutta la vita. E a causa del quale perderà quella stessa vita.
La storia di Paolo e Francesca, relegati nell'Inferno dantesco tra i lussuriosi, ha riempito la bocca degli innamorati nel corso dei secoli. Ma delle due persone nascoste dietro alla fama immortale, si è sempre saputo poco. Manuela Raffa ricostruisce la vita di una donna, le sue passioni, le sue ambizioni, le sue inclinazioni, fino all'ultimo tragico evento; e la trasforma da simbolo dell'amore eterno e peccaminoso a donna in carne e ossa.
Manuela Raffa è nata a Milano nel 1979, dove vive. Si è laureata in scienze dell'educazione e al momento lavora presso la redazione di una società che si occupa dei test di ammissione alle università. Dalla sua passione per il fantasy è scaturita la saga Il Mondo senza Nome (Runde Taarn edizioni). "Francesca" segna il suo esordio nella narrativa storica.

lunedì 27 marzo 2017

Province e maestri provinciali templari nel mezzogiorno italiano (1169-1312)

Province e maestri provinciali templari nel mezzogiorno italiano (1169-1312)
di Vito Ricci
pp. 144,00, € 14,00
Edizioni Edit@ 2017
ISBN: 978-88-99-545-39-0
Il Mezzogiorno italiano vide una significativa presenza dell’Ordine templare dai primi decenni successivi alla sua fondazione e sino allo scioglimento. In quest’area geografica furono presenti due Province, unità amministrativo-territoriali nelle quali era articolata l’organizzazione dell’Ordine. Lo stanziamento templare nel Mezzogiorno era dettato da due motivazioni principali: la possibilità di usufruire di porti per l’imbarco verso la Terrasanta e la disponibilità di terre per produrre frumento e altri prodotti necessari per i rifornimenti in Outremer. La Puglia e la Sicilia rappresentavano il granaio per la Terrasanta e senza le derrate alimentati qui prodotte le Crociate sarebbero state molto difficili, se non proprio impossibili.
Nel presente lavoro si prendono in esame le due Province templari (quella di Apulia, che abbracciava l’interno Mezzogiorno continentale e risultava essere quella di più antica fondazione, e la Sicilia) e la loro evoluzione nel corso dei secoli XII-XIV. L’analisi principale verte sui cavalieri che ricoprirono la carica di Maestri Provinciali, ufficiali a capo delle Province, che si avvicendarono tra il 1169 (anno di prima attestazione nei documenti di un Maestro) e il 1312 (anno della soppressione dell’Ordine) con l’esame di tutte le attività da essi compiute che sono pervenute nelle fonti, non solo documentali, ma anche materiali come ad esempio le lastre tombali.
Questo contributo vuole dare una sistemazione completa (per quanto possibile) ed organica all’organizzazione amministrativa templare nell’Italia meridionale, tentando di ricostruire la sequenza dei cavalieri che furono alla guida delle Province di Sicilia e Apulia che allo stato attuale delle ricerche mancava. Si è cercato di ripercorrere, utilizzando anche fonti straniere, le carriere di tali frati all’interno dell’Ordine, riscontrando come, almeno dalla metà del XIII secolo, ovvero da quando le fonti sono più numerose, il loro cursus fosse caratterizzato da elementi comuni e ricorrenti: l’aver prestato servizio in Terrasanta o l’essere persone di fiducia del Maestro Generale. Una fonte particolarmente utile ai fini delle ricerche è costituita dalle testimonianze rese dai frati durante i diversi processi inquisitori.
Vito Ricci Nelle su ricerche si interessa della presenza degli Ordini religioso-miltari nel Mezzogiorno italiano, con particolare riguardo alle strategie insediative e all'economia, e della storia economica e sociale in Terra di Bari tra Medioevo e prima Età Moderna.
Ha pubblicato la monografia I Templari nella Puglia Medievale (Edizioni Dal Sud, 2009); dal 2010 ad oggi ha all'attivo diversi contributi nelle riviste Studi Bitontini, Medioevo Adriatico. Ricerche per lo studio dell'Adriatico nell'età medievale, Porphyra - International academic journal in Byzantine Studies, Nicolaus. Studi storici, Archivio Storico Pugliese, in atti di convegni e pubblicazioni miscellanee.
È socio ordinario della Libera Associazione Richerche Templari (LARTI), del Centro Ricerche di Storia e Arte Bitonto e socio fondatore dell'Associazione Centro Studi Normanno Svevi. Ha teuto interventi sugli Ordini religioso-militari e su argomenti di Storia medievale in incontri, conferenze, seminari e convegni in Puglia e in altre Regioni italiane.

sabato 25 marzo 2017

Palazzi e giardini dei Re normanni di Sicilia

Palazzi e giardini dei Re normanni di Sicilia
di Vincenzo Noto
pp. 128, € 15,00
Edizioni d'arte Kalós, 2017
ISBN: 9788898777440

Il Palazzo Reale di Palermo è simile a una porta nel tempo; in questo luogo nacque il primo nucleo abitato della città, nel quale si avvicendarono greci, cartaginesi, romani, vandali, ostrogoti, bizantini, arabi e normanni. Nel volume si analizzano le tecniche costruttive normanne, bizantine e islamiche, sincretizzate nelle nuove costruzioni siciliane, coinvolgendo il lettore nella ricerca delle antiche strutture ancora presenti, occultate o scomparse. Rivivono così i meravigliosi giardini della felicissima piana che circondava la città, con le acque sapientemente captate e incanalate per irrigare gli orti e alimentare perennemente le peschiere e i laghi artificiali dei palazzi della Zisa, della Cuba, di Favara Maredolce, di Altofonte, dello Scibene, ecc. Il lettore viene accompagnato in un viaggio nel mondo medievale: da Caen, al Monte Athos, da Rochester al Cairo, da Gerusalemme ad Antiochia, da Mahdia alla Qal'a. Un itinerario che si conclude a Palermo, alla corte dei Re di Sicilia, frequentata da astronomi, poeti, architetti, scienziati e letterati, venuti dall'Oriente e dall'Occidente.

venerdì 24 marzo 2017

Gli Almohadi. (1120-1269) Un movimento rivoluzionario islamico medievale

Gli Almohadi 1120-1269. Un movimento rivoluzionario islamico medievale
di Piero Zattoni
pp. 294, € 27,00
Il Mulino, 2017
ISBN: 978-8815268013
 
L'impero Almohade, il cui territorio si estendeva a tutto il Maghreb, da Tripoli all'Atlantico, e all'ampia parte ancora musulmana della Spagna, fu nel periodo del suo apogeo il regno più vasto nell'area del Mediterraneo occidentale. I suoi rapporti con l'Europa latina furono intensi e complessi: essenzialmente conflittuali quelli con i regni cristiani della penisola iberica, dove per alcuni decenni gli almohadi furono in grado di arrestare - e anzi, in certa misura di far retrocedere - il processo di Reconquista; prevalentemente pacifici, invece, quelli col regno di Sicilia e con le repubbliche marinare italiane. Proprio sotto gli Almohadi il commercio nel Maghreb delle repubbliche marinare conobbe un rapido sviluppo e i mercanti italiani divennero di casa nei principali porti della regione. Fu anche un periodo di intensi scambi culturali, durante il quale, grazie a traduzioni dall'arabo realizzate soprattutto in Spagna, l'Europa assorbì avidamente gran parte della cultura filosofica e scientifica musulmana. Caratterizzata da un'ascesa trionfante, seguita da un brillante apogeo e da un rapido declino, nonostante la sua relativa brevità la parabola dell'impero Almohade riveste quindi un grande interesse storico, oltre a rappresentare un esempio quasi paradigmatico, ben documentato da fonti interne, di un fenomeno che si può considerare tipico del mondo islamico: la trasformazione di un movimento in origine esclusivamente religioso in un organismo politico-militare aggressivo e conquistatore.