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lunedì 9 gennaio 2023

L' articolazione regionale dell'architettura romanica in Costiera Amalfitana tra l'XI e il XII secolo

L' articolazione regionale dell'architettura romanica in Costiera Amalfitana tra l'XI e il XII secolo
Il patrimonio storico-artistico di Scala
di Vincenzo Sebastiano
pp. 303, € 25,00
Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 2022
EAN: 9788888283821
 
Tra i centri interni dell'antico ducato, Scala è certamente uno dei più ricchi di storia ed arte, tra i più interessanti e validi per testimoniare la nascita e l'evoluzione dell'architettura romanica della costiera nei primi secoli del secondo millennio. Qui sono ancora presenti emergenze architettoniche e artistiche di notevole importanza che rimandano alla gloria e alla potenza delle famiglie patrizie del ducato che vi si stabilirono, in particolar modo, tra l'XI e il XIII secolo. In esse è evidente il rapporto tra l'architettura romanica locale e gli influssi e le mediazioni arabo-bizantine presenti nell'area mediterranea soprattutto nell'XI e XII secolo. In questo periodo, infatti, anche in Campania si manifestò una marcata attitudine al sincretismo e alla fusione di espressioni artistiche differenti che portò alla realizzazione di capolavori di estremo interesse che mediavano elementi stilistici latini (l'impianto basilicale), normanni (i volumi possenti e slanciati verso l'alto), arabi e islamici (visibili nelle decorazioni a motivi geometrici astratti e nelle tarsie policrome) e bizantini (riconoscibili nelle volte estradossate e a cupola e nelle absidi sempre triplici). Con questo saggio si presenta un'analisi storico-architettonica dell'intero patrimonio artistico locale medievale, riportando le descrizioni e i rilievi ma anche i ritrovamenti e le scoperte effettuate in vari anni di ricerca, al di sotto degli intonaci o tra i ruderi stessi delle strutture che conservano in parte ancora i segni di antiche decorazioni e tecniche locali, come le tarsie policrome in tufo, gli archi ogivali, le cupolette e le volte estradossate, le arcatelle cieche o incrociate. Un progetto di ricerca e di studio che rappresenta al tempo stesso uno strumento di conoscenza, mappatura, catalogazione e documentazione grafica e fotografica del patrimonio storico-artistico romanico locale e delle tracce che di esso ancora si conservano. 

martedì 13 luglio 2021

Busti-reliquiario di età medievale in Costiera Amalfitana

Busti-reliquiario di età medievale in Costiera Amalfitana
Cava de' Tirreni, Ravello, Amalfi, Positano.
di Dario Cantarella
pp. 135, € 15,00
Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 2021
ISBN: 9788888283760
 
Il volume esplora la valenza dei reliquiari come contenitori di storie. I busti e le teste d'argento più antichi di Cava de' Tirreni, Ravello, Amalfi e Positano hanno svolto un'azione taumaturgica in tempi difficili per la popolazione, come in occasione del dilagare della peste o di fenomeni climatici distruttivi. Prodotti nel Medioevo, in epoca moderna hanno subito una ri-significazione, che ha comportato un aggiornamento estetico. L'"attivazione' di questi reliquiari avveniva tramite la loro movimentazione per le strade cittadine in occasione di processioni. Queste processioni avevano lo scopo di far incontrare il sacro negli spazi pubblici, incoraggiando la partecipazione dei laici, spettatori di una messinscena suggestiva. Riportato in chiesa, il busto era inserito all'interno di un sistema di reliquiari, di cui occupava una posizione privilegiata, illuminato da candele che fornivano un'immagine molto diversa da quella attuale, quindi meno statica e più drammatica. Attualmente queste opere hanno perso gran parte della propria carica religiosa pur rimanendo simbolo di comunità orgogliose di perpetuare la tradizione.
Dario Cantarella, attualmente è dottorando in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Salerno e si occupa principalmente della funzione e dei risvolti sociali delle opere d'arte. 

venerdì 9 aprile 2021

Le repubbliche marinare

Le repubbliche marinare
di Ermanno Orlando
pp. 216, € 14,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29198-1 
 
Gli stemmi di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia campeggiano dal 1947 sulla bandiera della Marina italiana, simbolo dell’Italia che va per mare. Sono le «repubbliche marinare», come le definì uno storico dell’Ottocento, città che nel Medioevo furono protagoniste di un’esaltante epopea di conquiste, espansioni e progressi, sia in termini economici che di civiltà. Il volume ripercorre le vicende delle maggiori città marittime del Medioevo italiano non trascurando di inserirle nella più ampia storia di quella diffusa koinè umana, sociale, economica e culturale che è stata e continua a essere il Mediterraneo.

Ermanno Orlando insegna Storia medievale nell’Università per Stranieri di Siena. Con il Mulino ha pubblicato anche «Migrazioni mediterranee» (2014) e «Venezia e il mare nel Medioevo» (2014).

giovedì 16 agosto 2018

Opulenta societas. Gli amalfitani in età normanna (1131-1194)

Opulenta societas
Gli amalfitani in età normanna (1131-1194)
di Giuseppe Gargano
pp. 271, € 15,00
Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 2018
ISBN: 978-8888283500
 
«La venuta dei Normanni nell’Italia meridionale trovava Amalfi all’apogeo della sua fortuna commerciale». Così scrive Giuseppe Galasso in un suo celebre saggio del 1959, ponendosi controcorrente nei confronti della storiografia del tempo, la quale affermava che la perdita dell’indipendenza aveva determinato la crisi politica e la graduale decadenza economica della repubblica marinara. Tra il 1100 e il 1194 Amalfi godette, al contrario, di alcune forme di autonomia, che la rendevano a volte “semindipendente” e a volte “semidipendente” rispetto al potere centrale normanno dapprima ducale e poi regale. Nel contempo la Chiesa amalfitana giocava un ruolo non soltanto ecclesiastico-religioso, ma anche politico e diplomatico, proponendosi su scala mediterranea.
La ricerca puntuale e acribica, d’impronta rigorosamente scientifica alla base del presente saggio, prova che in quell’epoca il potere d’acquisto del tarì amalfitano era considerevole; inoltre la moneta era diffusa e impiegata nelle contrattazioni in buona parte del Meridione, dalle città campane a Montecassino.
La ritrovata opulenza favoriva un significativo sviluppo demografico, associato a una visibile crescita sociale, nonché a manifestazioni artistiche e architettoniche di sincretismo mediterraneo: il Romanico amalfitano si faceva spazio, nella fusione di stili moreschi e bizantini, cavalcando l’onda lunga dei proficui traffici via mare e via terra degli amalfitani. Una classe di capitalisti esperti e qualificati era ormai pronta ad affrontare le sfide di un mercato del denaro sempre più esigente.