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mercoledì 23 ottobre 2024

Il Priorato e l'abbazia

Il Priorato e l'abbazia
Da Cluny a Monte Oliveto: studi sul monastero di Rodengo
di Gabriele Archetti
pp. 352; € 40,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Studium Edizioni, 2024
ISBN: 978-88-382-5366-9

Tra le fondazioni cluniacensi in territorio bresciano, maggiore longevità e continuità storica ebbe il priorato di Rodengo, oggi intitolato ai santi Nicola e Paolo VI. Verificato in Franciacorta, dopo il periodo cluniacense medievale e la parentesi commendataria, a metà del XV secolo vide l’approdo dei monaci bianchi di Monte Oliveto Maggiore. Tale evento rese possibile in pochi decenni la trasformazione del priorato in una grande abbazia, adatta ad affrontare le sfide dell’età moderna. A questo cenobio, la più cospicua presenza claustrale della zona e l’unica ancora occupata dai monaci, è dedicato questo volume, frutto della revisione e dell’unione di diversi saggi in una prospettiva unitaria di lungo periodo.
Gabriele Archetti è professore ordinario di Storia medievale in Università Cattolica del Sacro Cuore, presidente del Centro studi longobardi (Milano) e della Fondazione Cogeme (Rovato). È autore di numerosi saggi e dirige vari progetti di ricerca, tra cui Desiderio. Il progetto politico dell’ultimo re longobardo (2013), “Pietas et labor”. San Giovanni Battista Piamarta (2014), La civiltà del pane (2015), Le cronache medievali di Giacomo Malvezzi (2016), Living and dying in the cloister (2017), Teodolinda. I Longobardi all’alba dell’Europa (2018), Le origini del Franciacorta nel Rinascimento italiano (2019), “Carnem manducare”. La carne e i suoi divieti (2020), L’abbazia dei Santi Nicola e Paolo VI di Rodengo (2020).

mercoledì 28 agosto 2024

La Santissima Trinità in Monte Oliveto

La Santissima Trinità in Monte Oliveto
Storia, architettura e arte di un monastero vallombrosano nella Verona medievale
A cura di Angelo Passuello, Francesco Salvestrini
pp. 336; € 110,00
L'Erma di Bretschneider, 2024
ISBN: 9788891327116

Il cenobio della Santissima Trinità in Monte Oliveto fu fondato al volgere del secolo XI su un piccolo colle alle porte di Verona. Agli esordi del secolo successivo il complesso venne acquisito dai monaci vallombrosani, che giunsero in città dall’Italia centrale grazie al fondamentale apporto di Matilde di Canossa e degli abati maggiori dell’Ordine Bernardo degli Uberti e Atto da Pistoia, in pieno clima di Riforma della Chiesa: l’istituzione divenne così un avamposto strategico dell’obbedienza romana in un centro episcopale tradizionalmente proteso verso l’autorità imperiale.

Questo volume, grazie al contributo di studiosi afferenti a diversi ambiti disciplinari e tenendo conto delle più aggiornate prospettive di ricerca, fornisce una nuova lettura critica delle vicende storiche, archeologiche, architettoniche, artistiche e conservative che videro protagonista il monumento veronese dalla sua fondazione agli albori dell’età moderna.
Angelo Passuello (Verona, 1986), laureatosi presso l’Università degli Studi di Verona e specializzatosi in Beni Storico-Artistici presso l’Università degli Studi di Padova, è dottore di ricerca in Storia delle Arti presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente è Marie Curie Postdoctoral Fellow presso la University of Cyprus. I suoi interessi sono rivolti principalmente alle manifestazioni architettoniche, scultoree e pittoriche medievali, con particolare attenzione all’epoca romanica e all’ambito del Veneto.
Francesco Salvestrini è Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Firenze dove è  docente di Storia Medievale, Storia delle Istituzioni Ecclesiastiche Medievali e Storia della Storiografia sull’età medievale . Si è laureato in Storia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia Medievale presso l’Università di Firenze nel 1997.

lunedì 5 giugno 2023

La Pompei del Medioevo

La Pompei del Medioevo
San Vincenzo al Volturno dalle origini al sacco dei Saraceni
di Richard Hodges
pp. 148, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2023
ISBN: 9788829020539
 
Nei secoli VIII e IX, il monastero benedettino di San Vincenzo al Volturno, incastonato al fondo di una remota valle del Molise, era uno dei più famosi dell’Occidente cristiano. Il 10 ottobre 881 subì un efferato attacco da parte di una banda di Saraceni, che lo ridusse in rovina. I risultati delle campagne di scavo condotte estesamente per oltre quarant’anni permettono di raccontare una nuova storia di questa città monastica. L’arte, l’architettura e l’archeologia contribuiscono nel loro insieme a ricostruirne non solo la vita al tempo della Rinascita carolingia, ma anche il terribile sacco patito. Attraverso la lente di queste indagini archeologiche è dunque possibile raccontare un importante momento di costruzione del Medioevo europeo.
Richard Hodges è presidente emerito dell’Università Americana di Roma. È stato direttore della British School di Roma e Williams Director dell’University of Pennsylvania Museum. Oltre a San Vincenzo al Volturno, ha condotto scavi a Butrinto (Albania) e a Montarrenti e Vetricella in Toscana. Fra le sue pubblicazioni, Dark Age Economics (London 1982), Mohammed, Charlemagne and the Origins of Europe (con David Whitehouse; London 1983), Visions of Rome: A Biography of Thomas Ashby (London 2000) e The Archaeology of Mediterranean Placemaking (London 2015).

mercoledì 24 novembre 2021

Torba (Va). Scavi 2013-2019

Torba (Va). Scavi 2013-2019
a cuar di Alexandra Chavarría Arnau, Gian Pietro Brogiolo
€ 60,00
All'Insegna del Giglio, 2021
ISBN: 9788899547561
 
Il volume pubblica i risultati dello scavo condotto tra gli anni 2013 e 2019 presso il sito di Torba, estremità meridionale dell’importante fortificazione tardoantica di Castel Seprio (Va), poi monastero benedettino. Durante questi anni sono stati scoperti e indagati diversi settori del sito, primo bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano, tra cui un annesso funerario a nord della chiesa di Santa Maria, un grande edificio a cavallo delle mura, l’area interna ed esterna all’imponente torre e un ambiente ubicato sotto il monastero. Consistenti risorse sono state investite per la datazione delle murature del sistema di difesa – torri e mura – dei quali si discute da tempo la contemporaneità o meno rispetto alle difese sommitali del castrum e degli edifici più antichi del monastero. Gli scavi hanno indubbiamente accresciuto le nostre conoscenze su Torba: dai processi di stratificazione, quantitativamente imponenti non solo per le consuete attività di un insediamento – costruttive, domestiche e artigianali – ma soprattutto per gli eventi naturali, conseguenza della sua posizione ai piedi di un versante geologicamente instabile. Della cinta difensiva, conservata in alzato fino ai merli come muro di spina dell’edificio monastico addossato alla torre, sono stati individuati i livelli di cantiere, le caratteristiche costruttive e l’evoluzione successiva. Per l’età longobarda nuove informazioni riguardano: gli strati di dilavamento, prodotti da intensi fenomeni naturali, intervallati da una sporadica frequentazione, che hanno progressivamente riempito di detriti il piano terra della torre; vari elementi di cintura di età longobarda rinvenuti in questi strati; una capanna addossata alle mura che ha restituito un codolo di cintura di quel periodo e, infine, una nuova proposta per la sequenza della chiesa di Santa Maria con una prima fase anteriore alla metà del VII secolo. Lo scavo ha restituito una discreta quantità di reperti, sia manufatti sia ecofatti, dai quali sono state ricavate ulteriori informazioni sull’alimentazione, sull’ambiente, sulle caratteristiche fisiche degli inumati, grazie al coinvolgimento di numerosi specialisti che hanno applicato le più innovative metodologie analitiche. Il tutto è stato possibile con il supporto economico dell’Università degli Studi di Padova e della Regione Lombardia.

venerdì 17 settembre 2021

Il monastero e la città

Il monastero e la città
Architettura francescana femminile nell’Italia medievale
di Davide Tramarin
pp. 362, € 45,00
Il Prato edizioni, 2021
ISBN: 9788863365573
 
Il francescanesimo ebbe una cruciale portata storica, sociale e culturale nell’Italia medievale. Gli effetti dell’azione e della presenza dei frati Minori nelle città sono ormai noti alla storiografia e, ancor oggi, ben percepibili dalla monumentale presenza delle loro architetture religiose negli spazi urbani.
In tale quadro, rimangono tuttavia molti aspetti da chiarire circa il ruolo svolto dalla componente femminile, ovvero dall’Ordine delle clarisse. La silente immanenza del monastero e la clausura: sono le principali caratteristiche alla base dell’idea che, a causa dell’ordinamento patriarcale medievale, le religiose vivessero in un mondo a parte. Eppure l’isolamento fisico delle comunità non corrispondeva alla cancellazione della significativa funzione culturale e sociale determinata dalla loro esistenza.
Questo volume offre una lettura del rapporto fra il monastero e la città. Un’osservazione compiuta sia dall’esterno, sia dall’interno, attraverso un percorso di analisi architettonica fra i pochi edifici delle clarisse sopravvissuti ai secoli nell’Italia nordorientale. Un numero contenuto di chiese e strutture claustrali, spesso estremamente rimaneggiate o destinate a nuovo uso, esaminate in maniera approfondita e poi poste a confronto con le architetture dell’Ordine presenti in altre regioni d’Italia. Monumenti rari, talvolta dimenticati, che furono luoghi rilevanti per le città e, al contempo, spazi speciali della spiritualità medievale.
Davide Tramarin ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia, critica e conservazione dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Padova. Le sue pubblicazioni e ricerche, presentate in vari convegni nazionali e internazionali, sono in particolare dedicate al rapporto fra le arti e la donna nel Medioevo.

giovedì 4 marzo 2021

Il falso manoscritto

Il falso manoscritto
Il più grande tradimento della storia sta per essere rivelato
di Jesús Valero
pp.448, € 12,00
Newton Compton, 2021
ISBN: 9788822749383
  
Mentre sta lavorando al restauro di un’antica chiesa di Donostia, Marta Arbide trova un manoscritto antico dietro un falso muro. È il diario di Jean de la Croix, un monaco medievale al quale, mille anni prima, fu affidata una missione: portare al sicuro una misteriosa reliquia, nascondendola ai sicari che, per ordine di papa Innocenzo III, volevano impossessarsene. Il contenuto di quelle pagine è così sconvolgente che Marta decide di far luce sulla storia di Jean, aiutata nelle ricerche da un sacerdote dal passato oscuro, Iñigo Etxarri. Insieme intraprenderanno un viaggio a caccia di indizi sopravvissuti ai secoli, che li condurrà fino alle abbazie e alle foreste del sud della Francia, ai monasteri di San Millán e Santo Domingo de la Calzada, ai resti dell’antica Sanctus Sebastianus. Perché Jean de la Croix era in fuga? Qual era il potere dello strano oggetto che portava con sé? Un mistero il cui disvelamento conduce indietro nel tempo, fino all’anno 33, a poche ore prima della morte di Gesù...

Jesús Valero è nato a Donostia, in Spagna, nel 1968. Ha un dottorato in Scienze Biologiche conseguito all’Università dei Paesi Baschi e ha completato diversi master in marketing e gestione aziendale. Ha lavorato alla conservazione dei beni culturali, partecipando al restauro di chiese e monumenti. Il falso manoscritto è il suo primo romanzo.

lunedì 4 gennaio 2021

Magnificenza monastica a gloria di Dio

Magnificenza monastica a gloria di Dio
L’abbazia di Santa Giustina nel suo secolare cammino storico e artistico
a cura di Giovanna Baldissin Molli e Francesco G. B. Trolese
pp. 604, € 75,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833133133
 
La sintesi benedettina Ora, labora et lege corre sottesa a questo volume dedicato al complesso monastico di Santa Giustina, uno tra i più importanti d’Italia, per illustrare la storia plurisecolare del cenobio, considerata sempre in uno stretto rapporto con quella della città.
 
I numerosi studiosi coinvolti hanno tracciato la storia costruttiva, religiosa, liturgica, culturale e artistica del complesso, a partire dal primo suo costituirsi come sito di culto ad corpus della protomartire padovana, e di seguito nella costruzione romanico-gotica, sostituita, e solo parzialmente conservata, dal nuovo edificio cinquecentesco e dal suo arredo di pregio. La storia del complesso, fino alle vicende della soppressione e del successivo ritorno dei monaci, estesa a toccare la quotidianità dell’oggi, è illustrata anche mediante l’analisi delle sue strutture più qualificate: la biblioteca, la spezieria, la dotazione della sacrestia.

mercoledì 11 novembre 2020

L'abbazia perduta

L'abbazia perduta
Breve storia del monastero di San Benedetto di Gualdo
di Matteo Bebi
pp. 180, € 18,00
Era Nuova, 2020
ISBN: 978-88-6662-150-8
 
Anno 1008, tra le fronde d'una piana boscosa avvolta dalle nebbie sorge un'abbazia. Siamo ai piedi dell'Appennino, nell'Umbria orientale. Le maestose montagne guardano la folla che si sta radunando attorno a dei nobiluomini, ai rintocchi d'una campana. Sarà in quel giorno che nascerà l'abbazia di San Benedetto, in una località chiamata Gualdo.
Può sembrare quasi l'incipit d'un romanzo e anche se il libro è frutto del lavoro preparatorio, e di studio, che c'è stato per la realizzazione di "Poi si fece buio", precedente opera incentrata su di una leggenda appenninica, che narra d'una strega, chiamata "Bastola", che incendiò il villaggio di Gualdo, è in realtà una celebrazione saggistica, tramite la ricerca minuziosa delle fonti, della nascita di una famosa e potente Abbazia, che decretò anche l'alba d'un borgo umbro e il nome della stessa città, oggi Gualdo Tadino.
L'omaggio quindi a un luogo troppo spesso dimenticato, e oggi abbandonato, che vide il sorgere d'un monastero proprio dopo la celebre "battaglia di Tagina", dove il generale bizantino Narsete si scontrò con Totila, appena acclamato Re degli Ostrogoti. Attorno al cenobio si andò quindi formando un villaggio con i suoi primi rappresentanti; le genti prima disperse e lì accolte iniziarono a sentire quel luogo come casa, e a chiamarlo Gualdo, dalla latinizzazione del nome germanico del terreno, "wald", stante per bosco. L'Umbria infatti, soprattutto in questi anfratti montuosi, è ancor oggi ricca di selve, e all'epoca dovevano essere interrotte solamente da un lungo "serpente": la via Flaminia.
La ricostruzione delle vicende spazia dunque dall'Italia funestata dalle Guerre Greco-Gotiche, prendendo spunto dagli scritti di Procopio e di papa Gregorio Magno, fino alla venuta di Federico Barbarossa e di suo nipote, lo Stupor Mundi, Federico II, e quindi al 1256, anno del trasferimento del capitolo dei monaci nell'attuale sito ove sorge la Cattedrale. Cercando di individuare un periodo di fondazione dell'abbazia, nonché mostrando come l'Umbria, regione montana e collinare che può apparire quasi fuori dai "giochi di potere", fosse in realtà al centro dei grandi accadimenti che funestarono la Penisola, ci addentriamo pienamente in quel nascente sistema feudale che si portarono dietro i dominatori di quegli anni: i longobardi, che diedero vita alla dinastia folignate dei Trinci.
Tra misteriosi castellacci, tra stralci di documenti originali e di seconda mano, tra battaglie e potenti personaggi ancora ben piantati nel nostro immaginario, "L'abbazia perduta" vuole sì raccontare l'alba dell'identità d'un paese, ma in generale indaga i movimenti politici del centro Italia a cavallo tra la caduta silenziosa dell'impero romano e l'avvento d'un medioevo non pienamente percepito.
L’abbazia di San Benedetto «vecchia» fu almeno per duecento anni, come dimostra Bebi nel suo libro, il nucleo di conservazione e trasmissione della civiltà gualdese, dalla devastazione di un medioevo ancora mezzo pagano fino al solidificarsi di poteri più o meno legittimi e fra loro concorrenziali: il papa, l’imperatore, i signorotti feudali, le città. L’abbazia dimenticata fu molto più che un luogo di meditazione attorniato da qualche casupola di contadini in cerca di riparo dalla spada, dalla rapina e dalla miseria. Essa fu il nodo organizzato, attivo e potente di un’altra Gualdo, quella che precedette la città della Val di Gorgo, celebre, alla fine, solo, o quasi, per il modo pirotecnico in cui, nel 1237, finì.
Bebi racconta, appoggiandosi su documenti e su ipotesi ragionevoli, come Gualdo Tadino sia stata un microcosmo delle vicende fondamentali di un medioevo centrale molto complesso: l’epoca in cui cominciarono le crociate, in cui i poteri universali si fronteggiarono senza scrupoli per via delle investiture dei vescovi, in cui la riforma di Cluny organizzò un enorme potere abbaziale, in cui avventurieri e signorotti feudali cercarono di accaparrarsi insieme alle terre anche il favore di Dio “pro redemptione animae”. Un mondo, insomma, non tanto distante dalla brutalità del Magnificat di Pupi Avati: austero, pieno di simboli, di lotte sotterranee, di potenze in armi. L’Abbazia perduta svela qualche enigma etimologico (perchè Madonna delle Rote?, per dirne una), fa ipotesi ardite, come quella su San Martino, che contenderebbe il posto di “unico, originale, gualdese” a San Facondino (sebbene gli specialisti di agiografia abbiano molti dubbi anche su quest’ultimo: ma non diciamolo troppo in giro).
A ben vedere, il libro di Matteo Bebi dimostra che Gualdo Tadino, per paradosso, ha avuto la sua unicità e originalità (gualdesità è un concetto vago, buono per ogni declinazione, a parte la saldezza del dialetto che parla noi, più che noi parlare lui) nella contaminazione, nel sovrapporsi di lingue, culture, usi, culti. La sua forza è stata l’adattamento a quel “banco del macellaio”, per dirla con Hegel, che è la storia. Il lettore in cerca di una buona compagnia serale, magari alternativa al web, la può trovare nell’Abbazia perduta: l’autunno gualdese favorisce certe suggestioni da Nome della rosa. Alla fine, darà ragione a Marc Bloch: la buona storia diverte e spinge a capire. Molto oltre il medioevo."

martedì 25 febbraio 2020

Il monastero di San Benedetto di Leno

Il monastero di San Benedetto di Leno
Archeologia di un paesaggio in età medievale
a cura di Fabio Saggioro, Andrea Breda, Maria Bosco
pp. 432, € 50,00
All'Insegna del Giglio, 2019
ISBN: 9788878148864

I monasteri sono stati tra i grandi protagonisti della società e dell’economia altomedievale in tutta Europa. Il monastero di Leno, fondato dall’ultimo dei re longobardi Desiderio, fu uno dei più importanti centri monastici dell’epoca: dalla seconda metà dell’VIII secolo per tutto il Medioevo segnò la vita di un territorio e più in generale fu attivo protagonista della vita politica, culturale ed economica di tutta l’Italia settentrionale. Le sue strutture, demolite in larga parte durante l’età moderna, sono state rimesse in luce dopo anni di ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza e dall’Università di Verona e in questo volume, per la prima volta, vengono illustrate le evidenze emerse nel corso degli scavi. Il volume raccoglie i contributi di vari autori e restituisce i risultati provenienti dalle indagini territoriali, dagli scavi e dalle ricerche sull’ambiente antico.

lunedì 16 settembre 2019

Il sogno orientale

Il sogno orientale
Ascesa e declino del rito bizantino in terra d'Otranto
I domini di San Nicola di Casole a nord di Brindisi
di Vito Telesca
pp. 204, € 29,00
ManifestoCultura, 2019
EAN: 9788892360693
 
I bizantini, spazzati via politicamente dai normanni, hanno lasciato la loro cultura e il rito al Sud grazie anche ai monasteri italo-greci. Il monastero di S. Nicola di Casole in Otranto era il più potente monastero italo-greco di questo lembo d'Italia e aveva numerosi possedimenti ed enormi influenze su tutta la Terra d'Otranto: dal basso Salento fino ai confini con la Terra di Bari e Matera. La presa dei turchi di Otranto nel 1480 ha decretato il lento e inesorabile declino non solo dell'influenza casolana, ma dello stesso rito, vivo dopo solo grazie all'immigrazione greco-albanese che, con la fondazione di nuovi paesi e comunità, ha ridato nuova linfa al greco e al rito ortodosso in Italia. "Il sogno orientale" percorre la Terra d'Otranto, ricalca il percorso del rito bizantino, in un percorso di riscoperta sotto diversi punti di vista. Il libro dedica i primi due capitoli alla conquista bizantina del sud Italia per poi concentrarsi su una figura chiave, quella del principe Marco Boemondo d’Altavilla, fondatore (o restauratore) del monastero greco di San Nicola di Casole in Otranto. Un cenobio che dall’XI al XV secolo raggiunse l’apice della sua importanza poiché dotato di un enorme scriptorium con biblioteca ricca di libri greci, anche di stampo laico, e che a Costantinopoli era considerato una sorta di avamposto bizantino in Italia, dove si traducevano decine di testi e si alimentava la cultura greca. Un libro divulgativo che invita al viaggio e alla scoperta dei perché alcuni riti sono ancora radicati nel Salento e nella murgia dei trulli.
Vito Telesca, saggista storico locorotondese ma di origini potentine e consigliere di ManifestoCultura, con questo libro ha voluto approfondire un tema poco dibattuto come la parabola del rito bizantino nella Puglia meridionale e in parte della lucania.

venerdì 23 agosto 2019

Il monastero

Il monastero
di Luis Zueco
pp. 448, € 9,90 (Acquista online con il 15% di sconto)
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822731500

Spagna, XIV secolo. Il monastero cistercense di Santa María de Veruela è stato costruito in modo da ricordare una Città Celeste: un riflesso del Regno dei Cieli. Tuttavia i monaci che lo abitano sono spesso vittime delle umane passioni: ambizione, desiderio, vendetta. Durante la sanguinosa guerra tra i regni di Castiglia e di Aragona, il giovane Bizén, assistente del notaio reale, viene incaricato di portare a termine una missione: recuperare i resti dell’infante Alfonso, sepolto in una delle tombe del monastero. Al suo arrivo, però, scopre che all’interno del monastero si è consumato un orrendo delitto: uno dei monaci è stato brutalmente assassinato in circostanze misteriose, proprio davanti alla sepoltura dell’infante. Bizén viene dunque incaricato dall’abate di individuare il colpevole, ma si ritroverà ben presto coinvolto nelle oscure trame che i monaci tessono l’uno all’insaputa dell’altro. Dovrà risolvere l’indagine al più presto, se vuole aver salva la vita…
Luis Zueco è nato a Saragozza, in Aragona. È uno scrittore, uno storico, un fotografo e un ingegnere industriale. Collabora con diverse associazioni culturali spagnole ed è vicepresidente della Asociación de Amigos de los Castillos de Aragón. Ha scritto tre romanzi. Il monastero è il primo pubblicato dalla Newton Compton.

domenica 14 aprile 2019

Il monastero del male

Il monastero del male
di Silvio Foini
pp. 192, € 12,00
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822726001
 
Anno 999. Il monaco Galdinius, insieme con altri due confratelli, decide di trasformare la torre di Torba, nei pressi di Varese, in un monastero. Con l’aiuto dei contadini locali e in particolare del longobardo Wilfredo, capo del villaggio vicino, il monastero diventa il fulcro attorno a cui rifioriscono il territorio circostante e la comunità. Per ottenere un supporto nelle numerose attività intraprese, Galdinius chiede e ottiene dalla madre badessa del vicino convento di Caira che otto delle sue monache si trasferiscano a Torba. Tra loro c’è Brenda, esperta di rimedi naturali, medicamenti e misteriosi preparati. La monaca nasconde un oscuro segreto: è infatti una pedina in un piano fatale per il nuovo monastero… Alla vigilia dell’anno Mille, in un periodo storico fosco e violento, all’interno di un monastero misterioso prende vita un cupo intrigo di inganni e delitti.
Silvio Foini vive e lavora in provincia di Como. Giornalista e scrittore, ha già pubblicato alcuni romanzi: La pattuglia dei disgraziati, Il profumo dei ricordi. È stato a lungo redattore del quotidiano online «LPL NEWS 24», e ha collaborato con testate giornalistiche locali. Nel 1996 il Presidente della Repubblica Scalfaro lo ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.

giovedì 24 gennaio 2019

Il monastero delle nebbie

Il monastero delle nebbie
di Antonio Santoro, Pierpaolo Brunoldi
pp. 336, € 12,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822725448

1217. Burgos. Castiglia del nord. Il corpo straziato di una monaca viene trovato nel chiostro del monastero di Las Huelgas. Del delitto è accusata Fleur d’Annecy, una ragazza dall’oscuro passato, rifugiatasi lì con il figlio Ruggero. Il francescano Bonaventura da Iseo, noto alchimista, è chiamato dalla badessa a fare luce sull’accaduto. Se Fleur sostiene che l’assassino è un uomo misterioso, avvolto in un mantello rosso fuoco, Magnus, il terribile monaco inquisitore, è di tutt’altro avviso: è la ragazza, che ha evocato un demone nel monastero, la colpevole. Bonaventura inizia la sua lotta contro il tempo per salvare dal rogo Fleur e mettere al sicuro il figlio, mentre le mura di Las Huelgas cominciano a tingersi del sangue di chi conosce i suoi mille segreti... Riuscirà l’alchimista a scoprire chi si cela dietro la mano dell’assassino, prima che la vendetta dell’inquisitore si abbatta anche su di lui?
Antonio Santoro regista, attore e drammaturgo, è nato a Cava de’ Tirreni nel 1973. Diplomatosi presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha diretto numerosi spettacoli e scritto diversi testi per il teatro. Si è laureato al Dams, e ha due master in sceneggiatura. Insieme a Pierpaolo Brunoldi ha scritto La fortezza degli inquisitori, precedentemente pubblicato con il titolo La fortezza del castigo, pubblicato dalla Newton Compton.
Pierpaolo Brunoldi dopo la laurea in Veterinaria, ha studiato recitazione e conseguito un master specialistico in sceneggiatura. Ha scritto drammaturgie selezionate in concorsi nazionali, sceneggiature per la Tv e il cinema, vari racconti pubblicati in diverse antologie, e collaborato con testate web. Insieme ad Antorio Santoro ha scritto La fortezza degli inquisitori, precedentemente pubblicato con il titolo La fortezza del castigo, pubblicato dalla Newton Compton.

giovedì 2 agosto 2018

La media valle dell'Aterno

La media valle dell'Aterno
Castelli, monasteri, eremi, siti archeologici e borghi medievali
di Fiorenza Mosci
pp. 172, € 15,00
Tozzuolo Editore, 2018
ISBN: 8895229800

La valle dell'Aterno, in provincia de L'Aquila, vanta una storia molto antica: dalle popolazioni pre-romane ai Romani e ai Longobardi. Ma è certamente il periodo feudale quello che ci introduce ai nostri itinerari: città e contado, colline e pianura vennero difese da mura e da torri, decine di castelli piccoli e grandi, dei quali ancora si intravedono le tracce nei suggestivi borghi che vi sono sorti. Contemporaneamente alla costituzione dei feudi, si ebbe la nascita di monasteri e abbazie, che hanno tramandato nei secoli opere d'arte di altissimo pregio. Terra di transumanza e di mistici silenzi, questa vallata offre spettacoli naturali che ne completano il quadro storico, religioso e artistico.

mercoledì 11 luglio 2018

Pagine di Medioevo nell'Oltrepò Pavese e nel Piacentino

Pagine di Medioevo nell'Oltrepò Pavese e nel Piacentino
di Romeo Pavoni
pp. 184, € 18,00
Sagep Editori, 2018
ISBN: 978-8863735710

La storia del Monastero di Bobbio e di San Paolo di Mezzano, con brevi riferimenti al monachesimo irlandese, unitamente alle vicende storiche medievali dell'Oltrepò pavese e delle limitrofe zone del Tortonese e Piacentino sono l'oggetto di questa pubblicazione, che ci offre uno spaccato esemplare dei complessi rapporti e delle relative dinamiche politiche delle più classiche Istituzioni medievali, Papato, Impero, Feudi, Comuni, Monasteri e Abbazie.
Tutto il racconto è corredato da un densissimo apparato di note con lo scopo di spiegare scientificamente le varie affermazioni e conclusioni dell'autore, apparato che diventa quasi un affascinante libro nel libro e che ci consente di comprendere l'importanza storica di questa zona geografica proprio alle spalle della Liguria, con la quale i legami sono ancora evidenti.

martedì 26 giugno 2018

Medioevo fantastico. Il drago e altri mostri

Medioevo fantastico
Il drago e altri mostri
di Luca Frigerio
pp. 48, € 8,90
Ancora Editrice, 2018
EAN: 9788851420109

Dice drago, l’uomo del Medioevo, e dice orrore: simbolo di malvagità, creatura delle tenebre, bestia immonda contro cui non c’è scampo né salvezza, se non invocando la protezione celeste. L’arcangelo Michele, a capo delle schiere celesti, combatte contro «il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana» nel celebre racconto dell’Apocalisse. Una lotta rinnovata, sulla terra, da san Giorgio, modello per tutti i cavalieri cristiani. Ma anche da un religioso come papa Silvestro, o da eroine come Marta di Betania e Margherita d’Antiochia… Storie e leggende che fanno parte dell’immaginario medievale. Insieme a quelle che parlano del grifone, della chimera, del basilisco, attingendo alle Sacre Scritture e rielaborando i miti antichi. Un mondo fantastico, illustrato nei codici miniati, scolpito nei chiostri monastici, dipinto a vivaci colori sulle pareti delle chiese.
Luca Frigerio, scrittore, giornalista e critico d'arte, è redattore dei media della Diocesi di Milano, per i quali cura la sezione culturale.

martedì 8 maggio 2018

Monaci e contadini. Abati e re

Monaci e contadini. Abati e re
Il monastero di Nonantola attraverso l’archeologia (2002-2009)
a cura di Sauro Gelichi, Mauro Librenti, Alessandra Cianciosi
pp. 418, € 80,00
All'Insegna del Giglio, 2018
ISBN: 9788878148574

Il sesto volume delle ricerche condotte dall’Università di Venezia a Nonantola in questi anni è dedicato al monumento forse più importante della provincia di Modena per il periodo medievale e per la storia non solo architettonica, ma politica, religiosa e civile dell’intera regione: l’abbazia di S. Silvestro, la cui fondazione nel 752, ad opera di Anselmo, cognato del re longobardo Astolfo, segna anche una svolta culturale, con l’indebolimento di ogni influenza bizantina, ormai delegata al ruolo di Venezia, e l’inclusione dell’Italia settentrionale nell’ambito degli imperi centro europei, prima sotto i Franchi, poi sotto i Germani. La ricerca archeologica viene declinata sotto tutti i tuoi aspetti e rappresenta bene il contributo che questo tipo di ricerche può dare alla ricostruzione storica, non solo recuperando e acquisendo elementi importanti per la storia stessa dell’abbazia dal punto di vista strutturale ed architettonico, ma recuperando tutti gli aspetti della vita sociale, delle condizioni economiche, degli aspetti culturali in senso lato della comunità dei monaci per secoli, dall’VIII al XII (Luigi Malnati).

lunedì 26 febbraio 2018

Il monastero dei delitti

Il monastero dei delitti
di Claudio Aita
pp. 352, € 9,90
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822713582

Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica. La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare. Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo. E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medievale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta. Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?
Claudio Aita è figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore e editore nel settore dei beni culturali. Ha collaborato come pubblicista con riviste di viaggio, cultura e storia locale. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare. Negli ultimi anni si è proposto come autore di thriller di ambientazione storica e contemporanea. Il monastero dei delitti è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton. Per saperne di più: www.claudioaita.it.

mercoledì 9 agosto 2017

Mille anni di uno spazio sacro

Mille anni di uno spazio sacro
Il monastero e il convento della SS. Trinità di Selva
a cura di Ilvo Santoni
pp. 306, € 20,00
Edizioni Effigi, 2017
ISBN: 978-88-6433-796-8

Uno spazio sacro con quasi mille anni di storia: la Trinità di Selva – Santa Fiora. Luogo, già scelto dagli Albobrandeschi prima del 1077, per ospitare una chiesa privata. Poi, un monastero femminile (1114-1324 ca), che si dedicò all’educazione della nobiltà di Amiata e Maremma ed alla preparazione dei cibi. Qui nasce il “pan pepato” inviato a Siena come censo poi divenuto la specialità che conosciamo. Infine, come romitorio maschile. Nel Rinascimento, gli Sforza dettero un nuovo impulso alla Trinità donandolo ai frati Osservanti, sostituiti nel 1603 da Riformati presenti fino al 1990. In questo lungo periodo fu importante centro di cultura ed ospitò una eccellente biblioteca.
Ilvo Santoni (Santa Fiora - Grosseto, 1942), docente di Materie letterarie, si è dedicato all’insegnamento e alla ricerca storico-geografica su scala locale.

martedì 23 maggio 2017

Pergamene del monastero milanese di Sant’Apollinare (1204-1263)

Pergamene del monastero milanese di Sant’Apollinare (1204-1263)
di Timothy Salemme e Maria Cristina Piva
pp. 528, € 40,00
Vita e Pensiero, 2017
ISBN:  9788834332597
 
Fondato agli inizi del Duecento, il monastero di Sant’Apollinare di Milano fu, fin dalle sue origini, tra i centri nevralgici dell’irradiamento dell’esperienza monastica femminile legata all’ideale di vita di Francesco d’Assisi: un’esperienza promossa dalla sede apostolica, e più particolarmente dal cardinale Ugolino d’Ostia, dal 1227 papa col nome di Gregorio IX. Grazie all’autorità del suo fondatore e al suo stretto rapporto col convento milanese dei frati Minori, il monastero rappresentò a lungo per la città ambrosiana e per il suo territorio un punto di riferimento per la vita regolare femminile, direttamente soggetta alla Chiesa di Roma e da quest’ultima regolamentata. L’antico tabularium di Sant’Apollinare, oggi disperso in vari fondi archivistici milanesi, costituisce una fonte di primaria importanza per lo studio e la comprensione del ruolo di assoluto rilievo giocato nel XIII secolo dall’ente regolare
sul piano religioso, sociale, economico e politico nella metropoli lombarda: un mondo nel quale, proprio in quel frangente, cominciava gradualmente a consumarsi il passaggio dagli assetti tardo-comunali a quelli delle prime esperienze proto-signorili. Questo libro offre al pubblico l’edizione critica di 109 documenti provenienti dall’antico archivio di Sant’Apollinare, risalenti tutti al periodo compreso tra il 1204 e il 1263 e attualmente conservati presso l’Archivio di Stato di Milano.
Timothy Salemme, dottore di ricerca in Storia medievale dell’Università degli Studi di Milano, ha proseguito la sua carriera presso varie università francesi e belghe. Attualmente è ricercatore in Storia medievale e Diplomatica all’Université du Luxembourg. Tra le sue opere principali si segnalano i volumi Carte del secolo XII nel fondo di San Vittore di Meda e Documenti pontifici nel tabularium del monastero cistercense di Chiaravalle Milanese (da Innocenzo II a Clemente V). È inoltre membro del comitato scientifico delle collane internazionali ARTeM e CLUDEM.
Maria Cristina Piva, laureata in Storia medievale, ha intrapreso una carriera come archivista. In campo universitario ha collaborato per numerosi anni con le cattedre di Storia della Lombardia nel Medioevo e di Esegesi delle fonti storiche medievali dell’Università degli Studi di Milano. Tra le sue principali pubblicazioni, si segnala il contributo Le carte del monastero di Santa Maria di Chiaravalle Milanese. Additiones documentarie (secolo XII), apparso sulla rivista «Scrineum».