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domenica 24 novembre 2024

Tra Giotto e Vasari

Tra Giotto e Vasari
Saggi di storia dell’arte, 1928-1991
di Ugo Procacci
a cura di Chiara Franceschini
pp. 460; € 38,00 (Acquista online con il 55 di sconto)
Viella, 2024

Ugo Procacci non fu solo il difensore del patrimonio artistico fiorentino e toscano, ma anche il maestro di una storia dell’arte interessata alla “vita” degli artisti e delle opere in tutti i loro aspetti. I sedici saggi qui raccolti, testimonianza del suo ampio spettro di interessi, forniscono alcuni dei migliori esempi delle sue scoperte storico-artistiche e del suo metodo di lavoro tanto vicino alle fonti storiche, quanto alla materialità degli oggetti e dei loro “ambienti”.

Un’autorevole voce del Novecento che ci parla di temi ancor’oggi attuali: dalla vita materiale degli artisti alle condizioni e ai contesti sociali ed economici di produzione, dalle diverse fasi di creazione alla sopravvivenza delle stesse opere nel tempo attraverso cambiamenti di gusto, riquadrature, catastrofi, distruzioni e rinascite.
Ugo Procacci (1905-1991) è stata una delle più autorevoli figure di storico dell’arte e soprintendente del Novecento. Diresse la «Rivista d’Arte» e pubblicò innumerevoli studi dedicati all’arte fiorentina e toscana tra il Trecento e il Seicento, continuando a lavorare dopo il suo pensionamento nel 1970 come docente presso l’Università di Firenze. Grazie alle sue pionieristiche ricerche contribuì alla riscoperta di opere dei più grandi maestri, da Giotto, a Masaccio, a Vasari, così come allo studio di tutto un paesaggio di fatti artistici minori, che fece riemergere dai depositi dei musei e da fondi archivistici di cui per primo capì l’importanza per gli studi storico-artistici. Per il suo ruolo di fondatore del primo moderno laboratorio di restauri in Italia, gli è stata intitolata nel 2006 la Biblioteca “Ugo Procacci” dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
Chiara Franceschini insegna Storia dell'arte moderna all'Università Ludwig-Maximilian di Monaco. Dopo gli studi e il Perfezionamento alla Scuola Normale di Pisa, ha lavorato presso il Warburg Institute di Londra ed è stata docente di Medieval and Renaissance Studies presso l'University College di Londra.

mercoledì 30 agosto 2023

Padova segreta di Giotto

Padova segreta di Giotto
Dai misteri della Cappella degli Scrovegni al racconto dell’età dell’oro padovana
di Matteo Strukul, Silvia Giorgi
pp. 256, € 14,90
Newton Compton, 2023
ISBN: 9788822771896
 
“Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura” scriveva Dante nel suo Purgatorio. Il Sommo Poeta ne era consapevole. A Padova, agli inizi del Trecento, era successo qualcosa di rivoluzionario: il celebre artista toscano, Giotto di Bondone, aveva riscritto per sempre le regole della pittura. È l’inizio dell’Arte moderna.

Matteo Strukul e Silvia Gorgi, due padovani DOC, sono le guide d’eccezione che conducono il lettore alla scoperta di quella fucina di meraviglie che fu la Padova del Trecento. Unendo il rigore storico della divulgazione al piglio appassionante dei migliori romanzi, gli autori narrano la storia dei personaggi e dei luoghi più celebri di quella incredibile stagione artistica. Dal lavoro di Giotto nella Cappella degli Scrovegni alle grandi commissioni della famiglia da Carrara, dagli intrighi politici ai soggiorni di Petrarca e, successivamente, di Donatello: un racconto corale e maestoso, che restituisce al meglio la grandezza della Padova prerinascimentale e ne sottolinea il fascino ancora oggi intatto. La magia di una città che, per la seconda volta, con i cicli d’affreschi trecenteschi – la cosiddetta Padova Urbs Picta – diviene patrimonio UNESCO, entrando nuovamente nella World Heritage List dal luglio 2021. Un affascinante affresco narrativo, che riflette il Medioevo padovano e veneto nello specchio del mecenatismo, raccontando il sogno e la visione anticipatori del Rinascimento.
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. È laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Diritto europeo e membro della Historical Novel Society. Le sue opere sono in corso di pubblicazione in quaranta Paesi e opzionate per il cinema. Per la Newton Compton ha esordito con la saga sui Medici, che comprende Una dinastia al potere (vincitore del Premio Bancarella 2017), Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia. Successivamente ha pubblicato Inquisizione Michelangelo, Le sette dinastie, La corona del potere, Dante enigma, Il cimitero di Venezia, Il ponte dei delitti di Venezia e Tre insoliti delitti. Per saperne di più su di lui: matteostrukul.com.
Silvia Giorgi, padovana DOC, è scrittrice e sceneggiatrice. Scrive di cinema, arte e nuove tendenze per il gruppo Gedi (L’Espresso) e per Sugarpulp Magazine, anche come inviata ai festival cinematografici internazionali (Venezia, Cannes, Berlino, Transilvania). Suoi servizi di viaggio sono stati pubblicati da «Elle Italia» e «il Venerdì di Repubblica». Speaker radiofonica, ha fondato Nordest Boulevard, società di pre-produzione cinematografica, di cui è amministratrice unica. Ha firmato la sceneggiatura di Giotto e il sogno del Rinascimento, documentario sulla Padova Urbs Picta. Ha curato mostre d’arte in Veneto e a Berlino, ed è responsabile contenuti di vari festival culturali. Dal 2010 vive fra Padova e Berlino. Con la Newton Compton ha pubblicato Forse non tutti sanno che a Padova..., Storie segrete della storia di Padova, I luoghi e i racconti più strani di Padova, Le incredibili curiosità di Padova, Padova che nessuno conosce, Luoghi fantastici di Padova e dove trovarli e Padova segreta di Giotto.

giovedì 1 giugno 2023

La Cappella Scrovegni

La Cappella Scrovegni
Giotto e il Cantico della Natura
di Maria Beatrice Autizi
pp. 192, € 14,90
Editoriale Programma, 2023
ISBN: 9788866439967 

Tra il 1303 e il 1305 Giotto di Bondone dipinge a Padova la piccola chiesa annessa al palazzo del ricco banchiere Enrico Scrovegni: per l’artista è l’occasione di realizzare una rivoluzione pittorica che ne avrebbe fatto il precursore del Rinascimento fiorentino e più in generale della pittura moderna. Nella Cappella Scrovegni Giotto elabora un nuovo linguaggio che traduce in forma pittorica la magistrale lezione di bellezza, il senso della natura e la fratellanza tra gli uomini acquisiti nel periodo in cui aveva dipinto nella Basilica di San Francesco ad Assisi: come il santo della povertà aveva scritto in volgare il Cantico delle Creature perché fosse compreso dal maggior numero possibile di persone, colte e popolane, così Giotto si spinse verso una pittura incredibilmente vicina al mondo reale.

Ripercorrendo la vita del più grande artista del Medioevo, il libro dà una lettura completa dell’intero ciclo di affreschi della Cappella Scrovegni, accompagnandoci in un percorso all’interno del mondo magico di Giotto dove si fondono insieme il divino, l’uomo e la natura. Si scopre dunque la presenza di un nudo segreto, ci si accosta a nuova rappresentazione dello spazio, dei volumi, dei sentimenti e degli atteggiamenti, ci si lascia sorprendere dalla veritiera rappresentazione delle erbe e dei fiori, si ammira la dettagliata descrizione anatomica dei corpi umani e si definisce la volontà dell’artista di unificare, attraverso la pittura, le altre due arti maggiori, cioè la scultura e l’architettura. Un insieme di scelte che mai nessun artista, prima di Giotto, aveva osato fare.
Maria Beatrice Autizi, già insegnante di Storia dell’Arte ecuratrice di mostre, ha pubblicato molti volumi dedicati allastoria e all’arte, concentrandosi in particolare sul territorio padovano. 

sabato 3 dicembre 2022

L'artista dell'anima

L'artista dell'anima
Giotto e il suo mondo
di Alessandro Masi
pp. 176, € 18.00
Neri Pozza, 2022
ISBN: 978-88-54523-79-1

È l’artista che per primo ha dato un’anima alle sue opere. Dei suoi quadri e dei suoi affreschi sappiamo perciò molto, ma della sua vita di uomo ben poco, avvolta com’è nella leggenda. Ora da un accurato lavoro di scavo negli archivi e dalle cronache dell’epoca, Alessandro Masi fa nascere una rigorosa e documentatissima biografia di Giotto, del «ragazzo» che rivoluzionò la pittura tra il Duecento e il Trecento, quando si preparava la Rinascenza. E lo fa narrando quella vita come fosse un romanzo. Così entriamo con Giotto nella Basilica Superiore di Assisi, nella cappella degli Scrovegni a Padova, nelle basiliche di Roma, Napoli, Firenze… Un racconto tanto vivido che sembra di sentire l’odore dei colori, di stare sulle impalcature a osservarlo dipingere, di percepire lo stupore dei committenti di fronte a opere che non avevano alcun paragone con quanto realizzato prima. Emergono con forza i suoi rapporti con il maestro Cimabue, con gli intellettuali della sua epoca e in particolare con Dante, di cui fece un ritratto giovanile nel 1302, prima dell’esilio del poeta, e che incontrò nuovamente a Padova mentre creava un capolavoro per una famiglia tanto ricca quanto chiacchierata, gli Scrovegni appunto. Boccaccio fece di Giotto un personaggio del suo Decamerone. E dietro di lui si stagliavano Petrarca e i papi del travagliatissimo periodo della sua esistenza. Ne esce lo spaccato di un’epoca, di un grande artista e di un uomo non privo di ombre e contraddizioni. Migliore interprete di sempre del poverello di Assisi, viveva nell’angoscia di diventare povero e di non poter sistemare la sua numerosa prole. Probabilmente una volta arricchito divenne anche usuraio e, invitato dagli intellettuali a schierarsi nell’agone politico dell’epoca, si dimostrò tutt’altro che incline alle azioni coraggiose.
Alessandro Masi, storico dell’arte e giornalista, è segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore) a trattati di politica culturale del ventennio fascista (Giuseppe Bottai. La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo recente studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali.

mercoledì 2 novembre 2022

I vinti

I vinti
Il corpo nela storia dell'arte
di Tommaso Montanari
pp. 112, € 12,00
Solferino, 2022
ISBN: 978-88-282-1105-1 
 
La storia dell’arte è una storia di corpi ed è con questa chiave che la racconta Tomaso Montanari, seguendo la traccia degli esclusi, degli sconfitti, dei vinti in
contrapposizione ai vincitori. Si va dai dipinti di Giotto a quelli di Ambrogio Lorenzetti, dalle opere di Donatello e Masaccio fino a Michelangelo; dal discusso monumento dei Quattro Mori di fine Cinquecento, tuttora simbolo di Livorno, ai capolavori di Caravaggio e di Lorenzo Bernini; dalla rappresentazione di uomini e donne non europei nell’arte dell’Illuminismo fino ai corpi proletari del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo e al corpo martoriato dello statista Dc Aldo Moro monumentalizzato da William Kentridge: un cammino inedito, uno sguardo curioso e nuovo che cuce insieme epoche, stili, pensieri diversi col filo rosso di un’idea. Un percorso che aiuta a leggere il nostro passato ma anche il drammatico presente dei più deboli, della guerra e delle sue vittime.
Tomaso Montanari è nato a Firenze il 15 ottobre 1971. Studia la storia dell’arte europea del XVII secolo (cui ha dedicato oltre cento saggi scientifici, cercando di rispondere alle domande poste dalle opere d’arte con tutti gli strumenti sviluppati nella storia della disciplina: dalla filologia attributiva alla ricerca documentaria, dalla critica delle fonti testuali all’analisi dei significati, ad una interpretazione storico-sociale) e la storia del patrimonio culturale. Si è formato al Liceo classico ‘Dante’ di Firenze. Si è laureato in Lettere moderne all’Università degli studi di Pisa. È Rettore dell'Università per stranieri di Siena.

venerdì 13 maggio 2022

An Evocation of the Basilica of St. Francis of Assisi

An Evocation of the Basilica of St. Francis of Assisi
a cura di Margaret Pont
pp. 184, € 40,00 (Acquista online cn il 5% di sconto)
Skira, 2022
ISBN: 885724643
 
Un volume in inglese, splendidamente illustrato, racconta la straordinaria ricchezza artistica degli affreschi del ciclo di San Francesco.
La Basilica di San Francesco d’Assisi offre una travolgente molteplicità di immagini e di artisti come Simone Martini, Pietro Lorenzetti, Cimabue e Giotto. Questo libro si concentra su scene specifiche che raccontano il rinnovamento spirituale e la nuova vita che Francesco portò in Umbria e in Italia. Una narrazione autorevole e avvincente ci guida all’interno dei temi chiave del fenomeno francescano, di un cambiamento radicale di coscienza nei confronti delle relazioni umane e del proprio rapporto con la Natura.
Splendidamente illustrata, questa analisi vuole evocare l’atmosfera artisticamente ricca e innovativa e il quadro storicamente complesso in cui vissero San Francesco, Giotto di Bondone e Dante Alighieri. Margaret Pont ci coinvolge su un piano emotivo per farci comprendere la raffigurazione, fino a quel momento inedita, delle espressioni umane più sincere. Evidenziando il naturalismo drammaticamente accentuato di certi episodi e di alcune figure, l’autrice afferma che non potevano che essere opera dell’inimitabile Giotto.
Margaret Pont è una scienziata australiana che ha lavorato in ingegneria genetica e bioetica per trent’anni. Ha poi completato i suoi Master of Fine Arts, e ha studiato letteratura italiana presso l’Universit di Melbourne. Negli ultimi venticinque anni ha diviso il suo tempo tra Melbourne e Assisi.

venerdì 25 febbraio 2022

L'artista dell'anima. Giotto e il suo mondo

L'artista dell'anima
Giotto e il suo mondo
di Alessandro Masi
pp. 176, € 18,00
Neri Pozza Edizioni, 2022
ISBN: 978-88-54523-79-1
 
È l’artista che per primo ha dato un’anima alle sue opere. Dei suoi quadri e dei suoi affreschi sappiamo perciò molto, ma della sua vita di uomo ben poco, avvolta com’è nella leggenda. Ora da un accurato lavoro di scavo negli archivi e dalle cronache dell’epoca, Alessandro Masi fa nascere una rigorosa e documentatissima biografia di Giotto, del «ragazzo» che rivoluzionò la pittura tra il Duecento e il Trecento, quando si preparava la Rinascenza. E lo fa narrando quella vita come fosse un romanzo. Così entriamo con Giotto nella Basilica Superiore di Assisi, nella cappella degli Scrovegni a Padova, nelle basiliche di Roma, Napoli, Firenze… Un racconto tanto vivido che sembra di sentire l’odore dei colori, di stare sulle impalcature a osservarlo dipingere, di percepire lo stupore dei committenti di fronte a opere che non avevano alcun paragone con quanto realizzato prima. Emergono con forza i suoi rapporti con il maestro Cimabue, con gli intellettuali della sua epoca e in particolare con Dante, di cui fece un ritratto giovanile nel 1302, prima dell’esilio del poeta, e che incontrò nuovamente a Padova mentre creava un capo - lavoro per una famiglia tanto ricca quanto chiacchierata, gli Scrovegni appunto. Boccaccio fece di Giotto un personaggio del suo Decamerone. E dietro di lui si stagliavano Petrarca e i papi del travagliatissimo periodo della sua esistenza. Ne esce lo spaccato di un’epoca, di un grande artista e di un uomo non privo di ombre e contraddizioni. Migliore interprete di sempre del poverello di Assisi, viveva nell’angoscia di diventare povero e di non poter sistemare la sua numerosa prole. Probabilmente una volta arricchito divenne anche usuraio e, invitato dagli intellettuali a schierarsi nell’agone politico dell’epoca, si dimostrò tutt’altro che incline alle azioni coraggiose.
Alessandro Masi, storico dell’arte e giornalista, è segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore) a trattati di politica culturale del ventennio fascista (Giuseppe Bottai. La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo recente studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali.

giovedì 11 febbraio 2021

La Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni
La rivoluzione di Giotto
di Giuliano Pisani
pp. 176, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Skira, 2021
ISBN: 885724363
 
Un viaggio alla scoperta del rivoluzionario ciclo pittorico  di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, sia sul piano storico-artistico che su quello teologico-religioso
Giuliano Pisani ci accompagna nel cuore di uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale: gli affreschi dipinti da Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Tessera dopo tessera ci svela il mosaico affascinante e complesso della storia sacra, individuando le fonti di riferimento e fornendo una lettura finalmente unitaria e coerente dell’intero ciclo. Ne risultano chiariti i numerosi simboli e si individua nel frate eremitano Alberto da Padova colui che fornì al pittore le linee concettuali e il programma teologico. La loro intesa dà vita al capolavoro. Questo mirabile scrigno ci chiama a meditare sulle nostre scelte; ci invita al senso di responsabilità, individuale collettiva; ci indica la via del bene, della giustizia, della speranza, dell’amore.
Nella Cappella degli Scrovegni, Giotto rivoluziona il linguaggio della pittura, introducendo il realismo, descrivendo i sentimenti, curando la resa minuziosa dei dettagli, l’esattezza architettonica, la scansione dello spazio, la prospettiva che scandisce i piani e crea profondità. E soprattutto il trionfo del colore e della luce.
Giuliano Pisani studioso di storia dell’arte e del mondo classico e umanistico, in particolare di Platone, Plutarco morale e Marsilio Ficino, ha dedicato numerosi articoli all’esegesi della Cappella degli Scrovegni, di cui ha fornito una lettura filologica fortemente innovativa. Decisiva è stata la sua scoperta che il programma affrescato da Giotto segue la conce-zione teologica agostiniana. È autore del bestseller I volti segreti di Giotto. Le rivelazioni della Cappella degli Scrovegni, Rizzoli 2008, con cui ha vinto nel 2009 la XVI edizione del Premio del Libraio - Città di Padova. Ha scritto il saggio sul programma della Cappella degli Scrovegni per il catalogo della mostra romana Giotto e il Trecento (2009) e con Alessandro Tomei ha curato la mostra veneziana Magister Giotto (2017). Suo anche il testo del video che accoglie i visitatori nel Corpo Tecnologico Attrezzato della Cappella degli Scrovegni. Socio effettivo dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti e di altre prestigiose istituzioni, è Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

sabato 26 dicembre 2020

La politica dell’evidenza nel Trecento fiorentino

La politica dell’evidenza nel Trecento fiorentino
di Klaus Krüger
traduzione di Viviana Chilese
pp. 112, € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833133195
 
Nel corso del Trecento, le immagini diventano sempre più parte integrante del discorso politico e dell’azione pubblica, con una capacità di impatto visivo senza precedenti. Sulle facciate delle piazze urbane, in palazzi comunali, in chiese o conventi, in edifici di arti e confraternite, le pitture acquisiscono un potere enorme, “interagendo” con riunioni, rituali o cerimonie e raffigurando una realtà in cui i vari gruppi sociali potevano riconoscersi.
Un fenomeno tanto complesso solleva questioni di vasta portata. In che modo le immagini raffigurarono argomenti politici teorici e astratti, questioni di giurisdizione, affari di governo, restando al contempo fedeli al nuovo paradigma “realistico” di Giotto? E quale importanza ebbe il postulato della “bellezza” e del valore estetico, sempre più richiesto dall’élite di committenti ricchi e politicamente potenti?
In questo saggio sull’efficacia politica delle immagini e il loro significato costitutivo per l’immaginazione sociale nell’età di Giotto e Dante, Klaus Krüger svela al lettore un affascinante palcoscenico, centrale nella storia dell’arte italiana alla vigilia del Rinascimento.
Klaus Krüger insegna Storia dell’arte presso la Freie Universität di Berlino ed è stato visiting professor a Parigi (EHESS), New York (Columbia University), Vienna (IFK) e Roma (Bibliotheca Hertziana). Tra le sue pubblicazioni recenti: Grazia. Religiöse Erfahrung und ästhetische Evidenz (Göttingen 2016) e Bildpräsenz – Heilspräsenz. Ästhetik der Liminalität (Göttingen 2018).

sabato 30 maggio 2020

Giotto

Giotto
traduzione di Electra Cannata
a cura di Laura Cavazzini
pp. 80, € 13,00
Abscondita editore, 2020
EAN: 9788884168504
«È difficile resistere alla tentazione di affermare che Giotto fu il più grande artista che sia mai vissuto, frase questa usata a proposito di troppi maestri per conservare il suo pieno significato enfatico. Ma egli rappresenta, perlomeno, il più prodigioso fenomeno in tutta la storia dell'arte a noi nota. L'aver creato quasi dal nulla, il crudo realismo di Cimabue temperato dall'esausta compiutezza dei bizantini, un'arte in grado di esprimere tutta la gamma delle emozioni umane; l'aver trovato quasi senza guida il modo di trattare il materiale grezzo della vita stessa in uno stile così diretto, così duttile all'idea, e al tempo stesso così essenzialmente grandioso ed eroico; l'aver colto intuitivamente quasi tutti i princìpi rappresentativi, per stabilire i quali, scientificamente, occorsero due secoli di continue ricerche; l'aver compiuto tutto questo è, senza dubbio, una prova meravigliosa, superiore a quella che un qualsiasi altro artista abbia mai dato».
Laura Cavazzini è docente di Storia dell'Arte Medievale all'Università degli studi di Trento.

domenica 18 novembre 2018

«E ridusse al moderno»

«E ridusse al moderno»
Giotto gotico nel rinnovamento delle arti
di Alessio Monciatti
pp. 414, € 60,00
CISAM, 2018
ISBN: 978-88-6809-177-4

Anche per la migliore tradizione di studi giotteschi la piena maturità del maestro resta la stagione della sua operosa vita meno assestata nella ricostruzione storica dei fatti e nella valutazione critica. Il volume si concentra sul decennio che all’incirca intercorse fra i murali della cappella Peruzzi e gli affreschi della cappella Bardi di Santa Croce in Firenze. Queste e le altre opere, realizzate anche ad Assisi e Roma, sono analizzate singolarmente nella specificità dei loro esiti formali e valutandone l’intero processo generativo, dall’occasione della committenza alla loro intelligenza ed esecuzione. Giotto «ebbe [allora] l’arte più compiuta che avesse mai più nessuno» (Cennini) e dimostra il definitivo sviluppo della sua arte: nelle singole realtà figurative è moderno, gotico, per stile e nella concezione delle immagini, che fonda una rinnovata considerazione dell’arte e dell’artista.
Alessio Monciatti è Professore Ordinario di Storia dell’arte medievale presso l’Università degli Studi del Molise dal 1° febbraio 2018. Afferisce al Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione.

venerdì 21 luglio 2017

Il magnifico ribelle

Il magnifico ribelle
Il Mugello di Giotto
di Riccardo Nencini
pp. 72, € 10,00
Polistampa, 2917
ISBN: 9788859617327

Se le vette artistiche raggiunte da Giotto restano manifeste e indiscutibili, molti dubbi aleggiano ancora sulla sua biografia. Impugnando con maestria gli strumenti dello storico, l’autore affronta un viaggio nel tempo verso la Firenze della seconda metà del Duecento per svelare, grazie a testimonianze e documenti inediti, alcuni dei misteri che avvolgono le origini del grande pittore e il suo ruolo nelle vicende del tempo. Chi era veramente Angiolo (o forse Ambrogio) di Bondone, dove aveva visto la luce, da dove aveva attinto per il suo genio tradotto in segno e in colore? L’indagine prende le mosse dal Miracolo della sorgente, un affresco il cui sfondo nasconde indizi preziosi…
Riccardo Nencini è nato in Mugello (Firenze) nell’ottobre 1959. Politico, storico, scrittore, è vice ministro nel governo Gentiloni. Autore di saggi e romanzi storici, ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport con Il giallo e il rosa (Giunti, 1998) ed è stato finalista al Premio Acqui Storia con L’imperfetto assoluto (Pagliai, 2009). Al romanzo storico La battaglia (Polistampa 2001, Pagliai 2015) è stato assegnato il Premio Pascal D’Angelo. Il breve saggio Il magnifico ribelle. Il Mugello di Giotto (Polistampa 2017) si avvale dei testi introduttivi di Cristina Acidini e Franco Cardini.
Il profondo legame con Oriana Fallaci ha ispirato il best seller Morirò in piedi (Polistampa, 2007), più volte ristampato e tradotto in diverse lingue ed Il fuoco dentro: Oriana e Firenze, edito da Mauro Pagliai a dieci anni dalla morte della scrittrice.

giovedì 16 febbraio 2017

Firenze prima di Arnolfo

Firenze prima di Arnolfo
Retroterra di grandezza
a cura di Timothy Verdon
Atti del doppio ciclo di conferenze su arte, urbanistica e storia della Firenze di ottocento anni fa
pp. 244, € 28,00
Mandragora, 2017
ISBN: 978-88-7461-310-6

Scrivendo nel primo Trecento dell’erigenda nuova Cattedrale, Giovanni Villani dice che quella precedente, Santa Reparata, era «piccola e di molto grossa forma». La stessa cosa si poteva forse dire di quasi tutte le strutture pubbliche cittadine, e della città di Firenze nel suo insieme, prima dell’esplosione edilizia avvenuta negli ultimi decenni del Duecento, il cui protagonista fu Arnolfo di Cambio. Come era allora Firenze tra l’XI e la fine del XIII secolo prima dell’espansione della cinta muraria, prima delle grandi basiliche, prima di Santa Maria del Fiore e di Palazzo della Signoria? E quali energie religiose, politiche, economiche prepararono la totale ridefinizione del concetto della città ai tempi di Arnolfo, Dante e Giotto?

lunedì 12 ottobre 2015

Giotto e i francescani

Giotto e i francescani
Tre paradigmi di committenza
di Julian Gardner
pp. 160, € 24,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2015
ISBN: 9788867283255

Alcune delle più importanti imprese pittoriche “francescane” di Giotto e della sua vasta bottega (a Pisa, Firenze e Assisi) sono qui studiate da uno dei maggiori esperti internazionali di arte italiana del Trecento. L’analisi di questi dipinti non è condotta tanto sotto il profilo stilistico e filologico, quanto piuttosto come chiave per comprendere le congiunture storiche e politiche, anche drammatiche, che a queste opere fanno da sfondo, occasione e necessario contesto.
Nel corso dei primi vent’anni circa del Trecento, infatti, l’Ordine francescano ‒ cui tutte queste opere fanno in varia misura capo ‒ subisce profonde trasformazioni, in stretto rapporto con le vicende della Chiesa migrata ad Avignone, e con l’evoluzione economica, finanziaria e politica delle città che costituiscono gli scenari degli avvenimenti, Pisa, Firenze, e Assisi. L’Ordine francescano, legato, per un verso, ai principi e alle scelte radicali del Fondatore, e per un altro fortemente partecipe della società contemporanea, e in strettissimi rapporti con i banchieri fiorentini e le élites intellettuali, ridefinisce la figura di Francesco, e la presenta in modi che Giotto, come Gardner ci indica, riesce a rappresentare con straordinaria efficacia visiva e propagandistica.
Ne deriva un quadro movimentato e colorito, ben lontano dall’immagine stereotipata che spesso si dà dell’artista e dei suoi committenti. Un libro di storia e di storia dell’arte avvincente e innovativo.
Julian Gardner, professore emerito di Storia dell’arte all’Università di Warwick, ha svolto attività di ricerca e insegnamento anche alla Bibliotheca Hertziana di Roma, all’Università di Berkeley e al Center for Advanced Studies in the Visual Arts presso la National Gallery of Art di Washington. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo The Tomb and the Tiara (Oxford 1992) e The Roman Crucible: The Artistic Patronage of the Papacy 1198-1304 (München 2013).  

venerdì 11 settembre 2015

Giotto, l'Italia

Giotto, l'Italia
a cura di Serena Romano e Pietro Petrarola
pp. 192, 120 col. ill., € 35,00
Electa, 2015
ISBN: 88-918051-3-0
 
"Giotto, l'Italia" costituisce l'evento espositivo (dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016) che concluderà il semestre di Expo a Milano. Intende attirare l'attenzione della folla cosmopolita dei visitatori di Expo su quello che è l'artista fondatore della cultura figurativa italiana, Giotto, l'alter ego di Dante Alighieri nel campo delle arti visive Il progetto si concentra su una serie di capolavori assoluti, nessuno dei quali è stato mai esposto a Milano, e che mai sono stati riuniti tutti insieme in una mostra Fra le opere in esposizione si citano come esempi, fra gli highlights, il polittico Stefaneschi, che era il retablo dell'altar maggiore di San Pietro in Vaticano, il polittico di Bologna, conservato nella Pinacoteca della città, e il polittico Baroncelli, proveniente da Santa Croce a Firenze, che per l'occasione sarà riunito ad uno scomparto originariamente pertinente il dipinto e oggi conservato a San Diego in California.
La mostra è ospitata in Palazzo Reale a Milano, che è anche il luogo dove Giotto lasciò la sua ultima opera, oggi perduta. Ai dipinti in mostra si affianca la ricostruzione della cappella Peruzzi di Santa Croce a Firenze, basata sulla documentazione fotografica a ultravioletto realizzata dall'Opificio delle Pietre Dure. Infine la ricostruzione virtuale è affidata a Studio Azzurro, che si occupa anche di arricchire il percorso espositivo con suggestioni virtuali e tecnologiche.
Il catalogo, in doppia edizione (italiano e inglese), presenta nella prima parte una serie di saggi tematici, ovvero un "racconto" delle opere in mostra, a cura dei massimi esperti dell'artista, illustrato da pregiati particolari realizzati appositamente per l'occasione.
La seconda parte è invece dedicata ad approfondimenti sulla tecnica del maestro (pittura su tavola, pittura murale) nonché ai luoghi di Giotto a Milano, saggio nel quale si evidenziano le nuove scoperte dopo i restauri appena ultimati della Crocefissione di San Gottardo.

domenica 30 agosto 2015

Giotto e i cicli pittorici del Trecento a Padova

Giotto e i cicli pittorici del Trecento a Padova
a cura di Davide Banzato, Manuela Masenello, Giovanna Valenzano
pp. 120, € 15,00
Skira, 2015
ISBN: 885722833

Nel XIV secolo Padova attraversa un periodo di fervida vitalità culturale. L'iniziativa di Enrico Scrovegni, che commissiona a Giotto la decorazione della cappella di famiglia, apre la strada a un nuovo modo di intendere la produzione artistica. In particolare dopo l'affermazione della signoria dei Carraresi essa diviene uno strumento di celebrazione del potere e del prestigio dei nobili committenti. Frutto di questo clima sono gli splendidi cicli pittorici che la città conserva, realizzati nel corso del Trecento da artisti di grande rilievo: Pietro e Giuliano da Rimini, Guariento, Giusto de' Menabuoi, Jacopo Avanzi, Altichiero da Zevio e Jacopo da Verona. Profondamente segnati dalle innovazioni introdotte da Giotto, essi portano avanti, sviluppandole secondo la propria personalità, le ricerche spaziali e formali del maestro. Questa guida illustra tale sviluppo artistico esaminandone il divenire e i protagonisti, ponendo particolare attenzione ai forti elementi di novità che rendono la Padova trecentesca una tappa fondamentale del percorso che, dal tardo Medioevo, conduce alle origini del Rinascimento.

martedì 19 novembre 2013

Il Tesoro d'Italia

Il Tesoro d'Italia
La lunga avventura dell'arte
di Vittorio Sgarbi
pp. 480, € 22,00
Bompiani, 2013
ISBN: 45274565
 
C’è un’Italia protetta e remota a Morano Calabro, a Vairano, a Rocca Cilento, a Vatolla, a Giungano, a Torchiara, a Perdifumo, incontaminati presidi del Cilento. Poi ci sono le apparizioni. Come gli affreschi di Sant’Angelo in Formis, come il duomo di Anagni con il quale si apre il racconto pittorico di questo libro, anche se i primi segnali della lingua nuova, diretta, espressiva, sapida, sono nella scultura, a partire da Wiligelmo a Modena in parallelo con i primi vagiti della lingua italiana. Quei confini nei quali sono ristretti a coltivare i campi, cacciati dal Paradiso terrestre, Adamo ed Eva. Poco più tardi vedremo altri contadini affaticati, di mese in mese, nel Battistero dell’Antelami a Parma. Soltanto a Ferrara il lavoro sembrerà riservare una imprevista felicità. Il Maestro dei Mesi trasmette il piacere che ha provato estraendo fanciulli dalla pietra. Siamo nel 1230, in largo anticipo sul ritrovamento della vita nella pittura, prima ancora che in Toscana, nel cuore della Valle Padana, a Cremona, con il racconto delle storie di Sant’Agata di un maestro anonimo; non sarà un caso che la nuova lingua toscana in pittura si espanda fino a Padova con Giotto nella Cappella degli Scrovegni, e di lì in tutto il Nord. Siamo in apertura del Trecento, e diventa lingua universale quella che ha iniziato a parlare Giotto, ponendosi davanti le energie dei corpi e la loro azione, con una tale efficacia da determinare quasi un secolo di imitatori, le cui gesta noi parzialmente raccontiamo accompagnando il viaggiatore e il lettore in Toscana e altrove, fino ad arrivare, in chiusura di secolo, a Lorenzo Monaco, sfinito interprete di un gotico fiorendo. E che fiorirà – eccome fiorirà! – e sarà l’ultimo giardino, perché con la vita vera si confronterà, con la stessa energia del Giotto franco, consistente e dominante con la sua umanità, il giovane Masaccio. Dopo questo lungo travaglio la pittura italiana entra nella sua piena maturità. Di tante tappe, allora, verso la felicità espressiva nel Rinascimento, questo libro, come una lunga avventura, dà conto in una continua sorpresa.
Vittorio Sgarbi è nato a Ferrara. Critico e storico dell’arte, ha curato numerose mostre in Italia e all’estero, è autore di saggi e articoli. Nel 2011 ha diretto il Padiglione Italia per la 54a Biennale d’Arte di Venezia. Per Bompiani ha pubblicato Il bene e il bello (2002), Dell’anima (2004), Ragione e passione. Contro l’indifferenza (2005), Vedere le parole (2006), Clausura a Milano e non solo. Da suor Letizia a Salemi (e ritorno) (2008), L’Italia delle meraviglie. Una cartografia del cuore (2009), Viaggio sentimentale nell’Italia dei desideri (2010), Le meraviglie di Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri (2011), Piene di grazia. I volti della donna nell’arte (2011) e L’arte è contemporanea (2012).