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lunedì 2 giugno 2025

Quando Venezia distrusse l’Impero romano

Quando Venezia distrusse l’Impero romano
1204. La crociata dei bugiardi contro Costantinopoli 
di Marco Cappelli
pp. 432; € 22,00
Solferino, 2024
ISBN: 978-88-282-1498-4
 
1204: Costantinopoli, la regina delle città, brilla ancora della gloria dell’Impero romano. Sulle sponde del Bosforo, trecentomila anime fanno di Nuova Roma la più ricca e potente delle metropoli del Mediterraneo, quasi un’arca dell’antichità trasportata nel cuore del Medioevo.

Eppure, da decenni il potere dell’Impero romano è in declino: i Turchi minacciano le sue frontiere orientali, le crociate ne hanno scalfito l’autorità, le guerre civili ne hanno scosso le fondamenta. Venezia, il suo lontano avamposto nelle lagune dell’Adriatico, ormai domina i mari in modo indipendente.
Quando però Papa Innocenzo III decide di indire l’ennesima crociata per recuperare il Santo Sepolcro, nessuno a Costantinopoli può immaginare cosa è in procinto di accadere. Venezia non porterà l’armata dei barbari crociati a Gerusalemme, ma sotto le imponenti mura teodosiane, che da otto secoli proteggono la capitale dei Romani. Al comando della flotta veneziana ci sarà Enrico Dandolo, formidabile novantenne, cieco e geniale, determinato a fare della sua Serenissima Repubblica una grande potenza.
Questa è la storia di come il tradimento, il fato, le bugie e l’ingordigia fecero piovere rovina sulla città imperiale, inaugurando ottocento anni di recriminazioni tra l’Occidente cattolico e l’Oriente ortodosso.
Marco Cappelli bocconiano ed ex manager, è diventato uno dei maggiori divulgatori di storia in Italia, grazie al successo del suo podcast "Storia d'Italia", che ha vinto tra l’altro il prestigioso premio per Best non-English podcast dei Discover podcast awards e ha superato ad oggi i tre milioni di ascolti. Marco Cappelli è anche conferenziere e scrittore: per Storytel ha realizzato due stagioni di un podcast intitolato Guerre incivili.

domenica 25 maggio 2025

L’ imperatore, San Michele Arcangelo e la spada

L’ imperatore, San Michele Arcangelo e la spada
Dialoghi iconografici e strategie figurative a difesa di Costantinopoli
di Andrea Torno Ginnasi
pp. 336; € 49,00
Milano University Press, 2025
EAN: 9791255101956
 
Il volume è dedicato all’origine celeste dell’autorità militare nel mondo bizantino attraverso l’esame del rapporto tra l’imperatore e l’Arcangelo Michele con attenzione per le testimonianze visive e per il loro addentellato ideologico e cerimoniale, con l’obiettivo di delineare i costanti “dialoghi iconografici” tra i due personaggi e di porre in luce le comuni “strategie figurative” adottate per la difesa dell’impero. Il filo conduttore è individuato nella spada, letta non come arma ma quale insegna del potere e simbolo della tutela celeste mediata dall’archistratega, protezione che, in seconda battuta, il sovrano estende ai territori su cui governa. Il volume consta di tre sezioni: la prima è dedicata all’imperatore, la seconda all’arcangelo, mentre la terza pone in dialogo diretto le due figure tramite l’esame delle immagini che esprimono le prerogative tutelari da loro condivise.
Andrea Torno Ginnasi ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università degli Studi di Milano nel 2013 con una tesi sul tema dell’incoronazione imperiale a Bisanzio in rapporto agli aspetti cerimoniali e al loro riflesso nella produzione artistica e numismatica. Il suo ambito di ricerca riguarda la produzione figurativa bizantina con particolare interesse per il repertorio iconografico di tema imperiale, le arti di lusso e i rapporti con la numismatica.

lunedì 19 maggio 2025

La storia di Michele Attaliate. (Costantinopoli 1034-1080)

La storia di Michele Attaliate. (Costantinopoli 1034-1080)
di Maurizio Micheli
pp. 236; € 29,00
Edizioni Il Cerchio, 2025
EAN: 9788884747433
 
Questa traduzione della Storia di Michele Attaliate, la prima integrale in lingua italiana, si affianca a due eccellenti traduzioni: quella in spagnolo di I. Pérez Martin (ed. Nueva Roma, CSDIC, 2002) e quella in inglese di A. Kaldellis e D. Krallis (ed. Dunbarton Oaks, Harvard University Press, 2012), entrambe traduzioni con note erudite e con testo greco a fronte.

Per il lettore italiano non accademico il testo dell’Attaliate restava dunque di non facile accesso e questo ha motivato l'impresa della nuova traduzione, con l’obiettivo di renderlo fruibile non soltanto dalla ristretta cerchia degli specialisti in bizantinistica, ma dal più vasto numero degli interessati alla storia di un impero romano che ha legittimamente protratto la sua esistenza per più di un millennio dopo che la parte occidentale aveva terminato il suo ciclo.
Maurizio Micheli (Ancona, 1958); laureato con lode in giurisprudenza, esperienze lavorative manageriali in società nazionali, nonché in associazioni professionali, come presidente AIDP Marche, in organismi di volontariato, come presidente/commissario del comitato locale CRI di Chiaravalle (An) e in associazioni di servizio, come presidente del Kiwanis Club Ancona Nord). Appassionato di archeologia e di storia, in particolare di quella dell’Impero Romano d’Oriente.

venerdì 31 gennaio 2025

La Città del Sole

La Città del Sole
Primato romano ed ecclesiologia nella corrispondenza papale verso l’Oriente greco (XI-XIII sec.)
di Nicola Naccari
pp. 248; € 25,00
Bologna University Press, 2024
ISBN: 9791254774083

Roma e Costantinopoli: due capitali, due chiese, le due anime del cristianesimo calcedoniano, quella latina e quella greca, chiese sorelle e rivali, così simili e così diverse. Nella lunga storia della loro separazione, la geografia non ha aiutato, gli eventi hanno acuito le fratture, gli uomini hanno completato il lavoro. L’epoca medievale non ha rappresentato solamente lo sfondo in cui i due “polmoni della cristianità” hanno smesso di respirare sinfonicamente (se mai lo avessero realmente fatto) ma i secoli in cui una città, con la sua Chiesa e il suo papa, ha iniziato a pensare se stessa diversamente rispetto all’altra. Il volume indaga i tempi e i modi in cui Roma iniziò a pensarsi diversamente rispetto a tutti gli altri poteri ecclesiastici e civili, ponendosi come vertice indiscusso e trascendente. E, di conseguenza, illustra come i papi furono costretti a confrontarsi in Oriente con un modo di concepire il mondo totalmente antitetico.

Nicola Naccari, docente di Filosofia e Storia nella scuola secondaria di II grado. Laureato in Scienze Storiche nel 2012 presso l’Università di Bologna, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Studi sul Patrimonio culturale/Cultural Heritage Studies presso il medesimo Ateneo, sede di Ravenna, nel 2017. I suoi ambiti di ricerca si sono focalizzati sulla storia del cristianesimo medievale, sull’ecclesiologia romana e sui rapporti politico-ecclesiali tra Roma e Costantinopoli nei secoli XI-XIII.

venerdì 8 novembre 2024

Il segreto del Mandylion

Il segreto del Mandylion
di Bruno Di Marco, Marcello Ciccarelli
pp. 352; € 9,90
Newton Compton, 2024
ISBN: 9788822787712

Roma, 1210. Ancora sconvolto per gli orrori a cui ha assistito durante il sacco di Costantinopoli, il giovane converso Ventura viene inviato a Roma, per aiutare nella ristrutturazione dell’abbazia delle Tre Fontane. Presso la bottega del campanaro Flogisto, che deve realizzare le campane dell’abbazia, Ventura conosce una misteriosa giudea di nome Nera, di cui si innamora. Nera e Flogisto, però, hanno un segreto: sono dei ladri di manoscritti. E proprio la loro abilità nei furti finisce per coinvolgere tutti e tre in un complotto volto ad arginare lo strapotere del cardinale Pelagio Galvani, legato pontificio a Costantinopoli che traffica in reliquie e che potrebbe avere avuto un ruolo oscuro nell’assedio della città. La missione? Rubargli il misterioso Mandylion, il velo leggendario su cui è impressa l’effigie di Gesù. Accompagnati dal geniale matematico Leonardo Fibonacci, che si unisce a loro nella speranza di mettere le mani su un prezioso e introvabile trattato di geometria di Euclide, Ventura, Nera e Flogisto partono per Costantinopoli, pronti a rischiare la vita per impossessarsi del cimelio...
Bruno Di Marco insegna storia dell’arte a Latina ed è stato allievo di Marcello Ciccarelli. Con lui ha pubblicato La confraternita degli assassiniIl mistero del codice Fibonacci e Il segreto del Mandylion.
Marcello Ciccarelli è un ex professore di matematica, ha collaborato con l’Università di Roma La Sapienza ed è stato presidente della sezione di Latina di Mathesis. Con Bruno Di Marco ha pubblicato La confraternita degli assassiniIl mistero del codice Fibonacci e Il segreto del Mandylion.

domenica 11 agosto 2024

Gregorio IX e Roma

Gregorio IX e Roma
Arte, processioni e spazio sacro tra Costantinopoli e la Terra Santa
di Claudia Bolgia
pp. 176; € 40,00 (Acquista olnline con il 5% di sconto)
Cmpisano Editore, 2024
ISBN: 979-12-80956-60-6

La letteratura specialistica ha finora limitato al perduto mosaico della facciata della Basilica Vaticana l’attenzione di Gregorio IX per Roma. Un approccio interdisciplinare, che unisce l’analisi storico-artistica e archeologica allo studio di fonti neglette e alla rilettura di testimonianze documentarie, grafiche ed epigrafiche, consente ora di ricostruire un quadro molto più ricco e sfaccettato, permettendo di colmare una grave lacuna storiografica. Il presunto ‘vuoto’ della Roma di Gregorio IX si rivela così ‘pieno’ di iniziative papali molteplici e varie, che spaziano dall’uso e dalla sapiente trasformazione dello spazio urbano all’attenzione per le infrastrutture, dagli interventi architettonici a quelli riguardanti lo spazio sacro, fino all’impiego di reliquie e icone in processioni spettacolari, volte a mobilitare la popolazione. Il libro offre inoltre, basandosi su fonti fin qui trascurate dalla critica, una rilettura del messaggio che il mosaico di facciata della Basilica petrina intendeva comunicare, a partire dalla reinterpretazione della moneta offerta dal pontefice a Cristo come uno dei trenta denari per i quali Giuda vendette il maestro. Il mosaico vaticano emerge ora come uno straordinario manifesto della visione ecclesiologica e del pensiero escatologico di Gregorio IX, nonché del suo ruolo pastorale, contribuendo a illuminare significativi cambiamenti nella Chiesa e nella società della prima metà del XIII secolo.
Claudia Bolgia è Professoressa Ordinaria di Storia dell’Arte Medievale all’Università degli Studi di Udine. Autrice di Reclaiming the Roman Capitol. Santa Maria in Aracoeli from the Altar of Augustus to the Franciscans, c. 500-1450(London-New York 2017, e co-curatrice di Rome across Time and Space. Cultural transmission and the Exchange of Ideas, ca. 500-1400 (Cambridge 2011, si occupa di Roma medievale e di arte e architettura degli Ordini Mendicanti, con particolare attenzione allo spazio sacro, al suo allestimento e alla ricostruzione di monumenti smembrati e contesti perduti. Le novità di tali ricerche le sono valse finanziamenti e Fellowships presso i principali centri di ricerca internazionali, tra cui Pembroke College - University of Cambridge (2004-2007), Villa I Tatti - The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies (2009-2010), il Carnegie Trust for the Universities of Scotland (2010-2011, la British Academy (2012), CASVA - Center for Advanced Study in the Visual Arts (2016-2017, la Newberry Library (2016-2017, e il Leverhulme Trust (2017-2018).

sabato 10 agosto 2024

Costantinopoli e il suo impero

Costantinopoli e il suo impero
Arte, architettura, urbanistica nel millennio bizantino
di Mauro Della Valle
pp. 256; € 24,00
Jaca Book, 2024
EAN: 9788816418684

Negli ultimi decenni la nozione di «arte bizantina» si è ampliata al punto da divenire un contenitore molto elastico nel quale far confluire esperienze molto diverse, dalle Isole Britanniche alla Nubia, dalla Spagna alla Georgia e all’Armenia. In realtà la gran parte di questi territori, in contatto con l’Impero bizantino a vario titolo e in momenti diversi, ha presto sviluppato una fisionomia artistica molto caratteristica e il contributo di Bisanzio non è più identificabile. Questo libro mostra come si debba parlare di «arte bizantina» esclusivamente per quella prodotta nei territori governati dall’imperatore d’Oriente o in altre aree ove sia dimostrabile la presenza di maestranze provenienti da quei territori o dalla capitale Costantinopoli. Costantinopoli, con la sua impareggiabile produzione architettonica e artistica ha esercitato per secoli una forte influenza sull’intero Mediterraneo. La caduta della città per mano degli Ottomani, il 29 maggio 1453, pone fine in modo brusco a una vicenda più che millenaria.
Mauro Della Valle Ph. D. si è laureato in Lettere con Fernanda de’ Maffei presso la Sapienza Università di Roma. Ricercatore confermato presso l’Università degli Studi di Milano “La Statale”, dall’A.A. 2000-2001 insegna Storia dell’Arte bizantina e Storia dell’Arte medievale presso il Dipartimento di Beni culturali e ambientali e presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia della stessa Università.

sabato 10 febbraio 2024

La caduta di Costantinopoli 1453

La caduta di Costantinopoli 1453
di Stephen Tumbull, David Nicolle
pp. 208, € 28,00
Leg, 2023
EAN: 9791255211075
 
Il libro presenta due aspetti chiave della storia di Costantinopoli e dell’Impero bizantino: dopo una prima parte dedicata all’analisi minuziosa del sistema di fortificazioni della capitale, una seconda segue le ultime tappe che condussero gli ottomani alla conquista della città nel 1453, segnando la fine di un impero che era durato oltre mille anni. Un fondamentale scontro della storia viene ripercorso nel dettaglio delle strategie, delle tattiche, delle forze in campo e degli armamenti, con l’ausilio di un ricco apparato di illustrazioni e mappe che completano le illuminanti informazioni testuali.

Stephen Turnbull è considerato uno dei maggiori esperti di storia militare orientale ed europea in epoca medievale e moderna. Tra le sue pubblicazioni presso Leg, ricordiamo Pirati in Oriente (2019).
David Nicolle ha lavorato per i servizi arabi della BBC e studiato presso la School of Oriental and African Studies di Londra e l’Università di Edimburgo.

venerdì 2 settembre 2022

Costantinopoli

Costantinopoli
di Enrico Zanini
pp. 184, € 16,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829015092
 
Per oltre un millennio, tra il 330 e il 1453 d.C., Costantinopoli fu uno dei punti focali del mondo mediterraneo. Capitale di uno Stato – l’impero bizantino – che nella sua lunga storia subì profonde trasformazioni, fu una città multiforme e straordinariamente complessa, che conosciamo ancora poco dal punto di vista archeologico. Il volume non è quindi una guida ai resti della città bizantina sopravvissuti e integrati prima nella Kostantîniyye ottomana e poi nella Istanbul contemporanea, ma fornisce al lettore una chiave di interpretazione degli spazi, delle funzioni e dei monumenti di un organismo urbano, per coglierne l’evoluzione nel tempo e per riflettere sul modo in cui le persone si muovevano all’interno di una città che era al tempo stesso un luogo di vita quotidiana e una grandiosa macchina scenica.
Enrico Zanini insegna Archeologia bizantina all’Università degli Studi di Siena e alla Scuola archeologica italiana di Atene.

martedì 25 agosto 2020

L'usurpatore

L'usurpatore
di Emanuele Rizzardi
pp. 385, € 17,00
Byzantion, 2020
ISBN:  8835381002

Gli ultimi anni del ‘200 sono durissimi per il già provato Impero Bizantino, recentemente ricostituitosi a Costantinopoli, sotto la spregiudicata e agguerrita famiglia dei Paleologi. Quel che rimane delle ricche province d'Asia Minore è caduto nell’anarchia. Bande di razziatori turchi, avide di bottino e terre, saccheggiano ripetutamente le campagne, costringendo i cittadini dell’impero a tentare una disperata fuga verso la costa o ad arroccarsi dietro alle mura di antiche e solide fortezze. Nel frattempo Karman Bey, signore musulmano di Mileto, aumenta il suo potere a dismisura e raduna un esercito abbastanza grande da convincere la corte di Costantinopoli a rispondere con ogni mezzo a sua disposizione. Il sogno turco di conquistare la “regina delle città” sembra poter diventare una triste realtà. il Basileus Andronico II ripone le sue speranze nel giovane nipote Alessio Filantropeno, incaricandolo di porre definitivamente fine alla pressione nemica e conservare quanto rimasto, prima che sia troppo tardi. Alessio, euforico all'idea di mettere in mostra le proprie qualità come comandante militare, scoprirà che gli intrighi, i giochi di potere e la guerra hanno sempre un prezzo da pagare, e le sue illusioni giovanili andranno incontro ad una realtà amara.

domenica 17 maggio 2020

Dio lo volle? 1204: la vera caduta di Costantinopoli

Dio lo volle? 1204: la vera caduta di Costantinopoli
di Marina Montesano
pp. 180, € 16,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-464-9

Un attacco premeditato, il saccheggio selvaggio, massacri e una parziale distruzione della città sul Bosforo: la prima "caduta di Costantinopoli" non avvenne nel 1453 per mano ottomana, come generalmente si ritiene, ma nel 1204 ad opera dei latini, ossia veneziani e milites in gran parte francesi. È la storia raccontata in questo volume: nota come quarta crociata, la spedizione promossa da Innocenzo III puntava ufficialmente alla riconquista di Gerusalemme, ma finí per prendere la Nuova Roma, greca e cristiana. La storiografia si è interrogata sull'episodio con esiti differenti.I bizantinisti hanno generalmente considerato la presa del 1204 come un atto deliberato ai danni di Costantinopoli, mentre gli studiosi della crociata sono stati piú cauti, fino a sposare il punto di vista dei protagonisti: come il cronista Goffredo di Villehardouin, il quale presenta una concatenazione di incidenti casuali che avrebbero condotto al sacco della città. Alla luce delle numerose fonti dell'epoca, il libro restituisce un quadro preciso della vicenda e non esita a chiamare in causa volontà e comportamenti sinora occultati da una storiografia a tratti compiacente.
Marina Montesano è professore ordinario di Storia medievale presso il Dipartimento di civiltà antiche e moderne, Università di Messina. Si occupa di storia culturale in rapporto alla stregoneria, al genere, ai viaggi in Oriente. Tra i suoi libri più recenti: "Caccia alle streghe" (Salerno 2012); "Marco Polo" (Salerno 2014); "Classical Culture and Witchcraft in Medieval and Renaissance Italy" (Palgrave/ Macmillan (2018); "Streghe. Origini, mito, storia" (De Vecchi 2020); con Franco Cardini ha scritto: "Amerigo Vespucci" (Le Lettere 2011) e "Arte gradita agli dèi immortali. La magia fra mondo antico e rinascimento" (Yume Edizioni 2015).

giovedì 3 gennaio 2019

Teodorico

Teodorico
di Emilio Paterna
pp. 176, € 17,00
Castelvecchi, 2018
ISBN: 9788832824483
 
Nel 489 d.C. il Re dei Goti Teodorico avanza verso Ravenna per assolvere al compito affidatogli dall’Imperatore di Costantinopoli: battere l’usurpatore Odoacre e riportare l’Italia sotto il controllo diretto dell’Impero romano d’Oriente. Durante la reggenza di Teodorico i valori legati alla tradizione imperiale e cristiana di Roma sono tutelati e difesi, come dimostra la posizione del senato, rimasto sovrano nell’amministrazione dello Stato. Non tutti i senatori però sono pronti a riconoscere il Re barbaro come legittima autorità, specialmente in occasione dell’inasprimento del confronto con il Papa e l’Imperatore. La brillante figura di Teodorico e il suo rapporto con Severino Boezio e il senato di Roma sono al centro di questo romanzo che completa, dopo Stilicho e Flavio Ezio, a cui il goto si aggiunge come ultimo protettore della “romanità”, un’ideale “trilogia della Decadenza” a opera di Emilio Paterna.
Emilio Paterna ha coltivato per decenni l’amore per la storia romana imperiale dell’età della decadenza e della caduta, impegnandosi in ricerche d’archivio, nello studio delle fonti e della letteratura storiografica di uno dei periodi del passato più affascinanti. Dopo Stilicho. L’ultimo generale (Castelvecchi, 2016) e Flavio Ezio. L’ultimo volo dell’aquila (Castelvecchi, 2017), Teodorico è il suo terzo romanzo.

venerdì 12 ottobre 2018

Maometto papa e imperatore

Maometto papa e imperatore
di Marco Cravina
pp. 176, € 18,00
Laterza, 2018
ISBN: 9788858133187

La caduta di Costantinopoli del 1453 nelle mani dei turchi segna la fine di un impero bimillenario e di un potere che si riteneva universale. È un evento epocale ma anche la fonte di sogni, di aspirazioni, di leggende e di profezie. Nel segno di un dialogo tra islam e cristianesimo, tra Oriente e Occidente.
La caduta di Costantinopoli nel 1453 apparve ai contemporanei come un evento epocale. Mentre gli eserciti turchi sembravano ormai destinati a conquistare Roma e a instaurare un nuovo impero islamico, in tutta l’Europa dilagò un clima di terrore in cui presero a diffondersi profezie che annunciavano conseguenze terribili e perfino la fine del mondo. Con la conquista della capitale imperiale, il sultano Maometto II poteva, a buon diritto, sostenere di essere l’erede del titolo di imperatore romano, e perciò l’unico candidato a ricostituire l’antico impero. Questa volta sotto il segno dell’islam. A nulla valse la lettera di papa Pio II, in cui gli prometteva il titolo e le terre dell’impero romano d’Oriente, a patto che si battezzasse e abbracciasse il cristianesimo. Ciò non impedì, tuttavia, la circolazione della leggenda secondo la quale Maometto il profeta sarebbe stato non solo cristiano, ma papa in pectore. Segno di quanto forte fosse il desiderio di porre fine alle violenze e realizzare un dialogo interreligioso fra cristianesimo e islam.
Marco Cavina è professore di Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università di Bologna e ha insegnato nelle Università di Modena e di Udine. Dirige il Centro per la storia della giustizia criminale e il Centro interuniversitario per la storia delle Università italiane (CISUI). Ha pubblicato numerosi saggi e monografie sulla storia della cultura e del diritto in età moderna, sulla storia della giustizia criminale, del duello e della famiglia, tra cui Andarsene al momento giusto. Culture dell’eutanasia nella storia europea (Bologna 2015).

sabato 11 agosto 2018

Venezia alla conquista di un impero

Venezia alla conquista di un impero
Costantinopoli 1202 - 1204
di Federico Moro
pp. 196, € 12,00
Libreria Editrice Goriziana, 2018
ISBN: 978-8861025073

La Quarta Crociata è uno degli snodi chiave dell'avventura veneziana. Il suo esito rappresenta il capolavoro, in particolare, del suo personaggio-simbolo: il doge-guerriero Enrico Dandolo. La deviazione della spedizione verso Costantinopoli serve gli interessi della futura Serenissima al punto da far salire la città lagunare al rango di grande potenza. Capire cosa accadde allora è importante per comprenderne gli sviluppi successivi. I quali ci riguardano perché affondano le radici nelle costanti geopolitiche di lungo periodo in azione nella nostra realtà. La proiezione strategica di Venezia che si trova sul Rimland, la fascia marittima e costiera in questo caso europea attorno al cuore del Pianeta o Heartland, spazia dal Mediterraneo al Mar Nero; dalle coste dell'Asia Minore al Golfo Arabico o Persico; dall'Africa Settentrionale al Mar Rosso: intercetta così l'intera rete di connessioni a largo raggio dell'isola-Mondo. Ed è la stessa dell'Italia di oggi. Una storia, quella veneziana, ricca d'insegnamenti che non si possono ignorare.

giovedì 10 agosto 2017

Bisanzio dopo Bisanzio

Bisanzio dopo Bisanzio
di Nicolae Iorga
pp. 240, € 20,00
Edizioni Argo, 2017
ISBN: 978-88-8234-143-5
 
Secondo una vulgata largamente condivisa in Occidente, quando, alla fine di maggio del 1453, sulle rive del Bosforo, le truppe ottomane entrarono in Bisanzio, non moriva soltanto il formidabile impero che aveva dominato il mondo per un millennio, si spegneva con esso la luminosa civiltà bizantina. In Bisanzio dopo Bisanzio, l’opera forse più nota e intrigante di Nicolae Iorga, una sterminata e puntigliosa documentazione ribalta un tenace luogo comune e, grazie ad essa, il grande intellettuale romeno traccia una storia poco nota di quanto avviene nelle terre che erano appartenute a Bisanzio dopo la caduta di Costantinopoli. Ne emerge uno scenario per certi versi sorprendente: anche dopo la scomparsa dell’impero romano d’Oriente e il trionfo ottomano, i territori che erano stati bizantini restano profondamente segnati dalla civiltà bizantina nelle sue componenti fondamentali, la cultura ellenica, il diritto romano, la religione cristiana ortodossa.
Nicolae Iorga (1871-1940) è stato Professore ordinario all'Università di Bucarest e membro di accademie scientifiche nazionali e internazionali, nonché doctor honoris causa delle più prestigiose università europee.

giovedì 17 novembre 2016

Lo scudo di Cristo

Lo scudo di Cristo
Le guerre dell'Impero romano d'Oriente
di Gastone Breccia
pp. 426, € 25,00
Laterza, 2016
ISBN: 9788858125830

Le possenti mura di Costantinopoli hanno arginato per secoli le ondate di nemici che insidiavano l’Europa cristiana. Le armate dell’impero romano d’Oriente si erano trasformate nello scudo di Cristo: questa è la storia della loro lunga lotta, fino alla vittoria.
L’impero romano d’Oriente visse suo malgrado per oltre mille anni in uno stato di guerra continua. La sua capitale Costantinopoli, la splendida ‘regina delle città’, non smise mai di attirare conquistatori avidi di preda dai quattro angoli del mondo: Goti, Unni, Slavi, Avari, Persiani, Arabi, Bulgari…
L’impero, spesso sull’orlo della disfatta, riuscì sempre a trovare la forza necessaria per rialzarsi dopo le sconfitte. Aveva ereditato da Roma antica uno dei più potenti eserciti della storia: attraverso molti cambiamenti organizzativi, strategici e tattici, fu comunque in grado di mettere in campo armate capaci di respingere le continue invasioni. Il libro ripercorre i primi turbinosi secoli di questa storia, dalla disfatta di Adrianopoli del 378, che costrinse Teodosio I a riformare l’intero sistema difensivo imperiale, fino alle vittorie sugli Arabi e sui Bulgari, che nel IX secolo restituirono alla Nuova Roma uno spazio di dominio nei Balcani e in tutto il Mediterraneo orientale. Vengono analizzate sia la strategia dell’impero che le tattiche di combattimento, spesso all’avanguardia, delle sue armate, nonché la loro organizzazione, legata ad aspetti cruciali della vita sociale ed economica dello Stato.
Al riparo dello scudo bizantino ebbe modo di prosperare e svilupparsi l’Europa latina: che però non riconobbe mai ai fratelli d’oriente il merito di aver difeso con il proprio sangue la pace di tutta la Cristianità.
Gastone Breccia è ricercatore di Civiltà bizantina presso l’Università degli Studi di Pavia. Negli ultimi anni si è dedicato alla ricerca in campo storico-militare anche al di fuori dell’ambito della bizantinistica. Esperto di teoria militare, di guerriglia e controguerriglia, ha condotto ricerche sul campo in Afghanistan (2011) e Kurdistan (Iraq e Siria, 2015). È membro del direttivo della Società Italiana di Storia Militare (SISM) e collaboratore fisso della rivista “Focus Wars”. Tra le sue più recenti pubblicazioni:I figli di Marte. L’arte della guerra a Roma antica (Mondadori 2012); L’arte della guerriglia (Il Mulino 2013); La tomba degli imperi (Mondadori 2013); Le guerre afgane (Il Mulino 2014); Nei secoli fedele. Le battaglie dei Carabinieri 1814-2014 (Mondadori 2014); 1915. L’Italia va in trincea (Il Mulino 2015); Guerra all’Isis. Diario dal fronte curdo (Il Mulino 2016).

lunedì 26 settembre 2016

Centoquarantanove anni

Centoquarantanove anni
Gli occhi che guardano la Sindone
di Ada Grossi
pp. 224, € 15,00
Meravigli Edizioni, 2016
ISBN: 9788879553773

Costantinopoli, 1204: la città è in preda a un saccheggio senza precedenti. La Crociata bandita da papa Innocenzo III non ha ormai più nulla a che vedere con Gerusalemme e la liberazione del Santo Sepolcro ed è diventata un pretesto per conquistare la favolosa Costantinopoli e spartirsi l’Impero d’Oriente. Il comandante dei Francesi dà l’assalto alla zona del Corno d’Oro e delle Blacherne e una prostituta siede discinta sul trono dell’antico palazzo imperiale cantando versi osceni per la soldataglia. In mezzo a quell’orrore, un veneziano salva una giovane bizantina dalle sevizie di un crociato per poi fuggire insieme a lei, portando con sé la sacca strappata all’assalitore della fanciulla e il preziosissimo bottino in essa contenuto, che questi aveva sottratto chissà come.
L’incontro con un drappello di Templari muta per sempre il corso delle loro esistenze, che da quel momento si intrecciano a molte altre, in un’avventura corale che si svolge tra Occidente cristiano e mondo islamico. Il coraggio dei Templari, una misteriosa pergamena custodita a Milano, l’amore e la fedeltà di un uomo e una donna oltre i limiti della morte, la sensibilità e l’umanità di un dignitario alla corte siriana degli Ayyubidi tra gli intrighi di un harem, la passione e la costanza di un monaco che fa della ricerca della Sindone la sua missione: intorno a tutto questo, per centoquarantanove anni, ruota il destino della più straordinaria delle reliquie, che si specchia di volta in volta negli occhi delle persone le cui vite ha toccato.
Ada Grossi è nata a Milano nel 1971. Laureata in Architettura, dottore di ricerca in Diplomatica, ricercatrice di storia medievale, paleografia e storia della Sindone, è autrice di alcune monografie, tra cui
un saggio di storia urbana milanese (Santa Tecla nel tardo medioevo), di alcune edizioni di fonti documentarie medievali milanesi e lodigiane e di numerosi articoli scientifici d’ambito paleografico e di storia lombarda, oltre che relativi alle vicende della Sindone all’epoca di San Carlo Borromeo.

lunedì 14 dicembre 2015

Icone. Il grande viaggio

Icone. Il grande viaggio
a cura di Tania Velmans
pp. 400, € 120,00
Jaca Book
ISBN: 978-88-16-60526-8

L’Icona nasce nel Vicino Oriente ellenistico, nell’ultimo periodo dell’Impero romano. La sua diffusione interessa tutti i paesi (Egitto, Palestina, Giordania, Siria, Libano, Anatolia). Costantinopoli, centro del nuovo impero Bizantino dopo un periodo iconoclasta, ne diviene col secolo IX il massimo propulsore. Le Icone raggiungono anche l’Etiopia, la Georgia e l’Armenia. Da Costantinopoli si diffondono in Grecia e in tutte le isole dell’Egeo, quindi il loro viaggio prosegue a nord nei Balcani e nel mondo slavo: Macedonia, Bulgaria, Serbia, Albania. Nel XII secolo raggiungono Kiev, il cuore della prima Russia, poi Novgorod e Mosca, la terza Roma, come sarà chiamata anche dopo la caduta di Costantinopoli. Dopo la fine del mondo bizantino le Icone proseguiranno nel vicino Oriente cristiano, nei paesi Slavi e nell’Egeo influenzato da Venezia. In Italia arriveranno a più riprese già dall’epoca iconoclasta. Le Icone hanno stili e tecniche differenti a seconda dei Paesi e rispecchiano differenti tradizioni culturali, ma sono sempre riconoscibili quali immagini dotate di forza simbolica, liturgica, religiosa e, a volte, anche politica. I maggiori studiosi provenienti dai diversi Paesi sono stati invitati a un confronto reciproco per realizzarne la prima storia artistica globale: significati, punti di riferimento, evoluzione, soggetti cui l’icona si ispira, funzione pubblica e privata, e infine, la comprensione delle vie attraverso le quali un’immagine può giungere a trascendere il reale pur rappresentandolo.
Tania Velmans si è formata con André Grabar ed è una delle maggiori specialiste di pittura murale bizantina. È Directeur de Recherche al CNRS di Parigi e responsabile seminariale presso l’INALCO (Institut National des Langues et Civilisations Orientales), membro corrispondente dell’Accademia Europea delle Scienze, delle Lettere e delle Arti e autrice di numerose opere sull’arte e la civiltà del mondo bizantino. Con Jaca Book ha pubblicato: L’arte della Georgia (in collaborazione con A. Alpago Novello), 1996; Bisanzio. Lo splendore dell’arte monumentale (in collaborazione con V. Korac, M. Suput), 1999; L’arte monumentale bizantina, 2006 2; Il viaggio dell’icona. Dalle origini alla caduta di Bisanzio, 20082; Il Rinascimento in Oriente e Occidente (con E. Carbonell Esteller e R. Cassanelli), 2003; Il colore nell’arte (con I. Bargna, R. Cassanelli, C. Kontler, G. Curatola, R. Lightbow, A. Vettese, G. Zanchetti), 2006; L’arte bizantina, 2007; La visione dell’invisibile, 2009; L’arte dell’icona, 2013. Ha contribuito al volume Il Mediterraneo e l’Arte. Da Maometto a Carlomagno (a cura di E. Carbonell, R. Cassanelli), 2001.

lunedì 21 settembre 2015

Le quattro mogli dell'imperatore

Le quattro mogli dell'imperatore
di Paolo Cesaretti
pp. 192, € 20
Mondadori, 2015
ISBN: 9788804656418
 
Nell'882 dopo Cristo dodici giovani «belle e fulgide di virtù», scelte nelle province imperiali e nella capitale, giungono al Grande Palazzo di Costantinopoli, la Città Regina del Medioevo cristiano. L'imperatore Basilio ha ordinato di cercarle perché una tra loro venga eletta a moglie e compagna di suo figlio, il co-imperatore Leone. Quello che si svolge nelle segrete stanze, sotto lo sguardo attento del sovrano e dell'augusta consorte, è un vero e proprio concorso di bellezza, dal quale esce vincitrice l'ancora adolescente (e ben presto santa) Teofano Martinakia.
Ma chi è lo sposo? Chi è Leone? Definito sophotatos, cioè «sapientissimo», già dai contemporanei, Leone è un sedicenne dall'ingegno brillante e dalla vasta dottrina, intento a perfezionare la propria istruzione sotto la guida dei migliori maestri del tempo e destinato a comporre omelie, sermoni, poesie, trattati militari e altro ancora.
Designato quale successore di Basilio sul trono di Costantinopoli, Leone viene costretto alle nozze: un matrimonio non d'amore, ma dettato da intenti dinastici e destinato a naufragare nel volgere di pochi anni fino alla prematura scomparsa di Teofano. A queste nozze ne seguiranno altre, rispettivamente con Zoe «Zautzina», donna amata e di forte personalità, con Eudocia Baiane dalla «bellezza anatolica» e con Zoe dagli Occhi Neri, la sola a dare al sophos basileus l'erede tanto desiderato, il futuro Costantino Porfirogenito. Tre matrimoni segnati da lutti, perdite e soprattutto dallo scontro acceso e prolungato con il patriarcato di Costantinopoli. Infatti, per poter accedere di volta in volta a nuove nozze, Leone, esperto come nessuno «delle leggi e dei canoni», non esita a entrare in conflitto con la Chiesa che gli contrappone invece accuse di «sozzura» e di «abominio».
Sul modello del grande Giustiniano, che aveva elevato un'attrice, Teodora, all'onore di augusta, Leone modifica quindi le leggi, promulga regole ed enuncia norme sempre nuove attraverso le quali, oltreché imporre il proprio volere, rimarca il valore supremo della potestas imperiale. La lotta con i vertici ecclesiastici si concluderà a suo favore, ma da questo scontro emergerà una verità che trascende i destini individuali dei protagonisti. La vita infatti, minacciata dalle malattie e dalla morte anche negli spazi eletti di Palazzo, alla fine scompagina i progetti vagheggiati dagli uomini, rifugge la ragion di Stato e si rivela fragile, instabile e irriducibile a ogni tentativo di normalizzazione.
Con Le quattro mogli dell'imperatore Paolo Cesaretti, sulla scorta di un'ampia ricognizione delle fonti, ci offre uno straordinario affresco della corte bizantina e un'analisi raffinata che arriva al cuore delle dinamiche del potere.
Paolo Cesaretti (Milano 1957) insegna Storia Romana e Civiltà Bizantina all'Università di Bergamo. Le sue pubblicazioni di storia, filologia e agiografia bizantine comprendono edizioni critiche, traduzioni e commenti di testi oltreché articoli e volumi monografici, questi ultimi tradotti in varie lingue. Ha inoltre curato le edizioni italiane di classici novecenteschi della bizantinistica internazionale. Da Mondadori sono apparse due biografie, più volte ristampate: Teodora. Ascesa di una imperatrice (2001; Premio Grinzane Cavour 2002) e L'impero perduto. Vita di Anna di Bisanzio, una sovrana tra Oriente e Occidente (2006; Premio Internazionale Ascoli Piceno per gli Studi Medievali 2007, Premio Rhegium Julii per la Saggistica Storica 2007).