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domenica 23 gennaio 2022

Actum Ticini. Ricerche sull'alto medioevo pavese

Actum Ticini
Ricerche sull'alto medioevo pavese
a cura di Luigi Carlo Schiavi, Gianpaolo Angelini
pp. 296, € 39,00
Franco Angeli Edizioni, 2022
ISBN: 9788835120322 
 
La recente mostra "I Longobardi. Un popolo che cambia la storia" è stata uno sprone per l'Università di Pavia per riflettere sul ruolo giocato nella costruzione di una lunga tradizione di studi sui vari aspetti dell'alto medioevo pavese. Il volume offre una panoramica dello stato della ricerca, e rilevanti novità critiche nei più disparati campi, dalla poesia epigrafica, alla storia del diritto, dal documento all'arte e all'archeologia, dalla cultura letteraria al tema, centrale nella storia di Pavia, della memoria moderna del passato regio.
Scelta dai longobardi all'inizio del VII secolo come capitale del loro regno, Pavia gode, in virtù di questo status ma anche di un'ubicazione favorevole nel contesto geografico padano, di una condizione di floridezza economica e di grande prestigio per tutto l'alto medioevo. La distruzione del palatium reale nel 1024 coincide con l'inarrestabile ascesa della rivale Milano, destinata all'egemonia regionale nei secoli successivi. Nella Pavia di età comunale, pur splendida per straordinarie basiliche romaniche e poi sede di importanti insediamenti mendicanti, si avvia così una sorta di ripiegamento nella memoria di un passato glorioso, che diventerà discorso politico per i Visconti, i quali all'eredità longobarda legheranno le loro ambizioni "regie". Una tradizione entro cui si colloca anche la fondazione dell'Ateneo, uno dei grandi promotori della costruzione di quella memoria idealizzata.
Luigi Carlo Schiavi è professore associato di Storia dell'arte medievale presso l'Università degli Studi di Pavia e ha insegnato Storia dell'architettura medievale all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I suoi principali temi di ricerca riguardano l'architettura e la scultura nel nord Italia tra V e XIII secolo.
Gianpaolo Angelini insegna Museologia e Storia della critica d'arte presso l'Università degli Studi di Pavia. Ha pubblicato studi e ricerche sull'architettura dal tardo Cinquecento al Settecento, sul collezionismo e sulla connoisseurship nei secoli XIX e XX.

martedì 26 ottobre 2021

Sepolture di re longobardi e monasteri imperiali a Pavia

Sepolture di re longobardi e monasteri imperiali a Pavia
Studi, restauri, scavi
a cura di Saverio Lomartire, Maria Teresa Mazzilli Savini, Chiara Pagani
pp. 298, € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Cisalpino, 2021
ISBN: 9788820511364
 
Nel 2017 l'Associazione L'Italia Fenice (aif) ha dato credito al progetto "Pavia. I monasteri imperiali. Ricerca archeologica delle radici longobarde per due vitali poli culturali: le basiliche di San Pietro in Ciel d'Oro e di San Salvatore", investendo sulle rilevazioni radarstratigrafiche dei due monumenti, sulle indagini paleoarcheoantropologiche sui resti ossei attribuiti al re longobardo Liutprando e sui restauri delle lapidi. Gli esiti del progetto hanno catalizzato l'attenzione di Regione Lombardia, coinvolta a cofinanziare il secondo progetto: "Indagini e scavi nella basilica dei re e nei monasteri imperiali di Pavia". L'esperienza è stata coronata dal successo di mirati saggi di scavo archeologico, di cui si offre in questo volume un'importante anteprima: questi hanno infatti portato all'iniziale scoperta di una necropoli, probabilmente protolongobarda, presso San Salvatore e, a est della chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro, sono state ritrovate le fondazioni di un'ampia curvatura absidale, forse pertinenti alla chiesa primitiva. Il volume rappresenta la conclusione di due progetti nati in seno al Comitato Pavia Città di Sant'Agostino in collaborazione con l'Associazione Piccolo Chiostro San Mauro, grazie al supporto fondamentale dell'aif. Costituita nel 2014 «allo scopo di preservare le espressioni - sia fisiche sia ideali - della tradizione culturale italiana e, laddove possibile, di mantenerne vitale lo spirito», aif sta sostenendo in diverse città iniziative, di ricerca e formative, di alto livello culturale: dalla promozione di convegni scientifici con pubblicazione degli atti, all'istituzione di borse di studio universitarie postlaurea, soprattutto nel campo dell'archeologia e della letteratura latina, senza trascurare la realizzazione di concerti e premi per concorsi scolastici.

sabato 9 gennaio 2021

Il restauro della facciata della basilica di san Michele Maggiore a Pavia e l’opera di Piero Sanpaolesi

Il restauro della facciata della basilica di san Michele Maggiore a Pavia e l’opera di Piero Sanpaolesi
di Nora Lombardini
prefazioni di Vittorio Vicari, don Giulio Lunati
pp. 196, € 16,00
Aracne Editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-3775-8
 
La fama della basilica di San Michele Maggiore a Pavia non si lega solo ai sui caratteri storici e artistici, che ne fanno una delle architetture più significative dell’alto medioevo lombardo, ma anche a quelle vicende costruttive che segnano le tappe dei diversi restauri che l’hanno interessata nel tempo. L’importanza di questo esempio di stile romanico lombardo, in relazione alla storia della cultura italiana del restauro, si dimostra inesauribile, soprattutto se si pensa al suo valore sul piano storico e su metodologico. Inoltre, il lavoro compiuto da Sanpaolesi in quegli anni, e non solo, sulla basilica pavese è il riflesso del dibattito della cultura, “storica” e “scientifica” italiana del dopo guerra. Nel passare in rassegna il restauro della facciata del San Michele Maggiore a Pavia, lo studio all’interno del volume spera di porsi come uno strumento che possa essere di qualche utilità sia agli auspicabili interventi periodici di manutenzione, sia ai programmi di studio e progetti di conservazione. 

Nora Lombardini, dottore di ricerca in Restauro architettonico, lavora come professore associato in Restauro presso il Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura, Ambiente Costruito e Ingegneria civile (Dabc). La sua attività di ricerca ruota intorno alla storia e teoria del restauro di edifici storici e beni culturali, all’analisi del sistema costruttivo tradizionale e moderno, all’analisi del comportamento meccanico delle strutture storiche, agli studi sulla conservazione dei centri storici. In particolare, prima di intraprendere gli studi sulla basilica di san Michele Maggiore a Pavia, ha studiato la basilica di San Vitale a Ravenna (VI sec.), comparandola con le coeve costruzioni costantinopolitane e, in particolare, con il museo, oggi moschea, di Hagia Sophia. Autrice di articoli scientifici, ha anche esperienza internazionale nell’organizzazione di attività didattiche e di ricerca internazionali, collaborando con i colleghi stranieri, in Turchia, Ucraina, Bulgaria, Serbia, Azerbaigian, Georgia, Cina e Giappone.

lunedì 23 gennaio 2017

Il Codice Dal Verme

Il Codice Dal Verme
Memoria e ideologia a Pavia nell'età di Gian Galeazzo Visconti
di Maria Chiara Succurro
pp. 352, € 30,00
Vita e pensiero, 2017
ISBN: 9788834332504 

Come si tramanda, modifica, inventa la memoria cittadina? E quale significato hanno le ritrascrizioni di cronache e cataloghi a distanza di secoli, quando avvengono per opera di uffici che sono specifica espressione del potere politico? Queste domande, su cui già da alcuni anni gli studiosi hanno focalizzato la loro attenzione, trovano un esemplare caso di studio nel contesto pavese attraverso l’analisi del codice Dal Verme. Il manoscritto, di cui si presenta qui per la prima volta l’edizione critica, rappresenta la più importante testimonianza sulla Pavia di Gian Galeazzo Visconti. Prodotto nell’ambiente della cancelleria viscontea tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, esso fu inteso come un vero e proprio “kit di costruzione” per la memoria sociale. La sua analisi consente di mettere a fuoco il ruolo della cancelleria come centro attivo nell’elaborazione dell’ideologia ducale e testimonia inoltre concretamente il processo di costruzione della memoria storica e politica della città, con l’invenzione di tradizioni di lunga durata che ebbero la forza di rinnovarsi continuamente anche nei secoli successivi.
Maria Chiara Succurro è Visiting Fellow del Centre for Medieval and Renaissance Culture dell’Università di Southampton. Si è formata presso l’Università di Pavia, dove è stata anche allieva dell’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) e alumna del Collegio Ghislieri, e si è successivamente perfezionata con il dottorato di ricerca in Storia Medievale presso l’Università di Firenze. Ha ricoperto diversi incarichi di ricerca post-dottorali ed è stata vincitrice di numerosi premi e borse di studio, tra i quali il premio della Fondazione Cariplo (2006). Ha partecipato a numerose conferenze e seminari di carattere nazionale e internazionale e ha inoltre contribuito a diversi progetti di edizioni, sia tradizionali che digitali. È autrice di vari saggi e articoli su riviste nazionali, internazionali e volumi miscellanei, dedicati alla storia regionale, alle pratiche di costruzione della memoria, e all’analisi di manoscritti e documentazione basso-medievale.