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giovedì 19 dicembre 2024

Cronica universalis

Cronica universalis
di Galvano Fiamma
A cura di Paolo Chiesa e Federica Favero
Premessa di Rossana Guglielmetti
eBook pp. XX-499 (Disponibile online)
Sismel, 2024
ISBN Pdf: 978-88-9290-377-7

La Cronica universalis è un’opera incompiuta di Galvano Fiamma, domenicano milanese attivo nella prima metà del Trecento. Nel progetto dell’autore essa doveva narrare, nello spazio di una quindicina di libri, la storia del mondo intero dalla Creazione fino ai tempi di Azzone Visconti, che fu signore di Milano dal 1330 al 1339. La parte che conosciamo – probabilmente l’unica che venne composta – comprende i primi tre libri dedicati ciascuno alle prime tre età del mondo (dalla Creazione a Noè; da Noè ad Abramo; da Abramo a David) e l’inizio del quarto, che doveva estendersi fino alla cattività babilonese, ma che si interrompe precocemente all’epoca di Ioas, undicesimo re di Giuda. Questa edizione si propone di rendere il testo disponibile agli studiosi, in una forma rigorosamente verificata, ma ancora priva di un apparato di fonti e di un commento perpetuo.
Paolo Chiesa è professore ordinario di Letteratura Latina e Medievale all'Università degli Studi di Milano.
Federica Favero ha studiato presso l’Università degli Studi di Milano e la Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino di Firenze. Il suo campo di ricerca è costituito dalla letteratura esegetica dell’alto medioevo, dalla cronachistica bassomedievale milanese e dal lessico delle opere latine di Dante. Attualmente è Ricercatrice presso l'Università di Bergamo.
Rossana Guglielmetti è Professoressa di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi di Milano.

venerdì 22 novembre 2024

Historia Sicula

Historia Sicula
La cronaca della conquista normanna di Roberto il Guiscardo e Ruggero I attribuita all’Anonimo Vaticano
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Fulvio Delle Donne con la collaborazione di Angela Brescia
pp. VII-274; € 66,00
Sismel, 2024
ISBN: 978-88-9290-336-4

L’Historia Sicula (o Chronica Roberti Biscardi et fratrum ac Rogerii comitis Mileti, secondo una parte della tradizione manoscritta) è un’interessante compilazione storica attribuita per tradizione a un ignoto Anonimo Vaticano. Offrendo una narrazione sintetica, ma a tratti dettagliata, della storia dell’Italia meridionale tra XI e XIII secolo, si sofferma in gran parte sugli eventi che accompagnarono la conquista normanna, pur se in una sua versione arriva fino allo scoppio della guerra dei Vespri (1282). A torto considerata una scarna epitome di Malaterra, costituisce uno snodo significativo nella codificazione della memoria che accompagnò l’affermazione e la legittimazione degli Altavilla e, poi, degli Svevi e degli Angioini. Con la sua attiva tradizione testuale, le sue riscritture, i suoi ampliamenti e il suo volgarizzamento in antico francese offre una compiuta, complessa rappresentazione delle diverse forme che la scrittura cronachistica può assumere nel corso dei secoli.
Fulvio Delle Donne è professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga metodi e interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI secolo.

venerdì 12 aprile 2024

Nuova opera

Nuova opera
Edizione critica e annotata
a cura di Arianna Capirossi
pp. 382; € 19,90
Firenze University Press, 2022
ISBN: 978-88-5518-529-5

Il fiorentino Giovanni Cavalcanti (1381-1451 ca.), membro di un ramo decaduto della famiglia, ebbe una vita segnata dal carcere per debiti. Il desiderio di giustizia e rivalsa informa i suoi scritti. La Nuova opera è un testo eterogeneo: punteggiato da novelle e aneddoti, fra cronaca storica e satira morale, narra e commenta gli eventi che coinvolsero Firenze negli anni 1440-1447. Memore di Dante, letto con profitto da Machiavelli, l’autore denuncia le cruente opposizioni tra fazioni e la degenerazione nei vizi della città, nonché la violenza e la tendenza alla tirannide dilaganti nella penisola, con punte polemiche verso Filippo Maria Visconti, Francesco Sforza, Cosimo de’ Medici. La nuova edizione critica e annotata guida i lettori attraverso la densa e vivace scrittura cavalcantiana.
La cronaca di Giovanni Cavalcanti è interessante e coraggiosa in quanto ha un piglio satirico ed è uno dei pochi testi del Quattrocento critici nei confronti di Cosimo de' Medici e della fazione medicea: forse proprio per questo ebbe una fortuna limitata, tant'è che a tutt’oggi l'autore risulta misconosciuto, nonostante sia stato poi una delle fonti di Machiavelli per le Istorie fiorentine. Il testo quattrocentesco, grazie alle numerose annotazioni, anche divulgative, di cui è corredato, è fruibile non solo da specialisti dell'argomento, ma anche da appassionati di storia.
Arianna Capirossi ha conseguito il dottorato in Italianistica presso l’Università di Firenze. È tutor didattico e cultrice di Letteratura italiana presso l’Università di Bologna. Per FUP ha pubblicato La ricezione di Seneca tragico tra Quattrocento e Cinquecento. Edizioni e volgarizzamenti (Firenze, 2020).

venerdì 10 settembre 2021

Storici per vocazione

Storici per vocazione
Tra autobiografia e modelli letterari
a cura di Marino Zabbia
pp. 126, € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137995
 
Molte cronache medievali contengono passi dedicati a giustificare la scelta di scrivere di storia. Sono in genere note in cui si insiste sulla necessità di consegnare alla scrittura il ricordo dei fatti, ma in qualche caso compaiono motivazioni più specifiche che rimandano alla committenza oppure richiamano episodi della vita dell’autore in cui è maturata la vocazione a storico.
I saggi di questo volume analizzano opere composte in tempi e luoghi diversi per provare a cogliere le modalità attraverso cui gli storici del medioevo hanno spiegato le ragioni che li hanno indotti a dedicare tempo, fatica e impegno alla stesura di testi dalle caratteristiche particolari che non rientrano nei canoni della letteratura o della trattatistica e la cui stesura non prevede una specifica formazione.
Marino Zabbia insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Torino. Si occupa di storia della cronachistica medievale, di storia della cultura notarile e di storia della medievistica di Otto e Novecento. Tra le sue pubblicazioni: Albertino Mussato da filologo a storico, in «Reti Medievali Rivista», 19/1 (2018), pp. 571-598, Ricerca medievistica e urgenza politica al confine nord-orientale d’Italia (1881-1915), in «Reti Medievali Rivista», 16/1 (2015), pp. 221-241; L’investitura notarile e la validità degli “instrumenta” alle soglie del Duecento. Il caso del notaio Domenico da Pirano, in «Scrineum Rivista», 10 (2013), pp. 191-121, e Scrivere storia nel medioevo. Regolamentazione delle forme e delle pratiche nei secoli XII-XV (a cura di, con F. Delle Donne, P. Garbini, Roma 2021). 

lunedì 1 febbraio 2021

Scrivere storia nel medioevo

Scrivere storia nel medioevo
Regolamentazione delle forme e delle pratiche nei secoli XII-XV
a cura di Fulvio Delle Donne, Paolo Garbini, Marino Zabbia
pp. 356, € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137193
 
Quali sono gli elementi che caratterizzano una scrittura storica? Cosa rende peculiare il lavoro del cronista? E quando l’attività storiografica diventa una professione dalle caratteristiche definite e condivise ?
La linea di indagine è stata guidata dalla convinzione che soprattutto dalla fine del XII secolo, e poi in maniera più netta dalla metà del XIII, la produzione storiografica e cronachistica assume caratteri ben precisi. Mancando, per il mondo latino, trattati antichi che insegnassero come scrivere un testo storiografico, è in questo periodo che si fissano le pratiche e si definiscono le regole che poi sarebbero state sancite formalmente solo nel XV secolo.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec. È autore di numerosissime edizioni critiche e volumi monografici: gli ultimi sono Tredici contro tredici. La Disfida di Barletta tra storia e mito nazionale (2020); La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico II di Svevia (2019). È il presidente del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese - CESURA.
Paolo Garbini è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso la Sapienza, Università di Roma. Mirando a coniugare filologia e critica letteraria ha prodotto numerosi studi, edizioni critiche e traduzioni riguardanti la letteratura latina dall’alto medioevo fino al Rinascimento. Principali filoni di ricerca: preumanesimo; letteratura di scuola; autobiografia; agiografia; storiografia; ars dictaminis; poesia enigmistica e letteratura di gioco; studi tematologici. Ha scritto anche su riviste letterarie e di divulgazione.
Marino Zabbia insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Torino. Si occupa di storia della cronachistica medievale, di storia della cultura notarile e di storia della medievistica di Otto e Novecento. Tra le sue pubblicazioni: Albertino Mussato da filologo a storico, in «Reti Medievali Rivista», 19/1 (2018), pp. 571-598, Ricerca medievistica e urgenza politica al confine nord-orientale d’Italia (1881-1915), in «Reti Medievali Rivista», 16/1 (2015), pp. 221-241, e L’investitura notarile e la validità degli “instrumenta” alle soglie del Duecento. Il caso del notaio Domenico da Pirano, in «Scrineum Rivista», 10 (2013), pp. 191-214.

domenica 24 gennaio 2021

Cronaca di Francesco di Corbara (1347–1400)

Cronaca di Francesco di Corbara (1347–1400)
La memoria di una famiglia operante nell’Italia centrale del Trecento
di Sandro Tiberini
Presentazione di Mario Ascheri
pp. 188, € 13,00
Aracne Editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-3626-3
 
Questo “libro di famiglia”, tra i più notevoli prodotti nel tardo medioevo, unisce allo stile dimesso e pacato delle “ricordanze” di vita domestica la passione narrativa nell’evocare le vicende che segnarono profondamente lungo tutto il Trecento non solo la città e il territorio di Orvieto, ma anche in generale l’Italia centrale. L’autore, esponente di primo piano dell’aristocrazia orvietana, fu partecipe da protagonista a molti degli eventi da lui narrati; ciò fa sì che il quadro da lui tramandatoci di essi costituisca una preziosa testimonianza delle dinamiche che determinarono la transizione dalle istituzioni comunali alle signorie cittadine e agli “stati regionali”, con particolare riferimento ai domini temporali della Chiesa, dei quali Francesco fu strenuo fautore e difensore.
Sandro Tiberini ha conseguito nel 1991 il dottorato di ricerca con una tesi sulla signoria rurale in Umbria settentrionale, dalle origini al XIII secolo, e ancora oggi tale materia è al centro dei suoi interessi. Nel contempo ha rivolto l’attenzione alle tematiche relative ai ceti dirigenti in generale, approfondendone anche alcuni aspetti particolari (il linguaggio araldico, le torri urbane...), e si è anche interessato a più riprese al comune rurale, nella sua vita economica e istituzionale.
Mario Ascheri, storico del diritto e delle istituzioni, consigliere del Max-Planck-Institut, ha ottenuto durante la sua lunga carriera massimi riconoscimenti civici a Siena e Ventimiglia. È Senior Fellow presso la University of California Berkeley e membro di numerose accademie e società storiche italiane e spagnole.

giovedì 28 febbraio 2019

Il Tancredi di Rodolfo di Caen

Il Tancredi di Rodolfo di Caen
L'epopea italonormanna della Prima Crociata
di Giovanni Amatuccio
pp. 182, € 15,00 (Acquista su Amazon)
Independently published, 2019
ISBN: 1796570346

Una delle cronache della Prima Crociata, forse tra le meno conosciute. Nota in passato come 'Gesta Tancredi', scritta in latino dal normanno Rodolfo di Caen, poco dopo quegli avvenimenti, sulla base di racconti da lui raccolti presso molti dei protagonisti di quella impresa. Per la prima volta essa viene qui riproposta integralmente nella sua traduzione italiana, con un'introduzione e un ampio apparato di note esplicative. L'opera ha come protagonista Tancredi d'Altavilla, e il suo cugino Boemondo, entrambi discendenti di Roberto il Guiscardo, il conquistatore normanno del Mezzogiorno d'Italia; e segue le vicende della prima grande e vittoriosa spedizione crociata dal punto di vista del contingente italonormanno, che ebbe un ruolo determinante nel compimento di quell'impresa epocale. A differenza di altre cronache coeve, il Tancredi, presenta la materia del narrare con uno stile decisamente epico, attento ai fatti bellici e alla suggestioni delle Chansons de Geste, che proprio allora cominciavano a circolare nell'Europa cristiana.

domenica 27 maggio 2018

La transizione bizantino-ottomana nelle cronache veneziane

La transizione bizantino-ottomana nelle cronache veneziane
a cura di Sebastian Kolditz, Markus Koller
pp. 328, € 32,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788867289172

Nel XIV e XV secolo, l’Impero Ottomano si andò affermando come nuova potenza egemoniale nella regione che un tempo era stata il nucleo di Bisanzio. Questa transizione interessò anche Venezia e l’élite veneziana in quanto attori politici ed economici di rilievo nell’area. Di conseguenza, i documenti veneziani sono stati spesso utilizzati per illustrare la storia di un’epoca che vide il tramonto dell’Impero bizantino e l’ascesa di quello ottomano. Eppure, le ripercussioni di queste trasformazioni sulla copiosa produzione storiografica tardo-medievale della Serenissima e, in particolare, sulle cronache veneziane spesso anonime, non erano ancora state studiate in modo sistematico.
In tale contesto questo volume, frutto di un workshop internazionale, combina riflessioni metodologiche sulle caratteristiche della cronachistica veneziana e dell’uso delle informazioni in essa contenute e singoli casi di studio che riflettono fasi cruciali della transizione bizantino-ottomana.
Sebastian Kolditz is Academic Assistant at the Chair of Medieval History, Historisches Seminar, at Heidelberg University. His research concerns Byzantine History with a specific focus on Late Byzantium, Conciliar History and Byzantine-Western relations as well as Mediterranean and Maritime History of the Middle Ages. His publications include the monograph Johannes VIII. Palaiologos und das Konzil von Ferrara-Florenz (1438-1439) (2013-2014), an article on Cultural Brokers in Relation with the Byzantine Court in the Later 14th and 15th Centuries (2013) and an article, written together with Nikolas Jaspert, on Christlich-muslimische Außenbeziehungen im Mittelmeerraum. Zur räumlichen und religiösen Dimension mittelalterlicher Diplomatie (2014).
Markus Koller studied Southeastern European History, History and Culture of the Near and Middle East, Turcology and Ancient History at the University of Munich. He defended a PhD at the Ruhr University in Bochum with a dissertation about violence in 18th-century Bosnia and finished his post-doctoral dissertation (Habilitation) on the late Ottoman rule in Hungary. His books and articles focus on the social history of the Ottoman Balkans as well as the cultural and political relationships between the early modern European states and the Ottoman Empire. Since 2011 he holds a professorship in History of the Ottoman Empire and Modern Turkey at the Ruhr-Universität Bochum and since 2016 he is director of the Centre for Mediterranean Studies in Bochum. Koller conducted various research projects (mainly funded by the Deutsche Forschungsgemeinschaft) about Ottoman-Venetian diplomatic relations and military conflicts in the Mediterranean.