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lunedì 14 luglio 2025

Predicare l’economia

Predicare l’economia
Il linguaggio del commercio nell’Italia del XIII-XV secolo
di Luca Ughetti
pp. 236; € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829029952
 
Il commercio, il mercato del credito, le retribuzioni dei lavoratori risentono fortemente delle elaborazioni culturali prodotte nelle città medievali. Tra il XIII e il XV secolo, l’economia diventa un tema sempre più discusso dai teologi e raggiunge un ampio pubblico con l’attività dei frati mendicanti. Il libro analizza l’influenza che la predicazione esercita sulla società attraverso i sermoni di Remigio de’ Girolami, di Taddeo Dini e delle principali figure dell’Osservanza francescana, attingendo ai codici di lavoro e alle trascrizioni da parte del pubblico. Emerge una relazione tra omiletica e comunità cittadina che entra in contatto con la normativa e il diritto. L’evoluzione si coglie talvolta negli scostamenti dall’esegesi tradizionale, altrove si misura nei tratti di più decisa originalità, come nella predicazione di Bernardino da Siena. I casi considerati mostrano che il modo di pensare l’economia tra Duecento e Quattrocento, in un periodo di forte innovazione, è caratterizzato da nuove argomentazioni, lessici e metafore destinati a lasciare il segno nella tradizione occidentale.
Luca Ughetti è assegnista di ricerca in Digital Humanities all’Università di Genova. È stato assegnista di ricerca in Storia medievale all’Università di Siena e ha conseguito il dottorato all’Università di Firenze, all’Università di Siena e all’École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi. I suoi principali ambiti di studio riguardano i linguaggi economici e la storia economica e religiosa nel medioevo e nella prima età moderna.

sabato 31 maggio 2025

Medioevo che crea

Medioevo che crea
Innovare, inventare, sperimentare nell'Italia dei secoli X-XIV
a cura di Franco Franceschi, Paolo Nanni, Gabriell Piccinni
pp. 248; € 24,00
Laterza, 2025
ISBN: 9788858157626
 
Il Medioevo fu un periodo primitivo, pericoloso e soprattutto arretrato? Oppure una delle sue caratteristiche fu proprio quella di saper ripensare i modelli che provenivano dal passato? È il caso, per esempio, delle città e delle campagne italiane: fra X e XIV secolo, in una fase di intensa crescita in ogni ambito, gran parte delle strutture cittadine e dell’organizzazione del paesaggio venne decisamente riplasmata. Se poi volgiamo lo sguardo al mondo economico, scopriamo che molti degli strumenti finanziari che adoperiamo quotidianamente furono immaginati allora, assieme alle forme di organizzazione del lavoro e aziendale che ci sono familiari. Lo stesso possiamo dire di alcuni fenomeni culturali: da una certa idea della figura femminile al ruolo dell’arte come strumento educativo, di cui fatichiamo a vedere e a valutare la ‘storicità’.

Il Medioevo dei secoli qui considerati, dunque, fu soprattutto un’età creativa, caratterizzata da innovazioni, sperimentazioni e invenzioni a tutto campo e questo libro ne restituisce un’immagine per molti aspetti diversa e sorprendente. Lo fa grazie all’apporto dei maggiori esponenti della medievistica italiana e internazionale, in un’opera di grande impatto e originalità.
Franco Franceschi è professore ordinario di Storia medievale presso l'Università di Siena. Specialista di storia urbana italiana, predilige temi di natura economica e sociale, in particolare dei secoli XIII-XVI.
Paolo Nanni è professore associato di Storia medievale all’Università di Firenze. Specialista di storia delle campagne e dell’ambiente, si occupa anche di storia sociale, cultura mercantile ed enti assistenziali. 
Gabriella Piccinni è professoressa emerita di Storia medievale. E’ stata direttrice (dal 2012 al 2018) del Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell'Università di Siena e membro del Senato accademico.

venerdì 14 marzo 2025

Le società delle arti a Bologna

Le società delle arti a Bologna
Economia, politica, società (secoli XIII-XIV)
di Filippo Galletti
pp. 192; € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829026364
 
Fra il XIII e il XIV secolo Bologna si afferma come un laboratorio politico ed economico di grande rilievo, in cui le società delle arti giocano un ruolo cruciale nell’evoluzione della comunità urbana. Nate come gruppi di mutua assistenza e controllo delle professioni, le corporazioni bolognesi assunsero un ruolo di primo piano nel governo della città, soprattutto dopo il tumulto del 1228, quando i rappresentanti delle artes entrarono nelle magistrature comunali e le riorganizzarono. La struttura interna delle corporazioni, le regole che ne disciplinavano l’accesso, i mestieri e le relazioni tra i membri costituiscono, dunque, uno strumento essenziale per comprendere la complessità della vita medievale. Attraverso un’attenta analisi delle fonti statutarie, il volume ricostruisce il funzionamento di queste istituzioni e il loro impatto sul tessuto cittadino, offrendo una prospettiva politica, sociale ed economica sulla storia corporativa e sul suo influsso duraturo sull’identità bolognese.
Filippo Galletti è assegnista di ricerca e professore a contratto di Storia medievale nel Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G. M. Bertin” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Si occupa di fonti normative dei comuni e delle corporazioni dell’area emiliano-romagnola e delle strategie e metodologie per l’insegnamento e l’apprendimento della storia nei contesti scolastici.

venerdì 7 giugno 2024

Bruges nesso economico tra i popoli romanici e germanici (secoli XIV-XV)

Bruges nesso economico tra i popoli romanici e germanici (secoli XIV-XV)
di Federigo Melis
a cura di Angela Orlandi
pp. 80; € 13,00
Firenze University Press, 2024
EAN: 9791221503500

In questo contributo, presentato all’Accademia Belgica di Roma nel 1967, Federigo Melis affrontò un tema molto dibattuto all’epoca, ossia il ruolo di Bruges come mercato nazionale e internazionale tra XIV e XV secolo. In esso la città fiamminga viene presentata come un nesso, un collegamento tra i traffici commerciali del Nord Europa con quelli del Mediterraneo, tra popoli romanici e popoli germanici. Dalle ricerche basate sulla ricca documentazione archivistica toscana, Bruges appare punto di incontro di molteplici interessi, capace di accogliere mercanti di ogni provenienza e preparata a svolgere un ruolo di raccolta e redistribuzione di numerose merci. Questo ruolo le derivò soprattutto dalla decadenza delle fiere di Champagne e dall’apertura di regolari linee di navigazione che passavano attraverso lo stretto di Gibilterra.

lunedì 13 maggio 2024

L’economia medievale

L’economia medievale
Un profilo storico (secoli V-XV)
di Alessio Fiore, Alma Poloni
pp. 260; € 27,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829025442

Negli ultimi vent’anni il panorama degli studi sull’economia medievale ha conosciuto un profondo rinnovamento, anche grazie a inedite tipologie di fonti e a nuove griglie interpretative. Le recenti acquisizioni dell’archeologia hanno contribuito a ridefinire temi quali la produzione e i sistemi di scambio, mentre i dati forniti dai cosiddetti “archivi naturali” hanno permesso di capire meglio questioni cruciali come il rapporto tra ambiente, uomo e risorse. Il dialogo con la scienza economica ha consentito di porre interrogativi diversi alle fonti storiche e di valutare in modo nuovo il ruolo che la domanda, il mercato, i consumi e le istituzioni hanno avuto nel processo di cambiamento economico. È stato inoltre possibile riconsiderare le relazioni di scambio con altre aree di civiltà, collocando l’Europa in un contesto realmente globale. Tenendo conto di queste innovazioni, il libro offre un profilo storico dell’economia medievale che non si presenta come un percorso lineare, ma come un itinerario complesso. Interpretare tale complessità è infatti indispensabile non solo per la comprensione delle società medievali, ma anche per maturare uno sguardo più critico sul nostro presente.
Alessio Fiore insegna Storia medievale all’Università di Torino. Si occupa di forme del potere locale e di funzionamenti economici nel medioevo. Tra i suoi lavori Signori e sudditi (Spoleto 2010) e Il mutamento signorile (Firenze 2017).
Alma Poloni insegna Storia medievale all’Università di Pisa. Si occupa di cambiamento economico, mobilità sociale e dinamiche politiche nel tardo medioevo. Tra i suoi lavori Lucca nel Duecento (Pisa 2009) e Potere al popolo (Milano 2010).

mercoledì 1 maggio 2024

L’asino e il battello

L’asino e il battello
Ripensare l’economia del Mediterraneo medievale, 950-1180
di Chris Wickham
Traduzione e cura di Dario Internullo
pp. 884; € 76,00
Vella, 2024
ISBN: 9791254694985

Troppo spesso il Mediterraneo medievale viene ancora oggi interpretato alla luce di paradigmi obsoleti, che si basano sulla presenza o sull’assenza degli europei nelle reti commerciali che connettono le varie regioni intorno al mare. Ponendosi sulla scia del suo precedente, monumentale lavoro sui secoli V-VIII, in questo libro Chris Wickham offre uno sguardo sul tema totalmente nuovo.

Lasciando da parte le “grandi narrazioni” fortemente connotate in senso ideologico e ripartendo dall’analisi delle fonti scritte e archeologiche disponibili, lo storico traccia così un quadro comparativo delle più importanti macro-regioni mediterranee fra X e XII secolo: l’Egitto, la Tunisia, la Sicilia, l’impero bizantino, la Spagna e il Portogallo islamici nonché l’Italia centro-settentrionale. Ricostruendo anzitutto i processi economici interni, quelli che favorivano lo spostamento di merci sulla terra a dorso d’asino, e procedendo poi alle loro connessioni esterne, che invece facevano leva sui battelli carichi di merci gestite da mercanti, Wickham porta il lettore a ripensare completamente la struttura, le dinamiche e la logica di base delle economie medievali.
Chris Wickham, professore emerito di storia medievale presso l’università di Oxford, è fra gli storici medievisti più significativi nel panorama internazionale odierno. Tra i suoi numerosi libri si ricordano, per i nostri tipi: Le società dell’alto Medioevo. Europa e Mediterraneo (secoli V-VIII) (2009); Roma medievale. Crisi e stabilità di una città (950-1150) (2013); Sonnambuli verso un nuovo mondo. L’affermazione dei comuni italiani nel XII secolo (2017). Inoltre: L’eredità di Roma. Storia d’Europa dal 400 al 1000 d.C. (Laterza 2015), e L’Europa nel Medioevo (Carocci 2020).
Dario Intermullo si occupa di storia della cultura nel medioevo, con particolare attenzione ai suoi aspetti politici e sociali; storia di Roma nel Medioevo; storia dei materiali scrittori e delle pratiche documentarie medievali, con particolare attenzione all'archivio arcivescovile di Ravenna e all'uso del papiro.

venerdì 19 aprile 2024

Un’oligarchia urbana

Un’oligarchia urbana
Politica ed economia a Torino fra Tre e Quattrocento
di Alessandro Barbero
pp. 420; € 29,00
Viella, 2024
ISBN: 9791254693919

Alla fine del Trecento, Torino è una città provata dalla guerra e dalla recessione e la sua popolazione è in calo. La crisi radicalizza i conflitti sociali e politici: nobili e popolari, dopo aver raggiunto un accordo, tornano a scontrarsi, mentre la ricchezza di mercanti e imprenditori non tiene il passo con quella nobiliare fondata sulla terra. I traffici, nonostante la crisi, conservano uno spazio: accanto ai mercanti che falliscono, altri fanno fortuna e osti e macellai si arricchiscono. Ma nel complesso il volume d’affari declina rispetto ai livelli raggiunti alla metà del Trecento, mentre più solida che mai appare l’egemonia nobiliare.

Occorrerà che la crisi si allenti, che il passaggio sotto il governo del duca di Savoia riporti la pace, che la popolazione riprenda a crescere, perché la spaccatura fra oligarchia nobiliare e oligarchia popolare si ricomponga e le famiglie superstiti dell’uno e dell’altro gruppo si uniscano nel patriziato che governerà la città sotto l’Antico Regime.
Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Carlo Magno. Un padre dell’Europa (Laterza 2000); 9 agosto 378: il giorno dei barbari (Laterza 2005); Costantino il vincitore (Salerno 2016); Dante (Laterza 2020).

venerdì 8 dicembre 2023

Il Liber Maximus A del Capitolo cattedrale di Treviso

Il Liber Maximus A del Capitolo cattedrale di Treviso
a cura di Alfredo Michielin
pp. 652; € 70,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2023
ISBN: 9791254693957

Saldamente radicati nell’élite cittadina medievale, i capitoli delle cattedrali affiancano sempre ai compiti di servizio liturgico un ruolo culturale importante e il controllo di un patrimonio fondiario cospicuo. È quello che si riscontra anche nel caso del capitolo di Treviso. Negli anni ’30 del Trecento – quando la città veneta è governata dagli Scaligeri, altrove protagonisti di una politica ecclesiastica aggressiva e spregiudicata – esso mostra una insospettata capacità di autonomia e di resilienza, impostando e realizzando, grazie alla collaborazione di esperti notai cittadini, una massiccia campagna di censimento e di descrizione dei propri beni e diritti. Il risultato è il liber qui pubblicato, importante per le sue caratteristiche di ‘documento/monumento’, e nel contempo miniera inesauribile di dati per la storia economica, sociale e ambientale, nonché per la toponomastica, del territorio trevigiano.
Alfredo Michielin, laureato in Storia medievale all’Università di Padova, ha insegnato materie letterarie nelle scuole del trevigiano. Ha curato l’edizione di Gli Acta comunitatis Tarvisii del sec. XIII, Viella, Roma 1998 e – con Gian Maria Varanini – del volume Mutui e risarcimenti del comune di Treviso (secolo XIII), Viella, Roma 2003, entrambi per la collana “Fonti per la storia della terraferma veneta”.

mercoledì 12 ottobre 2022

La ricchezza del debito pubblico

La ricchezza del debito pubblico
Secoli XII-XXI
di Angela Orlandi
pp. 208, € 17,00
Il Mulino, 2022
ISBN: 978-88-15-38220-7
 
Una montagna pronta a crollare con inenarrabili danni: così molti immaginano il debito pubblico o meglio la sua eccessiva dimensione. Si tende a demonizzarlo, senza tener conto di altri aspetti. Per darne conto, il volume ricostruisce l’evoluzione del debito pubblico tra Medioevo ed Età Contemporanea. In questo quadro emerge come in realtà abbia svolto una funzione spesso propulsiva in vari settori della vita; in particolare ha consentito uno sviluppo capace di migliorare le condizioni materiali e di sicurezza della popolazione. Il denaro preso a prestito è servito a costruire infrastrutture viarie, industriali e sanitarie, a finanziare conflitti ma anche a garantire l’alimentazione e il sostegno di segmenti fragili della popolazione, ad ampliare il patrimonio artistico e a concedere qualche svago a chi non se lo sarebbe potuto permettere.
Angela Orlandi è docente di Storia economica della moneta e della banca nel Dipartimento di Scienze per l’economia e l’impresa dell’Università degli studi di Firenze. I suoi interessi scientifici riguardano la finanza pubblica e privata, la business history e il commercio internazionale. È presidente del corso di studi magistrale in Scienze dell’economia.

mercoledì 3 agosto 2022

Capitalismo meridiano. Alle radici dello spirito mercantile tra religione e profitto

Capitalismo meridiano
Alle radici dello spirito mercantile tra religione e profitto
di Luigino Bruni
pp. 208, € 19,00
Il Mulino, 2022
ISBN: 978-88-15-29940-6
 
L’ultimo Medioevo ha generato il grande codice dell’economia di mercato, che con la Riforma protestante si biforcherà in un capitalismo nordico, erede di Lutero e Calvino, e in uno meridiano, figlio dei mercatores toscani e di san Francesco. Un capitalismo dunque che in qualcosa ha continuato l’Umanesimo civile dei secoli precedenti e in altro di importante se ne è invece allontanato. Questo libro ne racconta la genesi evidenziandone gli aspetti comunitari, meticci e relazionali, maschili ma con inaspettate presenze femminili; con uno sguardo speciale all’intreccio tra lo spirito dei mercanti e quello dei frati mendicanti. Un viaggio attraverso il primo capitalismo europeo animato e ispirato da qualcosa di molto più grande, vasto e potente del puro interesse economico delle merci.
Luigino Bruni è professore di Economia politica nell’Università Lumsa di Roma. Fra i suoi libri: «Il capitalismo infelice» (Giunti, 2018) e «L’arte della gratuità» (Vita e Pensiero, 2021). E per il Mulino: «L’economia civile» (con S. Zamagni, 2015).

mercoledì 18 agosto 2021

L'economia politica di Dante

L'economia politica di Dante
Mercato, profitto, dono
di Marco Romanelli
pp. 176, € 20,00
Angelo Longo Editore, 2021
ISBN: 978-88-9350-080-7
 
«Prendere Dante sul serio, tentando di sottrarlo alla tenaglia che lo stringe fra i due poli del “visionario” da una parte e del “reazionario” dall’altra»: il nostalgico del buon tempo antico che dà voce all’avo Cacciaguida e l’antenato che al postero sembrerà sempre «qualcuno arrivato prima di lui» (Contini). Parte da qui l’impegno di Marco Romanelli nel neutralizzare la falsa opposizione che induce a venerare il Poeta quando straordinariamente crea, ma a “lasciarlo perdere”, a non ascoltarlo, quando discutibilmente parla di politica ed economia.

Proprio il suo pensiero economico – tra i meno indagati dell’universo culturale dantesco e invece molto più aggiornato e specialistico di quanto si possa pensare – rivela viceversa quanto Dante non si sia mai sentito estraneo ai suoi tempi e come al tema della beatitudo huius vitae fosse sensibile non meno che a quello della vita eterna. Seguendo le piste delle molte esplicite formulazioni teoriche e quelle più o meno nascoste nelle pieghe della poesia, di questo pensiero si ricostruisce la tormentata elaborazione: dagli ancora felici tempi fiorentini in cui Dante si credeva erede della missione pedagogica di Brunetto Latini nei confronti della neonata società mercantile, alla crisi di disperazione causata dal trauma dell’esilio che gli fece corteggiare le sirene del nichilismo, fino alla sublimazione della Commedia. È nel poema infatti che Dante, superate tutte le angustie municipali contingenti, approda all’idea di una società antiutilitaristica e conviviale fondata su quell’etica del dono che affonda le sue radici nella dottrina cristiana delle origini e nel pauperismo francescano come nella civiltà latina e poi cortese, ma che l’antenato ha consegnato anche ai posteri e alle loro formulazioni teoriche, da Mauss a Caillé.

domenica 8 agosto 2021

Il Barbaricum: una periferia che si fece centro. Società, insediamento ed economia tra I e X secolo

Il Barbaricum: una periferia che si fece centro
Società, insediamento ed economia tra I e X secolo
di Marco Valenti
pp. 712, € 55,00
All'Insegna del Giglio, 2021
ISBN: 9788899547530
 
Il volume presenta una poderosa sintesi di taglio enciclopedico su quel vasto mondo, tra le montagne della Norvegia centrale e i fiumi Reno e Danubio, tra le foreste russe e le paludi olandesi, definito univocamente Barbaricum ma composto da macroregioni con culture assai diversificate tra loro.
Un mondo che viene letto su lungo periodo e soprattutto da una prospettiva inedita: non da quella dell’Impero romano (e poi di quello carolingio), ma come insieme di società autonome, che pure guardavano all’Impero. Ne vengono indagati gli assetti insediativi e l’economia, la struttura sociale e la ritualità, inseguendo in particolare le forme del potere.
Si ricompone quasi un millennio di storia di un’ampia parte dell’Europa, attraverso la fonte materiale: una storia decisamente poco nota nel nostro paese e che mancava di una sintesi.
Marco Valenti è professore associato di Archelogia Cristiana e Medievale all'Università degli Studi di Siena.

mercoledì 10 marzo 2021

Come l'acqua e il sangue

Come l'acqua e il sangue
Le origini medievali del pensiero economico
di Giacomo Todeschini
pp. 336, € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829005000
 
Il modo di ragionare economico moderno e contemporaneo, indipendentemente dalle dottrine e dalle teorie economiche, fa uso di metafore, similitudini e analogie molto antiche. Si pensa di solito che il denaro scorra nel Corpo economico della società come il sangue nel corpo umano, che la ricchezza debba fluire ed essere distribuita come l’acqua che fertilizza la terra. Soprattutto la rappresentazione della circolazione ininterrotta pervade il pensiero e la ragione economica moderna: quella degli economisti ma anche quella comune e quotidiana. Questo sistema di immagini, proveniente da un Medioevo solo in apparenza lontano, determina molta parte della sostanza concettuale del pensiero e del pensare economico attuali. E lo si ritrova sia in autori e testi in apparenza molto distanti fra loro per collocazione ideologica e politica, sia nella logica economica di tutti i giorni. È così che molti aspetti del ragionare economico e politico medievale, dalla giustificazione in termini naturali delle disuguaglianze alla rappresentazione dell’organizzazione sociale in quanto gerarchia naturale, sono entrati a far parte della razionalità economica moderna.
Giacomo Todeschini ha insegnato Storia medievale all’Università di Trieste, è stato fellow dell’Institute for Advanced Study di Princeton e del Wissenschaftskolleg di Berlino. Ha collaborato con l’École des hautes études en sciences sociales di Parigi. Fra le sue pubblicazioni: I mercanti e il tempio (Il Mulino, 2002); Ricchezza francescana (Il Mulino, 2004); Visibilmente crudeli (Il Mulino, 2007); Come Giuda (Il Mulino, 2011); La banca e il ghetto (Laterza, 2016).

giovedì 31 dicembre 2020

Banchieri di Dio

Banchieri di Dio
Le attività finanziarie dei Templari
di Mario Giaccio
pp. 140, € 14,00
Thiperet Edizioni, 2020
ISBN: 978-88-6496-548-2
 
L’Ordine del Tempio, già fin dagli esordi, disponeva di consistenti risorse finanziarie derivanti da donazioni e dalla oculata gestione del loro patrimonio agricolo e immobiliare. Le loro operazioni finanziarie all’inizio erano meramente “passive”: le case dell’Ordine erano, infatti, il luogo più sicuro per depositarvi beni preziosi. A poco a poco l’Ordine divenne la “cassaforte” dell’Europa. Questo stadio di gestione passiva venne in breve superato e l’Ordine passò ad amministrare, oltre che i fondi propri, anche i depositi dei suoi clienti, i quali avevano a disposizione dei veri e propri “conti correnti”: potevano cioè ritirare denaro ed effettuare pagamenti con semplici lettere del Tesoriere. La disponibilità di questi fondi indusse i Templari ad esercitare anche l’attività di prestito: essi prestavano denaro ai pellegrini, crociati, mercanti, congregazioni monastiche, clero, principi e re. In tal modo diventarono ricchi e potenti, destando l’invidia di non pochi regnanti e religiosi. La loro ricchezza sarà la causa della loro fine. Il Tempio funzionò comunemente come esattoria e come agenzia di pagamenti per conto di re, papi, grandi signori feudali o mercanti. L’Ordine riscuoteva debiti e decime, tributi sul reddito e sul valore degli immobili. Vi si trovava sicurezza, serietà ed esperienza. È per questo motivo che i re di Francia, a partire da Luigi VII, affidarono la gestione del Tesoro reale al fratello tesoriere del Tempio di Parigi. L’aspirazione dei Templari non fu quella dell’agire economico per produrre profitto, come molta letteratura odierna vuol far intendere; infatti, per loro, il capitale non è mai diventato il padrone, è stato sempre il servo.

Mario Giaccio. Ha vinto il concorso di Professore Ordinario in Chimica Merceologica nel 1980. Ha insegnato Tecnologia dei Cicli Produttivi, Merceologia, Tecnologia ed Economia delle Fonti di Energia, Tecnologia Innovazione e Ricerca e di Chimica degli Alimenti nelle Università di Bari, Chieti-Pescara, Modena, Bologna, Ancona, Milano Bicocca e presso l’Università Telematica “Leonardo da Vinci”. Ha fatto parte del collegio dei docenti del Dottorato Internazionale di Ricerca in “Salubrità degli Alimenti”, presso l’Università degli Studi di Perugia e del dottorato di ricerca in Innovazione e Ricerca dell’Università di Chieti-Pescara. È stato Preside della Facoltà di Economia di Pescara per nove anni e Preside della Facoltà di Scienze Manageriali per cinque anni. Dirige la rivista scientifica “Journal of Commodity Science, Technology and Quality”, avente un comitato scientifico e referees internazionali. È responsabile scientifico del “Research Centre for Evaluation and Socio-Economic Development”, sotto il patronato dell’ONU. Ha pubblicato oltre 100 lavori scientifici, inoltre 8 libri comprendenti monografie scientifiche e volumi didattici per l’Università e per la scuola secondaria di secondo grado.

sabato 12 dicembre 2020

Economia politica classica e storia economica dell’Europa medievale

Economia politica classica e storia economica dell’Europa medievale
di Paolo Cammarosano
pp. 446, € 45,00
Cerm e Gaspari editore, 2020
ISBN: 978-88-95368-35-123
 
Gli economisti classici, da Adam Smith a Alfred Marshall, dedicarono spesso un interesse alla storia economica delle età passate, dall’antichità al medioevo. Nei tempi recenti il dialogo fra economisti e storici è divenuto meno frequente. Per ravvivarlo è bene comprendere la visione che gli economisti classici ebbero dello sviluppo economico medievale e porsi nei loro confronti in maniera vitale e critica. Alla rivisitazione di quei classici segue nel libro un discorso su due fondamentali elementi della storia economica, evoluzione demografica ed evoluzione dei prezzi, e si indicano nuovi metodi di analisi.

Infine, nella parte più ampia del libro, è proposto un profilo della storia economica dell’Europa medievale dal VI al XV secolo. L’autore tenta di collocare con scansioni cronologiche “dal volto umano”, cioè generazionali, le componenti dell’economia: agricoltura, produzione di manufatti, commercio, rapporti di credito, presenza delle autorità pubbliche e svolgimento della cultura. Attraverso queste vicende del passato ci vengono incontro, con drammatico affollamento, immagini oggi familiari: rapporto tra popolamento e risorse, spostamenti di popoli e loro incidenza nell’economia e nella società, diseguaglianze di capitali e di redditi, sviluppo e stagnazione, inflazione e deflazione, dimensioni crescenti del debito pubblico, incidenza dei livelli culturali, incidenza delle capacità tecniche e dei mutamenti della tecnica, economia pubblica ed economia privata, interesse pubblico e interessi privati, propensioni al protezionismo economico.
Paolo Cammarosano insegna Storia medievale all’Università di Trieste. Si è occupato di storia economica, sociale, politica e culturale dell’Italia su tutto l’arco del medioevo, sia con tematiche generali sia con studi di ambito cittadino, o incentrati su determinati settori del territorio rurale o di ambito regionale (soprattutto Toscana e Italia nord-orientale). Più in particolare, ha analizzato forme di insediamento rurale e sviluppo dei castelli, rapporti di dipendenza contadina nel quadro della signoria locale, istituzioni feudali, relazioni tra città e campagne nell’età comunale, struttura delle dinastie aristocratiche dell’età romanica, relazioni tra nobiltà e chiese, strutture familiari nelle città comunali, fisionomia dei ceti dominanti nelle città comunali, questioni di storia delle finanze pubbliche e della fiscalità, problemi di alfabetizzazione e cultura scritta e di struttura delle fonti scritte, forme della propaganda politica.

mercoledì 9 dicembre 2020

«Vide igitur, quid sentire debeas de receptione pecuniae»

«Vide igitur, quid sentire debeas de receptione pecuniae»
Il denaro francescano tra norma ed interpretazione (1223-1390)
di Paolo Evangelisti
pp. 330, € 42,00
CISAM, 2020
ISBN: 978-88-6809-313-6
 
Sin quasi alla fine del '900 si è voluto considerare minore il contributo dei Minori al pensiero e all'etica economica; di contro il XXI secolo registra una crescente attenzione per la scelta ideale dei poveri volontari. La messa in mora di alcuni dogmi economici ad opera di crisi reiterate e planetarie ha innescato la ricerca di modelli capaci di coniugare crescita economica e dignità umana. L'opzione francescana ha così conquistato una centralità che dovrebbe tuttavia fare i conti con la storia che ne è all'origine, incardinata in norme ed istituzioni nate nel XIII secolo.
Il volume analizza come i Minori abbiano interpretato e vissuto, tra XIII e XIV secolo, la sfida più radicale posta dallo stesso Francesco: il divieto non solo di possedere ma anche di usare il denaro, misura di tutte le relazioni economiche. È una storia che merita di essere conosciuta e discussa anche da coloro che individuano nell'opzione francescana un modello per ristrutturare i rapporti tra etica del profitto ed etica civile.
Paolo Evangelisti è cultore della materia in Storia medievale presso l’Università di Trieste.

venerdì 4 dicembre 2020

Alle origini del mercato nazionale

Alle origini del mercato nazionale
Strutture economiche e spazi commerciali nell’Italia medievale
di Bruno Figliuolo
pp. 576, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Forum Editrice, 2020
ISBN: 978-88-3283-210-5
 
Il volume, costruito integralmente su fonti di prima mano e articolato in undici densi capitoli, offre un quadro metodologicamente meditato della struttura economica delle città italiane e degli spazi del loro commercio nei secoli del pieno e del basso Medioevo. Si individuano sul territorio della penisola tre macroaree, a diversa vocazione e a differente propulsione mercantile e produttiva, tra loro sempre ben collegate attraverso la forte domanda di beni proveniente dai grandi approdi del traffico internazionale – Venezia e Genova in testa. A connettere e integrare tali aree è poi l’azione delle onnipresenti e ubique compagnie fiorentine, le quali, nel seguire gli articoli di loro interesse dalla produzione alla vendita, costruiscono di fatto un vero e proprio modello economico capitalistico, operante su tutto il territorio della penisola italiana e non solo.

Bruno Figliuolo insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Udine ed è autore di numerosi saggi e di alcune monografie sulla sismologia storica, sulla cultura umanistica e sulla storia economica, sociale e istituzionale della penisola italiana e dell’area mediterranea lungo tutto l’arco del Medioevo. Fa attualmente parte del comitato scientifico dell’Edizione nazionale dei testi della storiografia umanistica ed è condirettore della «Nuova Rivista Storica».

sabato 2 maggio 2020

Le comunità religiose nel Medioevo

Le comunità religiose nel Medioevo
Storia e modelli di vita
di Gert Melville
Introduzione di Nicolangelo D’Acunto
pp. 496, € 32,00
Editrice Morcelliana, 2020
ISBN: 9788837232849

Fondazioni, scissioni, decadenze e riforme si intrecciano nella storia degli ordini religiosi medievali. L’autore – tra i maggiori specialisti – indaga le motivazioni e gli impulsi di tali processi dalla Tarda Antichità fino all’inizio dell’Età Moderna. Descrive da una nuova prospettiva i più importanti elementi strutturali della vita comunitaria – il diritto e l’organizzazione, il contesto sociale, l’istruzione e la spiritualità, le consuetudini della quotidianità e i fondamenti economici –, mettendo in luce quanto il mondo delle comunità religiose sia stato una forza propulsiva per lo sviluppo culturale della Cristianità occidentale.
Gert Melville
è professore ordinario di Storia medievale all’Università di Dresda e direttore del Centro di Ricerca per la Storia Comparata degli Ordini Religiosi (fovog). Curatore della collana “Vita regularis”, che conta più di 70 volumi, è autore di circa 100 pubblicazioni sulla vita religiosa.

domenica 19 aprile 2020

La terra, il mercante e il sovrano

La terra, il mercante e il sovrano
Economia e società nell’VIII secolo longobardo
di Alessandro Di Muro
prefazione di Chris Wickham
pp. X+184, (Clicca qui per scaricare gratuitamente il PDF)
Basilicata University Press, 2020
ISBN: 978-88-31309-01-1

L’economia altomedievale costituisce uno dei temi più frequentati dalla storiografia dell’ultimo secolo e l’Italia, ovvero il cuore di quello che fu l’impero romano, rappresenta indubbiamente un ambito privilegiato in cui esaminare le trasformazioni strutturali che si ebbero nel passaggio dall’età antica al Medioevo. Questo studio cerca di ricostruire le vicende complesse dell’economia in età longobarda, in particolare tra la fine del VII secolo e la conquista carolingia, analizzando la problematica sia dal punto di vista della produzione che dalla prospettiva del mercato, mettendone in evidenza le convergenze strutturali, in un orizzonte politico-sociale più ampio.
L’età di Liutprando costituisce il cuore dell’analisi, ma il discorso si spinge fino all’età carolingia, per cercare di verificare l’impatto che ebbe la conquista franca sulla Penisola. Le regioni centro-settentrionali del regno longobardo costituiscono l’impalcatura che sorregge questo lavoro, ma non mancano incursioni comparative – sempre utili a comprendere meglio i fenomeni – nelle strutture socio-economiche del ducato-principato longobardo di Benevento, che per molto tempo costituì uno spazio politico sostanzialmente autonomo.

sabato 7 marzo 2020

La mobilità sociale nel Medioevo italiano 4

La mobilità sociale nel Medioevo italiano 4
Cambiamento economico e dinamiche sociali (secoli XI-XV)
a cura di  Simone M. Collavini, Giuseppe Petralia
pp. 372, € 39,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788867289356

Come e in che misura trasformazioni economiche strutturali e mutamenti congiunturali influirono sulla mobilità sociale medievale? Nella “Italia comunale” sono state le città il teatro privilegiato delle interazioni tra cambiamento economico e mobilità sociale nei secoli XI-XIII? Fino a che punto, venuta meno la spinta della grande crescita, quell’interazione si fece più debole, mentre cresceva l’importanza della sfera politica? La “crisi” di metà Trecento fu uno spartiacque, o sono possibili periodizzazioni meno scontate? Come può l’archeologia aiutarci a produrre quadri interpretativi più articolati in tema di mobilità sociale?
Lavorando su questi nodi, il volume cerca di rinnovare le nostre conoscenze, con particolare riguardo allo spazio sociale della Toscana, forse il principale terreno di costruzione delle narrazioni dominanti, ma allargando lo sguardo anche ad altri contesti, le città fiamminghe e quelle venete, il mondo lombardo, tutti cruciali in un’ottica comparativa.
Simone M. Collavini insegna Storia medievale all’Università di Pisa.
Giuseppe Petralia insegna Storia medievale all’Università di Pisa.