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sabato 3 dicembre 2022

L'artista dell'anima

L'artista dell'anima
Giotto e il suo mondo
di Alessandro Masi
pp. 176, € 18.00
Neri Pozza, 2022
ISBN: 978-88-54523-79-1

È l’artista che per primo ha dato un’anima alle sue opere. Dei suoi quadri e dei suoi affreschi sappiamo perciò molto, ma della sua vita di uomo ben poco, avvolta com’è nella leggenda. Ora da un accurato lavoro di scavo negli archivi e dalle cronache dell’epoca, Alessandro Masi fa nascere una rigorosa e documentatissima biografia di Giotto, del «ragazzo» che rivoluzionò la pittura tra il Duecento e il Trecento, quando si preparava la Rinascenza. E lo fa narrando quella vita come fosse un romanzo. Così entriamo con Giotto nella Basilica Superiore di Assisi, nella cappella degli Scrovegni a Padova, nelle basiliche di Roma, Napoli, Firenze… Un racconto tanto vivido che sembra di sentire l’odore dei colori, di stare sulle impalcature a osservarlo dipingere, di percepire lo stupore dei committenti di fronte a opere che non avevano alcun paragone con quanto realizzato prima. Emergono con forza i suoi rapporti con il maestro Cimabue, con gli intellettuali della sua epoca e in particolare con Dante, di cui fece un ritratto giovanile nel 1302, prima dell’esilio del poeta, e che incontrò nuovamente a Padova mentre creava un capolavoro per una famiglia tanto ricca quanto chiacchierata, gli Scrovegni appunto. Boccaccio fece di Giotto un personaggio del suo Decamerone. E dietro di lui si stagliavano Petrarca e i papi del travagliatissimo periodo della sua esistenza. Ne esce lo spaccato di un’epoca, di un grande artista e di un uomo non privo di ombre e contraddizioni. Migliore interprete di sempre del poverello di Assisi, viveva nell’angoscia di diventare povero e di non poter sistemare la sua numerosa prole. Probabilmente una volta arricchito divenne anche usuraio e, invitato dagli intellettuali a schierarsi nell’agone politico dell’epoca, si dimostrò tutt’altro che incline alle azioni coraggiose.
Alessandro Masi, storico dell’arte e giornalista, è segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore) a trattati di politica culturale del ventennio fascista (Giuseppe Bottai. La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo recente studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali.

martedì 5 luglio 2022

Operazione Buon Governo

Operazione Buon Governo
Un laboratorio di comunicazione politica nell'Italia del Trecento
di Gabriella Piccinni
pp. XII - 324 € 55,00
Einaudi, 2022
ISBN: 9788806253721
 
Il ciclo del Buon Governo, dipinto nel 1338 da Ambrogio Lorenzetti nel palazzo del Comune di Siena, è in assoluto una delle opere piú celebri dell’arte italiana, da sempre oggetto di attenzione da parte di studiosi del pensiero politico, dell’arte, della società, della letteratura, della moda, delle istituzioni, del diritto. Ma quei 36 metri di pittura, intrecciati con i 62 versi di una Canzone che poteva essere cantata e ballata, innovarono anche il linguaggio della comunicazione politica.
All’analisi di questa innovazione, chiamata qui «Operazione Buon Governo», è dedicato questo libro. Essa prese forma dalla volontà di governare con il consenso una società non pacificata e un’economia in trasformazione, mentre il governo dei mercanti, committente dell’opera, chiedeva la fiducia sul suo programma politico, e le leggi del Comune venivano rinnovate in un imponente testo statutario che si richiamava al diritto romano.
Gli affreschi si presentano dunque come il prodotto non solo dell’artista ma anche dell’humus culturale della comunità civica e politica di cui Lorenzetti fu erede e protagonista. Con la sua magnifica inventiva, la sua abilità tecnica e una notevolissima perizia retorica, l’artista seppe rappresentare ogni aspetto della tumultuosa realtà sociale dell’epoca, dove i principî, le virtú e i vizi della politica generavano simbolicamente i loro «civili effetti».
Gabriella Piccinni (1951) è professoressa emerita di Storia Medievale all'Università di Siena. Dirige la «Rivista di storia dell'Agricoltura » e partecipa al comitato scientifico del Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino, del Centro di Studi sulla Civiltà del Tardo Medio Evo, delle riviste «Bullettino dell'Istituto storico italiano per il Medio Evo», «Historia Instituciones. Documentos», «Mediaeval Sophia» e «Estudis d'Història Agrària». Ha tenuto lezioni in molte università italiane e in quelle di Paris IV-Sorbonne, Tours, Granada, Valencia, Pamplona, Saragozza, Barcellona, León, Lleida e all'EHESS-École des hautes études en sciences sociales di Parigi. Tra le pubblicazioni: Il contratto di mezzadria nella Toscana medievale (1992); Il Libro del pellegrino (con L. Travaini, 2003); Medioevo delle campagne (con A. Cortonesi, 2006); Violenza alle donne. Una prospettiva medievale (con A. Esposito e F. Franceschi, 2018); Nascita e morte di un quartiere medievale (2019); Alle origini del welfare. Radici medievali e moderne della cultura europea dell'assistenza (2020). Per Einaudi ha pubblicato Operazione Buon Governo. Un laboratorio di comunicazione politica nell'Italia del Trecento (2022).

sabato 2 luglio 2022

Il patrimonio artistico medievale di Niella Tanaro

Il patrimonio artistico medievale di Niella Tanaro
di Ilario Manfredini
pp. 104, € 14,00
LAReditore, 2022
EAN: 9788831236843
 
Documentato sin dai tempi dei Ligures, il territorio di Niella Tanaro, dopo la conquista romana, entrò a far parte della Gallia Cisalpina sotto la giurisdizione del comune di Augusta Bagiennorum. Citato nei documenti come donazione imperiale al vescovo di Asti nel 901, il comune di Niella venne governato a partire dal XII secolo dai Marchesi di Ceva, divenendo nodo strategico sulla via Palmaria e sulla via del Sale, oltre che snodo di collegamento tra i più importanti centri abitati piemontesi e la costa ligure. All'importanza economica dovuta alla sua posizione geografica, Niella assunse anche un ruolo centrale sulle antiche vie di pellegrinaggio, come dimostrano le numerose cappelle, le edicole e gli oratori presenti nel suo territorio. Proprio queste caratteristiche storiche e geografiche resero il comune un crocevia di artisti e botteghe pittoriche, che tra il Quattro e il primo Cinquecento abbellirono molte chiese ancora oggi visitabili. Proprio l'alto numero di affreschi tuttora presente fa di Niella Tanaro uno dei luoghi più interessanti del Piemonte meridionale per lo studio e la valorizzazione della pittura tardo gotica.
Ilario Manfredini, laureato presso l’università di Torino, nel 2010 ha conseguito il dottorato di ricerca in storia moderna presso l’Università Statale di Pisa e nel 2016 il perfezionamento in civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento presso l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze (INSR). Collabora da anni con la Società Storica Pinerolese per la quale ha pubblicato numerosi articoli su temi riguardanti la storia e l’arte locali.

mercoledì 28 aprile 2021

Gli affreschi arturiani di Frugarolo

Gli affreschi arturiani di Frugarolo
Un percorso di valorizzazione
di Giulia Quarantini
pp. 110, € 12,00
Italia Medievale, 2021
ISBN: 9781678072841
 
L'argomento della camera lanzaloti di Alessandria, gli amori tra Lancillotto e Ginevra, rivela l'esistenza di una nobiltà romantica e cavalleresca, che aspira e sogna la vita delle grandi corti milanesi, nel mezzo di campagne oggi totalmente lontane da ogni centralità, ma che nel Trecento erano campo di battaglia conteso tra l'impero e i potenti italiani; terra tra montagne e mare, tra Genova, dai sapori ancora bizantini e orientali, Milano, ricca e potente, fucina dell'arte più moderna, e le corti del Monferrato, di cui Alessandria fu spesso rivale e concorrente.
La ricerca nell’identificazione dell’autore di questo affresco attraversa altre manifestazioni artistiche di grande pregio sul territorio (Sezzadio, Palatium Vetus, Cassine), evidenziando l’originalità stilistica del maestro o della bottega che ha ricevuto l’ordine da Andreino Trotti, nobile cavaliere vassallo di Milano, di riprodurre un tema tanto specifico: quegli stessi affreschi che Lancillotto dipinge per ricordare l’amata Ginevra nelle sale della fata Morgana.
Ciò che accomuna la camera lanzaloti alessandrina a gran parte della produzione di cicli di affreschi contemporanea è la volontà di immedesimazione: chi si trovava ai piedi delle storie amorose e guerresche di queste belle figure galanti non poteva che aspirare a partecipare alle emozioni, al gusto e alle vicende di questi eroi letterari.
Nel lavoro qui svolto ho cercato di inserire il ciclo cavalleresco del XIV secolo nella trama dei monumenti medievali presenti nella città spesso nella forma di rovina o di assenza: se da un lato Palatium Vetus dimostra la rivitalizzazione di un edificio storico, la grande e antica Cattedrale di San Pietro, il vivace mercato che attorno ad essa si svolgeva e che coinvolgeva l'intera città dalla platea maior al Tanaro, non sono che memorie.
Giulia Quarantini si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera con la prof.ssa Marina Corgnati, docente di Storia dell'Arte. Questo volume è un adattamento della sua tesi.
Ha realizzato anche il sito Alessandria Medievale.
Per acquistare il libro clicca qui !

giovedì 8 aprile 2021

Spinello di Luca detto Aretino

Spinello di Luca detto Aretino
di Aristide Bresciani
prefazione di Angelo Tartuferi
pp. 312, € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Polistampa, 2021
ISBN: 978-88-596-2151-5 
 
Spinello di Luca, comunemente noto come Spinello Aretino, è considerato uno dei pittori più importanti del panorama artistico italiano, protagonista assoluto dello scenario toscano tra la fine del Trecento e la prima decade del Quattrocento.

Il saggio si concentra sulla vita del pittore e sulla sua crescita intellettuale e artistica, in virtù delle esperienze e dei contatti con le diverse realtà culturali incontrate e, allo stesso tempo, delle relazioni mantenute con Arezzo e Firenze nel corso della carriera.
L’analisi delle opere, tra cui alcuni affreschi di dubbia attribuzione, porta inoltre nuovi spunti nel dibattito critico sul principale maestro dell’Aretino, che l’autore individua nella figura di Andrea di Nerio.
Aristide Bresciani nato a Pietrasanta (Lucca) il 22 aprile 1953 è autodidatta. Ad affascinarlo è soprattutto il Trecento, e in modo particolare la pittura aretina e fiorentina. L’artista più seguito è senza dubbio Spinello di Luca, detto Aretino.
Suoi contributi appaiono su riviste quali «Arte Cristiana», collabora nel 2009 con gli Uffizi (L’Oratorio di Santa Caterina all’Antella e i suoi pittori, a cura di Angelo Tartuferi), nel 2011 partecipa al convegno aretino i cui atti saranno pubblicati nel ’16 sotto il titolo “In nome di buon pittore”: Spinello e il suo tempo. Nel 2021 Polistampa pubblica la monografia dal titolo Spinello di Luca detto Aretino.

giovedì 11 febbraio 2021

La Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni
La rivoluzione di Giotto
di Giuliano Pisani
pp. 176, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Skira, 2021
ISBN: 885724363
 
Un viaggio alla scoperta del rivoluzionario ciclo pittorico  di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, sia sul piano storico-artistico che su quello teologico-religioso
Giuliano Pisani ci accompagna nel cuore di uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale: gli affreschi dipinti da Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Tessera dopo tessera ci svela il mosaico affascinante e complesso della storia sacra, individuando le fonti di riferimento e fornendo una lettura finalmente unitaria e coerente dell’intero ciclo. Ne risultano chiariti i numerosi simboli e si individua nel frate eremitano Alberto da Padova colui che fornì al pittore le linee concettuali e il programma teologico. La loro intesa dà vita al capolavoro. Questo mirabile scrigno ci chiama a meditare sulle nostre scelte; ci invita al senso di responsabilità, individuale collettiva; ci indica la via del bene, della giustizia, della speranza, dell’amore.
Nella Cappella degli Scrovegni, Giotto rivoluziona il linguaggio della pittura, introducendo il realismo, descrivendo i sentimenti, curando la resa minuziosa dei dettagli, l’esattezza architettonica, la scansione dello spazio, la prospettiva che scandisce i piani e crea profondità. E soprattutto il trionfo del colore e della luce.
Giuliano Pisani studioso di storia dell’arte e del mondo classico e umanistico, in particolare di Platone, Plutarco morale e Marsilio Ficino, ha dedicato numerosi articoli all’esegesi della Cappella degli Scrovegni, di cui ha fornito una lettura filologica fortemente innovativa. Decisiva è stata la sua scoperta che il programma affrescato da Giotto segue la conce-zione teologica agostiniana. È autore del bestseller I volti segreti di Giotto. Le rivelazioni della Cappella degli Scrovegni, Rizzoli 2008, con cui ha vinto nel 2009 la XVI edizione del Premio del Libraio - Città di Padova. Ha scritto il saggio sul programma della Cappella degli Scrovegni per il catalogo della mostra romana Giotto e il Trecento (2009) e con Alessandro Tomei ha curato la mostra veneziana Magister Giotto (2017). Suo anche il testo del video che accoglie i visitatori nel Corpo Tecnologico Attrezzato della Cappella degli Scrovegni. Socio effettivo dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti e di altre prestigiose istituzioni, è Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

sabato 23 gennaio 2021

Il testo dell'immagine. Fonti letterarie per lo studio dell'arte medievale

Il testo dell'immagine. Fonti letterarie per lo studio dell'arte medievale
di Francesco Stella
pp. XVI-480, € 45,00
Le Monnier Università Editore, 2021
EAN: 9788800771320
 
Monumenti e immagini non ci parlano da soli. La comprensione delle opere d'arte di epoche lontane richiede la conoscenza dei presupposti culturali che le hanno motivate, trasformandole in un valore sociale. Questi elementi si possono acquisire, per l'arte medievale, attraverso i testi narrativi, poetici e teologici che li trasmettono, oltre che nelle testimonianze di artigiani, artisti e architetti. Il testo dell'immagine, utilizzabile anche per corsi universitari di Fonti dell'arte medievale o di Letteratura latina medievale per i Beni Culturali, affronta questioni rilevanti dell'iconologia artistica medievale tramite un confronto diretto con i testi latini, di cui si offre spesso una prima traduzione. Dal drammatico conflitto sul culto delle immagini alle concezioni del fenomeno artistico, dalla simbologia della natura alle storie di santi, dai meccanismi delle allegorie bibliche alla valorizzazione del ruolo di artisti e artigiani, dalle curiosità archeologiche nei resoconti di viaggio alle memorie di architetti, dalle normative monastiche sull'arte all'ispirazione politica negli affreschi dei palazzi pubblici, i testi a carattere culturale sono la documentazione indispensabile per un approccio iconotestuale che si integri alle informazioni archivistiche, alle descrizioni materiali e alle valutazioni stilistiche. 
Francesco Stella è professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l'Università di Siena, insegna Filologia latina medievale e umanistica con incarichi di Letterature comparate, Applicazioni informatiche per la ricerca letteraria e Teoria della Traduzione. Dirige il Centro di Studi Comparati "I Deug-Su". Insegna anche Fonti medievali e umanistiche perla storia dell’arte e Letteratura medievale di viaggi e pellegrinaggi all’ISSR di Arezzo. Dal 2004 al 2010 è stato Direttore del Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali della Facoltà e dal 2008 coordina il Master in "Informatica del testo-edizione elettronica".

martedì 15 dicembre 2020

San Francesco di Udine

San Francesco di Udine
Un monumento da salvare e riscoprire
a cura di Cesare Scalon
Saggi di Gianpaolo Trevisan, Laura Pani, Marco Sicuro, Enzo De Franceschi, Stefania Miotto, Annalia Marchisio, Luca Mor, Giuseppina Perusini, Paolo Casadio, Cesare Scalon
pp. 656. € 49,00
Gaspari editore, 2020
ISBN: 978-88-7541-795-6
 
I due volumi, che raccolgono una serie di contributi scientifici e un’ampia documentazione fotografica, si propongono di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, degli amministratori locali e delle istituzioni preposte alla conservazione del patrimonio culturale sulla chiesa di San Francesco di Udine: un monumento che, per interesse storico artistico, è tra i più importanti della città e dell’intero Friuli. Ci si riferisce non solo all’imponente architettura gotica ad aula unica, ma in particolare ai preziosissimi affreschi che videro l’intervento di artisti di provenienza eterogenea. Gli interventi compiuti nel secolo scorso, ampiamente documentati dalle foto di archivio qui riprodotte, attestano il grande interesse con cui le varie Soprintendenze e le Amministrazioni civiche succedutesi nel tempo si occuparono in passato di questo monumento.
Le splendide riproduzioni fotografiche di Luca Laureati mostrano a loro volta la bellezza e l’importanza di un edificio che rimane uno dei simboli della città.

mercoledì 2 dicembre 2020

Il ciclo dei mesi

Il ciclo dei mesi
Da Aosta a Otranto, alla scoperta di un tesoro dell’arte medievale italiana
di Jenny Bawfree
pp. 224, € 23,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Terra Nuova Edizioni, 2020
ISBN: 9788866815877
 
Questo è un libro unico, perché parla di un soggetto affascinante dell’arte medievale finora mai trattato nel suo complesso in un’opera dedicata. È anche un libro che non sarebbe stato mai scritto se un giorno l’autrice, Jenny Bawtree, non avesse intravisto una coppia di anziani ferma a guardare in alto davanti al portale di una chiesa toscana. Avvicinatasi incuriosita, Jenny è rimasta letteralmente incantata da uno splendido ciclo dei mesi: dodici statue che rappresentano le attività, agricole ma non solo, caratteristiche dei dodici mesi dell’anno.

Da quel giorno, l’autrice ha dedicato cinque anni di studio a questa materia, esplorando l’Italia e scoprendo ben 39 cicli dei mesi, nella forma di statue, bassorilievi, affreschi e mosaici, presenti in grandi chiese romaniche, monasteri, ma anche in umili chiese parrocchiali e dimore signorili.
Un tema ripetitivo forse? Al contrario. Anche se i cicli seguono una tradizione medievale che risale all’antichità, ciascun artista interpreta il soggetto secondo la sua abilità, la sua cultura, la sua fantasia.
E mentre i cicli del XII e XIII secolo mettono in risalto la sacralità del lavoro agricolo, in quelli successivi il contenuto vira verso aspetti politico-sociali.
Oggi possiamo leggere in queste opere un messaggio universale sui cicli della natura e una concezione di ecologia ante litteram.
Un libro dichiaratamente divulgativo, in cui l’autrice ha voluto trasmettere la sua passione per questo tema a un pubblico ampio, non necessariamente esperto, offrendoci descrizioni minuziose dei cicli, magistralmente ritratti dal fotografo Opaxir. Un libro d’arte, ma anche un libro di viaggio, che ci invita a visitare luoghi al di fuori dei soliti itinerari turistici.
Jenny Bawtree è originaria dell’Inghilterra; trascorre la sua infanzia nella campagna vicino a Oxford, dove si laurea in lingue e letterature straniere. Nel 1964 si trasferisce in Italia, dove lavora per alcuni anni presso il British Institute e come lettrice all’Università di Firenze. Nel 1969 fonda Rendola Riding, uno dei primi agriturismi e centri di turismo equestre d’Italia, che porta avanti ancora oggi. Per Terra Nuova Edizioni ha curato Il Libro di Pietro, tradotto anche in inglese, e al momento sta ultimando la storia del centro, oltre a coltivare la propria passione per la storia dell’arte.

sabato 7 novembre 2020

«Pigliare occhi, per aver la mente»

«Pigliare occhi, per aver la mente»
Dante, la Commedia e le arti figurative
di Laura Pasquini
pp. 288, € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2020
ISBN: 9788829002887

Quali immagini ha visto Dante? Su quali di esse si è soffermato a pensare? Che ruolo hanno avuto nella scrittura della Commedia? In questo volume, Laura Pasquini ci guida come in un ideale viaggio (Firenze, Roma, Padova, Ravenna, Venezia) attraverso le opere che hanno agito sulla principale creazione dantesca. Mosaici, affreschi, sculture, di cui Dante non parla direttamente, ma che di certo hanno catturato la sua attenzione, finendo per concorrere in vario modo alla costruzione dell’immagine poetica. Talvolta presenza emersa dalla memoria, talvolta riconoscibile spunto figurativo consapevolmente amplificato. Ne risulta un libro fitto di richiami testuali e di prospettive inedite su quello che dovette essere l’immaginario dell’Alighieri; un libro ricco di suggestioni e di scoperte affascinanti (in particolare sul suo soggiorno romano in occasione del Giubileo del 1300) corredato di un denso e prezioso apparato iconografico.
Laura Pasquini è storica dell’arte presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Interessata agli esiti iconologici della produzione artistica di epoca tardoantica e medievale, ha affrontato in varie pubblicazioni studi attinenti all’archeologia cristiana, riservando particolare attenzione all’iconografia dantesca, alle immagini del diavolo e dell’aldilà nel Medioevo oltre che alla rappresentazione figurata della sua città. Tra i suoi volumi: Iconografie dantesche (Ravenna 2008); Bologna delle torri. Uomini, pietre, artisti dal Medioevo a Giorgio Morandi (Firenze 2013) e Diavoli e inferni nel Medioevo (Padova 2015).

mercoledì 24 giugno 2020

La basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina

La basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina
di Mimma Pasculli Ferrara, Ruggiero Doronzo
pp. 92, € 10,00
Adda editore, 2020
ISBN: 9788867174874

La basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, nel cuore del Salento “greco”, è un edificio sacro unicum che mai ci si aspetterebbe di trovare in Puglia: sulle sue pareti si dispiegano i cicli pittorici più integri della regione. A partire dall’ingresso il ciclo dell’Apocalisse si distribuisce sulle pareti della prima campata e della controfacciata, mentre sulle corrispettive volte campeggiano Allegorie di virtù; nella seconda campata le scene dipinte sono tratte dal libro della Genesi, mentre le vele ospitano il Trionfo della Chiesa e un ciclo dei Sacramenti… In questo libro gli autori ci raccontano le vicende storiche che hanno portato alla costruzione di questa cattedrale e ne descrivono attentamente tutti i particolari degli affreschi al suo interno: un vero e proprio tripudio decorativo.

sabato 9 marzo 2019

Lo specchio della famiglia

Lo specchio della famiglia
Cultura figurativa e letteraria al castello della Manta
di Lea Debernardi
pp. 384, € 45,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833130538
 
Celebre per gli affreschi tardogotici della sua sala di rappresentanza, il castello della Manta (bene FAI - Fondo Ambiente Italiano oggi in provincia di Cuneo) fu teatro di vicende culturali assai più articolate, sviluppatesi dal XV secolo sino alle soglie del Novecento.
Il volume ricostruisce l’intreccio degli episodi figurativi e letterari sorti intorno alla dimora, portando alla luce i processi di autorappresentazione e costruzione della memoria familiare che ne guidarono la realizzazione. Il quadro che emerge ha al suo centro le successive generazioni dei signori del luogo, i Saluzzo della Manta, e l’evoluzione delle loro iniziative culturali in parallelo al contesto politico, in un confronto costante con il regno di Francia e il ducato di Savoia.
Lea Debernardi ha conseguito la laurea in Storia e civiltà presso l’Università di Pisa e, in parallelo, il diploma in Discipline storico-artistiche della Scuola Normale Superiore. È attualmente allieva del corso di dottorato in Storia dell’arte alla Scuola Normale e del Doctorat en Histoire, textes, documents all’École pratique des hautes études di Parigi. 

sabato 8 dicembre 2018

San Francesco di Asciano

San Francesco di Asciano
Opere, fonti e contesti per la storia della Toscana francescana
di Giovanni Giura
pp. 240, € 50,00
Mandragora, 2018
ISBN: 978-88-7461-378-6

Inaugura la nuova collana “Callida iunctura” questo volume sulla chiesa francescana di Asciano, piccolo comune adagiato sulle splendide colline del senese. In realtà la chiesa scialenga è l’esempio perfetto di un nuovo metodo di indagine complessivo degli edifici religiosi a partire dai suoi dettagli, unici superstiti.
Un metodo utile poi per tracciare una intera cartografia artistica delle permanenze religiose legate alla tradizione francescana in tutta la regione.
Partendo dalla chiesa scialenga viene rimesso in discussione il mito storiografico delle chiese francescane ad aula come derivanti da quella di Cortona, provando a individuare delle leggi tendenziali non univocamente riferibili all’esistenza di un ferreo modello normativo, ma radicate in una fenomenologia ricca di varianti.
Il volume indaga sui resti di affreschi della cappella maggiore, scoprendo che una tavola sopravvissuta della Madonna col Bambino di Lippo Memmi fosse il centro di un grandioso eptittico, con ai lati altri pannelli perduti; emerge inoltre l’importanza di tre opere risalenti al secondo quarto del Duecento, che delineano la triade canonica di temi cristologici, mariani e agiografici riservata alle più antiche decorazioni dei tramezzi (del quale nella chiesa non era quasi rimasta traccia!).
Numerosi sono stati gli autori maggiori e minori che hanno lasciato traccia nella chiesa: da Jacopo di Mino del Pellicciaio, a Giovanni d’Asciano, pittore mitizzato da Vasari ma storicamente esistente, al Sodoma, probabile indiziato di una trascurata Crocifissione.
Un’indagine appassionante che ritesse i fili della chiesa scialenga, un bizzarro palinsesto, dove una robbiana di Luca il giovane si mescola con gli stucchi barocchi e gli affreschi trecenteschi. Una lettura nuova e originale, fondamentale per capire la fioritura meno celebre ma nondimeno importante per la comprensione dell’evoluzione artistica locale, basata sulle ricerche di grande valore condotte alla Scuola Normale di Pisa sotto la supervisione di Maria Monica Donato e Massimo Ferretti.
Il volume offre inoltre l’opportunità di dare il giusto peso culturale, troppo spesso sottostimato a simili edifici, con la possibilità di inserirli poi in percorsi di conservazione, valorizzazione e visita a cui naturalmente sarebbero destinati.

lunedì 19 novembre 2018

La chiesa di Santa Maria De'Russis o di San Giacomo in Trani

La chiesa di Santa Maria De'Russis o di San Giacomo in Trani
di Margherita Pasquale
pp. 102, € 15,00
Editrice Rotas, 2018
ISBN: 978-88-94983-23-4

Celebre per il brulichio scultoreo delle superfici esterne, parca nella documentazione, già nel titolo la piccola chiesa di Santa Maria de’ Russis, poi di San Giacomo, si annuncia enigmatica; di remota fondazione ma di riassetto ben più recente, cara alla devozione tranese, che le ha tradizionalmente attribuito mansioni importanti per la storia sacra e civile della città (luogo di riposizione delle reliquie di san Nicola il Pellegrino dal 1094 al 1142; antica cattedrale), è ricca di segni affascinanti ma slegati alquanto, cui si tenterà di dare in queste pagine un filo conduttore che rasenti la coerenza, procedendo per gradi. L’analisi delle sculture all’esterno della chiesa, caratterizzanti e di immediato impatto visivo, permette la loro identificazione individuale e ricomposizione ideale in due complessi decorativi non più esistenti, un protiro, struttura già sovrastante il portale maggiore, ed un cornicione, realizzati nella prima metà del XIII secolo; ad essi si associa un elemento pittorico affiorato all’interno della chiesa, un affresco raffigurante una santa imperatrice d’Oriente.

mercoledì 11 aprile 2018

Regulus

Regulus
Un altro sguardo sul Guidoriccio
di Marco Farmeschi
pp. 112, € 12,00
Effigi, 2018
ISBN: 978-88-6433-850-7

La figura nel grande affresco con Guidoriccio a cavallo all’assedio di Montemassi, presente nella Sala del Consiglio in Palazzo Pubblico di Siena, potrebbe identificarsi in origine con il ritratto del console romano Marco Attilio Regolo affrescato da Simone Martini nel “concistoro de nove” nel 1330. Ad ogni modo risulta sorprendente la somiglianza del profilo di Guidoriccio con quello del console coniato in alcune medaglie.

sabato 25 novembre 2017

I misteri dell'Abbazia di Pomposa

I misteri dell'Abbazia di Pomposa
di Marcello Simoni
pp. 350, € 17,00
La nave di Teseo, 2017
ISBN: 8893443481

Da un maestro del giallo storico, il racconto affascinante e mozzafiato della misteriosa abbazia di Pomposa. Un saggio illustrato che si legge come un romanzo, in cui Marcello Simoni svela i segreti nascosti negli affreschi che decorano l’abbazia, una vera e propria “Bibbia di pietra” in cui convivono diavoli, mostri ed episodi dalle scritture. Simoni rintraccia le fonti di questo labirinto di simboli, e suggerisce una lettura sorprendente di uno dei capolavori dell’arte medievale.
Un viaggio – illuminato dai disegni dell’autore – nella bellezza di un luogo dal fascino immutato, che racchiude mondi letterari e artistici tutti da scoprire, rivelati dalla scrittura appassionante dell’autore italiano di thriller più tradotto al mondo.
“Tutto è cominciato quando, ancora bambino, entrai per la prima volta nell’abbazia di Pomposa e posai lo sguardo sulle sue pareti coperte da affreschi vecchi di oltre seicento anni. All’epoca non avevo idea di cosa fosse il Gotico medievale. Ma amavo già inventare e ascoltare storie. E quella a cui mi trovavo di fronte, lo percepii da subito, era una storia grandiosa.”
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto paesi. Ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei morti; la trilogia Codice Millenarius Saga (L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni); Il marchio dell’inquisitore; L’eredità dell’abate nero.

venerdì 21 luglio 2017

Il magnifico ribelle

Il magnifico ribelle
Il Mugello di Giotto
di Riccardo Nencini
pp. 72, € 10,00
Polistampa, 2917
ISBN: 9788859617327

Se le vette artistiche raggiunte da Giotto restano manifeste e indiscutibili, molti dubbi aleggiano ancora sulla sua biografia. Impugnando con maestria gli strumenti dello storico, l’autore affronta un viaggio nel tempo verso la Firenze della seconda metà del Duecento per svelare, grazie a testimonianze e documenti inediti, alcuni dei misteri che avvolgono le origini del grande pittore e il suo ruolo nelle vicende del tempo. Chi era veramente Angiolo (o forse Ambrogio) di Bondone, dove aveva visto la luce, da dove aveva attinto per il suo genio tradotto in segno e in colore? L’indagine prende le mosse dal Miracolo della sorgente, un affresco il cui sfondo nasconde indizi preziosi…
Riccardo Nencini è nato in Mugello (Firenze) nell’ottobre 1959. Politico, storico, scrittore, è vice ministro nel governo Gentiloni. Autore di saggi e romanzi storici, ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport con Il giallo e il rosa (Giunti, 1998) ed è stato finalista al Premio Acqui Storia con L’imperfetto assoluto (Pagliai, 2009). Al romanzo storico La battaglia (Polistampa 2001, Pagliai 2015) è stato assegnato il Premio Pascal D’Angelo. Il breve saggio Il magnifico ribelle. Il Mugello di Giotto (Polistampa 2017) si avvale dei testi introduttivi di Cristina Acidini e Franco Cardini.
Il profondo legame con Oriana Fallaci ha ispirato il best seller Morirò in piedi (Polistampa, 2007), più volte ristampato e tradotto in diverse lingue ed Il fuoco dentro: Oriana e Firenze, edito da Mauro Pagliai a dieci anni dalla morte della scrittrice.

mercoledì 31 maggio 2017

Bernardo Zenale nella Cappella di Villa Simonetta

Bernardo Zenale nella Cappella di Villa Simonetta
di Giorgio Fiorese
pp. 56, € 18,00
ArabAFenice, 2016
ISBN: 9788866173687

Il libro si occupa della Cappella Simonetta, ma anche della Villa, e, soprattutto, dell'opera - architettonica e pittorica - di Bernardo Zenale in Cappella.
I lavori degli anni recenti non han potuto rimediare ai danni dei secoli e dell'Ultima Guerra. Cappella Simonetta è scampato fortunosamente alla distruzione. Elencandone le vicissitudini, si tenta di restituire - sia con le immagini, sia con la trattazione - l'originale splendore e la "presenza" di opere d'arte straordinarie. Ci si sforza di supplire allo scomparso.
Bernardo Zenale nato a Treviglio tra 1455 e 1460 e morto a Milano nel 1526, è figura centrale nell'ambiente artistico milanese di quegli anni, ma non solo di quelli; ha rapporti stretti e scambi con Leonardo e Bramante, Foppa e Bramantino, Cesariano, Luini e Bambaia.
Negli ultimi anni di vita è architetto del Duomo.
Le sue opere pittoriche sono diffuse in molti musei, italiani e non. Per Milano e dintorni, basti citare le pitture esposte a Brera, Bagatti Valsecchi e Poldi Pezzoli; gli affreschi dele Chiese di San Pietro in Gessate, di Santa Maria alle Grazie e della Certosa di Pavia; il Polittico di Treviglio.
Di Zenale pittore si è trattato molto negli ultimi decenni, ricostruendone la vita, con difficoltà, e l'opera pittorica. Negli ultimi decenni, dopo il contributo decisivo di Maria Luisa Ferrari alla composizione del suo Catalogo, non poche altre opere gli sono state attribuite. Purtroppo, sono molte le opere scomparse.
Al contrario, di Zenale architetto - in vita quasi altrettanto famoso che come pittore - si è trattato assai poco. L'interno della Cappella di Villa Simonetta è, ad oggi, l'unica sua opera di architettura conosciuta; vi è applicato lo stesso procedimento impiegato da Bramante in Santa Maria presso San Satiro e in casa Visconti-Panigarola, ovvero l'integrazione tra spazi finti e spazi reali. Però con una novità.
Giorgio Fiorese è nato a Milano il 16 luglio 1942.
Ordinario di Composizione architettonica presso il Politecnico di Milano Laurea in Architettura, presso il Politecnico di Milano, 1970 CdA IReR dal 1993 al 2004.
Principali aree tematiche di interesse:
Studi di funzioni urbane strategiche, in particolare legate alle cultura (università, biblioteche, musei) come elementi attivi per la rivitalizzazione della città e di contesti urbani.

domenica 12 febbraio 2017

Ricerche a Santa Maria Novella

Ricerche a Santa Maria Novella
Gli affreschi ritrovati di Bruno, Stefano e gli altri
a cura di Anna Bisceglia
pp. 275, € 45,00
Mandragora, 2016
ISBN: 978-88-7461-301-4

Per la prima volta sono presentate in una pubblicazione, di alto spessore scientifico ma anche di ampia divulgazione, le recenti scoperte degli antichi affreschi medievali ricomparsi sulle pareti della navata della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze e che appartengono alla fase più antica della storia della chiesa.
Questi straordinari ritrovamenti, che hanno stupito gli esperti del settore per la loro unicità e per la loro collocazione, sono stati possibili grazie a un programma di interventi di restauro che ha interessato tutte le pale d’altare della chiesa. Un puntuale confronto tra quanto emerso e le fonti storiografiche ha consentito agli autori del volume di tracciare un quadro storico-artistico di riferimento in cui si intrecciano le antiche vicende del complesso domenicano e quelle di un’intera cittadina nella quale l’arte non è mai solo arte, ma è sempre strettamente connessa con la politica.