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venerdì 20 giugno 2025

Arte medievale in Italia. Spazi e linguaggi visivi

Arte medievale in Italia. Spazi e linguaggi visivi
Secoli V-X
a cura di Serena Romano
pp. 392; € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 788829026456
 
Il volume esplora le radici del nuovo linguaggio dell’arte medievale, prendendo avvio dal “problema dell’immagine” nel mondo in via di cristianizzazione e procedendo poi a esaminarne tutti gli ambiti tecnici, dall’architettura alla scultura e alla pittura, all’oreficeria e al libro miniato. Analizza quindi un fenomeno storico di larghissimo respiro, attraverso il quale il passaggio dal mondo antico a quello medievale avviene gradualmente, trasformando la cultura architettonica e visiva antica in base a dinamiche interne ma anche attraverso il contatto con altri linguaggi e altri popoli. La materia, naturalmente vastissima, segue una ripartizione territoriale, cronologica e tematica intesa a renderne più facile la lettura e l’uso anche da parte di non specialisti. A questa scelta tradizionale si affianca però l’interesse per le nuove tematiche critiche, disciplinari e transdisciplinari, importanti per situare l’immagine nel suo contesto spaziale e percettivo, che oggi non possiamo ricostruire interamente ma la cui nozione deve guidare lo studio di quanto ancora forma il patrimonio storico-artistico italiano ed europeo
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Serena Romano è professore emerito di Storia dell’arte medievale all’Università di Losanna. I suoi maggiori campi di studio vertono su Roma medievale, su Assisi e il francescanesimo, sulla Lombardia viscontea, e su Giotto, cui ha dedicato la monografia La O di Giotto (Electa, 2008). Direttore di progetti di ricerca (Corpus della pittura medievale a Roma 312-1431; Constructing Identity: Visual, Spatial, and Literary Culture in Lombardy, 14th to 16th c.), ha curato mostre, tra cui Arte lombarda dai Visconti agli Sforza e Giotto, l’Italia (Milano, 2015) e Colosseo. Un’icona (Roma, 2016).

giovedì 19 giugno 2025

Arte medievale in Italia

Arte medievale in Italia
Il “romanico”. Secoli XI-XII
a cura di Serana Romano
pp. 532; € 51,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829026463
 
L’arte “romanica” in Italia è un mosaico di linguaggi, di tradizioni, di stili regionali che è difficile riunire sotto un’unica etichetta. Pur mantenendo tale definizione di massima, il volume ricostruisce nel dettaglio il panorama della produzione artistica dei secoli XI e XII in Italia, offrendo una sintesi aggiornata su questa vasta e complessa fase storica. I capitoli seguono una ripartizione geografica, tematica e cronologica e guidano il lettore in un viaggio architettonico e storico-artistico dalle Alpi alla Sicilia prestando però un’attenzione speciale ad alcuni contesti, che per la loro ricchezza e specificità hanno richiesto una trattazione per così dire monografica: Venezia, Roma e la multiculturale Palermo. Le cattedrali, le basiliche, i monasteri che dominavano le città e le campagne; la grande scultura delle zone padane, della Toscana e del Sud; la profusione di mosaici e di affreschi sparsi in tutto il territorio nazionale; le arti preziose e il libro illustrato rivivono in un testo di piacevole lettura e di grande utilità per chi comincia a studiare questi temi o vuole approfondirne la conoscenza.
Serena Romano è professore emerito di Storia dell’arte medievale all’Università di Losanna. I suoi maggiori campi di studio vertono su Roma medievale, su Assisi e il francescanesimo, sulla Lombardia viscontea, e su Giotto, cui ha dedicato la monografia La O di Giotto (Electa, 2008). Direttore di progetti di ricerca (Corpus della pittura medievale a Roma 312-1431; Constructing Identity: Visual, Spatial, and Literary Culture in Lombardy, 14th to 16th c.), ha curato mostre, tra cui Arte lombarda dai Visconti agli Sforza e Giotto, l’Italia (Milano, 2015) e Colosseo. Un’icona (Roma, 2016).

domenica 25 maggio 2025

L’ imperatore, San Michele Arcangelo e la spada

L’ imperatore, San Michele Arcangelo e la spada
Dialoghi iconografici e strategie figurative a difesa di Costantinopoli
di Andrea Torno Ginnasi
pp. 336; € 49,00
Milano University Press, 2025
EAN: 9791255101956
 
Il volume è dedicato all’origine celeste dell’autorità militare nel mondo bizantino attraverso l’esame del rapporto tra l’imperatore e l’Arcangelo Michele con attenzione per le testimonianze visive e per il loro addentellato ideologico e cerimoniale, con l’obiettivo di delineare i costanti “dialoghi iconografici” tra i due personaggi e di porre in luce le comuni “strategie figurative” adottate per la difesa dell’impero. Il filo conduttore è individuato nella spada, letta non come arma ma quale insegna del potere e simbolo della tutela celeste mediata dall’archistratega, protezione che, in seconda battuta, il sovrano estende ai territori su cui governa. Il volume consta di tre sezioni: la prima è dedicata all’imperatore, la seconda all’arcangelo, mentre la terza pone in dialogo diretto le due figure tramite l’esame delle immagini che esprimono le prerogative tutelari da loro condivise.
Andrea Torno Ginnasi ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università degli Studi di Milano nel 2013 con una tesi sul tema dell’incoronazione imperiale a Bisanzio in rapporto agli aspetti cerimoniali e al loro riflesso nella produzione artistica e numismatica. Il suo ambito di ricerca riguarda la produzione figurativa bizantina con particolare interesse per il repertorio iconografico di tema imperiale, le arti di lusso e i rapporti con la numismatica.

martedì 20 maggio 2025

San Bernardino a Caravaggio

San Bernardino a Caravaggio
La bellezza ritrovata
a cura di Vittorio Sgarbi
pp. 240; € 22,00
La Nave di Teseo, 2025
EAN: 9788893951630
 
San Bernardino è la straordinaria testimonianza di un lungo percorso artistico, tornato pienamente fruibile al pubblico al termine dei lavori di restauro che hanno riportato allo splendore originale il suo patrimonio culturale. Questo volume ripercorre la storia del complesso, descrive con un apparato iconografico inedito le opere d’arte che lo impreziosiscono e racconta al lettore la rinascita di un luogo di bellezza e di pace tutto da scoprire.

Nel 1472 inizia a Caravaggio, nelle terre attraversate dal fiume Adda tra Bergamo e Milano, la costruzione del convento di San Bernardino. Intitolata al santo che pochi decenni prima con la sua predicazione aveva pacificato il territorio dalle rivalità locali, la sua chiesa, consacrata nel 1489, è un capolavoro del gotico lombardo che racchiude sorprendenti tesori d’arte. La rigorosa architettura medievale nasconde infatti al suo interno un poderoso apparato decorativo: dagli affreschi cinquecenteschi di Fermo Stella che ricoprono il tramezzo con le storie di Cristo, come una Bibbia dipinta, agli interventi settecenteschi dei fratelli Galliari nel presbiterio, dove esplode la trionfale teatralità del rococò.
Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi è un critico d'arte, storico dell'arte, saggista, politico, personaggio televisivo, opinionista e collezionista italiano. È stato più volte membro della Camera dei deputati e di diverse amministrazioni comunali, anche come sindaco.

domenica 11 maggio 2025

Medioevo. Nuove prospettive

Medioevo. Nuove prospettive
a cura di Martina Corgnati
pp. 200; € 19,90
Normos Edizioni, 2025
EAN: 9791259582218
 
il volume raccoglie la maggior parte dei contributi presentati, in forma di conferenze, dalla Fondazione Insula Felix ETS durante sette incontri dedicati a recenti scoperte e altrettanto recenti riletture di alcuni aspetti e opere d’arte medievale – in un caso neo-medievale – improntati sempre al massimo rigore scientifico, come anche alla curiosità e all’apertura interdisciplinare: una combinazione rara, e che però caratterizza tutti gli autori che hanno generosamente aderito a questo progetto.Prospettive, tutte, che non solo mostrano la profondità dei problemi irrisolti e la ricchezza delle possibilità di ricerca che il Medioevo offre a storici e storiche dell’arte, ma anche quanto l’ampiezza di orizzonti e l’apertura interdisciplinare possa favorire la ricerca, consentendo nuove letture di testi e opere già noti o anche la fortunosa e fortunata scoperta di oggetti nuovi ed inediti. Testi di: Martina Corgnati, Serena Romano, Marco Rossi, Luigi Carlo Schiavi, Miriam Rita Tessera, Margherita Orsero, Edoardo Rossetti, Sergio Rebora. 
Martina Corgnati laureata in Lettere moderne con percorso artistico e in Storia presso l'Università statale di Milano, è docente universitaria e autrice di numerose monografie su artisti contemporanei come Meret Oppenheim, Longobardi, Pinot Gallizio, Enrico Baj, ma si è anche occupata di arte medievale. Ha tenuto numerose conferenze sia in Italia che all'estero.

domenica 9 marzo 2025

Magistri Doctissimi Romani

Magistri Doctissimi Romani
Gli artisti marmorari romani del Medioevo
di Peter Cornelius Claussen
pp. 248; € 78,00
Viella, 2025
ISBN: 9791254696705
 
Un’opera imprescindibile per la storia dell’arte medievale, considerata ormai un classico, viene finalmente tradotta e resa accessibile al pubblico italiano in una versione aggiornata dall’autore.

Peter Cornelius Claussen ha documentato per la prima volta l’opera di circa cinquanta marmorari romani, noti anche come Cosmati. Di questi artigiani straordinari, attivi come creatori di arredi liturgici, realizzatori di pavimenti, architetti, scultori e mosaicisti, sono pervenute numerose firme su strutture architettoniche ed elementi decorativi in chiese, atri e chiostri. Attraverso indagini monografiche sulle famiglie di questi artisti e sui singoli maestri, emerge una ricostruzione dettagliata della storia dell’arte della renovatio Romae che si sviluppò nei territori papali dell’Italia centrale tra la fine dell’XI e la metà del XIII secolo.
Questo studio offre inoltre abbondante materiale per comprendere la storia sociale degli artisti medievali. Documenti e contratti permettono di esplorarne la posizione sociale e le condizioni di lavoro, mentre le numerose firme rinvenute offrono preziose indicazioni sull’autoconsapevolezza e sulle rivendicazioni del ruolo degli artisti.
Peter Cornelius Claussen è professore emerito di Storia dell’arte medievale presso l’Università di Zurigo e creatore della raccolta del Corpus Cosmatorum. Storico dell’arte poliedrico, le sue ricerche spaziano dall’oreficeria alla scultura e architettura gotiche e dalle firme degli artisti medievali all’arte e psichiatria.

venerdì 14 febbraio 2025

Lineamenti di storia dell'arte medievale

Lineamenti di storia dell'arte medievale
(Dall'età tardo-antica al primo Quattrocento)
di Luciano Pappalardo
pp. 114; € 12,00
LED Edizioni Universitarie, 2025
ISBN: 978-88-5513-165-0
 
Ormai da qualche anno, complice l’esplosione di una vera e propria febbre divulgativa, il Medioevo sembra godere di una popolarità mai sperimentata. Tuttavia, nonostante lo spazio crescente nelle abitudini culturali del pubblico italiano, il primo approccio alle testimonianze artistiche di questo periodo continua a rappresentare un problema per centinaia di studenti e appassionati. D’altra parte, come navigare lungo un millennio di trasformazioni? Come far confluire decine di linguaggi così distanti dal nostro immaginario in un sistema coerente e organizzato? Attraverso una ricostruzione sintetica ma rigorosa, priva di retorica e sempre collocata dalla parte del lettore, il testo si ripromette di colmare questa lacuna, fornendo gli strumenti per accedere alla comprensione dell’arte medievale nelle sue linee fondamentali. Il testo si conclude con un breve dizionario di termini tecnici, una bibliografia e – tramite un codice QR – rimanda a un’ampia sitografia che dà accesso, oltre che a vari link di approfondimento, a tutte le immagini citate nel volume.

Luciano Pappalardo (Catania 1994), laureato in Beni culturali e specializzato in Storia dell’arte con il massimo dei voti, ha poi conseguito un Master di II livello in Teoria e metodi della storia dell’arte. Vanta un’esperienza pluriennale nell’ambito dell’insegnamento e della progettazione didattica. Attualmente ricopre incarichi di consulenza e svolge attività di divulgazione.

mercoledì 1 gennaio 2025

Il Maestro di San Francesco e lo stil novo del Duecento umbro

Il Maestro di San Francesco e lo stil novo del Duecento umbro
a cura di Andrea De Marchi, Veruska Picchiarelli, Emanuele Zappasodi
pp. 416; € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2024
ISBN: 9788836657247

Il Maestro di San Francesco fu uno dei più grandi pittori del Duecento italiano, dopo Giunta Pisano e prima di Cimabue, nonostante il suo nome non sia noto. Nella seconda metà del XIII secolo il misterioso artista dominò un’Umbria scossa dalla novità del movimento francescano, aperta agli influssi nordici e agli scambi col regno crociato di Gerusalemme. Lavorò alle vetrate della basilica superiore di San Francesco a lato di maestri tedeschi e francesi, prima di decorare da capo a fondo l’intera chiesa inferiore, come un reliquiario foderato di smalti, con il primo ciclo pittorico in cui le storie di Francesco fossero narrate in parallelo con quelle di Cristo. È nelle sue tavole e nella miniatura umbra di quegli stessi anni che si fa strada un sentimento più tenero e a tratti struggente, che lascia presagire le riscoperte più organiche del mondo degli affetti e della naturalezza proprie di Cimabue e di Giotto.
Andrea De Marchi, piemontese nato a Biella nel 1962, è professore ordinario di Storia dell'arte medioevale all'Università di Firenze, dopo essere stato ispettore in Soprintendenza a Pisa (1994-1995), ricercatore all'Università di Lecce (1995-2000) e professore all'Università di Udine (2000-2006).
Veruska Picchiarelli Storica dell’Arte, curatrice delle collezioni di arte medievale e della prima età moderna della Galleria Nazionale dell’Umbria, ha conseguito la laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Siena, la specializzazione e il dottorato in Storia delle Arti Visive all’Università di Pisa, il diploma della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica alla Scuola dell’Archivio di Stato di Perugia.
Emanuele Zappasoldi è Professore associato di Storia dell'Arte Medievale, Università per Stranieri di Siena.

mercoledì 11 dicembre 2024

L’arte nell’Abbazia di Polirone

L’arte nell’Abbazia di Polirone
Un profilo storico
di Paolo Piva
pp. 228; € 42,00
All'Insgna del giglio, 2024
ISBN: 9788899547967

Il libro, relativo all’architettura e all’arte figurativa nell’abbazia di San Benedetto Polirone lungo l’arco di otto secoli (1007-1797), comprende due capitoli che rielaborano studi precedenti e quattro capitoli inediti. Per la prima volta viene proposto, in modo argomentato, lo sviluppo della committenza artistica di un monastero benedettino, inserendolo nell’evoluzione più generale della storia dell’arte fra medioevo ed età moderna. La ripresa critica di decenni di studi sull’abbazia consente all’autore di suggerire nuove connessioni e nuovi spunti di ricerca. La maggior parte delle fotografie sono state scattate per l’occasione dal fotografo Carlo Perini.
Paolo Piva è stato conservatore del Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po (Mantova) dal 1980 al 1993; in seguito docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università di Udine dal 1993 al 1998, e dal 1998 al 2020 presso l’Università Statale di Milano. Fa parte del comitato scientifico della rivista «Arte Medievale» (Roma, Università La Sapienza). Ha collaborato, fra le altre, alle riviste: «Antiquité Tardive», « Hortus Artium Medievalium », «Studi Medievali», «Cahiers Archéologiques», «Arte Medievale». I suoi ambiti di ricerca sono l’architettura, l’iconografia e l’arte medievale fra il IV e il XIII secolo, con particolare riguardo ai periodi tardoantico/paleocristiano e romanico. Privilegia lo studio dei « contesti » artistici, in rapporto alla liturgia e alle ‘concezioni’ storico-ideologiche.

lunedì 9 dicembre 2024

La Passione secondo Maria

La Passione secondo Maria
di Massimo Cacciari
pp. 136; € 15,00
Il Mulino, 2024
ISBN: 978-88-15-39064-6

Due Angeli aprono il sipario e disvelano la Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi. Una Madonna che mostra da quale ferita si generi Dio: una Donna sta al centro del mistero dell’incarnazione. Non un semplice mezzo attraverso cui si incarna lo spirito. Nella potente icona di Piero, Maria sostiene il suo grembo pieno, e si slaccia la sua veste per rendere manifesto l’enigma: la sua figura ci appare così naturale e divina al tempo stesso. È un cosmo che genera e che dona. Il grido che Ella pronuncia partorendo si ripeterà sotto la Croce, e poi di nuovo ‒ ma forse di gioia ‒ al momento dell’Assunzione. Nell’immagine di questa Donna, attesa e promessa, angoscia, speranza, abbandono, si uniscono senza confondersi e senza età. E il Figlio è il suo bimbo, suo fratello e il suo sposo.

Massimo Cacciari con «Metafisica concreta», del 2023, ha concluso l’esposizione del suo sistema filosofico, avviata nel 1990 con «Dell’Inizio» (entrambi per Adelphi). Per il Mulino ha pubblicato con P. Coda «Io sono il Signore Dio tuo» (2010), con E. Bianchi «Ama il prossimo tuo» (2011), con P. Prodi «Occidente senza utopie» (2016) e «Generare Dio» (2017).

domenica 1 dicembre 2024

Le radici dell’arte medievale

Le radici dell’arte medievale
Dal paleocristiano al romanico
di Marco Collareta
pp. XX - 234; € 38,00
Piccola Biblioteca Einaudi, 2024
ISBN: 9788806260323

Per quanto il giudizio negativo sul Medioevo possa dirsi superato da tempo, molte incomprensioni ostacolano ancora il pieno apprezzamento dell’arte di quel periodo. Affrontando di petto il problema, la prima parte del volume ripercorre la genesi storiografica della nozione ormai assodata di Medioevo artistico, per concentrarsi poi sul sistema delle arti e la personalità dell’artista, due degli aspetti in cui l’orizzonte mentale dell’età di mezzo si distacca maggiormente da quello oggi piú familiare. Stabiliti cosí alcuni punti fermi di carattere generale, la seconda parte del libro traccia in quattro distinti scenari il divenire delle arti visive tra Costantino e l’anno Mille, individuando nei cosiddetti «secoli bui» le basi di uno sviluppo unitario che, partendo dal Mediterraneo tardo-antico, s’estende col tempo all’intero Occidente per culminare poi nel grande romanico europeo.
Ai capitoli che portano avanti il racconto storico corrispondono sessantadue schede che presentano altrettante opere d'arte scelte entro una vasta gamma di tecniche e tipologie particolarmente adatte a illustrare i temi e i problemi trattati. Conclude il volume una selettiva bibliografia.
Marco Collareta ha insegnato presso l'Università di Udine, la Scuola Normale Superiore di Pisa, e le Università di Bergamo e Pisa. I suoi studi riguardano in particolare l'oreficeria, la scultura e le relative fonti letterarie tra Medioevo e prima età moderna. Un ruolo centrale è giocato in essi dal rapporto tra la specificità tecnica dei manufatti e la loro dimensione espressiva.

sabato 30 novembre 2024

Salimbene de Adam

Salimbene de Adam
Filologia, arte, storia
a cura di Marco Gentile e Paolo Rinoldi
pp. 316; € 30,00
Viella, 2024
ISBN: 9791254692196

La Cronica di Salimbene de Adam gode ormai stabilmente di grande fortuna critica presso un vasto pubblico, non solo accademico, per la verve linguistica, l’acume interpretativo, la novità di un testo che mescola elementi di cronaca tradizionale ad altri più personali e idiosincratici. I saggi qui riuniti, frutto di un convegno tenutosi a Parma per celebrare gli ottocento anni della nascita di Salimbene, toccano i principali e tradizionali nuclei di interesse della Cronica: lo studio del contesto storico viene arricchito da indagini sul profetismo salimbeniano, mentre l’indagine sulle fonti e sugli auctores alterna analisi filologica e letteraria. Un gruppo di interventi, dedicato alla Parma di Salimbene, approfondisce il quadro sociale, artistico e urbanistico della città al tempo del cronista; chiude la biografia intellettuale del parmigiano Giuseppe Tonna, traduttore di Salimbene.

Il volume comprende inoltre un’Appendice che aggiorna i dati del codice diplomatico salimbeniano. 
Marco Gentile insegna Storia medievale nell’Università degli Studi di Parma. È stato fellow di Villa I Tatti a Firenze e dell’All Souls College di Oxford e fa parte del Comitato di direzione di «Società e storia». Per Viella ha curato Guelfi e ghibellini nell’Italia del Rinascimento (2005) e Fazioni al governo: politica e società a Parma nel Quattrocento (2009).
Paolo Rinoldi insegna Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Parma. I suoi interessi toccano principalmente l’epica oitanica (edizione della Mort Aymeri de Narbonne, ciclo dei Lorenesi, Chanson d'Aspremont), i volgarizzamenti dal latino e dal francese, i testi che gravitano attorno alla figura di Alessandro Magno, i testi scientifici di area galloromanza (edizione del compendio occitanico di Ruggero Frugardo).

sabato 2 novembre 2024

L’arte nell’Abbazia di Polirone. Un profilo storico

L’arte nell’Abbazia di Polirone. Un profilo storico
di Paolo PIva
pp. 228; € 42,00
All'Insegna del Giglio, 2024
ISBN: 9788899547967
 
Il libro, relativo all’architettura e all’arte figurativa nell’abbazia di San Benedetto Polirone lungo l’arco di otto secoli (1007-1797), comprende due capitoli che rielaborano studi precedenti e quattro capitoli inediti. Per la prima volta viene proposto, in modo argomentato, lo sviluppo della committenza artistica di un monastero benedettino, inserendolo nell’evoluzione più generale della storia dell’arte fra medioevo ed età moderna. La ripresa critica di decenni di studi sull’abbazia consente all’autore di suggerire nuove connessioni e nuovi spunti di ricerca. La maggior parte delle fotografie sono state scattate per l’occasione dal fotografo Carlo Perini.
Paolo Piva è stato conservatore del Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po (Mantova) dal 1980 al 1993; in seguito docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università di Udine dal 1993 al 1998, e dal 1998 al 2020 presso l’Università Statale di Milano.

martedì 8 ottobre 2024

L’arte nell’Abbazia di Polirone

L’arte nell’Abbazia di Polirone
Un profilo storico
di Paolo Piva
pp. 228; € 42,00
All'Insegna del Gigloo, 2024
ISBN: 9788899547967

Il libro, relativo all’architettura e all’arte figurativa nell’abbazia di San Benedetto Polirone lungo l’arco di otto secoli (1007-1797), comprende due capitoli che rielaborano studi precedenti e quattro capitoli inediti. Per la prima volta viene proposto, in modo argomentato, lo sviluppo della committenza artistica di un monastero benedettino, inserendolo nell’evoluzione più generale della storia dell’arte fra medioevo ed età moderna. La ripresa critica di decenni di studi sull’abbazia consente all’autore di suggerire nuove connessioni e nuovi spunti di ricerca. La maggior parte delle fotografie sono state scattate per l’occasione dal fotografo Carlo Perini.
Paolo Piva è stato conservatore del Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po (Mantova) dal 1980 al 1993; in seguito docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università di Udine dal 1993 al 1998, e dal 1998 al 2020 presso l’Università Statale di Milano.

domenica 6 ottobre 2024

Il diavolo

Il diavolo
Storia iconografica del male
di Laura Pasquini
pp. 364; € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829026432

Il diavolo può sfoggiare le corna, la coda e le ali, fattezze bestiali, orrifiche o mostruose; ma può anche mostrarsi umanizzato e sensuale, prestante e vigoroso. Può essere enorme come minuto, villoso come glabro, terribile o burlone, ignudo o ben abbigliato. Non esiste un’unica forma, ve ne sono tante; non una sola figura ma migliaia da mettere in fila, da comprendere e giustificare in base alle fonti testuali, alle leggende, agli eventi di cui il demonio rappresenta gli esiti drammatici e nei quali riesce ogni volta a impersonare il nemico di turno, adottando la maschera opportuna. Pur operando un’inevitabile selezione fra le innumerevoli testimonianze figurative, il volume analizza l’evoluzione dell’immagine demoniaca dalle prime attestazioni nella Tarda Antichità fino ai giorni nostri, individuandone via via le strategiche mutazioni, le eventuali novità, le possibili motivazioni storiche.
Laura Pasquini è storica dell’arte medievale presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Interessata agli esiti iconologici della produzione artistica di epoca tardoantica e medievale, si occupa di archeologia cristiana, di iconografia dantesca, delle immagini dell’aldilà nel Medioevo, oltre che della rappresentazione figurata della città. Tra le sue monografie: Iconografie dantesche (Ravenna 2008); Bologna delle torri. Uomini, pietre e artisti dal Medioevo a Giorgio Morandi (con A. L. Trombetti; Firenze 2013); Diavoli e inferni nel Medioevo (Padova 2015); «Pigliare occhi per aver la mente». Dante, la Commedia e le arti figurative, Roma 2020.

domenica 1 settembre 2024

Antonello da Messina nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria

Antonello da Messina nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria
Studi scientifici, tecnica di esecuzione, notizie storico-artistiche e restauro
a cura di Giulia Germinario, Gloria Tranquilli, Daniela Vinci
Prefazione di Fabrizio Sudano
pp. 208; € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2024
ISBN: 9788849880335

Il volume illustra l’ampio lavoro di studio e ricerca che ha accompagnato il restauro dei due dipinti di Antonello da Messina, conservati nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria. Opere giovanili dell’artista messinese, sono giunte nel laboratorio dei dipinti su tavola dell’Istituto Centrale del Restauro grazie alla storica collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia che ne ha garantito la conservazione dagli anni Quaranta del Novecento. L’intento è stato quello di ampliare la conoscenza della prima fase dell’attività di Antonello da Messina attraverso l’elaborazione dei numerosi dati scientifici della campagna diagnostica, che ha avuto come focus lo studio della genesi compositiva dell’opera, la caratterizzazione dei materiali costitutivi e il controllo delle operazioni di restauro. Le immagini documentano le fasi dell’intervento e il recupero dei valori cromatici dei due piccoli capolavori. Tale articolato e specialistico lavoro di ricerca ha inoltre stimolato ulteriori riflessioni sul modus operandi del pittore siciliano.
Giulia Germinario è Ricercatrice dell’ISPC-CNR di Lecce, laurea in Diagnostica dei Beni Culturali e dottorato in Scienze Chimiche e Molecolari, è esperta di analisi scientifiche delle opere d’arte antiche e contemporanee. Ha pubblicato diversi lavori su riviste scientifiche. Insegna Chimica dei pigmenti e dei leganti presso l’ICR.
Gloria Tranquilli Ex-funzionario restauratore del MiC, laurea ICR, laurea specialistica in Conservazione dei Beni Culturali, ha prestato servizio a Venezia dove ha restaurato capolavori delle Gallerie dell’Accademia. Come docente ICR ha esercitato attività sia teorica che operativa. Ha pubblicato articoli sulla storia della conservazione.
Daniela Vinci è Funzionario storico dell’arte del MiC in servizio presso la SABAP di Reggio Calabria e Vibo Valentia, laurea in Conservazione dei Beni Culturali, specializzazione in Tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici, ha pubblicato lavori su beni storico-artistici calabresi.

sabato 31 agosto 2024

Marche romaniche

Marche romaniche
di Antonio Piva
pp. 288; € 29,90
Jaca Book, 2024
EAN: 9788816607149

Le Marche sono formate da una serie di vallate quasi parallele che dalla dorsale appenninica raggiungono l'Adriatico. Il volume percorre le Marche da Nord a Sud, vallata per vallata, città comprese, descrivendo le costruzioni romaniche. Prima viene tracciata la storia del monumento, poi si prosegue con l'analisi dell'architettura e di sculture e affreschi, laddove presenti. Dalla Cattedrale di San Leo, oggi amministrativamente in Emilia Romagna, ad Ascoli Piceno, passando per capolavori assoluti come l'Abbazia di Por-tonovo sul Mare o la Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona. Attraverso la campagna fotografica diretta dall'autore, il lettore può ammirare la ricchezza architettonica e artistica del romanico marchigiano, sviluppatosi nell'XI e XII secolo. Un patrimonio non sempre largamente conosciuto, di enorme fascino e di grande impatto paesaggistico: parrocchiali, chiese e abbazie punteggiano il territorio, come Chiaravalle a Fiastra, San Claudio a Chieti e San Pietro sul Monte Conero, e per molti lettori saranno una vera scoperta.

mercoledì 28 agosto 2024

La Santissima Trinità in Monte Oliveto

La Santissima Trinità in Monte Oliveto
Storia, architettura e arte di un monastero vallombrosano nella Verona medievale
A cura di Angelo Passuello, Francesco Salvestrini
pp. 336; € 110,00
L'Erma di Bretschneider, 2024
ISBN: 9788891327116

Il cenobio della Santissima Trinità in Monte Oliveto fu fondato al volgere del secolo XI su un piccolo colle alle porte di Verona. Agli esordi del secolo successivo il complesso venne acquisito dai monaci vallombrosani, che giunsero in città dall’Italia centrale grazie al fondamentale apporto di Matilde di Canossa e degli abati maggiori dell’Ordine Bernardo degli Uberti e Atto da Pistoia, in pieno clima di Riforma della Chiesa: l’istituzione divenne così un avamposto strategico dell’obbedienza romana in un centro episcopale tradizionalmente proteso verso l’autorità imperiale.

Questo volume, grazie al contributo di studiosi afferenti a diversi ambiti disciplinari e tenendo conto delle più aggiornate prospettive di ricerca, fornisce una nuova lettura critica delle vicende storiche, archeologiche, architettoniche, artistiche e conservative che videro protagonista il monumento veronese dalla sua fondazione agli albori dell’età moderna.
Angelo Passuello (Verona, 1986), laureatosi presso l’Università degli Studi di Verona e specializzatosi in Beni Storico-Artistici presso l’Università degli Studi di Padova, è dottore di ricerca in Storia delle Arti presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente è Marie Curie Postdoctoral Fellow presso la University of Cyprus. I suoi interessi sono rivolti principalmente alle manifestazioni architettoniche, scultoree e pittoriche medievali, con particolare attenzione all’epoca romanica e all’ambito del Veneto.
Francesco Salvestrini è Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Firenze dove è  docente di Storia Medievale, Storia delle Istituzioni Ecclesiastiche Medievali e Storia della Storiografia sull’età medievale . Si è laureato in Storia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia Medievale presso l’Università di Firenze nel 1997.

martedì 20 agosto 2024

Medioevo Europeo e Mediterraneo

Medioevo Europeo e Mediterraneo
Scambi, circolazione e mobilità artistica
a cura di Roberta Cerone e Manuela Gianandrea
pp. 840; € 80,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Campisano Editore, 2024
ISBN: 979-12-80956-52-1

“Eppure se la maggior parte degli uomini dell’Occidente medievale ha per orizzonte, talvolta per tutta la vita, il confine di una foresta, non bisogna immaginare la società medievale come un mondo di sedentari... la mobilità degli uomini del Medioevo è stata estrema, sconcertante”. Dell’assunto di Jacques le Goff (La Civiltà dell’Occidente medievale), il presente volume fornisce riprova in ambito artistico, grazie ai contributi dei quaranta studiosi coinvolti – dottorandi, dottori di ricerca e docenti – espressione della vi- vacità dei dottorati di ricerca in Storia dell’arte delle università italiane, qui coinvolti in un seminario che si ripete con cadenza annuale e che nel 2022 è stato organizzato da Sapienza Università di Roma. Rispecchia una visione imperniata sui concetti di mobilità artistica, dialogo culturale, rapporti tra luoghi anche distanti tra loro, la struttura del libro, suddiviso in sezioni che ripartiscono i molteplici argomenti affrontati con il criterio di evidenziare le relazioni che li inficiano: Europa e Italia. Una fitta rete di relazioni; Circolazione di oggetti, maestranze e idee nel continente europeo; Tirreno e Adriatico: un crocevia marittimo; Regnum e zone liminari: un’officina di scambi e rielaborazioni; Dialoghi mediterranei: Bisanzio, Europa e Levante; L’Italia del Nord tra istanze locali e modelli allogeni.
Roberta Cerone si è formata alla Sapienza Università di Roma dove ha conseguito la laurea in Lettere (2003), la specializzazione in Storia dell’arte medievale e moderna (2007), dunque il dottorato di ricerca in Storia dell’arte (2011). Fin dagli esordi, si è dedicata alla storia dell’arte medievale, con un particolare interesse nei confronti della produzione artistica di ambito monastico e dell’architettura civile e militare con specifico, ma non esclusivo, riferimento al periodo bassomedievale e al contesto centro-italiano. Ha pubblicato numerosi saggi in riviste italiane e straniere e ha partecipato a convegni di carattere nazionale e internazionale. Dal 2018 è ricercatore a tempo determinato di tipo B in Storia dell’arte medievale (L-Art/01) presso il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della Sapienza.
Manuela Gianandrea insegna Storia dell’arte medievale presso la Sapienza Università di Roma, dove attualmente è anche coordinatore del Dottorato di ricerca in Storia dell’arte e vicedirettore del Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo. Ha insegnato presso il corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è stata visiting professor presso la International Itinerant Paleographic School (École des Hautes Études en Sciences Sociales, Paris) e presso la Winter School 2019 Transcodification: A Multidisciplinary Approach (Università degli Studi dell’Aquila); è stata, inoltre, research fellow presso la Masarykova Univerzita di Brno.

giovedì 15 agosto 2024

Dante e Pisa

Dante e Pisa
Lingua arte storia
di Fabrizio Franceschini
pp. 192; € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2024
ISBN: 979-12-5486-390-9

Il rapporto tra Dante e Pisa non si limita all’invettiva lanciata dal poeta nel canto di Ugolino. Questo volume estende l’analisi ai personaggi pisani del Purgatorio, Nino Visconti, Marzucco Scornigiani e suo figlio Gano, ed esamina questioni legate al finale del Purgatorio e al Paradiso. Sul filo delle parole pisane contenute nella Commedia, il lettore compie un viaggio dalla «muda», ove fu imprigionato Ugolino, al «monte per che i Pisan veder Lucca non ponno», sino alla Capraia, alla Sardegna e al Mediterraneo. Nel saggio L’«alto Arrigo» di marmi e di parole si avanza l’ipotesi di un concorso di Dante all’ideazione del sepolcro di Enrico VII nel Duomo di Pisa, includendo nell’analisi l’epitafio dell’imperatore e l’«enigma forte» di «un cinquecento diece e cinque» (canto XXXIII del Purgatorio). Un libro che tocca questioni cruciali della vita di Dante e tiene vivo l’interesse per il ruolo di Pisa nell’Italia tra Due e Trecento.

Fabrizio Franceschini ha insegnato sino a oggi Linguistica italiana. È accademico della Crusca, vicepresidente della Società Storica Pisana, membro del Centro di Studi Ebraici dell’Università di Pisa. Negli ultimi decenni si è dedicato alla lingua e agli aspetti storico-culturali della Commedia di Dante e dei suoi antichi commenti, con speciale riguardo al culto di Dante a Pisa e a Lucca. Gli ultimi libri da lui scritti o curati sono Il chimico libertino. Primo Levi e la Babele del Lager (Roma 2022), Dante e il cibo (Pisa 2023), L’Ebreo errante. Nuove prospettive su un mito europeo (Roma 2023).