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venerdì 7 marzo 2025

Cinque sante bizantine

Cinque sante bizantine
Storie di cortigiane, travestite, eremite, imperatrici
di Laura Franco
pp. 150; € 20,00
SE, 2025
EAN: 9788867238194
 
Nel Medioevo le Vite dei santi erano raccontate e continuamente rielaborate, arricchite ogni volta di dettagli nuovi e diversi, che diedero corpo a un gran numero di varianti della medesima storia. Alcune leggende agiografiche ebbero un’enorme diffusione, paragonabile a quella che oggi hanno i romanzi, o certe biografie romanzate. I cinque testi tradotti in questo volume sono molto diversi tra loro, sia per il registro linguistico sia perché appartengono a epoche differenti; li accomuna il fatto che le protagoniste sono donne e alcune di esse scelgono di travestirsi da monaco. Proprio in ragione di questa diversità possono offrire un quadro, naturalmente parziale, della santità femminile nel Medioevo greco e della varietà di tipologie che la caratterizza. Ecco allora Pelagia, prostituta convertita e poi redenta. Maria ed Eufrosine, entrambe orfane di madre, compiono la scelta di entrare in un monastero maschile travestendosi, l’una per non separarsi dal padre, l’altra per evitare il matrimonio. Teoctista, presa prigioniera dagli Arabi, riesce a sfuggire in modo rocambolesco ai suoi rapitori e diviene eremita su un’isola deserta. L’imperatrice Teodora, l’unico personaggio realmente esistito, si assicura la santità riabilitando il culto delle icone proibito dagli imperatori iconoclasti.
Laura Franco, laureata in filologia bizantina all’Università Statale di Milano. Ha proseguito gli studi al King’s College, Londra, con un MA in Late Antique and Byzantine Studies e al Royal Holloway, University of London, con un PhD in Paleografia e Filologia bizantina. È professore a contratto a Tor Vergata e insegna paleografia greca alla London International Palaeography School (School of Advanced Study, University of London).

martedì 19 novembre 2024

Ravenna prima di Ravenna

Ravenna prima di Ravenna
Miti e fondazioni di una capitale romana e bizantina
di Giorgio Ravegnani
pp. 168; € 16,00
Salerno Editrice, 2024
ISBN: 9788869738371

Ravenna divenne capitale dell’Impero romano d’Occidente quasi per caso. Nel 402 l’imperatore Onorio decise di trasferirvi la sua corte da Milano, dove si trovava sotto la minaccia dei Visigoti di Alarico. Era ritenuta una città imprendibile, con il mare e le paludi che la proteggevano, e i sovrani non la abbandonarono fino alla caduta dell’Impero, quando l’ultimo imperatore di Roma, Romolo Augustolo, fu deposto proprio a Ravenna dal barbaro Odoacre, che la confermò capitale del suo regno. Teodorico poi la abbellì con splendidi monumenti, ultimo il suo mausoleo. Giustiniano I riconquistò Ravenna nel 540 e da quel momento la presenza dei Bizantini fu stabile per secoli. Si svilupparono ancora le tradizionali espressioni artistiche, con la costruzione tra l’altro della basilica di San Vitale, ornata con i meravigliosi mosaici che raffigurano Giustiniano e Teodora eseguiti negli anni più cruenti del conflitto greco-gotico. Dopo l’invasione dei Longobardi, i Bizantini mantennero la loro presenza in Italia: Ravenna fu sede del governo centrale e vi insediarono verso il 584 un governatore straordinario, l’esarco, in carica fino al 751, quando con la definitiva conquista longobarda della città terminò anche la storia di Ravenna capitale.
Giorgio Ravegnani Ha insegnato Storia dell’Italia bizantina all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra i suoi libri piú recenti ricordiamo: Bisanzio e l’Occidente medievale (Bologna 2019); L’età di Giustiniano (Roma 2019). Per la Salerno Editrice ha pubblicato Teodora (2017), Ezio (2018), Venezia prima di Venezia. Mito e fondazione della città lagunare (2020).

venerdì 9 agosto 2024

Arte bizantina a Lentini

Arte bizantina a Lentini
Opere e tradizioni da un’antica città della Sicilia orientale (VI-XIII secolo)
di Simone Piazza
pp. 268; € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Campisano Editore, 2024
ISBN: 979-12-80956-51-4

Questo libro prende in esame, grazie ad indagini sul campo, approfondimenti bibliografici, ricerche d’archivio e nuove campagne di documentazione fotografica, sette testimonianze artistiche, databili fra VI e XIII secolo, appartenenti a Lentini, centro della Sicilia orientale a metà strada fra Catania e Siracusa, le cui origini risalgono all’epoca dell’antica Grecia. Si tratta di una basilica extra muros, con resti di opus sectile, recinzione liturgica e mosaico absidale, emersa da uno scavo archeologico di un secolo fa e poi rinterrata; di un cofanetto d’avorio a motivi aniconici, con decorazione bicroma e aggiunte in oro, realizzato per custodire una reliquia della Passione; di una stauroteca a cassetta e coperchio scorrevole, contenente un bassorilievo in steatite con l’effige degli imperatori Elena e Costantino; di una piccola campana in bronzo con inciso – caso assai raro – il versetto di un salmo in caratteri greci; delle tracce di un monumentale Giudizio Universale dipinto all’interno di un santuario rupestre; dell’immagine di una Deesis conservata in un arcosolio dell’Ex Cattedrale associato alla tomba dei martiri Alfio, Filadelfo e Cirino; di un’icona-palladio alta quasi due metri raffigurante un’Odigitria con tanto di dedica dell’evangelista Luca ai lentinesi. Opere riconducibili, direttamente o indirettamente, alla cultura artistica bizantina, preziose per questa ragione, ma anche e soprattutto perché superstiti rappresentanti di un patrimonio originariamente ingente, ricco e stratificato, andato quasi interamente perduto a causa di terremoti, abbandoni, dispersioni.
Simone Piazza è professore ordinario di storia dell’arte medievale e bizantina all’università Ca’ Foscari Venezia. In precedenza ha insegnato le medesime discipline presso gli atenei di Catania, Viterbo e Cassi- no oltre che all’Université Paul-Valéry di Montpellier (in qualità di «Maître des conférences HdR»). Dopo i primi studi sulla pittura rupestre dell’Italia centromeridionale, confluiti in una monografia apparsa nella Collection de l’École française de Rome (2006), il suo orizzonte di interesse si è aperto all’intero ambito della circolazione di modelli artistici fra Bisanzio e l’Occidente, con particolare attenzione nei confronti dello studio dei contesti figurativi perduti, ricostruiti, laddove possibile, attraverso proposte grafiche. Temi e metodi che hanno costituito l’oggetto di una seconda monografia («Allo zenit della cupola. L’eredità dell’oculus nell’arte cristiana fra Medio Evo latino e Bisanzio», Campisano 2018 e di numerosi saggi, comparsi in riviste scientifiche e atti di convegno.

mercoledì 24 aprile 2024

Bari nella Puglia bizantina

Bari nella Puglia bizantina
Le Basiliche dei Grandi Santi Gregorio Nicola Sabino
di Giovanni Bellomo
pp. 364; € 37,50 (Acquista online con lo sconto del 5%)
EBS Print, 2024
ISBN: 979-12-5585-349-7

Un singolare saggio storico di arte ed architettura potrebbe ambire a far emergere dal fondo di una decina di secoli tre notevoli basiliche di Bari, a ripulirle dalla patina formatasi ed a mostrarle ad un pubblico del XXI secolo più aperto ad una visione culturale che vada ben oltre il semplice aspetto turistico? Ardimentoso regista del tentativo è Giovanni Bellomo. Da docente e biologo ha ben saputo trasferire tutta la passione professionale di ricerca scientifica in un ambito culturale storico d’arte ed architettura, a prima vista ed a torto a lui non confacente, con strumenti nuovi come la rete Internet, il riuso di antiche unità di misura dimenticate, l’archeoastronomia e il simbolismo cristiano riscoperto. Il lettore resterà sorpreso e coinvolto come spettatore di uno scenario tornato a risplendere degli antichi colori attraverso immagini fotografiche talvolta inusuali o sconosciute. Le tre basiliche, come navi all’insegna dei loro grandiosi santi Gregorio, Nicola e Sabino, salpando da un meraviglioso porto bizantino, riprendono a navigare verso il futuro. Uno straordinario viaggio con varie soste, tra abbaglianti conoscenze e inattese emozioni come nelle “Teofanie solstiziali estive”, che aspettano il lettore che vorrà intraprendere l’inconsueta crociera dal libro proposta.
Giovanni Bellomo nasce nel secondo dopoguerra a Casamassima, in una stanza al piano nobile di una palazzina ottocentesca liberata da sfollati baresi, dove ritornerà a fine anni ‘50 quando l’edificio sarà adibito a Scuola Media Inferiore. Negli studi al Liceo Classico D. Morea di Conversano conosce le Scienze Naturali e la Storia dell’Arte. Seguirà l’iscrizione a Scienze Biologiche presso l’Università di Bari. Gli si aprono gli occhi e la mente. Le conoscenze scientifiche lo stimolano e lo soddisfano. Aveva scelto bene. Nei laboratori dell’Istituto di Biochimica apprende le prime tecniche di Analisi. Volontario nel Laboratorio di Analisi dell’Ospedale Di Venere, acquista in Concorso l’Idoneità di Biologo Analista. Dopo il Servizio Militare a Torino, frequenta a Milano un corso formativo come Collaboratore Scientifico per conto della Biochemia - Boehringer Mannheim. Diventerà responsabile della promozione e cura di prodotti diagnostici nei Laboratori di Analisi pubblici e privati della Puglia. Passato all’Insegnamento di Chimica e Biologia negli Istituti Superiori, apre e dirige da biologo un Laboratorio di Analisi Cliniche a Casamassima. Alla famiglia e ai viaggi in Europa alternerà l’impegno sociale come Presidente della Pro Loco dal 1994 al 2008 nel paese natale. Per alcuni anni sarà anche Vice Presidente regionale UNPLI. La notorietà era stata favorita dalla pubblicazione di un testo di Storia Locale nel 1991 “Le strade storiche di Casamassima”, in cui si coniugavano ricerca scientifica, statistica, ricerca storica documentale e riferimenti alla Storia dell’Architettura. A cura della Pro Loco sarà rinnovata “La Pentolaccia” e innovati “Il Balcone Fiorito nel Borgo Antico” e “il Corteo Storico di Corrado IV di Svevia”. Da diversi anni è componente del Consiglio direttivo dell’Archeoclub “Italo Rizzi” di Bari.

sabato 20 aprile 2024

La cattedrale di Gerace

La cattedrale di Gerace
L’impronta ottoniana tra Bizantini e Normanni nell’Italia meridionale
di Attilio M. Spanò
pp. 280; € 30,00
Gagemi Editore, 2024
ISBN: 9788849250930

La cattedrale di Gerace è uno dei monumenti più conosciuti e meno studiati della Calabria. Al di là della sua evidenza materiale, la grande basilica è sempre stata considerata normanna e testimone di quella campagna costruttiva volta alla sostituzione dell’elemento bizantino con quello occidentale. Questo studio interviene, invece, direttamente sull’edificio, ne analizza la sua consistenza fisica, leggendola tra le pieghe delle stratificazioni storiche e architettoniche, esulando dalla precarietà delle fonti, prendendo le distanze da una storiografia spesso superficiale, per individuare la sua personalità e, necessariamente, la sua cultura di appartenenza. La monumentale cattedrale, così come si pone in antitesi all’architettura bizantina, allo stesso modo non ripete forme francesizzanti di origine normanna. Inoltre non si prefigge lo scopo di annientare e distruggere la realtà locrese-bizantina, che già dall’VIII secolo, permette lo sviluppo del castrum di Gerace, ma piuttosto la rispetta e la esalta, come testimone di una fede antica e di una profonda classicità. Da quanto emerge dal questa ricerca, la cattedrale è da considerarsi come frutto della volontà politica e artistica degli Imperatori del Sacro Romano Impero, in particolare di Ottone II di Sassonia e dei suoi discendenti. La basilica, ripete le forme proprie della tipologia imperiale di Merseburg, configurandosi come la più meridionale delle grandi basiliche ottoniane di X secolo. La sua presenza a Gerace prima dell’arrivo dei Normanni, la identifica come un imprescindibile punto di riferimento per tutta l’architettura di Ruggero Gran Conte. Essa diventa, infatti, il modello dell’architettura normanna calabrese e siciliana della seconda metà dell’XI secolo, che muta le forme francesizzanti imposte da Roberto il Guiscardo, per una spinta classicheggiante di origine paleocristiana e di chiaro stampo imperiale; scelta che finirà con l’essere rigettata da Ruggero II, all’indomani della nascita del Regnum, quando diventerà importante rivolgersi veramente alla Normandia, ma con un mutato spirito siciliano.

Attilio M. Spanò è Storico dell’Arte Medievale e Moderna, laureato e specializzato presso l’Università la Sapienza di Roma e dottore di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali, docente presso le Scuole Superiori. Si occupa attivamente di ricerca storico artistica, orientata verso le architetture medievali nel Meridione d’Italia, in collegamento con i grandi eventi artistici sia italiani che europei. Ha all’attivo una serie di pubblicazioni sull’arte e sugli insediamenti francescani nella Calabria, dagli esordi fino ai Cappuccini. È consulente storico-artistico per il Comune di Gerace, e si occupa di eventi di arte contemporanea in rapporto a siti storici di età medievale e greco-romana, insistenti sul territorio della Locride e non solo.

domenica 13 agosto 2023

Bizantini

Bizantini
Luoghi, simboli e comunità di un impero millenario
a cura di Federico Marazzi
pp. 344, € 45,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Electa, 2023
ISBN: 9788892823723

Raccontare mille anni da diverse prospettive: la storia, l’arte, l’archeologia, i territori. Questa è l’ambizione del catalogo che accompagna la mostra su Bisanzio allestita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il catalogo si divide in due parti: una prima parte, disponibile in formato cartaceo, è costituita da saggi che inquadrano i principali aspetti che caratterizzano la civiltà bizantina nel suo secolare evolversi e come essa si sia manifestata nei due territori che, con i loro reperti, hanno contribuito al progetto della mostra, ossia Italia e Grecia. La seconda parte, scaricabile attraverso un qr-code presente sul volume stampato, è invece costituita dal regesto delle opere esposte.

L’opera ha unito i contributi dei maggiori specialisti italiani di bizantinistica, affiancati da importanti studiosi internazionali, offrendo una visione aggiornata e scientificamente rigorosa delle conoscenze sul mondo bizantino, senza rinunciare ad uno stile comunicativo immediato e accessibile.
Federico Marazzi insegna presso l'Università Suor Orsola Benincasa, dove è titolare dei corsi di Archeologia Cristiana Medievale, nell'ambito del corso di laurea triennale in Conservazione dei BB.CC., e di Antichità Medievali, nell'ambito del Corso di Laurea Magistrale in Archeologia e Scienze dell'Antichità e del Medioevo. E' inoltre titolare del corso di Storia degli Insediamenti Tardoantichi e Medievali nell'ambito della Scuola di Specializzazione in Archeologia, attivata congiuntamente dall'Università Suor Orsola Benincasa e dalla Seconda Università degli Studi di Napoli.

domenica 9 luglio 2023

Manuale di Numismatica Bizantina e Medievale

Manuale di Numismatica Bizantina e Medievale
di Daniele Castrizio
pp. 189, € 26,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Amon Edizioni, 2023
ISBN: 9788866031901
 
Una grave carenza del panorama degli studi storici dell'epoca medievale è rappresentata dalla mancanza di conoscenza della moneta del periodo, troppo spesso lasciata agli interessi dei collezionisti e degli appassionati. In questo agile testo si cerca di fornire una storia ragionata della monetazione dall'introduzione del solido aureo di Costantino il Grande fino alle monete grosse e alle emissioni auree del XIII e XIV secolo. La narrazione terrà conto dell'evoluzione della moneta romea, chiamata a torto bizantina, fino alla caduta di Costantinopoli, delle serie monetali dei Vandali e dei Regni romano-barbarici, oltre che dei Longobardi, delle riforme volute dagli Arabi e da quelli dei Franchi, passando per le monete dei Comuni italiani, dei Normanni e degli Svevi del Regno delle Due Sicilie, delle Repubbliche Marinare, fino alle emissioni quasi speculari degli Angioini di Napoli e degli Aragonesi di Palermo. Si tratta, in estrema sintesi, di una storia della moneta, considerata sotto gli aspetti economici, metrologici e iconografici, indispensabile strumento per affrontare lo studio degli avvenimenti e delle tematiche storiografiche del Medio Evo.
Daniele Castrizio è Professore Ordinario di Numismatica presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina. È autore di molti saggi e articoli scientifici su tematiche numismatiche, iconografiche, storiche e di storia dell’arte greca e romana, dedicando parte della sua attività alla divulgazione scientifica, utilizzando vari strumenti, dal blog alla narrativa, dalla realtà aumentata ai fumetti, dai video didattici alle mostre. Una parte rilevante della sua produzione scientifica è stata dedicata allo studio dei Bronzi di Riace, rispetto ai quali è considerato uno dei massimi esperti a livello internazionale.

giovedì 12 gennaio 2023

Propaganda politica, imperatori e iconografia monetale nel mondo bizantino (1204-1328)

Propaganda politica, imperatori e iconografia monetale nel mondo bizantino (1204-1328)
di Margherita Elena Pomero
pp. XXVIII-572, € 70,00
Cisam, 2022
ISBM: 9788868093778
 
La Quarta crociata del 1204 ebbe un enorme impatto su tutto il Mediterraneo orientale. Il collasso della capitale bizantina determinò non solo la disgregazione territoriale dell’impero, ma anche l’emergere di potentati romano-orientali di fatto indipendenti e concorrenti tra loro. Questo libro studia l’iconografia della eterogenea produzione monetale romano-orientale del XIII e della prima metà del XIV sullo sfondo dell’evoluzione dell’ideologia politica bizantina, che in questo periodo intreccia i suoi connotati tradizionali a temi maggiormente legati all’autorappresentazione dei ceti aristocratici.
Margherita Elena Pomero è docente a contratto di Civiltà bizantina presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (Campus di Ravenna). I suoi principali settori di ricerca riguardano la storia sociale e l’ideologia politica del periodo medio e tardo bizantino con particolare attenzione alle fonti di carattere numismatico e sigillografico.

lunedì 19 dicembre 2022

Il tempo dei Vandali e dei Bizantini

Il tempo dei Vandali e dei Bizantini
La Sardegna dal V al X secolo
di A.A.V.V.
pp. 368, € 79,00
Ilisso Edizioni, 2022
ISBN: 978-88-6202-420-4
 
Un volume particolarmente innovativo e necessario che ricostruisce il periodo meno indagato e conosciuto della lunga storia della Sardegna. Una narrazione animata da 322 immagini fotografiche e grandi tavole a colori che accompagnano il racconto della nascita dei primi nuclei delle attuali città della Sardegna e delle dinamiche economiche, religiose e sociali nelle quali l’intera Isola riconosce oggi un comune sostrato identitario e culturale.

venerdì 7 ottobre 2022

La letteratura bizantina

La letteratura bizantina
Un profilo storico
di Andreas Rhoby
pp. 192, € 19,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829012350
 
Il volume ripercorre lo sviluppo della letteratura bizantina, composta – salvo eccezioni – in greco dal IV al XV secolo, ossia fino alla caduta di Costantinopoli del 1453. La panoramica include non soltanto opere letterarie ma anche trattati tecnici, filosofici e teologici che i Bizantini consideravano letteratura a pieno titolo. Inoltre, non distingue tra produzione profana e teologica, giacché molti autori bizantini (come Fozio, Michele Psello, Teodoro Prodromo) furono impegnati su entrambi i fronti. Infine, i testi non sono classificati a seconda del registro – alto o basso – della lingua impiegata, visto che per la maggior parte sono scritti nella cosiddetta koinè, un livello linguistico misto che evita elementi sia del registro nettamente basso sia di quello apertamente atticista (ovvero del greco antico).
Andreas Rhoby è direttore ad interim del Dipartimento di Studi bizantini dell’Accademia austriaca delle scienze e docente all’Università di Vienna.

mercoledì 10 agosto 2022

Contro gli avversari delle icone

Contro gli avversari delle icone
di Teodoro Lo Studita
Introduzione, traduzione, note di Antonio Calisi
Prefazione di Emanuela Fogliadini
pp. 168, € 20,00
Jaca Book, 2022
ISBN: 978-88-16-41755-7
 
Le tre Confutazioni contro di iconoclasti di Teodoro lo Studita, monaco bizantino vissuto tra l’VIII e il IX secolo, sono un trattato in forma dialogica che testimonia tutta la forza spirituale del Santo nell’affrontare, con franchezza d’animo e profonda convinzione, l’eresia iconoclasta. Le argomentazioni dell’autore, esposte secondo la logica del sillogismo di tradizione greca, manifestano la sua straordinaria cultura, dimostrandosi fondate e inattaccabili, non lasciando spazio al dibattimento perché la verità è unica ed eterna. Il libro di Antonio Calisi noto iconografo e conoscitore della teologia e della liturgia bizantina è la prima traduzione in lingua italiana del testo antico edito da Migne nella Patrologia Graeca (vol. 99) e offre un notevole contributo alla conoscenza della questione delle icone e del dibattito sull’ipostasi di Cristo. Un utile supporto di studio per gli appassionati della teologia dei Santi Padri e della storia della Chiesa nell’impero bizantino ai tempi di Teodoro lo Studita. La prefazione è opera di Emanuela Fogliadini.
Teodoro lo Studita nacque a Costantinopoli nel 759 da nobile famiglia. Suo padre, Fotino, era un amministratore del fisco imperiale e Teodoro avrebbe quasi certamente intrapreso lo stesso mestiere, se non fosse intervenuto Platone, fratello di sua madre Teoctista, ad appassionare tutta la famiglia alla vita monastica. Nel 781, con il padre e i due fratelli (Giuseppe, il futuro metropolita di Tessalonica, ed Eutimio), Teodoro fu accolto nel monastero di Saccudion in Bitinia sotto la guida dello zio; qui la sua autorità spirituale gli procurò gran fama e numerosi seguaci. Essendosi opposto al ripudio che Costantino VI fece della legittima moglie Maria per impalmare Teodota, fu esiliato a Salonicco donde uscì alla morte del monarca. Trasferitosi in seguito a Costantinopoli per fuggire all'incursione araba, ebbe dall'imperatrice Irene assegnato il monastero di Studion, che egli ampliò e riformò facendone un modello di vita monastica). Un nuovo esilio ebbe a soffrire sotto Niceforo, e un terzo sotto Leone l'Armeno, quando infierì la lotta iconoclasta Ma cessata questa, alla morte di Leone (820), Teodoro riebbe la libertà e poté morire in pace nella sua cara solitudine del monte Olimpo l'11 novembre 826. Le sue ceneri furono trasportate al monastero di Studion nell'844.
Antonio Calisi diacono della Chiesa cattolica di rito bizantino dell’Eparchia degli italo-albanesi dell’Italia continentale di Lungro (CS), vive a Bari dove insegna Religione Cattolica al Liceo Classico Statale Socrate. È Dottore in Sacra Teologia, laureato in Scienze Storico-Religiose all’Università La Sapienza di Roma. Maestro iconografo, dipinge icone secondo la tradizione bizantina, appresa nei numerosi viaggi in Russia, Romania, Grecia e presso il complesso monastico del Monte Athos.
Emanuela Fogliadini si occupa di Storia e Teologia bizantino-ortodossa. Ha conseguito il Dottorato di ricerca presso la Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale di Milano e la Laurea magistrale in Storia presso l'Università degli Studi di Torino. È socia della Associazione Italiana di Studi Bizantini.

venerdì 29 luglio 2022

Studi sull’Italia bizantina

Studi sull’Italia bizantina
di Vera von Falkenhausen
a cura di Marco Di Branco, Luca Farina
pp. 404, € 50,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9791254690871

Dalla ‘liberazione’ dell’Italia da parte di Giustiniano e fino al 1071, data della caduta di Bari – l’ultimo avamposto bizantino in terra italica – i destini della Penisola e quelli dell’impero di Bisanzio furono inestricabilmente legati da rapporti politici, economici, culturali e artistici, che non si interruppero neppure in età normanna: lungi dal voler distruggere l’eredità bizantina, i nuovi conquistatori continuarono infatti a servirsi delle strutture amministrative preesistenti e del personale greco capace di gestirle.
I saggi di questo volume trattano vari aspetti del dominio bizantino, prevalentemente nell’Italia meridionale: le città, le istituzioni, la vita religiosa, l’agiografia, l’uso delle lingue. Quello che viene a delinearsi è un quadro tanto perspicuo quanto approfondito e dettagliato di un momento di particolare significato della civiltà italiana.
Vera von Falkenhausen, una delle maggiori autorità nel campo degli studi bizantini sull’Italia meridionale, ha insegnato Storia bizantina alle università di Pisa, Potenza, Chieti e Roma-Tor Vergata. È Presidente onorario dell’Associazione Italiana di Studi Bizantini e dirige l’Archivio storico per la Calabria e la Lucania.

sabato 9 luglio 2022

Figure bizantine

Figure bizantine
di Michel-Charles Diehl
Traduzione di Maria Stella Ruffolo
Introduzione a cura di Silvia Ronchey
pp. XL - 552 € 28,00
Einaudi, 2022
ISBN: 9788806253714
 
Attraverso i ritratti che compongono le Figure bizantine – da Teodora a Giustiniano, da Anna Dalassena a Leone il Saggio – il padre fondatore della bizantinistica novecentesca, miscelando armoniosamente erudizione storica e intuizione psicologica, fa rivivere le personalità che animarono il fastoso e scintillante millennio bizantino. Rivelando, fra l’altro, la preminenza, stabilità e autorevolezza del potere femminile lungo tutti gli undici secoli di Bisanzio. Come ricorda Silvia Ronchey nella sua introduzione: «Sono pochi, tra i sedimenti della storiografia novecentesca, quelli che ancora brillano alla luce del ventunesimo secolo. Le Figure di Diehl sono tra questi».
Michel-Charles Diehl nacque a Strasburgo nel 1859 e morí nel 1944. Professore sulla prima cattedra di Storia bizantina alla Sorbona, uní una straordinaria attività di ricerca con un eccezionale talento come divulgatore.

martedì 28 giugno 2022

Bisanzio sulle due sponde del Canale d'Otranto

Bisanzio sulle due sponde del Canale d'Otranto
a cura di Marina Falla Castelfranchi, Manuela De Giorgi
pp. 228, € 35,00
Cisam, 2022
ISBN: 978-88-6809-355-6
 
La Puglia e il Canale d'Otranto in particolare, che della regione rappresenta la propaggine più protesa verso l'Oriente, hanno indubbiamente giocato in passato (anche in quello più recente) un ruolo di anello di congiunzione fisico e culturale tra le due metà del Mediterraneo. Ciò si dimostra particolarmente vero per il Medioevo, epoca in cui i rapporti tra le due sponde del Canale - da cui il titolo di questo volume - risultano documentali da un fitto intreccio di relazioni e di scambi che investono la Puglia e i territori dell'opposta sponda dell'Adriatico, Corfù in primis. Rapporti che si colgono nelle fonti storiche, nella ricca letteratura in lingua greca di area salentina, nel culto dei santi e nella produzione artistica ricostruita e riletta attraverso la produzione miniata, i monumenti e le indagini archeologiche che restituiscono uno scenario di sinergica interattività che, a più livelli, traccia un profilo culturalmente e storicamente dinamico dell'estremo lembo di Puglia, non solo negli anni della dominazione bizantina, ma ben oltre, come dimostra l'ampio arco cronologico considerato nei vari contributi (dal IX al XIV secolo). Un panorama multifocale che per temi trattati e cronologie investigate aggiunge un ulteriore tassello all'ampia fortuna storiografica della Puglia e della Terra d'Otranto 'tra Oriente e Occidente', locuzione talvolta abusata, ma che trova in questa miscellanea il suo elemento fondante.
Marina Falla Castelfranchi è professoressa di Archeologia e storia dell’arte paleocristiana e bizantina presso l’Università di Lecce.
Manuela De Giorgi è docente di storia dell’arte medievale all’università del Salento e delegata del rettore alla valorizzazione del territorio.

giovedì 7 aprile 2022

Amantea nel Medioevo

Amantea nel Medioevo
Dai Bizantini agli Aragonesi
di Gianmarco Cima
pp. 188, € 13,00
Mannarino Edizioni, 2022
EAN: 9791259660145
 
Fondata intorno al VII secolo dai Bizantini, che ne fecero un Kastron e sede vescovile, la cittadina calabrese di Amantea, affacciata sul Tirreno, ebbe un ruolo strategico per tutto il Medioevo. Questo periodo storico per il borgo tirrenico, posto in quello che i Normanni chiamarono Giustizierato di Val di Crati e Terra Giordana, corrispondente all'attuale provincia di Cosenza, coincise con il susseguirsi di varie dominazioni (bizantina, islamica, normanna, sveva, angioina, aragonese), diverse per cultura e provenienza geografica, che plasmarono in maniera eterogenea l'identità etnica, storica, culturale, artistica e religiosa di Amantea e della Calabria. Questo libro si prefissa l'obiettivo di esplorarne le varie vicende con un approccio il più possibile interdisciplinare, che tenga conto non solo della Storia. Ma esso è anche pensato per essere alla portata di tutti, poiché ogni popolo o cittadino deve conoscere il proprio passato, umile o glorioso che sia, affinché acquisti coscienza di sé. 

domenica 18 luglio 2021

Catanzaro

Catanzaro
Dalle origini alla monarchia normanno-sveva. La contea dai Loritello ai Ruffo
di Domenico Montuoro
Introduzione di Vera von Falkenhausen
pp. 236, € 16,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2021
ISBN: 9788849864267
 
Il volume, utilizzando una vasta ricognizione bibliografica, descrive gli eventi fondativi del chorion di 'Catanzarion' dalla dominazione bizantina al castrum normanno e termina con l'età sveva. Punto di snodo: il riconoscimento della «contea» e la traslazione del vescovato da Trischines/Trium Tabernarum a Catanzarij. I protagonisti: Goffredo di Loritello comes Catacensis e il pontefice Callisto II. Sono, altresì, ricostruiti sulla base delle risultanze documentali lo sviluppo urbanistico, economico, sociale e religioso di una comunità in trasformazione e le complesse vicende prosopografiche della famiglia Loritello fino all'ultima erede, la contessa Clemenza. Nei tempi di Federico II emergono le nuove figure dei conti Riccardo Fallucca e Anselmo de Justingen e si profila quella del capostipite della famiglia Ruffo: Pietro de Calabria
Domenico Montuoro (Catanzaro, 1957) – Studioso di storia, ha pubblicato monografie e saggi sullo «stato» feudale di Tiriolo e sull’area istmica, curato la Chronica Trium Tabernarum et de Civitate Catanzarij-Cronaca delle Tre Taverne e della Città di Catanzaro. Cura i Quaderni di Teura, collana edita dall’Associazione Culturale “Teura”. È socio della Società Napoletana di Storia Patria.

venerdì 16 luglio 2021

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)
di Angelo Panarese
pp. 160, € 15,00
Capone Editore, 2021
ISBN: 9788883492600
 
Dalla fine del secolo XIX in poi la distinzione dell’Italia in due regioni storiche nettamente distinte tra loro è diventata largamente diffusa anche se, ad essa, non ha corrisposto uno svolgimento storico del tema incisivo e persuasivo. Certo è, comunque, che, intorno al Mille, significativa è la divaricazione dei destini storici tra il Nord e il Sud dell’Italia. Colpisce la struttura politica unitaria assunta dal Mezzogiorno rispetto al quadro del tutto opposto dell’Italia del Nord che, se non ebbe mai una forte struttura politica unitaria creò, invece, una consistente unità giuridica e istituzionale. Entro questo quadro, infatti, si andarono formando, dopo il Mille, una serie di entità politiche che presero il nome di Comuni.

Angelo Panarese, laureato in Lettere e Scienze Politiche, dottore di ricerca, collabora con l’Istituto di Filosofia politica dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro ed è docente di scuola media superiore.

domenica 11 luglio 2021

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)
di Angelo Panarese
pp. 160, € 15,00
Capone Editore, 2021
ISBN: 8883492609
 
Dalla fine del secolo XIX in poi la distinzione dell’Italia in due regioni storiche nettamente distinte tra loro è diventata largamente diffusa anche se, ad essa, non ha corrisposto uno svolgimento storico del tema incisivo e persuasivo. Certo è, comunque, che, intorno al Mille, significativa è la divaricazione dei destini storici tra il Nord e il Sud dell’Italia. Colpisce la struttura politica unitaria assunta dal Mezzogiorno rispetto al quadro del tutto opposto dell’Italia del Nord che, se non ebbe mai una forte struttura politica unitaria creò, invece, una consistente unità giuridica e istituzionale. Entro questo quadro, infatti, si andarono formando, dopo il Mille, una serie di entità politiche che presero il nome di Comuni.
Angelo Panarese, laureato in Lettere e Scienze Politiche, dottore di ricerca, collabora con l’Istituto di Filosofia politica dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro ed è docente di scuola media superiore.

mercoledì 3 marzo 2021

Calabria greca Calabria latina. Segni monumentali di una coesistenza (secoli XI-XII)

Calabria greca Calabria latina
Segni monumentali di una coesistenza (secoli XI-XII) 
a cura di Margherita Tabanelli, Antonio Tranchina
pp. 208, € 40,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Campisano Editore, 2021
ISBN: 978-88-85795-45-7
 
Prolungata a spartire le acque del Tirreno meridionale dallo Ionio, la Calabria è stata definita una terra di ponte: un’immagine che corrisponde alla descrizione cartografica e al costante transito di gruppi umani, ma che sottintende una prospettiva di scavalcamento rapido inconciliabile con la tormentata natura del territorio. Tra le linee del disegno politico, che delimitavano margini di circoscrizioni e diocesi, si muovevano le donne e gli uomini, protagonisti (ieri, come oggi) di passaggi, insediamenti, modifiche graduali ma incisive sul tessuto preesistente. Il convegno (2017), di cui sono qui raccolti gli atti, è stata occasione di dibattito su uno dei temi più cari alla Medievistica contemporanea, quello dei confini fluttuanti e dell’intreccio tra culture, con l’obiettivo di ridiscutere le appiattite identità tradizionali della Calabria medievale: provincia bizantina o terra di conquista normanna. Il volume intende contribuire a rivalutare l’originalità e il ruolo creativo del paesaggio storico, la sua capacità di incidere sulle strategie dei gruppi sociali e delle élite, la qualità progressiva dell’azione e dell’elaborazione culturale, di cui il patrimonio monumentale è fattispecie complessa, ma anche durevolmente impressiva.
Margherita Tabanelli ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’Arte medievale presso la Sapienza Università di Roma, con una tesi dedicata all’architettura sacra in Calabria e Sicilia nell’età della Contea normanna. Concluso un biennio di ricerca post-doc alla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte, lavora attualmente come ricercatrice di Storia dell’Architettura presso l’Università von Humboldt di Berlino, Institut für Kunst- und Bildge- schichte.
Antonino Tranchina è dottore di ricerca in Storia dell’Arte medievale. La sua tesi, discussa presso la Sapienza Università di Roma, è dedicata alla cultura artistica del monachesimo greco intorno allo Stretto di Messina in età normanna, con un focus sul- lo scomparso monastero del Salvatore de lingua Phari. È stato ricercatore post-doc ed è ora assistente scientifico alla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte.

lunedì 21 dicembre 2020

L'ombra delle rose

L'ombra delle rose
di Spartaco Mencaroni
pp. 438, € 18,00
Intermedia Edizioni, 2020
ISBN: 9788867862702
 
Anno 1346. Nelle terre intorno al mar Nero si fronteggiano i domini del Khan e del morente impero Bizantino. I mercanti di Genova e Venezia percorrono le piste senza fine che portano a oriente partendo da un pugno di colonie arroccate sulle coste.

Nonostante i venti di guerra Marco, un genovese cresciuto lontano da casa, decide di partire ancora una volta in cerca di fortuna: con l’amico Duccio incrocerà la strada del giovane Burqan, guerriero nomade dal cuore di falco, accusato di un oscuro delitto e in fuga dai suoi stessi compagni.
Il loro viaggio attraverserà gli sterminati paesaggi dell’Asia, dove l’epidemia più spaventosa degli ultimi mille anni serpeggia seguendo le antiche vie della seta, per giungere alle sponde del Mar Nero e infine a Bisanzio. Lungo la strada incontreranno la nobile e fiera Teodosia, dal cuore libero e dalla fede profonda, il cupo e misterioso Erdon e il suo spensierato apprendista Vania. Per ciascuno di loro il destino ha in serbo molto più di quanto immagina e finirà per intrecciare a fondo le loro storie.  
Sullo sfondo una civiltà al bivio, fra intrighi e battaglie, processioni di flagellanti e antiche città che attendono il giudizio finale, si interroga su come ricominciare a vivere.