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sabato 16 novembre 2019

Gli artigli del falco

Gli artigli del falco
di Marina Trastulla
pp. 370, € 16,00
Phasar Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-6358-509-4
Il falco sfodera gli artigli: i ghibellini si fanno audaci, guidati dall'imperatore Enrico VII che cala in Italia per riaffermare il suo dominio ed essere incoronato a Roma.
Romualdo e Gemma si uniscono alla lotta, ma la strada è lunga e insidiosa, i progetti degli uomini possono essere spazzati via da un soffio del vento del destino. E anche la vita più semplice, quella di un giovane contadino dalle misteriose origini, sarà travolta da quel vento, si legherà alla sorte dei conti di Acquapendente per colpa di un fiume, di un falcone e dello sguardo tagliente della nobile Costanza.
Nel multiforme panorama politico dell'Italia del Trecento, un nuovo capitolo della saga del falco, tra battaglie, intrighi politici e intrecci del cuore, ancora una volta narrato come in uno specchio da Stella, la "gemella di carta".

venerdì 1 febbraio 2019

De Euboicis aquis

De Euboicis aquis
di Pietro da Eboli
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Teofilo De Angelis
pp. IV-222, € 52,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-825-6
 
Il De Euboicis aquis (già conosciuto con il nome di De balneis Puteolanis o De balneis Terrae Laboris) è un’opera del poeta Pietro da Eboli (1160 ca.-1220?). Si tratta di un poema medico-didascalico, composto da 31 epigrammi e molto probabilmente dedicato all’Imperatore Enrico VI di Svevia, nel quale il poeta celebra le proprietà curative delle fonti termali che si trovano sulla costa della Campania di fronte al golfo di Pozzuoli, sul territorio denominato Campi Flegrei.
Teofilo De Angelis è docente di Grammatica Latina del corso di Laurea in Archeologia e Storia dell'arte dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

venerdì 12 maggio 2017

Imprevisti e altre catastrofi

Imprevisti e altre catastrofi
Perché la storia è andata come è andata
di Glauco Maria Cantarella
pp. 204, € 26,00
Einaudi, 2017
ISBN: 9788806232603

Alarico muore all'improvviso, i Visigoti finiscono per andare in Spagna e la storia della Spagna sarà quella che conosciamo. Ottone III muore d'un tratto, il suo progetto di ridisegnare e circoscrivere il Patrimonium Beati Petri finisce con lui e la storia sarà, sul lungo periodo, quella dello Stato della Chiesa. Guglielmo II d'Altavilla muore di colpo e il Regno di Sicilia finisce a Enrico VI di Svevia; ma anche Enrico VI muore all'improvviso e il Regno passa sotto la tutela del papa prima di arrivare nelle mani di Federico II; che a sua volta morirà bruscamente proprio alla vigilia della sua vittoria sul papa. Quante aspettative sono finite nell'abisso perché qualche evento inaspettato ha impedito che prendessero la piega desiderata? Imprevisti e altre catastrofi tratta principalmente di storia medievale, ma con qualche scorribanda nella storia precedente e successiva, raccontando alcune circostanze che hanno impedito alla storia di essere diversa da come è stata. Che ci piaccia o non ci piaccia, la storia è andata e sta andando cosí come è andata e sta andando. Piaccia o non piaccia alla cosiddetta storia controfattuale.
La storia non si può scrivere per schemi: gli schemi possono essere utili per inquadrare, cogliere analogie, proporre paradigmi di interpretazione. Ma la storia è costituita di eventi, che sono concreti anche se non possono essere colti nella loro fattualità. Un paradosso solo apparente: questi fatti spesso sono «irrazionali », ma al tempo stesso sono razionali benché abbiano avuto un'origine irrazionale: cosa c'è di piú razionale e prevedibile infatti della morte? E che cosa di piú «irrazionale» che le morti improvvise, impreviste, che troncano qualunque possibilità di sviluppi − concreti − già programmati?
È negli eventi e nel loro corso che occorre cercare per trovare la cifra della loro comprensione. Negli eventi come sono andati, non come sarebbero potuti andare. Morti eccellenti, battaglie, situazioni che si sono capovolte in pochissimo tempo, a volte in poche ore, e che hanno determinato il futuro; protagonisti che ricompaiono perché morti, battaglie ed eventi sono anelli della medesima catena, quella della vita prima ancora che della storia. Per questo si ritroveranno a piú riprese, in questo libro, ad esempio, gli imperatori Enrico IV, Enrico VI, Federico II, il famoso Riccardo Cuor di Leone, il normanno Roberto il Guiscardo, Bonifacio di Canossa, il lorenese Goffredo il Barbuto, i papi Leone IX e Gregorio VII. Sia chiaro: non sempre gli imprevisti debbono essere catastrofici, a volte possono essere persino apocalittici nel senso piú stretto del termine, cioè rivelatori.
Glauco Maria Cantarella, storico del medioevo, ha insegnato Storia medievale, Storia dell'Europa medievale e Istituzioni politiche medievali all'Università di Bologna. Per Einaudi ha pubblicato il fortunato volume I monaci di Cluny (la cui ultima edizione è del 2006), Principi e corti. L'Europa del XII secolo (1997), Manuale della fine del mondo (2015) e Imprevisti e altre catastrofi (2017).