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lunedì 24 febbraio 2025

Sacro e profano

Sacro e profano
Uno studio comparativo degli scritti arabi ed ebraici nel Medioevo
di Abdallah Tarabieh
pp. 184; € 79,90
Edizioni Sapienza, 2025
ISBN: 9786208618179
 
Il libro si concentra su specifici poeti musulmani ed ebrei, rappresentativi del periodo, poeti che facevano riferimento all'astinenza (الزهديات), al Fato e all'amore di Dio. Discutere la poesia secolare separatamente dalla poesia sacra richiede una chiarificazione generale. La poesia ebraica antica è divisa in due tipi: uno è la poesia secolare e l'altro è sacra. La distinzione tra questi due concetti, "secolare" e "sacro", in questo contesto non è netta. Ciò era particolarmente difficile per quanto riguarda la letteratura biblica e del Secondo Tempio, quando la composizione letteraria e in particolare la poesia lirica erano virtualmente interamente sacre, per la maggior parte, sia in termini di contenuto che di uso previsto.

giovedì 7 dicembre 2023

Alata viaggiatrice

Alata viaggiatrice
L’anima ascetica e mistica tra Greci e Arabi
di Egle Lauzi
pp. XVI-365; € 59,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-271-8

L’anima umana, dotata di ali, che spicca il volo verso l’alto dei cieli o, al contrario, perdendole, è costretta a soffrire nelle bassure terrestri o, peggio, è condannata a precipitare negli inferi abissali, è metafora millenaria e spesso presente nel mondo antico. Il suo punto di avvio sembra essere l’Atene estiva, dove Platone ambienta il Fedro tra cori di cicale; si trasforma e adatta alle nuove sensibilità simbolico-letterarie di filosofi e credenti al termine dell’età classica; infine, per metamorfosi inattese, lungo vie talvolta oscure e contraddittorie, approda nella Baghdad dei secoli II/VIII-IV/X, dove vari cultori della filosofia greca (falsafa) la fanno propria usando i sempre vivi strumenti del commento e della paraphrasis creativa.

Il volume prova a ripercorrere questo lungo viaggiare, esaminando e confrontando testi letterari greci e arabi, cristiani e islamici, talvolta poco studiati come quelli di alcuni asceti e mistici musulmani che, avendo per guida la parola coranica, hanno promosso la formazione del sufismo; evidenzia e sottolinea usi, riusi, riappropriazioni di antichi stilemi, che ogni autore ha ricreato e fatto rivivere per meglio fondare il suo pensiero su tradizioni prestigiose e meglio sorreggere il suo anelito alla contemplazione del sublime e all’annientamento nell’ineffabile.

lunedì 27 dicembre 2021

Nero

Nero
Così in terra
di Emiliano e Matteo Mammuccari
pp. 80, € 17,00
Sergio Bonelli Editore, 2021
ISBN: 978-88-6961-632-7
 
Due uomini portano sulla pelle il marchio delle proprie ossessioni. Uno arabo, uno cristiano. Entrambi esseri umani.
Emiliano Mammucari, di nuovo in coppia con il fratello Matteo dopo l'esperienza della miniserie Orfani: Terra, dà vita a una saga avventurosa in più volumi. Sullo sfondo storico delle Crociate si muovono le vicende dei nostri personaggi, che mescolano elementi dell'immaginario favolistico mediorientale - geni, spiriti, magia ancestrale - al mondo cupo e avventuroso del medioevo cristiano, con battaglie campali, epiche sfide, condottieri, monaci, trafficanti e giovani paladini in cerca di fortuna.

domenica 7 marzo 2021

Cercar tesori

Cercar tesori
Tra Medioevo ed Età Moderna
di Allegra Iafrate
pp. 280, € 20,00
Laterza, 2021
ISBN: 9788858143773
 
Il tesoro errante di Salomone, la magica grotta di Alì Babà, l’oro del Reno, il Sacro Graal: è fra il Medioevo e l’Età Moderna che prende forma nell’immaginario comune l’ossessione per la ricerca di ricchezze perdute. Questo saggio ne ripercorre le tracce in un viaggio appassionante, dalla Scandinavia al mondo arabo, dalla Persia alle Colonne d’Ercole. Nelle sue pagine si intrecciano le storie di molti cercatori ma ce n’è una ancora tutta da scrivere: quella del lettore capace di sciogliere gli enigmi celati fra le righe e arrivare al tesoro nascosto. Questo, infatti, non è soltanto un libro, è anche una mappa. Protetto da draghi o spiriti maligni, gravato da maledizioni, rivelato da sogni e visioni, il tesoro è materia magica per eccellenza e fra le più affascinanti.
Se cercassimo una ricetta alchemica per crearne uno, avremmo bisogno di alcuni ingredienti fondamentali. Il primo è il valore, quello scintillio che accende il desiderio. Il secondo è il segreto, la consapevolezza che esso esiste senza sapere dove. Il terzo è il tempo, al quale è sopravvissuto e che l’ha reso libero da ogni possesso: attende chi saprà meritarselo ma non è più di nessuno. In queste pagine si proverà a seguire la storia della ricerca dei tesori fra Medioevo ed Età Moderna, analizzando le sfumature del desiderio che ha colto gli uomini attraverso i secoli, descrivendo alcuni degli oggetti che hanno alimentato i racconti più favolosi, svelando come nascono certe leggende, alla scoperta dei nascondigli e dei loro custodi, sulla scia di quei cercatori che, dalle sponde meridionali del Mediterraneo fino all’Europa settentrionale, per secoli hanno seguito il miraggio della ricchezza fra magia e misteriose topografie auree.
Allegra Iafrate ha studiato Storia dell’arte medievale alla Scuola Normale Superiore di Pisa. È autrice di Le Moine et le Hasard: Bodleian Library, Ms Ashmole 304 (2015), The Wandering Throne of Solomon: Objects and Tales of Kingship in the Medieval Mediterranean (2015) e The Long Life of Magical Objects: A Study in the Solomonic Tradition (2019).

giovedì 25 febbraio 2021

Viaggiatori arabi medievali

Viaggiatori arabi medievali
di Anna Maria Martelli
pp. 112, € 17,00
ICOO, 2021
OSBN: 9788879847018
 
Che cos’è il viaggio se non scoperta e incontro? Anche quando si adempie a un obbligo religioso come il pellegrinaggio alla Mecca, che comporta spostarsi, percorrere lunghe distanze, vedere luoghi sconosciuti, incontrare genti di fedi diverse, si può voler lasciare una traccia delle proprie esperienze e dunque informare e condividere.

Questo è quanto hanno fatto molti viaggiatori arabi medievali che dal IX al XIII secolo, attraverso le loro testimonianze scritte, ci hanno fornito una straordinaria documentazione storica, geografica, artistica e culturale. Itinerari marittimi solcano l’Oceano indiano fino alla Cina, quelli terrestri, attraverso l’Asia centrale, salgono fino alla Russia, percorrono il nord Europa e la congiungono, in un arco, con l’Andalusia. Poi c’è il Mediterraneo: Roma, la Sicilia e Costantinopoli. I nostri autori raccontano popoli e città, usi e costumi, meraviglie, in qualche caso svelandoci qualcosa di un passato che non potremmo conoscere se non avessero fissato su pagine i loro percorsi, incontri e avventure di viaggio. I nomi di questi viaggiatori sono entrati a pieno diritto nelle nostre cronache. Tra di loro ricordiamo: Ibn Fadlàn, che si recò nel Nord Europa, Al-Muqaddasì che frequentò la Palestina e Gerusalemme, Ibn Giubayr che descrisse la Sicilia e Ibn Battùta, forse il più famoso di tutti, del quale qui seguiamo il suo viaggio in Russia. Ma molti altri sono ricordati in questo libro. Al tempo dei nostri viaggiatori, le loro gesta, che venivano cantate e riportate in documenti scritti, hanno permesso a intere generazioni di sognare, conoscere e contribuire alla crescita del nostro mondo.
Anna Maria Martelli già docente di lingua e cultura araba all’Università degli Studi di Milano, è autrice di numerosi volumi sulla storia, sulla mistica e sull’arte islamica.

mercoledì 3 febbraio 2021

Castelli medievali in Sicilia. Da Carlo d'Angiò al Trecento

Castelli medievali in Sicilia. Da Carlo d'Angiò al Trecento
di Ferdinando Maurici
Presentazione di Henri Bresc
pp. 648, € 48,00
Kalòs Edizioni, 2021
ISBN: 979-12-80198-04-4
 
Il volume – come suggerisce Henri Bresc nella sua presentazione – è la sintesi di numerose ricerche di castellologia che Ferdinando Maurici ha intrapreso fin dall’ormai lontano 1980: sul primo incastellamento bizantino, sui rari fortilizi di epoca musulmana, sull’intenso fiorire di fortezze e di abitati cinti da mura a cura dei Normanni, sui castra e palazzi di Federico II e infine sul doppio e massiccio movimento di creazione di castelli e di borghi fortificati del Trecento, a opera della monarchia rediviva con Federico III, poi della nobiltà sempre più indipendente da un potere centrale indebolito.
Questa vasta indagine, somma di una vita di studio teorico, da storico e da archeologo, di prospezioni sul terreno, di scavi su punti particolarmente significativi e di divulgazione del sapere accumulato, animando lavori enciclopedici sulle fortezze medievali dell’isola e sul loro destino moderno, si accompagna – continua Bresc – a una riflessione anche colorita, spesso nostalgica, sempre ironica, ogni tanto amara e pessimistica che oppone la bellezza di un tempo allo squallore del paesaggio urbano e periurbano odierno, per finire però con una luce di speranza, il rinnovato interesse delle amministrazioni comunali e delle popolazioni per i castelli già abbandonati dall’aristocrazia e lasciati cadere a pezzi.
Ferdinando Maurici (1959) dopo la laurea in Lettere e un dottorato di ricerca in Storia Medievale a Palermo ha continuato gli studi nelle Università di Barcellona e di Bamberg, conseguendo un Master in Archeologia Medievale e un secondo dottorato in Archeologia Cristiana. Abilitato come Professore Associato in Archeologia e in Storia dell’Architettura, ha insegnato Archeologia Cristiana e Medievale presso le Università di Bamberg, di Bologna e la LUMSA.

mercoledì 17 luglio 2019

Una folgore tra le tenebre

Una folgore tra le tenebre
Il Medioevo Normanno in Sicilia
di Domenico Arezzo Pagano
pp. 314, € 15,00
Le Fate Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-943676-1-4

"Non riuscì a prendere sonno. Sapeva bene che con l’investitura non tutto era compiuto. Non tutti i baroni, infatti, che fino a qualche giorno prima gli erano stati ostili, erano disposti a sottomettersi senza colpo ferire. Sapeva inoltre che molti dei suoi feudatari e molte delle città del continente, appena fosse ritornato in Sicilia, non gli sarebbero state fedeli. Doveva fare qualcosa che legasse in maniera più pregnante i suoi vassalli alla sua signoria. Doveva imporre ai recalcitranti baroni normanni, ed insieme all'aristocrazia longobarda, agli apparati governativi arabi e bizantini e ai tanti saraceni che popolavano la Sicilia, il concetto di stato unitario".

giovedì 31 maggio 2018

Le forme degli elementi

Le forme degli elementi
Isaac Abravanel e la tradizione aristotelica medievale
di Elisa Coda
Pisa Unersity Press, 2018
ISBN: 978-883339-0413
Figura politica chiave nei regni di Portogallo, Spagna e Napoli e presso la Repubblica di Venezia, Isaac Abravanel (1438-1508) scrisse opere di varia natura, filosofiche, esegetiche e apologetiche. Epigono di un mondo che sarebbe presto scomparso, interessa gli storici della filosofia per diverse ragioni: le radici della sua formazione filosofica sono insieme medievali e rinascimentali; egli si fonda su un patrimonio di testi e dottrine ereditate dalla tradizione greco-araba e, soprattutto, sulla conoscenza della dottrine di Avicenna e al-Ġazālī e dei commenti di Averroè, ma non ignora autori della letteratura latina classica, testi della scolastica latina e della produzione letteraria del suo tempo, sia in prosa che poetici.
Le forme degli elementi (Ṣurot ha-yesodot) è il primo degli scritti di Issac Abravanel. Composto in Portogallo tra il 1457 e il 1467, fu edito a stampa nel 1557. In questo breve trattato, Abravanel analizza una questione posta dagli scritti di Aristotele e ricorrente nella letteratura filosofica dell’aristotelismo medievale arabo ed ebraico, soprattutto in rapporto all’esegesi della Fisica e della Generazione e corruzione: la costituzione del mondo creato. I quattro elementi del mondo sublunare, fuoco, acqua, aria, e terra, possono essere direttamente identificati con la materia prima originaria, o bisogna piuttosto affermare che essi derivino da proprietà primitive e che siano queste ultime a precedere gli stessi elementi?
Elisa Coda, specialista della ricezione tardo-antica e medievale del De Caelo aristotelico in greco, arabo ed ebraico, svolge la sua ricerca prevalentemente all’Università di Pisa.

domenica 31 dicembre 2017

Cento e una notte

Cento e una notte
di Anonimo
a cura di Claudia Ott, Elisabetta Benigni
Traduzione di Isabella Amico Di Meane
pp. XLIV - 314, € 32,00
Einaudi, 2017
ISBN: 9788806216016
 
Il manoscritto delle Cento e una notte conservato presso l'Aga Khan Museum in Canada, datato 1234, è il piú antico fra quelli che ci hanno trasmesso questa raccolta di novellistica araba di area andalusa, autonoma rispetto alle Mille e una notte ma con molti punti di contatto, a partire dal personaggio di Shahrazād. Questo manoscritto è stato tradotto per la prima volta in una lingua europea nel 2012 dall'arabista tedesca Claudia Ott. L'edizione italiana segue quella della Ott con un ulteriore confronto con il testo arabo. Rispetto alle Mille e una notte, il repertorio di storie è in larga parte diverso e la struttura narrativa, per quanto organizzata in una cornice molto simile, è meno legata a un disegno unitario e programmatico. Le storie che si succedono qui sono di genere e contenuto molto vario, sono brevi e compatte, tematicamente accorpate, con un ritmo serrato e una tensione drammatica concentrata. È la forma racconto che si svilupperà anche nelle letterature romanze di poco successive (il Novellino è piú recente di circa mezzo secolo). E le Cento e una notte hanno sicuramente circolato fuori dell'Andalusia e del mondo arabo se alcuni nomi, situazioni ed episodi di questo libro sono finiti addirittura nell'Orlando innamorato del Boiardo e nel Furioso dell'Ariosto.
Come si approda, prendendo le mosse da India e Iran e passando per la Terra dei Boccioli e il Uadi dei Barbari, in Nordafrica e Andalusia? Dov'è che sorprendiamo astute mogli amoreggiare con i loro appassionati amanti, imbattendoci un attimo dopo in draghi che sputano fuoco e in bellicose amazzoni in lotta con cavalieri ed eroi? Che cos'hanno in comune i mercanti di Qayrawan e i cannibali dell'Isola della Canfora? E chi è a descriverci - secoli prima di Leonardo da Vinci - un velivolo di legno dotato di vite per l'ascesa e la discesa e i rilevatori di movimento senza dubbio piú antichi della storia della letteratura mondiale? La raccolta di racconti araba delle Cento e una notte, di epoca medievale, riunisce generi, protagonisti e scenari diversissimi tra loro in una suggestiva e variopinta composizione di temi e soggetti. Ogni singola storia, già avvincente di per sé, costituisce insieme alle altre un patrimonio narrativo di inestimabile valore, sia tenuto conto dei suoi luoghi e canali di trasmissione, che ricomprendono quasi l'intero mondo al tempo conosciuto, sia per la sua immediatezza e freschezza poetica, conservatasi fino al giorno d'oggi.

domenica 14 maggio 2017

L'illuminismo perduto

L'illuminismo perduto
L'età d'oro dell'Asia centrale dalla conquista araba a Tamerlano
di S. Frederick Starr
Traduzione di Luigi Giacone
pp. 676, € 36,00
Einaudi, 2017
ISBN: 9788806232221

In questo ampio saggio riccamente illustrato, S. Frederick Starr racconta la storia affascinante e in gran parte sconosciuta dell'illuminismo medievale nella Grande Asia centrale. La vita movimentata in popolose città organizzate e le sorprendenti creazioni di molte importanti personalità nei piú svariati campi del sapere vengono collocate dall'autore all'interno di un vivace affresco storico del periodo. Poiché molti scienziati e intellettuali scrissero per lo piú in arabo, a lungo sono stati definiti «arabi». In realtà, appartenevano a popolazioni persiane e turche che vivevano nella vasta regione che oggi si estende dal Kazakistan all'Afghanistan e dall'area piú orientale dell'Iran fino allo Xinjiang, in Cina. Fu infatti nell'Asia centrale che tra il 750 e il 1150 si diede un nome all'algebra, si calcolò il diametro della Terra con una precisione senza precedenti, si scrissero alcune delle piú belle poesie del mondo e libri che sarebbero serviti a definire la medicina europea. Con i soli strumenti della logica, basandosi sui dati dell'osservazione diretta, il persiano Biruni dedusse persino che dovevano esistere altre terre oltre a quelle conosciute, scoprendo in un certo senso l'America cinque secoli prima di Colombo. Raramente nella storia vi fu una simile concentrazione spaziale e temporale di saperi. Non c'è da stupirsi che ciò abbia influenzato la cultura europea dai tempi di Tommaso d'Aquino fino alla Rivoluzione scientifica, e abbia avuto un medesimo, profondo impatto in India e in gran parte dell'Asia. Questa storia culturale e intellettuale dell'Asia centrale inquadra nascita, sviluppo e declino di un periodo cruciale nella storia dell'umanità.
S. Frederick Starr è presidente e fondatore del Central Asia-Caucasus Institute & Silk Road Studies Program, un centro di ricerca e studi politici associato con la School of Advanced International Studies (SAIS) della Johns Hopkins University e l'Institute for Security & Development Policy di Stoccolma. È stato inoltre presidente dell'Oberlin College e dell'Aspen Institute; ha iniziato la sua carriera di archeologo con una campagna di scavi a Gordio, in Turchia, e lavorando alla mappatura della Via Reale di Persia. Tra i suoi libri ricordiamo Decentralization and Self-Government in Russia, 1830-1870 (Princeton University Press, 1972), Melnikov. Solo Architect in a Mass Society (Princeton University Press, 1978), Red and Hot. The Fate of Jazz in the Soviet Union 1917-1980 (Oxford University Press, 1983) e il volume, curato con Svante E. Cornell, The Guns of August 2008: Russia's War in Georgia (M.E. Sharpe, 2009). Per Einaudi ha pubblicato, nel 2017, L'illuminismo perduto, tra i vincitori del Prose Award 2013 della Association of American Publishers nella sezione European and World History e, nel 2014, inserito da «Choice» fra gli Outstanding Academic Titles. 

sabato 22 aprile 2017

Il mare dei califfi

Il mare dei califfi
Storia del Mediterraneo musulmano (secoli VII-XII)
di Christophe Picard
pp. 338, € 36,00
Carocci, 2017
ISBN: 9788843081851

Fernand Braudel ha riconosciuto in quella islamica una delle grandi civiltà mediterranee, ma le ha attribuito un ruolo decisamente di secondo piano per ciò che concerne lo sviluppo marittimo ed economico medievale. Tutte le successive storie del Mediterraneo hanno quindi assegnato un posto subalterno ai marinai dell’Islam, generalmente considerati alla stregua di pirati. Il libro di Christophe Picard propone invece una visione radicalmente diversa. La prolifica produzione cronachistica degli Arabi e la documentazione archeologica portata alla luce negli ultimi anni, infatti, hanno permesso di rivalutare l’importanza dei musulmani nella storia medievale del Mediterraneo. Scopriamo così che califfi e giurisperiti non ignoravano lo spazio mediterraneo e che marinai, guerrieri e mercanti non cessarono di solcarlo, mentre veniva contemporaneamente descritto da geografi, cartografi ed enciclopedisti. Esso fu oggetto di un continuo interesse anche e soprattutto come terreno d’elezione del jihad dei califfi.
Christophe Picard Insegna all’Università Paris-1  Panthéon-Sorbonne.

venerdì 24 marzo 2017

Gli Almohadi. (1120-1269) Un movimento rivoluzionario islamico medievale

Gli Almohadi 1120-1269. Un movimento rivoluzionario islamico medievale
di Piero Zattoni
pp. 294, € 27,00
Il Mulino, 2017
ISBN: 978-8815268013
 
L'impero Almohade, il cui territorio si estendeva a tutto il Maghreb, da Tripoli all'Atlantico, e all'ampia parte ancora musulmana della Spagna, fu nel periodo del suo apogeo il regno più vasto nell'area del Mediterraneo occidentale. I suoi rapporti con l'Europa latina furono intensi e complessi: essenzialmente conflittuali quelli con i regni cristiani della penisola iberica, dove per alcuni decenni gli almohadi furono in grado di arrestare - e anzi, in certa misura di far retrocedere - il processo di Reconquista; prevalentemente pacifici, invece, quelli col regno di Sicilia e con le repubbliche marinare italiane. Proprio sotto gli Almohadi il commercio nel Maghreb delle repubbliche marinare conobbe un rapido sviluppo e i mercanti italiani divennero di casa nei principali porti della regione. Fu anche un periodo di intensi scambi culturali, durante il quale, grazie a traduzioni dall'arabo realizzate soprattutto in Spagna, l'Europa assorbì avidamente gran parte della cultura filosofica e scientifica musulmana. Caratterizzata da un'ascesa trionfante, seguita da un brillante apogeo e da un rapido declino, nonostante la sua relativa brevità la parabola dell'impero Almohade riveste quindi un grande interesse storico, oltre a rappresentare un esempio quasi paradigmatico, ben documentato da fonti interne, di un fenomeno che si può considerare tipico del mondo islamico: la trasformazione di un movimento in origine esclusivamente religioso in un organismo politico-militare aggressivo e conquistatore.

giovedì 17 novembre 2016

Lo scudo di Cristo

Lo scudo di Cristo
Le guerre dell'Impero romano d'Oriente
di Gastone Breccia
pp. 426, € 25,00
Laterza, 2016
ISBN: 9788858125830

Le possenti mura di Costantinopoli hanno arginato per secoli le ondate di nemici che insidiavano l’Europa cristiana. Le armate dell’impero romano d’Oriente si erano trasformate nello scudo di Cristo: questa è la storia della loro lunga lotta, fino alla vittoria.
L’impero romano d’Oriente visse suo malgrado per oltre mille anni in uno stato di guerra continua. La sua capitale Costantinopoli, la splendida ‘regina delle città’, non smise mai di attirare conquistatori avidi di preda dai quattro angoli del mondo: Goti, Unni, Slavi, Avari, Persiani, Arabi, Bulgari…
L’impero, spesso sull’orlo della disfatta, riuscì sempre a trovare la forza necessaria per rialzarsi dopo le sconfitte. Aveva ereditato da Roma antica uno dei più potenti eserciti della storia: attraverso molti cambiamenti organizzativi, strategici e tattici, fu comunque in grado di mettere in campo armate capaci di respingere le continue invasioni. Il libro ripercorre i primi turbinosi secoli di questa storia, dalla disfatta di Adrianopoli del 378, che costrinse Teodosio I a riformare l’intero sistema difensivo imperiale, fino alle vittorie sugli Arabi e sui Bulgari, che nel IX secolo restituirono alla Nuova Roma uno spazio di dominio nei Balcani e in tutto il Mediterraneo orientale. Vengono analizzate sia la strategia dell’impero che le tattiche di combattimento, spesso all’avanguardia, delle sue armate, nonché la loro organizzazione, legata ad aspetti cruciali della vita sociale ed economica dello Stato.
Al riparo dello scudo bizantino ebbe modo di prosperare e svilupparsi l’Europa latina: che però non riconobbe mai ai fratelli d’oriente il merito di aver difeso con il proprio sangue la pace di tutta la Cristianità.
Gastone Breccia è ricercatore di Civiltà bizantina presso l’Università degli Studi di Pavia. Negli ultimi anni si è dedicato alla ricerca in campo storico-militare anche al di fuori dell’ambito della bizantinistica. Esperto di teoria militare, di guerriglia e controguerriglia, ha condotto ricerche sul campo in Afghanistan (2011) e Kurdistan (Iraq e Siria, 2015). È membro del direttivo della Società Italiana di Storia Militare (SISM) e collaboratore fisso della rivista “Focus Wars”. Tra le sue più recenti pubblicazioni:I figli di Marte. L’arte della guerra a Roma antica (Mondadori 2012); L’arte della guerriglia (Il Mulino 2013); La tomba degli imperi (Mondadori 2013); Le guerre afgane (Il Mulino 2014); Nei secoli fedele. Le battaglie dei Carabinieri 1814-2014 (Mondadori 2014); 1915. L’Italia va in trincea (Il Mulino 2015); Guerra all’Isis. Diario dal fronte curdo (Il Mulino 2016).

mercoledì 26 ottobre 2016

Al-Manṣūrī fī ’ṭ-ṭibb - Liber medicinalis Almansoris

Al-Manṣūrī fī ’ṭ-ṭibb - Liber medicinalis Almansoris
di Abū Bakr Muḥammad ibn Zakariyā ar-Rāzī
A cura di Mahmoud Salem Elsheikh 
Edizione critica del volgarizzamento Laurenziano (Plut.LXXIII. Ms.43) confrontato con la tradizione manoscritta araba e latina
pp. 1152, €
Aracne editrice, 2016
ISBN: 978-88-548-8935-4

Se l’andaluso az-Zahrāwī, il famoso Albucasis, è considerato il principe dei chirurghi, il persiano Rāzī (865-925) è senza dubbio il principe dei medici. Con Rāzī, che visse a Baġdād e scrisse in arabo, la medicina araba supera la fase dell’eredità classica e passa a quella autoctona originale, con un sistema di contenuti e di ragionamenti tutto proprio. Il suo libro più famoso è certamente Al-Manṣūrī fī ’ṭ-ṭibb, noto come Liber medicinalis Almansoris. M.S. Elsheikh presenta la versione fiorentina di Al-Manṣūrī, tratta da un manoscritto laurenziano, confrontandola con i manoscritti arabi e latini, arricchendola di un amplissimo glossario, dove si assiste, per così dire, alla nascita del lessico italiano della medicina.
Mahmoud Salem Elsheikh, egiziano d’origine ma fiorentino di adozione, allievo di G. Contini, ha indagato le fasi antiche della storia linguistica romanza, curando fra l’altro il Canzoniere di Nicolò de’ Rossi, Leggenda di San Torpè, Il Laudario dei Battuti di Modena; Statuto di Chiarentana, Statuto di Perugia del 1342, Il Costituto del Comune di Siena del 1309-10; La Chirurgia di Albucasis, le Ricette di Maestro Piero da Brescia, Dei Bagni della Porretta di Ugolino da Pisa, Medicina e farmacologia nei manoscritti della biblioteca Riccardiana di Firenze, e La Medicina araba. L’Arte medica nei Califfati d’Oriente e d’Occidente.

giovedì 14 luglio 2016

Algebra

Algebra
Origini e sviluppi tra mondo arabo e mondo latino
di Laura Catastini, Franco Ghione, Roshdi Rashed
pp. 224, € 21,00
Carocci, 2016
ISBN: 9788843081905 
 
Il Kita-b al-jabr wa al-muqa-bala, scritto dal matematico arabo al-Khwa-rizm?tra l’813 e l’833 a Baghdad, segna l’atto di nascita dell’algebra come disciplina a sé, con i suoi specifici oggetti, le sue metodologie e le sue applicazioni. Il libro aprì la strada a un nuovo dominio di ricerca, l’algebra appunto, che pur diventato il linguaggio di tutta la scienza è ancora oggi conosciuto solo in parte. Il volume presenta la prima traduzione in italiano del testo di al-Khwa-rizm?-, affiancata da una trascrizione nel linguaggio simbolico attuale. Racconta inoltre le prime scoperte, i primi risultati, i primi problemi sviluppati nel mondo arabo e, a partire da Fibonacci nel XIII secolo, in quello latino, nell'intento di restituire al lettore il pathos della ricerca, con le sue speranze e delusioni, i risultati parziali e le soluzioni definitive. Ciò mette in luce, tra le altre cose, la grande vivacità scientifica del mondo arabo medievale, quasi del tutto sconosciuta al grande pubblico italiano.
Laura Catastini svolge attività di ricerca all'Università di Roma “Tor Vergata”. Tra le sue pubblicazioni: Il pensiero allo specchio (La Nuova Italia, 1990).
Franco Ghione è professore ordinario di Geometria all'Università di Roma “Tor Vergata”. È autore di vari saggi, tra cui, con Laura Catastini, Le geometrie della visione (Springer, 2004).
Roshdi Rashed è matematico, filosofo e storico della scienza di fama internazionale. Tra le sue opere in lingua italiana ricordiamo il contributo al terzo volume dell’enciclopedia di Storia della Scienza, edita da Treccani, interamente dedicato alla civiltà islamica.

giovedì 7 gennaio 2016

Dante e la cultura islamica

Dante e la cultura islamica
a cura di Cesare Capone
pp. 96, € 10,00
Jouvence, 2015
ISBN: 978-88-7801-506-7

Dopo quasi un secolo di polemiche, è assodato che Dante arricchì la sua formazione intellettuale e la sua ispirazione grazie anche all’influsso della cultura islamica. Il libro, attraverso le voci di alcuni critici di primo piano (tra i quali spicca il nome della filologa Maria Corti), mostra i diversi aspetti di questo influsso, che nulla toglie alla grandezza dell’autore della Divina Commedia. Turbati dalle attuali follie criminali dei fondamentalisti islamici, tendiamo oggi a dimenticare, o più spesso ignoriamo, i profondi rapporti intercorsi fra la cultura occidentale e la ricchissima cultura arabo-islamica classica.
Cesare Capone è autore di saggi dedicati a vari argomenti culturali fra i quali I protagonisti del XX secolo, Uomini in cenere, Bismantova e la sua Madonna, D’Annunzio e l’estasi del volo, Gli arabi e l’Europa medievale, Napoli nel cuore e della raccolta di poesie Quel rosso sole. Dal 1975 al 2012 è stato caposervizio e inviato di Rizzoli Periodici e collaboratore del “Corriere della Sera”. 

lunedì 9 novembre 2015

Isolario arabo medioevale

Isolario arabo medievale
di Angelo Arioli
pp. 341, € 22,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Adelphi, 2014
ISBN: 9788845930393

Come approdi momentanei di un itinerario inventato – dal Mar di Cina e dall'Oceano Indiano al tenebroso «Mare Abbracciante» in Estremo Occidente – sfilano isole mirabili, piccoli universi dagli ambigui confini, viste, immaginate e raccontate da autori musulmani di varia provenienza (dall'Iraq alla Persia, al Marocco, alla Spagna), mercanti e viaggiatori, ma anche sedentari compilatori di opere geografiche, in un arco di tempo che va dalla metà del IX al XV secolo. Isole che appaiono e scompaiono, isole abitate soltanto da donne, o da esseri che si fanno sentire ma non si fanno mai vedere, l'isola delle scimmie, del leggendario e vendicativo uccello Rukhkh, degli antropofagi, del rubino, dei granchi pietrificati, degli androgini. Infinite varianti di isole fantastiche, che evocano meraviglie: come Finzioni di Borges, o Le città invisibili di Calvino o il Libro dei mostri di Wilcock.
I testi pro­ven­gono dai rac­conti di viag­gia­tori medie­vali, da quelli di un non meglio iden­ti­fi­cato «mer­cante Sulay­man» del nono secolo fino a quelli di Ibn Al-Wardi, vis­suto nel quin­di­ce­simo, e come si può imma­gi­nare sono lungi dal rap­pre­sen­tare una fonte geo­gra­fica pre­cisa e affi­da­bile. Si sa, i mari­nai hanno fama di gran con­ta­frot­tole, pro­pensi a ingi­gan­tire ogni peri­colo affron­tato e a inven­tare det­ta­gli pit­to­re­schi per ogni loro avven­tura, dun­que il libro va letto più come un esem­pio di let­te­ra­tura fia­be­sca che come un docu­mento scien­ti­fico.
Angelo Arioli (Nettuno 1947), è professore ordinario di Lingua e Letteratura Araba presso la Facoltà FILESUSO, Sapienza Università di Roma e prima ancora, nel medesimo ateneo, presso la Facoltà di Studi Orientali di cui è stato fondatore, nonché membro sin dalla sua fondazione del Dipartimento di Studi Orientali, ora divenuto Dipartimento “Istituto Italiano di Studi Orientali – ISO”.

mercoledì 18 marzo 2015

Incursioni Islamiche in Italia meridionale dagli Omayyadi agli Ottomani

Incursioni Islamiche in Italia meridionale dagli Omayyadi agli Ottomani
di Vincenzo La Salandra
pp. 554, € 30,00
Ginevra Bentivoglio Editoria, 2014

Basandosi su fonti cristiane e musulmane, il presente volume affronta il tema delle incursioni islamiche in Italia tra IX e XI secolo, evento di grande rilevanza per tutta la storia dell’Europa mediterranea. Il moto delle incursioni si riflette infatti in vari sincretismi culturali tra Oriente e Occidente e tra Islam e Cristianesimo. Senza una vera comprensione del mondo islamico e delle differenze esistenti al suo interno si rischia quindi di non comprendere il senso di una commistione tra popoli che costituisce il futuro dell’umanità... Un futuro che si auspica essere all’insegna della comprensione e del dialogo, nel contesto di una crescita reciproca al riparo dal traviante concetto di scontro tra civiltà.
Vincenzo La Salandra, classe 1977, è un orientalista, arabista, docente di lingua inglese ed esperto di storia del Mezzogiorno. Con la GBE ha pubblicato le raccolte poetiche Florilegio Afgano (2009) e Diorama sumero-accadico (2011) e il saggio Alexander Islamicus. L'immagine di Alessandro Magno nelle fonti arabo-islamiche medievali (2012).

giovedì 19 febbraio 2015

Poesia e cultura araba nella Sicilia medievale

Poesia e cultura araba nella Sicilia medievale
di Pietro Cutrupi
pp. 176, € 15,00
Città del Sole, 2014
ISBN: 978-88-7351-693-4

Un gran patrimonio di immagini raffinatezza e perfezione formale sono le caratteristiche della poesia araba. Di questa grande letteratura tratta il nostro autore, ricalcando le tematiche più frequenti della nostalgia per la terra lontana, rimpianto per la giovinezza trascorsa, gli accenti, sullo stile dell’elegia greca, contro i Normanni invasori, la tristezza per un’amara condizione di esilio. Un motivo molto presente nella poesia arabo-siciliana è il tema amoroso o erotico che ha i suoi stereotipi: la donna dai denti candidi come perle e le labbra rosse come corallo, viso splendente come la luna o il sole, corpo flessuoso come tenero salice, capelli neri come la notte. Il suo amore serve a guarire il poeta malato di passione, ma ella, crudele, si nega e si compiace di straziare il cuore dell’innamorato col rifiuto. Non mancano i lamenti per la separazione, i battibecchi fra amanti, le insonnie per causa d’amore. Sono numerosi gli oggetti che servono da pretesto all’arte raffinata della poesia: fiori, frutti, mare, luna, stelle, animali, spade, candele, vino. Un viaggio attraverso una Sicilia medievale ricca di cultura e poesia.
Pietro Cutrupi dopo la Laurea in Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria, ha conseguito la laurea in Scienze delle Lingue, Storia e Culture del Mediterraneo e dei Paesi Islamici presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, discutendo una tesi sui poeti arabi siciliani in epoca Kalbita con il massimo dei voti. Ha frequentato numerosi corsi di formazione e di perfezionamento di Lingua e Cultura arabo-islamica in Siria, Egitto, Yemen, Giordania, Tunisia, Marocco e Oman, cui si aggiungono analoghe esperienze in Palestina, Libano, Turchia, Iran ed Emirati Arabi Uniti. Nel 2008 ha conseguito la certificazione S.L.E.E. per la Lingua Araba (Scuola Lingue Estere dell’Esercito). Ha partecipato numerosi convegni e seminari con tematiche inerenti la cultura arabo-islamica e la geopolitica dell’area MENA (Middle East and North Africa). Docente a contratto di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università degli Studi di Messina e l’Università per Stranieri “D.Alighieri” (Reggio C.) e di Lingua Araba e Mediazione Linguistica Scritta presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici (Reggio C.), fa parte del Gruppo di Ricerca “Geopolitica, Sicurezza e Intelligence nell’Area del Mediterraneo” presso il Centro di Ricerca MEDAlics e del Centro Traduzioni Italiano-Arabo presso l’Università di Gafsa (Tunisia).

martedì 25 novembre 2014

Storia della filosofia occidentale / 2 Medioevo e Rinascimento

Storia della filosofia occidentale / 2
Medioevo e Rinascimento
a cura di Giuseppe Cambiano, Luca Fonnesu, Massimo Mori
pp. 432, € 26,00
Il Mulino, 2014
ISBN: 978-88-15-25256-2

Da Boezio a Francesco Bacone: undici secoli di storia della filosofia, caratterizzati dal perdurare dell’interesse teologico, dall’innesto delle tradizioni araba, ebraica e bizantina nel pensiero occidentale, dal ritorno ad Aristotele, dal fiorire dell’Umanesimo e dalla Riforma luterana. Tra le figure maggiori: Anselmo, Bonaventura, Tommaso, Guglielmo di Ockham, Giordano Bruno e Campanella.
Giuseppe Cambiano ha insegnato Storia della filosofia antica nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Con il Mulino ha pubblicato «Perché leggere i classici» (2011) e «I filosofi in Grecia e a Roma» (2013). Luca Fonnesu insegna Filosofia morale nell’Università di Pavia. Con il Mulino ha pubblicato fra l’altro «Per una moralità concreta. Studi sulla filosofia classica tedesca» (2010).
Massimo Mori insegna Storia della filosofia nell’Università di Torino. Con il Mulino ha pubblicato fra l’altro «La pace e la ragione. Kant e le relazioni internazionali: diritto, politica, storia» (2008).