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sabato 21 settembre 2024

L’arte della scoperta

L’arte della scoperta
Scavare nel passato nell’Europa del Rinascimento
di Maren Elisabeth Schwab, Anthony Grafton
pp. 280; € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829022106

Agli albori del XV secolo, in un’abbazia benedettina di Padova, fu rinvenuta una teca contenente i resti mortali dello storico romano Tito Livio. La scoperta fu accolta con lo stesso entusiasmo riservato alle reliquie di un santo cristiano e servì a stabilire una serie di modelli e pratiche rivelatisi durevoli. Il volume racconta le storie degli antiquari rinascimentali, i quali trasformarono i resti materiali del mondo antico in fonte d’ispirazione per studiosi e artisti, esempi per le decorazioni di palazzi e chiese, oggetti di culto e luoghi di pellegrinaggio. Gli autori accompagnano il lettore all’interno di scantinati, caverne e cisterne, spiegando come venivano intrapresi gli scavi e facendo luce sui metodi che gli antiquari – nonché gli alchimisti e gli artigiani da loro consultati – utilizzavano per interpretare le loro scoperte. Ne emerge non tanto una storia delle origini dell’archeologia moderna o della storia dell’arte, quanto un resoconto del modo in cui le abilità artigianali e le competenze tecniche dell’Età moderna furono utilizzate per creare nuove conoscenze sul passato e ispirare nuove forme di arte, erudizione e devozione nel presente.
Maren Elisabeth Schwab Insegna Latino postclassico e Storia della conoscenza all’Università di Kiel.
Anthony Grafton ricopre la cattedra Henry Putnam di Storia alla Princeton University.

mercoledì 30 agosto 2023

Padova segreta di Giotto

Padova segreta di Giotto
Dai misteri della Cappella degli Scrovegni al racconto dell’età dell’oro padovana
di Matteo Strukul, Silvia Giorgi
pp. 256, € 14,90
Newton Compton, 2023
ISBN: 9788822771896
 
“Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura” scriveva Dante nel suo Purgatorio. Il Sommo Poeta ne era consapevole. A Padova, agli inizi del Trecento, era successo qualcosa di rivoluzionario: il celebre artista toscano, Giotto di Bondone, aveva riscritto per sempre le regole della pittura. È l’inizio dell’Arte moderna.

Matteo Strukul e Silvia Gorgi, due padovani DOC, sono le guide d’eccezione che conducono il lettore alla scoperta di quella fucina di meraviglie che fu la Padova del Trecento. Unendo il rigore storico della divulgazione al piglio appassionante dei migliori romanzi, gli autori narrano la storia dei personaggi e dei luoghi più celebri di quella incredibile stagione artistica. Dal lavoro di Giotto nella Cappella degli Scrovegni alle grandi commissioni della famiglia da Carrara, dagli intrighi politici ai soggiorni di Petrarca e, successivamente, di Donatello: un racconto corale e maestoso, che restituisce al meglio la grandezza della Padova prerinascimentale e ne sottolinea il fascino ancora oggi intatto. La magia di una città che, per la seconda volta, con i cicli d’affreschi trecenteschi – la cosiddetta Padova Urbs Picta – diviene patrimonio UNESCO, entrando nuovamente nella World Heritage List dal luglio 2021. Un affascinante affresco narrativo, che riflette il Medioevo padovano e veneto nello specchio del mecenatismo, raccontando il sogno e la visione anticipatori del Rinascimento.
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. È laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Diritto europeo e membro della Historical Novel Society. Le sue opere sono in corso di pubblicazione in quaranta Paesi e opzionate per il cinema. Per la Newton Compton ha esordito con la saga sui Medici, che comprende Una dinastia al potere (vincitore del Premio Bancarella 2017), Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia. Successivamente ha pubblicato Inquisizione Michelangelo, Le sette dinastie, La corona del potere, Dante enigma, Il cimitero di Venezia, Il ponte dei delitti di Venezia e Tre insoliti delitti. Per saperne di più su di lui: matteostrukul.com.
Silvia Giorgi, padovana DOC, è scrittrice e sceneggiatrice. Scrive di cinema, arte e nuove tendenze per il gruppo Gedi (L’Espresso) e per Sugarpulp Magazine, anche come inviata ai festival cinematografici internazionali (Venezia, Cannes, Berlino, Transilvania). Suoi servizi di viaggio sono stati pubblicati da «Elle Italia» e «il Venerdì di Repubblica». Speaker radiofonica, ha fondato Nordest Boulevard, società di pre-produzione cinematografica, di cui è amministratrice unica. Ha firmato la sceneggiatura di Giotto e il sogno del Rinascimento, documentario sulla Padova Urbs Picta. Ha curato mostre d’arte in Veneto e a Berlino, ed è responsabile contenuti di vari festival culturali. Dal 2010 vive fra Padova e Berlino. Con la Newton Compton ha pubblicato Forse non tutti sanno che a Padova..., Storie segrete della storia di Padova, I luoghi e i racconti più strani di Padova, Le incredibili curiosità di Padova, Padova che nessuno conosce, Luoghi fantastici di Padova e dove trovarli e Padova segreta di Giotto.

giovedì 24 novembre 2022

Gli ebrei a Padova dal Medioevo ai giorni nostri

Gli ebrei a Padova dal Medioevo ai giorni nostri
A cura di: Pier Cesare Ioly Zorattini, Adolfo Locci, Stefano Zaggia
pp. 306, € 30,00
Giuntina, 2022
ISBN: 9788880579663
 
Gli ebrei a Padova dal Medioevo ai giorni nostri. Il valore di una presenza
raccoglie una serie di saggi che raccontano e approfondiscono il rapporto, antico e prezioso, tra la città veneta e il mondo ebraico. La pubblicazione è stata coordinata da un Comitato scientifico composto dal dott. Gadi Luzzato Voghera, direttore del CDEC di Milano, dal dott. Adolfo Locci, rabbino capo della Comunità ebraica di Padova, dalla prof. Maddalena Del Bianco Cotrozzi, ordinaria di Storia dell’ebraismo nell’Università di Udine, e dal prof. Pier Cesare Ioly Zorattini, già ordinario di Storia delle Religioni nell’Università di Udine. Il testo presenta contributi di: Mariuccia Bevilacqua Krasner, Alessia Fontanella e Mauro Perani, Daniele Nissim, Antonio Spagnuolo, Pia Settimi, Ariel Viterbo, Rebecca Locci, Stefano Zaggia, Natascia Danieli, Adolfo Locci, Riccardo Di Segni, Maddalena Del Bianco Cotrozzi, Pietro Ioly Zorattini, Martina Massaro, Pier Cesare Ioly Zorattini, Giuliano Tamani, Giulia Simone, Mariarosa Davi, Gadi Luzzatto Voghera.
Pier Cesare Ioly Zorattini si è laureato in Filosofia a Padova dove ha iniziato la sua carriera accademica, proseguita a Bologna, Ferrara, Trieste, Udine. Nell’Ateneo friulano Zorattini ha insegnato a partire dal 1978, diventando promotore e direttore del primo Dipartimento di Scienze Storiche e Documentarie e titolare della prima cattedra di Storia dell’ebraismo. La sua ricerca si è incentrata sulla storia del Cristianesimo e sugli aspetti meno noti dell’ebraismo in Italia. Ha pubblicato tutti i procedimenti del S. Uffizio di Venezia contro Ebrei e Giudaizzanti dal Cinque al Settecento nella collana «Storia dell’Ebraismo in Italia», da lui diretta (14 volumi, dal 1980 al 1999, Olschki). In oltre quarant’anni di ricerca Ioly Zorattini si è occupato di tutte le componenti del giudaismo – askenazita, sefardita e italiana – in oltre novanta pubblicazioni.
Rav Adolfo Aharon Locci, nasce a Roma il 29.8.1967. Consegue prima il diploma di “Maskil” e poi la “Semikhà” con il titolo di “Chachàm” al Collegio Rabbinici Italiano di Roma nel 2002. Ha conseguito un attestato di studi (Niddà e Issùr ve-Hetter) presso il Kollel della “Yeshìvat ha- Kotel” di Gerusalemme. Dal 2002 è docente di Storia dell’Ebraismo, in collaborazione con il Prof. G. B. Lanfranchi, presso il dipartimento di Storia dell’Università di Padova. Dal 2007 è docente in Cultura Ebraica presso la Fondazione dell’Università di Mantova ed è Rabbino di riferimento della Comunità Ebraica di Mantova.
Stefano Zaggia è Professore Ordinario in Storia dell'Architettura (settore ICAR/18) presso il Dipartimento ICEA dell'Università degli Studi di Padova.

venerdì 9 settembre 2022

Tra Oriente e Occidente

Tra Oriente e Occidente
Dotti bizantini e studenti greci nel Rinascimento padovano
a cura di Niccolò Zorzi, Ciro Giacomelli
pp. 232, € 40,00 (Scarica formato PDF:  Download gratuito)
Padova University Press, 2022
ISBN: 9788869383083
 
L'incontro tra Oriente e Occidente nell'età dell'umanesimo segna l'inizio di una delle stagioni più feconde della cultura europea. Gli umanisti occidentali si accostano per la prima volta a molti testi greci - letterari, filosofici, medici, scientifici - grazie alla mediazione dei dotti bizantini che nel corso del Quattrocento lasciarono Bisanzio e la sua capitale, Costantinopoli, per divenire maestri e professori, copisti, stampatori in molte città della penisola italiana. Questo fruttuoso scambio culturale ebbe uno dei suoi momenti di più alta realizzazione proprio fra Padova e Venezia, dove la vivace comunità greca accoglieva anche studenti venuti dal Levante a frequentare i corsi dello Studio. Testimoni privilegiati di questa vicenda sono i libri: manoscritti, incunaboli e cinquecentine, qui raccolti per la prima volta dalle collezioni padovane.
Niccolò Zorzi è professore associato di Civiltà bizantina all'Università di Padova, dove insegna Paleografia greca e Storia bizantina. 

sabato 26 febbraio 2022

Oltre i confini del dogado

Oltre i confini del dogado
L’espansione patrimoniale degli enti ecclesiastici veneziani nel Padovano (secoli IX-XIV)
di Marco Bolzonella
pp. 280, € 34,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9788833139746
 
Già a partire dal IX secolo gli enti ecclesiastici veneziani – come del resto le famiglie patrizie, legate ad essi da complessi rapporti – acquisirono beni fondiari in terraferma: il Padovano iniziò, quindi, a configurarsi come un’area di vitale importanza per la produzione e il rifornimento (attraverso il Brenta e altre vie d’acqua) di derrate agricole per la città lagunare. Fu in particolare nei secoli XII-XIV (quelli della crescita e della crisi, per Venezia come per Padova) che il fenomeno prese consistenza; ed è allora, soprattutto, che fu prodotta una documentazione molto ricca e varia. Monaci, monache, badesse, amministratori veneziani instaurarono relazioni strette, e dai mille risvolti, con la società rurale del territorio padovano (da Monselice a Bagnoli, da Piove di Sacco a Vigodarzere, da Teolo a Vigonza) ma anche con la città, ove acquisirono case e magazzini, e il suo ceto dirigente. La formazione e la secolare presenza di questo ‘contado invisibile’ di Venezia, già illustrate da molti studi, costituisce uno sfondo cruciale sul quale si imposta sino al Trecento il controverso, molto spesso apertamente conflittuale, rapporto di coesistenza tra Venezia e Padova conclusosi con la guerra di conquista del 1405 e l’inclusione della città antoniana nello stato da Terra.
Marco Bolzonella ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia presso l’Università degli Studi di Padova. Ha svolto attività di ricerca principalmente negli Atenei di Padova e Verona. Ha pubblicato numerosi saggi scientifici e di alta divulgazione sulla storia economica, religiosa, sociale e politica delle Venezie medioevali. È Presidente della Societas Veneta per la storia religiosa, socio corrispondente interno della Deputazione di storia patria per le Venezie e Cultore della materia in Storia Medioevale presso l’Università degli Studi di Padova.

martedì 22 settembre 2020

L’Umanesimo di Sicco Polenton. Padova, la Catinia, i Santi, gli Antichi

L’Umanesimo di Sicco Polenton. Padova, la Catinia, i Santi, gli Antichi
Atti delle Giornate internazionali di studio: Sicco Rizzi Polenton 1375/76-1446/47 (Padova, 17-18 maggio 2019)
a cura di Giovanna Baldissin Molli, Franco Benucci, Rino Modonutti
pp. 494, € 60,00
Centro Studi Antoniani, 2020
ISBN: 978-88-95908-16-8

Il volume ospita le relazioni presentate alle giornate di studio internazionali su Sicco Polenton, organizzate il 17-18 maggio 2019 dal Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell'antichità dell'Università di Padova e dal Comune di Anguillara Veneta nel VI centenario della fabula Catinia: l'opera, composta nel 1419 per ricreare il nobile Iacopino Badoer da Peraga e ambientata ad Anguillara, fu subito assai discussa e garantì nei secoli la notorietà del suo autore, che ebbe un ruolo nodale nella rinascita del teatro in età umanistica. Esso offre un aggiornamento di studi e riflessione critica ad ampio raggio sulla figura dell'umanista padovano: dalla biografia al ruolo sociale, culturale e istituzionale nella Padova del tempo, alla produzione letteraria. I saggi sono organizzati in 3 sezioni: la prima considera il profilo biografico, socio-politico e intellettuale di Sicco e della sua famiglia, con speciale attenzione alla sua attività scrittoria e di produzione libraria, per chiudersi con uno sguardo alle sue opere agiografiche, che ne evidenziano il complesso, ricco e articolato legame con la realtà padovana del tempo; la seconda riguarda il cuore della sua vivacissima attività letteraria, quelle opere che ne mostrano il vitale dialogo con la tradizione letteraria antica, con gli scriptores illustres di Roma e in particolare con Cicerone (è anche edita una lettera finora ignota, di grande interesse sulla genesi degli Scriptorum illustrium Latinae linguae libri e indicativa dell'ampia proiezione, perfino europea, dell'influenza culturale di Sicco); la terza è dedicata alla riflessione e alla ricerca sulla Catinia e sul suo volgarizzamento tardoquattrocentesco. Letti nell'insieme e nella loro varietà, gli studi testimoniano la centralità culturale di Sicco Polenton nella Padova e nel Veneto della sua generazione e di quelle subito successive, mostrando le molte sfaccettature di interessi, letture, impegni, relazioni che ne provano la piena adesione ai valori centrali dell'Umanesimo.

martedì 9 luglio 2019

De gestis Italicorum post Henricum VII Cesarem (Libri I-VII)

De gestis Italicorum post Henricum VII Cesarem (Libri I-VII)
di Albertino Mussato
a cura di Rino Modonutti
pp. XLIV-394, € 58,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-912-3

Il De gestis Italicorum post Henricum VII Cesarem di Albertino Mussato (1261-1329) si apre col resoconto delle reazioni alla morte dell’imperatore Enrico VII (24 agosto 1313), raccontata con dovizia di particolari a conclusione del De gestis Henrici VII Cesaris. La scomparsa di colui che era stato il protagonista e, in un certo senso, il motore della sua prima prova storiografica non fece quindi venire meno in Mussato il desiderio di narrare gli eventi più significativi del proprio tempo. Quasi senza staccare la penna dal foglio, Albertino, pur fortemente impegnato nell’azione politica, passò così dalla composizione del primo a quella del secondo e più imponente De gestis, che prosegue in quindici libri fino a registrare alcuni accadimenti del giugno 1321. Qui si offre l’edizione criticamente fondata dei libri I-VII, arricchita da note di contestualizzazione e commento, tappa intermedia di un progetto di edizione integrale dell’opera.
Nei primi sette libri del De gestis Italicorum, Mussato narra le turbolente vicende d’Italia (soprattutto dell’Italia centro-settentrionale) dall’agosto 1313 ai primi mesi del 1316, riservando una posizione privilegiata alla sua Padova, impegnata in un logorante conflitto con Cangrande della Scala, destinato a protrarsi tra alti e bassi fino al 1328. La città di Antenore è tormentata al suo interno da tensioni crescenti, che hanno talvolta esiti cruentissimi, come il tumulto dell’aprile 1314: tra i personaggi che si muovono sulla scena cittadina c’è l’autore stesso, che racconta di sé in terza persona; ci sono anche il vescovo Pagano della Torre, dedicatario e interlocutore privilegiato dell’opera, e soprattutto i nobili signori Da Carrara che, sotto l’intelligente guida di Giacomo il Grande, si preparano a giocare un ruolo sempre più importante e decisivo. Ricco e articolatissimo è pure il resoconto della cruciale battaglia di Montecatini del 1315, la magnifica impresa di un altro grande ghibellino di quegli anni, Uguccione della Faggiuola, descritto con finezza di analisi politica e psicologica nella sua quasi irresistibile ascesa. Uno sguardo attento è anche rivolto alle vicende lombarde, che vedono contrapporsi i Guelfi, alla cui guida ricopre una posizione importante la famiglia del dedicatario Pagano, e Matteo Visconti, che va allargando sempre più la sua area di influenza. Di molti di questi «successus rerum» è attore non secondario Roberto d’Angiò, di cui si descrive anche una non fortunata spedizione contro la Sicilia di Federico d’Aragona.
Come già si verifica nel De gestis Henrici, aperto all’insegna di Tito Livio, anche nel De gestis Italicorum Mussato si rivela debitore della tradizione storiografica antica, soprattutto per quanto riguarda i paradigmi di interpretazione morale delle vicende storiche, che risentono in particolare delle riflessioni sallustiane. Ma la storia di Roma, soprattutto della Roma repubblicana, influenza in maniera significativa pure il discorso sulle istituzioni politiche cittadine contemporanee, sul loro funzionamento, sul loro sviluppo e sul loro declino, mentre nella tessitura della prosa del Padovano riemerge più volte la memoria dei poeti antichi.

mercoledì 30 agosto 2017

Statuti di Padova di età carrarese

Statuti di Padova di età carrarese
a cura di Ornella Pittarello
pp. 874, € 150,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867288540
La pubblicazione di questo volume segna una svolta per quanto riguarda la conoscenza e lo studio della storia di Padova e del suo contesto. Infatti vede finalmente la luce l’edizione del più importante documento tuttora inedito quanto all’intero medio evo padovano: le centinaia di carte che compongono il codice statutario della Biblioteca Civica padovana segnato B.P. 1237, contenente gli statuti della città durante la signoria dei da Carrara. A segnare l’importanza del testo non sono soltanto la sua antichità, l’abbondanza di indicazioni che offre e l’ampio raggio delle materie trattate. C’è anche il carattere specifico e fondamentale proprio di tutte le raccolte statutarie. Gli Statuti, nel ricco complesso delle più o meno rilevanti fonti disponibili per la conoscenza del passato, hanno una posizione di rilievo assoluto. Sono infatti il documento-principe tra quelli che una comunità ha prodotto in tutta la sua storia, l’atto ufficiale con cui la società cittadina del tempo ha cercato di esprimere se stessa al massimo livello possibile, nel modo più compiuto, con il maggiore sforzo di autocoscienza e di autorappresentazione.

giovedì 3 agosto 2017

Mura medievali di Padova

Mura medievali di Padova
a cura di Ugo Fadini
pp. 160, € 15,00
Edibus comunicazione, 2017
ISBN: 8897221491

Padova non conserva soltanto la più estesa cinta muraria rinascimentale che sia giunta quasi per intero fino a noi. Prima di quella ha avuto tre cerchie medievali, erette in successione fra la fine del XII secolo e il XIV, che ne hanno disegnato la forma urbis e l'hanno difesa fino all'assedio del 1509. Quasi scomparse le due più esterne di epoca carrarese, intorno al nucleo più antico della città sopravvivono ampi tratti delle mura comunali duecentesche, ormai assorbiti dall'edilizia privata, coi due punti focali costituiti dalle monumentali e ben note porte Altinate e Molino. Ma altre porte si conservano, in vista eppure invisibili. Questa guida invita e accompagna il visitatore curioso alla scoperta delle tre cerchie e delle altre strutture difensive medievali, ricostruendone le vicende storiche, le caratteristiche e l'aspetto, e ripercorrendone i tracciati, certi, probabili o soltanto ipotetici. Con rigore scientifico, ma in forma piacevole, qua e là misurandosi con persistenti leggende metropolitane e aprendo finestre su aspetti meno noti e luoghi meno frequentati della Padova medievale.