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venerdì 26 aprile 2019

I dogi della Repubblica di Genova dal 1339 al 1797

I dogi della Repubblica di Genova dal 1339 al 1797
di Sergio Buonadonna, Marco Marcenaro
pp. 222, € 13,00
De Ferrari Edizioni, 2019
ISBN: 8864059989

Il volume ripercorre le biografie dei centosettantatré Dogi della Repubblica di Genova che hanno guidato la Superba dal 1339 al 1797. Quattro secoli e mezzo di potere, conflitti, ascese e cadute nelle storie delle grandi famiglie; prima i Fregoso e gli Adorno, poi gli Spinola, i Lomellini, i Grimaldi, i Doria, i Giustiniani, i Durazzo, per finire con i Brignole Sale, i Pallavicino, i Cambiaso. Nel libro rivivono i rapporti della Repubblica di Genova con l'Oriente, la Chiesa genovese, il Papato e le potenze di Spagna, Francia e Austria e rivivono soprattutto la nascita e la affermazione di potentati economici - singole famiglie e gruppi di potere - che costituirono il nerbo portante e il cuore della finanza mondiale nel Cinquecento e nel Seicento.

mercoledì 22 agosto 2018

Enrico Dandolo


Enrico Dandolo
di Maria Carolina Campone
pp. 204, € 15,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Graphe.it Edizioni, 2018
ISBN: 9788893720625

Enrico Dandolo (1107-1205) fu l’artefice del «dirottamento» da Gerusalemme a Bisanzio della quarta crociata (1202-1204) che portò alla definitiva caduta di Costantinopoli. Personaggio controverso e discusso, in età avanzata e con salute malferma giunse a ricoprire la carica di doge veneziano incarnando non solo il ruolo di abile stratega e diplomatico, ma rappresentando, altresì, anche un prototipo di riscatto moderno in una temperie di pieno Medioevo, in cui la caducità del fisico denotava scadimento morale con conseguente emarginazione sociale.
L’attualità di Dandolo, per la contemporaneità odierna, è piuttosto inverata dall’opposizione crescente, nel corso del Medioevo, fra Occidente e Oriente che si esplicita nella diaspora cruenta e vessata da conflitti economici tra Venezia, signora del ponente Mediterraneo, e Bisanzio, egemone centro dello specchio d’acqua del bacino di levante.
La vicenda di Dandolo e la conseguente caduta di Costantinopoli, pertanto, si compenetrano e si esplicitano nel quadro dei secolari rapporti tra Oriente e Occidente; rapporti condizionati da una magnetica e reciproca attrazione, a cui, quasi da contrappasso, si è affiancato un lento e inesorabile processo di separazione e mutua incomprensione.
Maria Carolina Campone, PhD in Storia e Critica dell’Architettura e professore a contratto presso l’Università della Campania «Luigi Vanvitelli», è docente di lingue classiche presso la Scuola Militare «Nunziatella» di Napoli. Membro del Comitato scientifico di autorevoli riviste di classe A (Arte cristiana e Studi sull’Oriente cristiano) e relatrice in diversi Convegni Internazionali di Studi, ha al suo attivo numerose pubblicazioni, fra le quali Dom Paul Bellot architetto ex-centrico (Napoli, 2017), Brigida di Svezia regina di profezia (Milano, 2012), The Church of St. John Stoudion in Constantinople (New York, 2016).

lunedì 20 novembre 2017

Un giorno a Venezia con i dogi

Un giorno a Venezia con i dogi
di Alberto Toso Fei
pp. 320, € 12,00
Newton Compton, 2017
ISBN: 9788822708267

Per oltre mille anni, fino alla fine del Settecento, la Serenissima è stata comandata da un doge, la massima autorità cittadina. La sua residenza era Palazzo Ducale, dal momento della nomina a quello della morte (era l’unica carica dello Stato veneziano che durava tutta la vita), e ancora oggi i tanti visitatori possono ammirare le sale in cui il governo della Repubblica esercitava il potere. Ciò che forse è meno noto sono i luoghi che il doge – spesso accompagnato dalla dogaressa – visitava per celebrazioni o altri doveri istituzionali. In giro per Venezia, le raffigurazioni dei dogi sono generalmente occultate all’interno di altre opere per aggirare il divieto di avere una propria immagine esposta in un luogo pubblico, visto che la Serenissima non ammetteva il culto della personalità. E dove abitavano prima di essere eletti? Facendo parte delle famiglie più facoltose della città, i loro palazzi sono ancora in gran parte visitabili, essendo divenuti uffici pubblici oppure alberghi. Alberto Toso Fei riesce con grande abilità e dovizia di particolari a trasmettere l’atmosfera che si viveva allora a Venezia, una Repubblica che è stata per lungo tempo al centro di grandi trasformazioni economiche e sociali.
Alberto Toso Fei scrive libri sulla storia segreta delle città più belle d’Italia, tra curiosità ed enigmi, aneddotica e leggenda, recuperando il patrimonio della tradizione orale: i più recenti sono I segreti del Canal Grande, Misteri di Venezia, Misteri di Roma. È fondatore e direttore artistico del Festival del Mistero, interamente dedicato agli enigmi del passato e ai luoghi leggendari. Per la Newton Compton ha pubblicato I tesori nascosti di Venezia, La Venezia segreta dei dogi e Forse non tutti sanno che a Venezia... 
Per maggiori informazioni,  www.albertotosofei.it.

lunedì 6 marzo 2017

Il traditore di Venezia

Il traditore di Venezia
Vita di Marino Falier doge
di Giorgio Ravegnani
pp. 168,00, € 18,00
Laterza, 2017
ISBN: 9788858127155

Marino Falier è una delle figure più controverse nella storia dei dogi di Venezia. Nato verso il 1285 da una importante famiglia di antichissima origine, che annoverava già due dogi, percorse una lunga e brillante carriera al servizio della repubblica che lo portò a ricoprire in modo quasi incessante numerose e prestigiose cariche. Nel 1354, ormai settantenne, venne scelto come doge con un ampio consenso del corpo elettorale. Al di là di ogni previsione, tuttavia, il nuovo doge non si limitò a svolgere le funzioni per lo più di rappresentanza che la costituzione veneziana riservava al capo dello stato. Appoggiandosi alle classi popolari, si mise alla testa di una congiura destinata a rovesciare lo stato patrizio che governava la Serenissima. I congiurati vennero però scoperti: i capi della cospirazione furono rapidamente giustiziati e lo stesso doge, da loro indicato come il mandante, fu giudicato e condannato a morte. La sentenza venne eseguita con la decapitazione, che ebbe luogo la sera del 17 aprile del 1355 dopo un processo lampo.
Un caso senza precedenti, una storia avvincente che nei secoli ha ispirato letterati e musicisti – da Lord Byron a Donizetti – e su cui ancora fitto è il mistero.
Giorgio Ravegnani, professore ordinario di Storia medievale, insegna Storia medievale, Storia dell’Italia bizantina e Storia militare del medioevo all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue numerose pubblicazioni: I Bizantini e la guerra. L’età di Giustiniano (Roma 2004); I Bizantini in Italia (Bologna 2004); Bisanzio e Venezia (Bologna 2006); Introduzione alla storia bizantina (Bologna 2006); Imperatori di Bisanzio (Bologna 2008); Soldati e guerre a Bisanzio. Il secolo di Giustiniano (Bologna 2009); Bisanzio e le crociate (Bologna 2011); Gli esarchi d’Italia (Roma 2011); La caduta dell’impero romano (Bologna 2012); Il doge di Venezia (Bologna 2013); La vita quotidiana alla fine del mondo antico (Bologna 2015); Andare per l’Italia bizantina (Bologna 2016); Teodora (Roma 2016).