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martedì 13 giugno 2023

Monumentum, documentum

Monumentum, documentum
L'epigrafia come documentazione medievale
a cura di Leonardo Magionami, María Encarnación Martín López
pp. XII-224, € 42,00
Cisam, 2023
ISBN: 978-88-6809-382-2

Da alcuni anni un gruppo di studiosi di università italiane, come quella di Siena, la Ca’ Foscari di Venezia, il Suor Orsola Benincasa di Napoli e, da università come la Complutense di Madrid e quella di León, si è costituito in maniera quasi spontanea per riflettere su temi legati alla cultura grafica dall’epoca tardo antica a quella medievale con un particolare interesse riguardante ‘testi e contesti’ librari, documentari ed epigrafici. Il volume raccoglie contributi scaturiti dal confronto e dalla riflessione sul rapporto particolare che intercorre tra le fonti epigrafiche e il loro contesto monumentale, come elemento di testimonianza non solo storico-letteraria ma soprattutto documentaria. Tale riflessione si ispira – così come il titolo del volume – al celebre contributo Monumentum Documentum che Jacques Le Goff scrisse nel 1978 in cui l’autore rifletteva sui ‘monumenti’ intesi come supporti, contenitori e veicoli della tradizione della memoria, scelti dalle società come strumento di una narrazione e di un memento storico. La miscellanea è composta da undici saggi, frutto di considerazioni su temi epigrafici, che partendo da casi di studio specifici di epoca medievale, allargano la riflessione verso orizzonti più estesi non soltanto dal punto di vista cronologico quanto piuttosto concettuale riguardante il senso storico del monumento come documento e del documento come monumento. La tradizione testuale, attraverso supporti quali epigrafi, monumenti commemorativi o celebrativi, monete e ‘charte lapidarie’, diventa infatti l’espressione di una particolare scelta rappresentativa di trasmissione della memoria di una collettività o meglio di una società.
Leonardo Magionami insegna Paleografia e Codicologia presso l'Ateneo di Siena dove riveste il ruolo di Presidente del Comitato della Didattica del Corso Magistrale in Storia e Filosofia.
María Encarnación Martín López è professore di Paleografia e Diplomatica all'Università di Leon.

venerdì 6 gennaio 2023

Gemma purpurea

Gemma purpurea
di Guido Faba
Edizione critica a cura di Michele Vescovo
pp. XI-231, € 58,00
Sismel, 2022
ISBN: 978-88-9290-153-7
 
Guido Faba appartiene alla generazione di maestri bolognesi che, nella prima metà del Duecento, imprime all’insegnamento del dictamen una svolta decisiva: non solo ne riformula l’apparato normativo, ma opera anche un’enfatizzazione del suo ruolo sociale. Composta presumibilmente tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, nell’ultima fase del magistero fabiano, la Gemma purpurea si presenta come un agile manuale volto a illustrare, in una logica esemplificativa, le tecniche della scrittura epistolare: dopo il prologo, in cui la conoscenza del dictamen viene emblematicamente rappresentata in termini sapienziali, il testo contiene liste di aggettivi e sostantivi (suddivisi per categorie sociali), liste di verbi e avverbi (distinti in base al significato) e modelli di exordia (organizzati secondo un criterio cetuale o in base alla parola iniziale), oltre a qualche indicazione di carattere generale. Uno degli aspetti più interessanti dell’opera risiede nella presenza, al suo interno, di quindici brevi modelli in volgare: l’apertura al volgare costituisce una novità nel campo dell’ars dictaminis e risulta tanto più significativa in quanto si concretizza in un ambiente culturale come quello bolognese, in cui il latino mantiene ben salda la propria egemonia nell’insegnamento della retorica. Il volume, dopo una presentazione della biografia e degli scritti di Guido Faba, analizza compiutamente l’opera e ne fornisce l’edizione critica.

lunedì 12 agosto 2019

Alle origini dell'Epigrafia volgare

Alle origini dell'Epigrafia volgare
Iscrizioni italiane e romanze fino al 1275
di Livio Petrucci
pp. 216, € 20,00
Pisa University Press, 2019
ISBN:  978-886741-6585 

Il volume propone la prima rassegna su scala romanza delle più antiche epigrafi redatte in volgare e oggi ancora consultabili: un corpus di quarantatré reperti selezionati, con criteri espliciti ed uniformi, tra i cinquantacinque individuati attraverso un’ampia ricerca bibliografica.
Tutti i reperti proposti dalla bibliografia consultata sono uniformemente schedati; dei quarantatré reperti ammessi nel corpus viene fornita una documentazione fotografica a colori, per più di un terzo inedita. L’introduzione comprende: la discussione del posto delle epigrafi tra le prime scritture volgari; la selezione del corpus; uno studio dei reperti selezionati, sotto il profilo tipologico (con particolare riguardo agli epitaffi) e in relazione al significato dell’impiego del volgare.
Livio Petrucci ha insegnato Filologia italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa. Ha studiato: autografi di Boccaccio e Petrarca; testi napoletani, fiorentini e pisani dei primi secoli; la questione delle Origini. S’è occupato della topografia medievale delle sorgenti termali flegree, e ha pubblicato un foglio volante tedesco più volte stampato in occasione dell’eruzione del Monte Nuovo (1538). Attualmente studia testamenti volgari italiani del Due e del Trecento.

martedì 19 febbraio 2019

Il sogno di Desiderio re dei Longobardi

Il sogno di Desiderio re dei Longobardi
di Angelo Baronio
pp. XXII-328, € 40,00
Fondazione Civiltà Bresciana, 2018
ISBN: 9788868091996

Il bel libro di Angelo Baronio riesce a rileggere l’opera di Desiderio, in tutta la sua complessità, nei termini di un lucido e organico progetto politico, riannodandone i molteplici fili per restituire la coerenza di un disegno che sembra aver avuto la forza di un vero e proprio «sogno», di una visione dalla larga prospettiva. Ciò che colpisce di questo lavoro è la capacità dell’autore di vagliare criticamente ogni tipo di fonte utile, letteraria, documentaria, archeologica, iconografica, epigrafica, e di abbracciare e discutere nella l oro totalità sia la bibliografia scientifica moderna sia la tradizione erudita e locale. Claudio Azzara, Università degli Studi, Salerno.
L’indagine condotta da Angelo Baronio non è quella tradizionale tratteggiata dalla storiografia, ma segue sentieri inusuali che permettono di osservare da punti di vista inattesi la biografia desideriana, le scelte di governo del re e le sue strategie culturali. Ciò avviene attraverso un uso audace delle fonti storico-artistiche e archeologiche che, spaziando in modo cronico e diacronico, vengono in soccorso della documentazione scritta. Ne risulta uno spaccato complesso che cerca di spiegare lo sviluppo storico non solo in base alle attestazioni dei vincitori, ma prova a osservare gli accadimenti dalla parte dei longobardi e a immaginare una parabola esistenziale del profilo desideriano più coerente e, forse, più vicina alla storia. L’esito non può dirsi ultimativo, costituisce però una delle opzioni possibili e meglio sostenibile perché meno dissonante di fronte all’incongruità documentaria. Gabriele Archetti, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.
Indice:
- Claudio Azzara, Prefazione
- Gabriele Archetti, Premessa. “Rex pacificus et omne bonitate conspicuus”
- Introduzione

sabato 31 ottobre 2015

Corpus dell'epigrafia medievale di Padova

Corpus dell'epigrafia medievale di Padova
a ura di Franco Benucci
pp. 348, € 39,00
Cierre Edizioni, 2015
ISBN: 8883148193
 
Il catalogo descrive i testi epigrafici di epoca medievale (fra il X e il XV secolo) conservati nei Musei Civici di Padova. Ciascuna delle 75 schede di cui si compone contiene una parte "tecnica", relativa ai dati fisici, conservativi e paleografici, e una parte più "di studio", comprendente la bibliografia relativa alle precedenti edizioni delle epigrafi e varie note di spiegazione e di approfondimento storico. Il volume è arricchito da un indice delle voci epigrafiche e da un CD-ROM contenente la riproduzione ad alta definizione delle epigrafi.
Franco Benucci è ricercatore di Linguistica presso l’Università di Padova - Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità - unisce agli interessi disciplinari quelli relativi all’araldica e alla storia, arte e cultura della città e della regione, con particolare riguardo alle relative testimonianze monumentali, epigrafiche e documentarie.
Già consulente del Settore Edilizia Monumentale del Comune di Padova per i monumenti ‘minori’, è autore di varie pubblicazioni scientifiche e divulgative, relative alla conoscenza, tutela e valorizzazione dei beni storici e monumentali della città.
È membro della Commissione di Toponomastica del Comune di Padova, dell’Ateneo Veneto di Scienze Lettere ed Arti, della Societas Veneta di Storia Religiosa e del Centro per la storia dell’Università di Padova e responsabile del progetto di ricerca interdisciplinare relativo al Corpus dell’epigrafia medievale (CEM) di Padova.