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mercoledì 3 novembre 2021

Storia di Re Ragnarr e Lathgertha

Storia di Re Ragnarr e Lathgertha
Narrata da Sassone Grammatico nelle "Gesta dei re"
pp. 80, € 8,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Jouvence, 2021
ISBN: 9788878018068
 
Secondo il racconto Frö, re di Svezia, invase la Norvegia, ne uccise il sovrano, Synardus, e rinchiuse le donne del suo casato, tra cui Lathgertha, in un bordello per umiliarle pubblicamente. Saputo ciò Ragnarr, nipote di Synardus, giunse in Norvegia con un esercito al seguito per vendicare suo nonno, trovando il sostegno di Lathgertha. Impressionato dalle sue gesta in battaglia, Ragnarr decise di corteggiarla. Lathgertha, pur disdegnando l’offerta di matrimonio, finse di essere interessata: quando Ragnarr si recò da lei per avere la sua mano, dovette fronteggiare un orso e un cane, inviati contro di lui dalla stessa Lathgertha. Trafitto l’uno con la lancia e strangolato l’altro, ottenne così il diritto di sposarla. Principe vichingo famosissimo nella letteratura dell’Europa settentrionale, Ragnarr Lodbrók e la sua prima moglie Lathgertha, sono i protagonisti indiscussi di questa biografia, in cui Sassone Grammatico concilia e consolida le molteplici leggende che li riguardano. La figura semileggendaria di re Ragnarr, che regnò su Svezia e Danimarca nella seconda metà del IX secolo, diventa per l’autore il filo conduttore attraverso cui raccontare le complicate campagne militari dell’eroe e illuminare il tumultuoso periodo a cavallo tra IX e il X secolo.
 
Sassone, chiamato Grammatico per la sua vasta conoscenza della lingua latina, è un personaggio di cui si hanno scarse notizie. Di famiglia nobile, vicino all’arcivescovo Absalon di Lund, probabilmente è morto attorno all’anno 1218. A lui è attribuita l’opera Gesta Danorum – in italiano pubblicato con il titolo Gesta dei re e degli eroi danesi (2019) – , fonte essenziale per la ricostruzione storica della Scandinavia nell’Alto Medio Evo e le vicende dei suoi re ed eroi.

mercoledì 29 settembre 2021

Óláfr Tryggvason

Óláfr Tryggvason
Il re vichingo, Apostolo della Norvegia
di Carla Del Zotto
pp. 196, € 15,00
Graphe Edizioni, 2021
ISBN: 9788893721257 
 
Óláfr Tryggvason è tra le figure preminenti dell’antico regno norvegese. Suo padre Tryggve, un regulus dell’area di Víken, morì assassinato da re Guðrøðr nella lotta per il trono norvegese e Óláfr, esule, costruì la propria fortuna con raid e saccheggi a est e a ovest. Con l’argento ricavato dalle incursioni nelle Isole britanniche finanziò la propria campagna militare per diventare re e nel corso di una delle sue spedizioni corsare si convertì e ricevette il battesimo da un eremita delle isole Scilly.
Nella tradizione nordica re Óláfr, con il suo breve regno dal 995 al 1000, è considerato l’Apostolo della Norvegia: gli viene attribuita la conversione della Norvegia, delle isole Orcadi, Fær Øer, Islanda e Groenlandia. L’evangelizzazione da lui promossa fu peraltro violenta, unita a un espansionismo “cristiano” e a una politica religiosa indipendente dall’arcidiocesi di Amburgo-Brema. Storicamente, il tentativo di eliminare l’influenza danese in Norvegia costrinse Óláfr Tryggvason ad affrontare una coalizione formata dal re danese Sven Barbaforcuta, lo jarl di Lade, Eiríkr, e il re svedese Olof Skötkonung nella battaglia di Svold in cui fu sconfitto.
Per Adamo di Brema, Óláfr Tryggvason si suicidò in mare per la disperazione conseguente all’apostasia e all’inganno dei maghi di cui si fidava ciecamente; secondo le saghe nordiche, invece, scomparve misteriosamente dalla sua nave dopo un grande bagliore nel corso della battaglia in mare. Molti credettero che fosse andato in Russia, altri dissero di averlo visto in un monastero in Terrasanta.
Carla Del Zotto si è laureata all’Università di Roma nel 1976 e ha poi trascorso periodi di ricerca nell’Istituto Arnamagneano di Copenaghen, il Nordisk Institutt dell’Università di Oslo, l’Istituto di Lingue nordiche dell’Università di Uppsala. Dal 1983 insegna Filologia germanica all’Università di Roma La Sapienza. I suoi ambiti di ricerca comprendono la letteratura religiosa e didattico-morale del medioevo germanico; rune e mitologia nordica; Tierepik e Minnesänger; la poesia eddica e le saghe islandesi.
Tra i suoi libri: Edda poetica. Il Carme di Sigrdrifa (Scheiwiller, Milano 2003); Rosvita, la poetessa degli imperatori sassoni (Jaca Book, Milano 2009); La letteratura cristiana in Islanda (Carocci, Roma 2010). Ha, inoltre, curato l’edizione italiana di La volpe Reinhart di Heinrich der Glîchesære (Carocci, Roma 2007).

mercoledì 18 marzo 2020

Il vichingo nero


Il vichingo nero
di Bergsveinn Birgisson
pp. 448, € 20,00
Iperborea, 2019
ISBN: 9788870916119

Tra autobiografia, romanzo e saggio storico Il vichingo nero racconta di uno straordinario personaggio vissuto nel IX secolo d.C.: uomo di mare, cacciatore e viaggiatore, da molti considerato il re dell’Atlantico. Un libro che ha qualcosa da regalare a chiunque abbia l'avventura di leggerlo.
Nella Norvegia del IX secolo, alla corte reale del Rogaland, nasce Geirmund Pelle Scura, destinato a diventare il «vichingo nero», cacciatore, viaggiatore, pioniere, definito «il signore dell’Atlantico» e «il più illustre tra i primi colonizzatori d’Islanda». Figlio del re Hjör e di una donna sami della Siberia, discriminato fin da bambino per i suoi tratti mongoli, Geirmund viene inviato nell’estremo Nord, fra le tribù del mitico Bjarmaland, prima di partire all’esplorazione dei fiordi islandesi. Qui costruisce il suo impero sulla caccia al tricheco, di cui ha imparato ogni segreto dai bjarmi, e sul commercio internazionale dei prodotti derivati che sono alla base dell’economia e dell’arte navale vichinghe – l’olio ricavato dal grasso, le corde realizzate con la pelle e le preziose zanne – grazie alla manodopera di centinaia di schiavi cristiani catturati in Scozia e Irlanda. Perché esistono così poche fonti su di lui e nessuna saga ne ha tramandato le singolari imprese? Lo scrittore e filologo Bergsveinn Birgisson si mette sulle tracce sperdute di questo suo misterioso antenato per ricomporne la storia dimenticata. Una ricerca che spazia tra archeologia, antropologia, genetica, biologia, linguistica, ecologia, dove la scienza richiede il contributo della poesia e dell’immaginazione. Un viaggio nell’epico mondo di Ragnarr e Harald Bellachioma in cui l’autore scosta il velo della leggenda e sfata il mito fondativo dell’Islanda, riportando alla luce l’avventura di «imprenditori» scaltri che si insediarono in questa terra vergine per sfruttarne economicamente le risorse, prima che gli eroi delle saghe vi trovassero una nuova patria e la libertà.
Bergsveinn Birgisson (Reykjavík, 1971) è uno scrittore islandese. Dopo aver conseguito un dottorato in filologia norrena all’Università di Oslo si è dedicato all’insegnamento e alla scrittura. Attualmente risiede a Bergen, in Norvegia, dove continua a scrivere romanzi, poesie e racconti, che hanno vinto prestigiosi premi in patria e all’estero. Tra le sue opere, tradotte in numerose lingue, Risposta a una lettera di Helga (Bompiani, 2017). Il vichingo nero è in corso di pubblicazione in dodici paesi.