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giovedì 30 dicembre 2021

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 29

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 29
di A.A.V.V.
pp. 356, € 60,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833138633
 
Come spesso nel recente passato, anche quest’anno possiamo annunciare il ritrovamento di nuovi frammenti beneventani. Del primo dà conto Laura Albiero: si tratta del bifolio di un breviario, parzialmente provvisto di notazione musicale, pervenuto alla Médiathèque Jacques Chirac di Troyes dall’abbazia cisterciense di Clairvaux. Il secondo è stato da poco scoperto da Silvia Tripodi nell’indorsatura di una cinquecentina della Biblioteca Comunale Fantoniana di Palestrina. Contiamo di ottenerne da lei una descrizione per il prossimo numero di BMB.
 
Un’ampia messe di citazioni deriva quest’anno dal grande volume La Bibbia a Montecassino, appena apparso, a cura di Roberta Casavecchia, Marilena Maniaci, Giulia Orofino e la collaborazione di molti altri studiosi, nella collana Bibliologia di Brepols. Al mondo beneventano sono dedicati anche gli atti del convegno Laus musicae. Arte, scienza e prassi del canto liturgico e devozionale medievale (Benevento, 23-25 maggio 2019), a cura di Luisa Nardini e Paolo Scarnecchia, che forniranno un cospicuo materiale per BMB 30. 
Prosegue quindi la grande tradizione di studi dedicati direttamente o indirettamente alla beneventana, quella «pietrificata scrittura» di cui Emanuele Casamassima deplorava nel 1988 la ricchissima bibliografia a fronte della «poverissima storiografia» relativa alla scrittura corsiva del Regnum Italiae tra IX e XII secolo.

venerdì 18 dicembre 2020

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 28

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 28
di A.A.V.V.
pp. 284, € 60,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833137353
 
Il numero di quest'anno si apre con un articolo di due giovani studiose, Chiara De Angelis e Michela Ventriglia, che danno conto della partecipazione del laboratorio LibeR (Libro e ricerca) all'impresa di Fragmentarium, il portale svizzero che da qualche anno ha assunto la guida degli studi sui frammenti di codici medievali, mettendo inoltre a disposizione la nuova rivista Fragmentology. Si tratta di un ottimo esempio di collaborazione internazionale, al quale non poteva mancare il contributo di quanti per ragioni storiche e geografiche sono o dovrebbero essere naturalmente portati allo studio dei numerosissimi frammenti che costituiscono oggi gli ultimi residui, sparsi per il mondo, di quelli che furono codici in beneventana
.
Fra la cospicua messe di lavori censiti in questo volume sia consentito ricordare il libro di Erik Kwakkel e Francis Newton, Constantine the African and the Oldest Manuscript of His Pantegni, apparentemente dedicato soprattutto al codice 73 J 6 della Biblioteca Reale dell'Aia, un manoscritto in carolina prodotto certamente a Montecassino nell'ultimo quarto del secolo XI, durante l'operoso soggiorno nell'abbazia di Costantino Africano. La culla della beneventana nel suo periodo aureo ospitò quindi una serie di copisti che padroneggiavano la tipologia grafica prevalente nell'Europa del tempo. Il loro lavoro è ricostruito dai due autori con grande acribia e attenzione alle modalità di produzione materiale delle versioni di Costantino, a ennesima dimostrazione che i codici andrebbero sempre studiati in ogni loro aspetto, se si vuole cogliere in pieno il significato dell'operazione intellettuale che ha presieduto alla loro creazione.

venerdì 19 aprile 2019

Homiliaria et Passionaria

Homiliaria et Passionaria
Collezioni liturgiche del Medioevo Latino. Homiliaria Beneventana. I
a cura di Lidia Buono, Eugenia Russo
pp. XXIV-282, € 150,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-911-6
 
Il volume propone l’analisi di una selezione di omeliari in scrittura beneventana (X-XIII secolo), che comprende i manoscritti omiletici della Biblioteca Capitolare di Benevento, un folto gruppo di codici di Montecassino, un manoscritto della Biblioteca Vaticana, quattro manoscritti conservati presso la Biblioteca Vallicelliana di Roma e un codice del Museo diocesano di Salerno. La descrizione accurata del profilo di queste grandi collezioni e dei singoli testi che le compongono rende possibile l’individuazione della presenza/assenza di certi testi patristici o di altre peculiarità riconducibili a milieux geo/culturali ben definiti. Gli omeliari – documento capitale per la storia dell’Ufficio liturgico – divengono così anche uno strumento prezioso per lo studio della letteratura patristica, della sua fortuna medievale, in rapporto con le dinamiche storiche e culturali che sovrintesero alla loro produzione.