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martedì 16 febbraio 2021

Dante in conclave

Dante in conclave
La lettera ai cardinali
di Gian Luca Potestà
pp. 232, € 23,00
Vita e Pensiero, 2021
ISBN: 9788834343760
 
Mentre inizia a Carpentras (primavera 1314) il conclave per scegliere il successore di Clemente V, Dante scrive ai cardinali italiani. Come un nuovo Geremia, lamenta l’avvenuto abbandono di Roma e li implora di trovare un’intesa contro i guasconi e lottare per un papa che chiuda la fase avignonese. L’appello prende forza dall’invettiva contro il defunto Matteo Rosso Orsini e il cugino Napoleone. L’antica inimicizia e le irriducibili divergenze fra i potenti cardinali romani avevano bloccato a lungo il conclave precedente, da cui era uscito infine eletto, a sorpresa, l’arcivescovo di Bordeaux (1305). Dante li rimprovera in quanto principali responsabili di quella scelta dannosa, frutto di calcoli infondati, puntigli ottusi, accordi sacrileghi, da lui rievocati in scatti rapidi e allusivi.

Il testo della Lettera, conservato in un solo manoscritto allestito dal giovane Boccaccio, è ricco di acrobazie sintattiche ed espressioni oscure. Creduto pieno di errori di copiatura, è stato sottoposto dai critici a correzioni spesso disinvolte e arbitrarie. Questo libro ritorna al testo tramandato e ne dà una nuova edizione il più possibile aderente ad esso. Decifrando integralmente per la prima volta riferimenti a personaggi, vicende e scritti dell’epoca, recupera una fonte importante per la storia della Chiesa romana dall’abdicazione di Celestino V al primo decennio avignonese. Conoscitore disincantato di conflitti di poteri e dinamiche di corruzione nelle gerarchie, Dante incarna una figura nuova di intellettuale, di laico che nella Chiesa rivendica la parola in virtù della sua fede e conoscenza dei fatti. Qui il poeta e letterato si presenta come profeta, fiero di proclamare da solo e dal basso ciò che tutti sanno, ma nessuno ha il coraggio di dire. Il testo non è un’esercitazione letteraria né una lettera aperta, ma un drammatico richiamo a non rassegnarsi e ad agire al più presto. Ricevuta e letta dai cardinali italiani, la Lettera offrì a Napoleone Orsini una traccia per la sua richiesta di aiuto rivolta poco dopo a Filippo il Bello: ultimo, vano tentativo di rovesciare l’esito di una prova ormai impari.
Gian Luca Potestà è ordinario di Storia del cristianesimo presso l’Università Cattolica di Milano e direttore della collana "Dies Nova. Fonti e studi per la storia del profetismo" e della rivista  «Aevum. Rassegna di scienze storiche linguistiche e filologiche». È inoltre membro del comitato direttivo della «Rivista di Storia del Cristianesimo», del comitato di redazione degli «Annali di Scienze religiose» e del comité de rédaction della rivista elettronica «Oliviana. Mouvements et dissidences spirituels XIIIe-XIVe siècles».

mercoledì 24 ottobre 2018

Il Conclave

Il Conclave
Continuità e mutamenti dal Medioevo ad oggi
di Agostino Paravicini Bagliani, Maria Antonietta Visceglia
pp. 312, € 27,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788833130262

Con la morte di Giovanni Paolo II, le dimissioni di Benedetto XVI e l’elezione di Francesco l’opinione pubblica mondiale ha riscoperto quel complesso intreccio di norme, riti e simboli che accompagnano la morte e l’elezione di un papa. Sono norme, riti e simboli che risalgono al Medioevo, se non ai primi secoli del cristianesimo. Soltanto dal 1274 in poi i cardinali si rinchiudono in «conclave» per eleggere il papa, e soltanto in epoca moderna l’elezione di un papa avviene nella Cappella Sistina. Che lo scrutinio segreto sia l’unica modalità canonica di elezione è sancito solo nel 1996 anche se la votazione era da tempo una delle forme (e la prevalente) prevista per “fare” il papa.
I funerali di Giovanni Paolo II si sono svolti secondo un cerimoniale sostanzialmente immutato dal Trecento in poi. Anche il segreto del conclave ha una sua storia, così come la fumata bianca, le modalità di insediamento o il celebre Possesso del Laterano.
Si tratta di una storia sorprendente che il presente volume permette di seguire con avvincente narrazione lungo l’intero periodo della storia del papato, dai primi secoli a papa Francesco.
Agostino Paravicini Bagliani è professore onorario di Storia medievale dell’Università di Losanna, presidente della SISMEL (Società internazionale per lo studio del Medioevo latino) ed editorialista di «la Repubblica». Tra le sue opere: Il corpo del papa (Einaudi, 1994), Il trono di Pietro (La Nuova Italia Scientifica, 1996), Bonifacio VIII (Einaudi, 2003). Per la Viella dirige la collana La corte dei papi.
Maria Antonietta Visceglia è professore di Storia moderna alla Sapienza Università di Roma e membro della Giunta centrale per gli studi storici.