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lunedì 18 settembre 2023

Sonetti

Sonetti
Annotati attraverso le loro concordanze per forma
di Compiuta Donzella
a cura di Valerio Di Stefano
pp. 32,€ 25,00 (Acquista online con il 5% si sconto)
Youcanprint, 2023
EAN: 9791221490398

Una donna, probabilmente fiorentina, compone tre soli sonetti (o, almeno, questi sono giunti fino a noi) e scardina le teorie letterarie dei benpensanti che vogliono e hanno voluto per secoli che ciò che era poesia fosse proprietà esclusiva degli uomini, intesi come maschi. Eppure la letteratura italiana è costellata puntualmente e puntigliosamente da presenze femminili di indubbio valore. Se Compiuta Donzella fu senz'altro la prima donna di cui si abbia notizia a scrivere in volgare toscano, dalla posteriore Caterina da Siena a Gaspara Stampa, da Laura Bacio Terracina a Isabella di Morra, da Matilde Serao a Grazia Deledda, da Ada Negri a Carolina Invernizio. Tutto in letteratura è donna. Come accade per chiunque abbia lasciato, nell'arte, una impronta indelebile, la sua vita e la sua biografia terrena sono cosparse di dubbi e di incertezze. Probabilmente fu assai longeva, se collochiamo la sua storia umana tra il 1200 e il 1300. Probabilmente, ma non lo sappiamo con certezza. Della vita letteraria da lei rappresentata, evinciamo che si identifica attraverso un nome fittizio, un senhal, come avrebbero detto i poeti provenzali. Compiuta in quanto "perfetta", dunque, e Donzella in quanto si riferisce al periodo della propria gioventù, quello in cui dovette andare, secondo quanto riferisce, promessa sposa per volere del padre contro la propria volontà di "Dio servire". Ma sono maschere, finzioni, artifizi, raggiri per prendere per il naso il fruitore dei suoi "soli" quarantadue versi. Così come ha fatto sfidando la presunta dominazione letteraria maschile e ponendosi in tenzione con quello che con quasi certezza dovette essere nientemeno che Chiaro Davanzati, nel terzo ed ultimo dei suoi sonetti. La poesia è servita.

domenica 3 gennaio 2021

Tacete, o maschi

Tacete, o maschi
Le poetesse marchigiane del ‘300
di Ortensia de Guglielmo, Leonora della Genga e Giustina Levi Perotti, in dialogo con Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda e Franca Mancinelli
pp. 64, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Argo, 2020
ISBN: 978-88-31225-04-5
 
Nel Trecento, in Italia, più precisamente nel territorio marchigiano, quando nel porto di Ancona arriva la «bianca carta» dall’Oriente e sorgono, a Fabriano, le prime cartiere del mondo cristiano, alcune giovani autrici, probabilmente le prime in Italia a costituire un vero nucleo letterario composto di sole donne, si scrivono l’un l’altra messaggi in forma di sonetto, affrontando, in netto anticipo sulla «Querelle des femmes» che avrebbe infiammato il Rinascimento, temi specifici quali la contestazione delle norme patriarcali e la particolarità della loro condizione di subordinazione alla poetica e al dominio maschile nel mondo della Politica e delle Lettere. Settecento anni dopo, nella complessità dell’odierno globalizzato, la questione di genere è ancora, con una forza e una vitalità senza precedenti, una questione fondamentale per l’intera società. Proprio per questo, abbiamo chiesto a Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda e Franca Mancinelli, poetesse tra le più autorevoli del nostro tempo, di rispondere in versi, secondo l’uso antico, alle scrittrici marchigiane, ciascuna secondo il proprio stile e le proprie affinità, in un dialogo intimo, ma apertissimo, tra epoche, scritture e, appunto, tra
generi. A scandire il dialogo, valicando la «bianca carta» come un confine aperto, le visioni senza tempo dell’artista Simone Pellegrini, che estendono il discorso intrapreso verso il superamento di ogni distinzione, trapassando i generi nell’intreccio dei corpi e delle parole.