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lunedì 6 febbraio 2023

Signorie rurali e aristocrazie nell’Italia padana (secc. X-XIII)

Signorie rurali e aristocrazie nell’Italia padana (secc. X-XIII)
di Giancarlo Andenna
a cura di Nicolangelo D'Acunto
pp. XVIII-332, € 49,00
Cisam, 2023
ISBN: 978-88-6809-376-1 
 
Il volume raccoglie alcune ricerche sulle signorie rurali e sui ceti dominanti dell’Italia padana nel medioevo, temi correlati tra loro, sui quali la migliore medievistica italiana ha compiuto progressi significativi a partire dagli anni Settanta del Novecento. Gli studi qui ripubblicati si muovono in una prospettiva che privilegia i cosiddetti documenti privati con una rinnovata attitudine metodologica, tesa al superamento del rigido formalismo con il quale fra Otto e Novecento aveva trattato questi temi la gloriosa scuola economico-giuridica e a vantaggio di una considerazione del tutto peculiare della dimensione sociale. La territorializzazione delle signorie rurali e l’evoluzione delle dinamiche interne ai ceti dominanti dimostrano che il secolo XII costituì un tournant decisivo per la storia d’Italia, con una declinazione in certo modo ambigua del rapporto tra città e campagna e le forze vive della società ancora in bilico tra disinvolte strategie di radicamento nel contado e consolidamento delle loro posizioni nei contesti urbani
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Indice:
N. D’Acunto, Giancarlo Andenna storico della società medievale - Avvertenza - Parte prima: signorie rurali - La signoria ecclesiastica nell’Italia settentrionale - Dal regime curtense al regime signorile e feudale. Progetti di signoria territoriale di banno di un ente ecclesiastico: il capitolo cattedrale di Novara (secoli X-XII) - Società cittadina e poteri signorili del contado nell’età del romanico in Italia settentrionale - Aspetti e problemi dell’organizzazione pievana milanese nella prima età comunale - Parte seconda: formazione e strutture dei ceti dominanti - Una famiglia milanese di « cives » proprietari terrieri nella pieve di Cesano Boscone: i Cagapisto - Grandi patrimoni, funzioni pubbliche e famiglie su di un territorio: il “comitatus plumbiensis” e i suoi conti dal IX all’XI secolo - Adelaide e la sua famiglia tra politica e riforma ecclesiastica - I conti di Biandrate e le città della Lombardia occidentale (secoli XI e XII) - I conti di Biandrate e le loro clientele vassallatiche alla prima crociata - Indice dei nomi.

domenica 24 aprile 2022

Santi, signori e popolo a Mantova prima dei Gonzaga

Santi, signori e popolo a Mantova prima dei Gonzaga
di Paolo Golinelli
pp. 164, € 15,00
Il Rio Edizioni, 2022
ISBN: 9791259890634
 
Il culto dei santi è una delle espressioni più radicate del Medioevo; in esso si incontrano da una parte i ceti dominanti, rappresentati dalla Chiesa e dai signori, dall’altra il popolo al quale il culto è dedicato. Esso però spesso vive di leggende che oscurano la verità storica, e di narrazioni che si popolano di immaginario, ma anche di realtà quotidiane, fornendo inedite prospettive storiche, nelle quali assumono importanza gli eventi naturali, gli animali e le persone comuni. Fatta chiarezza su quanto è documentato e quanto no, il libro ripercorre la storia religiosa di Mantova dalla pretesa cristianizzazione di Longino al sorgere di un culto laico, quello per Virgilio, presente nella Mantova comunale, attraverso le esperienze di culti dei signori, come quello di Anselmo da Lucca, e culti del popolo, come quello del beato Giovanni Bono. Ne esce un quadro inedito, ampiamente documentato, ricostruito con il piglio di un esperto narratore.
Paolo Golinelli, già professore ordinario di Storia Medievale all’Università degli Studi di Verona, ha sempre avuto una particolare attenzione alla storia di Mantova, dalla sua tesi di laurea sulla Vita di san Simeone monaco, con Ovidio Capitani, all’organizzazione del Convegno che nel 1986 celebrò i 900 anni della morte del patrono: Sant’Anselmo, Mantova e la lotta per le investiture, alla cura della grande Storia di San Benedetto Polirone, e alle mostre che si tennero per il millenario della fondazione di quell’abbazia nel 2007/8. Esperto di agiografia, è stato tra i fondatori dell’Associazione Italiana per lo Studio della Santità, dei Culti e dell’Agiografia (AISSCA); ha partecipato a numerosi convegni internazionali sul tema (a Costanza, Parigi, Montréal, Budapest, Poitiers, Roma) portando sempre contributi originali, che ampliavano le prospettive della ricerca, fino a studiare il rovescio della medaglia in Il Medioevo degli increduli, edito da Mursia nel 2009.

martedì 11 giugno 2019

Gli Angiò in Italia centrale

Gli Angiò in Italia centrale
Potere e relazioni politiche in Toscana e nelle terre della Chiesa (1263-1335)
di Pierluigi Terenzi
pp. 384, € 30,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833131627

Fra Due e Trecento, l’Italia centrale vide fra i suoi protagonisti gli Angiò, la dinastia francese che subentrò agli Svevi nel regno di Sicilia. L’esperienza angioina in Toscana e nelle terre della Chiesa è stata a lungo considerata una parentesi nello sviluppo dei comuni italiani e posta in relazione alla variabile capacità del papato di controllare i propri territori. In realtà, gli Angiò si radicarono in quelle regioni e ne diventarono attori politici stabili. Leader dei guelfi italiani, furono vicari della Toscana e dell’Italia imperiale, rettori di Romagna, senatori di Roma, podestà e signori di alcune città e referenti politici di molte altre.
Come riuscirono a ottenere il potere? In cosa consisteva e come lo esercitavano? Quali gruppi li sostenevano o li osteggiavano nelle città? Come potevano convivere culture politiche all’apparenza tanto diverse come quella monarchica, quella papale e quella comunale? Questo volume, superando la frammentazione storiografica e le generalizzazioni, offre la prima indagine organica sugli Angiò in Italia centrale, per rispondere a queste e altre domande legate a uno dei temi più controversi della storia medievale, attualmente al centro di nuove riflessioni: le signorie cittadine

domenica 11 novembre 2018

I Signori di Firenze

I Signori di Firenze
Storie segrete dei protagonisti che fecero grande la città del giglio
di Ippolita Douglas Scotti
pp. 320, € 12,90 (Acquista online con il 15% di sconto)
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822723611

La storia di Firenze attraverso le sue famiglie più importanti, che per abilità mercantili, finanziarie e politiche o per illustri natali ne costruirono le sorti. La supremazia di questi signori della città diede origine alla ricchezza materiale e spirituale di Firenze, con la realizzazione di grandi opere artistiche in veste di mecenati e come proprietari di torri, cappelle e palazzi ancora mirabili. Tanto prestigio non fu affatto pacifico né privo di ombre, e opere d arte e pagine di storia testimoniano intrighi, congiure e rivalità mai sanate. Senza questi “Signori di Firenze”, la città, con la sua storia e la sua arte, non sarebbe esistita. Il libro racconta i protagonisti della Firenze del passato e ogni capitolo è dedicato a una delle più influenti famiglie fiorentine: le gesta, gli intrecci di parentele e le inclinazioni politiche.
Ippolita Douglas Scotti figlia del nobile commissario del quartiere di San Giovanni nel Corteo del Calcio Storico, è nata a Firenze. Ha scritto libri di vario genere e collaborato con associazioni culturali volte a valorizzare la città e le sue dimore storiche. Con la Newton Compton ha pubblicato 101 perché sulla storia di Firenze che non puoi non sapere I signori di Firenze.

martedì 6 marzo 2018

Il Duca Passerino

Il Duca Passerino
L’epoca d’oro del ghibellinismo in Italia attraverso la figura di Rainaldo Bonacolsi, signore di Mantova e di Modena
di Gabriele Sorrentino
pp. 200, € 15,00
Edizioni Terra e identità, 2018
 
Questa è la storia avventurosa e tragica di Rainaldo detto Passerino, ultimo esponente della famiglia Bonacolsi, dal 1312 al 1328 dispotico signore di Mantova che, sotto il suo governo, raggiunse la sua massima espansione territoriale, con l’acquisizione di Modena, Carpi e del loro territorio. Rainaldo fu uno dei principali leaders del partito ghibellino, assieme a Can Grande della Scala, Matteo e Galeazzo Visconti e Castruccio Castracani, trionfatori nella famosa battaglia di Altopascio. Per questo motivo si servì dei suoi possedimenti modenesi come base privilegiata per avventuristiche scorribande, tra cui spiccano l’uccisione di Raimondo Da Spello (1313), nipote di papa Clemente V, e la famigerata battaglia di Zappolino (1325) dove i modenesi inflissero ai bolognesi una sconfitta bruciante, appropriandosi della Secchia Rapita, il bizzarro trofeo tutt’ora conservato nel Palazzo Comunale. Rainaldo lasciò a Mantova una delle più raffinate compilazioni normative del Trecento padano, Gli Statuti. All’apice del suo potere, fu tradito proprio da uno dei suoi principali sostenitori, Luigi Gonzaga. Questi guidò la rivolta che il 16 agosto 1328, eliminò Passerino e spazzò via la signoria bonacolsiana, iniziata sotto Pinamonte nel 1272. Nemmeno dopo morto, però, l’ultimo Bonacolsi poté riposare in pace: il suo cadavere, mummificato, divenne infatti uno dei principali cimelii di casa Gonzaga.

giovedì 21 settembre 2017

Signorie territoriali nella Sardegna medievale

Signorie territoriali nella Sardegna medievale
I Malaspina (secc. XIII-XIV)
di Alessandro Soddu
pp. 312, € 33,00
Carocci, 2017
ISBN: 9788843078486

Il volume esamina l’affermazione e lo sviluppo delle signorie territoriali in Sardegna tra XIII e XIV secolo attraverso l’esempio dei Malaspina, casato originario della Lunigiana, di cui vengono ricostruite le vicende politico-istituzionali, familiari e patrimoniali e analizzati gli elementi strutturali della signoria, mettendo in luce strategie e pratiche del potere, tra innovazione e continuità, sullo sfondo del rinnovato dinamismo economico-sociale che caratterizza l’isola durante il basso Medioevo. L’incastellamento malaspiniano incide sull'assetto economico-sociale e su quello insediativo, creando i presupposti per una signoria pervasiva in quanto anche inclusiva delle élites locali, le cui istanze, come quelle delle stesse comunità rurali e urbane, trovano accoglienza negli statuti e nei privilegi signorili.
Alessandro Soddu è professore associato di Storia medievale presso il Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari. Ha pubblicato Incastellamento in Sardegna. L’esempio di Monteleone (Raleigh, nc, 2014)