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sabato 3 agosto 2024

Partecipare alla libertà nella legge

Partecipare alla libertà nella legge
Narrativa e giurisprudenza a Firenze fra Trecento e Quattrocento
di Mario Conetti
pp. 240; € 22,00
Mimesis, 2024
EAN: 9791222308746

Oggetto di questo saggio sono le novelle che parlano del diritto e della politica comprese nelle importanti raccolte composte a Firenze tra il 1360 e il 1430 (Trecentonovelle, Il Pecorone, Paradiso degli Alberti). A Firenze era il momento di massima fioritura per la narrativa in volgare e un periodo di esperimenti politici e istituzionali. Il testo delle novelle viene analizzato con gli strumenti della critica letteraria strutturalista (facendo riferimento a classici come Greimas, Lotman, Todorov, Genette), per far emergere i contenuti politici e giuridici. Le novelle, infatti, sono farcite di riferimenti al diritto, alle istituzioni, ai personaggi e alle vicende dell’attualità politica. In apparenza sono solo allusioni, ma in realtà costituiscono rimandi molto precisi, che possono permettersi di essere rapidi perché il lettore sapeva di che cosa si stava parlando. La narrazione vuole dire qualcosa di significativo riguardo al diritto e alla politica e lo fa con racconti avvincenti e accattivanti per catturare un pubblico vasto. Al centro dell’attenzione è l’amministrazione pubblica, in particolare la giustizia e i processi, ma anche la fiscalità. Emerge la polemica contro i poteri monarchici e le signorie, intesi in luce molto negativa, ma apprezzati per l’efficacia e la capacità decisionista di incidere nella società. Il contesto in cui si colloca questa narrativa è dato dalle vicende e dalla cultura politica e giuridica a Firenze fra Trecento e Quattrocento. L’esigenza fondamentale condivisa dagli autori e dai primi lettori di queste novelle era garantire la partecipazione di tutti al governo e l’efficienza del potere pubblico, di fronte a problemi come la corruzione e l’incompetenza dei funzionari, le storture del sistema giudiziario e tributario, le divisioni e le contrapposizioni politiche. I valori fondamentali che la politica e il diritto dovrebbero tutelare sono la pace e la libertà. Libertà vuol dire che le leggi devono essere fatte nell’interesse di tutti e che tutti devono obbedire ugualmente alle leggi. Questo studio è scritto col rigore della ricerca universitaria, ma si rivolge a un pubblico di lettori formato non solo da specialisti, dal momento che affronta problemi di sei secoli fa che sono tali anche oggi: costanti dell’esperienza italiana del diritto e della politica. Questa ricerca si colloca a cavallo tra discipline diverse: narratologia e critica letteraria, storia politica e istituzionale, storia del diritto.
Mario Conetti, dopo studi di diritto, filosofia e teologia, insegna da dieci anni Storia medievale all’Università degli studi dell’Insubria, sede di Como, nell’ambito del corso di laurea in Scienze del turismo. Il suo campo di studi più specifico è la storia delle istituzioni e delle idee giuridiche e politiche del medio evo maturo, cui affianca tante altre passioni: il rugby, la gastronomia, la scultura lignea, l’esoterismo e la letteratura del fantastico. Conetti è socio della Società italiana per lo studio del pensiero medievale e della Società internazionale per lo studio del Medio Evo latino.

lunedì 22 aprile 2024

L'acqua e il diritto: la gestione dell'acqua nell'ordinamento statutario dell'Italia comunale

L'acqua e il diritto: la gestione dell'acqua nell'ordinamento statutario dell'Italia comunale
di Francesco Salvestrini
pp. 178; € 38,00 (Open access PDF / EBook clicca qui !)
Archeopress, 2024
ISBN: 9781803277363

Il volume offre un’ampia panoramica, estesa a gran parte del territorio italiano e condotta in una dimensione comparativa, del rapporto esistente tra insediamenti umani e gestione delle acque nell’Italia della tarda età comunale, privilegiando la prospettiva della fonte legislativa (statuti di comunità cittadine e rurali, di associazioni, di enti e di consorzi). Questa, infatti, è l’unica prospettiva che appare in grado di coprire, con riferimento a tipologie documentarie relativamente omogenee, ambiti territoriali molto ampi e diversificati. Inoltre, il testo si inserisce in un dibattito storiografico alimentato da recenti pubblicazioni circa l’impiego dell’acqua nei centri urbani e nelle campagne, evidenziando una netta distinzione tra Italia continentale o padana e Italia peninsulare-insulare. In questo senso il libro adotta una nuova prospettiva di analisi e lo fa attraverso la lettura parallela di testimonianze legislative e realizzazioni architettoniche di committenza pubblica, come ponti, fontane, acquedotti e canali, intesi come espressione monumentale del potere politico. Infine il libro si occupa del problema delle acque reflue e della salute pubblica connessa all’uso dell’elemento, sottolineando l’assenza, per i secoli XIII-XIV, di una prospettiva ‘igienico-sanitaria’ a vantaggio di una più ampia tutela del decoro, implicante una concezione non solo fisica ma anche ‘morale’ dell’acqua presso i legislatori e la più vasta società del periodo.
Francesco Siavestrini insegna Storia Medievale all’Università di Firenze. Si occupa di storia del monachesimo benedettino, segnatamente vallombrosano, camaldolese e cistercense, con particolare attenzione alla storia delle istituzioni ecclesiastiche, ma ha dedicato lavori anche allo studio del rapporto fra insediamenti umani ed aree boschive e fluviali, alla storia della storiografia e dell’erudizione nella Toscana d’Ancien Régime, alla normativa delle città comunali italiane. Fra le sue monografie si segnala: Libera città su fiume regale. Firenze e l’Arno dall’Antichità al Quattrocento, Firenze, 2005; Disciplina caritatis. Il monachesimo vallombrosano tra medioevo e prima età moderna, Roma, 2008; Il carisma della magnificenza. L’abate vallombrosano Biagio Milanesi e la tradizione benedettina nell’Italia del Rinascimento, Roma, 2017. Studi sulle abbazie storiche e ordini religiosi della Toscana, vol. 6. - (settembre 2020).

lunedì 26 febbraio 2024

Breve storia del diritto in Europa

Breve storia del diritto in Europa
Dal diritto romano al diritto europeo
di Tamar Herzog
pp. 336; € 28,00
Il Mulino, 2024
ISBN: 978-88-15-38821-6

La storia del diritto tracciata in questo volume presenta due caratteristiche che la distinguono dalle trattazioni più tradizionali: delinea in parallelo la storia del diritto continentale (civil law) e quello inglese (common law) nel loro evolversi e saldamente originarsi dal diritto romano. Inoltre, considera l’interazione fra eventi storico-sociali e diritto anche negli imperi coloniali spagnoli e britannici, spiegando come quei domini non furono meri recettori delle tradizioni legali europee bensì incubatori di nuove idee, potenziandone la duttilità in contesti diversi e aprendo così la strada anche alle più recenti applicazioni globali. Il volume copre un arco temporale che spazia dal diritto romano sino alla fine dell’800, con un breve epilogo dedicato alla nascita dell’ordine giuridico europeo nel secondo dopoguerra.
Tamar Herzog, storica e giurista, è Monroe Gutman Professor of Latin American Affairs and Radcliffe Alumnae Professor nel Dipartimento di Storia della Harvard University, e membro della Harvard Law School. Tra i suoi libri, «Frontiers of Possession: Spain and Portugal in Europe and the Americas» (Harvard University Press, 2015).

martedì 31 ottobre 2023

Storia del diritto in età medievale e moderna

Storia del diritto in età medievale e moderna
di Gian Savino Pene Vidari 
con revisioni ed integrazioni di Caterina Bonzo, Paola Casana e Valerio Gigliotti
pp. 352; € 35,00
Giappichelli, 2023
ISBN: 9791221100334
 
È opinione corrente che il diritto attuale derivi dall’insieme delle leggi emanate dallo Stato. Ciò ha un buon fondo di verità, ma non è tutto. In effetti, la situazione è più complessa, perché il diritto comprende le regole coattive destinate a disciplinare la società, derivanti non solo dalle norme statali ma pure da quelle extrastatuali (come quelle internazionali, comunitarie, regionali, locali, particolari). Inoltre non rileva solo quando e come le norme sono poste, ma anche come sono interpretate e come so-no applicate nel cosiddetto diritto vivente.

mercoledì 13 settembre 2023

«E sarai meco sanza fine cive»

«E sarai meco sanza fine cive»
Temi, personaggi e fortuna della cultura politica e giuridica di Dante
a cura di Ivano Pontoriero, Marco Veglia 
pp. 264, € 30,00
Bologna University Press, 2023
ISBN: 9791254773178 
 
Il volume contiene il testo delle relazioni presentate in occasione del Convegno Internazionale di Studi dal titolo «E sarai meco sanza fine cive». Temi, personaggi e fortuna della cultura politica e giuridica di Dante, svoltosi a Bologna dal 30 novembre al 2 dicembre 2021, nell’ambito delle celebrazioni per il settecentenario della morte di Dante. Il Convegno, che intendeva promuovere una rinnovata riflessione, attraverso l’adozione di un approccio corale e interdisciplinare, sul pensiero politico e giuridico di Dante, è stato organizzato dai dipartimenti di Filologia Classica e Italianistica (FICLIT), di Scienze Giuridiche (DSG), di Storia, Culture, Civiltà (DISCI) dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Istituto per la Storia dell’Università di Bologna (ISTUB). L’occasione del Convegno è stata a tal segno preziosa da aver dato luogo a un volume nel quale convivono e si compenetrano diverse prospettive scientifiche e culturali, a specchio della sovrana latitudine del pensiero dantesco e della vastità e articolazione di quella che Carducci semplicemente chiamava la «varia fortuna di Dante».

Ivano Pontoriero è Professore associato di Diritto romano e diritti dell’antichità presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna ed è titolare degli insegnamenti di Istituzioni di diritto romano, Storia del diritto romano e Fondamenti romanistici del diritto europeo attivati presso la sede di Ravenna. È membro del Gruppo di Ricerca Retorica e Psicologia (R.E.P) – Centro Studi Piero Camporesi, istituito presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia della giurisprudenza romana, la tradizione romanistica e i fondamenti del diritto europeo. È autore di quattro monografie: Il prestito marittimo in diritto romano (2011); Il terzo libro del commentario di Paolo ad edictum. Parte prima (2013); I vizi del consenso nella tradizione romanistica (2020); I Brevium [ad edictum] libri XXIII di Giulio Paolo (2023).
Marco Veglia insegna Letteratura italiana e Letteratura italiana medievale all’Università di Bologna. Dirige il Centro Studi Medical Humanities del FICLIT (Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica). È componente del comitato scientifico dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio e della Società Dante Alighieri. Si è occupato a lungo, oltreché di Dante e Boccaccio, di Carducci, di Pascoli, di Lorenzo Viani e di Riccardo Bacchelli, nonché della tradizione intellettuale dei medici bolognesi (Augusto Murri, Bartolo Nigrisoli). Per illustrare alcuni aspetti della fortuna di Dante nell’Ottocento si è dedicato altresì a Vincenzo Monti, a Nicolò Tommaseo e, con Emilio Pasquini, all’opera di Claude Fauriel, Dante e le origini della lingua e letteratura italiana. A Dante ha dedicato numerosi saggi e il volume Dante leggero. Dal priorato alla Commedia (2017). È prevista nei prossimi mesi la pubblicazione del commento all’Inferno per Feltrinelli, in collaborazione con Angelo M. Mangini.

giovedì 31 agosto 2023

Finzioni del diritto medievale

Finzioni del diritto medievale
di Sara Menzinger
pp. 352, € 25,00
Quodlibet, 2023
ISBN: 9788822920959

I grandi dibattiti sulla finzione dei Padri della Chiesa lasciarono un’eredità contraddittoria al Medioevo occidentale. Da un lato, trasmisero una ferma condanna di qualsiasi forma di negazione della veritas o di una natura che, diversamente dal mondo classico, era reputata divina dal pensiero cristiano; dall’altro, esaltarono la finzione come strumento d’accesso a una meta-realtà che consentiva di andare oltre i fatti concreti e cogliere il senso più vero e invisibile delle cose. Proprio quest’ultimo significato positivo di finzione venne valorizzato dalle scuole teologiche francesi del XII secolo in cui la dimensione interiore dell’uomo fu profondamente dissociata da quella esteriore perché considerata superiore e non coincidente con la sfera delle azioni. Diversamente dal mondo antico, la finzione, in questa prospettiva, non serviva a negare la realtà, quanto piuttosto a denunciare la distanza tra l’apparenza dei fatti e il loro reale significato, tra azione e intenzione. La sua funzione ultima era dunque quella di amplificare la realtà, restituendo il lato nascosto e invisibile delle cose, altrettanto vero, anzi più vero di quello tangibile. La potenza della dimensione intenzionale contagiò presto il pensiero giuridico europeo che nella seconda metà del XII secolo conobbe una delle fasi più creative della sua storia. Per inquadrare responsabilità invisibili o per vanificare responsabilità evidenti, la finzione si rivelò uno strumento vitale nell’elaborazione di nuove categorie penali che a partire dal Basso Medioevo entrarono a far parte stabilmente del diritto moderno e contemporaneo.
Sara Menzinger insegna Storia del Diritto Medievale e Moderno nell’Università di “Roma Tre”. Dopo una prima fase di ricerca incentrata sulla funzione attribuita al diritto nei governi comunali italiani del Duecento (Giuristi e politica nei comuni di Popolo. Siena, Perugia e Bologna, tre governi a confronto, 2006), si è interessata alla rinascita del diritto pubblico nel Medioevo, curando l’edizione di uno dei più antichi trattati pubblicistici prodotti dalla cultura giuridica medievale (La Summa Trium Librorum di Rolando da Lucca. Fisco, politica, scientia iuris, 2012, con Emanuele Conte). Nell’ambito delle teorie pubblicistiche, ha approfondito in particolare la storia del concetto di cittadinanza nel Medioevo occidentale (Cittadinanze medievali. Dinamiche di appartenenza a un corpo comunitario, 2017) e delle concezioni fiscali nell’Età di Diritto Comune, studiate nella prospettiva del rapporto tra individuo e potere pubblico. Negli ultimi anni si è occupata di questioni inerenti al rapporto tra diritto e letteratura, intervenendo con alcuni contributi sul ruolo della cultura giuridica nel pensiero di Dante.

sabato 18 febbraio 2023

Dante tra diritto e letteratura

Dante tra diritto e letteratura
di Marco Galdi
pp. 156,  € 14,00
Francesco D'Amato editore, 2022
ISBN: 9788855251037
 
Dante non è stato certo un giurista, ma in più passi delle sue opere si interessa al diritto. Anzi, alla legge riconosce una funzione straordinaria: quella di assicurare equilibrio sociale e pacificare gli uomini.
Il volume dapprima esamina l’idea che Dante ha avuto del diritto, non lontana dall’idea di giustizia, prendendo le mosse dalla percezione che del fenomeno ebbero gli uomini del suo tempo e tracciando un florilegio di riferimenti giuridici nell’ambito della sua vastissima produzione. Poi ricostruisce l’ideale universalistico di Dante, rileggendo in particolare il corposo studio sulla monarchia, che governa mediante la legge.
Il lettore dovrà convenire sul debito di Dante nei confronti di Aristotele: quello ufficiale dell’Etica o della Politica; ma anche quello, talora considerato spurio della lettera ad Alessandro, “sul regno” che tuttavia presenta assonanze straordinarie con il pensiero politico e giuridico dantesco.
Marco Galdi è professore associato di Diritto pubblico presso l’Università degli Studi di Salerno e presidente della Lectura Dantis Metelliana e della Società Filellenica Italiana.

giovedì 15 settembre 2022

I diritti del Medioevo italiano

I diritti del Medioevo italiano
Secoli XI-XV
di Mario Ascheri
pp. 452, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829015993
 
Questo libro introduce al mondo giuridico del Medioevo, ai suoi testi e alla storiografia cui essi hanno dato vita, sottolineando il particolare rilievo che il diritto ebbe in quel tempo e la complessa eredità da esso lasciata non solo al nostro Paese ma a tutta l'Europa. Nelle prima delle tre parti di cui il volume si compone si dà un quadro della situazione preesistente al grande sviluppo inaugurato con il 1100: quali erano i testi normativi importanti, come si usavano, come si amministrava la giustizia nella frammentata Italia del tempo. Nella seconda si dà conto della straordinaria novità costituita dalle Università, a partire da quella di Bologna: la professionalizzazione degli operatori del diritto e la loro internazionalità furono un fatto nuovissimo, che configurò in modo peculiare lo stesso Papato, i Comuni e il Regno per antonomasia, tratti ad utilizzare ora in modo corposo lo strumento della legislazione. La terza parte, dedicata al consolidamento del sistema giuridico costruito dai giuristi, con i vari livelli di giuridicità (universale e locale, legislativa e dottrinale-giurisprudenziale), mostra la eccezionale vitalità di quella costruzione e la sua pervasività da metà Duecento al Quattrocento compreso. Da allora, si sostiene, ne è rimasta durevolmente caratterizzata la civiltà europea. Quel Medioevo con diritti e fonti molteplici, universitarie, consuetudinarie e legislative, preparò infatti gli Stati e le società moderne.
Mario Ascheri è stato professore di Storia del Diritto italiano nelle Università di Roma Tre, Sassari e Siena. Specialista di diritto e istituzioni medievali, ha pubblicato, tra l’altro, Tribunali, giuristi e istituzioni dal Medioevo all’Età moderna (Il Mulino, 1996), Le città-Stato (Il Mulino, 2006) e Introduzione storica al diritto moderno e contemporaneo (Giappichelli, 2008).

lunedì 17 gennaio 2022

Dante: filosofia e poesia della giustizia

Dante: filosofia e poesia della giustizia
Dalla Monarchia alla Commedia
A cura di Erminia Ardissino
pp. 272, € 22,00 (Acquista online con il 55 di sconto)
Mimesis Edizioni, 2021
ISBN: 9788857578866
 
Il legame fra legge, diritto e giustizia è particolarmente stretto ed evidente nell’opera di Dante, in quanto fondato sull’evoluzione e sull’interazione delle due scientiae che lo hanno ad oggetto nel periodo in cui egli opera: la teologia e la scientia iuris. L’Alighieri, infatti, vive alla fine del secolo di massimo splendore degli studi giuridici medievali, che avevano ritrovato un nuovo impulso nelle città italiane a partire dall’XI secolo. Egli li interpreta e ne ridefinisce la funzione su basi filosofiche e teologiche che mirano alla ideazione di una società ben guidata, fondata sulla giustizia, che prelude alla perfetta communitas celeste e ad essa guida. Su queste basi è costruito non solo il De monarchia, ma anche il poema, specie la terza cantica, più prossima alla stesura del trattato politico. Il volume indaga tali fondamenti e gli sviluppi che assume il tema della giustizia nel De monarchia da prospettive filosofiche, storiche, giuridiche e letterarie, e ne individua gli sviluppi nel poema.
Erminia Ardissino professore associato di Letteratura Italiana presso l’Università di Torino. Ha insegnato anche in diverse università statunitensi. Si occupa prevalentemente della letteratura da Dante al Seicento, con particolare attenzione al rapporto con la storia delle idee e l’esperienza religiosa, su cui ha pubblicato numerosi contributi, oltre a edizioni critiche di testi antichi e saggi sulla didattica della letteratura e dell’Italiano per stranieri. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

domenica 8 novembre 2020

Medioevo. Un sussidio per temi e concetti

Medioevo. Un sussidio per temi e concetti
di Roberto Paciocco
pp. 240, € 16,00
Accademia University Press, 2020
ISBN: 9788897523765
 
Questo “sussidio per temi e concetti” è stato scritto per accompagnare lo studio di un “tradizionale” manuale, con l’aspirazione che possa contribuire a una migliore comprensione dell’età medievale. Onde evitare che l’apprendimento si configuri come mero esercizio mnemonico, sono presentate le origini, gli sviluppi e le funzioni di cariche, istituzioni e idee la cui conoscenza è in genere data per scontata. Per cogliere talune peculiarità del medioevo, ampio spazio è lasciato alla storia del diritto, della Chiesa e della liturgia, solitamente ricondotte ad altre competenze disciplinari. La prospettiva generale che guida l’esposizione – incentrata soprattutto sulla penisola italica e orientata precipuamente sui secoli compresi tra il VI e il XIV – muove dalle sempre attuali riflessioni contenute in una lezione di František Graus su La concezione medievale del diritto e del potere, riprodotta alla fine del volume. Tali riflessioni consentono, come si afferma nei “Fondamenti” del sussidio, di «pensare alla storia come a una acerrima ma pacifica avversaria dei massimi sistemi, come a una rigorosa disciplina assolutamente non definibile come “scienza”, in quanto precipuamente contraddistinta da connotazioni morali».
Roberto Paciocco è docente di Storia Medievale all'Università di Chieti. È membro della Società Internazionale di Studi Francescani, fa parte del Comitato redazionale della rivista “Quaderni di Storia Religiosa”, ha collaborato con il repertorio bibliografico “Medioevo Latino”; occasionalmente recensisce volumi per le riviste “Cristianesimo nella Storia”, “Quellen und Foschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken” e “Studi medievali”.

domenica 2 agosto 2020

Società e istituzioni dal Medioevo agli inizi dell'età moderna

Società e istituzioni dal Medioevo agli inizi dell'età moderna
di Manlio Bellomo
pp. 552, € 35,00
Euno Edizioni, 2020
ISBN: 9788868591588
Una vecchia e tradizionale storiografia ha immaginato e sostenuto, in modo approssimativo, che i due millenni già trascorsi debbano essere divisi in tre epoche principali: 'età romana' fino ai secoli VI-VII, 'medioevo' fino ai secoli XV-XVI ed 'età moderna' dai secoli XVII-XVIII ai nostri giorni, con la variante di una 'età contemporanea' non meglio definita. Il libro che ora si presenta richiama l'attenzione su una realtà storica profondamente diversa, soprattutto per quanto riguarda l'età medievale e l'età moderna. Centra l'attenzione sul medioevo per dividerlo in modo netto fra un 'primo medioevo' (secoli VI-XI) e un 'secondo medioevo', o 'inizio dell'età moderna' (dai secoli XI-XII in poi). L'inizio di questa nuova realtà, già moderna, si distingue per svolte radicali, soprattutto nel campo del diritto dove sono da ricordare almeno Irnerio, i 'quattro dottori', la nascita delle Università e molto ancora per un lungo tempo plurisecolare, e per la nascita delle nuove lingue europee, e per la letteratura a cominciare dai molti decenni che precedono Dante Alighieri e ne seguono l'esempio, mentre emergono nuovi interessi scientifici, come per la medicina, per la matematica, per la fisica.
Manlio Bellomo è professore di Storia del Diritto Medevale e Moderno all'Universotà di Catania.

sabato 2 maggio 2020

Le comunità religiose nel Medioevo

Le comunità religiose nel Medioevo
Storia e modelli di vita
di Gert Melville
Introduzione di Nicolangelo D’Acunto
pp. 496, € 32,00
Editrice Morcelliana, 2020
ISBN: 9788837232849

Fondazioni, scissioni, decadenze e riforme si intrecciano nella storia degli ordini religiosi medievali. L’autore – tra i maggiori specialisti – indaga le motivazioni e gli impulsi di tali processi dalla Tarda Antichità fino all’inizio dell’Età Moderna. Descrive da una nuova prospettiva i più importanti elementi strutturali della vita comunitaria – il diritto e l’organizzazione, il contesto sociale, l’istruzione e la spiritualità, le consuetudini della quotidianità e i fondamenti economici –, mettendo in luce quanto il mondo delle comunità religiose sia stato una forza propulsiva per lo sviluppo culturale della Cristianità occidentale.
Gert Melville
è professore ordinario di Storia medievale all’Università di Dresda e direttore del Centro di Ricerca per la Storia Comparata degli Ordini Religiosi (fovog). Curatore della collana “Vita regularis”, che conta più di 70 volumi, è autore di circa 100 pubblicazioni sulla vita religiosa.

sabato 25 aprile 2020

Studi sulla transazione penale nell’opera di Alberto da Gandino e Angelo Gambiglioni

Studi sulla transazione penale nell’opera di Alberto da Gandino e Angelo Gambiglioni
Prime indagini sulla composizione amichevole delle liti nell’età di diritto comune
di Daniela Buccomino
pp. 228, € 14,00
Aracne Edirice, 2020
ISBN: 978-88-255-0260-2

Il volume ricostruisce il valore attributo all’istituto della transazione penale nell’opera Tractatus de maleficiis di Alberto da Gandino e Angelo Gambiglioni, due dei più importanti giuristi di diritto criminale medievale, analizzando al contempo le implicazioni che su tale formulazione hanno avuto le pratiche giudiziarie e l’evoluzione politica e istituzionale dei comuni nell’Italia del Basso Medioevo.
Daniela Buccomino ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano e attualmente è iscritta al corso di dottorato in Scienze storiche e archeologiche. È collaboratrice, in qualità di cultore della materia, presso il Dipartimento di Diritto Pubblico Italiano e Sovranazionale dell’Ateneo milanese. Nel 2019 ha altresì conseguito il diploma in Archivistica presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica. 

martedì 10 dicembre 2019

Poesia e diritto nel Due e Trecento italiano

Poesia e diritto nel Due e Trecento italiano
a cura di Franziska Meier, Enrica Zanin
pp. 248, € 18,99
Angelo Longo Editore, 2019
ISBN: 978-88-9350-033-3

Che poesia e diritto, nel Due e Trecento, siano intimamente legati è cosa nota. Si sa che grandi poeti come Giacomo da Lentini e Cino da Pistoia furono, al tempo stesso, grandi giuristi. Ma sia gli storici del diritto che i filologi non spingono oltre le loro ricerche e restano nello stretto perimetro della loro disciplina, come se l’idea che il diritto possa entrare in poesia fosse inimmaginabile. Questo volume intende invece prendere insieme poesia e diritto, e capire perché in Italia, nel Medioevo, la poesia sia entrata nel diritto (Literature in Law) e, perché, inversamente, il diritto sia entrato in poesia (Law in Literature).
Nei tredici capitoli di questo volume filologi e storici del diritto analizzano il legame tra poesia e diritto per metterne in prospettiva gli effetti e le ripercussioni, in un percorso che va del Duecento fino al primo Rinascimento. Il libro comincia alla corte di Federico II, dove fu realizzato un ambizioso programma giuridico-poetico a cui contribuì Pier della Vigna, coniugando con genio poesia e diritto nell’Ars dictaminis. Ci si sposta poi nel contesto giuridico bolognese, con le poesie di Monte Andrea e di notai poeti come Niccolò Malpigli; si studia l’astrologia giudiziaria con Cino da Pistoia e Francesco da Barberino; si rintraccia la figura del giurista e la sua ascesa nelle due redazioni del Novellino; si analizza l’uso raffinato e critico della retorica giudiziaria in una novella del Decameron. Arrivati in pieno Trecento, si considera la figura del poeta umanista, per capire se il rifiuto del diritto, che Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca ostentano nelle loro epistole, sia apparente o sostanziale. Infine, si scopre che la poesia stessa – non solo la poesia latina, ma anche quella di Dante – si trasforma in fonte d’autorità nel discorso giuridico del Trecento e continua a nutrire l’ius gentium nell’età moderna.

mercoledì 15 maggio 2019

Sodoma

Sodoma
Persecuzioni, affetti, pratiche sociali (secoli V-XVIII)
di Umberto Grassi
pp. 208, € 20,00 (Acquista online con il 20% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095292

Il volume racconta la storia dell’omosessualità nell’Occidente cristiano dalla tarda antichità al Settecento. Utilizzando quale punto di osservazione le fonti criminali, vi si ricostruisce una storia sociale e culturale delle trasgressioni sessuali e di genere, incentrandosi, al di là del mondo delle élites, sulla vita e l’esperienza quotidiana di donne e uomini comuni. Questa narrazione si intreccia con gli sviluppi del controllo istituzionale e i suoi rapporti di conflitto e mediazione con una base sociale non sempre docile ad accoglierne i dettami. Alla luce del percorso di ricerca dell’autore e dell’apporto di nuove correnti storiografiche, come la storia delle emozioni, il libro focalizza alcuni snodi critici del dibattito storiografico, sui quali propone di gettare una nuova luce. Ne risulta ridimensionato il ruolo giocato dai rapporti pederastici nelle manifestazioni dell’omosessualità premoderna; omosessualità maschile e femminile sono presentate in una narrazione intrecciata; il tema del desiderio è letto nelle sue complesse relazioni con l’infrazione delle norme di genere; infine, la dimensione globale e i rapporti con le culture extraeuropee giocano un ruolo centrale nella ricostruzione storica. Tutto questo in una prosa piana e leggibile, che mira a rendere l’opera fruibile anche per un lettore non specialistico.
Umberto Grassi è un Marie Curie Global Fellow (Università di Verona, Università del Maryland). In precedenza, ha svolto le sue ricerche lavorando all’Università di Sydney (con l’arc Centre of Excellence for the History of Emotions) e alla Scuola Normale Superiore di Pisa (all’interno del progetto firb “Oltre la Guerra Santa”). Ha pubblicato L’Offizio sopra l’Onestà. Il controllo della sodomia nella Lucca del Cinquecento (Mimesis, 2014).

giovedì 2 maggio 2019

Historia disceptativa tripartita convivalis

Historia disceptativa tripartita convivalis
di Poggio Bracciolini
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Fulvio Delle Donne, Teodosio Armignacco, Gian Galeazzo Visconti
pp. VI-202, € 52
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-899-7

Scritta in forma dialogica nel 1450, quando l’autore aveva già settant’anni, l’Historia disceptativa tripartita convivalis di Poggio Bracciolini è composta da tre distinte questioni (disceptationes): la prima è su quale tra i due, chi ha invitato o chi è stato invitato, debba ringraziare l’altro per un pranzo che è stato offerto; la seconda è una “disputa delle arti” (assai controversa all’epoca) per determinare se sia più nobile e utile il diritto civile o la medicina; la terza (connessa con un dibattito assai acceso in quei decenni) intende determinare se nell’antichità i Romani usassero una sola lingua, oppure se a parlare il latino fossero anche allora solo i dotti. Completa l’edizione un ricco apparato di note di commento che mette in risalto l’ampia conoscenza dell’autore e consente una maggiore comprensione della cultura del XV secolo.

venerdì 8 marzo 2019

Lineamenti di Storia del Diritto Medievale

Lineamenti di Storia del Diritto Medievale
di Maria Giovanna Bloise
pp. 66, € 10,00
Primiceri Editore, 2019
ISBN: 978-88-3300-107-4

I passaggi fondamentali della storia del diritto medievale spiegati e schematizzati attraverso un metodo semplice e chiaro, utile per un ripasso della materia nella preparazione di esami e concorsi.
Maria Giovanna Bloise, classe 1985, consegue la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel Marzo 2014 presso l’Università degli Studi della Calabria, tesi sul Diritto di Proprietà. È iscritta nel registro speciale dei Praticanti Avvocati Abilitati ed è specializzata in Criminologia, Psicologia giuridica e Scienze forensi. È esperta, inoltre, in Organizzazione del personale e Gestione delle Risorse Umane. Autrice di vari saggi, collabora, inoltre, con numerose riviste giuridiche.

sabato 29 dicembre 2018

Il conflitto nel Medioevo: il potere, la Chiesa, il diverso

Il conflitto nel Medioevo: il potere, la Chiesa, il diverso
a cura di Massimiliano Nisati
pp. 322, € 24,00
NeP Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-85494-82-4

Il libro si propone di analizzare la società medievale quale società di ordini e non di individui, un insieme di insiemi (quartieri, consorterie, corpi, arti, università) in sistematica competizione, rectius, conflitto tra loro, in cui la rigida suddivisione delle classi sociali era ritenuta pienamente rispondente al volere divino di cui la Chiesa si faceva portatrice coadiuvata dal potere temporale. In una sorta di simbiosi tra Stato e Chiesa, tra Papato ed Impero, in un costante dualismo di poteri. Poteri sempre pronti a condizionare ed a plasmare il popolo, i singoli, i gruppi, le corporazioni cittadine utilizzando tutta una serie di strumenti tesi all’affermazione di un rigido controllo sociale.
Contributi di Maria Raffaella Cangi, Alessandro Ceci, Massimiliano Nisati.
Massimiliano Nisati, Professore in Diritto dell’Arbitrato e delle A.D.R., Diritto di Famiglia, Mediazione Familiare Istituzionale, presso l’I.P.U. Istituto Superiore Universitario di Scienze Psicopedagogiche e Sociali – Università Pontificia Salesiana, già Docente in Diritto dell’Arbitrato e delle A.D.R. presso la European School of Economics, Lecturer in Dispute Resolution Law presso il St. John’s College, Cambridge University, Cambridge, England, il St. Catherine’s College, Oxford University, England, il Queens’ College, Cambridge University, Cambridge, England, Fellow in Law and Political Economy, Academician in Dispute Resolution Law, negli U.S.A., Research Professor in Dispute Resolution Law in England, Direttore Scientifico di Centri di Ricerca e di Alta Formazione, tra i quali AzzA Forense, Avvocato del Foro di Roma, Membro del Comitato Scientifico del Centro Studi sull’Arbitrato e le A.D.R. di Lecce, del Comitato di Studio sull’Arbitrato Internazionale ed Estero dell’Istituto Superiore di Studi sull’Arbitrato di Roma, della Delegazione Italiana della Corte Arbitrale Europea di Strasburgo, dell’Associazione Italiana per l’Arbitrato di Roma, del Comitato dei Referee della Pontificia Universidad Javeriana di Cali (Colombia), Socio dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, Autore di trattati, monografie, contributi scientifici 

martedì 20 marzo 2018

Statuti del Comune di Sarteano (XV-XVIII)

Statuti del Comune di Sarteano (XV-XVIII)
a cura di Alessandro Dani, Mario Marrocchi, Antonello Niccolucci
Prefazione di Mario Ascheri
Presentazione di Francesco Landi, Flavia Rossi
pp. 512, € 30,00
Aracne editrice, 2018
ISBN: 978-88-255-1026-3
   
Gli statuti di Sarteano editi nel volume contengono una delle normative comunali più ampie dell’intero Stato senese giunte ai posteri. Una normativa che non a caso è l’espressione della comunità federata con il maggior grado di autonomia e con prerogative peraltro rare ovunque in Italia. Anche se può sorprendere, Sarteano era giuridicamente a un passo dall’essere una piccola Repubblica popolare a sé e questo si riflette bene sul vasto corpus statutario rimasto in buona parte in vigore fino al tardo Settecento.
Alessandro Dani (Siena, 1965), laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Storia del diritto italiano, dal 1999 è Ricercatore in Storia del Diritto medioevale e moderno presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Tor Vergata”, dove svolge attività di ricerca e didattica integrativa presso le cattedre di Storia del diritto italiano e Diritto Comune. Mario Marrocchi, Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Scuola Secondaria di Primo Grado Statale “Emanuele Repetti”.
Antonello Niccolucci è avvocato civilista e penalista abilitato al patrocinio davanti alle Magistrature Superiori e Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Lo Statuto di Sarteano fu oggetto della sua tesi di laurea presso l’Università degli Studi di Siena.
Mario Ascheri insegna Storia del Diritto medievale e moderno all'Università degli Studi Roma Tre.

venerdì 26 gennaio 2018

Storie di frodi

Storie di frodi
Intacchi, malversazioni e furti nei Monti di pietà e negli istituti caritatevoli tra Medioevo ed Età moderna
a cura di Laura Righi
pp. 360, € 29,00
Il Mulino, 2018
ISBN: 978-88-15-27309-3

Per molti secoli i Monti di pietà e le istituzioni caritatevoli hanno svolto la duplice funzione di salvadanaio delle comunità e di strumenti di governo della povertà. Istituiti e amministrati da poteri sia ecclesiastici che laici, erano considerati custodi del denaro della collettività e, in ragione di questa connotazione pubblica, erano particolarmente esposti a furti, frodi o malversazioni perpetrati tanto da esterni quanto dai loro stessi funzionari o amministratori. In questo volume vengono ripercorsi e studiati alcuni episodi eclatanti di furti e di gestioni fraudolente. Sono inoltre esaminati gli strumenti attivati per contrastarli e per coniugare carità e assistenza con una gestione razionale e fruttuosa delle risorse disponibili. L’analisi dell’amministrazione quotidiana degli istituti, della gestione di denari e libri contabili, dei loro regolamenti – il cui corretto funzionamento dipendeva soprattutto dagli amministratori – aiuta a comprendere la fisionomia di questi enti e i problemi etici e amministrativi che li caratterizzarono.
Laura Righi, dottoranda dell’Università di Trento, si occupa di storia dell’economia e della società dell’Italia tardomedievale.