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sabato 9 settembre 2023

Mamma li Turchi!

Mamma li Turchi!
Novelle, racconti e leggende medievali d’incursioni saracene nelle coste della Toscana e dell’Italia del Nord e del Sud
di Franco Ciarleglio
pp. 56, € 7,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Samus, 2023
ISBN: 978-88-563-0324-7

Le incursioni dei pirati saraceni hanno interessato gran parte della penisola italiana, dalla Sicilia alla Liguria. I famigerati “turchi” – così venivano chiamati indistintamente i popoli arabi – erano protagonisti di spietate e sanguinarie scorrerie nelle città costiere, razzie che spesso hanno dato origine ad affascinanti leggende.

Nelle storie qui raccolte, nate dall’eroica resistenza dei nostri antenati ma anche dalla ricchezza della fantasia popolare, non troveremo solo violenti agguati e schermaglie, ma anche amori e tradimenti, fantasmi e animali mitologici, e talvolta l’origine di feste, tradizioni e ricorrenze che sopravvivono ancora oggi.
Franco Ciarleglio Nato nel 1949 sulle rive dell’Arno a Sovigliana, nel comune di Vinci (Firenze), Franco Ciarleglio è laureato in giurisprudenza. Appassionato da sempre di giostre, palii e tornei medievali, è un divulgatore di aneddoti, curiosità e leggende della storia ‘minore’ dell’antica Firenze e della Toscana.
Nel 2001 pubblica Lo struscio fiorentino, una guida di Firenze fuori dal circuito turistico di massa, più volte ristampata e poi tradotta in inglese, aggiornata (Il canto dei Bischeri, 2010), estesa (Lo struscio toscano, 2013), ampliata (Il nuovissimo Struscio fiorentino, 2021).
Suoi anche i romanzi Il segreto della priora (2011), La mappa (2013) e, editi da Mauro Pagliai, Il lato buio del giardino (2017), L’ultima chiave del mazzo (2019).
Nel 2014 esce per Sarnus Adagi ma non troppo, illustrato da Cesare Serni, in cui si spiegano origini ed etimologie di tanti modi di dire toscani, seguito nel 2015 da Adagi con Brio e nel 2016 da Adagi allegri andanti. Ancora per le edizioni Sarnus escono nel 2017 Burle toscane: ovvero le ciarle di Ciarleglio, nel 2018 Da piazza della Passera al vicolo dello Scandalo, nel 2023 Mamma li Turchi!

domenica 23 luglio 2023

Il marchio

Il marchio
di Duilio Chiarle
pp. 221, € 19,90
Independently published, 2023
ISBN: 9798851178689
 
«I peccati dei cristiani meritarono che i loro Paesi fossero saccheggiati dai pagani come abbiamo visto e udito e come accadde soprattutto nei luoghi vicini al Frassineto... Abbiamo udito che il vescovado di Alba è così reso deserto dai Saraceni che il vescovo Fulcardo, ora a capo di quella Chiesa, manca di sacerdoti e di popolo, e provvede alla necessità della vita, non più come vescovo con la sua Chiesa, ma come contadino con l'agricoltura. ...Ma poiché così meritando i peccati, la popolazione manca, ci pare superfluo che si nomini il vescovo dove manca la popolazione da ispezionare. Perciò abbiamo stabilito e vogliamo che la Diocesi di Alba si riunisca alla vicina di Asti, dopo la morte dell'attuale vescovo»
(Lettera di Papa Giovanni XII al Concilio di Milano, anno 969)
«La popolazione schiava e curva sotto i curbasci e la scimitarra, i monasteri deserti, le fanciulle rapite e trascinate negli Harem, i matrimoni impediti...»
(Lettera dell'Imperatore Ottone I al Concilio di Milano, 26/5/969)
Questa vicenda narra di ciò che accadde tra il 972/973 nel nord Italia e nel sud della Francia. Santi, monaci, guerrieri e semplice gente del popolo alle prese con uno dei periodi peggiori della storia d'Italia: il X secolo.

giovedì 22 settembre 2022

Torre Orsaia. Mille anni di storia

Torre Orsaia. Mille anni di storia
di Andrea Baldini, Giuseppe Capobianco, Raffaele Alliegro
pp. 168, € 10,00
Edizioni Spartaco, 2022
ISBN: 9791280955005
 
Torre Orsaia fu fondata nel 1301 dal vescovo Pagano, ma i primi insediamenti nella zona risalgono a un'epoca di poco successiva all'anno mille e già nel quarto secolo avanti Cristo "antiche fattorie" punteggiavano la carovaniera che univa la costa all'entroterra, tra le valli del Bussento e del Mingardo. L'intera regione della "piccola Mesopotamia cilentana", definita a oriente e a occidente dai due fiumi, "fu infatti punto di passaggio obbligato tra Policastro e il Vallo di Diano". Le incursioni saracene sulla costa provocarono poi ripetuti spostamenti di popolazioni dal mare verso l'area in cui attualmente si trova Torre Orsaia. Il 7 agosto 2021 Andrea Baldini, Giuseppe Capobianco e Raffaele Alliegro hanno raccontato i momenti principali della storia di Torre Orsaia in una serata all'aperto organizzata dall'Università popolare del Cilento. I diversi interventi sono stati trascritti, rielaborati e arricchiti dagli autori fino a realizzare questo libro. Prefazione di Domenico Ienna.
 
Andrea Baldini è avvocato e presidente dell’Università popolare del Cilento.
Giuseppe Capobianco è ex dirigente scolastico e scrittore, accademico dell’Università popolare del Cilento.
Raffaele Alliegro è giornalista e scrittore, caporedattore nel quotidiano “Il Messaggero” e accademico dell’Università popolare del Cilento.

martedì 10 novembre 2020

Nero saraceno

Nero saraceno
di Alessandro Luciano
pp. 248, € 14,90
Marlin Editore. 2020
ISBN: 9788860431585
 
Al monastero di Martyrios, in Palestina, il monaco e pellegrino Bernardo viene a conoscenza di un terribile segreto: l’abbazia di S. Vincenzo alle sorgenti del Volturno, uno dei più importanti centri spirituali della cristianità, è bersaglio di un imminente attacco saraceno guidato dallo spietato comandante Suchaim. Scoperto dai complottisti e determinato ad avvisare l’abate volturnense Maione del pericolo incombente, Bernardo si avventura in una pericolosa corsa contro il tempo che lo porta al confine della terra S. Vincentii. Le sue rivelazioni catapultano la comunità monastica nell’instabile scacchiere politico dell’epoca, dominato dagli scontri tra Carolingi, Longobardi, Bizantini e Saraceni. Intanto l’abate e il suo fedele preposito, Cuniperto, impegnati a ricercare alleanze e ad approntare le difese, sono ignari che pure i Saraceni, accampati alle porte di Napoli, possono contare su un complice potente. Dopo morti misteriose, azioni di spionaggio e complotti politici, nell’anno Domini 881 lo scontro armato - violento e sanguinario - cala sull’abbazia come una mannaia. Dal suo esito dipende la salvezza di Bernardo, Maione e Cuniperto, e soprattutto delle reliquie di S. Vincenzo… Con una prosa semplice ed elegante, un ritmo serrato e avvincente, Luciano cala il lettore in una vicenda realmente accaduta - il sacco arabo di S. Vincenzo al Volturno dell’881 -, facendogli respirare la spiritualità della vita monastica, ma anche il clima di tensione che attanaglia l’Italia centro-meridionale nel IX secolo.
Alessandro Luciano vive a Volla, vicino Napoli. È autore dei romanzi storici Gli ultimi giorni del comandante Plinio (2019, tre edizioni in meno di un anno) e Nero saraceno (2020), entrambi pubblicati con Marlin. Inoltre ha scritto articoli e libri scientifici relativi all’archeologia, come Iuxta flumen Vulturnum (curato assieme a Federico Marazzi, 2015), resoconto dei recenti scavi archeologici all’abbazia di S. Vincenzo, che lui stesso ha coordinato sul campo per circa dieci anni. Lavora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e ha conseguito la laurea in Conservazione dei Beni Culturali, il diploma di specializzazione in Archeologia e il dottorato di ricerca in Scienze dell’Antichità. È Ufficiale della Riserva Selezionata dell’Arma dei Carabinieri (Nucleo Tutela Patrimonio Culturale).

venerdì 20 novembre 2015

Il tramonto della Langobardìa minor

Il tramonto della Langobardìa minor. Longobardi, Saraceni e Normanni nel Mezzogiorno (X-XI sec.)
di Tommaso Indelli
Prefazione di Claudio Azzara
pp. 210, € 20,00
Editrice Gaia, 2015
 
La monografia si propone di indagare uno dei periodi più affascinanti e controversi della storia dei Longobardi nel Mezzogiorno: l’età di Pandolfo I Capodiferro di Capua e Guaimario IV di Salerno. Cronologicamente, il periodo è compreso tra la metà del X sec. e la fine dell’XI e rappresenta la fase di transizione dalla dominazione longobarda a quella normanna. Un segmento cronologico importante non solo per la storia del Mezzogiorno d’Italia, ma anche dell’Europa mediterranea, in cui, proprio in quei secoli, cominciavano a manifestarsi i germi della “rinascita” che caratterizzò lo sviluppo del continente fino al XIV sec. Ancora oggi, nei manuali di uso scolastico e universitario, questo periodo storico figura come “età di transizione”, dai secoli dell’Alto a quelli del Basso Medioevo, secondo la bipartizione dell’Età medievale convenzionalmente adottata dalla storiografia italiana. Il X secolo è, storiograficamente, il “secolo di ferro”. L’Europa carolingia fu devastata da nuove “invasioni barbariche”, dopo quelle che determinarono il crollo dell’impero romano, e popoli sconosciuti minacciarono i suoi confini: Normanni, Magiari, Saraceni. L’impero carolingio andò, progressivamente, disgregandosi sotto l’urto dei nuovi “barbari” e delle guerre tra i successori di Carlo Magno, mentre il potere pubblico si dissolse in una miriade di potentati autonomi - le signorie territoriali - che non riconoscevano più alcuna autorità. I re e gli imperatori erano ridotti, ormai, a figure simboliche. Mentre gran parte del continente europeo regrediva a livelli economici e demografici antecedenti la breve stagione della “rinascita carolingia”, nel Mezzogiorno d’Italia, la Langobardìa minor, erede del regno fondato da Alboino, si frammentava nei principati di Benevento, Salerno e Capua. Il Mezzogiorno partecipava al processo di generale dissoluzione delle eredità del passato, ma, grazie alle personalità straordinarie di Pandolfo I Capodiferro di Capua e Guaimario IV di Salerno, l’eredità politica, culturale ed “etnica” dei Longobardi riuscì a ritrovare la forza per contrastare l’espansione militare dell’Islam mediterraneo. Si aprì con le straordinarie figure dei due principi - e prima del definitivo tramonto - l’ultima stagione di splendore del Mezzogiorno longobardo, che anticipò la “rinascita” politica, economica e culturale dell’Occidente agli albori dell’XI secolo. Una “stagione” di breve durata e densa di eventi, in cui la Langobardìa minor  fu capace di ritrovare l’unità perduta e i fasti di Arechi II, prima di cadere, anch’essa, sotto l’urto dei temibili predoni normanni. Ripercorrendo gli eventi che caratterizzarono l’ultima - ma anche la più intensa - stagione di vita della Langobardìa minor , il libro si sofferma non solo sulle personalità dei principi, legislatori e condottieri, in grado di segnare un'epoca, ma anche sugli uomini di Chiesa e di cultura, sui monaci e i medici, i poeti e gli eruditi come Desiderio di Montecassino, Alfano di Salerno, Costantino l’Africano, Trotula de Ruggiero. Accanto ad essi, le grandi personalità dei papi della “Riforma” ecclesiastica - Leone IX, Niccolò II, Gregorio VII  - alle prese con la corruzione della Chiesa, la lotta contro gli imperatori germanici, lo scisma degli Ortodossi, le incursioni dei Saraceni e dei Normanni. Tutte furono figure emblematiche - perfette interpreti dello Zeitgeist - costrette, loro malgrado, a misurarsi con un’epoca dura, ma non aliena da grandi e significativi cambiamenti culturali: un tassello importante nella costruzione della civiltà dell’Europa mediterranea e nella definizione della sua identità.
Tommaso Indelli è Assegnista di Ricerca in Storia Medievale e Assistente di Cattedra del Prof. Claudio Azzara presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Si occupa di storia del Mezzogiorno medievale longobardo e normanno (VI-XII sec.). Di formazione storico-giuridica, specializzatosi a Pavia con un dottorato sulla cultura giuridica della Tarda Antichità (III-VI sec. d. C) e dell’Europa medievale (VII- XV sec.), si occupa di ricerca e problematiche inerenti le strutture e le forme di organizzazione del potere pubblico e statale. Tra le sue monografie: Bellum Piraticum e pirateria. Aspetti giuridico-politici del fenomeno piratico dall’età Romana al XVIII secolo; La conquista normanna del Meridione d’Italia. Dall’arrivo dei primi conquistatori alla fondazione del Regno; La condizione del servo nell’Occidente medievale. Aspetti giuridici e sociali (V-XV sec.); Strutture socio-politiche dell’Italia Meridionale nel XII secolo, da Ruggero II a Guglielmo II (1105-1189), I Bizantini nel Mezzogiorno d’Italia (VI- XI sec.) Istituzioni, politica e società; Storia politica della Langobardia minore. I Principati di Benevento, Salerno e Capua (VI-XI sec.); Arechi II, un principe longobardo tra due città; Langobardìa. I Longobardi in Italia (VI-XI sec.), Odoacre. La fine di un impero (476 d. C.).