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sabato 1 marzo 2025

Lavoratori forestieri a Bologna nel basso medioevo

Lavoratori forestieri a Bologna nel basso medioevo
Competenze, ruoli, spazi
di Aldo Giuseppe di Bari
pp. 272; € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2025
ISBN: 9791254699133
 
Il lavoro è tra i fattori che più hanno inciso sulla direzione degli spostamenti di donne e uomini nel corso del basso medioevo. Alcune delle più evidenti manifestazioni della mobilità professionale dei secoli XIV e XV ebbero luogo a Bologna, dove migliaia di persone giunsero a trasferirsi attratte dal riconoscimento di particolari benefici (soprattutto fiscali) garantiti dalle autorità felsinee. Fu così che la città costruì un articolato sistema di accoglienza dei forestieri, colmando i vuoti demografici dovuti alla peste e potenziando le manifatture locali con l’apporto delle competenze di chi veniva da fuori.

Il volume si propone di delineare un quadro completo sul ruolo delle presenze non autoctone in questo contesto, osservando le composizioni dei flussi migratori e le modalità del loro controllo, il mestiere svolto e le scelte abitative, le dinamiche di integrazione nel nuovo ambiente e quelle di più netta chiusura. 
Aldo Giuseppe di Bari ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Trieste ed è titolare di un assegno di ricerca presso l’Istituto Storico Germanico di Roma. I suoi studi si collocano nell’ambito della storia economica e sociale del basso medioevo italiano, con particolare riferimento alle manifestazioni della mobilità professionale, della trasmissione delle conoscenze tecniche e della regolamentazione del mondo del lavoro. 

martedì 12 novembre 2024

Paesaggi insediativi, economici e sociali nella Sardegna basso-medievale

Paesaggi insediativi, economici e sociali nella Sardegna basso-medievale
di Pinuccia F. Simbula, Alessandro Boddu
pp. 340; € 38,00 (Acqusta online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829027675

Il volume esplora l’organizzazione del territorio e le dinamiche sociali e produttive nella Sardegna rurale e urbana dei secoli XI-XV. Si tratta di casi di studio, di tessere esemplificative dell’evoluzione della società e dell’economia isolana. Un percorso meno lineare di quanto spesso prospettato da schemi storiografici calati aprioristicamente su una realtà articolata, con molte sfumature istituzionali e politiche al proprio interno. Fortemente sollecitata dai fattori esterni che interagiscono con il mondo locale, l’isola assimila, elabora e adegua i modelli con i quali entra in contatto, con traiettorie ed esiti disomogenei. Le riflessioni sugli assetti economici e insediativi, sulle gerarchie sociali e sui molteplici attori si snodano tra inquadramenti generali e microanalisi del territorio e della configurazione della società, dalle forme di organizzazione del potere alle reti di relazioni politico-istituzionali e commerciali che vi si intrecciano nel lungo arco cronologico sul quale i saggi si soffermano. Il libro, utile come strumento didattico per gli studenti, è rivolto anche a chi intenda approfondire la conoscenza del Medioevo sardo.
Pinuccia F. Simbula Insegna Storia medievale nel Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari.
Alessandro Soddu Insegna Storia medievale nel Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari.

mercoledì 18 settembre 2024

Arsenico e altri veleni

Arsenico e altri veleni
Una storia letale nel Medioevo
di Beatrice Del Bo
pp. 394; € 17,00
Il Mulino, 2024
ISBN: 978-88-15-39034-9

Uomini e donne, santi e assassini, animali fantastici, antidoti e amari calici, speziali e confidenti, crimini e processi. Ecco gli ingredienti di questa storia.

Nel Medioevo, il veleno era una minaccia costante, tanto che le morti per avvelenamento erano relativamente comuni, e l’arsenico, con la sua letale efficacia e la sua invisibilità, era una delle sostanze più micidiali. Le narrazioni letterarie, le cronache e le rappresentazioni artistiche hanno alimentato un immaginario del veleno come arma segreta e insidiosa e delle donne come le principali «avvelenatrici». A partire dalle fonti storiche, Beatrice Del Bo decostruisce alcuni falsi miti di un fenomeno che ha affascinato e spaventato l’umanità per secoli: l’uso del veleno coinvolgeva uomini e donne di ogni ceto sociale, infiltrandosi tanto nelle corti nobiliari quanto nei mercati e nelle taverne delle città, e non era solo uno strumento di morte, ma anche di cura e un simbolo di autorità e controllo, capace di sconvolgere le dinamiche del potere e della vita quotidiana. La vera storia di un nemico spesso invisibile.
Beatrice Del Bo insegna Storia economica e sociale del Medioevo e Didattica della storia nell’Università degli Studi di Milano. Il suo ultimo libro con il Mulino è «L’età del lume. Una storia della luce nel Medioevo» (2023)

venerdì 16 agosto 2024

I luoghi della cultura italo‑greca tra l’alto e il basso Medioevo candidati per il riconoscimento UNESCO

I luoghi della cultura italo‑greca tra l’alto e il basso Medioevo candidati per il riconoscimento UNESCO
a cura di Francesco Maria Spanò, Giulio Merlani
pp. 144; € 24,00
Gangemi Editore, 2024
EAN: 9788849251647

La proposta di candidatura mira a valorizzare un patrimonio che, nel suo complesso, racchiude le più significative testimonianze della cultura greco-bizantina nel Mediterraneo occidentale e rappresenta uno straordinario fenomeno di interscambio culturale – tutto calabrese – in una fase d’importanza cardinale nella storia d’Europa. La candidatura va a colmare una “lacuna” nella Lista del Patrimonio Mondiale da un punto di vista tematico e cronologico giacché si focalizza sul fenomeno dell’innesto della cultura greco-bizantina nel Mediterraneo occidentale nel fondamentale passaggio tra Alto e Basso Medioevo, non pienamente rappresentato nell’attuale Lista. Il sito proposto riunisce le principali testimonianze materiali prodotte, in particolare, tra l’VIII e l’XI secolo che – nel loro insieme – incarnano l’essenza della cultura italo-greca prodotta dall’integrazione di valori d’influenza bizantina, ellenistica e mediorientale. Tale contesto culturale fu trait d’union e fertile terreno d’incontro tra il Mediterraneo antico e l’Europa medievale e pertanto valorizzerebbe a livello internazionale l’importanza e la centralità del territorio italiano già a quell’epoca e rappresenta un modello di integrazione culturale su radici italiche dal grande valore esemplare ancora oggi. La candidatura assumerebbe un’importantissima valenza per il Sud‑Italia (riequilibrando la Lista italiana sbilanciata verso nord) e in particolare per la Regione Calabria, rappresentata in ambito UNESCO soprattutto per i valori naturali e meno per quelli culturali. Con questa proposta, difatti, la Calabria andrebbe a concorrere per il prestigioso riconoscimento di sito culturale Patrimonio Mondiale (al momento in Calabria ci sono il Polinello e la Valle Infernale in Aspromonte incluse nell’ampia rete internazionale del solo sito naturale Patrimonio Mondiale delle Faggete Vetuste).

martedì 23 aprile 2024

La montagna e i principi

La montagna e i principi
Corti delle Alpi occidentali tra XIII e XV secolo: strutture territoriali, insediamento, architettura
di Enrico Lusso
pp. 748; € 70,00
Bonanno Editore, 2023
ISBN: 978-88-6318-234-5

Il volume, inserendosi in una consolidata tradizione di studi, indaga le dinamiche bassomedievali di formazione e assestamento dei maggiori principati sviluppati a cavallo del settore meridionale delle Alpi occidentali, ovvero la contea di Savoia (con il principato subalpino dei Savoia-Acaia), il marchesato di Saluzzo, il Delfinato e la contea di Provenza. Si tratta di corpi geopolitici che trovavano la propria ragione e si sublimavano, da un lato, nella figura del dominus che li reggeva e, dall’altro, nel territorio su cui egli estendeva il proprio dominio. Un territorio che, per la sua stessa natura alpina, presenta interessanti specificità, riconducibili al fatto di essere stato ritenuto – spesso semplicisticamente, soprattutto in riferimento ai secoli indagati – spazio periferico e di “frontiera”. Di certo i vari principati, seppure in modi e con esiti differenziati, conobbero una significativa accelerazione verso assetti più “moderni” e organizzati a partire dai decenni finali del XIII secolo. Se le cause possono apparire eterogenee, gli effetti di medio periodo furono convergenti e innescarono quei processi che, in capo a due secoli circa, avrebbero dato origine a ciò che oggi definiamo “stati”. I temi affrontati nello studio sono essenzialmente tre, corrispondenti ad altrettanti livelli di approfondimento. Punto di partenza è l’analisi del territorio, con le sue varie strutture e articolazioni insediative; quindi, si individuano i principali centri di frequentazione delle corti, di cui si ripercorrono assetti e organizzazione; infine, l’attenzione si concentra alla scala architettonica, indagando linee di committenza, modelli formali e logiche funzionali delle residenze che ospitarono con maggiore assiduità i principi e i loro entourage.
Enrico Lusso, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni architettonici e ambientali, è professore associato di Storia dell’architettura presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino. Attualmente ricopre la carica di presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli. Tra le pubblicazioni principali si ricordano i volumi Forme dell’insediamento e dell’architettura nel basso medioevo (La Morra 2010), Domus hospitales. Ricoveri per viandanti e poveri nei territori subalpini (Torino 2010), La torre di Masio. Un contributo allo studio dei borghi di fondazione fortificati nell’Italia nord-occidentale (Alessandria 2013). È inoltre coautore, con Francesco Panero, del volume Castelli e borghi nel Piemonte bassomedievale (Alessandria 2008). Numerosi, infine, i suoi contributi in volumi e riviste scientifiche.

venerdì 15 marzo 2024

La trasmissione dei testi latini del Medioevo

sabato 10 febbraio 2024

La caduta di Costantinopoli 1453

La caduta di Costantinopoli 1453
di Stephen Tumbull, David Nicolle
pp. 208, € 28,00
Leg, 2023
EAN: 9791255211075
 
Il libro presenta due aspetti chiave della storia di Costantinopoli e dell’Impero bizantino: dopo una prima parte dedicata all’analisi minuziosa del sistema di fortificazioni della capitale, una seconda segue le ultime tappe che condussero gli ottomani alla conquista della città nel 1453, segnando la fine di un impero che era durato oltre mille anni. Un fondamentale scontro della storia viene ripercorso nel dettaglio delle strategie, delle tattiche, delle forze in campo e degli armamenti, con l’ausilio di un ricco apparato di illustrazioni e mappe che completano le illuminanti informazioni testuali.

Stephen Turnbull è considerato uno dei maggiori esperti di storia militare orientale ed europea in epoca medievale e moderna. Tra le sue pubblicazioni presso Leg, ricordiamo Pirati in Oriente (2019).
David Nicolle ha lavorato per i servizi arabi della BBC e studiato presso la School of Oriental and African Studies di Londra e l’Università di Edimburgo.

sabato 27 gennaio 2024

Ecclesia creditur esse antiquissima

Ecclesia creditur esse antiquissima
La pieve di Santa Maria e il territorio di Piadena tra Alto e Basso Medioevo
a cura di Marco Baioni, Mariella Morandi
pp. 140; € 40,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788899547820

Nel 1747 un crollo improvviso poneva fine alla storia dell’antica chiesa di Santa Maria a Piadena, lasciando in piedi solo il presbiterio e la facciata. Dopo un breve periodo di utilizzo dell’edificio lesionato, esso venne abbattuto e al suo posto si configurò quello spazio urbano che ora costituisce piazza Garibaldi. Solo il muro settentrionale si preservò parzialmente poiché vi era appoggiato il chiostro conventuale e ora, molto rimaneggiato, funge da facciata del complesso architettonico. L’anno successivo si diede inizio alla costruzione della chiesa parrocchiale intitolata a Santa Maria Assunta e a San Pammachio, costruzione completamente nuova anche nell’orientamento nord-sud, per la quale però venne riutilizzata con successive modifiche l’antica torre campanaria. Gli scavi archeologici effettuati nel 2008 in occasione del rifacimento della piazza, continuati nel chiostro tra il 2015 e il 2016, hanno costituito l’irrinunciabile occasione di indagare le caratteristiche dell’antica struttura, nel frattempo cadute nell’oblio presso i più, se non per quanto si era riusciti a ricavare dallo studio delle fonti archivistiche. Ma le indagini hanno riservato subito una sorpresa: sotto le fondazioni della chiesa di Santa Maria sono tornati alla luce i resti di un edificio ecclesiastico precedente, più piccolo e con caratteristiche differenti. Questo volume, nato per presentare i risultati di questi scavi, si è arricchito di contributi, poiché i numerosi rimandi alla storia, alla storia dell’arte, alla storia ecclesiastica del territorio cremonese e all’archeologia, tutti scaturiti dallo studio delle strutture emerse, hanno ampliato il discorso in varie direzioni. Ne è nata un’opera che si propone di contribuire alla ricostruzione di un quadro delle nostre conoscenze sul territorio cremonese orientale tra alto e basso Medioevo.

lunedì 18 dicembre 2023

Storia di San Benedetto Polirone

Storia di San Benedetto Polirone
Il Medioevo (1126-1419)
a cura di Paolo Golinelli
pp. 268; € 33,00
Pàtron Editore, 2023
ISBN: 9788855536004

Questo volume si avvale degli studi preparatori e di ricerche originali, e affronta per la prima volta in modo sistematico i secoli meno studiati della storia del cenobio polironiano, quelli del Basso Medioevo. Sono secoli caratterizzati dalla progressiva perdita di quella preminenza che l’abbazia di Matilde aveva avuto in precedenza e dalla difficoltà dei monaci di tener testa alle crisi: ambientale, sociale e demografica, economica - nel barcamenarsi tra una nobiltà locale sempre più invadente e un papato assetato di denaro -, organizzativa - nel cercare di mantenere legate le molte e disparate dipendenze -, e culturale, di un benedettinismo che stava perdendo la sfida con i nuovi ordini religiosi divenuti preminenti. Lo spaccato che ne esce è quello di una ricchezza e di un prestigio mantenuti nonostante tutto questo, e di un cenobio che troverà in sé e in alcuni personaggi culturalmente e spiritualmente di peso la forza per riprendere vigore con l’entrata nella Congregazione di Santa Giustina di Padova, nella quale comincerà il suo rinascimento.
Paolo Golinelli già Professore Ordinario di Storia Medievale all’Università degli Studi di Verona. Al centro dei suoi interessi storici ci sono i rapporti tra religione e società nel Medio Evo, studiati attraverso l'agiografia e il culto dei santi (anche nel loro aspetto antropologico e non convenzionale).