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mercoledì 11 giugno 2025

Roma nel medioevo

Roma nel medioevo
Paesaggio urbano, arte, società (secoli XI-XV)
a cura di Sandro Carocci, Riccardo Santangeli Valenzani
pp. 356; € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829030378
 
Nel corso degli ultimi decenni, gli studi storici e archeologici sulla Roma del pieno e tardomedioevo, nel periodo compreso fra l’anno Mille e il Rinascimento, si sono moltiplicati senza sosta, portando a un aumento significativo dei dati disponibili e a una trasformazione degli stessi paradigmi interpretativi. Non è più possibile presentare la storia di Roma come una vicenda tutta condizionata dal papato, secondo una prospettiva periodicamente riproposta. Affidato ai più autorevoli specialisti italiani di archeologia, storia, storia dell’arte e cultura della Roma medievale, il libro supera definitivamente questo approccio, facendo emergere l’importanza delle dinamiche cittadine, del ruolo della società locale, dell’economia, delle istituzioni autonome. Viene così tracciato il quadro multiforme di una grande città medievale ancora troppo poco conosciuta, al tempo stesso simile e diversa dalle altre realtà urbane d’Italia e d’Europa.
Sandro Carocci è professore ordinario di Storia medievale all’Università di Roma Tor Vergata. È autore di numerosi volumi, fra cui Baroni di Roma (Roma 1993), Il nepotismo nel medioevo (Roma 1999), Le origini della Campagna Romana (con M. Vendittelli; Roma 2004) e Vassalli del papa (Roma 2010).
Riccardo Santangeli Valenzani è professore ordinario all’Università Roma Tre, dove insegna Archeologia urbana e Archeologia medievale. Ha diretto scavi in molte aree di Roma, tra cui i Fori imperiali e il Colosseo.

martedì 27 agosto 2024

L’abbazia di Santa Eufemia e il suo territorio

L’abbazia di Santa Eufemia e il suo territorio
Ricerche di archeologia medievale nella piana lametina
di Eugenio Donato
pp. 212; € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2024
ISBN: 9788849871685

Un’archeologia per la storia, potrebbe essere definito questo studio, condotto con un’intensità documentaria che sostiene una comunicazione puntuale quanto asciutta; non c’è una parola – un aggettivo, in particolare… – in più, come accade quando si giunge a redigere sintesi selettive (una condizione necessaria, in base a specifici parametri, se si vuole sfuggire a un neopositivismo classificatorio, come spesso accade in lavori consimili) che si propongano di offrire elementi di novità sostanziale, frutto di lunghe ricerche condotte – in una Calabria, non solo tirrenica, al centro di un Mediterraneo medievale, peraltro oggetto come tale di studi archeologici non solo in Italia – frequentando temi, stagioni e luoghi storici ben precisi e parte di tradizioni culturali forti. Così l’autore è giunto ad affrontare, in un articolato volume di ampio respiro e con gli strumenti, anche concettuali, dell’archeologia, uno specifico territorio storico legato a un monumento “eponimo” come la grande Abbazia benedettina di S. Eufemia; ora autentica chiave di lettura archeologica, per identità e storia, di un ambiente culturale che appare avere svolto un ruolo importante, a volte determinante, per la comprensione di intere stagioni storiche della Calabria tirrenica. (Dall’introduzione di Guido Vannini)
Eugenio Donato è Dottore di Ricerca in Archeologia medievale, ha insegnato, in qualità di professore a contratto, Metodologia della ricerca archeologica (Università della Calabria) e Archeologia medievale (Università di Messina). Ha partecipato a scavi e indagini archeologiche in Italia e all’estero, collaborando con istituti di ricerca italiani e stranieri, e con le Soprintendenze Archeologiche e ai Beni Monumentali. Si è occupato di incastellamento, ceramica medievale, archeologia dell’architettura, topografia archeologica, e ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche. Nel territorio lametino ha condotto scavi nel castello di Nicastro, nella chiesa dei SS. Quaranta Martiri e nell’abbazia di Santa Eufemia.

venerdì 21 giugno 2024

Architettura a Genova nel tempo

Architettura a Genova nel tempo
Tecniche costruttive e strumenti di datazione
di Anna Boato
pp. 154; € 42,00
All'Insegna del Giglio, 2024
ISBN: 9788892852907

Il libro propone una lettura del costruito storico che è insieme un viaggio nello spazio, Genova e in parte la Liguria, e nel tempo, dall’epoca medievale alle soglie della contemporaneità, riflettendo una concezione dello sviluppo del costruire caratterizzata da permanenze, consuetudini, tradizioni, riprese e anche imitazioni. Dall’organizzazione del volume in schede tematiche traspare una tensione quasi enciclopedica, tuttavia, il rigoroso e serrato gioco di rimandi tra i termini che denotano i vari elementi costruttivi e i materiali, i ricchi e puntuali riferimenti bibliografici incrociati tra le schede e la presenza del fattore tempo, al loro interno e nella parte finale del volume, superano la meccanica dissezione autoptica dell’edificio esistente e la sua eccessiva frammentazione analitica. Il volume, per questo, offre anzitutto un contributo diretto alla conoscenza del costruito storico genovese e ligure, ma fornisce anche interessanti spunti metodologici per analoghe ricerche in altri contesti geografici e culturali (tratto dalla prefazione di Stefano F. Musso).
Anna Boato insegna Laboratorio di Restauro architettonico nel corso di Architettura del Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova e Archeologia dell’architettura presso le Scuole di Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio di Genova e di Milano. È responsabile della Sezione di Archeologia dell’Architettura del Laboratorio marsc (Metodiche Analitiche per il Restauro e la Storia del Costruito), attivo presso tale Dipartimento. Tra i numerosi lavori pubblicati si segnala il volume Costruire “alla moderna”. Materiali e tecniche a Genova tra XV e XVI secolo (2005).

domenica 28 aprile 2024

A tavola e in cucina tra Medioevo e Rinascimento nel castello di San Vito al Tagliamento (PN)

A tavola e in cucina tra Medioevo e Rinascimento nel castello di San Vito al Tagliamento (PN)
Catalogo dei materiali rinvenuti negli scavi archeologici dal 1992 al 2009
di Chiara Magrini, Lisa Zenarolla
pp. 160; € 38,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852228
 
In questo volume trova compimento il lungo lavoro che, dalla ricerca sul campo alla fase di inventariazione e infine allo studio, ha portato all’edizione dei materiali rinvenuti negli scavi del castello di San Vito al Tagliamento (PN). Non si tratta solo del catalogo di un nucleo di reperti numericamente consistente e rappresentativo delle più diverse classi di materiali, ma anche e soprattutto del racconto di come, attraverso questi reperti, si possano ricostruire le fasi di formazione, utilizzo e defunzionalizzazione di un contesto, quello di un fossato rinascimentale, considerato tra i più interessanti nei recenti studi di archeologia medievale. Dalla terra che ha obliterato il fossato di San Vito riemergono frammenti ceramici, si animano le stanze del Castello degli Altan, si intravvede uno spaccato della vita quotidiana nel Rinascimento.
Chiara Magrini, Archeologa, ha conseguito il dottorato di ricerca a La Sapienza di Roma e il titolo di specializzazione all’Università di Trieste. Lavora in moltissimi scavi archeologici sia in Italia che all’estero, svolgendo inoltre attività di ricerca. Si occupa in particolare di archeologia medievale.
Lisa Zenarolla è un’archeologa, laureata all’Università di Trieste nel 1998 dove ha conseguito anche i titoli di specializzazione e di dottorato di ricerca. Scava in molti siti archeologici soprattutto del Friuli Venezia Giulia e fa ricerca pubblicando articoli riguardanti l’archeologia romana e la storia delle religioni.

martedì 26 marzo 2024

Da Placentia a Placencia

Da Placentia a Placencia
Trasformazione della morfologia urbana di Piacenza dall’età tardoantica all’alto Medioevo
di Mattia Francesco Antonio Cantatore
pp. 326; € 61,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852471

La città di Piacenza è una delle sedi urbane più importanti per l’alto Medioevo dell’Italia settentrionale. Dopo una florida stagione di studi tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, è stata oggetto di riflessioni e analisi soprattutto legate al cospicuo corpus documentario, che con il dato archeologico hanno faticato spesso a trovare un concreto punto di incontro. Questa ricerca parte dalla necessità di mettere in comunicazione i diversi tipi di fonti e tentare di proporre una lettura articolata sulla città, nelle trasformazioni avvenute tra la tarda Antichità e l’alto Medioevo. La messa a sistema dei dati derivanti dalla schedatura degli scavi urbani e delle fonti scritte, qui sostanziati in due dettagliati cataloghi, ha permesso di restituire un quadro complessivo sull’evoluzione cittadina tra l’età romana e il X secolo. La recente edizione delle carte piacentine fino a tutto il IX secolo e il crescente numero di indagini archeologiche urbane hanno consentito di gettare, quindi, una nuova luce sul paesaggio urbano, sulla vita economica, sociale e culturale di Piacenza.

Mattia Francesco Antonio Cantatore (Ph.D.), archeologo medievista, è un libero professionista che collabora attualmente con gli insegnamenti di Archeologia Medievale e Metodologia della ricerca archeologica dell’Università di Verona. Oltre a dirigere le indagini archeologiche presso la Cattedrale di Piacenza (PC), ha partecipato a diversi progetti pluriennali con compiti di direzione tecnica del cantiere. Tra di essi si segnalano gli scavi presso il villaggio alpino di Piuro (SO), la pieve di Santa Maria in Castello di Toano (RE), la pieve di Santa Maria di Castellarano (RE), il castello di Canossa (RE) e le necropoli di Falaj A’ Souq e Yenpa nella regione di Al-Bātina in Oman.

sabato 3 febbraio 2024

L’arte della scoperta

L’arte della scoperta
Scavare nel passato nell’Europa del Rinascimento
di Maren Elisabeth Schwab, Anthony Grafton
pp. 280; € 24,00 (Acquista onlne con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829022106

Agli albori del XV secolo, in un’abbazia benedettina di Padova, fu rinvenuta una teca contenente i resti mortali dello storico romano Tito Livio. La scoperta fu accolta con lo stesso entusiasmo riservato alle reliquie di un santo cristiano e servì a stabilire una serie di modelli e pratiche rivelatisi durevoli. Il volume racconta le storie degli antiquari rinascimentali, i quali trasformarono i resti materiali del mondo antico in fonte d’ispirazione per studiosi e artisti, esempi per le decorazioni di palazzi e chiese, oggetti di culto e luoghi di pellegrinaggio. Gli autori accompagnano il lettore all’interno di scantinati, caverne e cisterne, spiegando come venivano intrapresi gli scavi e facendo luce sui metodi che gli antiquari – nonché gli alchimisti e gli artigiani da loro consultati – utilizzavano per interpretare le loro scoperte. Ne emerge non tanto una storia delle origini dell’archeologia moderna o della storia dell’arte, quanto un resoconto del modo in cui le abilità artigianali e le competenze tecniche dell’Età moderna furono utilizzate per creare nuove conoscenze sul passato e ispirare nuove forme di arte, erudizione e devozione nel presente.
Maren Elisabeth Schwab Insegna Latino postclassico e Storia della conoscenza all’Università di Kiel.
Anthony Grafton Ricopre la cattedra Henry Putnam di Storia alla Princeton University.

sabato 27 gennaio 2024

Ecclesia creditur esse antiquissima

Ecclesia creditur esse antiquissima
La pieve di Santa Maria e il territorio di Piadena tra Alto e Basso Medioevo
a cura di Marco Baioni, Mariella Morandi
pp. 140; € 40,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788899547820

Nel 1747 un crollo improvviso poneva fine alla storia dell’antica chiesa di Santa Maria a Piadena, lasciando in piedi solo il presbiterio e la facciata. Dopo un breve periodo di utilizzo dell’edificio lesionato, esso venne abbattuto e al suo posto si configurò quello spazio urbano che ora costituisce piazza Garibaldi. Solo il muro settentrionale si preservò parzialmente poiché vi era appoggiato il chiostro conventuale e ora, molto rimaneggiato, funge da facciata del complesso architettonico. L’anno successivo si diede inizio alla costruzione della chiesa parrocchiale intitolata a Santa Maria Assunta e a San Pammachio, costruzione completamente nuova anche nell’orientamento nord-sud, per la quale però venne riutilizzata con successive modifiche l’antica torre campanaria. Gli scavi archeologici effettuati nel 2008 in occasione del rifacimento della piazza, continuati nel chiostro tra il 2015 e il 2016, hanno costituito l’irrinunciabile occasione di indagare le caratteristiche dell’antica struttura, nel frattempo cadute nell’oblio presso i più, se non per quanto si era riusciti a ricavare dallo studio delle fonti archivistiche. Ma le indagini hanno riservato subito una sorpresa: sotto le fondazioni della chiesa di Santa Maria sono tornati alla luce i resti di un edificio ecclesiastico precedente, più piccolo e con caratteristiche differenti. Questo volume, nato per presentare i risultati di questi scavi, si è arricchito di contributi, poiché i numerosi rimandi alla storia, alla storia dell’arte, alla storia ecclesiastica del territorio cremonese e all’archeologia, tutti scaturiti dallo studio delle strutture emerse, hanno ampliato il discorso in varie direzioni. Ne è nata un’opera che si propone di contribuire alla ricostruzione di un quadro delle nostre conoscenze sul territorio cremonese orientale tra alto e basso Medioevo.

giovedì 21 dicembre 2023

Alle origini dell’archeologia medievale italiana

Alle origini dell’archeologia medievale italiana
Dalla ceramologia archeologica all’archeologia della produzione
Per Hugo Blake
a cura di Silvia Lusuardi Siena, Marco Milanese, Guido Vannini
pp. 208: € 60,00
All'Insegna del Giglio 2023
ISBN: 9788892852280

Erano anni di profondi cambiamenti della società italiana, come di quella inglese, quando dal 1969 il giovane Hugo approdò in Italia per una tesi di dottorato sulla ceramica medievale nell’Italia centro-settentrionale, una ricerca che lo portò a entrare subito in rapporto con i maggiori studiosi del tempo di archeologia e di ceramica medievale, come David Whitehouse, Michelangelo Cagiano de Azevedo, Tiziano Mannoni, Ezio e Liana Tongiorgi, Ottone d’Assia, John Ward Perkins, Galeazzo Cora, John Mallet, Riccardo Francovich, Sergio Nepoti, Lanfredo Castelletti e molti altri. Molti altri fondamentali contatti Hugo poté stabilire grazie a Tiziano Mannoni, che lo portò ai Convegni Internazionali della Ceramica di Albisola dal 1970, in un ambiente centrale, fondativo per l’archeologia medievale italiana e per il riconoscimento del valore storiografico dei reperti ceramici da contesti archeologici, una sede in cui lo stesso Hugo promosse l’idea della costruzione di una rete internazionale per l’archeologia medievale e di uno strumento d’informazione, concretizzatosi nel “Notiziario di Archeologia Medievale” (meglio conosciuto come NAM). Fu questa rete di relazioni la base che costituì un punto di svolta per un riordino dei contenuti e una premessa, in prospettiva, per la stessa istituzionalizzazione della Disciplina. Così, il volume rappresenta una riflessione ‘indiretta’ su una precisa stagione storica della nostra cultura archeologica, forse ancora in parte inespressa. Una stagione di movimenti, ‘naturalmente’ internazionale, anche con strutture istituzionali di riferimento, ma con l’iniziativa personale e collettiva come valore centrale. La seconda parte del volume è dedicata al settore che qualifica e rappresenta decenni di ricerche di Hugo Blake, appunto ‘la ceramica’. Così, ad esempio, i saggi coprono un arco cronologico esteso fino a essere ricompresi nella periodizzazione primaria che si attribuì la Rivista di riferimento nazionale del settore, “Archeologia Medievale”: ‘postclassico-preindustriale’.

In tale ambito, con un apporto determinante degli studi di Blake, fu anche ‘prodotta’ una vera e propria nuova fonte, tramite una radicale reimpostazione degli studi sui bacini ceramici che decorano chiese e edifici civili – in particolare fra i secc. X-XV – sulla base di contestualizzazioni di cui gli apparati murari monumentali, di cui erano parte, costituiscono la principale ma non unica ‘associazione’.
Guido Vannini, Ordinario di Archeologia Medievale, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici presso l’Università di Firenze e membro della Scuola di Dottorato dell’Università ‘Sapienza’ di Roma, è autore di circa 300 pubblicazioni scientifiche sull’insediamento urbano, il popolamento in aree feudali mediterranee, i problemi di archeologia della produzione e di metodo.
Marco Milanese è Professore Ordinario di Archeologia (Cattedre di Metodologia della Ricerca Archeologica, Archeologia Medievale e Postmedievale) presso l’Università di Sassari. Attualmente insegna anche Archeologia nelle Scuole di Specializza'one in Archeologia delle Università di Cagliari e di Oristano ed è stato Professore Associato nelle Università di Pisa, Genova, Siena.
Silvia Lusuardi Siena è stato Professore Ordinario di Archeologia Medievale presso l’Università degli Studi di Udine (1990-1994) e presso l’Università Cattolica di Milano (1994-2016). In quest’ultimo ateneo, ha tenuto anche l’insegnamento di Metodologia della ricerca archeologica e ha rivestito il ruolo di Direttore dell’Istituto di Archeologia (1998-2010) e della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (2014-2016).

lunedì 11 dicembre 2023

Milano. Piazza Duomo prima del Duomo

Milano. Piazza Duomo prima del Duomo
La cattedrale di Santa Tecla perduta e ritrovata
Archeologia del complesso episcopale milanese
a cura di Silvia Lusuardi Siena, Filippo Airoldi, Elena Spalla
pp. 896; € 70,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2023
ISBN: 9788836641819

Il volume ripercorre le vicende millenarie del complesso episcopale milanese prima che la piazza, con il Duomo, assumesse l’aspetto attuale e ne ricostruisce l’assetto antico grazie all’analisi di testimonianze archeologiche frutto di scavi condotti dal XIX al XXI secolo.

Le cattedrali di Santa Tecla e di Santa Maria Maggiore, i battisteri di San Giovanni alle Fonti e di Santo Stefano alle Fonti, il sepolcreto medievale e la grande torre/campanile che si ergeva a nord del Duomo tornano a occupare, almeno virtualmente, i loro spazi originari.
Ciò è stato possibile grazie al progetto “Piazza Duomo prima del Duomo” nato con l’obiettivo di valorizzare il ruolo svolto dagli scavi di Alberto de Capitani d’Arzago nel 1943 e da Mario Mirabella Roberti nel 1961-1963 e di restituire alla cittadinanza e alla comunità scientifica piena consapevolezza di cosa ha rappresentato nel tempo il grande spazio che tante persone, per lo più ignare, frequentano ogni giorno.
Nel dicembre del 2009, a cent’anni dalla nascita dei due studiosi, la cattedra di Archeologia Medievale dell’Università Cattolica e la Veneranda Fabbrica del Duomo, d’intesa con l’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, hanno organizzato un convegno con i primi risultati del progetto. Dopo oltre dieci anni, gli interventi di quelle giornate si sono arricchiti di più vari e approfonditi contributi corredati da un’ampia rassegna grafica e fotografica delle strutture e dei reperti.
Nel supporto digitale sono contenute le relazioni degli scavi condotti tra il 1996 e il 2008-2009, le trascrizioni dei Giornali di scavo delle passate indagini e le immagini delle centinaia di reperti monetali ritrovati.

sabato 25 novembre 2023

Archeologia del Medioevo

Archeologia del Medioevo
di Francesca Romana Stasolla
pp. XII-516; € 49,00
Mondadori Education, 2023
ISBN: 9788861846388

Guardare al Medioevo attraverso i suoi dati materiali significa ripercorrere la lunga storia di un migliaio di anni attraverso lo spettro di architetture, manufatti, paesaggi, collocati nei rispettivi contesti socio-ambientali e letti diacronicamente. Il caleidoscopio che ne emerge restituisce un’area euromediterranea in profonda trasformazione, dove genti di tipo diverso si incontrano e si scontrano, dove sorgono nuove realtà insediative, dove si sperimentano tecniche, modi dell’abitare, nuove forme di relazione sociale. Il passaggio dal mondo antico alle soglie dell’età moderna viene descritto attraverso i tempi ed i luoghi del Medioevo euro-mediterraneo, per poi affrontare i temi più attuali nella storiografia contemporanea e le classi dei manufatti attraverso i quali l’archeologia contribuisce alla ricostruzione storica.

Francesca Romana Stasolla è professore ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università di Roma Sapienza. Le sue ricerche spaziano dalla Tarda Antichità al pieno Medioevo ed abbracciano tematiche diverse, dalla storia della città, all’archeologia funeraria, al monachesimo, agli aspetti sociali del mondo post-classico. Ha diretto e dirige numerosi scavi archeologici, fra cui la città di Leopoli-Cencelle (Tarquinia, VT) ed il complesso del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

giovedì 2 novembre 2023

“Anforette” e produzioni ceramiche altomedievali da una corte regia nel Mediterraneo tirrenico

“Anforette” e produzioni ceramiche altomedievali da una corte regia nel Mediterraneo tirrenico
Indagini archeologiche a Vetricella (Scarlino, GR)
di Luisa Russo
pp. 330; € 50,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892851450

Le anforette sono una categoria di reperti il cui nome rimanda al più diffuso contenitore da trasporto di epoca classica, l’anfora, ma differiscono da questa soprattutto per le ridotte dimensioni e per il breve-medio raggio di distribuzione. Già note nel panorama di studi sulle ceramiche medievali di uso comune dell’Italia centrale tirrenica, le anforette finora sono state rinvenute, sia attraverso indagini stratigrafiche che di superficie, in numeri piuttosto contenuti. Il sito di Vetricella (Scarlino, GR), invece, al centro del progetto ERC Advanced nEU-Med: Origins of a new economic union (7th-12th centuries): resources, landscapes and political strategies in a Mediterranean region, ne ha restituito un quantitativo assai considerevole. Il volume propone, oltre ad un aggiornamento dei rinvenimenti di anforette effettuati nel territorio compreso tra Toscana meridionale ed alto Lazio, uno studio approfondito di questi reperti secondo un approccio tanto tradizionale, quanto archeometrico. Grazie al progetto nEU-Med, infatti, è stato possibile svolgere analisi di provenienza, di datazione assoluta e degli eventuali residui organici dei contenuti originari. Allo stesso tempo, si è cercato di fornire anche un’idea del contesto ceramico generale in cui questi manufatti si inseriscono. I dati scaturiti dai vari aspetti della ricerca hanno consentito pertanto di incrementare il potenziale conoscitivo intrinseco delle anforette e di aggiungere importanti elementi per la ricostruzione delle dinamiche socio-economiche che caratterizzavano la Toscana sud-occidentale tra alto Medioevo e secoli centrali.

venerdì 20 ottobre 2023

Gli scavi degli “Ex Laboratori Gentili” a Pisa e i manufatti in lega di rame (secoli XII-XIV)

Gli scavi degli “Ex Laboratori Gentili” a Pisa e i manufatti in lega di rame (secoli XII-XIV)
Organizzazione delle aree di lavorazione, tecniche produttive e commerci
di Francesco M.P. Carrera
pp. 318; € 72,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892851757

Gli scavi degli Ex Laboratori Gentili (2008-2012), un’area urbana di circa 9000 m² nel quartiere di Chinzica a Pisa, hanno interessato un complesso di edifici medievali – in alcuni casi sopravvissuti in elevato per diversi metri – che hanno portato alla luce una sequenza stratigrafica dalla quale sono stati recuperati migliaia di oggetti in metallo, crogioli, stampi fittili e litici, frammenti di fornaci, carboni, colature di metallo e utensili. L’analisi dei dati di scavo, delle strutture e dei materiali ha permesso di individuare diversi atelier offrendo uno spaccato del contesto urbano e sociale dell’area tra la fine del XII e gli inizi del XV secolo, ovvero dall’acmé sino al declino della Repubblica di Pisa. L’eccezionale stato di conservazione di molti degli apprestamenti produttivi nonché l’abbondanza e il grande numero dei resti di lavorazione hanno permesso, inoltre, una ricostruzione meticolosa dell’intero processo produttivo e organizzativo di un’officina medievale dedicata alla realizzazione di manufatti in metallo.
Francesco M. P. Carrera è Perito geometra, laureato in Topografia Antica all'Università di Pisa e dottorato nel medesimo ateneo in Archeologia Medievale. Ha condotto e diretto più di un centinaio di scavi archeologici dal periodo protostorico sino a quello post medievale; ha svolto numerose docenze concernenti l’informatica applicata ai Beni Culturali, museologia, museotecnica e trattamento informatizzato delle immagini.

martedì 17 ottobre 2023

Il sito della Piana di San Martino a Pianello Val Tidone

Il sito della Piana di San Martino a Pianello Val Tidone
Dal castrum tardoantico all’abbandono nel XVIII secolo. Scavi e ricerche 2018-2021
a cura di Roberta Conversi
pp. 332; € 59,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892851894
 
Il volume, a due anni dalla chiusura dell’ultima campagna di scavo del 2021, presenta per la prima volta una lettura coordinata dei dati vecchi e nuovi emersi dalle ricerche, con metodo interdisciplinare, che associa alla presentazione dei dati di scavo, approfondimenti storici e scientifici. Il risultato che si propone è la ricostruzione della genesi e dell’evoluzione di epoca storica del sito della Piana di San Martino, del quale sono state individuate ora sei fasi, dal V alla metà del XVIII secolo, con un’eccezionale testimonianza della presenza di edificato ligneo dal VII secolo al pieno Medioevo. Da castrum tardoantico e ostrogoto, con significativi confronti con i castra d’altura, come il vicino Sant’Antonino in Perti, fondato sul limite fluido goto/bizantino, di cui restano imponenti strutture murarie difensive, residenziali e di servizio, tra cui due cisterne e manufatti significativi, vasellame ceramico di importazione, monete e pesi monetali, dopo la demolizione parziale di alcune strutture a seguito della guerra greco gotica, le evidenze archeologiche rinvenute attestano che il sito si struttura nell’altomedievale come villaggio e appena dopo il Mille come centro castrense d’altura di signori locali di tradizione longobarda, quel castrum Poncianum citato dalle fonti archivistiche dall’inizio del IX secolo. Il sito assume esclusivamente la funzione di luogo di culto e funerario dal pieno Medioevo alla scomparsa per la chiusura al culto della chiesa di San Martino, con perdita di memoria del luogo dal XVIII secolo fino alla riscoperta intorno al 1990 grazie a ricognizioni di volontari dell’Associazione Pandora di Pianello. Con le ricerche 2018-2021 si è potuto ricostruire un matrix stratigrafico ed elaborare ex novo piante di fase e di strutture, mettendo in relazione dati vecchi e nuovi, che hanno consentito per la prima volta di distinguere e di dare una lettura in estensione delle fasi di occupazione e dei contesti afferenti. Lo studio sistematico dei dati permette ora di porre il sito nel quadro delle trasformazioni storiche avvenute in un ampio torno di secoli, fin ora poco documentate per il piacentino, in un territorio, la Val Tidone, rivolto per contatti e influenze culturali verso il Piemonte, la Liguria e Piacenza e con legami evidenti con il monastero di Bobbio e coi più grandi centri urbani, quali Brescia, Pavia, Milano e con la corte di Ravenna in epoca tardoantica e altomedievale. Il sito della Piana di San Martino, dichiarato di importante interesse archeologico, insiste su un pianoro in una suggestiva cornice paesaggistica sulla cima del Monte San Martino. Fin dai primi sondaggi è emersa una complessa stratigrafia antropica attestante la presenza di due periodi discontinui di frequentazione: uno dall’età del Bronzo Finale alla seconda età del Ferro, un altro che va dall’età tardoantica fino alla metà del XVIII secolo. Le prime indagini svolte dal 2000 al 2012 sul deposito stratigrafico di epoca storica hanno portato in luce manufatti mobili notevoli e consistenti resti di mura di edifici dal tardoantico alla fine del XVIII secolo. Dal 2018 la Soprintendenza ha condotto campagne di scavo sistematiche con fondi ministeriali, su un progetto di ricerca che prevede ulteriori approfondimenti stratigrafici, rilievo 3D e rinterro dei resti già messi in luce, altrimenti a rischio di scomparsa per deterioramento a causa delle caratteristiche del luogo e delle condizioni climatiche avverse alla conservazione open air.
Roberta Conversi è funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza.

mercoledì 26 luglio 2023

Costruire in Terra d’Otranto tra Medioevo ed Età moderna

Costruire in Terra d’Otranto tra Medioevo ed Età moderna
Atti del Convegno Lecce, ex Ospedale dello Spirito Santo, 11-13 luglio 2019
a cura di Paul Arthur, Daniela Esposito, Marco Rosario Nobile
pp. 148, € 70,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892851795

Con aggiornamenti, modifiche e alcune assenze questo testo raccoglie gli interventi del convegno “Costruire in Terra d’Otranto tra Medioevo ed Età moderna”, che si è svolto a Lecce dall’11 al 13 luglio 2019 nella sede dell’ex Ospedale dello Spirito Santo. Gli atti si pongono come un utile contributo alla conoscenza del cantiere di Terra d’Otranto, fra lettura archeologica, artistica, architettonica e urbana. I saggi riguardano in particolare le caratteristiche del cantiere medievale di Terra d’Otranto e della sua organizzazione e con riferimento ad aspetti peculiari del linguaggio architettonico proprio di alcune costruzioni, come ad esempio la basilica di Centoporte a Giurdignano e la basilica di S. Caterina d’Alessandria a Galatina. La continuità della tradizione costruttiva, evidente nella ‘lunga durata’ della realizzazione della tecnica muraria a ‘filari isometrici’, viene articolata negli sviluppi del linguaggio architettonico proprio delle opere del cantiere moderno Cinque-Seicentesco, nei sistemi voltati fra XVI e XVII secolo e delle strutture voltate a spigolo e catini con costoloni e ancora delle volte delle chiese leccesi studiate nella loro geometria e morfometria. Completano il quadro alcuni saggi sulle finiture delle facciate delle architetture in Terra d’Otranto, sulle tecniche di intervento del XVIII secolo a seguito e a prevenzione di futuri eventi sismici nel Salento e il caso emblematico per molti degli aspetti citati del castello di Fulcignano a Galatone.

domenica 2 luglio 2023

Offanengo dei Longobardi

Offanengo dei Longobardi
Archeologia e storia di un territorio della Lombardia centrale tra età romana e Medioevo
a cura di Marilena Casirani
pp. 276, € 59,00
SAP Società Archeologica, 2022
ISBN: 9788899547684
 
Lungo il confine meridionale del ducato longobardo di Bergamo, sulla sponda sinistra del fiume Serio e in connessione con la strada romana che congiungeva Pavia e Brescia, due tra le città più importanti del regno longobardo, si segnala, per ricchezza e complessità, l’insediamento di Offanengo. Attraverso l’analisi multidisciplinare che si è avvalsa dell’indagine archeologica, dello studio della toponomastica, della cartografia storica e delle fonti diplomatico-archivistiche, il volume Offanengo dei Longobardi getta nuova luce su un insediamento attivo fin dall’età romana, nel quale si insediarono genti longobarde che hanno lasciato traccia di sé nelle sepolture con ricco corredo. La vita dell’insediamento e le sue vicende vengono seguite però ben oltre la fase altomedievale, per dipanare le trame relative alla formazione, nel X secolo, di estesi patrimoni fondiari legati ai grandi monasteri e a influenti personaggi del regno italico, connessi anche alla nascita di fortificazioni in terra e legno, nonché chiarire le vicende relative alla nascita della pieve e dei numerosi luoghi di culto oggi scomparsi.
Marilena Casirani si è laureata in Lettere classiche (indirizzo archeologico) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano conseguendo poi presso lo stesso ateneo il diploma di specializzazione in Archeologia Tardoantica e Medievale e il titolo di dottore di ricerca in Archeologia.

mercoledì 28 giugno 2023

La chiesa di Santa Maria di Lugo a Campagna Lupia (VE)

La chiesa di Santa Maria di Lugo a Campagna Lupia (VE)
Scavi archeologici 2008-2010
a cura di Alejandra Chavarría Arnau
pp. 178, € 45,00
SAP Società Archeologica, 2023
ISBN: 9788899547592

La chiesa di Santa Maria di Lugo, ubicata a Campagna Lupia, comune Veneto in provincia di Venezia, viene ricordata per la prima volta in un documento del 1397 in occasione della nomina di un certo prete Tommaso Suon fu Riccardo da parte di fra Giovanni da Padova, priore del monastero di San Benedetto e vicario generale del vescovo Stefano da Carrara. Durante le guerre tra veneziani e padovani, questi ultimi costruirono alcune fortificazioni (denominate nelle fonti bastie o bastite) a difesa dei loro territori, tra cui una a Santa Maria di Lugo edificata intorno al 1370. Gli scavi archeologici svolti dall’Università di Padova tra il 2008 e il 2010 hanno svelato una storia più ampia e complessa che parte dal rinvenimento di una necropoli paleoveneta dell’VIII secolo a.C. e una serie di depositi romani che includono una grande quantità di anfore e ceramica databile tra II e III secolo. Lo scavo ha anche individuato un cimitero e resti della struttura difensiva della bastia del XIV secolo. Il volume presenta i risultati degli scavi e li analizza nel contesto di un più ampio studio del territorio.
Alejandra Chavarria Arnau è professore di Archeologia Medievale presso l'Università degli Studi di Padova, dove sviluppa ricerche relative al periodo tardoantico e altomedievale (insediamenti, chiese e cimiteri principalmente).

domenica 18 giugno 2023

L'abbazia di Santa Eufemia e il suo territorio

L'abbazia di Santa Eufemia e il suo territorio
Ricerche di archeologia medievale nella piana lametina
di Eugenio Donato
pp. 220, € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2023
ISBN: 9788849871685

Un’archeologia per la storia, potrebbe essere definito questo studio, condotto con un’intensità documentaria che sostiene una comunicazione puntuale quanto asciutta; non c’è una parola – un aggettivo, in particolare… – in più, come accade quando si giunge a redigere sintesi selettive (una condizione necessaria, in base a specifici parametri, se si vuole sfuggire a un neopositivismo classificatorio, come spesso accade in lavori consimili) che si propongano di offrire elementi di novità sostanziale, frutto di lunghe ricerche condotte – in una Calabria, non solo tirrenica, al centro di un Mediterraneo medievale, peraltro oggetto come tale di studi archeologici non solo in Italia – frequentando temi, stagioni e luoghi storici ben precisi e parte di tradizioni culturali forti. Così l’autore è giunto ad affrontare, in un articolato volume di ampio respiro e con gli strumenti, anche concettuali, dell’archeologia, uno specifico territorio storico legato a un monumento “eponimo” come la grande Abbazia benedettina di S. Eufemia; ora autentica chiave di lettura archeologica, per identità e storia, di un ambiente culturale che appare avere svolto un ruolo importante, a volte determinante, per la comprensione di intere stagioni storiche della Calabria tirrenica. (Dall’introduzione di Guido Vannini)
Eugenio Donato è Dottore di Ricerca in Archeologia medievale, ha insegnato, in qualità di professore a contratto, Metodologia della ricerca archeologica (Università della Calabria) e Archeologia medievale (Università di Messina). Ha partecipato a scavi e indagini archeologiche in Italia e all’estero, collaborando con istituti di ricerca italiani e stranieri, e con le Soprintendenze Archeologiche e ai Beni Monumentali. Si è occupato di incastellamento, ceramica medievale, archeologia dell’architettura, topografia archeologica, e ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche. Nel territorio lametino ha condotto scavi nel castello di Nicastro, nella chiesa dei SS. Quaranta Martiri e nell’abbazia di Santa Eufemia.

lunedì 5 giugno 2023

La Pompei del Medioevo

La Pompei del Medioevo
San Vincenzo al Volturno dalle origini al sacco dei Saraceni
di Richard Hodges
pp. 148, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2023
ISBN: 9788829020539
 
Nei secoli VIII e IX, il monastero benedettino di San Vincenzo al Volturno, incastonato al fondo di una remota valle del Molise, era uno dei più famosi dell’Occidente cristiano. Il 10 ottobre 881 subì un efferato attacco da parte di una banda di Saraceni, che lo ridusse in rovina. I risultati delle campagne di scavo condotte estesamente per oltre quarant’anni permettono di raccontare una nuova storia di questa città monastica. L’arte, l’architettura e l’archeologia contribuiscono nel loro insieme a ricostruirne non solo la vita al tempo della Rinascita carolingia, ma anche il terribile sacco patito. Attraverso la lente di queste indagini archeologiche è dunque possibile raccontare un importante momento di costruzione del Medioevo europeo.
Richard Hodges è presidente emerito dell’Università Americana di Roma. È stato direttore della British School di Roma e Williams Director dell’University of Pennsylvania Museum. Oltre a San Vincenzo al Volturno, ha condotto scavi a Butrinto (Albania) e a Montarrenti e Vetricella in Toscana. Fra le sue pubblicazioni, Dark Age Economics (London 1982), Mohammed, Charlemagne and the Origins of Europe (con David Whitehouse; London 1983), Visions of Rome: A Biography of Thomas Ashby (London 2000) e The Archaeology of Mediterranean Placemaking (London 2015).

sabato 18 marzo 2023

L’abbazia di Santa Eufemia e il suo territorio

L’abbazia di Santa Eufemia e il suo territorio
Ricerche di archeologia medievale nella piana lametina
di Eugenio Donato
prefazione di Guido Vannini
pp. 210, € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino Editore, 2023
ISBN: 9788849871685

Un’archeologia per la storia, potrebbe essere definito questo studio, condotto con un’intensità documentaria che sostiene una comunicazione puntuale quanto asciutta; non c’è una parola – un aggettivo, in particolare… – in più, come accade quando si giunge a redigere sintesi selettive (una condizione necessaria, in base a specifici parametri, se si vuole sfuggire a un neopositivismo classificatorio, come spesso accade in lavori consimili) che si propongano di offrire elementi di novità sostanziale, frutto di lunghe ricerche condotte – in una Calabria, non solo tirrenica, al centro di un Mediterraneo medievale, peraltro oggetto come tale di studi archeologici non solo in Italia – frequentando temi, stagioni e luoghi storici ben precisi e parte di tradizioni culturali forti. Così l’autore è giunto ad affrontare, in un articolato volume di ampio respiro e con gli strumenti, anche concettuali, dell’archeologia, uno specifico territorio storico legato a un monumento “eponimo” come la grande Abbazia benedettina di S. Eufemia; ora autentica chiave di lettura archeologica, per identità e storia, di un ambiente culturale che appare avere svolto un ruolo importante, a volte determinante, per la comprensione di intere stagioni storiche della Calabria tirrenica. (Dall’introduzione di Guido Vannini).
Eugenio Donato Dottore di Ricerca in Archeologia medievale, ha insegnato, in qualità di professore a contratto, Metodologia della ricerca archeologica (Università della Calabria) e Archeologia medievale (Università di Messina). Ha partecipato a scavi e indagini archeologiche in Italia e all’estero, collaborando con istituti di ricerca italiani e stranieri, e con le Soprintendenze Archeologiche e ai Beni Monumentali. Si è occupato di incastellamento, ceramica medievale, archeologia dell’architettura, topografia archeologica, e ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche. Nel territorio lametino ha condotto scavi nel castello di Nicastro, nella chiesa dei SS. Quaranta Martiri e nell’abbazia di Santa Eufemia.

giovedì 5 gennaio 2023

Il castello di Lecce. Fortezza della Puglia meridionale

Il castello di Lecce. Fortezza della Puglia meridionale
Volume I Archeologia e storia. Volume II. Scavo e reperti della Torre Mozza
a cura di Paul Arthur, Marisa Tinelli, Benedetto Vetere
pp. 562, € 84,00
All'Insegna del Giglio, 2022
ISBN: 9788892851917
 
Il castello di Lecce è il più grande monumento medievale e della prima età moderna della Puglia. Gli importanti scavi archeologici condotti negli ultimi vent’anni hanno dimostrato che probabilmente si è ampliato su un nucleo originario risalente circa alla metà del XII secolo, anche se è più noto per le sue imponenti mura ed i bastioni rapportabili al regno dell’imperatore Carlo V. Sebbene argomento di numerosi studi, è la prima volta che il monumento è stato oggetto di un’analisi sistematica su larga scala volta a svelarne i segreti, condotta sotto la direzione dell’Università del Salento. Questi due volumi sono i primi resoconti dettagliati del progetto e riuniscono gli studi documentari, che ne rivelano il significato e le funzioni, ed i risultati dell’archeologia, questi ultimi in particolare sulla Torre Mozza tardo-medievale e sull’incredibile ricchezza dei dati provenienti dagli scavi eseguiti al suo interno.
Paul Arthur è Ordinario di Archeologia Medievale all'Università del Salento.
Marisa Tinelli opera nel Laboratorio di Archeologia Medievale dell'Università del Saleno.
Benedetto Vetere è Professore Ordinario di Storia Medievale in pensione.