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sabato 9 novembre 2024

Tra cielo e terra: il Monte Amiata e la Pieve di Santa Maria in Lamula

Tra cielo e terra: il Monte Amiata e la Pieve di Santa Maria in Lamula
di Giovanni Cannavale
pp. 152; € 18,00 (Acquista online con il 20% di sconto)
Effigi, 2024
ISBN: 978-88-5524-830-3

Nel cuore della Toscana, il Monte Amiata si erge maestoso, avvolto da leggende e misteri. Questo libro esplora la storia affascinante della Pieve di Santa Maria in Lamula, un’antica chiesa che custodisce simboli enigmatici legati ai bestiari medievali, alla misteriosa figura di Paganuccius e, probabilmente, ai Cavalieri Templari.

Attraverso un viaggio nel tempo, il lettore scoprirà come la Pieve di Santa Maria in Lamula sia stata un punto di riferimento spirituale e culturale per secoli. I simboli scolpiti nelle sue pietre raccontano storie di creature mitiche e di un’epoca in cui il sacro e il profano si intrecciavano in modi sorprendenti.
Unendo storia, mito e mistero, questo libro offre una prospettiva unica su uno dei luoghi più affascinanti della Toscana. Un’opera imperdibile per gli appassionati di storia medievale, simbolismo e leggende templari.

sabato 27 gennaio 2024

Ecclesia creditur esse antiquissima

Ecclesia creditur esse antiquissima
La pieve di Santa Maria e il territorio di Piadena tra Alto e Basso Medioevo
a cura di Marco Baioni, Mariella Morandi
pp. 140; € 40,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788899547820

Nel 1747 un crollo improvviso poneva fine alla storia dell’antica chiesa di Santa Maria a Piadena, lasciando in piedi solo il presbiterio e la facciata. Dopo un breve periodo di utilizzo dell’edificio lesionato, esso venne abbattuto e al suo posto si configurò quello spazio urbano che ora costituisce piazza Garibaldi. Solo il muro settentrionale si preservò parzialmente poiché vi era appoggiato il chiostro conventuale e ora, molto rimaneggiato, funge da facciata del complesso architettonico. L’anno successivo si diede inizio alla costruzione della chiesa parrocchiale intitolata a Santa Maria Assunta e a San Pammachio, costruzione completamente nuova anche nell’orientamento nord-sud, per la quale però venne riutilizzata con successive modifiche l’antica torre campanaria. Gli scavi archeologici effettuati nel 2008 in occasione del rifacimento della piazza, continuati nel chiostro tra il 2015 e il 2016, hanno costituito l’irrinunciabile occasione di indagare le caratteristiche dell’antica struttura, nel frattempo cadute nell’oblio presso i più, se non per quanto si era riusciti a ricavare dallo studio delle fonti archivistiche. Ma le indagini hanno riservato subito una sorpresa: sotto le fondazioni della chiesa di Santa Maria sono tornati alla luce i resti di un edificio ecclesiastico precedente, più piccolo e con caratteristiche differenti. Questo volume, nato per presentare i risultati di questi scavi, si è arricchito di contributi, poiché i numerosi rimandi alla storia, alla storia dell’arte, alla storia ecclesiastica del territorio cremonese e all’archeologia, tutti scaturiti dallo studio delle strutture emerse, hanno ampliato il discorso in varie direzioni. Ne è nata un’opera che si propone di contribuire alla ricostruzione di un quadro delle nostre conoscenze sul territorio cremonese orientale tra alto e basso Medioevo.

domenica 10 dicembre 2023

Delitti nel monastero di Arco

Delitti nel monastero di Arco
Crimini sulle tracce dell'eresia medievale
di Tea Vergani
pp. 400; € 20,00
Reverdito Editore, 2023
ISBN: 978-88-342-0258-6

Si tratta d’un romanzo ibrido, composto dall’intreccio di un racconto storico ambientato nel Basso Medioevo trentino e di un giallo investigativo collocato ai giorni nostri, nella stessa località di Arco. La prima vicenda, Arco, anno 1206 d.C. - 1210 d.C. Un gruppo di monaci si stabilisce nella Pieve di Arco. Tra di loro c’è un giovane bolognese che deve redimere la propria gioventù dissoluta votandosi alla preghiera e all’isolamento, in una grotta. Per anni, i suoi splendidi codici miniati portano prestigio all’Ordine monastico. Intanto, il conflitto tra Imperatore e Papa raggiunge il suo picco, mentre la lebbra falcidia la popolazione. I nobili d’Arco proteggono il monastero ma sono divisi tra guelfi e ghibellini e non godono dei favori del Principe Vescovo di Trento. Il traffico di codici miniati avviato dall’Abate viene scoperto e il conflitto politico e religioso nella valle costringe i monaci alla fuga. La seconda vicenda, Arco, ai giorni nostri Il Maresciallo dei Carabinieri è stato trasferito ad Arco da Milano, per punizione. Annoiato e svogliato, indaga svagatamente ma finisce per sventare un crimine di narcotraffico. Risolve anche il caso dell’omicidio di un alpinista, ucciso su una falesia di Arco, a cui fa seguito un altro delitto. Con l’aiuto dei paesani e di una ragazza, con la quale inizia una relazione sentimentale, il Maresciallo smaschera il colpevole, scoprendo che tutti i crimini sono in vari modi legati alla grotta, sulla rupe di Arco. In questo secondo racconto, si saldano e si incontrano le due linee narrative storiche del romanzo. L’ambientazione è Arco e il Trentino, con riguardo tanto agli aspetti storici, quanto ai costumi locali contemporanei, raccontati con ironia. L’ambientazione non si limita a fare da sfondo passivo, ma diventa a tutti gli effetti un personaggio, o meglio tre: lo spirito del luogo e la sua memoria sono incarnati da tre anziane pettegole del paese.

Tea Vergani. Ha vissuto l’infanzia a Genova, ha svolto tutta la sua attività lavorativa a Milano. Da alcuni anni vive ad Arco, in Trentino. Ha lavorato nel settore del comparto turistico, occupandosi di comunicazione, intercultura e discipline aziendali. Ha fondato e diretto numerose Associazioni per la promozione turistica e agroalimentare biologica.

domenica 12 dicembre 2021

Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra

Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra
Chiese, villaggi, castelli e ospedali in una terra di confine
di Giacomo Nicelli
pp. 576, € 35,00
Tip.Le.Co, 2021
ISBN: 9788832174113
 
L'antico insediamento di Olubra sorgeva presso l'omonimo corso d'acqua ed era sede nel Medioevo di un castrum, di un borgo e di una chiesa pievana da cui dipendevano cappelle disseminate in un'ampia area, estesa dal Po alle colline. L'eredità di Olubra venne raccolta nel 1290 da Castel San Giovanni, fondata sulla via Romea al confine tra i territori di Piacenza e Pavia. Prendendo le mosse dallo studio paleografico-diplomatistico di centinaia di pergamene, Giacomo Nicelli prende in esame l'area dall'antichità al XIII secolo, analizzando anche l'etimologia del nome - attestato dai secc. VII-VIII come Alubra -, le vicende storiche della pieve e dei suoi ospedali e indagandone anche i luoghi scomparsi, come Casarnello e la Pieve di Parpanese.

lunedì 26 ottobre 2020

Empoli, novecento anni

Empoli, novecento anni
Nascita e formazione di un grande castello medievale (1119-2019)
a cura di Francesco Salvestrini
pp. XX-236, € 20,00
Olschki, 2020
ISBN: 9788822267160
 
La celebrazione dei novecento anni dalla stipula dell’atto con cui i conti Guidi sancirono l’incastellamento dell’antica pieve di Sant’Andrea a Empoli (1119) è stata occasione per un team di studiosi di tornare a riflettere sui primi due secoli della storia empolese. Gli approfondimenti offerti dagli autori prendono spunto dalla peculiarità di questo castello, ossia la sua posizione baricentrica rispetto al territorio toscano,traValdarno e Valdelsa e presso la via Romea, la direttrice Pisa-Firenze e l’arteria navigabile co
stituita dall’Arno. I saggi sono, quindi, dedicati, alle dinamiche insediative, allo sviluppo dell’assetto urbanistico, alle basi dell’economia, al ruolo della pieve collegiata e dagli altri enti ecclesiastici, all’evoluzione dalla preminenza dei nuclei signorili – segnatamente le famiglie dei conti Guidi, Alberti e Cadolingi – alla crescita del comune sotto il controllo di Firenze. Il tutto senza trascurare la vita culturale e le espressioni artistiche e architettoniche emerse dall’antichità al XIV secolo.
Francesco Salvestrini insegna Storia Medievale all’Università di Firenze. Si occupa di storia del monachesimo benedettino, segnatamente vallombrosano, camaldolese e cistercense, con particolare attenzione alla storia delle istituzioni ecclesiastiche, ma ha dedicato lavori anche allo studio del rapporto fra insediamenti umani ed aree boschive e fluviali, alla storia della storiografia e dell’erudizione nella Toscana d’Ancien Régime, alla normativa delle città comunali italiane. Fra le sue monografie si segnala: Libera città su fiume regale. Firenze e l’Arno dall’Antichità al Quattrocento, Firenze, 2005; Disciplina caritatis. Il monachesimo vallombrosano tra medioevo e prima età moderna, Roma, 2008; Il carisma della magnificenza. L’abate vallombrosano Biagio Milanesi e la tradizione benedettina nell’Italia del Rinascimento, Roma, 2017. Studi sulle abbazie storiche e ordini religiosi della Toscana, vol. 6. - (settembre 2020).

mercoledì 29 aprile 2020

Piemonte medievale

Piemonte medievale
di Simone Caldano
pp. 240, € 14,00
Edizioni del Capricorno, 2020
ISBN: 978-88-7707-455-3

I monumenti medievali del Piemonte costituiscono un patrimonio storico, architettonico e artistico straordinario, spesso rimasto ingiustamente all'ombra di quello di altre più celebrate regioni italiane, e tuttavia meritevole di essere conosciuto, valorizzato, studiato. Questo libro vuole essere una guida per coloro che vogliono andare alla scoperta delle cattedrali, delle grandi abbazie benedettine e cistercensi, dei conventi degli ordini mendicanti, ma anche di quei siti distanti dalle città maggiori, ma non per questo meno importanti, che donano il piacere dell'esplorazione: pievi, cappelle, battisteri, dipendenze dei monasteri più importanti, chiese private e castelli. Ne esce l'immagine di un territorio ricchissimo, sensibile a orizzonti culturali di ampio respiro, complice la posizione di confine, ma anche capace di elaborazioni autonome e destinate a fare scuola. Uno strumento chiaro e divulgativo, ma anche rigoroso e documentato, punteggiato da curiosità che mirano a sfatare la regina delle leggende metropolitane sul Medioevo: quella secondo la quale si tratta di un'epoca monolitica, succube della dimensione religiosa e sempre uguale a se stessa. Di monumento in monumento, questo libro porterà il lettore a incontrare vescovi, canonici, abati, monaci, cardinali, marchesi, conti, duchi, castellani e persone comuni che gli dimostreranno l'esatto contrario.
Simone Caldano (Borgomanero, Novara, 1981) si è laureato in lettere moderne a indirizzo storico-artistico all’Università degli Studi di Pavia e ha conseguito il dottorato in Storia dell’architettura e dell’urbanistica presso l’Università IUAV di Venezia. Oggi è docente di Storia dell’architettura presso le Università di Firenze e di Ferrara. È autore del volume La basilica di San Giulio d’Orta (Savigliano 2012) e di saggi sull’architettura religiosa in diverse aree del Piemonte tra XI e XV secolo. I suoi interessi di ricerca l’hanno portato anche in Lombardia, in Liguria, in Toscana e in Basilicata.

lunedì 8 luglio 2019

Pievi romaniche toscane

Pievi romaniche toscane
12 percorsi di simboli e luce
di Simone Bartolini
pp. 144, € 20,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Sarnus Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-563-0262-2
 
La campagna toscana, ricca di borghi di origine medievale, custodisce un prezioso patrimonio di pievi e chiese romaniche. Questi edifici sacri, testimonianza di un’epoca remota, furono costruiti a immagine del cosmo per rappresentare il cammino percorso dall’uomo sulla Terra per giungere al Cielo.
Prendendo in esame 36 chiese, suddivise in 12 itinerari arricchiti da immagini a colori e schede di approfondimento, l’autore ci conduce in un territorio denso di suggestioni storiche e paesaggistiche, lungo le antiche strade percorse dai pellegrini, come la via Francigena e le sue diramazioni, sulle tracce di personaggi leggendari o realmente esistiti. Le geometrie e i simboli legati alla luce solare, gli elementi architettonici, le opere d’arte, i particolari scolpiti sui capitelli e sui portali di ogni pieve, abbazia o monastero ci invitano a riscoprire un immenso patrimonio oggi in gran parte dimenticato.
Simone Bartolini, nato a Siena, lavora a Firenze come cartografo presso l’Istituto Geografico Militare. Da sempre appassionato di astronomia ha progettato e realizzato nell’ultimo decennio varie opere artistico-gnomoniche, tra cui ricordiamo il grande orologio solare della piazza di Panicaglia nel Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze), l’orologio solare in Piazza Marconi nel Comune di Pineto (Teramo) e il complesso gnomonico situato nel parco pubblico del monastero buddista di Nan Lian Garden a Hong Kong (primo premio al X concorso internazionale Shadow of Time). Ha vinto il concorso nazionale Il Fiume, il Tempo e il Sole per la realizzazione di un complesso gnomonico nel parco del Mella nel Comune di Brescia. Collabora con il Museo Galileo per la ricostruzione di antichi strumenti scientifici. Ha pubblicato con Polistampa i libri I fori gnomonici di Egnazio Danti in Santa Maria Novella (2006), Gli strumenti astronomici di Egnazio Danti e la misura del tempo in Santa Maria Novella (2008), Sole e Simboli. Gli Zodiaci di San Miniato e di San Giovanni a Firenze (2013), Le porte del cielo. Percorsi di luce nelle chiese romaniche toscane (2017).

sabato 29 giugno 2019

Riscoprendo Arnolfo II e il suo tempo

Riscoprendo Arnolfo II e il suo tempo
Arsago Seprio e la sua pieve. Storia di una comunità
a cura di Paola Marina De Marchi, Martino Rosso
pp. 154, € 29,00
All'Insegna del Giglio, 2019
ISBN: 978-88-99547-32-5
 
Questo volume è il risultato concreto dei Seminari che si sono svolti ad Arsago Seprio con l’obiettivo di ricordare il Millenario della morte del Vescovo di Milano Arnolfo (998-1018) che, nato ad Arsago, da questo borgo ricco di tradizioni e cultura trasse i suoi primi indirizzi culturali e religiosi. Attorno a lui si snodano numerosi temi di ricerca interdisciplinare, intesi in primo luogo a ripercorre l’origine e lo sviluppo di questo importante vicus romano prima e abitato altomedievale poi, del quale restano numerose testimonianze archeologiche. In secondo luogo, a ricostruire le origini della Pieve di San Vittore con l’annesso Battistero di San Giovanni, citati in un documento del 1050, ma sicuramente risalenti all’alto medioevo, se non addirittura ad età paleocristiana. Il centro pievano, come mostrano documenti di IX secolo, estendeva la sua giurisdizione su un’ampia parte dei centri abitati dipendenti dal distretto territoriale del Seprio, creando un legame con il centro di potere longobardo di un maggior rilievo della Lombardia occidentale. La pieve altomedievale mantenne un ruolo centrale per un lungo periodo, subendo un inevitabile declino con l’ascesa del casato visconteo (XI-XII secolo), che elesse il suo luogo di dimora nella vicina Somma Lombardo. Arnolfo II, uomo di forte personalità, marca il momento di maggior vigore di Arsago, coincidendo cronologicamente quasi con l’edificazione del complesso pievano romanico, che ancora oggi costituisce uno più importanti nuclei religiosi del romanico lombardo, più volte modificato per andare incontro a rinnovate pratiche liturgiche e restaurato di recente. Restauri che in questa sede vengono sintetizzati e affiancati da un saggio chiarissimo che invita non a restaurare ma a procedere a manutenzioni attente e costanti, meno costose ma più utili alla conservazione dell’edilizia storica. Il Vescovo Arnolfo ebbe una personalità ricca e complessa. Fu uomo di religione e cultura, al quale si accostano le realizzazioni di importanti volumi a carattere laico e religioso, tra questi il celebre Libro di preghiere, in questa sede analizzato con rigore nei suoi caratteri artistici, che rinviano a precisi ambiti stilistici o di “scuola”. Fu però anche uomo di potere, conscio dell’importanza delle alleanze “politiche” che si intrecciavano nelle lotte per la successione al vertice dell’impero. Non a caso agiva a Milano, città ambiziosa e di “vertice”, della quale fu indubbiamente un interprete discusso ma rappresentativo, mentre alle sue spalle si muoveva il suo successore il carismatico Ariberto. Il volume si completa con uno studio che indaga la complessità della cultura religiosa del tempo a scala europea: le dispute, i dubbi interpretativi e umani, dovuti all’incontro tra religiosi di diversa formazione. Qui incontriamo il monaco Anselmo di Aosta, di cultura laica, che entrato in monastero analizza il rapporto tra conoscenza e fede, in quanto per lui credere è la via per conoscere. In questo dilemma tra intelletto e fede si muovono sensibilità ed acume ancora oggi attuali. In questo, come in numerosi altri casi, l’incontro virtuoso tra Istituzioni (Comune di Arsago, Regione Lombardia, Arcidiocesi, Soprintendenza e le Università Cattolica del Sacro Cuore e Politecnico di Milano) ha contribuito in modo sostanziale alla realizzazione del Millenario e di questo volume.

giovedì 9 agosto 2018

Le rovine della pieve romanica di Areglio

Le rovine della pieve romanica di Areglio
di Maria Vittoria Tappari
pp. 236, € 43,90
Edizioni Accademiche Italiane, 2018
ISBN: 9786202085878
 
“Le rovine sono ciò che è sopravvissuto alla distruzione, rappresentano gli effetti dell’inesorabile scorrere del tempo e allo stesso modo della vittoria su di esso, ricordandoci che non è poi scontato che tutto debba essere vinto dal tempo ed esortandoci a ricominciare proprio da ciò che tenacemente al tempo è sopravvissuto”, (A. M. Oteri).
È da questa riflessione che si sviluppa questo libro, dall’intento di recuperare la memoria di una testimonianza storica e architettonica “dimenticata” che non deve essere vista come un organismo morto ma come un monumento che può tornare a vivere per contribuire allo sviluppo culturale, turistico ed economico del territorio.

mercoledì 28 settembre 2016

La villa e la pieve

La villa e la pieve
Storia e trasformazioni di San Giovanni in Ottavo di Brisighella tra l'età romana e il Medioevo
a cura di Chiara Guarnieri
pp. 160, € 24,00
Ante Quem, 2016
ISBN: 978-88-7849-112-0

La Pieve di S. Giovanni in Ottavo di Brisighella, meglio nota come Pieve del Thò, conserva nel suo nome il ricordo di un legame con la viabilità romana. L'edificio fu infatti costruito sui resti di una villa rustica situata all'ottavo miglio della strada che collegava Firenze e Faenza.
La storia degli studi che fin dal XVII secolo hanno riguardato il monumento è raccolta nella prima parte del volume, con particolare attenzione per le scoperte che portarono in luce la cripta e per i numerosi interventi di restauro. Si delinea poi un quadro del territorio in età romana, passando all’analisi dei numerosi elementi di reimpiego presenti all'interno della Pieve. Un'accurata campagna di documentazione delle strutture, realizzata attraverso rilievi, ortofoto, laserscanner e lettura degli alzati, ha permesso inoltre di proporre una nuova ipotesi circa le fasi costruttive dell’edificio. Lo studio è infine completato dall'analisi dei materiali di età altomedievale e medievale.
Costruita sui resti di una villa rustica situata lungo l’antica strada romana che da Faenza portava a Firenze, lungo la Valle del Lamone, deve il suo nome al fatto di sorgere all’ottavo miglio della Via Faventina. La Pieve di San Giovanni in Ottavo, o Pieve del Thò come viene comunemente chiamata, è una delle pievi romaniche più suggestive e meglio conservate del territorio ravennate. Già menzionata in una pergamena del 909, ha subìto varie modifiche anche se l’impianto principale resta quello dell’inizio del XII secolo, come attesta un’iscrizione su un capitello recante la data 1100. Nonostante questa storia millenaria, problemi, trasformazioni e documenti di questo straordinario edificio non erano mai stati raccolti in uno studio organico e complessivo che presentasse il maggior numero di informazioni possibili su quanto sopravvissuto. Il volume curato dall’archeologa Chiara Guarnieri si propone di colmare questa lacuna raccogliendo i contributi di numerosi specialisti che affrontano, ciascuno secondo la propria professionalità, i tanti aspetti di un edificio che ha subito nei secoli molte trasformazioni e le cui fasi iniziali sono testimoniate da reperti frammentari e non facilmente interpretabili. Con l’aiuto delle più avanzate metodologie scientifiche (come le indagini condotte sulla cripta) e avvalendosi anche dell’apporto delle fonti archivistiche e dei restauri eseguiti nella chiesa, il volume illustra gli studi che a partire dal XVII secolo si sono interessati a questo edificio: dall’analisi del territorio in età romana alle fasi di costruzione e trasformazione della Pieve del Thò, dai materiali ceramici, lapidei e architettonici di epoca romana ai reimpieghi di età altomedievale e medievale.Con contributi di Dante Abate, Andrea Alberti, Paolo Casadio, Francesca Cenerini, Chiara Guarnieri, Stefano Lugli, Simonetta Minguzzi, Giovanna Montevecchi, Paola Novara, Paolo Pallante, Enrico Maria Selmo, Claudia Tempesta.