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domenica 24 settembre 2023

Da insediamento fortificato a reale villeggiatura

Da insediamento fortificato a reale villeggiatura
Committenza, architettura e paesaggio per il castello di Govone
a cura di Luca Malvicino
pp. 480; € 96,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892851597

Un territorio dominato da un castello, che ne diventa fulcro e generatore di trasformazioni sia per il paesaggio circostante, sia per l’abitato che si adagia attorno alle sue mura. Questa la logica, sinteticamente espressa, secondo la quale il castello di Govone, durante i secoli, ha saputo incidere e creare un sistema complesso, che ha condotto al suo riconoscimento come patrimonio UNESCO, parte del sito seriale delle Residenze Sabaude del Piemonte.

Le sue molteplici vicende – prima luogo fortificato, successivamente residenza dei conti Solaro di Govone, poi acquistato dai Savoia e infine di proprietà del Comune di Govone – hanno originato una frammentazione nella conservazione dei documenti, dispersi in molti archivi, talvolta non inventariati o catalogati in sezioni di difficile individuazione, generando spesso una ricostruzione parziale e non esaustiva delle fasi di cantiere della fabbrica del castello, dei giardini e delle sue pertinenze.
Questo volume tenta di raccogliere le informazioni fino a ora note, integrandole grazie all’individuazione di documentazione inedita e attraverso la conoscenza materiale e diretta raccolta nel contesto dei cantieri di restauro degli ultimi anni, per consegnare alla comunità scientifica uno strumento ampio, seppur ancora non esaustivo, per addentrarsi nella storia di un edificio che ha visto le sue mura attraversate dalle logiche di corte, da filosofi, architetti, pittori, artigiani, giardinieri, fino agli attuali fruitori, in un intreccio di relazioni che pochi altri luoghi possono vantare.
Luca Malvicino è Direttore presso Castello Reale di Govone.

giovedì 21 aprile 2022

Viceré di Sicilia

Viceré di Sicilia
Arte e committenza all'ombra della storia. L'età aragonese (1415-1516)
di Francesco Paolo Campione
pp. 440, € 48,00
Kalós, 2022
ISBN: 979-12-80198-20-4
 
Sul finire del Medioevo, e nel volgere di poco più di un decennio, la Sicilia da regno autonomo diviene uno stato satellite dell’Aragona governato da un viceré di volta in volta inviato dalla nuova madrepatria spagnola. È l’inizio di un lento ma irrevocabile declino politico che avrà ricadute che non è difficile individuare persino oggi. Eppure quell’epoca coincide con una prodigiosa fioritura artistica, come se l’arte, tradizionale strumento di legittimazione della volontà sovrana, fosse allo stesso tempo risposta – l’unica rimasta – per riaffermare i caratteri di una cultura che sul duplice tessuto dell’apertura al nuovo e del radicamento alla tradizione aveva cucito il vessillo della propria identità. Nel periodo compreso tra l’arrivo del primo viceré e la fine della dinastia di Trastámara approdano nell’isola artisti come Domenico Gagini e Francesco Laurana, capaci di riscrivere il linguaggio della scultura nelle forme di un incipiente Rinascimento; è il tempo del Trionfo della Morte di Palazzo Abatellis e della pittura rivoluzionaria di Antonello, delle singolari soluzioni costruttive di Matteo Carnilivari e della gioventù operosa di Antonello Gagini, vero anello di congiunzione verso un mondo che ormai si affacciava alla modernità. Questo libro attraversa quel secolo di storia artistica e culturale, “interrogando” alcune di quelle esperienze pittoriche, scultoree e architettoniche alla ricerca di risposte che, in molti casi, non mancheranno di sorprendere il lettore.
Francesco Paolo Campione insegna Museologia e Storia del collezionismo all’Università degli Studi di Messina, dove tiene anche il corso di Storia dell’arte moderna e coordina il corso di studi magistrale in Turismo e Spettacolo presso il Dipartimento di Scienze cognitive. Nei suoi studi ha costantemente indagato i rapporti tra la storia delle immagini e le implicazioni simboliche ed estetiche che sottendono. Tra le sue pubblicazioni, La regola del Capriccio. Alle origini di una idea estetica (2011), Discorsi sulla superficie (2015), Le metamorfosi di Caravaggio (2018). Per Kalós ha scritto Palermo. Memoria di una capitale (2013), e ha contribuito alla stesura dei volumi Guida istruttiva su Palermo e Monreale (2015) e Palermo, l’arte e la storia (2016).

mercoledì 6 maggio 2020

Ambrogio Lorenzetti e il restauro della Madonna di Vico l’Abate

Ambrogio Lorenzetti e il restauro della Madonna di Vico l’Abate
a cura di Maria Pia Zaccheddu
pp. 96, € 7,00
Polistampa, 2020
ISBN: 978-88-596-2077-8 

Il volume documenta l'accurato intervento di restauro effettuato nel 2017 sulla Madonna con bambino di Ambrogio Lorenzetti, ritenuta l'opera più antica del maestro toscano. La tavola, firmata e datata 1319, venne realizzata per la Chiesa di Sant'Angelo Vico l'Abate, tra le colline di San Casciano Val di Pesa, paese dove dal 1984 è custodita nelle sale del Museo civico di arte sacra. Oltre a inquadrare l'opera da un punto di vista stilistico, e a documentare le diverse fasi del restauro, i contributi offrono un approfondimento sui luoghi e sulle committenze legate alla storia del dipinto.
Testi di Andrea Pessina, Timothy Verdon, Maria Pia Zaccheddu, Laura Saccardi, Susanna Bracci, Barbara Salvadori, Andrea e Lucia Dori. 
Maria Pia Zaccheddu è funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici e Artistici per il comune e la provincia di Prato, Mugello e Valdarno Inferiore.