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domenica 23 febbraio 2025

Una compilazione francescana della Provincia di Sant’Antonio

Una compilazione francescana della Provincia di Sant’Antonio
Testi, contesto e storia del manoscritto Oxoniense detto Little
di Gaia Sofia Saiani
pp. X-216; € 32,00
Cisam, 2024
ISBN: 978-88-6809-423-2
 
Il volume presenta un nuovo studio sotto il profilo archeologico e filologico del ms. The- ol. lat. 23 D, conservato presso la Bodleian Library di Oxford e contenente la così detta ‘Compilazione Little’ (dal nome del suo scopritore Andrew G. Little), uno dei più noti e problematici esempi di raccolta di testi su Francesco d’Assisi e i primordi della comunità dei frati Minori. Dopo avere indagato gli aspetti materiali del codice e la complessa stratificazione dei testi trasmessi, il lavoro si concentra sulla più significativa peculiarità di questo testimone: l’enigmatica doppia trascrizione da parte dello stesso copista degli Actus beati Francisci et sociorum eius. L’edizione sinottica delle pericopi interessate da questa duplicazione, qui resa disponibile per la prima volta, aiuta nell’interpretazione complessiva del confezionamento di questo codex unicus (e unico nel suo genere).
Gaia Sofia Saiani è ricercatrice a tempo determinato presso il Dipartimento di Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne dell'Università di Perugia.

sabato 16 novembre 2024

Il Digesto, il Codice di Giustiniano e la loro tradizione manoscritta

Il Digesto, il Codice di Giustiniano e la loro tradizione manoscritta
a cura di Nicoletta Giovè Marchioli, Paola Lambrini e Mattia Milani
pp. 374; € 49,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2024
ISBN: 9791254697313

Il volume raccoglie gli atti di un convegno patavino svoltosi nel 2021 nell’ambito del progetto di ricerca For.Ma. - The Forgotten Manuscripts. Il progetto, avviato dall’Università di Padova, aveva tra i suoi obiettivi quello di riportare al centro dell’attenzione due codici del XII secolo che custodiscono alcune parti del Codice e del Digesto di Giustiniano.

Si tratta di materiali di fondamentale importanza, non solo per lo studio del diritto del nostro passato, ma anche per la ricostruzione della storia della città di Padova e della sua Università, in quanto testimoni diretti e tangibili dell’attività di docenti e discepoli nei primi tempi dello Studium generale. I contributi qui raccolti li esaminano in una pluralità di prospettive differenti, a seconda delle competenze e delle sensibilità dei diversi autori, o percorrono sentieri di indagine che da quei codici si irradiano, rivelando così la ricchezza di informazioni e di spunti che essi sono tuttora in grado di offrire.
Paola Lambrini insegna Istituzioni di diritto romano e Fondamenti e svolgimenti della scienza giuridica europea presso l’Università di Padova.
Mattia Milani insegna Diritto romano presso l’Università di Foggia.
Nicoletta Giovè Marchioli insegna Paleografia latina e Codicologia presso l’Università di Padova. Membro del CIPL - Comité International de Paléographie Latine e presidente dell’AIMD - Associazione Italiana Manoscritti Datati, si occupa fra l’altro della catalogazione dei manoscritti medievali, della cultura scritta in ambito minoritico e della fisionomia degli scriventi fra alto e basso medioevo, anche in una prospettiva di genere.

giovedì 25 aprile 2024

Nicolò di Giacomo

Nicolò di Giacomo
Un "Breviario" giovanile tra Bologna e Firenze
di Fabio Massaccesi
pp. 160; € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2024
ISBN: 9788836655809

Tra i codici miniati appartenenti alla Biblioteca Universitaria di Bologna e parte del lascito di papa Benedetto XIV, c’è il “Breviario” manoscritto 343 proveniente dalla certosa di San Gerolamo di Bologna.

Privo di studi specialistici, presenta una decorazione di XIV secolo che in questa sede si propone di attribuire al pennello di Nicolò di Giacomo, tra i più importanti artisti dalla seconda metà del Trecento che hanno monopolizzato lo scenario della miniatura entro e fuori Bologna.
Attraverso uno studio accurato e interdisciplinare, che ha visto approfondite ricerche anche dei contenuti liturgico-musicali, il manoscritto è risultato un’importante aggiunta alla comprensione della rara fase giovanile dell’artista, ancora dipendente dai modi del Maestro del 1346, ma non priva di incertezze critiche sulle quali il presente intervento apporta nuovi dati e spunti di riflessione.
La ricostruzione, inoltre, del contesto in cui il codice venne eseguito e la stessa sua compravendita nel 1365 all’interno delle “reti monastiche” certosine hanno permesso di ricomporre un inedito spaccato storico, comprendente il ruolo della certosa di Bologna nella fondazione di quella di San Lorenzo del Galluzzo di Firenze.
Fabio Massaccesi insegna Storia dell’Arte Medievale all’Università di Bologna. Ha pubblicato saggi, articoli e volumi sulla storia dell’arte medievale su temi legati all’architettura, committenza, iconografia, pittura e miniatura in un arco temporale che va dal XII al XV secolo, con particolare attenzione all’Emilia-Romagna.
Allo studio dei contesti architettonici ha di recente dedicato il volume Spazi del sacro nell’Italia medievale (2022). È condirettore della rivista del Dipartimento delle Arti (DAR) «Intrecci d’Arte» ed è parte dell’editorial board della collana internazionale «The Senses and Material Culture in a Global Perspective» di Brepols. È inoltre membro della Società Internazionale di Storia della Miniatura e del gruppo di ricerca Ius Illuminatum.

lunedì 29 gennaio 2024

Nicolò di Giacomo

Nicolò di Giacomo
Un "Breviario" giovanile tra Bologna e Firenze
di Fabio Massaccesi
pp. 160; € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2023
ISBN: 9788836655809

Tra i codici miniati appartenenti alla Biblioteca Universitaria di Bologna e parte del lascito di papa Benedetto XIV, c’è il “Breviario” manoscritto 343 proveniente dalla certosa di San Gerolamo di Bologna.

Privo di studi specialistici, presenta una decorazione di XIV secolo che in questa sede si propone di attribuire al pennello di Nicolò di Giacomo, tra i più importanti artisti dalla seconda metà del Trecento che hanno monopolizzato lo scenario della miniatura entro e fuori Bologna.
Attraverso uno studio accurato e interdisciplinare, che ha visto approfondite ricerche anche dei contenuti liturgico-musicali, il manoscritto è risultato un’importante aggiunta alla comprensione della rara fase giovanile dell’artista, ancora dipendente dai modi del Maestro del 1346, ma non priva di incertezze critiche sulle quali il presente intervento apporta nuovi dati e spunti di riflessione.
La ricostruzione, inoltre, del contesto in cui il codice venne eseguito e la stessa sua compravendita nel 1365 all’interno delle “reti monastiche” certosine hanno permesso di ricomporre un inedito spaccato storico, comprendente il ruolo della certosa di Bologna nella fondazione di quella di San Lorenzo del Galluzzo di Firenze.
Fabio Massaccesi insegna Storia dell’Arte Medievale all’Università di Bologna. Ha pubblicato saggi, articoli e volumi sulla storia dell’arte medievale su temi legati all’architettura, committenza, iconografia, pittura e miniatura in un arco temporale che va dal XII al XV secolo, con particolare attenzione all’Emilia-Romagna.
Allo studio dei contesti architettonici ha di recente dedicato il volume Spazi del sacro nell’Italia medievale (2022). È condirettore della rivista del Dipartimento delle Arti (DAR) «Intrecci d’Arte» ed è parte dell’editorial board della collana internazionale «The Senses and Material Culture in a Global Perspective» di Brepols. È inoltre membro della Società Internazionale di Storia della Miniatura e del gruppo di ricerca Ius Illuminatum.

domenica 10 dicembre 2023

Delitti nel monastero di Arco

Delitti nel monastero di Arco
Crimini sulle tracce dell'eresia medievale
di Tea Vergani
pp. 400; € 20,00
Reverdito Editore, 2023
ISBN: 978-88-342-0258-6

Si tratta d’un romanzo ibrido, composto dall’intreccio di un racconto storico ambientato nel Basso Medioevo trentino e di un giallo investigativo collocato ai giorni nostri, nella stessa località di Arco. La prima vicenda, Arco, anno 1206 d.C. - 1210 d.C. Un gruppo di monaci si stabilisce nella Pieve di Arco. Tra di loro c’è un giovane bolognese che deve redimere la propria gioventù dissoluta votandosi alla preghiera e all’isolamento, in una grotta. Per anni, i suoi splendidi codici miniati portano prestigio all’Ordine monastico. Intanto, il conflitto tra Imperatore e Papa raggiunge il suo picco, mentre la lebbra falcidia la popolazione. I nobili d’Arco proteggono il monastero ma sono divisi tra guelfi e ghibellini e non godono dei favori del Principe Vescovo di Trento. Il traffico di codici miniati avviato dall’Abate viene scoperto e il conflitto politico e religioso nella valle costringe i monaci alla fuga. La seconda vicenda, Arco, ai giorni nostri Il Maresciallo dei Carabinieri è stato trasferito ad Arco da Milano, per punizione. Annoiato e svogliato, indaga svagatamente ma finisce per sventare un crimine di narcotraffico. Risolve anche il caso dell’omicidio di un alpinista, ucciso su una falesia di Arco, a cui fa seguito un altro delitto. Con l’aiuto dei paesani e di una ragazza, con la quale inizia una relazione sentimentale, il Maresciallo smaschera il colpevole, scoprendo che tutti i crimini sono in vari modi legati alla grotta, sulla rupe di Arco. In questo secondo racconto, si saldano e si incontrano le due linee narrative storiche del romanzo. L’ambientazione è Arco e il Trentino, con riguardo tanto agli aspetti storici, quanto ai costumi locali contemporanei, raccontati con ironia. L’ambientazione non si limita a fare da sfondo passivo, ma diventa a tutti gli effetti un personaggio, o meglio tre: lo spirito del luogo e la sua memoria sono incarnati da tre anziane pettegole del paese.

Tea Vergani. Ha vissuto l’infanzia a Genova, ha svolto tutta la sua attività lavorativa a Milano. Da alcuni anni vive ad Arco, in Trentino. Ha lavorato nel settore del comparto turistico, occupandosi di comunicazione, intercultura e discipline aziendali. Ha fondato e diretto numerose Associazioni per la promozione turistica e agroalimentare biologica.

domenica 17 settembre 2023

Canzoniere

Canzoniere
di Dafnifilo 
A cura di Benedetta Aldinucci
pp. XXXVI-96; € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2023
ISBN: 9788893598064

Una donna di nome Laura è al centro del canzoniere tràdito dal codice Guelferbitano 277.4 Extravagantes della Biblioteca Augusta di Wolfenbüttel (sec. XV, ultimo quarto), intestato a un anonimo autore – linguisticamente localizzabile in area Veneta – che si sottoscrive con lo pseudonimo di Dafnifilo. La forma abbreviata «Mart» che campeggia sul frontespizio potrebbe celare un’allusione all’ambientazione marzolina del canzoniere, senza con ciò escludere un riferimento a una possibile committenza e, dunque, a un esponente della famiglia di Galeottus Martius. Il volume è dunque vòlto a indagare il contesto di produzione del canzoniere e a fornire una prima edizione critica dei trentadue testi che lo compongono, corredati da dati metrico-stilistici e da un commento, da cui emergono una fitta rete di citazioni e variazioni del modello petrarchesco, una ricorrente presenza degli Amorum libri tres boiardeschi e una significativa vicinanza con il Canzoniere Costabili, che concorrono a consolidare un asse ferrarese-veneto endogeno al petrarchismo.
Benedetta Aldinucci è ricercatrice presso l’Università per Stranieri di Siena. Oltre ad aver pubblicato vari saggi sulla poesia del Tre e del Quattrocento (su Giovanni Boccaccio, le fonti poetiche italiane della poesia di Ausiàs March, le rime apocrife di Dante, Rustico Romano) e su autori novecenteschi (Nicola Lisi, Margherita Guidacci), ha curato l’edizione critica delle Rime di Pietro de’ Faitinelli (Firenze, Accademia della Crusca, 2016) e di Jacopo Cecchi (Roma, Salerno Editrice, 2019).

venerdì 14 aprile 2023

Il mistero del codice Fibonacci

Il mistero del codice Fibonacci
di Marcello Ciccarelli, Bruno Di Marco
pp. 352, € 9,90
Newton Compton, 2023
ISBN: 9788822774170

Anno 1274.
Il vecchio Ventura è al capezzale di Tommaso d’Aquino. Per distogliersi dalle sue sofferenze, il moribondo gli chiede di narrargli una storia.
Anno 1204.
Ventura, giovane converso, riceve l’incarico di scortare il monaco Giuliano dall’abbazia di Fossanova a Pisa. I motivi del viaggio saranno svelati solo una volta giunti a destinazione: il monaco è alla ricerca del misterioso Liber Abaci, un codice in grado di rivelare i più reconditi segreti della matematica. Una volta giunti in città, i due religiosi si mettono sulle tracce del libro, ma la loro missione si rivela da subito più ardua del previsto. Non solo pare che quasi nessuno sia a conoscenza dell’esistenza del codice, ma i pochi che ne hanno sentito parlare sembrano fare di tutto per non rivelare dove si trovi. La ricerca condurrà Giuliano e Ventura in un lungo viaggio per mare e per terra sulle tracce del libro misterioso e del suo autore, il geniale matematico Leonardo Fibonacci. Ma alle loro spalle, qualcuno segue i loro passi. Qualcuno disposto anche a uccidere pur di non vedere rivelati i segreti di quel codice...
Marcello Ciccarelli è un ex professore di matematica, ha collaborato con l’Università di Roma La Sapienza ed è stato presidente della sezione di Latina di Mathesis. Con Bruno Di Marco ha pubblicato La confraternita degli assassini.
Bruno Di Marco insegna storia dell’arte a Latina ed è stato allievo di Marcello Ciccarelli. Con lui ha pubblicato La confraternita degli assassini.

venerdì 24 febbraio 2023

I manoscritti della Biblioteca del Capitolo Metropolitano di Milano

I manoscritti della Biblioteca del Capitolo Metropolitano di Milano
Studi e ricerche
a cura di Milva Bollati
pp. 260, € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2023
ISBN: 9791254692318

La storia della Biblioteca del Capitolo Metropolitano di Milano, incrementata nel corso del XV secolo dai lasciti dell’arcivescovo Francesco Pizolpasso e di Francesco Filelfo, si intreccia con quella dei canonici di Santa Tecla, di Santa Maria Maggiore, dei canonici decumani e della Fabbrica del Duomo. Trasferita per iniziativa di Carlo Borromeo nel palazzo dei canonici attiguo all’arcivescovado, la biblioteca accoglie anche la ricca collezione del presule, ma già all’inizio del XVII secolo una parte del patrimonio librario capitolare, compresi i libri del Pizolpasso, è destinata da Federico Borromeo all’erigenda Biblioteca Ambrosiana che apre le sue porte nel 1609.
Nonostante le dispersioni e le perdite, la biblioteca conserva un patrimonio librario di notevole interesse. I saggi raccolti in questo volume portano la firma di giovani studiosi e interessano alcuni dei manoscritti della Capitolare, codici inediti e altri ben noti agli studi, e offrono un primo contributo alla conoscenza del fondo librario della biblioteca milanese e della sua storia.
Milvia Bollati insegna Storia della miniatura all’Università Cattolica di Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni: Gloriosus Franciscus. Un’immagine di Francesco tra agiografia e storia (Padova 2012); Francesco e la croce di S. Damiano (Milano 2016). Per i nostri tipi ha pubblicato, con M. Petoletti, Manoscritti miniati in Italia della Biblioteca Ambrosiana (fondo inferior). Il Trecento (2022).

lunedì 15 novembre 2021

Dante e la Biblioteca Capitolare di Pescia

Dante e la Biblioteca Capitolare di Pescia
In occasione del Settimo centenario
A cura di: Paolo Vitali
pp. 08, € 15,00
Edizioni ETS, 2021
ISBN: 9788846762207
 
Bellezza e inaspettati tesori delle biblioteche storiche antiche, e aggiungo di provincia, si rivelano agli intraprendenti studiosi che compiono le loro incursioni nei fondi, dove scoprono ed insieme valorizzano testimonianze passate di altissimo valore. Ad esempio il patrimonio librario della Capitolare di Pescia benché fortemente dominato dalle collezioni giuridiche, possiede bellissimi volumi di letteratura e storia. Proprio nella sezione XXIII, Manuscripta et libri antiquiores si conservano codici a stampa e manoscritti che rimandano alla vita e alle opere del Sommo Poeta, la loro pregevole presenza ha suggerito la direzione ad organizzare una piccola mostra di edizioni, manoscritti e incisioni che vanno dal Quattrocento al Novecento. In occasione del Settecentesimo anniversario della morte di Dante, la biblioteca insieme alla famiglia Bellandi che per l’occasione ha prestato tre antiche edizioni della Commedia, ha inteso far conoscere al pubblico interessato una parte del tesoro sconosciuto.
Paolo Vitali (1963) è direttore della Biblioteca Capitolare di Pescia e insegna storia dell’arte nei licei. Autore di diversi saggi di iconografia medievale e di storia locale; si ricordano: Gli Affreschi di Pietro Scorzini. La volta della Biblioteca Capitolare di Pescia, ETS 1999; e le numerose guide sul territorio valdinievolino, tra cui Pescia dentro e fuori piazza, 2001; Tra la Cassia e la Francigena, ETS 2000; Pescia. Itinerari tra la piazza e la collina / Suggested itineraries around the piazza, the river and the hill, ETS 2009; La Cattedrale di Pescia itinerari di fede e d’arte, ETS 2013; (a cura di), La Diocesi di Pescia. Studi per V centenario, ETS 2019.

lunedì 13 settembre 2021

Breviarium Sancti Francisci

Breviarium Sancti Francisci
Un manoscritto tra liturgia e santità
di Pietro Messa
pp. 352, € 30,00
Libreria Editrice Vaticana, 2021
ISBN: 978-88-266-0577-9
 
Non si può non riconoscere che, in un certo qual senso, Francesco d’Assisi ha avuto una fortuna invidiabile rispetto ad altri santi: dichiarato nel 1992 dal Time Magazine uno degli uomini più rappresentativi del secondo millennio, studiato da centri di ricerca universitari laici e non, innumerevoli pubblicazioni scientifiche e divulgative inerenti alla sua storia, diversi film a lui dedicati, riconosciuto come riferimento ideale da persone di diverse culture e religioni. L’Autore studia il breviario di san Francesco, uno strumento prezioso per chi desidera approfondire il messaggio e la tematica del pensiero del Santo di Assisi. Il codice, denominato Breviarium sancti Francisci, consiste fondamentalmente in un breviario, il salterio e l’evangeliario; la prima parte è la più consistente ed è costituita dal breviario della Curia romana riformato da Innocenzo III. L’antichità del testo, che lo rende un testimone privilegiato di tale riforma e quindi della storia dei libri liturgici in generale, è confermata dalla presenza, soprattutto nelle solennità mariane o di santi legati al ministero pontificio, come Pietro, Paolo e Gregorio Magno, di letture tratte dai sermoni dello stesso Innocenzo III; tali letture dopo la sua morte nel 1216 saranno rese facoltative dal successore, papa Onorio III, e immediatamente scompariranno dal breviario. Infatti il Breviario di san Francesco è l’unico breviario vero e proprio che contiene tali letture per esteso. Questo codice fu usato da Francesco e certamente cooperò a formare in lui una seppur rudimentale cultura teologica che gli permise di esprimere la sua spiritualità e il suo pensiero in alcuni scritti, tre dei quali sono ancora in nostro possesso in formato autografo.
Pietro Messa, frate minore, è professore di Storia del francescanesimo presso la Pontificia Università Antonianum di Roma dove dal 2005 al 2017 è stato preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani.

martedì 24 agosto 2021

Cantare di Giusto Paladino

Cantare di Giusto Paladino
Edizione critica a cura di Vincenzo Cassì
pp. 488, € 30,00
Giorgio Pozzi Editore, 2021
ISBN: 9788831358064
 
I
I Cantare di Giusto Paladino può essere considerato un best seller quattrocentesco in ottava rima: tale fu infatti per buona parte del XV secolo, prima di sprofondare in un oblio plurisecolare. Testimonianza di grande valore letterario e culturale, costituisce per molte ragioni un vero e proprio unicum all’interno del panorama della letteratura canterina. Esso riflette il gusto e la sensibilità di un secolo amante delle glorie cavalleresche ma al contempo travagliato da una profonda crisi religiosa, la cui complessità e ricchezza conquistò il mercato librario, coinvolgendo un pubblico interessato alle questioni dottrinarie non meno che alle gesta di Orlando e di Tristano.

Il presente lavoro restituisce quest’opera dimenticata attraverso un’analisi puntuale del testo e delle fonti, chiarendo le tematiche più controverse relative all’autore e alla dazione, così come quelle sulla creazione, circolazione e ricezione del testo stesso; dedicando ampio spazio alla storia della tradizione (con particolare riguardo per il codice più celebre e autorevole, riccamente illustrato da un singolare notaio, copista-illustratore nonché appassionato lettore) e fornendo infine l’edizione critica della redazione originale.
Prefazione di Johannes Bartuschat.
Vincenzo Cassì (Ragusa, 1985) è funzionario archivista, direttore dell’Archivio di Stato di Ragusa. Laureato in Lettere moderne all’Università di Bologna, ha conseguito il Dottorato di ricerca internazionale in Filologia e critica – Scuola di dottorato europea in Filologia romanza dell’Università degli Studi di Siena. Ha inoltre collaborato con la cattedra di Filologia romanza dell’Università di Ferrara. Autore di diversi saggi scientifici filologico-letterari, si occupa principalmente di letteratura cavalleresca e ottava rima, frammenti romanzi, volgare bolognese, letteratura religiosa romanza, archivi, storia e documenti siciliani.

sabato 24 luglio 2021

L' evoluzione della codifica del genitivo dal tipo sintetico al tipo analitico nelle carte del «Codice diplomatico longobardo»

L' evoluzione della codifica del genitivo dal tipo sintetico al tipo analitico nelle carte del «Codice diplomatico longobardo»
di Cecilia Valentini
pp. 189, € 12,90
Firenze University Press, 2021
EAN: 9788864538266
 
Il lavoro ha come oggetto l'analisi morfosintattica di un corpus di carte documentarie latine redatte nella penisola italica centro-settentrionale tra VII e VIII secolo. Lo studio si concentra sulla concorrenza, nel sintagma nominale, tra codifica sintetica e analitica del nome dipendente, risultato del processo di grammaticalizzazione del sintagma introdotto dalla preposizione de, che in fase romanza sostituirà il genitivo. Tale mutamento viene interpretato su base semantica, facendo ricorso al dominio funzionale del possesso. Il volume analizza inoltre la morfologia nominale, che, pur caratterizzata da polimorfismo e incoerenza, manifesta fenomeni di livellamento delle opposizioni casuali e di ricostruzione di paradigmi flessivi, processi inversi che trovano motivazione nel principio dell'animatezza. 

lunedì 15 giugno 2020

Il manoscritto Saibante-Hamilton 390

Il manoscritto Saibante-Hamilton 390
Volume diretto da Maria Luisa Meneghetti e coordinato da Roberto Tagliani
pp. CCXVI-622, € 148,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-440-3
  
L’illustre codice Hamilton 390 della Staatsbibliothek zu Berlin (già Saibante), che qui si pubblica in edizione critica, ha destato l’interesse di alcuni tra i più grandi filologi romanzi dell’Otto e Novecento. Realizzato verosimilmente a Treviso nei primissimi anni Ottanta del Duecento, conserva un florilegio di testi latini e volgari di straordinaria importanza: è infatti «il primo manoscritto italiano a proporsi in forma di raccolta coerente, e i testi volgari in esso contenuti (spesso degli unica) rappresentano il più antico corpus di opere di carattere didattico-moraleggiante dell’Italia settentrionale. Le numerose miniature del codice intrecciano un fitto dialogo con i testi e hanno funzione non solo decorativa, ma anche, e ancor più, di complemento esegetico» (dall’Avvertenza, p. v).
Il volume raccoglie, per la prima volta, l’edizione critica integrale di questo monumentum delle Origini italiane, accompagnato da uno studio multiprospettico che ripercorre la storia antica e moderna del codice, facendo emergere le particolarità del suo assetto materiale, ma anche i molti – e finora poco valorizzati – pregi letterari, artistici, storico-culturali che ne determinano la fisionomia. L’edizione complessiva, che permette in primo luogo di osservare l’oggetto nella sua materialità e nella sua realtà testimoniale, consente anche, da un lato, la piena intelligenza dei testi che lo compongono, esaminati nella loro peculiare stratificazione testuale e linguistica; dall’altro, offre l’opportunità d’indagare compiutamente il rapporto tra i testi e le illustrazioni che li corredano: un rapporto vistoso ed esplicito, che fa del manoscritto un caso pressoché unico nel panorama della produzione libraria dei primi secoli della letteratura italiana (ma anche europea).
Le note introduttive e i commenti puntuali a ciascuna delle opere, insieme al formario analitico completo (volgare e latino) relativo a tutti i testi contenuti, offrono un impianto esegetico il più aggiornato e sistematico possibile; gli studi codicologici e storicoartistici, nonché l’indagine sui paratesti e sull’impianto illustrativo, che alla parte propriamente esegetica si integrano in modo coerente, propongono, nel loro complesso, un nuovo ed efficace paradigma per lo studio dei grandi manoscritti letterari medievali.
Maria Luisa Meneghetti insegna Filologia romanza nell’Università degli Studi di Milano. È autrice, tra l’altro, de Il pubblico dei trovatori (Torino 1992), Le origini delle letterature medievali romanze (Roma-Bari 2007), Il romanzo nel Medioevo. Francia, Spagna, Italia (Bologna 2010) e Storie al muro. Temi e personaggi della letteratura profana nell’arte medievale (Torino 2015).
Roberto Tagliani insegna Filologia e Linguistica romanza nell’Università degli Studi di Milano. Ha indagato, in particolare, la diffusione della letteratura arturiana in Francia e in Italia, il romanzo medievale francese e la letteratura didattico-religiosa del basso Medioevo italiano settentrionale. Ha curato l’edizione critica del Tristano Corsiniano (Roma 2011).

sabato 6 giugno 2020

Il libro d'ore in Italia tra confraternite e corti (1275-1349)

Il libro d'ore in Italia tra confraternite e corti (1275-1349)
Lettori, artisti, immagini
di Laura Alidori Battaglia
pp. XVI-414, € 70,00
Olschki, 2020
ISBN: 9788822266644

A lungo considerato un prodotto di derivazione francese sviluppatosi nelle corti del nord Italia nella seconda metà del Trecento, il libro d’ore, vero “best seller del Medioevo”, è invece il testo devozionale per eccellenza che appartiene di diritto all’Italia dei Comuni a partire dall’ultimo quarto del XIII secolo.
Sostenuto da un corpus di diciassette codici reperiti in collezioni pubbliche e private, alcuni inediti o solo marginalmente studiati, il presente volume conduce il lettore a considerare i libri d’ore in relazioni ai suoi committenti – donne e uomini, talora signori ma più sovente devoti borghesi – , agli artisti che li hanno decorati e alla complessa rete di immagini che ne illustrano le sezioni e le ore canoniche. Questo studio è la prima pubblicazione dedicata ai libri d’ore prodotti in Italia sino alla peste del 1348-49 e parte dalle relazioni tra la produzione in Italia e quella, sinora meglio documentata e più indagata, in Francia, nelle Fiandre e in Inghilterra, e la diffusione geografica e cronologica per approdare a dei nuovi risultati sulla loro committenza in relazione al movimento devozionale che portò allo stabilirsi delle confraternite di laudesi e di penitenti. 
Laura Alidori Battaglia ha studiato storia dell'arte a Firenze, specializzandosi in storia della miniatura, e conseguito il suo dottorato a Losanna. Ha avuto incarichi presso la Biblioteca Medicea Laurenziana, le Università di Firenze e Ginevra, e collaborato con la University of California a Berkeley e Santa Cruz, la Sismel, l’Accademia delle Scienze di Vienna, la Società di Storia della Miniatura e il progetto e-codices. È autrice di numerosi articoli su riviste specializzate che spaziano dall'arte romanica al Rinascimento. È stata inoltre curatrice di volumi per la Sismel e la Società di storia della miniatura.

mercoledì 13 maggio 2020

Il cardinale Branda Castiglioni legato pontificio e mecenate della cultura

Il cardinale Branda Castiglioni legato pontificio e mecenate della cultura
di Tino Foffano
a cura di Mirella Ferrari, Angela Contessi 
pp.  XVI-224, € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2020
ISBN: 9788893593816
 
Il card. Branda Castiglioni fu figura di rilievo particolare nella cultura lombarda del Quattrocento per avere importato novità umanistiche nella pittura a Castiglione Olona e per avere sviluppato con ottica europea le scuole ecclesiastiche; come cardinale, nel Concilio di Ferrara-Firenze si spese per la riunificazione delle Chiese cristiane. Basandosi su nuovi documenti, reperiti in archivi di varie città, e sullo studio di codici, Foffano ha potuto illustrare molte vicende biografiche del cardinale e ricostruire l’ambiente familiare, studiando vita e cultura dei suoi nipoti. Emerge così il profilo di un uomo infaticabile nell’azione politica e nella riforma religiosa, attento alla cultura giuridica e a quella umanistica, all’istruzione dei chierici tanto nella sua pieve di Castiglione Olona, quanto nel collegio universitario da lui fondato a Pavia. Il volume raccoglie dodici contributi pubblicati nell’arco di circa cinquant’anni, che insieme tracciano un profilo biografico di Branda, i suoi rapporti con i Medici, le sue legazioni in Europa, offrendo in fine l’orazione funebre che ne pronunciò il nipote Guarnerio.
Tino Foffano originario del Veneto, si laureò in lettere nel 1961 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore; gli fu guida Giuseppe Billanovich; maestro presente fin dal primo anno di corso e punto di riferimento poi per la vita fu Ezio Franceschini. Nella stessa Università Cattolica è stato bibliotecario per decenni e infine docente di Biblioteconomia e bibliografia. Fonte di studio quasi naturale furono i fondi antichi della biblioteca da lui diretta, incunaboli e manoscritti, e le carte di Remigio Sabbadini. Fin dalla tesi di laurea coltivò studi sull’umanesimo, sui grandi fiorentini, ma soprattutto sui lombardi, in specie lo storiografo Andrea Biglia e il card. Branda Castiglioni, pubblicando articoli in riviste, «Italia medioevale umanistica», «Aevum», e con molteplici interventi a congressi.
Mirella Ferrari professore emerito di Letteratura latina medievale e umanistica nell'Università Cattolica, dove ha insegnato Letteratura latina medievale e Paleografia latina per oltre un quarantennio. Ha dedicato gli studi alla tradizione manoscritta medioevale e umanistica di Padri e classici latini e alla storia delle biblioteche in Italia dal medioevo all'età moderna.
Angela Contessi bibliotecaria presso la Biblioteca dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, dove è stata a lungo collaboratrice di Tino Foffano. Esperta in catalogazione. Fa parte della direzione e redazione del «Notiziario della comunità del personale dell'UCSC».

lunedì 14 ottobre 2019

Galvano di Bologna

Galvano di Bologna
Tra la Commedia dantesca e il Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure. Ricerche
a cura di Silvia De Santis
pp. 144, € 18,00
Gangemi Editore, 2019
ISBN: 9788849238075
 
Il volume prende in esame la ricezione italiana del Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure e le sue numerose testimonianze manoscritte centrando l'interesse sui codici illustrati con particolare riferimento ai codici W (=Wien, Österreichische Nationalbibliothek, 2571), C (=Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 782) e S (= Sankt Peterburg, Rossijskaja Nacional'naja Biblioteka, fr. F.v. XIV.3), databili al secondo quarto del Trecento. A quest'ultimo manoscritto, il più sontuoso dell'intera tradizione dell'opera, è dedicata un'analisi specifica, da cui verrà avanzata una nuova ipotesi circa la sua localizzazione. Il confronto paleografico, codicologico e linguistico con uno dei più antichi relatori della Commedia dantesca (Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 1005), sottoscritto da maestro Galvano di Bologna, ha infatti permesso all'autrice di attribuire allo stesso Galvano anche il codice pietroburghese, la cui origine era stata fino a oggi ritenuta incerta.
Silvia De Santis è professoressa abilitata di seconda fascia in Filologie e Letterature medio-latina e romanze. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filologia e Letterature romanze presso l'Università di Roma “La Sapienza” e il diploma in paleografia e archivistica alla Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica. I suoi principali campi di ricerca riguardano la filologia e la linguistica occitaniche, antico-francesi e antico-italiane, nonché il teatro e la musica medievali e la ricezione di Dante nell'Inghilterra setteottocentesca. Ha pubblicato l'edizione critica, con la trascrizione delle melodie, del Mistero provenzale di sant'Agnese (Roma, Viella, 2016) e una monografia sulle illustrazioni dantesche di William Blake (Blake & Dante. A Study of William Blake's illustrations of the Divine Comedy including his critical notes, Roma, Gangemi Editore, 2017).

domenica 16 giugno 2019

I manoscritti datati delle Marche

I manoscritti datati delle Marche
A cura di Paola Errani
Con la collaborazione di Marco Palma e Paolo Zanfini
pp. X-166, € 95,00
Sismel. 2019
ISBN: 978-88-8450-880-5
 
Il volume contiene le schede di 93 manoscritti (72 datati e 21 con sottoscrizione del copista o del miniatore) che sono conservati in 16 città marchigiane: Ancona, Ascoli Piceno, Camerino, Fabriano, Falconara Marittima, Fano, Fermo, Macerata, Monteprandone, Osimo, Ostra, Pesaro, Recanati, San Severino Marche, Sarnano, Urbino. È introdotto dalla storia delle biblioteche e degli istituti di conservazione ed è corredato dagli indici, dalla bibliografia e da 103 tavole in bianco e nero che offrono la documentazione fotografica dei codici descritti.

venerdì 3 maggio 2019

Trattato della purità del cuore

Trattato della purità del cuore
di S. Battista da Varano
Testo latino e volgare a fronte a cura di Silvia Serventi
pp. XLVIII-130, € 38,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-893-5
 
Il Trattato della purità del cuore è un’opera della maturità di Battista da Varano nella quale la santa traccia il cammino di perfezione spirituale suddividendolo in tre tappe fondamentali che conducono l’anima dalla purificazione del cuore all’«amorosa crocifissione» e all’offerta volontaria di sé. L’opera è intessuta di citazioni tratte dal Cantico dei Cantici, libro biblico inteso come modello di ascesa a Dio che la clarissa amplia col «libro» della propria esperienza. Come nelle Istruzioni al discepolo anche qui il racconto autobiografico diviene insegnamento, rientrando così nella linea della comunicazione sapienziale. Il recente ritrovamento di due codici cinquecenteschi ha permesso una revisione del testo, consentendo di leggerlo in una versione più completa e vicina all’originale rispetto a quella abbreviata finora nota grazie a tre codici oratoriani del XVII e XVIII secolo. La presente edizione, che pone a fronte il testo latino, De puritate cordis, e quello volgare, intitolato De perfectione religiosorum, mostra come la monaca di Camerino abbia saputo coniugare la propria raffinata cultura umanistica con le più profonde tematiche dell’Osservanza francescana, seguendo in questo le orme di Caterina Vigri, un’altra clarissa passata dalla corte al chiostro, grazie alla quale Camilla aveva imparato i «vocaboli spirituali» mediante i quali esprimere la propria straordinaria esperienza di fede.

mercoledì 20 marzo 2019

Catalogo dei manoscritti Polironiani, terzo volume

Catalogo dei manoscritti Polironiani
III. Biblioteca Comunale di Mantova (mss. 226-381) e Codici Polironiani in altre biblioteche
a cura di Corrado Corradini, Paolo Golinelli, Giusi Zanichelli
pp. 534, € 65,00
Pàtron Editore, 2018
ISBN: 9788855534260

Sono 458 i codici giunti a noi dalla Biblioteca del monastero di San Benedetto Polirone (Mantova): 381 presenti nella Biblioteca Comunale Teresiana di Mantova e 77 individuati in Italia e all’estero. Essi costituiscono il patrimonio culturale di questo importante cenobio benedettino, fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa, aggregato a Cluny da Matilde di Canossa che scelse di essere lì sepolta (1115), e divenuto, grazie all’entrata nella Congregazione di Santa Giustina di Padova, una delle presenze più significative del Nord Italia, sino alla soppressione napoleonica del 1797.
Un’équipe formata dagli storici del Medioevo Corrado Corradini e Paolo Golinelli dell’Università di Verona, e dalla studiosa di arte medievale Giusi Zanichelli, dell’Università di Salerno, con la collaborazione di altri studiosi, tra i quali Raffaella Perini, già curatrice della sezione manoscritti della Teresiana di Mantova, ha portato a termine con questo III volume la schedatura analitica di tutto questo patrimonio. Di ogni codice si è fornita la descrizione esterna, l’elenco completo di tutti i contenuti e l’analisi dell’ornamentazione.
Si completa così il Catalogo dei manoscritti Polironiani, dopo il I (mss. 1-100), uscito nel 1998, e il II (mss. 101-225), nel 2010. Ognuno era fornito di indici particolareggiati di autori, opere, incipit, santi, provenienze e nomi; in quest’ultimo è presente anche la cronologia completa di tutti i codici, dal IX al XVIII secolo. Apprezzabili sono le immagini in bianco e nero di ogni codice e le 23 foto a colori di quelli più belli e significativi.

lunedì 7 gennaio 2019

Il «Sermone» di Pietro da Barsegapè

Il «Sermone» di Pietro da Barsegapè
Indagini sul Codice AD XIII 48 della Biblioteca Nazionale Braidense
di Attilio Bartoli Langeli, Chiara Frugoni, Martina Mangini, Giuseppe Polimeni
pp. 338, € 40,00
Artemide Editrice, 2018
ISBN: 8875753059
 
"Dopo le segnalazioni degli eruditi del Settecento e la pubblicazione integrale a opera di Bernardino Biondelli (I 856), tra Ottocento e Novecento intorno al codice braidense si sono avvicendati studiosi che hanno lavorato a un'indagine sistematica, sia nella direzione del dibattito orientato all'edizione critica, sia in quella della descrizione della lingua. Rimasto ai margini delle antologie e dei canoni, in tempi recenti il Sermone è stato oggetto di una più approfondita analisi, volta a mettere in evidenza fonti, richiami, interferenze, offrendosi a un prezioso studio "di ritorno" che ha potuto portare in luce anche la persistenza di tasselli e di moduli nelle pieghe della letteratura religiosa a venire. Acquisiti i risultati messi a punto nel corso della storia della ricerca e i rilievi più recenti, la generosità di tre studiosi del Medioevo (Attilio Bartoli Langeli, Chiara Frugoni, Marta Mangini) rimette oggi al centro del dibattito il Sermone di Pietro, per un momento strappandolo alla piega di luce in cui si era, forse non del tutto involontariamente, adagiato. [...] Se il testo del Sermone è stato nella tradizione oggetto privilegiato della ricerca di chi si è occupato del manoscritto braidense, il volume che oggi si presenta vuole porsi, si crede per la prima volta nell'indagine su Pietro da Barsegapè, come studio complessivo di un codice: in questa prospettiva l'opera in versi, fulcro di tutta la discussione, dialoga con le miniature, con la materialità del manoscritto e, in filigrana, con il contesto storico e documentario". Il volume, curato da Giuseppe Polimeni, riproduce integralmente, in facsimile a colori, il Sermone di Pietro da Barsegapè (codice AD XIII 48) e riporta la classica "edizione" del 1891 di Carlo Salvioni.