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domenica 19 maggio 2024

«Che fan qui tante pellegrine spade?»

«Che fan qui tante pellegrine spade?»
Viaggio storico-fotografico tra mercenari, compagnie di ventura, rocche e magnifici castelli
di Lanfranco Sportinari
pp. 284; € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Futura Libri, 2024
EAN: 9788833782522

Il 1300 è il secolo della crisi. Crisi derivata da più cause: cambiamenti climatici, peste, guerre interminabili. Proprio quest'ultima causa è l'oggetto della mia ricerca. Una ricerca per lo più riferita all'Umbria ma che nei suoi sviluppi è strettamente legata ad eventi ben più ampi che riguardano anche nazioni europee come Ungheria Francia e Inghilterra. In Italia, il papa ha lasciato Roma e si è traferito in Francia. Questa lontananza favorisce il tentativo di autonomia di signori e Comuni nei confronti della Chiesa che, a sua volta, vuole impedirla ricorrendo anche alle armi. Si riaccende allora la lotta tra guelfi e ghibellini, gli uni a favore del papa gli altri a favore dell'imperatore che con milizie mercenarie, torna a varcare i confini della penisola. Verso la metà del secolo il re d'Ungheria si presenta in Italia per vendicare l'uccisione del fratello che aveva sposato la regina del regno di Napoli. Porta con sé altri mercenari che, anche dopo la pace, restano in Italia. Più tardi, durante una tregua della guerra tra Francia e Inghilterra, altri avventurieri tedeschi e inglesi cercano e trovano lavoro in Italia. Queste orde, al servizio ora di uno ora di un altro, sono assoldate anche dalla Chiesa. Percorrono e devastano, pertanto, soprattutto i territori dell'Italia centrale che il papato reputa soggetti alla propria giurisdizione. Il Libro, dopo una prima parte in cui il testo ha un carattere piuttosto nozionistico, con l'aiuto di un congruo apparato fotografico, tenterà un'analisi più dettagliata degli episodi e dei personaggi in rapporto alla storia delle città umbre.

mercoledì 2 dicembre 2020

Il ciclo dei mesi

Il ciclo dei mesi
Da Aosta a Otranto, alla scoperta di un tesoro dell’arte medievale italiana
di Jenny Bawfree
pp. 224, € 23,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Terra Nuova Edizioni, 2020
ISBN: 9788866815877
 
Questo è un libro unico, perché parla di un soggetto affascinante dell’arte medievale finora mai trattato nel suo complesso in un’opera dedicata. È anche un libro che non sarebbe stato mai scritto se un giorno l’autrice, Jenny Bawtree, non avesse intravisto una coppia di anziani ferma a guardare in alto davanti al portale di una chiesa toscana. Avvicinatasi incuriosita, Jenny è rimasta letteralmente incantata da uno splendido ciclo dei mesi: dodici statue che rappresentano le attività, agricole ma non solo, caratteristiche dei dodici mesi dell’anno.

Da quel giorno, l’autrice ha dedicato cinque anni di studio a questa materia, esplorando l’Italia e scoprendo ben 39 cicli dei mesi, nella forma di statue, bassorilievi, affreschi e mosaici, presenti in grandi chiese romaniche, monasteri, ma anche in umili chiese parrocchiali e dimore signorili.
Un tema ripetitivo forse? Al contrario. Anche se i cicli seguono una tradizione medievale che risale all’antichità, ciascun artista interpreta il soggetto secondo la sua abilità, la sua cultura, la sua fantasia.
E mentre i cicli del XII e XIII secolo mettono in risalto la sacralità del lavoro agricolo, in quelli successivi il contenuto vira verso aspetti politico-sociali.
Oggi possiamo leggere in queste opere un messaggio universale sui cicli della natura e una concezione di ecologia ante litteram.
Un libro dichiaratamente divulgativo, in cui l’autrice ha voluto trasmettere la sua passione per questo tema a un pubblico ampio, non necessariamente esperto, offrendoci descrizioni minuziose dei cicli, magistralmente ritratti dal fotografo Opaxir. Un libro d’arte, ma anche un libro di viaggio, che ci invita a visitare luoghi al di fuori dei soliti itinerari turistici.
Jenny Bawtree è originaria dell’Inghilterra; trascorre la sua infanzia nella campagna vicino a Oxford, dove si laurea in lingue e letterature straniere. Nel 1964 si trasferisce in Italia, dove lavora per alcuni anni presso il British Institute e come lettrice all’Università di Firenze. Nel 1969 fonda Rendola Riding, uno dei primi agriturismi e centri di turismo equestre d’Italia, che porta avanti ancora oggi. Per Terra Nuova Edizioni ha curato Il Libro di Pietro, tradotto anche in inglese, e al momento sta ultimando la storia del centro, oltre a coltivare la propria passione per la storia dell’arte.