Visualizzazione post con etichetta poetica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poetica. Mostra tutti i post

sabato 29 ottobre 2022

Dante e le tradizioni latine medievali

Dante e le tradizioni latine medievali
di Peter Dronke
pp. 360, € 38,00
Il Mulino, 2022
ISBN: 978-88-15-38222-1
 
Secondo una credenza in passato radicata e diffusa, l’approccio più adeguato alla «Commedia» di Dante consisteva nel tentarne una lettura allegorica. Contro quel paradigma consacrato da una lunga tradizione, questo libro – divenuto a sua volta un classico – delinea e illustra una varietà di modi in cui le tradizioni latine medievali possono aiutarci a comprendere il grande poema. Dronke concentra l’attenzione su un numero di tecniche poetiche, di idee, di simboli e miti che Dante ereditò dalla latinità medievale, e che utilizzò e reinterpretò mirabilmente nella sua opera. La nuova edizione si arricchisce di altri saggi dell’autore, che contribuiscono a presentare un ritratto integrato del genio dantesco. Le belle pagine introduttive di Piero Boitani restituiscono un ricordo intimo e vivace dello studioso.
Peter Dronke (1934-2020) ha insegnato Letteratura latina medievale nell’Università di Cambridge. Fra le sue opere in italiano segnaliamo: «Su Dante» (con G. Ravasi, Aragno, 2018) e «La meraviglia» (con P. Boitani, Ed. di Storia e Letteratura, 2019).

giovedì 4 febbraio 2021

Le rime disperse di Petrarca

Le rime disperse di Petrarca
Problemi di definizione del corpus, edizione e commento
a cura di Roberto Leporatti, Tommaso Salvatore
pp. 356, € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829000616
 
Fra Tre e Cinquecento nei diversi centri letterari d’Italia un’ampia tradizione manoscritta e a stampa attribuisce a Petrarca un gran numero di rime che non figurano nell’autografo dei Rerum vulgarium fragmenta. Riunite in sillogi miscellanee ma spesso infiltrate nei Rvf stessi, le cosiddette rime disperse insidiano l’integrità della raccolta, approntata con cura dall’autore nel corso di una vita e subito assurta a modello inalterabile di perfezione poetica; e tuttavia, allo stesso tempo, tale imponente processo di contaminazione è segno della straordinaria vitalità della ricezione del Canzoniere nelle diverse fasi di affermazione del petrarchismo. Circoscrivere il corpus delle disperse e stabilirne l’autenticità e la lezione costituiscono uno dei problemi testuali più complessi e intriganti della critica petrarchesca. In questo volume alcuni dei maggiori specialisti di lirica medievale riflettono sulle soluzioni metodologiche più opportune per affrontarlo e risolverlo con il gruppo di lavoro del progetto ginevrino Le rime disperse di Petrarca: l’altra faccia del Canzoniere, che sta curando l’edizione critica.
 
Contributi di Guyda Armstrong, Marco Berisso, Anna Bettarini Bruni, Simona Biancalana, Maria Clotilde Camboni, Silvia Chessa, Alessio Decaria, Anaïs Ducoli, Michele Feo, Roberto Leporatti, Alessandro Pancheri, Laura Paolino, Daniele Piccini, Federica Pich, Tommaso Salvatore, Paola Vecchi Galli. 
Roberto Leporatti insegna Letteratura italiana all’Università di Ginevra. Ha curato le edizioni delle Rime di Giovanni Boccaccio (Firenze 2013) e del Giorno di Giuseppe Parini (Pisa-Roma 2020).
Tommaso Salvatore è ricercatore post-doc di Filologia italiana all’Università di Ginevra. È stato borsista all’Accademia della Crusca e fellow del Warburg Institute di Londra.

mercoledì 6 gennaio 2021

Per questa selva oscura

Per questa selva oscura
La teologia poetica di Dante
di Giulio d'Onofrio
pp. 708, € 30,00
Città Nuova, 2020
ISBN: 9788831115537
 
Uno studio originale, che apre prospettive inedite e rivoluzionarie sulle fonti del pensiero e dell'opera di Dante Alighieri. Da una invocazione nascosta in un antico e poco conosciuto commento alto-medievale ai primi libri della Bibbia, composto dal monaco italiano Bruno di Segni verso la metà del secolo XI, emerge inattesa la fonte che suggerisce a Dante la prima idea della «selva oscura», «amara», «aspra», «forte» e deviante dalla «diritta via», sulla cui tragica descrizione si apre la Commedia. Tale scoperta si traduce nell'occasione per aprire una nuova prospettiva di approccio al pensiero filosofico e teologico dell'Alighieri. Il lettore scopre così che fonti dirette del sapere di Dante non sono solo i classici antichi, poeti, scienziati o filosofi, o i magistri universitari suoi contemporanei, ma anche alcuni tra i tipici rappresentanti della letteratura patristica (da Ambrogio e Agostino a Girolamo) e della sapienza monastica dell'alto Medioevo (dai 'fondatori' come Boezio, Cassiodoro e Gregorio Magno ai più recenti e luminosi modelli di pensiero teologico come Giovanni Scoto, Anselmo d'Aosta e Bernardo di Chiaravalle, dagli eruditi Isidoro di Siviglia e Rabano Mauro al contemplativo Riccardo di San Vittore). La nuova luce proveniente dalla densa teoresi e dall'intima spiritualità meditativa e mistica di questa tradizione di pensiero, dominata dal principio unificante, in senso platonico, della caritas universale, evidenzia nell'intera opera di Dante i tratti precisi della sua vocazione di poeta-teologo: la coscienza, cioè di essere chiamato, nel «mezzo» della sua esistenza terrena, al compimento di un'alta missione, teoretica ed etica, di rieducazione dell'umanità.
Giulio d’Onofrio vive a Roma e insegna Storia della filosofia medievale all’Università di Salerno, dove ha fondato e coordina il «Dottorato di ricerca in filosofia, scienze e cultura dell’età tardo-antica, medievale e umanistica» (FiTMU). Dal dicembre 2007 è Presidente della Società Italiana per lo Studio del Pensiero Medievale (SISPM). Specialista di storia del pensiero in epoca tardo-antica, alto-medievale e rinascimentale, si è occupato di storia del metodo teologico, di logica e metodologia del sapere in epoca età tardo-antica e alto-medievale.

domenica 7 aprile 2019

Aldaberon di Laon, Carme per Re Roberto (ca. 1030)

Aldaberon di Laon, Carme per Re Roberto (ca. 1030)
a cura di Paolo Rossi
€ 10,00
Pisa University Press, 2019
ISBN: 978-883339-1779
 
Adalbéron di Reims (ca 950-ca 989), più noto ai suoi contemporanei con il diminutivo (forse lievemente spregiativo) di Ascelin, è certamente uno dei protagonisti di quella complessa stagione storica, a cavallo dell’anno Mille, che vide tra le altre cose l’affermarsi, forse a priori imprevedibile, della dinastia capetingia.
Ma se Ascelin è ancor oggi ricordato con viva attenzione dai maggiori medievisti non è tanto per il suo efferato tradimento (senza il quale peraltro, secondo i teorici del caos, non vi sarebbe stata la Rivoluzione Francese) quanto per la breve composizione in esametri che qui è presentata, per la prima volta in traduzione italiana, e che va sotto il nome di Carme per re Roberto.
La fama di quest’opera è in realtà per molti legata ai pochi versi nei quali è esposta la dottrina dei tre ordini del corpo sociale, teorizzazione formale di una realtà millenaria che dalle origini indoeuropee all’Ancien Règime percorre sotterraneamente la storia europea fino, appunto, alla Rivoluzione Francese.
Ma il Carme è molto più di questo: è satira sociale, è libello contro gli avversari politici, è spaccato dei costumi e delle contraddizioni di un’epoca di transizione, è complesso esercizio retorico (con tanto di teoria retorica a suffragio), è disegno moraleggiante (da qual pulpito!) di una società ideale.
La riproposizione del testo originale, accompagnato da una traduzione che ha la sola pretesa dell’assoluta fedeltà, da un’introduzione che ricostruisce la biografia dell’autore mediante la citazione diretta di tutte le fonti coeve, da un’analisi e da una sintesi dei contenuti del Carme e da un ampio apparato documentario volto a facilitarne l’inquadramento storico, vuole offrire l’opportunità di avvicinarsi finalmente in modo diretto a un documento essenziale per la comprensione del contesto storico e culturale cui esso si riferisce.
Conclude il volume la prima versione italiana dell’Historia Francorum Senonensis, una breve cronaca dei primi del XI secolo portatrice di un punto di vista alternativo rispetto alla storiografia “ufficiale” dei primi capetingi in relazione agli avvenimenti di cui Ascelin fu coprotagonista.

mercoledì 7 novembre 2018

Il romanzo medevale

Il romanzo medevale
Genesi e forme classiche
di Eleazar Moiseevič Meletinskij
edizione italiana a cura di Massimo Bonafin
Traduzione di Laura Sestri
pp. 426, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Eum, 2018
ISBN: 978-88-6056-578-5
 
La centralità del romanzo nella storia delle forme narrative non può essere messa in dubbio, ma Meletinskij in questo volume mostra anche come la vera culla del romanzo sia il Medioevo e non, come spesso si ritiene, l'età della borghesia e delle rivoluzioni. Inoltre la grande apertura comparativa fornita dalla poetica storica permette di rintracciare e ripercorrere le linee di forza letterarie e culturali del romanzo dall'Europa all'Oriente, Vicino, Medio ed Estremo. Il lettore si troverà dunque condotto attraverso una potente sintesi dei tratti comuni di questa forma narrativa universale, intrecciata a rigorose analisi dei più importanti testi del romanzo medievale internazionale.
E.M. Meletinskij (1918-2005) è noto in tutto il mondo occidentale per i suoi studi di letteratura comparata, in particolare di mitologia e di folklore narrativo internazionale; in italiano sono stati tradotti La struttura della fiaba (1977), Il mito (1993), Introduzione alla poetica storica dell’epos e del romanzo (1993) e, per i tipi di eum, Poetica storica della novella (2014) e Archetipi letterari (2016).
Massimo Bonafin è professore di Filologia romanza e Origini delle letterature europee nell’Università di Macerata.
Laura Sestri, dottoressa di ricerca in Storia linguistica dell’Eurasia, è traduttrice dal russo e dall’inglese. Sue le traduzioni di Poetica storica della novella e di Archetipi letterari.