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lunedì 23 settembre 2024

Le passioni della politica

Le passioni della politica
Storia, storiografia ed emozioni a Firenze fra Quattro e Cinquecento
a cura di Lucio Biasiori, Giovanni Ferroni e Alessio Panichi
pp. 232; € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2024
ISBN: 9791254693032 

Invidia, ambizione, avidità, bramosia, lussuria, odio, paura, timore, spavento, speranza, desiderio, fede, amore: il vocabolario politico della Firenze quattro-cinquecentesca e la coeva interpretazione storica degli avvenimenti attingono ampiamente alle categorie che consentono di descrivere ed esprimere l’interiorità. Città divisa in fazioni e in contrapposte passioni, Firenze e la sua civiltà sono state segnate dal prorompere di emozioni individuali e collettive, dal tentativo di controllarle, da una costante riflessione sul loro potere di fare la storia. Da prospettive disciplinari diverse – storiche, filosofiche, linguistiche, letterarie ed artistiche – questo volume ripercorre vicende, autori, testi significativi della storia fiorentina fra Quattro e Cinquecento, ponendo loro inusuali domande sul valore, sulla storicità, sulle forme dell’emotività politica.
Lucio Biasiori, docente di Storia moderna e Presidente del corso di laurea in Storia all'Università di Padova, è stato recentemente insignito del prestigioso premio «Antonio Feltrinelli Giovani» per Storia e Geografia.
Giovanni Ferroni si è formato tra Firenze e Padova, dove insegna letteratura italiana dopo essere stato borsista in vari centri di ricerca europei. Ha dedicato due monografie alla tradizione letteraria cinquecentesca («Dulces lusus». Lirica pastorale e libri di poesia nel Cinquecento, Alessandria, 2012; L’amore, il riso, la sorte. Ricerche su Francesco Maria Molza, Manziana, Manziana, 2018) e una, implicata anche con la rappresentazione delle emozioni, a quella settecentesca (Voci metastasiane, Firenze, 2022).
Alessio Panichi svolge attività di ricerca presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Ha dedicato studi alla storia della filosofia e del pensiero politico in età moderna e contemporanea. Il suo ultimo libro è l’edizione e traduzione italiana della Paedia politices di Kaspar Schoppe (Roma, 2022).  

giovedì 1 agosto 2024

Storiografie italiane del XII secolo

Storiografie italiane del XII secolo
Contesti di scrittura, elaborazione e uso in una prospettiva comparata
A cura di: Alberto Cotza, Markus Krumm
pp. 354; PDF online
Firenze University Press, 2024
ISBN: 979-12-215-0402-6

I saggi raccolti in questo volume sono dedicati alla dimensione pragmatica della scrittura della storia nell’Italia del XII secolo. Tutti i contributi possono essere letti seguendo poche domande guida: perché e da chi venivano scritte le cronache? In quali ambiti e con quali obiettivi circolavano? Come venivano usate nell’agone politico? Attraverso un’innovativa prospettiva comparativa, che tiene insieme l’Italia meridionale e l’Italia centrosettentrionale, l’obiettivo principale del volume è problematizzare, attraverso casi di studio concreti, le funzioni sociali e politiche della storia nell’Italia del XII secolo.
Alberto Cotza è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Si è occupato della relazione tra storiografica e politica nel medioevo toscano. La sua tesi di dottorato Prove di memoria. Origini e sviluppi della storiografia nella Toscana medievale è in corso di stampa. I suoi interessi principali sono la storia culturale e politica della città del Regnum Italie nei secoli pienomedievali.
Markus Krumm University of Munich Ludwig Maximilian, Germany.

domenica 2 aprile 2023

Chronicon

Chronicon
di Domenico di Gravina

Edizione critica, traduzione e commento a cura di Fulvio Delle Donne
Con la collaborazione di Victor Rivera Magos, Francesco Violante e Marino Zabbia
pp. VI-695, € 115,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-217-6

Racconto di guerra, di politica internazionale, di intrighi, di sofferenze: scritto tra il 1349 e il 1351 dal notaio Domenico di Gravina, il Chronicon è il vivace resoconto di un testimone diretto, anzi di un protagonista degli eventi che sconvolsero l’Italia meridionale tra il 1333 e il 1350. Muovendosi lungo le strade che vanno da Gravina a Barletta, dalla Murgia a Castel del Monte, descrive minuziosamente le zuffe, le battaglie e gli assedi che punteggiarono il conflitto tra la regina di Napoli (o meglio di Sicilia) Giovanna I e suo cognato Luigi d’Ungheria, venuto per vendicare l’assassinio del giovane fratello Andrea (marito di Giovanna) e per conquistare un territorio ricchissimo. Fu una guerra tra due rami della medesima stirpe angioina, ma offrì l’occasione per riassestare le strutture cittadine e aristocratiche del Mezzogiorno.
Questa edizione rilegge criticamente il testo dell’unico ms. esistente (Wien, ÖNB, 3465, autografo o idiografo), offrendo anche un’attenta traduzione italiana e ricche note di commento. Ma non solo: nell’articolata introduzione, ridefinisce i tratti della storiografia ‘notarile’ del Trecento, ponendo al centro dell’attenzione i concetti sempre scivolosi di autorialità e letterarietà, di oggettività e di attendibilità.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l'Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec.

venerdì 9 dicembre 2022

Grandi maestri di fronte a Dante

Grandi maestri di fronte a Dante
a cura di Simona Brambilla, Nicolangelo D'Acunto, Massimo Marassi, Paola Müller
pp. 4890, € 38,00
Vita e Pensiero, 2022
ISBN: 9788834351536 
 
Considerando gli innumerevoli studi dedicati a Dante nel corso dei secoli, resta da chiedersi come possa un solo autore così distante nel tempo essere ancora oggetto di sempre nuove riflessioni sui temi più vari dell’esistenza umana. La sua incomparabile apertura speculativa riporta l’attenzione su problematiche sempre vive e attuali e i grandi rappresentanti della letteratura, della filosofia e della storiografia considerati in questo volume hanno potuto cogliere in Dante, ciascuno dal suo specifico angolo visuale, una capacità dialogica tale da consentire una serie di inesauribili approfondimenti.
Frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Studi medioevali, umanistici e rinascimentali e il Dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il volume raccoglie gli atti del Seminario dantesco permanente nato dall’idea di mostrare come grandi studiosi della modernità e del Novecento abbiano rivissuto la figura di Dante, la sua biografia e la sua opera. In queste pagine egli diventa una specie di cartina tornasole capace di mettere in evidenza le peculiarità di chi si misura con lui e al contempo una sorta di specchio che cambia con il variare degli osservatori, facendone emergere di volta in volta il profilo. Leggere e interpretare Dante ha, infatti, significato per la cultura occidentale ridefinirne l’immagine, vivendola alla luce di una più generale visione del mondo. Le mille facce del prisma della fortuna dell’Alighieri negli àmbiti più significativi della cultura moderna e contemporanea diventano così lo specchio in cui essa si riflette e grazie al quale si interroga.
Simona Brambilla è associato di Filologia della letteratura italiana presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ove tiene anche l’insegnamento di Filologia dantesca. Si occupa principalmente di letteratura ed epistolografia volgare dei secoli XIII-XV.
Nicolangelo D’Acunto è ordinario di Storia medievale e direttore del Dipartimento di Studi medioevali, umanistici e rinascimentali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si occupa di storia delle istituzioni dei secoli X-XIII.
Massimo Marassi è ordinario di Filosofia teoretica e direttore del Dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si occupa di ermeneutica e filosofia trascendentale.
Paola Müller è associato di Storia della Filosofia medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si occupa principalmente della filosofia del XIII e XIV secolo.

venerdì 21 ottobre 2022

L’eredità di Armando Petrucci

L’eredità di Armando Petrucci
Tra paleografia e storia sociale
a cura di Antonio Castillo Gómez
pp. 274, € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9788833137209 
 
Armando Petrucci (1932-2018) è stato un grande paleografo e uno storico della scrittura di fama internazionale, il cui apporto alle relative discipline, per lui strettamente legate se non coincidenti, ha rappresentato un’autentica rivoluzione. Questo volume raccoglie una serie di saggi scritti da studiosi di diverse generazioni e nazionalità che si riconoscono nel suo insegnamento. Essi analizzano il suo metodo di lavoro, che partiva dal principio di studiare le testimonianze scritte a prescindere da epoca, modalità e materiali. Documenti pubblici, lettere private, iscrizioni di apparato, graffiti murali: nessuna manifestazione scritta gli è stata estranea e a ciascuna ha rivolto sei ben note domande (che cosa, quando, dove, come, chi, perché).
 
In appendice un testo inedito in cui Petrucci illustra la cultura grafica degli artisti italiani del Rinascimento.
Antonio Castillo Gómez insegna Storia sociale della cultura scritta all’Università di Alcalá. In italiano ha pubblicato Leggere nella Spagna moderna: erudizione, religiosità e svago (Bologna 2013) e Dalle carte ai muri. Scrittura e società nella Spagna della prima età moderna (Roma 2016).

sabato 3 luglio 2021

Storie arabe di Greci e di Romani

Storie arabe di Greci e di Romani
La Grecia e Roma nella storiografia arabo-islamica medievale
di Marco Di Branco
pp. 320, € 18,00
Pisa University Press, 2021
ISBN: 978-886741-8527
 
Al tema affascinante dell'eredità greca nella cultura araba medievale sono stati dedicati negli ultimi decenni molti importanti contributi. Tuttavia queste opere sono quasi unicamente incentrate sulla sopravvivenza e sull'influenza del pensiero filosofico e scientifico all'interno della civiltà arabo-islamica e si interessano solo marginalmente a materie quali arte, letteratura e storiografia. Ciò ha, almeno in parte, un fondamento nella realtà dei fatti, giacché i testi letterari greci non furono tradotti in arabo; al tempo stesso, costituisce un limite alla più completa comprensione dell'atteggiamento islamico nei confronti della cultura antica. Storie arabe di Greci e di Romani colma una lacuna degli studi sulle forme di conservazione della tradizione classica nell'Islàm: esplora infatti la storia greca e romana per come essa è percepita, narrata e rappresentata nella storiografia arabo-islamica medievale fra I'VIII e il XIV secolo dell'era cristiana, cioè a partire dalle prime opere storiche arabe preservate per giungere alla più celebre cronaca universale musulmana, il Kitàb al-Thar di Ibn Haldfm (m. 808/1406). Dalla legenda di Alessandro Magno alla conversione di Costantino, dalla corte di Bagdad al celebre castello del deserto di Q.15ayr Amrah, un viaggio attraverso i documenti alla ricerca della storia della Grecia e di Roma vista con occhi arabi.
Marco Di Branco insegna Storia bizantina presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e Archeologia bizantina presso la Scuola di specializzazione in archeologia di Matera. Recentemente ha pubblicato La città dei filosofi. Storia di Atene da Marco Aurelio a Giustiniano (Firenze 2006).

venerdì 2 luglio 2021

Gesta Alfonsi Regis

Gesta Alfonsi Regis
di Tommaso Chaula
a cura di Fulvio Delle Donne e Mariarosa Libonati
pp. 372, € 30,00
Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 2021
ISBN: 979-12-80182-04-3
 
L’interesse per la storiografia in latino prodotta nel Regno aragonese dell’Italia meridionale all’epoca di Alfonso il Magnanimo (1394-1458) è andato molto crescendo negli ultimi anni, operando una sorta di “rivoluzione copernicana” che ne ha fatto emergere pienamente il grande valore. Le ricerche più recenti hanno reso assai precise le nostre conoscenze sui numerosi testi che hanno segnato quella produzione letteraria, che si diffuse ben oltre i confini del Mezzogiorno. Fu nell’entourage di Alfonso che si sviluppò un’accorta meditazione sulle strette connessioni esistenti tra descrizione della contemporaneità, riflessione retorica, esigenza di celebrazione e istanze di legittimazione della maestà regia. Fu lì che trovò spazio privilegiato quel disciplinamento della scrittura storica che portò, contestualmente, al suo ricono-scimento professionale e alla definizione di una precisa regolamentazione di argomenti, forme e metodi. In questo contesto risulta fondamentale la fase iniziale del lungo processo di valorizzazione della memoria storiografica, che trova un ineludibile punto di snodo nei Gesta Alfonsi regis di Tommaso Chaula (scritti nel 1423-1424), un’opera cui a torto era stato assegnato finora un ruolo marginale, soprattutto a causa di una problematica trascrizione, che ne rendeva quasi impossibile la lettura e la comprensione. In questo volume si fornisce la prima edizione critica, con traduzione italiana e note di commento del testo, cui è restituita la giusta dimensione e importanza.
INDICE Premessa - Tommaso Chaula e la tradizione storiografica aragonese - Introduzione - 1. L’autore - 2. Le prime opere di Chaula - 3. I cinque libri delle gesta compiute da Alfonso d’Aragona - 4. Fonti e topoi letterari inseriti nella narrazione - 5. La storia secondo Chaula e il modello delle virtù - Nota al testo - Thomae de Chaula Gestorum per Alfonsum Aragonum et Sicilie regem libri quinque - Tommaso Chaula, I cinque libri delle gesta compiute da Alfonso re d’Aragona.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec. È autore di numerosissime edizioni critiche e volumi monografici: gli ultimi sono Tredici contro tredici. La Disfida di Barletta tra storia e mito nazionale (2020); La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico II di Svevia (2019). È il presidente del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese - CESURA.
Mariarosa Libonati è dottore di ricerca in Letteratura latina medievale e umanistica all'Università degli Studi della Basilicata.

giovedì 13 maggio 2021

Una terra antica

Una terra antica
Paesaggi e insediamenti nella Romania dei secoli V-XI
a cura di Paola Galetti
pp. 108, € 21,00
All'Insegna del Giglio, 2021 
ISBN: 9788892850286

L’evoluzione dei quadri ambientali, degli assetti territoriali e dei sistemi insediativi tra V e XI secolo della Romagna/Romania sono analizzati con taglio interdisciplinare da storici e archeologi, rileggendo e discutendo letture tradizionali della storiografia, aggiungendo nuovi dati e proponendo nuovi strumenti di indagine. Con Romagna si intende l’area orientale dell’attuale regione Emilia-Romagna, mentre con Romania le zone in cui più a lungo nei territori dell’alto e medio Adriatico, costieri e interni, perdurò il controllo bizantino. Il quadro ambientale si presenta differenziato, tra fasce costiere, aree vallive, media e bassa pianura, vallate e rilievi appenninici. Al suo interno, terre coltivate, aree incolte ed acque, insieme a differenti modalità di sfruttamento, influenzano il dispiegarsi dei sistemi insediativi, tra città e campagna. Ravenna ne costituisce il polo di attrazione privilegiato. Da essa si irradia il controllo su tutta l’area della Curia Arcivescovile in grado di legare a sé in una rete variegata di rapporti i ceti elitari cittadini e rurali.

lunedì 1 febbraio 2021

Scrivere storia nel medioevo

Scrivere storia nel medioevo
Regolamentazione delle forme e delle pratiche nei secoli XII-XV
a cura di Fulvio Delle Donne, Paolo Garbini, Marino Zabbia
pp. 356, € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137193
 
Quali sono gli elementi che caratterizzano una scrittura storica? Cosa rende peculiare il lavoro del cronista? E quando l’attività storiografica diventa una professione dalle caratteristiche definite e condivise ?
La linea di indagine è stata guidata dalla convinzione che soprattutto dalla fine del XII secolo, e poi in maniera più netta dalla metà del XIII, la produzione storiografica e cronachistica assume caratteri ben precisi. Mancando, per il mondo latino, trattati antichi che insegnassero come scrivere un testo storiografico, è in questo periodo che si fissano le pratiche e si definiscono le regole che poi sarebbero state sancite formalmente solo nel XV secolo.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec. È autore di numerosissime edizioni critiche e volumi monografici: gli ultimi sono Tredici contro tredici. La Disfida di Barletta tra storia e mito nazionale (2020); La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico II di Svevia (2019). È il presidente del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese - CESURA.
Paolo Garbini è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso la Sapienza, Università di Roma. Mirando a coniugare filologia e critica letteraria ha prodotto numerosi studi, edizioni critiche e traduzioni riguardanti la letteratura latina dall’alto medioevo fino al Rinascimento. Principali filoni di ricerca: preumanesimo; letteratura di scuola; autobiografia; agiografia; storiografia; ars dictaminis; poesia enigmistica e letteratura di gioco; studi tematologici. Ha scritto anche su riviste letterarie e di divulgazione.
Marino Zabbia insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Torino. Si occupa di storia della cronachistica medievale, di storia della cultura notarile e di storia della medievistica di Otto e Novecento. Tra le sue pubblicazioni: Albertino Mussato da filologo a storico, in «Reti Medievali Rivista», 19/1 (2018), pp. 571-598, Ricerca medievistica e urgenza politica al confine nord-orientale d’Italia (1881-1915), in «Reti Medievali Rivista», 16/1 (2015), pp. 221-241, e L’investitura notarile e la validità degli “instrumenta” alle soglie del Duecento. Il caso del notaio Domenico da Pirano, in «Scrineum Rivista», 10 (2013), pp. 191-214.

sabato 22 settembre 2018

Genova, solo mercanti?

Genova, solo mercanti?
Artigiani, corporazioni e manifattura tra Quattro e Cinquecento
di Giacomo Casarino
pp. 268, € 15,00
Aracne Editrice, 2018
ISBN: 978-88-255-1810-8

I saggi raccolti trattano delle figure del lavoro nella Genova del secondo Quattrocento / inizio Cinquecento. Il composito universo di artigiani e imprenditori viene declinato secondo vari approcci: strutturali (il popolo, la cittadinanza, le corporazioni, le stesse milizie urbane), muovendo dai permanenti fenomeni migratori che modificano, all’interno del tessuto urbano, le aggregazioni interfamiliari (il processo di formazione dei cognomi); congiunturali (le ricadute della crisi di sussistenza europea dell’ultimo quarto del XV secolo); prosopografico (banca dati nominativa), che è valso a dare identità e visibilità a una larga parte della popolazione maschile. 
Giacomo Casarino ha insegnato Metodologia della ricerca storica e Storia moderna presso l’Università degli Studi di Genova. Ha partecipato al gruppo di lavoro “Maestri e garzoni nella società genovese fra Quattro e Cinquecento”, che si è avvalsa dell’utilizzo di metodologie informatiche e di specifici, collaterali approfondimenti tematici (migrazioni, artigianato). Dal data base nominativo, costruito attraverso i contratti di apprendistato rogati a Genova tra XV e XVI secolo, egli ha tratto in larga parte il materiale per le sue ricerche, offerte a convegni italiani e internazionali, e di cui si presentano nel volume Genova, solo mercanti? Artigiani, corporazioni e manifattura tra Quattro e Cinquecento i risultati consolidati. Tra le altre pubblicazioni: “Tra ‘alfabeti’ e percorsi scolastici: formazione individuale ed acculturazione nella Liguria moderna”, in «Storia della cultura ligure», 3, (Genova 2005 ed.), in ultimo, “Malattia o sofferta simulazione? Un’improbabile ‘possessione diabolica’ a fine Seicento”, («Intemelion», n. 21, 2015)

martedì 11 settembre 2018

Gli spazi sabaudi

Gli spazi sabaudi
Percorsi e prospettive della storiografia
a cura di: Blythe Alice Raviola, Claudio Rosso, Franca Varallo
pp. 320, € 33,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843086900
 
Negli ultimi decenni gli studi sui territori oggi identificabili con il Piemonte si sono evoluti in maniera così profonda da rendere necessaria una ricognizione a tutto campo, allo scopo di individuare linee di tendenza, prospettive aperte e lacune da colmare. Se il punto di partenza continua a essere il Medioevo, il termine cronologico prescelto è l’unificazione nazionale, della quale gli Stati sabaudi furono l’agente coordinatore e risolutore, e con la quale si dissolsero nella più vasta compagine cui avevano contribuito in misura determinante a dar vita. Questa raccolta di saggi presta particolare attenzione al rapporto fra le varie tradizioni disciplinari e il più ampio dibattito nazionale e internazionale, in seno al quale la storiografia sugli spazi sabaudi può vantare un riconosciuto ruolo pionieristico. Studiosi di orientamento, di sensibilità e di impostazione metodologica diversi sono stati chiamati a confrontarsi senza paura delle dissonanze, le quali vanno anzi difese come la forza motrice, costitutiva e insostituibile, del dibattito comune. I contributi si propongono come un momento alto e rigoroso di riflessione sul territorio regionale e sulle sue risorse culturali, prefigurando un’agenda delle ricerche future, immaginandone le ricadute sul patrimonio delle conoscenze acquisite, rispondendo alle esigenze della società civile secondo le linee emergenti della Public History.