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venerdì 15 settembre 2023

La Ricerca del Santo Graal e le Avventure di Frate Francesco

La Ricerca del Santo Graal e le avventure di Frate Francesco
Una rilettura della Leggenda  dei tre compgni
di Fabio Furiasse
pp. 128; € 12,00
Edizioni Cappuccine, 2023
ISBN: 9791280900036

Negli stessi anni in cui si compiva la parabola biografica di san Francesco, la letteratura arturiana raggiunse la piena maturità, elaborando il definitivo modello etico del cavaliere e innestando il significato del codice cavalleresco sul simbolo esistenziale e religioso della ricerca del Santo Graal. Una tra le più antiche e affascinanti “vite di san Francesco”, giunta con il titolo improprio di Leggenda dei tre compagni, fa della vicenda umana e cristiana del protagonista il compimento del simbolo arturiano: è Francesco il miglior cavaliere del mondo, che compie in sé i valori più alti della cortesia e che raggiunge la meta della ricerca più misteriosa di ogni tempo, quella del Graal.
Fabio Furiasse, frate cappuccino, dopo gli studi presso l’Istituto d’Arte di Macerata (Maestro d’arte applicata e disegnatore di architettura e arredamento) ha studiato teologia presso l’Istituto Teologico Marchigiano e conseguendo la licenza in Teologia e Studi Francescani presso l’Istituto Teologico di Assisi. Oggi è direttore dell’Archivio storico e della Biblioteca centrale dei frati cappuccini delle Marche.

mercoledì 22 giugno 2022

Artù, Lancillotto e il Graal - Volume III

Artù, Lancillotto e il Graal - Volume III
Lancillotto del Lago (La carretta - Agravain)
A cura di Lino Leonardi
Traduzione, introduzioni e commento di Carlo Beretta, Luca Cadioli, Massimiliano Gaggero, Claudio Lagomarsini, Elena Stefanelli, Roberto Tagliani
pp. XV - 888, € 90,00
Einaudi, 2022
ISBN: 9788806251376

Lettrici e lettori che siano arrivati fin qui, nel loro percorso attraverso le pagine del ciclo di Lancillotto e del Graal, avranno già oltrepassato la metà dell’immenso edificio narrativo. Dopo gli antefatti della Storia del Santo Graal e le storie di Merlino e del giovane Artú (vol. I), le prime due sezioni del grande romanzo centrale, il Lancillotto del Lago (vol. II), hanno seguito il migliore dei cavalieri dall’infanzia presso la Dama del Lago e dall’arrivo alla corte di Artú attraverso le sue mille avventure, l’amore ricambiato per la regina Ginevra, l’amicizia con Galehaut, l’odio di Morgana, l’ammissione alla Tavola Rotonda, le guerre, i tornei, le foreste e gli incantamenti. A metà del romanzo, nella pagina che chiude il volume precedente di questa edizione, quel mondo sembra essere arrivato a un punto di non ritorno, con la tragica morte di Galehaut. Il re delle Isole Lontane, che pur essendo in grado di sconfiggere Artú gli si era sottomesso solo per amore di Lancillotto, e che aveva avuto poi un ruolo decisivo nel favorire la reciproca dichiarazione d’amore e il primo bacio tra lui e Ginevra, l’amico che aveva assicurato a Lancillotto in ogni momento un punto d’appoggio sicuro nel suo complesso rapporto con la corte arturiana, muore di dolore, credendo che il suo amico sia morto. Questo snodo dell’intreccio era necessario per introdurre la vicenda della carretta, la prova infamante a cui Lancillotto si sottopone per salvare Ginevra, rapita dal crudele Meleagant: l’episodio, con cui inizia la seconda metà del romanzo in prosa, era stato infatti oggetto del celebre romanzo in versi di Chrétien de Troyes, Le chevalier de la charrette (1180 ca.), il primo a noi noto che abbia Lancillotto come protagonista, e in quel romanzo la figura di Galehaut non è menzionata. L’autore del Lancillotto del Lago introduce qui l’episodio (CVII-CXIII), quando Galehaut è morto ma Lancillotto ancora non lo sa: lo apprenderà solo in seguito, quando troverà la sua tomba (CXX). Con questo accorgimento il romanzo in prosa può inserire l’episodio della carretta seguendo il celebre precedente quasi alla lettera, sfruttando la fama di Chrétien ma allo stesso tempo incastonando quel singolo exploit, ben noto al suo pubblico, nella complessa storia del protagonista. Dopo aver appreso della morte di Galehaut in realtà Lancillotto non sarà piú lo stesso: per due volte, sebbene inconsapevolmente, tradisce Ginevra, è costretto a fare i conti con i propri limiti, che gli impediranno, a lui il cavaliere migliore del mondo, di essere il predestinato all’impresa del Graal, e in piú d’un’occasione si abbandona alla follia (incarnando un modello ben presente all’Ariosto per la pazzia di Orlando). E con la trasformazione del suo protagonista, il romanzo prende un andamento diverso.
Livio Leonardi è nato a Roma nel 1961, formatosi a Firenze con d’Arco Silvio Avalle e poi a Padova con Gianfranco Folena, ha insegnato Filologia romanza a Firenze, a Pescara e infine a Siena, prima all’Università per Stranieri, poi all’Università degli Studi, dove ha coordinato il dottorato internazionale in Filologia e critica. È stato visiting all'École Nationale des Chartes di Parigi e al St John's College di Cambridge. Dal 2014 al 2018 ha diretto a Firenze l'Istituto CNR Opera del Vocabolario Italiano. Si è occupato principalmente della poesia italiana delle origini, dei volgarizzamenti, del romanzo arturiano in prosa francese, delle traduzioni della Bibbia, di metodo filologico e di digital humanities. Tra i suoi lavori, spesso in équipe, l’edizione dei sonetti di Guittone d’Arezzo (Einaudi 1994), lo studio dei canzonieri italiani del Duecento (Sismel 2001, 2010), i repertori dei testi agiografici e dei manoscritti biblici in volgare (Sismel 2003, 2018), la direzione dell’edizione del Ciclo di Guiron le Courtois, di cui sono usciti i prolegomena (Garnier 2018) e i primi cinque volumi (Sismel 2020-2021), la traduzione del Lancelot-Garal (tre volumi, Einaudi 2020-2022), un manuale di critica del testo (Le Monnier 2022). Socio dell’Accademia della Crusca e della Commissione per i Testi di Lingua di Bologna, è direttore responsabile della rivista «Medioevo romanzo», membro della direzione della rivista «Studi di filologia italiana», direttore della collana «Archivio romanzo» (Edizioni del Galluzzo), membro del comitato scientifico della collana «Romanische Texte des Mittelalters» (Winter Verlag), direttore della Fondazione Ezio Franceschini – Archivio Gianfranco Contini. Rappresenta l’Italia nello European Research Infrastructure Consortium DARIAH-ERIC. È membro del Comitato della International Arthurian Association in quanto Presidente della Sezione Italiana.

sabato 6 novembre 2021

Il racconto del Graal

Il racconto del Graal
Un mito universale fra storia, culture e simboli
a cura di Giacomo Maria Prati, Alessandro Coscia
pp. 588, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Jouvence, 2021
isbn. 9788878018051
 
Dal Conte del Graal di Chrétien de Troyes al Parsifal di Wagner, fino ad arrivare al Pendolo di Foucault di Eco, il tema del Graal non ha mai smesso di ispirare poeti, scrittori e musicisti. Da sempre infatti questo oggetto metamorfico, dalla natura sfuggente, ha affascinato l’uomo fino a diventare una vera e propria leggenda. Questo libro offre una visione complessiva del dossier Graal con contributi di storici, filologi, antropologi, filosofi, storici dell’arte e delle religioni, archeologi, con un punto di vista scientifico e rigoroso: condurre il lettore in un viaggio nelle sfaccettature del mito del Graal è l’ambizione di questa raccolta di scritti multidisciplinari. Accurati nelle fonti e nella ricostruzione, i saggi si rivolgono non solo a un pubblico di studiosi specializzati, ma anche a curiosi e appassionati che vedono nella ricerca del Graal sia una sfida intellettuale che la storia di un’evoluzione interiore.
Giacomo Maria Prati, studioso di simbolismi, miti e iconologia, funzionario del Ministero della Cultura, è stato Direttore del Museo della Certosa di Pavia.
Alessandro Coscia è un archeologo specializzato nell’ambito greco e romano. Ha studiato a Milano e in Francia. Ha allargato i suoi orizzonti alla storia delle religioni antiche e all’antropologia, a cui ha dedicato vari articoli, saggi e conferenze. Lavora all’Ufficio Mostre e Eventi della Pinacoteca di Brera.

venerdì 1 ottobre 2021

Il racconto del Graal

Il racconto del Graal
Un mito universale fra storia, culture e simboli
a cura di Giacomo Maria Prati e Alessandro Coscia
pp. 588, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Jouvence, 2021
ISBN: 9788878018051
 
Dal Conte del Graal di Chrétien de Troyes al Parsifal di Wagner, fino ad arrivare al Pendolo di Foucault di Eco, il tema del Graal non ha mai smesso di ispirare poeti, scrittori e musicisti. Da sempre infatti questo oggetto metamorfico, dalla natura sfuggente, ha affascinato l’uomo fino a diventare una vera e propria leggenda. Questo libro offre una visione complessiva del dossier Graal con contributi di storici, filologi, antropologi, filosofi, storici dell’arte e delle religioni, archeologi, con un punto di vista scientifico e rigoroso: condurre il lettore in un viaggio nelle sfaccettature del mito del Graal è l’ambizione di questa raccolta di scritti multidisciplinari. Accurati nelle fonti e nella ricostruzione, i saggi si rivolgono non solo a un pubblico di studiosi specializzati, ma anche a curiosi e appassionati che vedono nella ricerca del Graal sia una sfida intellettuale che la storia di un’evoluzione interiore.
 
Giacomo Maria Prati, studioso di simbolismi, miti e iconologia, funzionario del Ministero della Cultura, è stato Direttore del Museo della Certosa di Pavia. 
Alessandro Coscia è un archeologo specializzato nell’ambito greco e romano. Ha studiato a Milano e in Francia. Ha allargato i suoi orizzonti alla storia delle religioni antiche e all’antropologia, a cui ha dedicato vari articoli, saggi e conferenze. Lavora all’Ufficio Mostre e Eventi della Pinacoteca di Brera.

 

domenica 7 marzo 2021

Cercar tesori

Cercar tesori
Tra Medioevo ed Età Moderna
di Allegra Iafrate
pp. 280, € 20,00
Laterza, 2021
ISBN: 9788858143773
 
Il tesoro errante di Salomone, la magica grotta di Alì Babà, l’oro del Reno, il Sacro Graal: è fra il Medioevo e l’Età Moderna che prende forma nell’immaginario comune l’ossessione per la ricerca di ricchezze perdute. Questo saggio ne ripercorre le tracce in un viaggio appassionante, dalla Scandinavia al mondo arabo, dalla Persia alle Colonne d’Ercole. Nelle sue pagine si intrecciano le storie di molti cercatori ma ce n’è una ancora tutta da scrivere: quella del lettore capace di sciogliere gli enigmi celati fra le righe e arrivare al tesoro nascosto. Questo, infatti, non è soltanto un libro, è anche una mappa. Protetto da draghi o spiriti maligni, gravato da maledizioni, rivelato da sogni e visioni, il tesoro è materia magica per eccellenza e fra le più affascinanti.
Se cercassimo una ricetta alchemica per crearne uno, avremmo bisogno di alcuni ingredienti fondamentali. Il primo è il valore, quello scintillio che accende il desiderio. Il secondo è il segreto, la consapevolezza che esso esiste senza sapere dove. Il terzo è il tempo, al quale è sopravvissuto e che l’ha reso libero da ogni possesso: attende chi saprà meritarselo ma non è più di nessuno. In queste pagine si proverà a seguire la storia della ricerca dei tesori fra Medioevo ed Età Moderna, analizzando le sfumature del desiderio che ha colto gli uomini attraverso i secoli, descrivendo alcuni degli oggetti che hanno alimentato i racconti più favolosi, svelando come nascono certe leggende, alla scoperta dei nascondigli e dei loro custodi, sulla scia di quei cercatori che, dalle sponde meridionali del Mediterraneo fino all’Europa settentrionale, per secoli hanno seguito il miraggio della ricchezza fra magia e misteriose topografie auree.
Allegra Iafrate ha studiato Storia dell’arte medievale alla Scuola Normale Superiore di Pisa. È autrice di Le Moine et le Hasard: Bodleian Library, Ms Ashmole 304 (2015), The Wandering Throne of Solomon: Objects and Tales of Kingship in the Medieval Mediterranean (2015) e The Long Life of Magical Objects: A Study in the Solomonic Tradition (2019).

mercoledì 18 novembre 2020

Il mistero del Graal e i Cavalieri della Tavola Rotonda

Il mistero del Graal e i Cavalieri della Tavola Rotonda
di Beatrice Borghi, Filippo Galletti
disegni di Arianna Farricella
pp. 96, € 12,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
ISBN: 9788833242675
 
La storia del Graal da sempre ha affascinato generazioni di lettori. Ma che cos’è esattamente e cosa rappresenta?

È nella fantasia dei romanzi di Chrétien de Troyes e tra polverosi manoscritti medievali che si ritrova l’origine del misterioso interrogativo. Un desiderio di conoscenza che inizia con l’avventuroso viaggio di Perceval che, aiutato dal leale Gorneman, da Artù e dai Cavalieri della Tavola Rotonda, si lancia fra meraviglie, incanti e amori alla ricerca del leggendario oggetto dai poteri straordinari, che donerebbe felicità e vita eterna. Sempre al limite fra lo stupore e la concretezza di esperienze forti e rischiose, il giovane abbandona il sicuro rifugio familiare e corre incontro al suo destino di uomo d’armi.
Un viaggio di iniziazione e di crescita, la più importante, quella che segna il cammino di tutti noi.
Beatrice Borghi è ricercatore e docente di Storia medievale, di Didattica della Storia e di Storia del Mediterraneo presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna. I suoi interessi e i suoi studi vanno dal tema del pellegrinaggio e delle sue manifestazioni nelle tre grandi religioni monoteiste a quello delle reliquie e dei relativi santuari nell’area euromediterranea, a partire dai modelligerosolimitani.Nel campo della didattica si occupa di metodi strategie e strumenti per l’insegnamento della storia e dell’educazioneal patrimonio. E’ socia corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna,dell’Associazione Mediae Aetatis Sodalicium, e fa parte del gruppo di ricerca del Centro Italiano per lo studio el’edizione delle fonti normative (CISEFN).
Per Minerva ha pubblicato nel 2010 In viaggio verso la Terrasanta. La Basilica di Santo Stefano in Bologna, nel 2011 
Bologna. Storia, volti e patrimoni di una comunità millenaria, nel 2012 San Domenico. Un patrimonio secolare di arte, fede e cultura e Sante e Streghe. Storie di donne nel Medioevo (2019).
Filippo Galletti è assegnista di ricerca in Storia medievale e Didattica della storia e membro del Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna. Tutor didattico nell’insegnamento di “Storia dei Culti e delle Religioni” presso la scuola di Psicologia e Scienze della Formazione dell’Università di Bologna (sede di Rimini). Membro del gruppo di coordinamento organizzativo e segretariale della Festa internazionale della Storia di Bologna e presidente dell’associazione “Amici della Festa internazionale della Storia”.

martedì 3 novembre 2020

Artù, Lancillotto e il Graal. Volume I

Artù, Lancillotto e il Graal. Volume I
a cura di Livio Leonardi
Traduzione, introduzioni e commento a cura di Carlo Beretta, Fabrizio Cigni, Marco Infurna, Claudio Lagomarsini, Gioia Paradisi.
pp. XXXVI - 1116, € 90
Einaudi, 2020 
ISBN: 9788806239749
 
Il ciclo di romanzi in antico francese che gli specialisti conoscono con il titolo Lancelot-Graal, o ciclo della Vulgata, non è mai stato tradotto integralmente in italiano in epoca moderna, nonostante sia una delle opere piú grandiose del Medioevo europeo, e abbia esercitato uno straordinario influsso sull’immaginario narrativo della cultura occidentale. Di autore ignoto, forse piú autori al lavoro insieme, composta nei primi decenni del XIII secolo in una località imprecisata della Francia del Nord, non incardinata né sui miti del mondo greco-romano né sul confronto tra il mondo cristiano e il mondo islamico, la Vulgata non sembra possedere i connotati che definiscono un classico secondo i parametri correnti, e di fatto non è stata ancora pienamente riconosciuta come tale. Non è tra le opere entrate nei canoni della modernità letteraria, non è tradotta in molte lingue, anche in Francia è entrata nella collana della Pléiade solo pochi anni fa. Eppure è in questa successione di romanzi che per la prima volta trova una struttura compiuta, e riesce quindi a porsi come nuova fonte mitologica, un mondo narrativo la cui potenza è rimasta memorabile fino a oggi. Non solo il bacio dell’amore tra Lancillotto e Ginevra, o il regno di Artú e le magie di Merlino, ma il potere di Escalibur, la spada nella roccia, l’equilibrio utopico della Tavola Rotonda, l’idea dell’avventura come condizione del cavaliere errante, le foreste e i draghi, le damigelle e i giganti, la gratuità e la follia dell’amore e dell’amicizia, e infine l’intreccio di questo mondo con le tragedie della guerra e soprattutto con il mito del Graal, che a partire dal nostro ciclo diventa il riferimento originario – in quanto strumento eucaristico dell’Ultima Cena – della storia cristiana, e insieme il segno escatologico del suo compimento. L’efficacia di questo nuovo sistema articolato di racconti fantastici si è manifestata, oltre che nel successo del ciclo in quanto tale, anche e anzi soprattutto nella fortuna di alcune sue componenti e nella capacità di offrire materia inesauribile alla letteratura per i secoli a venire. A partire dall’invenzione del Lancelot-Graal vedono la luce gli altri grandi cicli di poco successivi, il Tristan en prose e il Guiron le Courtois, e da questo bacino tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento Boiardo e l’Ariosto reinventeranno il poema cavalleresco, incrociandolo con la materia epica nel nome di Orlando. (…) Questa incredibile fecondità tematica del mondo arturiano cosí come fu per la prima volta organizzato nel Lancelot-Graal si deve anche a un fattore del suo successo che è sicuramente meno noto, ma che ha svolto un ruolo non secondario nello sviluppo della narrativa europea moderna. È infatti nei romanzi del nostro ciclo che si sperimentano per la prima volta, con un’estensione fino ad allora impensabile, i meccanismi narrativi della prosa di finzione in una lingua volgare. La gestione dei personaggi e dei loro rapporti, le sfumature dei dialoghi e dei monologhi interiori, l’intreccio di piú piani concomitanti dell’azione, l’organizzazione del tempo narrato e delle sue diverse velocità, l’interazione fra il romanzo-biografia e il romanzo-mondo, sono elementi costitutivi della narrazione moderna che nel ciclo arturiano trovano il loro già organico fondamento. Nel dibattito sulle origini del romanzo, il genere per eccellenza con cui il sistema culturale occidentale ha tentato di interpretare letterariamente la realtà dell’uomo e della storia, la Vulgata occupa un posto di tutto rilievo.

giovedì 6 febbraio 2020

Historia di Merlino

Historia di Merlino
a cura di Paolo Orvieto
pp. 504, € 24,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-1627-2
 
Viene edita, con un ricco apparato di note, la Historia di Merlino (poi Vita di Merlino), nella prima edizione di Venezia del 1480. Composta nell’anno 1379, vi si narrano le strabilianti vicende della vita di Merlino, nato, sorta di altro Cristo o di Anticristo, da una madre vergine e da uno spirito diabolico; poi l’adozione del fanciullo Artù, la creazione della tavola rotonda, con la genealogia del Graal, fino alla tragica finale love story con Viviana, ossia la Dama del Lago. Inedite in Italia le misteriose e ancora in parte da decifrare sue Profezie, qui accluse alla sua Vita.
Paolo Orvieto, già professore ordinario presso l’Università degli Studi di Firenze e in altre università, ha al suo attivo più di duecento pubblicazioni sul Rinascimento (Pulci medievale; Lorenzo de’ Medici, Tutte le opere; Poliziano; Luigi Pulci; Poliziano, Tutte le poesie), sulla critica (Teorie letterarie e metodologie critiche; Teorie critiche del Novecento; De Sanctis), sulle letterature comparate (Misoginie e Misoginie 2; Labirinti, castelli, giardini; Il mito di Faust; La vera storia di Giuda) e sul nostro il Risorgimento (Buoni e cattivi del Risorgimento. I romanzi di Garibaldi e Bresciani a confronto). 

sabato 20 aprile 2019

Storie e leggende del Medioevo

Storie e leggende del Medioevo
di Luisa Vallardi, Jana Costa
pp. 96, € 14,00
Vallardi, 2019
ISBN: 9788876964589

Un’affascinante raccolta di storie e leggende del Medioevo diventate classici della letteratura. I protagonisti dei racconti sono figure indimenticabili: re Artù e i valorosi cavalieri della Tavola Rotonda, Orlando e i cavalieri di Carlo Magno, Robin Hood e i suoi compagni, e molti altri ancora. Alcuni legarono il proprio nome a nobili imprese, come la ricerca del Santo Graal o la Reconquista della Spagna, altri a grandi storie d’amore, come Lancillotto con Ginevra o Tristano con la bella Isotta. 
Una lettura appassionante, tra battaglie, tornei, fughe, amori, tradimenti, conquiste e sconfitte, illustrata con attenzione all’iconografia medievale da Jana Costa.
Luisa Vallardi, autrice dei testi, ha iniziato la sua carriera come traduttrice di libri per bambini. Vive e lavora a Milano e, nella stessa collana, ha pubblicato Gli eroi, i miti e le leggende dell’Antica Grecia.
Jana Costa da sempre illustra libri per ragazzi per le maggiori case editrici italiane ed estere. A volte presta la sua matita al cinema collaborando alla realizzazione di bozzetti per i costumi. Dipinge su tela, muro e in generale su qualsiasi superficie a portata di pennello.

mercoledì 10 aprile 2019

Metamorfosi del Graal

Metamorfosi del Graal
di Francesco Zambon
pp. 416, € 19,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095070
 
Fin dalla sua apparizione sulla scena letteraria, verso la fine del XII secolo, il Graal si presenta come un oggetto inafferrabile, in continua trasformazione: grande piatto contenente un’ostia, vaso in cui Giuseppe di Arimatea raccolse il sangue di Cristo, pietra discesa dal cielo. Ma le metamorfosi del Graal non finirono con la sua storia medioevale. Dopo una lunga eclisse, il mito fu recuperato in maniera originale da alcuni autori ottocenteschi e in particolare dal suo “inventore” moderno, Richard Wagner: il suo Parsifal è all'origine di un nuovo, vastissimo “ciclo del Graal”, che comprende opere teatrali, narrative, storiche (o pseudostoriche), cinematografiche e altro – un ciclo al quale appartengono anche recenti successi come Il Codice da Vinci di Dan Brown. Sintesi di un ventennio di ricerche sulla letteratura cortese e cavalleresca e sui grandi miti che essa lasciò in eredità alla cultura europea, il volume offre una panoramica sull'evoluzione del mito del Graal nel medioevo e sul suo contesto letterario e religioso, proponendo anche un’indagine critica sulle sue riscritture e interpretazioni moderne e su molti luoghi comuni che circolano al suo riguardo nella letteratura commerciale e nei mass media.
Francesco Zambon è professore emerito all’Università di Trento. Ha studiato numerosi aspetti della letteratura allegorica e religiosa del medioevo latino e romanzo (bestiari, ciclo romanzesco del Graal, poesia politico- religiosa occitana, testi catari, trattati d’amore cristiani). Ha scritto anche sulla letteratura italiana ed europea del Novecento.

venerdì 22 dicembre 2017

La spada nella roccia e altre leggende

La spada nella roccia e altre leggende
di Andrea Colli Vignarelli
pp. 214, € 17,00
Il Cerchio, 2017
ISBN: 8884745020

In una trama avvincente, fatta di guerre, scontri e duelli, amori e tradimenti, l’Autore crea un mondo immaginario che fa percorrere al lettore, in un incedere di eventi appassionanti e colpi di scena, raccontati con una velatura di  umorismo, rendendo la lettura coinvolgente e piacevole. Nello sviluppo di storie totalmente di fantasia, numerosi sono i richiami mitologici, leggendari  e letterari, cui le storie stesse si ispirano (Orfeo ed Euridice; Gilles de Rais, divenuto nella tradizione popolare Barbablù; il tallone di Achille; Sigfrido - Crimilde - Hagen e il Canto dei  Nibelunghi; Sisifo e Ade; la Divina Commedia). L’ultimo racconto è invece una versione -  con contenuto “ecologistico" e di condanna delle distruzioni arrecate alla Terra dall’uomo - della leggenda di Re Artù,  “riveduta e corretta” in totale libertà dall’Autore, pur mantenendo la trama originaria nelle linee generali e negli episodi fondamentali (la battaglia del Monte Badon, la ricerca del Santo Graal, il re Pescatore, la battaglia di Camlann ….).
Andrea Colli Vignarelli, nato a Pavia il 25 aprile 1962, è avvocato presso il Foro di Palermo e professore Ordinario di Diritto tributario presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina. Autore di monografie, articoli su libro e numerose pubblicazioni sulle principali riviste specializzate in materia, ha sempre coltivato anche un grande interesse per la storia, la mitologia e le leggende. Da qui “La leggenda di Biancofiore e altri racconti”, già pubblicato nel 2010  (Zona Editore), e “La spada nella Roccia e altre leggende”, ultima piacevole fatica dell’Autore.

domenica 3 settembre 2017

Il segreto del calice d'argento

Il segreto del calice d'argento
di Loredana Saetta
pp. 352, € 18,00
Ciesse Edizioni, 2017
ISBN: 978-88-6660-220-0

Dalle terre nebbiose dell’Europa del Nord alle assolate distese d’Oriente, tra amori e battaglie, intrighi e lotte per il potere, rivivono le epiche gesta dei cavalieri medievali.
Continuano le vicende dei giovani protagonisti del romanzo “Astur la spada della sorte”. Michael dovrà combattere contro l’inganno e il tradimento, Ferrand conoscerà i segreti della setta degli Assassini e si batterà con la spada e con la fede per preservare il Graal.
Loredana Saetta è nata a Napoli. Dopo studi classici si è laureata in Architettura all’Università “Federico II” di Napoli, svolgendo la libera professione di architetto. Lavora come docente in una scuola secondaria di secondo grado. Con CIESSE Edizioni ha pubblicato nel 2015 il romanzo storico per ragazzi “ASTUR – La spada della sorte“.

venerdì 17 febbraio 2017

Lancellotto

Lancellotto
Versione italiana inedita del «Lancelot en prose»
Edizione critica a cura di Luca Cadioli
pp. XIV-470, € 68,00
Sismel, 2016
ISBN: 978-88-8450-718-1

Il ritrovamento fortuito di cinquantasei fogli di pergamena dimenticati nella soffitta di una villa signorile consente oggi di leggere il Lancellotto, l'unica traduzione in antico italiano a noi pervenuta del Lancelot propre. Il ciclo della Vulgata ebbe diffusione vastissima nella Francia dei secoli XIII e XIV, ma la storia dell'amore di Lancillotto e Ginevra e della ricerca del Santo Graal travalicò ben presto le Alpi per giungere in Italia, e qui diffondersi in maniera capillare, sia in lingua originale sia in traduzione: possediamo infatti le versioni dell'Estoire del Saint Graal, della Queste del Saint Graal e della Mort Artu. Mancava però, fino ad oggi, una traduzione italiana del nucleo fondativo del ciclo. Il lungo frammento ritrovato (ora conservato nella Biblioteca della Fondazione Ezio Franceschini) è tratto da un codice allestito a Firenze alla fine del sec. XIV; è composto da otto quaderni non rilegati, e tutti i fogli risultano palinsesti, provenienti da almeno quattro diversi manoscritti di ambito giuridico-notarile. Il testo tramanda una parte delle Suites de la Charrette e una dell'Agravain, secondo la versione lunga del romanzo. La traduzione dal francese procede in maniera letterale, e la lingua abbonda di gallicismi e calchi dal francese. L'edizione critica del romanzo, inquadrata dallo studio delle fonti francesi e delle modalità di traduzione e copia del testo, apre così un importante nuovo capitolo nella storia della tradizione arturiana in Italia.

martedì 8 novembre 2016

Graal. Cavalieri e poeti

Graal. Cavalieri e poeti
di Fabrizio Manticelli
pp. 160, € 15,00
Yume, 2016
ISBN: 978-88-98862-55-9

Il libro entra, con competenza e dovizia di particolari, nel modo dei segni e dei simboli medievali, tratteggiandone origini e senso. Nella prima parte del presente lavoro, l’autore ricerca l’origine del mito del Graal, rilevandone il carattere di universalità attraverso le diverse epoche storiche. Il sacro calice è l’espressione di una sapienza antica, patrimonio della tradizione ermetica occidentale. Nel corso della trattazione, il mito della coppa si fonde con quello della fertilità che assume diverse forme, compresa quella della pietra sacra generatrice, arrivando a indicare un percorso mistico intrapreso dai grandi poeti. Una tradizione iniziatica che si intreccia con lo Stilnovismo e i Fedeli d’Amore, passando attraverso la sapiente mediazione degli ordini cavallereschi. In alcuni tratti, l’opera sembra svolgersi intorno a una gnoseologia cristiana del Graal, dal sapore quasi esegetico. Il mondo iniziatico che abbraccia il sacro calice, nasconde delle valenze alchemiche che l’autore coglie nei suoi aspetti più reconditi.
Fabrizio Manticelli, laureatosi in Architettura presso l’Università di Venezia, indaga da anni sul simbolismo degli edifici religiosi, con particolare riferimento alla Geometria Sacra. Studioso dei culti misterici praticati dalle antiche civiltà e degli aspetti tradizionali legati all’ermetismo, ricerca nel mondo dell’immaginario collettivo e delle sue implicazioni in campo artistico, esoterico e antropologico. Per la casa editrice Yume ha pubblicato I volti della magia, viaggio in una credenza immortale.

lunedì 19 ottobre 2015

Il Graal "Ludus scaenicus" in due tempi

Il Graal
"Ludus scaenicus" in due tempi
di Franco Cardini e Luigi Vani
pp. 88, € 12,00
Il Cerchio, 2015
Un "Ludus Scaenicus" che unisce un rispetto sostanzialmente rigoroso allo spirito della cosiddetta"Vulgata - Lancelot/Graal" due-trecentesca, sorta di "soap opera" medievale che mette insieme i vari motivi e le relative varianti del mito graalico, a suggestioni riprese da motivi cavallereschi ispirati ora a leggende al ciclo graalico prossime ma di differente natura - i temi morganatici, quelli melusiniani, la leggenda del veglio della Montagna, la "Sibilla Picena", l'incontro tra sir Galvano e il cavaliere verde - e a un costante riferimento all'esegesi junghiana.
La cristofania di Galaad, tema centrale e definitivo di tutta l'opera, è il punto d'arrivo d'un percorso metastorico nel quale il Cristo-re e il Cristo-cavaliere si presentano, uniti nella sintesi del Cristo-Galaad, come l'Asse di tutte le vicende cosmiche e umane. Il "Ludus" si risolve e si conclude quindi in una celebrazione eucaristico-apocalittica.
In trasparenza, implicitamente ma anche in modo evidente, il "Ludus" è una risposta cristiana alla proposta naturalistico-buddhistica nelle due grandi opere graaliche wagneriane intese come la riproposizione della tragedia classica che spicca il volo verso il Futuro.
Franco Cardini

lunedì 17 giugno 2013

L'imperatore, il re del mondo, il cavaliere

L'imperatore, il re del mondo, il cavaliere
di Franco Cardini
pp. 208, € 15,00
Carta Bianca, 2013
ISBN: 8897550274
 
Il romanzo si svolge come una fiaba in una chiara allusione ad un giardino della vita che anche la letteratura ha cantato come paradiso perduto. Ma per Franco Cardini non ci sarebbe pellegrinaggio senza meta, non si avvierebbe, cioè, il cammino se non si vedesse Gerusalemme sullo sfondo, non come fondale di un proscenio illusorio, ma come approdo di cuori e di nazioni. Il suo stesso ricercare le vie della storia osando ricostruirla nella sequenza di un racconto chiarisce una faccia del prisma vocazionale, quella più recondita e difficile da occultare. Come nella cerca del Graal (gran passione sia per l'autore che per la sua illustratrice), l'assoluto sta oltre le vicende umane ed il cavaliere è consapevole che la sacra urna è offertorio per l'eucarestia, cioè sacramento centrale del pellegrinare dei cristiani, segno e strumento di una presenza per fede creduta e non a viso aperto, quando il viaggio sarà definitivamente compiuto oltre ogni velo.

giovedì 28 marzo 2013

Il Graal in Abruzzo

Il Graal in Abruzzo
di Nicoletta Camilla Travaglini
pp. 144, € 12,00
Tabula Fati, 2013
ISBN: 978-88-7475-290-4 

L’eterna e affascinante ricerca del Graal ha incantato gli studiosi di tutte le epoche e la nostra non fa eccezione.
Nel mistero di un lunga inchiesta che si snoda attraverso i secoli, luoghi e personaggi oscuri paiono sul punto di svelare i loro arcani segreti; la storia di questa inafferrabile Reliquia si perde così nella leggenda celata ai nostri occhi dalle pesanti coltri delle sabbie del tempo.
In un percorso suggestivo Nicoletta Camilla Travaglini ha raccolto le possibili tracce del Graal nelle terre degli Abruzzi dove, come emerge da questo affascinante reportage, esso sembra aver lasciato profondi segni del suo probabile passaggio tanto a livello antropologico che archeologico.
Lanciano e i suoi Miracoli Eucaristici, le sue Chiese, la storia di Longino e della lancia del destino; Atessa, la processione del Graal e le inquietanti testimonianze simboliche che al Graal rimandano; San Giovanni in Venere, in cui potrebbero essere stati custoditi la Sacra Reliquia e i molti, terribili segreti legati all’ordine del Tempio; Vasto, la Spina della Corona di Gesù e la tradizione del Toson d’oro; Manoppelo e la Veronica; e poi ancora San Buono, Liscia, Pollutri… Luoghi, appunto, e personaggi, come Celestino V, la Famiglia di Sangro, i Del Balzo, gli Orsini, i De Ocre, i D’Avalos, solo per citarne alcuni, la cui natura enigmatica e contraddittoria rende spesso ancora più misteriosa ed eccentrica la soluzione dell’arcano.
Nicoletta Camilla Travaglini, laureata in lingue straniere presso l’università di Roma Tre, traduttrice internazionale accreditata presso l’UNESCO, ha curato mostre fotografiche sulle più svariate tematiche che spaziano dall’archeologia alla poesia, all’ecologia e al mistero. Si è inoltre laureata in Educazione Ambientale.
Ha tenuto seminari e lezioni presso atenei sul suo modo di interpretare la fotografia paesaggistica, architettonica e visionaria della realtà. Ha comparato la fotografia con le architetture religiose; ha condotto diversi studi demo-antropologici su leggende locali e non.
Ha scritto alcuni libri per ragazzi rielaborando leggende locali, ha collaborato e collabora con diversi giornali e riviste di taglio antropologico, culturale e turistico. Ha collaborato con musei annessi a castelli anche a livello di ricerche storico-archivistiche; ha realizzato diversi laboratori, presso le scuole elementari e medie, sul Medioevo nel mondo del fantastico. È stata la prima a trascrivere alcune leggende locali prese dall’oralità. Ha collaborato alla realizzazione di mostre di archeo-astronomia nel nord Italia. Ha realizzato per riviste estere numerosi lavori sulle tradizioni locali.

venerdì 2 novembre 2012

Metamorfosi del Graal

Metamorfosi del Graal
di Francesco Zambon
pp. 416,  € 28,00
Carocci, 2012
ISBN: 9788843065752

Fin dalla sua apparizione sulla scena letteraria, verso la fine del XII secolo, il Graal si presenta come un oggetto inafferrabile, in continua trasformazione: grande piatto contenente un’ostia, vaso in cui Giuseppe di Arimatea raccolse il sangue di Cristo, pietra discesa dal cielo. Ma le metamorfosi del Graal non finirono con la sua storia medioevale. Dopo una lunga eclisse, il mito fu recuperato in maniera originale da alcuni autori ottocenteschi e in particolare dal suo “inventore” moderno, Richard Wagner: il suo Parsifal è all’origine di un nuovo, vastissimo “ciclo del Graal”, che comprende opere teatrali, narrative, storiche (o pseudostoriche), cinematografiche e altro – un ciclo al quale appartengono anche recenti successi come Il Codice da Vinci di Dan Brown. Sintesi di un ventennio di ricerche sulla letteratura cortese e cavalleresca e sui grandi miti che essa lasciò in eredità alla cultura europea, il volume offre una panoramica sull’evoluzione del mito del Graal nel medioevo e sul suo contesto letterario e religioso, proponendo anche un’indagine critica sulle sue riscritture e interpretazioni moderne e su molti luoghi comuni che circolano al suo riguardo nella letteratura commerciale e nei mass media.
Francesco Zambon insegna Filologia romanza all’Università di Trento. Si è interessato a numerosi aspetti della letteratura allegorico-religiosa del medioevo latino e romanzo (bestiari, ciclo romanzesco del Graal, lirica dei trovatori, testi catari); ha scritto anche su poeti contemporanei, in particolare su Pascoli, Montale e Pessoa. Presso Carocci editore ha pubblicato fra l’altro L’alfabeto simbolico degli animali (2a rist. 2009) e ha curato Il bestiario d’amore di Richard de Fournival (1997) e I trovatori e la crociata contro gli Albigesi (2a rist. 2011); è tra i direttori della collana “Biblioteca Medievale”.
Indice
Introduzione
Parte prima Arturi regis ambages pulcerrime
1. Tantris o il narratore-sciamano
2. L’usignolo e il cigno: sulla poetica di Maria di Francia
3. Chrétien de Troyes: la Parola e la Gioia
4. Lo scudo spezzato
5. Dinadan in Italia
Parte seconda Sulle tracce del Graal
6. Il ciclo medioevale del Graal
7. Un Vangelo della cavalleria
8. La Trilogia di Robert de Boron
9. Pilato e il Graal
10. La mistica travatura della Queste del Saint Graal
11. L’esoterismo della messa nei romanzi medioevali del Graal
12. La fenice e il Graal
Parte terza Il ritorno del Graal
13. Il Parsifal di Wagner
14. I Suoni del Gral di Arturo Onofri
15. Il mito del Graal pirenaico
16. L’esoterismo del Graal: René Guénon e Julius Evola
17. Il Graal nel teatro francese del Novecento
18. Parodie romanzesche: Italo Calvino e Umberto Eco
Bibliografia
Avvertenza