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domenica 11 agosto 2024

Gregorio IX e Roma

Gregorio IX e Roma
Arte, processioni e spazio sacro tra Costantinopoli e la Terra Santa
di Claudia Bolgia
pp. 176; € 40,00 (Acquista olnline con il 5% di sconto)
Cmpisano Editore, 2024
ISBN: 979-12-80956-60-6

La letteratura specialistica ha finora limitato al perduto mosaico della facciata della Basilica Vaticana l’attenzione di Gregorio IX per Roma. Un approccio interdisciplinare, che unisce l’analisi storico-artistica e archeologica allo studio di fonti neglette e alla rilettura di testimonianze documentarie, grafiche ed epigrafiche, consente ora di ricostruire un quadro molto più ricco e sfaccettato, permettendo di colmare una grave lacuna storiografica. Il presunto ‘vuoto’ della Roma di Gregorio IX si rivela così ‘pieno’ di iniziative papali molteplici e varie, che spaziano dall’uso e dalla sapiente trasformazione dello spazio urbano all’attenzione per le infrastrutture, dagli interventi architettonici a quelli riguardanti lo spazio sacro, fino all’impiego di reliquie e icone in processioni spettacolari, volte a mobilitare la popolazione. Il libro offre inoltre, basandosi su fonti fin qui trascurate dalla critica, una rilettura del messaggio che il mosaico di facciata della Basilica petrina intendeva comunicare, a partire dalla reinterpretazione della moneta offerta dal pontefice a Cristo come uno dei trenta denari per i quali Giuda vendette il maestro. Il mosaico vaticano emerge ora come uno straordinario manifesto della visione ecclesiologica e del pensiero escatologico di Gregorio IX, nonché del suo ruolo pastorale, contribuendo a illuminare significativi cambiamenti nella Chiesa e nella società della prima metà del XIII secolo.
Claudia Bolgia è Professoressa Ordinaria di Storia dell’Arte Medievale all’Università degli Studi di Udine. Autrice di Reclaiming the Roman Capitol. Santa Maria in Aracoeli from the Altar of Augustus to the Franciscans, c. 500-1450(London-New York 2017, e co-curatrice di Rome across Time and Space. Cultural transmission and the Exchange of Ideas, ca. 500-1400 (Cambridge 2011, si occupa di Roma medievale e di arte e architettura degli Ordini Mendicanti, con particolare attenzione allo spazio sacro, al suo allestimento e alla ricostruzione di monumenti smembrati e contesti perduti. Le novità di tali ricerche le sono valse finanziamenti e Fellowships presso i principali centri di ricerca internazionali, tra cui Pembroke College - University of Cambridge (2004-2007), Villa I Tatti - The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies (2009-2010), il Carnegie Trust for the Universities of Scotland (2010-2011, la British Academy (2012), CASVA - Center for Advanced Study in the Visual Arts (2016-2017, la Newberry Library (2016-2017, e il Leverhulme Trust (2017-2018).

venerdì 17 novembre 2023

La crociata dopo la peste

La crociata dopo la peste
Metamorfosi di un'idea (secolo XIV)
di Simone Lombardo
pp. 320; € 30,00
Vita e pensiero, 2023
ISBN: 9788834353806 

Il Trecento era stato segnato da difficoltà, culminate con la peste di metà secolo. Le epidemie endemiche avevano colpito un mondo già scosso da problemi strutturali, oltre a conflitti e carestie. Questi cambiamenti avevano determinato un profondo impatto sulla mentalità a cui anche la crociata, dopo la definitiva perdita della Terra Santa nel 1291, non aveva potuto sottrarsi. Come mutava il fascino per l’impresa d’oltremare in un mondo in trasformazione?

Il cambiamento dell’ideale di crociata si può rintracciare nella fine della trattatistica sul recupero della Terra Santa, in una ricomparsa del tema escatologico, negli scritti di mistiche come Caterina da Siena e Brigida di Svezia. Nella seconda metà del XIV secolo la crociata sembra aver perso attrattiva anche dal punto di vista religioso, sostituita da vie alternative, che ne riprendevano i simboli e il linguaggio, per rispondere a un generalizzato bisogno penitenziale. La terminologia utilizzata nelle lettere papali permette di osservare il cambiamento dell’idea di crociata da passagium per la riconquista della Terra Santa a guerra difensiva contro i turchi, così come la percezione letteraria del fenomeno in autori come Petrarca, Philippe de Mézières, Geoffrey Chaucer o i novellieri italiani. I mutamenti della crociata non riguardavano solo l’ambito concettuale ma anche le prospettive con cui vi aderivano i nuovi protagonisti: Ospitalieri e mercenari, mercanti genovesi e veneziani, l’aristocrazia franco-borgognona, che concepiva l’impresa come un’avventura cavalleresca, in contrasto con le proteste e le rivolte degli strati popolari. La crociata dopo la peste non sarebbe stata più la stessa.
Simone Lombardo (Monza, 1993), dopo gli studi presso l’Università di Genova e periodi di ricerca in Spagna, ha conseguito il dottorato in Storia medievale presso l’Università Cattolica di Mila­no in cotutela con l’Universität Heidelberg. Le sue attuali ricerche si concentrano su Genova e Venezia, la storia marittima, le crociate tardive e il mondo mediterraneo tra XIII e XV secolo. È autore della monografia La Croce dei Mercanti. Genova, Venezia e la Crociata Mediterranea nel tardo Trecento (1348-1402) (Brill, 2023).

lunedì 7 novembre 2022

Il grande racconto del Mediterraneo

Il grande racconto del Mediterraneo
di Egidio Ivetic
pp. 394, € 48,00
Il Mulino, 2022
ISBN: 978-88-15-29997-0
 
«...il Mediterraneo è un crocevia antichissimo. Da millenni tutto vi confluisce, complicandone e arricchendone la storia» Fernand Braudel
Il Mediterraneo è il cuore incandescente di un unico vitale continente afro-euro-asiatico, l’epicentro della grande storia che qui transita e da qui scaturisce, il luogo in cui si è concentrato per alcuni millenni il mondo immaginabile. Come comprendere quella straordinaria «pianura fluida» che è il Mare Nostrum? Mettendosi sulle tracce delle civiltà sepolte? Ripercorrendo il vagare di eroi erranti come Ulisse, Enea o i viaggi dei pellegrini verso la Terrasanta? Interrogando gli strati e i substrati archeologici? Abbracciandone il paesaggio oppure lasciandosi abbacinare dai capolavori artistici? Il racconto mai concluso di una storia millenaria, unica e imprescindibile, fatta di guerre e convivenze, scambi e antagonismi, invasioni e diaspore, ibridazione ininterrotta di saperi, miti, leggende, manufatti, nel coesistere di culture religiose ora dialoganti ora in conflitto. Il ritratto in movimento di una civiltà e del suo mare.
Egidio Ivetic insegna Storia del Mediterraneo nell’Università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato «Le guerre balcaniche» (nuova ed. 2016), «Storia dell’Adriatico. Un mare e la sua civiltà» (2019), «I Balcani. Civiltà, confini, popoli (1453-1912)» (2020), «Est/Ovest. Il confine dentro l’Europa» (2022).

giovedì 10 marzo 2022

Federico II e la crociata della pace

Federico II e la crociata della pace
di Fulvio Delle Donne
pp. 160, € 15,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829013388

La crociata di Federico II di Svevia (1228-29) fu straordinaria per vari motivi. Contrariamente a quanto era sempre accaduto, la Terra Santa fu riacquisita alla cristianità senza alcuno spargimento di sangue, ma soltanto con accordi diplomatici, secondo i proclami imperiali. Inoltre, a compiere l’impresa fu uno scomunicato, un escluso dalla comunità dei cristiani. Un’eccezionale aura mistica avvolse poi l’evento in un’epoca che attendeva la fine dei tempi: l’arrivo imminente dell’Anticristo sarebbe stato preceduto dal trionfo di un ultimo imperatore, che, secondo i vaticini, avrebbe riunito Oriente e Occidente riportando sulla Terra l’età dell’oro. Fu una crociata pacifica e controcorrente: ricondurla alla memoria della nostra contemporaneità carica di tensioni e scontri tra religioni e “civiltà” può contribuire a comprendere il presente attraverso lo studio del passato. E viceversa.
Fulvio Delle Donne insegna Letteratura latina medievale e umanistica all’Università degli Studi della Basilicata.

giovedì 17 febbraio 2022

Saladino

Saladino
di Salvatore Calciano
pp. 40,00, € 8,00
Hercules Books, 2022
EAN: 9791280203120
 
All'interno del saggio, l'Autore offre un ritratto imparziale e sfaccettato della figura del Saladino, inserito nel contesto della riconquista islamica della Terrasanta, di cui il Sultano è l'assoluto protagonista.
Salvatore Calciano, attualmente studente presso il dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano, ha conseguito in precedenza la maturità classica al termine di un percorso che lo ha visto ottenere una certificazione linguistica di latino e  rientrare tra i vincitori del Premio nazionale di “microconferenze”, con un lavoro sulla battaglia di Eraclea particolarmente apprezzato da una giuria composta da personalità come Michele Mirabella e il giornalista Attilio Romita. 

domenica 5 settembre 2021

Gli ultimi crociati

Gli ultimi crociati
Templari e francescani in Terrasanta
di Antonio Musarra
pp. 196, € 16,00
Salerno Editrice, 2021
ISBN: 978-88-6973-593-6
 
Templari e francescani nacquero dal tentativo di fornire un orizzonte nuovo alla religiosità laicale. Entrambi, benché in tempi diversi, mantennero uno stretto legame con la Terrasanta, custodendone i luoghi in favore dei pellegrini, armati e non. Dal loro confronto emergono notevoli somiglianze ma anche differenze sostanziali, pur nella continuità e nella tensione tra crociata e missione, che entrambi incarnavano. L’ideale “passaggio di testimone” dall’uno all’altro ordine avrebbe portato, nei primi decenni del Trecento, alla fondazione della Custodia Terrae Sanctae – ancora oggi attiva –, istituzione che avrebbe raccolto il legame profondo instaurato coi Luoghi Santi dal Tempio sino alla sua soppressione, nel 1312. Per entrambi gli ordini, la Terrasanta rivestiva un ruolo particolare; un ruolo troppo spesso banalizzato nel tradizionale accostamento degli uni alla guerra e alla difesa del territorio, degli altri alla pace (se non a un anacronistico “pacifismo”). Questo libro mostra come la realtà fosse piú complessa, raccontando la storia del rapporto fra templari e minori, tra laicato cristiano, crociata e Terrasanta.

Antonio Musarra è ricercatore in Storia medievale presso Sapienza Università di Roma. Fellow di Harvard, si occupa di storia delle crociate e dell’Oriente latino, di storia francescana e di storia marittima e navale del Mediterraneo medievale. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Il crepuscolo della crociata. L’Occidente e la perdita della Terrasanta, 2018; 1284. La battaglia della Meloria, 2018; Il grande racconto delle crociate (con Franco Cardini), 2019.

domenica 14 marzo 2021

Il primo re crociato

Il primo re crociato
La spedizione di Sigurd in Terrasanta
di Francesco D'Angelo
pp. 224, € 20,00
Laterza, 2021
ISBN: 9788858143803
 
Il re norvegese Sigurd Magnússon è stato il primo sovrano cristiano a visitare la Terrasanta dopo la conquista crociata di Gerusalemme. E la sua storia è unica nel panorama delle crociate medievali proprio per la sua provenienza: uno scandinavo, signore di un regno lontano in cui il cristianesimo si era affermato da appena un secolo. Un viaggio straordinario: dall’Inghilterra alla Spagna musulmana, dalla Sicilia a Gerusalemme e oltre, fino a Costantinopoli, in un susseguirsi di battaglie navali e assedi, prestigiosi incontri con re e imperatori e violenti scontri con nemici musulmani ma anche, all’occorrenza, cristiani. Un periplo del mondo allora conosciuto che, in cinque anni (1107-1111), condusse sessanta navi dagli estremi confini della terra fino al cuore della cristianità e da qui nuovamente in patria. Uno degli episodi meno conosciuti e più affascinanti della grande storia delle crociate che unisce ai tratti tipici delle scorrerie vichinghe (desiderio di avventura, di fama e di ricchezze) quella tensione spirituale di cui è permeata tutta l’epoca, e che farà guadagnare al suo giovane protagonista fama imperitura.
Francesco D’Angelo è ricercatore in Storia medievale presso la Sapienza Università di Roma e collabora con il CNR – Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (Cagliari-Roma). Si occupa di storia della Scandinavia medievale e dei suoi rapporti con il papato e il mondo mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni, «In extremo orbe terrarum». Le relazioni tra Santa Sede e Norvegia nei secoli XI-XIII (Edizioni Nuova Cultura 2017) e La Fonte di Urðr. La Scandinavia, l’Europa e il Mediterraneo (secoli VIII-XIII) (Vocifuoriscena, 2021).

venerdì 1 gennaio 2021

La guerra dei Templari

La guerra dei Templari
di  K.M. Ashman
pp. 384, € 9,90
Newton Compton, 2020
ISBN: 9788822740618
 
1177 d.C. Un vento di guerra soffia verso la Terrasanta e tutto il regno di Gerusalemme teme un'imminente invasione da parte delle orde di Saladino. Voci, infatti, parlano di guerrieri saraceni che hanno già devastato con la loro furia città e villaggi. E così il panico si diffonde rapidamente, come un male oscuro che serpeggia fino al trono di Baldovino, il re adolescente afflitto dalla lebbra. Nel tentativo disperato di contrastare la minaccia, il sovrano si rivolge all'unico uomo in grado di scoprire le reali intenzioni di Saladino. Perché nessuno sa davvero dove si trovino le forze nemiche e quando abbiano intenzione di colpire. E, con l'esercito impegnato a nord e i templari dispersi a sud nel tentativo di difendere il confine, il cavaliere Thomas Cronin è l'ultima speranza che resta. Cronin non ha molto tempo se vuole scoprire dove si sta radunando l'esercito nemico. Riuscirà a trasmettere le informazioni al re per impedire la caduta di Gerusalemme?
 
K.M. Ashman È nato e cresciuto in Galles e si dedica alla scrittura a tempo pie­no. Ha pubblicato con successo oltre sedici libri, spaziando dal romanzo storico all’urban fan­tasy. È sposato, ha quattro figli e ama andare in bicicletta, nuotare e guardare il rugby. La Newton Compton ha pubblicato Il trionfo dell’impero. La caduta della Britannia, il primo di una serie di romanzi dedicati alla conquista romana della Britannia, e La guerra dei templari. Il suo sito internet è www.kmashman.com.

martedì 21 luglio 2020

I viaggi nel Medioevo

I viaggi nel Medioevo 
di Norbert Ohler
pp. 448, € 24,00
Odoya Edizioni, 2020
ISBN: 9788862886048
Come viaggiavano gli uomini nel Medioevo? Come si rifornivano strada facendo pellegrini, crociati, mercanti, re ed esploratori? Quali mezzi e quali espedienti escogitarono per far fronte agli innumerevoli pericoli, come si difendevano dalle piene, dagli assalti dei nemici, dalle malattie e dalla fame? In questo libro si parla delle motivazioni che spinsero l'uomo a viaggiare, del suo equipaggiamento, dei mezzi di trasporto, degli ospizi e delle locande, nonché dell'insieme di vie che ancora oggi in parte sono alla base della nostra rete stradale. Il lettore troverà quindi riferimenti dettagliati ai principali animali da sella, da tiro o da soma utilizzati, alle regole di ospitalità che tutti avevano il dovere di rispettare, alla velocità media dei viaggi, ai pericoli che si rischiava di incontrare nel cammino e alle innovazioni protagoniste soprattutto del tardo Medioevo. Dall'esame delle documentazioni scaturisce un quadro stupefacente della vita medievale: re e pellegrini, missionari e ambasciatori, ma anche fuggiaschi e spie che percorrevano lunghe distanze per terre e per mari. Accanto ai famosi resoconti di Colombo, Marco Polo, Vasco da Gama e Ibn Batt?ta, vengono citati anche alcuni viaggi immaginari, come quelli del Decameron di Boccaccio. Infine, non mancano capitoli dedicati ai pellegrinaggi in Terra Santa e a Santiago di Compostela. Norbert Ohler lascia poi che siano i viaggiatori stessi a prendere la parola, tracciando così un quadro vivo della realtà dei viaggi di allora. Il suo libro mostra quanto le esperienze e le conoscenze abbiano influenzato la concezione medievale del mondo e dischiude un nuovo orizzonte su un'epoca affascinante.

domenica 28 giugno 2020

La guerra dei templari

La guerra dei templari
di K. M. Ashman
pp. 384, € 9,90
Newton Compton, 2020
ISBN: 9788822740618

1177 d.C. Un vento di guerra soffia verso la Terrasanta e tutto il regno di Gerusalemme teme un’immi­nente invasione da parte delle orde di Saladino. Voci, infatti, parlano di guerrieri saraceni che hanno già devastato con la loro furia città e villaggi. E così il panico si diffonde rapi­damente, come un male oscu­ro che serpeggia fino al trono di Baldovino, il re adolescente afflitto dalla lebbra. Nel tenta­tivo disperato di contrastare la minaccia, il sovrano si rivol­ge all’unico uomo in grado di scoprire le reali intenzioni di Saladino. Perché nessuno sa davvero dove si trovino le for­ze nemiche e quando abbiano intenzione di colpire. E, con l’esercito impegnato a nord e i templari dispersi a sud nel ten­tativo di difendere il confine, il cavaliere Thomas Cronin è l’ul­tima speranza che resta. Cronin non ha molto tempo se vuole scoprire dove si sta radunando l’esercito nemico. Riuscirà a tra­smettere le informazioni al re per impedire la caduta di Geru­salemme?
K. M. Ashman è nato e cresciuto in Galles e si dedica alla scrittura a tempo pie­no. Ha pubblicato con successo oltre sedici libri, spaziando dal romanzo storico all’urban fan­tasy. È sposato, ha quattro figli e ama andare in bicicletta, nuotare e guardare il rugby. La Newton Compton ha pubblicato Il trionfo dell’impero. La caduta della Britannia, il primo di una serie di romanzi dedicati alla conquista romana della Britannia, e La guerra dei templari. Il suo sito internet è www.kmashman.com.

giovedì 26 marzo 2020

Le armate di Dio

Le armate di Dio 
Templari, ospitalieri e teutonici in Terra Santa
di Giuseppe Ligato
pp. 150, € 14,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 9788869734106
Destinati a segnare le sorti del proprio tempo, gli Ordini militari compaiono in Terra Santa nel XII secolo, per difendere i possedimenti dei latini durante le crociate e assistere i pellegrini.
Tra le formazioni principali spiccano i  cavalieri del Tempio, meglio noti come templari, i cavalieri di san Giovanni detti anche ospitalieri e i cavalieri teutonici. Ma perché nacquero e come acquisirono potere e ricchezza?
In parte monaci e in parte guerrieri, questi milites Christi sconvolsero l’ordinamento etico-morale della Cristianità latina, rappresentando una straordinaria novità militare per una società, come quella medievale, che in nome della Guerra Santa seppe riunire uomini di preghiera e uomini d’armi.
Questo libro indaga la storia, la struttura e la formazione dei principali Ordini religioso-militari, confrontando sistemi di potere, missioni e costumi, e restituendo, al di là delle leggende e delle fantasie popolari, la vera storia delle armate di Dio.
Giuseppe Ligato si occupa di storia delle crociate e dei pellegrinaggi in Terra Santa. Fa parte della Society for the Study of the Crusades and the Latin East, collabora con lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e ha partecipato ad alcune delle missioni archeologiche dell’Università di Firenze per la tutela dei castelli crociati in Giordania. Tra le sue pubblicazioni piú recenti ricordiamo Fortezze crociate. La storia avventurosa dei grandi costruttori medievali, dai Templari ai Cavalieri Teutonici (Milano 2016).

domenica 15 marzo 2020

Francesco, i minori e la Terrasanta

Francesco, i minori e la Terrasanta
di Antonio Musarra
pp. 380, € 20,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni La Vela, 2020
ISBN: 8899661634

Nella tarda estate del 1219, Francesco si trovava Damietta, al pari di migliaia di altri pellegrini e crociati decisi a riportare Gerusalemme in mani cristiane. In un momento imprecisato, entrò nel campo musulmano, accolto dal sultano al-Malik al-Kamil nella tenda adibita alle pubbliche discussioni. L'aurea di mistero che avvolge quell'incontro è ancora oggi intatta. Desiderava, forse, porre termine al conflitto? Era sua intenzione convertire il sultano? Ricercava il martirio? Si può pensare che la sua presenza nel campo crociato fosse finalizzata a sostenere una Cristianità in armi o nel nostro è da leggere un rifiuto o un "superamento" dell'ideale crociato? In "Francesco, i minori e la Terrasanta", Antonio Musarra restituisce i contorni del celebre episodio ripartendo dalle fonti, operandone una contestualizzazione spesso assente nelle numerose opere dedicate all'argomento. Di più: lo studio della documentazione coeva gli consente di ricostruire la storia della presenza dei minori in Terrasanta nel corso del Duecento, e d'inquadrarla nell'ambito del pensiero francescano dedicato alla crociata e alla tutela dei Luoghi Santi.
Antonio Musarra è nato a Genova il 22 aprile 1983. Dal 17 giugno 2019 è ricercatore in Storia medievale (tipologia b) presso Sapienza Università di Roma. Il 27 marzo 2018 ha ottenuto l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore di II fascia, settore concorsuale 11/A1 – Storia medievale (art. 16, comma 1, Legge 240/10).
Tra le sue pubblicazioni monografiche: Genova e il mare nel Medioevo, Bologna, il Mulino, 2015; In partibus Ultramaris. Genova, la crociata e la Terrasanta, secc. XII-XIII, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2017; Acri 1291. La caduta degli stati crociati, Bologna, Il Mulino, 2017; 1284. La battaglia della Meloria, Roma-Bari, Laterza, 2018; Il crepuscolo della crociata. L’Occidente e la perdita della Terrasanta, Bologna, Il Mulino, 2018; Processo a Colombo. Scoperta o sterminio?, Viareggio, Edizioni La Vela, 2018; Gli Italiani e le crociate, Roma, Istituto per l’Oriente “C.A. Nallino”, 2019; Il grande racconto delle crociate (con Franco Cardini), Bologna, il Mulino, 2019.

sabato 23 novembre 2019

Il grande racconto delle crociate

Il grande racconto delle crociate
di Franco Cardini, Antonio Musarra
pp. 520, € 48,00
Il Mulino, 2019
ISBN: 978-88-15-28523-2 

«Mi raccontò l’emiro Husām al-Dīn: il re di Francia era un uomo savio e assai intelligente; e in una delle mie conversazioni io gli dissi: “Come è mai venuto in mente a Vostra Maestà, con tutta la virtù e il senno e il buon senso che vedo in lui, di montare su di un legno, cavalcare il dorso di questo mare, e venire in questo paese così popolato di musulmani e di truppe, nella convinzione di poterlo conquistare e farsene signore?”. Quest’impresa è il maggior rischio cui poteva esporre se stesso e i suoi sudditi. Il Re sorrise e non rispose. “Nella nostra legge – aggiunsi – per chi percorre più volte questo mare, mettendo a repentaglio la sua persona e il suo avere, non è accolta come valida la sua testimonianza in giudizio”. “E perché?”, domandò il re. “Perché da quel modo d’agire noi deduciamo che sia deficiente di senno, e di chi è deficiente di senno non si conviene accogliere la testimonianza”. E il re, di rimando, con un sorriso: “Perdio, bene ha detto chi ha detto così, e non ha errato chi così ha giudicato”.»
Ibn Wāṣil, metà XIII sec.
All’inizio ci sono i pellegrini, i crucesignati diretti a Gerusalemme che recano cucita o ricamata sulla spalla, sul petto, o sulla bisaccia, una croce. La crociata è stata iter, peregrinatio, passagium: spedizione militare, viaggio religioso, itinerario marittimo. Se ai tempi della prima spedizione (1096-99) la volontà di liberare dall’occupazione musulmana le terre in cui era vissuto Gesù si accompagnò a un grande fervore religioso, in seguito altri fattori decisivi motivarono le campagne militari in Terrasanta. Per le repubbliche marinare, la possibilità di ottenere il controllo strategico di rotte e porti mediterranei; per il papato, di aumentare il proprio prestigio; per i sovrani laici, di liberarsi di folle insofferenti e aristocratici riottosi; senza contare il desiderio di avventura, molto sentito nella società feudale, e il richiamo dei tesori d’oriente. Fede, interesse economico, attrazione per l’ignoto spingono dunque l’Europa cristiana in Oltremare. Più tardi la crociata diventerà lotta all’eresia, strumento di controllo politico, atto di difesa dell’antemurale balcanico e mediterraneo-orientale contro le offensive ottomane, custodia maris contro i corsari barbareschi, impegno di cristianizzazione del Nuovo Mondo. Un potente affresco che tesse in un’ampia narrazione una storia della crociata che, come idea e fatto, giunge fino ai giorni nostri.
Franco Cardini, professore emerito di Storia medievale, con il Mulino ha tra l’altro pubblicato «Gerusalemme» (2012), «Istanbul» (2014), «Andare per le Gerusalemme d’Italia» (2015), «Samarcanda» (2016), «La via della seta» (con A. Vanoli, 2017), «Andalusia» (2018).
Antonio Musarrra insegna Storia medievale alla Sapienza Università di Roma. Con il Mulino ha pubblicato «Genova e il mare nel Medioevo» (2015), «Acri 1291. La caduta degli stati crociati» (2017), «Il crepuscolo della crociata» (2018).

domenica 2 giugno 2019

La biblioteca del diavolo

La biblioteca del diavolo
di Alessandro Troisi
pp. 320, € 7,90
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822729613

La nave mercantile Esperia solca a fatica il mare in tempesta. Sottocoperta cela un misterioso ospite, un uomo inquieto e taciturno, che indossa un’armatura malridotta e ha una grande croce rossa sul tessuto logoro che gli copre il petto. È il conte Filippo, un guerriero dalla forza straordinaria, che torna sconfitto e abbattuto dopo anni di lotte in Terrasanta. La guerra ha messo a dura prova le sue certezze, facendole vacillare. Per questo è ansioso di toccare terra e di raggiungere l’unica persona di cui si fida ciecamente: il vescovo Bernardo, suo mentore, che lo ha educato alla fede e alle armi dopo la morte dei suoi genitori. Ma il vescovo è impegnato a sua volta in una vera e propria guerra, che si svolge lontano dagli eserciti e dalla Terrasanta. Si tratta della caccia a un nemico insidioso e nascosto, le streghe. E intende addestrare Filippo a riconoscerle e punirle, rinsaldando così la sua fede. L’incontro con Eleonora, però, una semplice contadina, è destinato a cambiare per sempre il destino del conte guerriero. E questa volta la battaglia che lo aspetta è diversa da qualunque sfida abbia mai affrontato…
Alessandro Troisi è nato a Roma nel 1996. Frequenta il DAMS presso l’Università di Roma3. Legge moltissimo fin da bambino e ama soprattutto gli autori del Novecento. È appassionato di cinema e ama viaggiare. La biblioteca del diavolo, vincitore del concorso Ilmioesordio, è il suo primo romanzo.

giovedì 21 febbraio 2019

I Templari e l'ordine monastico di Santa Maria della Valle di Josaphat

I Templari e l'ordine monastico di Santa Maria della Valle di Josaphat
di Massimo Scalisi
pp. 171, € 18,00 (Acquista online su Amazon)
Officina della Stampa Edizioni, 2018
ISBN: 9788862821988
 
Il profondo legame dei "Poveri Cavalieri di Cristo", più noti come templari, con l’ordine benedettino di Santa Maria della Valle di Josaphat, non è stato finora oggetto di una ricerca specifica. Le cause di questa trascuratezza sembrano diverse e i documenti editi o comunque conosciuti risultano accantonati o dimenticati. Pochissimi studiosi si sono occupati in modo sufficientemente ampio di queste vicende storiche. In effetti, l’alone di mistero e le tante leggende che circondano le ricerche sulle origini dei templari, oltre alla scarsità e alla contraddittorietà delle notizie che gravano sull’enigmatica figura del fondatore, Hugo de Paganis, coinvolgono in modo parallelo la storia e la genesi dei frati del sodalizio monastico di Santa Maria della Valle di Josaphat considerato, molto probabilmente, il vero precursore dei primi ordini a carattere religioso-militare, stanziato in Terra Santa e caratterizzato da una forte presenza nell’Italia meridionale, soprattutto in Calabria e in Sicilia già negli anni della prima Crociata.
Questo particolare cenobio venne fondato da Goffredo di Buglione all’indomani della conquista di Gerusalemme, avvenuta nel 1099, insieme alle altre confraternite gerosolimitane del Santo Sepolcro, del Monte Sion e dell’Ospedale di San Giovanni. Uno dei membri dell’ordine benedettino di Josaphat era Hugo de Paganis, un cavaliere monaco, molto probabilmente di origini normanne, forse insoddisfatto del suo generico ruolo di milites Petri. Egli, preso da un fervore religioso mistico unito ad un forte pragmatismo politico, basato sulle nuove necessità del regno cristiano di Gerusalemme, avrebbe creato, con l’appoggio e il beneplacito di Bernardo di Chiaravalle, una “nuova” figura, capace non solo di pregare ma anche di combattere e di uccidere gli infedeli, qualora ce ne fosse stato bisogno; realtà questa, assolutamente innovativa nel panorama della cavalleria e del monachesimo occidentale del XII secolo.
Questo testo, perciò, prende insieme le vicende dell’ordine del Tempio e della comunità monastica dei benedettini di Santa Maria della Valle di Josaphat, nel periodo delle crociate. Inoltre, ai fini di analizzare attentamente gli elementi prodromici è stato necessario interrogarsi sulla vera natura e sulla funzione originaria di questa sconosciuta e misteriosa confraternita benedettina, utilizzando anche fonti, documenti, tracce ed indizi che non sono mai stati presi in considerazione. E in effetti, i dati sin qui raccolti, rendono la congregazione gerosolimitana di Santa Maria della Valle di Josaphat l’anello di congiunzione tra gli ordini monastici e i templari e risolvono, forse definitivamente, il problema tanto dibattuto dagli studiosi della genesi dell’ordine del Tempio, svelando così uno dei segreti meglio conservati della storia.
Massimo Scalisi è laureato in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico presso l’Università degli Studi di Catania. Ha superato l’esame di ammissione al Dottorato di ricerca in Storia-Università degli Studi di Catania. Ha conseguito una Specializzazione in “Conservazione dei Beni Culturali e Archeologici” presso l’Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa” e un Master in “Islamistica” presso l’ “Istituto Universitario Orientale” di Napoli. Inoltre, è socio ordinario dell’Associazione Italia Medievale e del CERM (Centro Europeo Ricerche Medievali) di Trieste.

martedì 10 luglio 2018

Il povero d'Oriente

Il povero d'Oriente
di Alain Absire
pp. 304, € 22,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni Terra Santa, 2018
ISBN: 978-88-6240-493-8

Primavera 1219: Francesco d’Assisi, assetato di Dio, salpa per la crociata. Sulle orme di Cristo, parte per predicare il pentimento sotto le mura assediate di Damietta. Desideroso di calmare i lupi che si contendono la Terra Santa, in Gerusalemme, città ferita ma splendente, intravede il compimento della sua ricerca.
Nel corso del viaggio, lasciato il campo cristiano, il Poverello va incontro al potente sultano d’Egitto, al-Malik al-Kāmil. Sullo sfondo di una folle spirale di massacri e di sangue, mentre si susseguono assedi e battaglie, questi due personaggi fuori dal comune instaurano un dialogo del tutto particolare. Senza arma alcuna che non sia la fede, due visioni del mondo vengono a contatto, si sollecitano a vicenda, arrivano a sfiorarsi… Fragili momenti di grazia dove tutto sembra possibile, in cui il potente re e il santo straccione, ignorando l’odio dei guerrieri di Dio, intravedono all’improvviso l’unica strada possibile della pace.
Un romanzo straordinario in cui si mescolano sapientemente storia e finzione, e che sviluppa il tema di una ricerca quanto mai attuale: quella dell’incontro, brusco ma fecondo, tra islam e cristianesimo.
Traduzione dal francese di Francesca Cosi e Alessandra Repossi.
Alain Absire (Rouen 1950), scrittore e saggista francese, è autore di diversi romanzi e racconti per Fayard, Gallimard, Flammarion e Callman-Lévy. Nel 1987 è stato insignito del Prix Fémina per il romanzo L’Égal de Dieu. Questo è il suo secondo libro pubblicato in italiano.

domenica 17 giugno 2018

Come organizzare una crociata

Come organizzare una crociata
di Christopher Tyerman
pp. 540, € 26,00 (Acquista online con lo sconto del 15%)
Utet, 2018
ISBN: 9788851157555
 
Nel 1190 Riccardo I d’Inghilterra spediva verso la terza crociata diecimila uomini e una flotta di cento navi che, stando alle cronache, ospitava circa cinquemila cavalli. Può sembrare un dettaglio secondario, ma per ogni animale bisognava prevedere una scorta di dodici ferri, ognuno dei quali pesava circa 350 grammi; i sessantamila ferri da cavallo necessari pesavano quindi più di 20 tonnellate. Durante la traversata ogni cavallo doveva poi essere curato, nutrito e dissetato, e ogni giorno produceva circa 50 chili di letame, che andavano smaltiti con regolarità.
Ma l’epopea delle crociate è talmente densa e complessa che nei libri di storia non si arriva mai a questo livello di dettaglio: dalla chiamata alle armi del papa di turno si finisce subito sul campo di battaglia o al tavolo delle trattative, alle spartizioni e agli strascichi, agli avanzamenti e ai cambi di potere in Terra santa. In Come organizzare una crociata Christopher Tyerman, massimo esperto nel campo, dimostra che invece la verità storica (se non il diavolo o il buon Dio) sta proprio nei dettagli.
Le crociate erano infatti una gigantesca macchina organizzativa e politica: non solo l’accurata scelta del casus belli e la ricerca di alleanze, finanziamenti e comandanti, ma anche l’arruolamento di soldati, la raccolta di armi, vettovaglie e cavalli e il loro trasporto dall’altra parte del Mediterraneo erano parte di una complessa organizzazione che nulla lasciava al caso, qualcosa di molto diverso dall’immagine “brancaleonesca” e stereotipata che ne abbiamo oggi.
Non solo: erano un’impresa che portava l’hortus conclusus dell’Europa medievale alla scoperta di mondi lontanissimi per usi e costumi, che muoveva migliaia di persone e inventava nuovi modi per diramare notizie, fare propaganda, raccogliere tasse e disegnare mappe, e che di fatto univa e metteva a confronto i popoli proprio mentre sembrava dividerli a fil di lama.
Mentre ci addentriamo nelle pagine meticolose e divertenti del libro, ricche di aneddoti e curiosità, il fenomeno storico delle crociate si libera delle tinte irrazionali e barbare con cui il razionalismo illuminista ce lo ha sempre ritratto: le “guerre di Dio” erano fondate su una particolarissima forma di razionalismo pragmatico, che per certi versi, e in modi tortuosi, avrebbe poi gettato le basi della nostra modernità.
Christopher Tyerman ha insegnato Storia medievale all’Hertford College di Oxford per 27 anni ed è tra i massimi esperti mondiali delle crociate. Nel 2015 l’Università di Oxford ha premiato la sua decennale attività di ricerca attribuendogli la cattedra di Storia delle crociate presso il New College. Le sue opere sono state tradotte in tedesco, spagnolo e portoghese; in italiano sono apparsi L’invenzione delle crociate (Einaudi, 2000) e Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate (Einaudi, 2012).

martedì 17 aprile 2018

I Templari, il Regnum Siciliae e la Terra Santa

I Templari, il Regnum Siciliae e la Terra Santa
tra Normanni, Svevi e Angioini (scc. XII-XIV)
di Cristian Guzzo
pp. 160, € 14,00
Edizioni Penne e Papiri, 2018
ISBN: 9788889336724

Il moltiplicarsi degli studi sui templari, e le recenti acquisizioni della storiografia, ci hanno consegnato una consistente messe di informazioni sugli insediamenti dell’Ordine rosso-crociato nel Mezzogiorno d’Italia. Questi approfondimenti altro non sono se non un’appendice necessaria per un più ampio processo di ricostruzione della storia del Tempio, che negli ultimi quarant’anni ha visto, quali illustri protagonisti, Marie Luise Bulst-Thiele, Alan Forey, Alain Demurger e Malcolm Barber. A tali capostipiti della ricerca templare si sono aggiunti giovani e validi studiosi, i cui lavori hanno contribuito in maniera determinante a derubricare le vicende di un Ordine che, a dispetto della sua breve vita, sembra aver lasciato un marchio indelebile nell’inconscio collettivo dell’Europa. La storia dei templari è ancor oggi capace di suscitare l’interesse non solo degli addetti ai lavori, ma anche di schiere di appassionati, il cui approccio al ‘meraviglioso’ ha contribuito in modo decisivo alla fortuna editoriale, ma non solo, della Militia Dei.
Il presente testo si propone di analizzare, basandosi sulle più recenti ricerche, la presenza dei templari nel sud della Penisola, alla luce dei suoi rapporti con la Terra Santa crociata. Analisi che non poteva naturalmente prescindere dall’approfondire le relazioni, talora conflittuali, talaltra di piena convergenza politica, intercorse fra l’istituto rosso-crociato e le dinastie insediatesi nel Regnum Siciliae, dai normanni fino ad arrivare agli angioini.
Cristian Guzzo (Torino 1971) è socio ordinario della “Società di Storia Patria per la Puglia” e della “Società Italiana degli Storici Medievisti”, che riunisce studiosi della storia e della civiltà del Medioevo. Si occupa da più di vent’anni di studi di oplologia medievale e ha pubblicato numerosi saggi scientifici in Italia e all’estero dedicati alla guerra nell’Età di Mezzo, con particolare attenzione per la storia militare dei normanni nel Mezzogiorno d’Italia, e per le vicende degli istituti monastico-cavallereschi, nell’economia della Terra Santa crociata.
Per le Edizioni Penne & Papiri ha curato la collana "Deus Vult - miscellanea di studi sugli Ordini monastico-militari" (vol. I, anno 2011; vol. II, anno 2012); ha collaborato anche al testo de "I templari nell'Italia centro-meridionale" e pubblicato L’arrivo dei Normanni nel Mezzogiorno d’Italia - tra fonti d’epoca e storiografia moderna (2015).

domenica 8 aprile 2018

Come organizzare una crociata

Come organizzare una crociata
di Christopher Tyerman
pp. 540, € 26,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Utet, 2018
ISBN: 9788851157555
 
Nel 1190 Riccardo I d’Inghilterra spediva verso la terza crociata diecimila uomini e una flotta di cento navi che, stando alle cronache, ospitava circa cinquemila cavalli. Può sembrare un dettaglio secondario, ma per ogni animale bisognava prevedere una scorta di dodici ferri, ognuno dei quali pesava circa 350 grammi; i sessantamila ferri da cavallo necessari pesavano quindi più di 20 tonnellate. Durante la traversata ogni cavallo doveva poi essere curato, nutrito e dissetato, e ogni giorno produceva circa 50 chili di letame, che andavano smaltiti con regolarità.
Ma l’epopea delle crociate è talmente densa e complessa che nei libri di storia non si arriva mai a questo livello di dettaglio: dalla chiamata alle armi del papa di turno si finisce subito sul campo di battaglia o al tavolo delle trattative, alle spartizioni e agli strascichi, agli avanzamenti e ai cambi di potere in Terra santa. In Come organizzare una crociata Christopher Tyerman, massimo esperto nel campo, dimostra che invece la verità storica (se non il diavolo o il buon Dio) sta proprio nei dettagli.
Le crociate erano infatti una gigantesca macchina organizzativa e politica: non solo l’accurata scelta del casus belli e la ricerca di alleanze, finanziamenti e comandanti, ma anche l’arruolamento di soldati, la raccolta di armi, vettovaglie e cavalli e il loro trasporto dall’altra parte del Mediterraneo erano parte di una complessa organizzazione che nulla lasciava al caso, qualcosa di molto diverso dall’immagine “brancaleonesca” e stereotipata che ne abbiamo oggi.
Non solo: erano un’impresa che portava l’hortus conclusus dell’Europa medievale alla scoperta di mondi lontanissimi per usi e costumi, che muoveva migliaia di persone e inventava nuovi modi per diramare notizie, fare propaganda, raccogliere tasse e disegnare mappe, e che di fatto univa e metteva a confronto i popoli proprio mentre sembrava dividerli a fil di lama.
Mentre ci addentriamo nelle pagine meticolose e divertenti del libro, ricche di aneddoti e curiosità, il fenomeno storico delle crociate si libera delle tinte irrazionali e barbare con cui il razionalismo illuminista ce lo ha sempre ritratto: le “guerre di Dio” erano fondate su una particolarissima forma di razionalismo pragmatico, che per certi versi, e in modi tortuosi, avrebbe poi gettato le basi della nostra modernità.
Christopher Tyerman ha insegnato Storia medievale all’Hertford College di Oxford per 27 anni ed è tra i massimi esperti mondiali delle crociate. Nel 2015 l’Università di Oxford ha premiato la sua decennale attività di ricerca attribuendogli la cattedra di Storia delle crociate presso il New College. Le sue opere sono state tradotte in tedesco, spagnolo e portoghese; in italiano sono apparsi L’invenzione delle crociate (Einaudi, 2000) e Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate (Einaudi, 2012).

giovedì 5 aprile 2018

Il crepuscolo della crociata

Il crepuscolo della crociata
L'Occidente e la perdita della Terrasanta
di Antonio Musarra
pp. 336, € 24,00
Il Mulino, 2018
ISBN: 978-88-15-27495-3

«Dov’è Tripoli, dov’è Acri? Dove sono le chiese dei Cristiani ch’erano lì? Dove le reliquie dei santi, dove i religiosi e le religiose che lodavano il Signore come “astri del mattino”? Dov’è la moltitudine di popoli cristiani ch’era lì?»
Frate Riccoldo da Monte di Croce
Ricca e opulenta capitale crociata, Acri cade nel 1291 segnando la fine della presenza latina in Terrasanta. L’Occidente accolse attonito la notizia, vedendo spegnersi la speranza di riconquistare Gerusalemme. Il libro ricostruisce le conseguenze della tragedia acritana e le principali reazioni dei contemporanei sino al volgere del nuovo secolo: la redazione di piani strategici per combattere i Mamelucchi, le accuse rivolte alle città marinare e agli Ordini militari, la circolazione di profezie relative agli Ultimi Tempi, la diffusione di false notizie (come quella della liberazione dei Luoghi Santi da parte dei Mongoli), la difesa di Cipro e del regno armeno di Cilicia, l’indizione del primo Giubileo della storia, l’affacciarsi del problema turco. La crociata pare giunta al crepuscolo. Ma la sua non sarà un’eclissi definitiva.
Antonio Musarra dottore di ricerca in Storia medievale e Fellow di Harvard (Villa I Tatti), ha pubblicato «Gli Italiani e la Terrasanta» (a cura di; SISMEL, 2014), «Genova e il mare nel Medioevo» (Il Mulino, 2015), «In partibus Ultramaris. I Genovesi, la crociata e la Terrasanta» (ISIME, 2017), «Acri 1291. La caduta degli stati crociati» (Il Mulino, 2017), «1284. La battaglia della Meloria» (Laterza, 2018).