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domenica 6 aprile 2025

Storia del Mediterraneo medievale

Storia del Mediterraneo medievale
Tempi, spazi, interazioni
a cura di Antonio Musarra, Pietro Silanos
pp. 480; € 40,00
Il Mulino, 2025
ISBN: 978-88-15-38989-3
 
Il Mediterraneo ha costituito, da sempre, il teatro in cui sono andate in scena le epopee di grandi civiltà, imperi e culture. Ciò vale, a maggior ragione, per quel frangente storico che siamo soliti chiamare Medioevo, la cui storia è, per sua natura, una storia mediterranea. Seguendo una precisa scansione diacronica, ed entro una cornice coerente il manuale ricostruisce le molte storie medievali del Mediterraneo, mettendo in luce i tempi del loro sviluppo, gli spazi abitati e navigati – che ne hanno segnato i principali tornanti dal punto di vista politico, economico, sociale e culturale – e le interazioni tra le sue sponde. Una trama che si sviluppa a oriente e a occidente, a settentrione e a meridione di un mare che ha connesso per secoli tre continenti.
Indice del volume: Introduzione. Il Mediterraneo nella storia, di A. Musarra e P. Silanos. - I. L’unità mediterranea romana, di A. Musarra. - II. Lo spazio religioso mediterraneo, di P. Silanos. - III. Una capitale sul Bosforo, di M. Di Branco. - IV. I barbari e il Mediterraneo, di G. Perta. - V. La riconquista bizantina del Mediterraneo, di M. Di Branco. - VI. Interazioni e persistenze culturali, di P. Silanos. - VII. Il mare dei califfi, di I. Bueno. - VIII. Da Eraclio all’iconomachia, di M. Di Branco. - IX. Maometto e Carlomagno, di G. Perta. - X. Policentrismo islamico, di A. Musarra. - XI. La rottura dell’unità califfale: i Fatimidi, di G. Mandalà. - XII. Mobilità mediterranee, di F. Violante. - XIII. Progetti imperiali, di A. Silvestri. - XIV. Il Mediterraneo occidentale, di P. Terenzi. - XV. Economie mediterranee, di F. Violante. - XVI. Religiosità mediterranee: spazi, mobilità, conflittualità, di P. Silanos. - XVII. La diaspora dei normanni, di G. Perta. - XVIII. Trasmissione e trasformazione culturale, di G. Mandalà. - XIX. Le crociate, di A. Musarra. - XX. Città mediterranee, di P. Terenzi. - XXI. Il Mediterraneo nella prima metà del Duecento, di F. Violante. - XXII. Dal Pacifico al Mediterraneo, di I. Bueno. - XXIII. Imperi mediterranei, di P. Terenzi. - XXIV. Corti e società multiculturali, di G. Mandalà. - XXV. Crisi e ristrutturazioni, di A. Fara. - XXVI. Reti, rotte e commerci, di A. Fara. - XXVII. Il Mediterraneo fra Tre e Quattrocento, di A. Silvestri. - XXVIII. Il Mediterraneo conteso, di A. Silvestri. - XXIX. Dal Mediterraneo agli oceani, di A. Fara. - XXX. Scambi interreligiosi, di I. Bueno. - Indice dei nomi.
Antonio Musarra insegna Storia medievale presso Sapienza Università di Roma.
Pietro Silanos insegna Storia medievale presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. 

giovedì 26 dicembre 2024

Storia e patrimonio

Storia e patrimonio
Studi mediterranei per Saverio Russo
a cura di Stefano D'Atri, Rossano Pazzagli e Giuliano Volpe
pp. 328; € 50,00
Edipuglia, 2024
ISBN: 979-12-5995-100-7

Saverio Russo (Margherita di Savoia, 1954), storico del mondo mediterraneo in età moderna, è stato allievo della Scuola Normale Superiore laureandosi all’Università di Pisa, dove iniziò le attività didattiche e di ricerca, preludio a una lunga carriera di studioso e di docente. Professore di Storia moderna all’Università di Bari fino al 2001 e poi all’Università di Foggia, dove è stato anche membro del consiglio di amministrazione, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e coordinatore della Scuola di dottorato. È stato presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia e del Conservatorio Umberto Giordano; presidente regionale del FAI, fa parte della Società di Storia Patria ed è ispettore onorario della Soprintendenza Archivistica per la Puglia.

Le sue ricerche sono confluite in numerose pubblicazioni, saggi, articoli e libri riguardanti un ampio spettro di argomenti, dalla storia economica e sociale del Mezzogiorno alla storia del paesaggio, dalla storia dell’ambiente e del territorio, alle politiche di tutela e di valorizzazione dei beni culturali. Infaticabile organizzatore culturale, partecipa al Comitato di Direzione delle riviste “Società e storia” e “Rivista di Storia dell’agricoltura” e dirige alcune collane editoriali, tra cui Mediterranea per Edipuglia. Componente di vari comitati scientifici, tra cui quello della Scuola di Paesaggio “Emilio Sereni” presso l’Istituto Alcide Cervi. Relatore in numerosi convegni in Italia e all’estero, vincitore del premio Città di Montalcino per la storia della civiltà contadina, ha dato un contributo di rilievo alla cultura storica, senza mai trascurare l’interesse per il presente e l’intreccio fecondo tra ricerca e impegno civile.
A lui amici, allievi e colleghi dedicano questo libro.

giovedì 3 ottobre 2024

I chiostri nell’area mediterranea tra XI e XIII secolo

I chiostri nell’area mediterranea tra XI e XIII secolo
Architettura, archeologia, arte
a cura di Arianna Carannante, Fabio Linguanti
pp. 592; € 80,00
All'Insegna del Giglio, 2024
ISBN: 9788892852846

Il volume nasce dall’idea di riflettere sul ruolo del chiostro, spazio nodale della vita monastica: luogo di ascesi, rifugio, meditazione e ritiro. La progettazione degli spazi claustrali occupa un ruolo centrale nella produzione architettonica medievale. In parallelo all’istituzionalizzazione e diffusione degli Ordini religiosi, nel periodo compreso tra l’XI e il XIII secolo, si assiste all’elaborazione di differenti soluzioni progettuali. L’architettura dei chiostri abbaziali, canonicali, conventuali risponde alle esigenze delle comunità che li abitano e le variazioni architettoniche sono l’esito dell’incontro tra “modelli d’importazione” e pratiche costruttive autoctone. Dalla necessità di esplorare con maggiore attenzione lo spazio mediterraneo nel medioevo, nonché di porre a confronto gli sviluppi delle ricerche nei diversi paesi, ha preso forma l’idea di questo volume multidisciplinare, comprendente circa trenta contributi. Si tratta del primo passo di un ampio lavoro che pone al centro l’isola di Lipari, con lo scopo di indagare la complessità dei fenomeni architettonici, artistici e archeologici nel mediterraneo medievale.
Arianna Carannante, architetto, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia dell’Architettura presso Sapienza Università di Roma in cotutela con Sorbonne Université con una tesi sulla cattedrale di Lucera e il contesto dell’architettura di derivazione francese in Italia Meridionale.

martedì 20 agosto 2024

Medioevo Europeo e Mediterraneo

Medioevo Europeo e Mediterraneo
Scambi, circolazione e mobilità artistica
a cura di Roberta Cerone e Manuela Gianandrea
pp. 840; € 80,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Campisano Editore, 2024
ISBN: 979-12-80956-52-1

“Eppure se la maggior parte degli uomini dell’Occidente medievale ha per orizzonte, talvolta per tutta la vita, il confine di una foresta, non bisogna immaginare la società medievale come un mondo di sedentari... la mobilità degli uomini del Medioevo è stata estrema, sconcertante”. Dell’assunto di Jacques le Goff (La Civiltà dell’Occidente medievale), il presente volume fornisce riprova in ambito artistico, grazie ai contributi dei quaranta studiosi coinvolti – dottorandi, dottori di ricerca e docenti – espressione della vi- vacità dei dottorati di ricerca in Storia dell’arte delle università italiane, qui coinvolti in un seminario che si ripete con cadenza annuale e che nel 2022 è stato organizzato da Sapienza Università di Roma. Rispecchia una visione imperniata sui concetti di mobilità artistica, dialogo culturale, rapporti tra luoghi anche distanti tra loro, la struttura del libro, suddiviso in sezioni che ripartiscono i molteplici argomenti affrontati con il criterio di evidenziare le relazioni che li inficiano: Europa e Italia. Una fitta rete di relazioni; Circolazione di oggetti, maestranze e idee nel continente europeo; Tirreno e Adriatico: un crocevia marittimo; Regnum e zone liminari: un’officina di scambi e rielaborazioni; Dialoghi mediterranei: Bisanzio, Europa e Levante; L’Italia del Nord tra istanze locali e modelli allogeni.
Roberta Cerone si è formata alla Sapienza Università di Roma dove ha conseguito la laurea in Lettere (2003), la specializzazione in Storia dell’arte medievale e moderna (2007), dunque il dottorato di ricerca in Storia dell’arte (2011). Fin dagli esordi, si è dedicata alla storia dell’arte medievale, con un particolare interesse nei confronti della produzione artistica di ambito monastico e dell’architettura civile e militare con specifico, ma non esclusivo, riferimento al periodo bassomedievale e al contesto centro-italiano. Ha pubblicato numerosi saggi in riviste italiane e straniere e ha partecipato a convegni di carattere nazionale e internazionale. Dal 2018 è ricercatore a tempo determinato di tipo B in Storia dell’arte medievale (L-Art/01) presso il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della Sapienza.
Manuela Gianandrea insegna Storia dell’arte medievale presso la Sapienza Università di Roma, dove attualmente è anche coordinatore del Dottorato di ricerca in Storia dell’arte e vicedirettore del Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo. Ha insegnato presso il corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è stata visiting professor presso la International Itinerant Paleographic School (École des Hautes Études en Sciences Sociales, Paris) e presso la Winter School 2019 Transcodification: A Multidisciplinary Approach (Università degli Studi dell’Aquila); è stata, inoltre, research fellow presso la Masarykova Univerzita di Brno.

giovedì 30 maggio 2024

Il mare che corrompe

Il mare che corrompe
Per una storia del Mediterraneo dall'età del ferro all'età moderna
di Peregrine Horden, Nicholas Purcell
Edizione italiana a cura di Federico Santangelo
pp. 608; € 64,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829020607

Secondo la mitologia antica, nell’Età dell’oro non esistevano né la navigazione né il commercio. Fu la leggendaria nave Argo a solcare per la prima volta il mare, dando inizio alla corruzione dell’uomo. Sin dall’antichità, sono frequenti le rappresentazioni del mare come fonte di ricchezza e quindi di tentazione. Eppure, come suggeriscono Peregrine Horden e Nicholas Purcell, è proprio la mobilità marittima a essere il più grande elemento di continuità nella storia mediterranea: ciò che permise all’uomo di far fronte ai rischi dell’isolamento geografico e dell’instabilità climatica, ambientale e produttiva. Dopo i lavori di Fernand Braudel, The Corrupting Sea è stato il primo studio ad affrontare il rapporto fra uomo e ambiente nella regione del Mediterraneo nell’arco di circa tremila anni. A oltre venti anni dalla sua pubblicazione originale, questa edizione italiana, corredata di una nuova introduzione degli autori, sottolinea la dimensione ecologica e il ruolo della connettività nella storia mediterranea, testimoniando la lungimiranza e attualità del modello interpretativo di Horden e Purcell.
Peregrine Horden è professore di Storia medievale alla Royal Holloway, Università di Londra.
Nicholas Purcell è professore emerito Camden di Storia antica all’Università di Oxford e fellow del Brasenose College e della British Academy.

mercoledì 1 maggio 2024

L’asino e il battello

L’asino e il battello
Ripensare l’economia del Mediterraneo medievale, 950-1180
di Chris Wickham
Traduzione e cura di Dario Internullo
pp. 884; € 76,00
Vella, 2024
ISBN: 9791254694985

Troppo spesso il Mediterraneo medievale viene ancora oggi interpretato alla luce di paradigmi obsoleti, che si basano sulla presenza o sull’assenza degli europei nelle reti commerciali che connettono le varie regioni intorno al mare. Ponendosi sulla scia del suo precedente, monumentale lavoro sui secoli V-VIII, in questo libro Chris Wickham offre uno sguardo sul tema totalmente nuovo.

Lasciando da parte le “grandi narrazioni” fortemente connotate in senso ideologico e ripartendo dall’analisi delle fonti scritte e archeologiche disponibili, lo storico traccia così un quadro comparativo delle più importanti macro-regioni mediterranee fra X e XII secolo: l’Egitto, la Tunisia, la Sicilia, l’impero bizantino, la Spagna e il Portogallo islamici nonché l’Italia centro-settentrionale. Ricostruendo anzitutto i processi economici interni, quelli che favorivano lo spostamento di merci sulla terra a dorso d’asino, e procedendo poi alle loro connessioni esterne, che invece facevano leva sui battelli carichi di merci gestite da mercanti, Wickham porta il lettore a ripensare completamente la struttura, le dinamiche e la logica di base delle economie medievali.
Chris Wickham, professore emerito di storia medievale presso l’università di Oxford, è fra gli storici medievisti più significativi nel panorama internazionale odierno. Tra i suoi numerosi libri si ricordano, per i nostri tipi: Le società dell’alto Medioevo. Europa e Mediterraneo (secoli V-VIII) (2009); Roma medievale. Crisi e stabilità di una città (950-1150) (2013); Sonnambuli verso un nuovo mondo. L’affermazione dei comuni italiani nel XII secolo (2017). Inoltre: L’eredità di Roma. Storia d’Europa dal 400 al 1000 d.C. (Laterza 2015), e L’Europa nel Medioevo (Carocci 2020).
Dario Intermullo si occupa di storia della cultura nel medioevo, con particolare attenzione ai suoi aspetti politici e sociali; storia di Roma nel Medioevo; storia dei materiali scrittori e delle pratiche documentarie medievali, con particolare attenzione all'archivio arcivescovile di Ravenna e all'uso del papiro.

martedì 27 febbraio 2024

Il mare che corrompe

Il mare che corrompe
Per una storia del Mediterraneo dall'età del ferro all'età moderna
di Peregrine Horden, Nicholas Purcell
traduzione italiana di Federico Santangelo
pp. 608; € 54,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocc, 2024
ISBN: 9788829020607

Secondo la mitologia antica, nell’Età dell’oro non esistevano né la navigazione né il commercio. Fu la leggendaria nave Argo a solcare per la prima volta il mare, dando inizio alla corruzione dell’uomo. Sin dall’antichità, sono frequenti le rappresentazioni del mare come fonte di ricchezza e quindi di tentazione. Eppure, come suggeriscono Peregrine Horden e Nicholas Purcell, è proprio la mobilità marittima a essere il più grande elemento di continuità nella storia mediterranea: ciò che permise all’uomo di far fronte ai rischi dell’isolamento geografico e dell’instabilità climatica, ambientale e produttiva. Dopo i lavori di Fernand Braudel, The Corrupting Sea è stato il primo studio ad affrontare il rapporto fra uomo e ambiente nella regione del Mediterraneo nell’arco di circa tremila anni. A oltre venti anni dalla sua pubblicazione originale, questa edizione italiana, corredata di una nuova introduzione degli autori, sottolinea la dimensione ecologica e il ruolo della connettività nella storia mediterranea, testimoniando la lungimiranza e attualità del modello interpretativo di Horden e Purcell.
Peregrine Horden è professore di Storia medievale alla Royal Holloway, Università di Londra.
Nicholas Purcell è professore emerito Camden di Storia antica all’Università di Oxford e fellow del Brasenose College e della British Academy.

venerdì 16 febbraio 2024

Un mare connesso

Un mare connesso
Europa e mondo islamico nel Mediterraneo (secoli XV-XIX)
A cura di Jake Dyble, Alessandro Lo Bartolo, Elia Morelli
pp. 352; € 37,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829021697

Il Mediterraneo è un imprescindibile spazio di connessione al centro di un contesto geografico e socio-culturale estremamente dinamico, e le sue acque dividono e uniscono comunità differenti. La diffusione di racconti e visioni tra le sue molte sponde contribuì in Europa alla produzione di un discorso dai contorni spesso favolosi, capace di suscitare sentimenti contrastanti, in cui la presunta natura diabolica del “turco” si intrecciava ai turbamenti generati dal sensuale fascino esercitato dall’Oriente. Tali narrazioni si cristallizzarono nell’immaginario collettivo europeo, determinando una rappresentazione dell’Altro destinata a sconvolgere l’autopercezione degli “occidentali”. D’altro canto, la circolazione di merci e persone spinse gli operatori economici e politici a confrontarsi con crescenti esigenze di integrazione, sia nell’ambito dei traffici interni al bacino sia di questi nel sistema globale. All’insegna di un approccio interdisciplinare, i saggi raccolti nel volume offrono uno sguardo innovativo sugli scambi intramediterranei dell’età moderna e sulla loro concreta organizzazione, mettendo a fuoco gli strumenti politici, militari, commerciali, finanziari, giuridici, linguistici e culturali mobilitati nello spostamento di merci, persone e idee tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente.
Jake Dyble PhD 2021, è assegnista di ricerca in Storia del diritto all’Università degli Studi di Padova nell’ambito del progetto ERC “micoll– Migrating Commercial Law and Language: Rethinking Lex Mercatoria”.
Alessandro Lo Bartolo, PhD 2020, già assegnista di ricerca in Storia moderna all’Università di Pisa, si occupa di storia politica, istituzionale e amministrativa.
Elia Morelli, PhD 2021, già assegnista di ricerca in Storia moderna all’Università di Pisa, si occupa di storia culturale, politico-economica e geopolitica.

lunedì 9 ottobre 2023

L'isola che non c'è

L'isola che non c'è
Geografie immaginarie fra Mediterraneo e Atlantico
di Antonio Musarra
pp. 312; € 29,00
Il Mulino, 2023
ISBN: 978-88-15-38763-9

Le Isole Fortunate, l’Ultima Thule, l’isola di San Brendano, Antilia, Hy-Brasil, e con esse molte altre, non sono unicamente elementi geografici: sono luoghi simbolici e fantastici che per secoli hanno attratto gli uomini del Mediterraneo animati dal desiderio di dare forma alla propria immaginazione.

Semplici scogli, atolli, ampi agglomerati, veri e propri continenti: la vicenda delle isole e del loro ritrovamento ha animato i viaggiatori e affascinato i letterati. Cristoforo Colombo afferma d’averne incontrate 1.400, secondo una lettera di papa Alessandro VI; 1.700, stando, invece, a un messaggio inviato ai reali iberici. Numeri, questi, assai inferiori rispetto a quelli contemplati per l’Oceano indiano da Marco Polo – ben 12.700 – o dal domenicano Guglielmo Adam – 20.000. Questo libro ricostruisce la storia avventurosa e fantastica della ricerca delle isole in età medievale, in un Oceano che era il luogo del possibile e dell’impossibile. Ne emerge un grande racconto sospeso tra immaginario e conoscenze che si ampliano, tra «scoperte», «conquiste» – spesso devastanti – e reiterate delusioni, legate al desiderio, utopico e mai sopito, di vedere mutata in realtà la sostanza dei propri sogni.
Antonio Musarra insegna Storia medievale nella Sapienza Università di Roma. Con il Mulino ha pubblicato tra gli altri: «Genova e il mare nel Medioevo» (2015); «Acri 1291. La caduta degli stati crociati» (2017); «Il crepuscolo della crociata» (2018); «Il grande racconto delle crociate» (con Franco Cardini, 2019); «Medioevo marinaro» (2021); «Le crociate. L’idea, la storia, il mito» (2022); «Urbano II e l’Italia delle città» (2023).

mercoledì 26 aprile 2023

I cavalieri Drengot

I cavalieri Drengot
Una lunga ed affascinante storia di valorosi principi vichinghi, normanni e mediterranei del Sud Italia
di S. M. Abenavoli
pp. 256, € 18,00
La Rondine Edizion, 2023
EAN: 9788832268850

La storia dei cavalieri Avenel-Quarrel-Drengot è un lungo, incantevole memoriale di intrepidi principi vichinghi, normanni e mediterranei del Sud Italia, uniti tra loro da vincoli etnici e di parentela, ispirati dai principi etici della cavalleria di Carlo Magno e discendenti da Rollone Avenel Drengot, l’intrepido (911-927). Capo di tutti gli eserciti vichinghi e figlio del Re vichingo norvegese, che nel 886 assediò persino Costantinopoli che all’epoca era la Capitale dell’Impero più forte al mondo. Il nome di Rogunvald venne celebrato dalla storia e dalle saghe vichinghe come «simbolo di valore supremo» e di «eccelse virtù militari e cavalleresche». Dopo la conquista della Neustria, la più grande ed importante regione del Regno Francese che si chiamò Normandia, il Duca-Re Rollone fu il Capostipite della dinastia dei Duchi di Normandia (911-1204). Le vicende eroiche dei Cavalieri Drengot, sono state raccontate con molta attenzione ed estrema precisione in tanti libri ed in tanti testi in lingua scandinava, francese, latina ed italiana. Molti di essi, raccontano che alcune incisioni sulle pietre runiche che si trovano in Danimarca, spiegano l’origine del cognomento Drengot.

mercoledì 11 gennaio 2023

Anima e corpo

Anima e corpo
Donne e fedi nel mondo mediterraneo (secoli XI-XVI)
di Isabella Gagliardi
pp. 394, € 30,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2023
ISBN: 9788829017447
 
La storia sociale delle donne appartenenti alle comunità cristiane, ebraiche e islamiche del bacino euromediterraneo tra l'XI e il XVI secolo evidenzia la percezione del corpo femminile nelle tre culture e conduce al recupero della loro considerazione nelle società di appartenenza. In tutte, al netto delle differenze che pur vi furono, la sessualità e la sua gestione definirono i ruoli, l'identità e il profilo morale delle donne. E se la loro integrità costituì la condizione necessaria per il matrimonio, principale meta per ognuna, il suo speculare contrario fu il bordello. La casa familiare funzionò, tuttavia, anche come agenzia formativa: la specificità dell'acculturazione femminile consisteva infatti nella tendenza a ottenere l'istruzione necessaria attraverso percorsi privati e informali. Così incontriamo poetesse, maestre di scuola, copiste, miniatrici ed esperte di saperi curativi, ma anche donne religiose. Escluse dall'esercizio attivo della liturgia e del culto, esse trovarono comunque un loro ruolo sacrale, contrapposto a quello di streghe, fattucchiere e maghe. Tanto ricercate quanto, poi, perseguitate.
Isabella Gagliardi è professoressa associata di Storia del cristianesimo e delle Chiese all’Università degli Studi di Firenze. Si occupa di storia religiosa, di storia delle donne e di storia dei rapporti tra saperi tecnici (medici e iatrochimici) e saperi “religiosi” nel Medioevo e nella prima età moderna, con particolare riferimento alle società mediterranee. È membro dell’Academic Board dell’Istituto di ricerca statunitense The Medici Archive Project, è associata al Laboratoire d’études sur les monothéismes LEM – UMR 8584 di Parigi ed è directeur d’études 2022 della Fondation Maison des sciences de l’homme di Parigi

lunedì 7 novembre 2022

Il grande racconto del Mediterraneo

Il grande racconto del Mediterraneo
di Egidio Ivetic
pp. 394, € 48,00
Il Mulino, 2022
ISBN: 978-88-15-29997-0
 
«...il Mediterraneo è un crocevia antichissimo. Da millenni tutto vi confluisce, complicandone e arricchendone la storia» Fernand Braudel
Il Mediterraneo è il cuore incandescente di un unico vitale continente afro-euro-asiatico, l’epicentro della grande storia che qui transita e da qui scaturisce, il luogo in cui si è concentrato per alcuni millenni il mondo immaginabile. Come comprendere quella straordinaria «pianura fluida» che è il Mare Nostrum? Mettendosi sulle tracce delle civiltà sepolte? Ripercorrendo il vagare di eroi erranti come Ulisse, Enea o i viaggi dei pellegrini verso la Terrasanta? Interrogando gli strati e i substrati archeologici? Abbracciandone il paesaggio oppure lasciandosi abbacinare dai capolavori artistici? Il racconto mai concluso di una storia millenaria, unica e imprescindibile, fatta di guerre e convivenze, scambi e antagonismi, invasioni e diaspore, ibridazione ininterrotta di saperi, miti, leggende, manufatti, nel coesistere di culture religiose ora dialoganti ora in conflitto. Il ritratto in movimento di una civiltà e del suo mare.
Egidio Ivetic insegna Storia del Mediterraneo nell’Università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato «Le guerre balcaniche» (nuova ed. 2016), «Storia dell’Adriatico. Un mare e la sua civiltà» (2019), «I Balcani. Civiltà, confini, popoli (1453-1912)» (2020), «Est/Ovest. Il confine dentro l’Europa» (2022).

domenica 20 febbraio 2022

I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500

I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500
La lotta per il dominio
di David Abulafia
pp. 352, € 22,00
Laterza, 2022
ISBN: 9788858147368
 
Dalla conquista dell’Italia meridionale e della Sicilia da parte dei Normanni nell’XI secolo alla creazione del Regno di Sicilia nel secolo successivo, la ricostruzione storica di David Abulafia si allarga fino alle due sponde del Mediterraneo, dalla Spagna ai Balcani, teatro vastissimo delle battaglie con le quali Angioini e Aragonesi si contesero il dominio sul Regno delle Due Sicilie. Ne viene fuori un’inedita storia dell’Italia del basso Medioevo e un quadro completo di un fondamentale periodo storico che illustra le principali realtà politiche del Mediterraneo occidentale in quei secoli: Catalogna-Aragona in Spagna, la casa d’Angiò in Francia e, sull’altra sponda, Sicilia, Sardegna e Italia meridionale dominate alternativamente ora dall’una ora dall’altra casata.
David Abulafia, tra i maggiori studiosi dell’Italia medievale, è professore emerito di Storia del Mediterraneo dell’Università di Cambridge. Tra i suoi libri in italiano: Federico II. Un imperatore medievale (Einaudi 1990); Le due Italie (Guida 1991); La scoperta dell’umanità. Incontri atlantici nell’età di Colombo (il Mulino 2010); Il grande mare. Storia del Mediterraneo (Mondadori 2013); Storia marittima del mondo (Mondadori 2020).

domenica 14 novembre 2021

Donne e povertà nell’Europa mediterranea medievale

Donne e povertà nell’Europa mediterranea medievale
a cura di Laurent Feller, Paolo Grillo e Maddalena Moglia
pp. 256, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833138541 
 
Vedove e immigrate, lavoratrici e schiave, religiose e criminali: i molti volti delle donne povere nel Medioevo tra Spagna, Francia e Germania sono presentati in questa raccolta di saggi, con un’attenzione particolare verso i drammatici fattori di vulnerabilità della condizione femminile (inferiorità sociale, tutele familiari, discriminazioni di genere), ma anche verso il tenace desiderio di resistenza e riscatto che animava queste figure.
Laurent Feller, nato il 4 marzo 1955, è uno storico e ricercatore francese. Professore universitario, titolare di una cattedra di Storia medievale all'Università Panthéon-Sorbonne, è specialista in storia economica e sociale dell'Italia medievale.
Paolo Grillo insegna Storia medievale presso l’Università di Milano. Studia la società urbana nell’Italia dei secoli XII-XIV. Fra le sue pubblicazioni più recenti: Milano guelfa (1302-1310) (Viella, 2013), L’aquila e il giglio. 1266: la battaglia di Benevento (Salerno editrice, 2015) e Nascita di una cattedrale. 1386-1418: le origini del Duomo di Milano (Mondadori, 2017).
Maddalena Moglia è assegnista di ricerca all’Università degli Studi di Milano.

domenica 19 settembre 2021

La transizione dall'antichità al Medioevo nel Mediterraneo centro-orientale

La transizione dall'antichità al Medioevo nel Mediterraneo centro-orientale
A cura di Giovanni Salmeri e Paolo Tomei
pp. 116, € 19,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni ETS, 2021
ISBN: 9788846747150
 
Il tema della transizione dall'antichità al medioevo è un tema classico della ricerca storica e archeologica, e in questo volume viene declinato attraverso indagini mirate relative alla Toscana, alla provincia di El Kef (Tunisia nord-occidentale), alla Cilicia (Turchia sud-orientale). La collaborazione della ricerca più propriamente storica con quella archeologica risulta fondamentale per vagliare le trasformazioni di ordine istituzionale, economico, sociale e culturale nelle aree in esame con l'ausilio di strumenti non omogenei quali le fonti documentarie, le iscrizioni, lo scavo di insediamenti, necropoli, strutture templari, i materiali archeologici. La dislocazione inoltre dei punti di osservazione in tre regioni diverse del Mediterraneo centro-orientale consente l'applicazione di una prospettiva comparativa volta a riscontrare eventuali coincidenze e/o differenze nelle velocità e nelle modalità con cui vi si sono sviluppati i processi di trasformazione nei secoli tra il IV e l'VIII, e fino al X. In breve, i lavori raccolti in questo volume danno testimonianza della complessità spazio-temporale - con elementi condivisi e non tra le varie aree - della transizione dall'antichità al medioevo nell'ambito mediterraneo, e possono offrire un utile contributo alla costruzione di un modello differenziato di tale processo.
Giovanni Salmeri insegna Storia romana all’Università di Pisa. È autore di numerosi volumi e articoli sull’amministrazione provinciale dell’impero romano, sui percorsi della cultura greca nel mondo antico e moderno, sulla storia dell’Asia Minore e della Sicilia nell’antichità, sulla storiografia moderna relativa al mondo antico.
Paolo Tomei ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia medievale presso l’Università di Pisa. Attualmente è assegnista di ricerca presso la stessa università in forza al PRIN 2017 Fiscal Estate in Medieval Italy: Continuity and Change (9th - 12th centuries). I suoi principali temi di ricerca sono il processo di differenziazione sociale e le strutture materiali e simboliche del potere nel Regno Italico fra VIII e XII secolo. È autore di due monografie: Locus est famosus. Come nacque San Miniato al Tedesco (secoli VIII-XII) (Pisa 2018) e Milites elegantes. Le strutture aristocratiche nel territorio di Lucca (800-1100 c.) (Firenze 2019). 

lunedì 16 agosto 2021

La transizione dall'antichità al Medioevo nel Mediterraneo centro-orientale

La transizione dall'antichità al Medioevo nel Mediterraneo centro-orientale
a cura di Giovanni Salmeri, Paolo E. Tomei
pp. 116, € 19,00
Edizioni ETS, 2021
EAN: 9788846747150
 
Il tema della transizione dall'antichità al medioevo è un tema classico della ricerca storica e archeologica, e in questo volume viene declinato attraverso indagini mirate relative alla Toscana, alla provincia di El Kef (Tunisia nord-occidentale), alla Cilicia (Turchia sud-orientale). La collaborazione della ricerca più propriamente storica con quella archeologica risulta fondamentale per vagliare le trasformazioni di ordine istituzionale, economico, sociale e culturale nelle aree in esame con l'ausilio di strumenti non omogenei quali le fonti documentarie, le iscrizioni, lo scavo di insediamenti, necropoli, strutture templari, i materiali archeologici. La dislocazione inoltre dei punti di osservazione in tre regioni diverse del Mediterraneo centro-orientale consente l'applicazione di una prospettiva comparativa volta a riscontrare eventuali coincidenze e/o differenze nelle velocità e nelle modalità con cui vi si sono sviluppati i processi di trasformazione nei secoli tra il IV e l'VIII, e fino al X. In breve, i lavori raccolti in questo volume danno testimonianza della complessità spazio-temporale - con elementi condivisi e non tra le varie aree - della transizione dall'antichità al medioevo nell'ambito mediterraneo, e possono offrire un utile contributo alla costruzione di un modello differenziato di tale processo.

sabato 22 maggio 2021

La fonte di Urðr

La fonte di Urðr
La Scandinavia, l'Euopa, il Mediterraneo (secoli VIII - XIII)
di Francesco D'Angelo
pp. 214, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Vocifuoriscena, 2021
ISBN: 9788899959401
 
Nell'immaginario collettivo, la Scandinavia medievale è spesso associata in modo esclusivo ai vichinghi, spietati predoni dei mari che, per circa tre secoli, terrorizzarono l'Europa con le loro razzie. Senza nulla togliere all'importanza del fenomeno, che con la sua fortissima spinta espansiva portò gli scandinavi a confrontarsi con realtà differenti dalla loro, questa visione ha il difetto di ridurre tutto il medioevo nordico alla sola età vichinga e si rivela quindi insufficiente per comprendere a pieno un periodo storico vario e complesso, caratterizzato da strette relazioni tra la Scandinavia e il resto d'Europa.
Alternando panoramiche di ampio respiro ad approfondimenti di alcuni casi particolari, il volume ripercorre quindi la storia di queste relazioni, mettendo in evidenza la trama di contatti, scambi e influenze che nel Medioevo unirono il nord e il sud d'Europa: dai vichinghi ai crociati, dal cristianesimo al feudalesimo.
A fare da filo conduttore, il costante richiamo esercitato dal mondo euro-mediterraneo, che sul lungo periodo si rivelò decisivo per l'integrazione degli scandinavi nella vita politica, religiosa, economica e culturale d'Europa.
Francesco D'Angelo è ricercatore in Storia medievale presso l'Università di Roma "La Sapienza" e collabora con il Cnr, Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea. I suoi principali ambiti sono la storia religiosa dei paesi scandinavi e i rapporti tra il mondo nordico e quello mediterraneo nel Medioevo. È autore delle monografie «In extremo orbe terrarum». Le relazioni tra Santa Sede e Norvegia nei secoli xi-xiii (Roma 2017) e Il primo re crociato. La spedizione di Sigurd in Terrasanta (Laterza 2021).

lunedì 10 maggio 2021

Pisa e l'Islam

Pisa e l'Islam
Scontri e incontri sulle rotte del Mediterraneo
di Andrea Angelini
pp. 79, € 10,00
Italia Medievale, 2021
ISBN: 9781008987043
 
Al centro della bandiera della Marina Militare Italiana campeggiano gli stemmi di quattro città: Venezia, Genova, Amalfi e Pisa. Queste città, comunemente note come “repubbliche marinare”, hanno segnato la storia della marineria italiana e quella del Mediterraneo, in particolare del Mediterraneo medievale. Le pagine che seguono prenderanno in esame soltanto una di queste “repubbliche”: Pisa, concentrando l’attenzione su un particolare aspetto della sua storia, ossia i rapporti che la città ebbe con i potentati islamici a partire dall’XI secolo.
 
Nel primo capitolo si è cercato di seguire le tracce della permanenza di una flotta, non ancora sotto il diretto controllo della civitas di Pisa, ma con base sicuramente presso la costa che ricadeva sotto il controllo pisano nei primi secoli del Medioevo. 
Il secondo capitolo presenta invece le fasi iniziali della formazione del comune cittadino nella forma del commune colloquium civitatis, ma solo per meglio comprendere la natura della classe dominante a Pisa, così da introdurre il dibattito storiografico che verte sulle prime spedizioni marittime dei pisani. La storiografia, infatti, si interroga sulla natura e lo scopo di queste incursioni, ma anche sulle conseguenze che hanno fatto seguito a queste spedizioni. La storiografia classica vede Pisa come precorritrice dei tempi e degli eventi e pone gli albori della sua potenza commerciale già nell’Alto medioevo. La potenza commerciale pisana raggiungerebbe il suo apice nel XII secolo per poi concludersi con la disastrosa sconfitta nella battaglia della Meloria del 1284. Il secondo filone di ricerca ridimensiona di molto questa precoce iniziativa commerciale di Pisa e la farebbe cominciare nei primi decenni del XII secolo per poi proseguire nel XIII e XIV secolo.
Le incursioni armate pisane che hanno punteggiato tutto l’XI secolo e il primo decennio del XII sono analizzate nel terzo capitolo. Si è proceduto ad un’analisi e comparazione delle principali fonti che trattano gli avvenimenti, sia quelle pisane come gli Annales di Maragone, il Chronicon Pisanum, le epigrafi del duomo e i poemi epici, sia quelle di realtà territoriali diverse da Pisa, come le testimonianze arabe e normanne.
Infine nell’ultimo capitolo, il quarto, sono state analizzate zona per zona le relazioni commerciali intraprese dai pisani, con un occhio di riguardo al Maghreb. In questa area infatti i pisani concentrarono molte delle loro attenzioni, riuscendo ad ottenere numerosi privilegi.

venerdì 9 aprile 2021

Le repubbliche marinare

Le repubbliche marinare
di Ermanno Orlando
pp. 216, € 14,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29198-1 
 
Gli stemmi di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia campeggiano dal 1947 sulla bandiera della Marina italiana, simbolo dell’Italia che va per mare. Sono le «repubbliche marinare», come le definì uno storico dell’Ottocento, città che nel Medioevo furono protagoniste di un’esaltante epopea di conquiste, espansioni e progressi, sia in termini economici che di civiltà. Il volume ripercorre le vicende delle maggiori città marittime del Medioevo italiano non trascurando di inserirle nella più ampia storia di quella diffusa koinè umana, sociale, economica e culturale che è stata e continua a essere il Mediterraneo.

Ermanno Orlando insegna Storia medievale nell’Università per Stranieri di Siena. Con il Mulino ha pubblicato anche «Migrazioni mediterranee» (2014) e «Venezia e il mare nel Medioevo» (2014).

giovedì 18 marzo 2021

Medioevo marinaro

Medioevo marinaro
Prendere il mare nell'Italia medievale
di Antonio Musarra
pp. 304, € 22,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29181-3 
 

Nel Medioevo, il Mediterraneo era un mare malnoto e inquietante. Nondimeno, gli uomini ne costeggiavano le sponde e lo attraversavano in ogni direzione. Un mondo viveva su e per il mare. Ma come? Con la sua documentata narrazione, Antonio Musarra riporta in luce ogni aspetto di quel Medioevo marinaro: la rete diffusa dei porti e degli attracchi; i mestieri centrati sull’attività portuale, pesca compresa; i diversi tipi di naviglio; la formazione degli equipaggi in pace e in guerra; l’organizzazione della vita quotidiana a bordo; le tecniche di navigazione e gli strumenti per orientarsi; la legislazione marittima; le battaglie, la pirateria. Per concludere con una panoramica della conflittualità mediterranea, e un approfondimento sulle navigazioni esplorative compiute nell’Atlantico.
Antonio Musarra insegna Storia medievale alla Sapienza Università di Roma. Con il Mulino ha pubblicato «Genova e il mare nel Medioevo» (2015), «Acri 1291. La caduta degli stati crociati» (2017), «Il crepuscolo della crociata» (2018) e, con Franco Cardini, «Il grande racconto delle crociate» (2019).