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domenica 7 luglio 2024

Tractatus predicandus in ciuitate pestilenciata

Tractatus predicandus in ciuitate pestilenciata
di Bartolomeo da Ferrara
Edizione critica a cura di Giovanni Paolo Maggioni.
Introduzione a cura di Chiara Crisciani, Tommaso Duranti e Giovanni Paolo Maggioni
pp. VI-304; € 70,00
Sismel, 2024
ISBN: 978-88-9290-316-6

Il Tractatus moralis predicandus in ciuitate pestilenciata di Bartolomeo da Ferrara, domenicano e inquisitore nella città, scritto nel 1424 durante uno dei focolai di peste che colpirono Ferrara e l’Europa nel Quattrocento, consta di quattro libri dedicati alle cause indicative, induttive, espulsive, rimediative della peste, secondo lo schema dei testi medici. Esso risulta essere, tra i non molti sermoni sulla pestilenza del sec. XV, la più ampia trattazione de peste finora reperita nell’oratoria sacra. Il testo, pur offrendo osservazioni pertinenti anche su temi naturalistici e medici, tratta l’argomento in termini religiosi, pastorali, scritturali e teologici e ha per fine l’incitamento alla penitenza e alla correzione morale, veri rimedi contro i peccati – male dell’anima – che provocano il male del corpo e in particolare la peste. Il Tractatus si propone così quasi come una Pestchrift moralis, o anche come un manuale di predicazione possibile in città colpite dalla peste.

L’ampia introduzione all’edizione critica, curata da Giovanni Paolo Maggioni, pone lo scritto di Bartolomeo in relazione alla situazione storica delle città di Padova, Ferrara e Bologna, colpite dalla peste, e lo rapporta alla trattatistica medica locale e contemporanea (Tommaso Duranti). Il confronto con i sermoni de peste dei predicatori del Quattrocento – Bernardino da Siena, Giovanni da Capestrano, Antonio Bettini, Bernardino de Busti – permette di individuare la specifica cifra del trattato, scritturale e teologica, di ‘medicina spirituale’ offerta alla città ‘pestilenziata’ (Chiara Crisciani). 
Giovanni Paolo Maggioni è professore associato di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione all'Università del Molise.

venerdì 24 giugno 2022

Sermoni

Sermoni
Fede e ragione baluardi contro le dottrine erronee
di Alano di Lilla
traduzione di Antonio Petrone
pp. 192, € 18,00
Fede & Cultura, 2022
ISBN: 9791254780121
 
Come molti altri maestri medievali suoi contemporanei, Alano di Lilla ha pronunciato sermones in diverse circostanze e in diversi luoghi: in queste omelie ritroviamo una puntuale attenzione alla crisi morale del suo tempo e in particolare all’inadeguatezza del clero, così come al valore della fede di fronte alle sfide che emergono dalla storia. Il XII secolo è infatti pervaso da correnti teologiche nuove e travagliato dall’emergere di forme di contestazione ereticali che si fanno sempre più violente e organizzate. Per questo Alano è attento a sottolineare l’aspetto ragionevole della fede: la conoscenza razionale del dato rivelato, confortata dalla testimonianza dei Padri, degli scrittori ecclesiastici e degli autori pagani, è il metodo più sicuro per istruire i fedeli e combattere l’eresia.

giovedì 11 novembre 2021

Sermones (IX-XIV)

Sermones (IX-XIV)
Con Vita Codri di Bartolomeo Bianchini
di Antonio Urceo Codro
a cura di: Marcello Dani, Andrea Severi, Andrea Ventura
pp. 356, € 56,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829011186
 
Terza e ultima parte dei Sermones di Antonio Urceo Codro (1446- 1500), questo volume ospita prolusioni accademiche dalle tematiche assai varie: nei Sermones IX e XI si celebra la vita pastorale e agreste; nel Sermo X si elogia il carattere primigenio e fondante della lingua e della letteratura greca; nel Sermo XIII si passano in rassegna le arti liberali; nel Sermo XII, dedicato al giusto mezzo, il maestro di Rubiera dà fiato a tutta la sua vis affabulatoria, orchestrando il discorso, da par suo, in dialogo incessante con il pubblico, che gli tiene bordone. Dopo il Sermo XIV, dedicato alla virtù, e un breve discorso composto per un anonimo giovane (Sermo ultimus), chiude il libro la fortunata Vita Codri, composta dal suo più affezionato allievo, Bartolomeo Bianchini.
Marcello Dani insegna materie letterarie nella scuola superiore. Ha conseguito il dottorato in Studi italianistici con una tesi sul pensiero politico e sulla ricezione di Leon Battista Alberti.
Andrea Severi insegna Letteratura italiana del Rinascimento all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Si è occupato di Petrarca, Leon Battista Alberti, commento e poesia umanistici, enciclopedismo rinascimentale.
Andrea Ventura è direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Lucca e svolge attività didattica all’Università di Pisa.

venerdì 29 ottobre 2021

Sermones. I cinque sermoni su san Luigi re, «quasi ymago Dei in terris»

Sermones
I cinque sermoni su san Luigi re, «quasi ymago Dei in terris»
di Giacomo da Viterbo
A cura di Gianpiero Tavolaro
pp. XCIV-104, € 38,00
Sismel, 2021
ISBN: 978-88-9290-075-2
 
A San Luigi re, l’agostiniano Giacomo da Viterbo († 1307/8) – maestro di teologia, prima a Parigi (1293-1300) e poi a Napoli (1300-1302) – dedica, negli anni dell’episcopato napoletano, cinque sermoni, pronunciati tra il 1303 e il 1307, nel giorno della sua memoria liturgica (il 25 agosto). L’importanza di queste prediche risiede anzitutto nell’evidente valore politico che, all’interno del dibattito sul rapporto tra i poteri temporale e spirituale, aveva assunto la figura del sovrano franco a cavaliere dei secoli XIII e XIV: se da un lato Luigi IX rappresentava un modello monarchico di riferimento su cui poter ‘misurare’ ogni sovrano cristiano, dall’altro, proprio in ragione della sua santità, contribuiva al rafforzamento dell’immagine della dinastia capetingia come beata stirps, istanza condivisa anche dalla linea cadetta di Sicilia (la dinastia angioina), alla quale Giacomo fu sempre molto legato negli anni del ministero episcopale partenopeo. A motivo del loro soggetto e del contesto in cui vennero pronunciati, i sermoni del maestro agostiniano sul santo re si rivelano testi di primario interesse anche al fine di una più precisa comprensione dell’ultima fase della produzione del Viterbese, in particolare della sua riflessione politica e dei suoi risvolti “pastorali”. Il presente volume offre la prima edizione dei cinque sermoni, realizzata sulla base dell’unico testimone da cui essi sono traditi, il manoscritto Arch. Cap. S. Pietro, D. 213 della Biblioteca Apostolica Vaticana: il testo critico è preceduto da un’ampia introduzione di carattere storico-filosofico.

martedì 15 giugno 2021

Sermones de sanctis. Volumen diffusum

Iacopo da Varazze
Sermones de sanctis. Volumen diffusum
De sancto Georgio, de inventione sancte Crucis, de sancta Maria Magdalena, de sancta Margarita
Testi editi da Federica Amore, Maria Ferraiuolo, Ileana Lombardi, Giovanni Paolo Maggioni. A cura di Giovanni Paolo Maggioni
pp. LXX-260, € 65,00
Sismel, 2021
ISBN: 978-88-9290-057-8
 
Sono qui pubblicati per la prima volta alcuni sermoni de sanctis scelti dalla raccolta, da poco scoperta e finora inedita, che iacopo da Varazze chiamò volumen diffusum, distinguendolo dal volumen breve, l’altra sua raccolta di sermoni agiografici. il testo offre numerosi motivi di interesse, non ultimo il fatto che l’autore si rivolga ai suoi confratelli dell’ordine domenicano, assecondando una loro richiesta esplicita e mostrando come si potessero sviluppare i succinti sermoni schematicamente composti nel volumen breve. Il paragone tra le due raccolte è dunque interessante, perché permette di cogliere alcune peculiarità della predicazione domenicana e le articolazioni strutturali che erano introdotte per rendere un sermone maggiormente efficace e far sì che fosse pienamente compreso da un pubblico più erudito e più dottrinalmente preparato. Della diversa struttura dei sermoni nelle due raccolte viene dato conto in questo volume paragonando gli schemi dei testi corrispondenti. L’edizione utilizza come testimoni di base due manoscritti laurenziani, che sono stati oggetto di uno studio codicologico e sono stati confrontati con gli altri codici più antichi per emendare gli errori palesi.

sabato 26 gennaio 2019

Antonio Urceo Codro. Sermones. V-VIII

Antonio Urceo Codro. Sermones. V-VIII
a cura di Andrea Severi, Giacomo Ventura
pp. 160, € 17,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843093151

Dopo la pubblicazione dei primi quattro Sermones di una delle voci più originali dell’Umanesimo accademico di fine Quattrocento, prosegue in questo volume l’edizione e la traduzione delle prolusioni accademiche di Antonio Urceo Codro (1446-1500), precursore, dalla sua cattedra di greco all’Alma Mater Studiorum, dei più grandi moralisti dell’Europa moderna. A lezioni di carattere didascalico sull'importanza delle categorie aristoteliche (Sermo V) e sull’utilità della letteratura greca e la grandezza di Omero (Sermones VII e VIII) fa da contraltare, come da costume del maestro, quella scettica e modernissima sul carattere fallace di ogni conoscenza umana (Sermo VI).
Andrea Severi è ricercatore in Letteratura italiana presso il Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Università di Bologna. Si occupa di letteratura umanistica e rinascimentale.
Giacomo Ventura è docente di ruolo di Materie letterarie presso l’Istituto di Istruzione Superiore Montessori-Da Vinci di Porretta Terme (BO). Ha conseguito il dottorato in Italianistica con una tesi sulla fortuna europea di Codro.

lunedì 7 gennaio 2019

Il «Sermone» di Pietro da Barsegapè

Il «Sermone» di Pietro da Barsegapè
Indagini sul Codice AD XIII 48 della Biblioteca Nazionale Braidense
di Attilio Bartoli Langeli, Chiara Frugoni, Martina Mangini, Giuseppe Polimeni
pp. 338, € 40,00
Artemide Editrice, 2018
ISBN: 8875753059
 
"Dopo le segnalazioni degli eruditi del Settecento e la pubblicazione integrale a opera di Bernardino Biondelli (I 856), tra Ottocento e Novecento intorno al codice braidense si sono avvicendati studiosi che hanno lavorato a un'indagine sistematica, sia nella direzione del dibattito orientato all'edizione critica, sia in quella della descrizione della lingua. Rimasto ai margini delle antologie e dei canoni, in tempi recenti il Sermone è stato oggetto di una più approfondita analisi, volta a mettere in evidenza fonti, richiami, interferenze, offrendosi a un prezioso studio "di ritorno" che ha potuto portare in luce anche la persistenza di tasselli e di moduli nelle pieghe della letteratura religiosa a venire. Acquisiti i risultati messi a punto nel corso della storia della ricerca e i rilievi più recenti, la generosità di tre studiosi del Medioevo (Attilio Bartoli Langeli, Chiara Frugoni, Marta Mangini) rimette oggi al centro del dibattito il Sermone di Pietro, per un momento strappandolo alla piega di luce in cui si era, forse non del tutto involontariamente, adagiato. [...] Se il testo del Sermone è stato nella tradizione oggetto privilegiato della ricerca di chi si è occupato del manoscritto braidense, il volume che oggi si presenta vuole porsi, si crede per la prima volta nell'indagine su Pietro da Barsegapè, come studio complessivo di un codice: in questa prospettiva l'opera in versi, fulcro di tutta la discussione, dialoga con le miniature, con la materialità del manoscritto e, in filigrana, con il contesto storico e documentario". Il volume, curato da Giuseppe Polimeni, riproduce integralmente, in facsimile a colori, il Sermone di Pietro da Barsegapè (codice AD XIII 48) e riporta la classica "edizione" del 1891 di Carlo Salvioni.

domenica 23 luglio 2017

Sermoni de diversis

Sermoni de diversis
di San Bonaventura
pp. 520, € 90,00
Città Nuova, 2017
ISBN: 9788831194389

È questo il primo dei due volumi che raccolgono in edizione latino-italiana i Sermoni de diversis di San Bonaventura, espressione con cui si designano quei sermoni del ciclo temporale e santorale che non appartengono a una collezione omogenea ma si trovano dispersi in diversi manoscritti sotto forma di reportationes, cioè di redazioni fatte da un uditore sulla base di note prese durante l’ascolto ai piedi del pulpito. In questo primo volume vengono presentati i sermoni del ciclo temporale, disposti secondo l’ordine del calendario liturgico francescano. La traduzione, rispettosa della vivacità tecnica ed espressiva della predicazione bonaventuriana, è posta a fronte di un testo latino tratto dall’edizione critica di Bougerol ma significativamente rivisto ed emendato sulla base della tradizione manoscritta.