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sabato 4 marzo 2023

Io sono Aura

Io sono Aura
Storie di banchetti alla mia corte
di Nicoletta Tagliabracci
pp. 134, € 14,00
Ventura Edizioni, 2023
ISBN: 9791280517968

L'incontro con un antico manoscritto anonimo ha aperto la porta di un immaginario stargate e veniamo catapultati nel 1475 agli sfarzosi matrimoni di Elisabetta Montefeltro con Roberto Malatesta e di Camilla d'Aragona con Costanzo Sforza. Aura, la primogenita del Duca Federico da Montefeltro ci accompagna alla presenza della nobiltà rinascimentale raccontandoci gli usi, i costumi e il lusso di corte tra danze e banchetti "astrologici". Perchè, per dirla con Ezra Pound: "Il Rinascimento non è un'epoca, ma un temperamento".
Nicoletta Tagliabracci è nata a Pesaro dove vive. Laureata in Lingue Straniere ha conseguito la qualifica di Ambasciatrice dell’Enogastronomia Territoriale ideando negli anni diverse degustazioni tematiche e storiche. Appassionata divulgatrice delle eccellenze marchigiane ha ideato “Gustovagando per le Marche”, veri e propri food&wine tours. Negli anni si è aggiunta la curiosità per la cultura gastronomica e le tradizioni conviviali del passato. E’ consulente presso diversi enti che si occupano di menù storici.

domenica 22 novembre 2020

Il castello di Monte Copiolo

Il castello di Monte Copiolo
La casa dei duchi di Urbino
di Daniele Sacco
pp. 288, € 22,00
Biblioteca Clueb, 2020
ISBN: 978-88-31365-18-5
 
Dai ruderi del castello di Monte Copiolo, difeso da sei cinte murarie a più di mille metri d’altezza nella regione storica del Montefeltro, trovano vita in queste pagine i mastri tagliapietre che hanno edificato una fortificazione imprendibile, ma anche imperatori, papi e grandi famiglie: i conti di Montefeltro, i Malatesti, i Borgia, i de’ Medici e i della Rovere che con il castello hanno intrattenuto rapporti di guerra, di pace e d’affari.

Le vicende raccontate si dipanano dal X al XVII secolo, quando gli abitanti smontarono le antiche pietre squadrate per scendere a valle, al riparo dai rigori invernali.
Gli scavi archeologici condotti dall’Università di Urbino insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, dall’esordio del XXI secolo, hanno riportato alla luce ciò che resta della fortificazione. Proprio quello scavo viene preso a modello con l’intento di proporre un metodo scientifico di restituzione saggistica del dato archeologico.
L’archeologia si fa«storia narrata», una storia che racconta la «parola antica» con un registro di esposizione rigoroso e rivolto a più livelli di comprensione.
Daniele Sacco insegna Archeologia cristiana e medievale all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo occupandosi dei processi di trasformazione del paesaggio, del popolamento e dell’edilizia storica (civile e religiosa) tra Tardoantico e basso Medioevo. Tra le sue più recenti e maggiori ricerche vi sono quelle condotte presso il castrum tardoantico di Montefeltro (San Leo) e la cattedrale paleocristiana della città di Pesaro. Come giornalista, sviluppa un parallelo ambito di ricerca indirizzato all’analisi dei processi contemporanei di comunicazione del Medioevo, dell’archeologia e dei beni culturali.

lunedì 10 giugno 2019

Capitani di ventura: Sigismondo Pandolfo dei Malatesti e Federigo da Montefeltro

Capitani di ventura: Sigismondo Pandolfo dei Malatesti e Federigo da Montefeltro
di Pierluigi Romeo di Colloredo Meis
pp. 150, € 26,00
Luca Cristini Editore (Soldiershop), 2019
ISBN: 889327471X

Federigo II da Montefeltro, conte - poi duca - di Urbino, e Sigismondo Pandolfo dei Malatesti furono due veri figli del Rinascimento: Sigismondo eccessivo in tutto, nei vizi come nelle virtù, Federigo, detto dagli umanisti Lume della Italia, prudente ed allo stesso tempo capace di ferocia (probabilmente assassinò il fratellastro e abbandonò al sacco ed alla strage Fossombrone, colpevole di aver aperto le porte al Malatesti, Montorio e Volterra, e fu tra i mandanti occulti della congiura dei Pazzi); furono entrambi tra i più grandi capitani del Rinascimento, divisi tra loro da un odio feroce, che trascese le tradizionali rivalità delle due dinastie per diventare qualcosa di personale e di cieco; entrambi uomini di straordinaria cultura, veri figli del Rinascimento, che popolarono le proprie corti di umanisti ed artisti come Brunelleschi, Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Pedro Berruguete, Luciano Laurana, e che utilizzarono i loro guadagni di mercenari per l’edificazione di due dei più grandi capolavori dell’arte universale, il Tempio malatestiano di Rimini e lo splendido Palazzo Ducale di Urbino. E’ stato scritto che la lotta tra Malatesta e Montefeltro si svolse come un torneo mostruoso, tra due uomini, gli ‘ultimi due cavalieri’ che si affrontavano nel crepuscolo del medioevo. Era un conflitto arcaico, combattuto però con i mezzi della guerra moderna, le bombarde e le macchine per l’assedio.Una guerra combattuta con le armi tradizionali, sui cambi di battaglia, nelle cancellerie diplomatiche delle due corti, ma anche con la propaganda, che ci ha consegnato un’immagine di Federigo II come il lato luminoso, apollineo, del sovrano rinascimentale, e Sigismondo Pandolfo come quello oscuro, dionisiaco. Questa è la loro storia, e la storia del Quattrocento italiano, splendente e corrusco di sangue.

mercoledì 20 giugno 2018

Petra Rubea

Petra Rubea
di Pio Bianchini
pp. 322, € 19,00
WLM Edizioni, 2018
ISBN: 9788897382256

Il Montefeltro e la Romagna, nel XIII secolo, sono teatro di innumerevoli battaglie tra guelfi e ghibellini. Ponendosi alla testa delle due fazioni in lotta, secondo le convenienze del momento, per prestigio e tornaconto, le nobili casate dei Montefeltro e dei Malatesti rivaleggiavano fra loro. Nel 1285, il conte Guido di Montefeltro, capo del partito ghibellino, signore di Urbino e capitano del popolo a Forlì e Faenza, è costretto ad arrendersi all’esercito guelfo e, dopo avere consegnato due figli in ostaggio a Papa Onorio IV, viene confinato a Chioggia. Nell’estate del 1289, il conte Corrado di Pietrarubbia, appartenente a un ramo cadetto dei Montefeltro, occupa Urbino, cacciando dalla città i guelfi alleati dei Malatesti e richiamando in patria gli esuli ghibellini. Questo avvincente romanzo, ambientato con grande fedeltà storica, riporta alcune vicende documentate, come l’imboscata di Cesena, dove gli uomini di Corrado di Pietrarubbia attentano alla vita di Malatesta da Verucchio, futuro signore di Rimini, e il trattato d’alleanza di Montescudo, che Taddeo di Pietrarubbia stipula successivamente con l’acerrimo nemico. È in questo contesto storico che Pio Bianchini inserisce il suo racconto delle genti di Petra Rubea, nome latino di Pietrarubbia. L’antico e cadente maniero di Monte San Lorenzo è retto da Bonzio, fido vassallo dei fratelli Corrado e Taddeo. Alvisio e Fraudolente, loschi figuri al soldo del conte Corrado, imperversano, sia in pace sia in guerra, commettendo atroci efferatezze e provocando radicali cambiamenti ai delicati e instabili equilibri tra le diverse fazioni politiche...
Pio Bianchini nasce a Bologna nel 1957. Dopo il liceo classico, lascia l’università a pochi esami dalla laurea in Giurisprudenza e diventa imprenditore nel settore immobiliare. Romagnolo e grande appassionato di trekking e mountain bike, studia la storia dei luoghi che visita e la genealogia delle famiglie che li hanno abitati. Scopre così vicende antiche, avvincenti e dimenticate. Ha pubblicato nel 2012 La leggenda di Ca’ Battaglia, che ha partecipato ai premi letterari Città di Cattolica e Montefiore, dove ha ricevuto una Menzione di Merito e un Premio.

giovedì 1 marzo 2018

L'accusa del sangue

L'accusa del sangue
di Giovanna Barbieri
pp. 263, € 7,99
Independently published, 2018
ISBN: 1980266220
Nel cuore della notte, nell’anno domini 1483, qualcuno bussa al portone di Goffredo Fortespada, il Bargello di Urbino. La piccola Crezia Odasi è stata rapita e sarà compito suo ritrovarla. È l’inizio di un incubo e molte uccisioni flagelleranno la città dei Montefeltro. Omicidi così efferati che il Bargello si farà aiutare nelle indagini dal saggio amico speziale, Edmundo de la Turre, esperto non solo di droghe ma anche di ferite, esule a Urbino dopo la caduta di Costantinopoli. 
Giovanna Barbieri è nata a Verona nel 1974 e risiede in Valpolicella.
Nel 2001 ha conseguito la laurea in Scienze Politiche, indirizzo economico-internazionale. Nel 2007 ha iniziato la collaborazione e amicizia con l’associazione culturale senza scopo di lucro “Rohirrim”, recentemente con Sguardo sul Medioevo, Talento nella Storia e Italia Medievale. Come autrice ha pubblicato: "La stratega anno domini 1164" (storico-surreale ambientato nel XII secolo in Valpolicella); "Cangrande, paladino dei ghibellini" con la CE Arpeggio libero editore (ambientato nel XIV secolo tra Verona, Vicenza e la Valpolicella); "Amor e patimento" (tre racconti gratuiti a tema medievale); due miei racconti sono stati inseriti nelle antologie Profumi di Storia e d’amore e Profumi di storia e d’estate (il ricavato è a scopo benefico). Da alcuni anni lavora come editor freelance presso Righe rosse.

mercoledì 27 gennaio 2016

La Fortezza di Montefeltro

La Fortezza di Montefeltro
San Leo: processi di trasformazione, archeologia dell’architettura e restauri storici
di Daniele Sacco e Alessandro Tosarelli
pp. 324, € 70
All'Insegna del Giglio, 2016
ISBN: 9788878146891


Il masso di San Leo conserva un patrimonio inestimabile per la storia dell’architettura militare europea e del paesaggio. La sua maestosità, che impressionò lo stesso Dante Alighieri, sta nel connubio tra strutture e posizione naturale. Posizione precaria che, nel corso dei secoli, ha prodotto la perdita per frana di molti dei suoi volumi originali. Il masso è talmente tanto arretrato che la Fortezza si trova in punta di piedi sul ciglio del precipizio in una continua corsa contro il tempo per la sua conservazione. Attraverso le discipline dell’Archeologia dell’architettura e del Restauro architettonico questo volume avvia un nuovo corso per la Fortezza, costituendo uno strumento di lettura, comprensione e tutela utile agli addetti ai lavori e a tutti coloro che nelle tematiche della conservazione e fruizione del Bene Culturale trovano oggi spunti di vivo interesse.
Daniele Sacco è dottore di ricerca in Archeologia dei processi di trasformazione. Già docente a contratto presso l'Università di Urbino nell'ambito dell'Archeologia del paesaggio, oggi è assegnista di ricerca in Archeologia cristiana e medievale presso il dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali. Autore di saggi di Archeologia medievale e direttore di cantieri archeologici, si occupa di Archeologia dei processi di trasformazione del paesaggio e dell'edilizia storica fra tardoantico e basso Medioevo in area medio adriatica. Riserva particolare attenzione all'evoluzione diacronica del popolamento e dell'habitat; fra i temi di approfondimento predilige il tracollo del paesaggio antico, l'incastellamento, i sistemi produttivi della pietra e le forme di assistenza ospedaliera medievale in rapporto al fenomeno del pellegrinaggio.
Alessandro Tosarelli è laureato in Ingegneria Edile-Architettura presso l’Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna con la tesi “La fortezza di San Leo: restauri storici, indagini sulle superfici architettoniche esterne e linee di metodo per la conservazione”, segnalata al XVIII premio di laurea sulle architetture fortificate dell’Istituto Italiano dei Castelli. Ingegnere, libero professionista, collabora con studi di progettazione e restauro dell’architettura. Ha all’attivo diverse pubblicazioni e altri contributi sul restauro architettonico e sulla fortezza di San Leo. 

lunedì 17 febbraio 2014

Al traditor s'uccida

Al traditor s'uccida
di Niccolò Capponi
pp. 352, € 22,00
Il Saggiatore, 2014
ISBN: 978-8842817918

La congiura dei Pazzi fu un complotto organizzato per togliere ai Medici il predominio di Firenze. In pochi sanno che sfociò in una guerra e quasi nessuno sa che questa guerra fu, a tutti gli effetti, un importante conflitto europeo nonché la causa ultima dei guai che per sessant'anni avrebbero afflitto l'Italia, a partire dal 1494. Capponi restituisce un affresco completo dell'Italia tardo quattrocentesca approfondendo gli aspetti politici, culturali e militari legati allo scontro tra Lorenzo de' Medici e i suoi avversari. Dipinge a tinte forti fatti, cose e persone dando massimo risalto ai protagonisti dello scontro: il colto e spietato Lorenzo de' Medici, l'ambizioso e nepotista Sisto IV, l'astuto e brutale Ferrante d'Aragona, l'orbo ed abile Federico da Montefeltro.