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lunedì 12 maggio 2025

Medioevo ebraico

Medioevo ebraico
di Carol Bakhos, Gerhard Langer, Ottavio Di Grazia
pp. 288; € 32,00
Il Pozzo di Giacobbe, 2025
ISBN: 9788892871571
 
Il Medioevo ebraico, lungi dall’essere solo un’epoca di persecuzioni e oscurantismo, si rivela un periodo di straordinaria fioritura culturale e spirituale. Questo volume esplora la ricchezza di un'era che, dal VII al XVIII secolo, ha plasmato l'ebraismo come lo conosciamo oggi. Un tempo in cui i grandi manoscritti presero forma, la Qabbalah dischiuse nuovi orizzonti spirituali e la narrativa ebraica si arricchì di interpretazioni innovative dei testi sacri. Il volume mette al centro le figure femminili della Bibbia – da Eva a Ester, da Sara a Giuditta – e il loro ruolo nella letteratura rabbinica e mistica, offrendo così un’approfondita analisi del rinnovamento della lingua ebraica, dello sviluppo del pensiero filosofico in dialogo con cristianesimo e islam e della nascita di nuove tradizioni interpretative.
Carol Bakhos è professoressa di Lingue e culture del Vicino Oriente e di Studi religiosi presso l’Università della California, Los Angeles (UCLA). È autrice di The Family of Abraham (2014) e Ishmael on the Border (2006) ed è curatrice con Michael Cook di Islam and Its Past (2017). Dal 2012 è direttore del Centro per lo studio delle religioni dell’UCLA.
Gerhard Langer è professore presso l’Istituto di studi ebraici dell’Università di Vienna. È membro del centro di ricerca interdisciplinare Religion and Transformation e vice Coordinatore della Scuola di Dottorato di Teologia e Ricerca sulle religioni di Vienna. È autore di Midrasch (2016) e Judentum für Dummies (2022).
Ottavio Di Grazia, saggista e traduttore, ha insegnato presso l’Università degli Studi di Trieste e l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, rispettivamente Storia della Diaspora ebraica e Storia delle Religioni del Mediterraneo.

lunedì 27 novembre 2023

Saperi segreti

Saperi segreti
La conoscenza nascosta nel mondo cristiano, ebraico e musulmano tra Medioevo e Rinascimento
a cura di Flavia Buzzetta
pp. 248; € 25,00
Officina di studi Medievali, 2023
ISBN: 978-88-6485-144-0

La definizione di “sapere segreto” abbraccia l’insieme di quelle forme di conoscenza che hanno come oggetto di indagine ciò che è nascosto, misterioso e occulto, insieme a quelle sapienze che fondano sulla segretezza la loro dimensione essenziale. Attraverso l’esame di varie letture, si analizza la declinazione del concetto di “sapere segreto” nel mondo ebraico, cristiano e musulmano a cavallo tra la fine del Medioevo e il primo Rinascimento; una fase storica caratterizzata dalla coesistenza e dall’interazione di differenti tradizioni sapienziali, filosofiche e religiose che si sono cimentate costantemente in questioni concernenti la Divinità, la sua manifestazione nella natura, l’angelologia, la demonologia, la soteriologia. Da questo confronto appare chiaro che ciò che accomuna le diverse tradizioni è l’esigenza di accedere agli aspetti più profondi e reconditi del reale, ossia a quei saperi filosofico-teologici, mistico-sapienziali, magici, alchemici e cabalistici caratterizzati dal paradosso dell’“occultazione rivelata”: una tensione dialettica tra manifestazione e occultamento, tra esigenza di svelamento e rispetto dell’ascosità dei segreti, costantemente in bilico tra definizioni allusive e mai esaustive.
Flavia Buzzetta si è laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Palermo, dove ha conseguito anche un Dottorato di ricerca in cotutela con l’École Pratique des Hautes Études. Vincitrice della borsa Fernand Braudel-Hastec, di una residenza di ricerca presso l’Institut d’Études Avancées di Parigi e dell’Individual Fellowship Marie Sklodowska Curie, è attualmente ricercatrice a contratto presso il Centre National de la Recherche Scientifique. Le sue ricerche riguardano principalmente le interazioni e gli scambi intellettuali tra il mondo ebraico e il mondo cristiano nel Rinascimento, con particolare attenzione alla magia e alla cabbala cristiana.

lunedì 11 settembre 2023

Oltre la legge

Oltre la legge
Lessico, figure e temi del pensiero ebraico medievale
di Marienza Benedetto
pp. XII-226, € 19,00
Edizioni di pagina, 2023
ISBN 978-88-7470-966-3

Questo volume introduce alla storia del pensiero ebraico del Medioevo, provando a tenere insieme la via cronologica e quella sistematica: le vicende legate al costituirsi del lessico filosofico in lingua ebraica e la presentazione delle figure più rilevanti all’interno di questa storia mettono capo ad una discussione dei temi filosofici maggiormente dibattuti all’epoca. Quello che, nel complesso, si ricava è un sapere fatto di prestiti linguistici e dottrinali, con cui i filosofi ebrei si portano oltre la Legge, fino a rendersi più Greci dei Greci.
Marienza Benedetto insegna Storia della filosofia medievale presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Si occupa prevalentemente del pensiero ebraico fra il X e il XIV secolo, e della sua ricezione in ambito latino. È autrice di studi su Ibn Gabirol, Mosè Maimonide e Yehudah ha-Cohen, di cui ha pubblicato per le Edizioni di Pagina Un enciclopedista ebreo alla corte di Federico II (2010).

mercoledì 1 febbraio 2023

Gli ebrei nella Maremma e la Comunità di Pitigliano

Gli ebrei nella Maremma e la Comunità di Pitigliano
di Angelo Biondi
pp. 448, € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Effigi, 2022
ISBN: 978-88-5524-497-8 
 
Molti hanno creduto che la presenza ebraica a Pitigliano sia cominciata intorno alla metà del Cinquecento, per alcuni in relazione alla venuta del medico David De Pomis al servizio del conte Niccolò IV Orsini; invece si è potuto stabilire, sulla base di nuovi documenti, un insediamento significativo di ebrei a Pitigliano fin dal XV secolo. Dunque la Comunità ebraica pitiglianese ha avuto una lunghissima durata di almeno mezzo millennio. Negli ultimi decenni si sono moltiplicati gli studi sulle Comunità ebraiche sia in Toscana che nel Lazio e nell’Umbria, che hanno messo in luce una presenza ebraica molto più estesa, ma con notevoli diversità nel corso del tempo.

lunedì 25 gennaio 2021

Geografie interiori: mappare l’interiorità nel cristianesimo, nell’ebraismo e nell’islam medievali

Geografie interiori: mappare l’interiorità nel cristianesimo, nell’ebraismo e nell’islam medievali
a cura di Isabella Gagliardi, Marco Biffi
pp. 240, € 22,00
Società Editrice Fiorentina, 2020
ISBN: 9788860325914
 
Il libro presenta i risultati di una ricerca finanziata dall’Ateneo di Firenze nel settore dei Progetti strategici, che è stata condotta da un’équipe di specialisti su testi di età medievale appartenenti alle tradizioni cristiana, ebraica e islamica che fossero accomunati dalla tipologia dell’educazione religiosa impartita, ricorrendo cioè a metafore spaziali e a tecniche di istruzione spirituale modellate sulla localizzazione e sui movimenti negli spazi immateriali e interiori. 
Testi molto diversi tra loro per finalità, ambiente di composizione, personalità degli autori, che sono stati resi comparabili attraverso la costruzione e l’uso di una griglia tematica popolata da “topologie”, ovvero da indicazioni spaziali associate a stati emozionali, intellettuali e spirituali. 
I saggi pubblicati presentano la griglia tematica, i risultati delle prime ricerche su testi specifici o su filoni culturali ben individuati, ma anche il progetto relativo alla costruzione di un corpus testuale interrogabile sul web che consenta di enucleare e mettere a confronto le localizzazioni interiori e/o immateriali prodotte dalle tre tradizioni religiose nella medesima epoca storica.
Isabella Gagliardi insegna Storia del Cristianesimo e delle Chiese all’Università di Firenze. Si occupa della storia dei movimenti religiosi indagandone le connessioni tra il livello istituzionale e quello carismatico; di storia delle donne; di storia di formazione delle coscienze anche in ottica interreligiosa.
Marco Biffi è professore associato di Linguistica italiana presso l’Università di Firenze e collabora con l’Accademia della Crusca dal 1996. Tra i suoi principali interessi di ricerca vi sono la lingua tecnica e artistica, l’italiano trasmesso, la linguistica informatica. Ha diretto la realizzazione di numerose banche dati di ambito linguistico.

mercoledì 2 ottobre 2019

Streghe, sciamani, visionari

Streghe, sciamani, visionari
In margine a Storia notturna di Carlo Ginzburg
a cura di Cora Presezzi
pp. 464, € 39,00
Viella, 2019
ISBN: 9788833132129 

Esito di un lungo e tortuoso percorso di ricerca, Storia notturna è il capolavoro che Carlo Ginzburg ha consacrato al tentativo di spiegare la genesi storica dello stereotipo del sabba stregonesco nella forma in cui questo si cristallizzò, tra la fine del XIV e l’inizio del XVI secolo, durante i processi inquisitoriali contro uomini e donne accusati di stregoneria. Ciò che rende questa opera straordinaria è il fatto che lo studio del sabba venga affrontato con strumenti di tipo storiografico e, al contempo, con strumenti morfologici, a partire dallo studio di miti e riti provenienti da un vastissimo numero di culture sparse nello spazio e nel tempo.
Insieme a un saggio retrospettivo di Ginzburg, il volume raccoglie interventi di studiosi di varie discipline: ebraistica, storia del cristianesimo, storia delle religioni, filosofia. Gli studi qui raccolti testimoniano la persistente fecondità delle domande poste da Storia notturna, anche in campi meno segnati dal vasto dibattito internazionale che, da trent’anni, la riguarda.
Completa il volume la bibliografia integrale degli scritti di Carlo Ginzburg. Contributi di A. Annese, L. Arcari, F. Berno, S. Botta, L. Canetti, M. Casu, A. Catastini, R. Cavallaro, C. Ginzburg, G. Lettieri, D. Licusati, M. Mantovani, M. Mustè, C. Presezzi

domenica 22 settembre 2019

Randazzo ebraica

Randazzo ebraica
Presenza giudaica e neofitismo in un centro del Valdemone (sec. XV-XVI)
di Giuseppe Campagna
prefazione di Andrea Romano
pp.124, € 12,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2495-6

Randazzo, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, è uno dei più rilevanti centri del Valdemone, situato ai piedi dell’Etna domina la Valle dell’Alcantara ed è tappa di passaggio degli itinerari mercantili interni alla Sicilia. Sin dal Trecento ospita un’importante comunità ebraica formata da medici, mercanti e allevatori. A seguito dell’editto di Granada del 1492 un buon numero di ebrei si converte al cristianesimo per non lasciare la Sicilia, mentre altri ancora accettano il battesimo in un secondo momento per farvi ritorno dal Regno di Napoli assediato dai francesi. Il centro etneo diviene così sede di un buon gruppo di neofiti che si integra pienamente nella società cittadina restando quasi indenne dalla spirale persecutoria dell’Inquisizione spagnola.
Giuseppe Campagna è dottore di ricerca in Scienze storiche, archeologiche e filologiche e cultore della materia Storia moderna presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università degli Studi di Messina. I suoi principali interessi di ricerca si rivolgono alla storia economico–sociale della Sicilia nella prima età moderna. Ha conseguito nel novembre 2010 la laurea triennale in Storia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Messina con una tesi dal titolo Attività minerarie nella Sicilia tardomedievale. Nel marzo 2012 ha conseguito con lode la laurea magistrale in Scienze Storiche, società, cultura e istituzioni d’Europa con una tesi sperimentale dal titolo Il Cassaro di Palermo agli inizi del Quattrocento da un libro di conti della famiglia Bologna. Nel settembre 2018 discute la tesi di dottorato Messina Judaica. Ebrei, neofiti e criptogiudei (secc. XV-XVI) valutata con voto ottimo da parte della commissione esaminatrice. Dal 2012 è membro della Società Messinese di Storia Patria e dal 2016 della Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna (SISEM). Dal 2017 è membro del comitato di redazione della rivista Archivio Storico Messinese e della collana «Mediterraneo. Culture, Società e Istituzioni tra Medioevo ed Età Contemporanea». Nel giugno 2017 risulta vincitore della borsa di ricerca per i beni culturali ebraici in Italia del Sud bandita dalla Fondazione per i beni culturali ebraici in Italia (FBCEI) con un progetto di ricerca sulla Presenza ebraica nel tessuto urbano messinese tra XIV e XV secolo. Il 5 luglio 2017 è eletto membro del Consiglio Direttivo della Società Messinese di Storia Patria. Nell’anno accademico 2018/2019 è titolare del corso laboratoriale “Pensare il limite” presso il Polo FAD di Messina dell’Istituto di Superiore di Scienze Religiose San Metodio di Siracusa. Ha partecipato infine a numerosi convegni in Italia e all’estero. 

martedì 14 maggio 2019

Tre conferenze sulla storia del popolo ebraico

Tre conferenze sulla storia del popolo ebraico
di Davide Romanin Jacur
pp. 136, € 15,00
Il Prato, 2019
EAN: 9788863364743

Questa pubblicazione è la raccolta di tre conferenze tenute per l'Accademia delle Scienze, Lettere ed Arti di Padova in aprile 2018. Il ciclo aveva uno scopo divulgativo, una panoramica storica delle vicende del popolo ebraico, scegliendo tre temi assolutamente distinti. Nella prima conferenza, con l'ausilio di 105 powerpoint animati - qui convertiti in 57 tavole a colori - sono stati raccolti i grandi spostamenti geografici degli Ebrei nel corso di oltre ventisette secoli che hanno costituito l'insieme delle diaspore ebraiche, i luoghi e i Paesi abitati, alcune quantificazioni. La seconda conferenza aveva carattere più locale trattando la presenza ebraica a Padova e Venezia, i rapporti demografici, sociali, economici, urbanistici, di separazione e di integrazione con la popolazione stanziale. La terza è un compendio delle varie maniere in cui si è presentata e dei nomi attribuiti all'avversione verso il popolo ebraico nei diversi momenti storici, i principali eventi in cui si è connotata, la spiegazione di alcune delle terminologie ricorrenti e un elenco degli stereotipi (soltanto) politici che sono stati attribuiti agli ebrei.

venerdì 22 febbraio 2019

La spada e la scimitarra

La spada e la scimitarra
di Renzo Deganello
pp. 132, € 13,00
Fara Editore, 2018
ISBN: 978 88 94903 36 2

Una storia avventurosa e ricca di colpi di scena che ci immerge nell’intricato periodo delle Crociate sulle orme del cristiano Amedeo, del musulmano Salim, dell’ebrea Sara e di altri sorprendenti personaggi: duelli, scontri, fughe, battaglie per mare e per terra… ma anche impossibili relazioni amorose e fondamentali incontri con persone sagge appartenenti a tutte e tre le religioni che hanno per patriarca Abramo. Una riflessione sulla possibilià di costruire ponti fra mondi lontani assolutmente attuale anche ai nostri giorni, in questo Mediterraneo solcato da disperati, pervaso da conflitti che sembrano non avere mai fine nel Vicino Oriente. Guerre fatte anche in nome di una religione, dimenticandone il nucleo essenziale che è la parola Pace: «Ecco, SHALOM o SALAM sono come il cono di luce che illumina il centro di questa caverna. È la luce che proviene dalla stessa radice di queste due parole che illumina e dà senso a tutto quello che ci circonda. Queste pareti attorno a noi rappresentano le nostre azioni quotidiane: è però la luce che proviene dall’alto che ci permette di vederle ed apprezzarle, altrimenti tutto apparirebbe deforme, o immerso nel buio, nero come il vuoto eterno. Se il nostro agire quotidiano non è di Pace, non siamo né Musulmani, né Ebrei e nemmeno Cristiani. Perché tradiamo la prima unica e più importante Parola che quel Mistero che chiamiamo Allah, Jahweh o Dio ci ha rivolto e continua e rivolgerci ogni giorno.»
Renzo Deganello è nato e vive a Piovene Rocchette (VI). Nel 2009 ha pubblicato Cieli grigi un libro che attraversa drammaticamente sia la prima guerra mondiale che la seconda. Per anni è stato corrispondente dal territorio per alcune testate giornalistiche. Dopo quarantadue anni e dieci mesi di onesto lavoro in varie aziende è andato in pensione e ha ripreso la sua grande passione: scrivere romanzi storici.

giovedì 31 maggio 2018

Le forme degli elementi

Le forme degli elementi
Isaac Abravanel e la tradizione aristotelica medievale
di Elisa Coda
Pisa Unersity Press, 2018
ISBN: 978-883339-0413
Figura politica chiave nei regni di Portogallo, Spagna e Napoli e presso la Repubblica di Venezia, Isaac Abravanel (1438-1508) scrisse opere di varia natura, filosofiche, esegetiche e apologetiche. Epigono di un mondo che sarebbe presto scomparso, interessa gli storici della filosofia per diverse ragioni: le radici della sua formazione filosofica sono insieme medievali e rinascimentali; egli si fonda su un patrimonio di testi e dottrine ereditate dalla tradizione greco-araba e, soprattutto, sulla conoscenza della dottrine di Avicenna e al-Ġazālī e dei commenti di Averroè, ma non ignora autori della letteratura latina classica, testi della scolastica latina e della produzione letteraria del suo tempo, sia in prosa che poetici.
Le forme degli elementi (Ṣurot ha-yesodot) è il primo degli scritti di Issac Abravanel. Composto in Portogallo tra il 1457 e il 1467, fu edito a stampa nel 1557. In questo breve trattato, Abravanel analizza una questione posta dagli scritti di Aristotele e ricorrente nella letteratura filosofica dell’aristotelismo medievale arabo ed ebraico, soprattutto in rapporto all’esegesi della Fisica e della Generazione e corruzione: la costituzione del mondo creato. I quattro elementi del mondo sublunare, fuoco, acqua, aria, e terra, possono essere direttamente identificati con la materia prima originaria, o bisogna piuttosto affermare che essi derivino da proprietà primitive e che siano queste ultime a precedere gli stessi elementi?
Elisa Coda, specialista della ricezione tardo-antica e medievale del De Caelo aristotelico in greco, arabo ed ebraico, svolge la sua ricerca prevalentemente all’Università di Pisa.

lunedì 5 marzo 2018

Gli ebrei nell'Italia medievale

Gli ebrei nell'Italia medievale
di Giacomo Todeschini
pp. 268, € 24,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843090808

Gli ebrei sono presenti sui territori italiani da tempi remoti. Cittadini dell’impero romano, sono stati riconosciuti come tali durante le prime fasi della cristianizzazione. Nel periodo dal IV all’XI secolo, nonostante le polemiche conversionistiche, gli ebrei sono stati uno dei molti gruppi che componevano la complessa e multicentrica realtà italiana. Dal XII secolo alla fine del Medioevo questa relativa normalità divenne gradualmente una condizione minoritaria. Benché la storiografia abbia abitualmente rappresentato gli ebrei italiani soprattutto come specialisti del prestito a interesse e usurai pubblici, la loro presenza, precedente alla cristianizzazione stessa della penisola, fu in realtà caratterizzata da numerose attività professionali e da un’intensa produzione culturale, letteraria e giuridica. La componente ebraica della società italiana ha dunque attraversato i dieci secoli del Medioevo interagendo in diversi modi con la maggioranza cristiana. La storia della mutevole relazione del mondo ebraico italiano con la popolazione cristiana e con le élite che la governavano consente di rileggere la storia d’Italia alla luce della varietà etnica e culturale che le è propria sin da tempi antichissimi.
Giacomo Todeschini ha insegnato Storia medievale all'Università di Trieste. Ha analizzato la formazione della razionalità economica europea, le forme di esclusione dalla cittadinanza e il ruolo degli ebrei nel mondo cristiano medievale e moderno. Ha svolto attività di ricerca presso l’École Normale Supérieure di Parigi, l’Oxford Centre for Hebrew and Jewish Studies, l’Institute for Advanced Study di Princeton e il Wissenschaftskolleg di Berlino. Fra i suoi libri più recenti: I mercanti e il tempio (Il Mulino, 2002); Ricchezza francescana (Il Mulino, 2004); Visibilmente crudeli (Il Mulino, 2007); Come Giuda (Il Mulino, 2011); La banca e il ghetto (Laterza, 2016).

mercoledì 5 luglio 2017

La parabola dei tre anelli

La parabola dei tre anelli
Migrazioni e metamorfosi di un racconto tra Oriente e Occidente
di Roberto Celada Ballanti
pp. XVIII-254, € 18,00 (Acquista online con il 15 % di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2017
ISBN: 9788893590280

Dalla più antica redazione conosciuta, la parabola della perla caduta nella notte, contenuta in un dialogo tra Timoteo I e al-Mahdī nella Baghdad del secolo VIII, alla terza novella della prima giornata del Decameron, fino al dramma teatrale illuminista Nathan il Saggio di Lessing, i racconti degli anelli, migrando tra Oriente e Occidente, trasformandosi, varcando confini identitari, ridisegnando mappe geopolitiche, schiudono nelle religioni del Libro – Ebraismo, Cristianesimo, Islam – un elemento di perturbante problematicità. Si tratta della ‘lacuna’ segnata dall’anello autentico confuso tra copie fatte forgiare da un buon padre – così nella versione di Boccaccio – per non mortificare nessuno dei tre figli, ugualmente amati, il cui esito è l’indistinguibilità del gioiello originale, il dubbio su chi lo possegga e sul luogo in cui rinvenirlo. È il ‘vuoto’ che, sospendendo la pretesa di un’origine esclusiva, ricorda alle religioni la vanità di ogni chiusura e intolleranza.
Roberto Celada Ballanti è professore associato di Filosofia della religione presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia e Geografia dell’Università di Genova. Tra i suoi lavori ricordiamo: Libertà e mistero dell’essere. Saggio su Gabriel Marcel, Genova 1991; Fede filosofica e libertà religiosa. Karl Jaspers nel pensiero religioso liberale, Brescia 1998; Esistenza e destinazione etica. Studi sul pensiero contemporaneo, Alessandria 2001; Erudizione e teodicea. Saggio sulla concezione della storia di G.W. Leibniz, Napoli 2004; Pensiero religioso liberale. Lineamenti, figure, prospettive, Brescia 2009; Filosofia e religione. Studi su Karl Jaspers, Firenze 2012. È traduttore e curatore di opere di Leibniz, Marcel, Jaspers, K. Barth.

lunedì 12 dicembre 2016

L'"ebreo" nella letteratura inglese medievale

L'"ebreo" nella letteratura medievale inglese
di Enrico Giaccherini
pp. 208, € 18,00
Pisa University Press, 2016
ISBN: 978-886741-6318

Chimere”, fantasie irrazionali disancorate dalla realtà verificabile, è il termine con il quale agli inizi degli anni ’90 lo storico canadese Gavin Langmuir definì le rappresentazioni degli ebrei cristallizzate nell’immaginario comune dell’Europa medievale e cristiana. Ecco perché anche quella elaborata in una manciata di testi della narrativa e della drammaturgia medioinglesi soprattutto fra XIV e XV secolo non è una rappresentazione letteraria degli, o di, ebrei nell’Inghilterra del tempo, ma dell’“Ebreo”: una chimera, appunto, una creatura fantastica appartenente allo spazio del  mito piuttosto che a quello del reale.
Privilegiando, pur senza rinunciare alla indispensabile contestualizzazione “culturale”, l’analisi testuale e letteraria, questa indagine si rivolge in particolare a quelle opere che, sempre nell’ottica del cristianesimo imperante, collocano l’“Ebreo”, nelle sue varie declinazioni, al centro dell’invenzione tematica, con esiti talora sorprendenti. Dopo aver passato in rassegna le sporadiche allusioni presenti nel macrotesto del maggiore autore del medioevo inglese, Geoffrey Chaucer, lo studio affronta quindi in modo specifico i rari testi esemplari di questa tradizione. Se il più celebre di questi è, dello stesso Chaucer, il Prioress’s Tale, o “Racconto della Priora”, dai Canterbury Tales, gli altri appartengono invece al genere del romance storico e a quello teatrale dei miracle plays; in quest’ultimo caso, in particolare, il testo inglese viene messo a confronto con coeve rappresentazioni italiane e francesi che inscenano il medesimo mito della profanazione giudaica dell’ostia consacrata.
Enrico Giaccherini (La Spezia, 1947) è ordinario nell’Università di Pisa. Sulla letteratura in volgare del medioevo inglese, cui ha dedicato tutti i suoi studi, ha pubblicato volumi (in questa stessa collana, Orfeo in Albione. Tradizione colta e tradizione popolare nella letteratura inglese medievale, 2002), saggi, edizioni di testi, traduzioni.

domenica 4 dicembre 2016

I giorni del Sacro

I giorni del Sacro
I riti e le feste del calendario dall'antichità ad oggi
di Franco Cardini
pp. 304, € 18,00
Utet, 2016
ISBN: 9788851141356

Il calendario raccoglie e racconta le stagioni della vita dell’uomo e della società. Lo fa attraverso i cicli della luna e del sole, le ricorrenze e le feste che celebrano, al contempo, il passare inarrestabile del tempo e il suo eterno, circolare ritorno.
Le feste delle civiltà del Mediterraneo, e in particolare quelle dell’Occidente cristiano, hanno una storia affascinante, antica e complessa. Nascono dalla trasfigurazione di culti antichi e di antichi rituali, che congiungevano, e ancora congiungono, la sfera religiosa con quella sociale: dai culti della fertilità alla scansione stagionale dei raccolti, il sacro si trasfigura nel quotidiano e il quotidiano nel sacro. Ma che cosa unisce i culti misterici, le religioni esotiche come il mitraismo, al paganesimo dell’antica Roma, e poi al Cristianesimo? Quale linea rossa congiunge le forme della lecita follia carnevalesca dei tempi antichi con il Carnevale cristiano, che preannuncia ed esorcizza il magro tempo della Quaresima? E ancora: quanto sono diverse le nostre feste da quelle delle altre religioni rivelate, come l’Islam e l’Ebraismo?
In questo saggio che sta a cavallo tra storia e antropologia, tra l’analisi della società e lo studio delle religioni del Mediterraneo occidentale e del Vicino Oriente, Franco Cardini offre una risposta ampia ed esaustiva a queste domande. Con il rigore dello studioso e la fantasia e la curiosità di chi indaga i percorsi sommersi della storia culturale, Cardini illustra le forme e i significati delle celebrazioni e dei riti, dalle radici antiche o più recenti, che scandiscono il nostro tempo e che al nostro tempo danno un nome.
Franco Cardini è Professore Emerito presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane della Scuola Normale Superiore di Pisa. Collabora con la Rai e con vari giornali tra cui “Avvenire”, “Quotidiano Nazionale”, “Il Sole 24 Ore”, “Il Secolo XIX”. Tra i suoi saggi storici ricordiamo: L’avventura di un povero crociato (Mondadori, 1997), Giovanna D’Arco (Mondadori, 1999), Europa e Islam (Laterza, 1999), I Re Magi (Marsilio, 2000), Astrea e i Titani (Laterza, 2003), Lawrence d’Arabia (Sellerio, 2006), I templari (Giunti, 2011), Gerusalemme (il Mulino, 2012), Istanbul (il Mulino, 2014), L’appetito dell’Imperatore (Mondadori, 2014), L’ipocrisia dell’Occidente (Laterza, 2015), Un uomo di nome Francesco (Mondadori, 2015), L’Islam è una minaccia (Falso!) (Laterza, 2016) e Contro Ambrogio. Una sublime, tormentosa grandezza (Salerno editrice, 2016). Con Utet ha pubblicato Il califfato e l’Europa (2015), vincitore del Premio Città delle Rose 2016.

martedì 19 luglio 2016

La Qabbalah

La Qabbalah
di Giulio Busi
pp. 162, € 10,00
Laterza, 2016
ISBN: 9788858125496

Giulio Busi guida alla conoscenza dei concetti fondamentali della Qabbalah, i cui testi sono ricchi di immagini difficilmente comprensibili, di giochi di parole in lingua ebraica e di concetti espressi in modo da preservarne la segretezza. Oltre a penetrare nel linguaggio simbolico cabalistico, il lettore potrà così familiarizzarsi con la gimatreya, il criterio di permutazione linguistica basato sulle corrispondenze tra lettere e numeri, e con le altre tecniche di interpretazione. Completa il volume una esaustiva ricostruzione storica della Qabbalah, a partire dalle premesse di epoca tardoantica per giungere, attraverso il Medioevo e il Rinascimento, fino alla scuola settecentesca dei hasidim e agli sviluppi della disciplina ai nostri giorni.
Giulio Busi è professore ordinario presso la Freie Universität di Berlino, dove dirige l’Istituto di Giudaistica. Collabora regolarmente con il supplemento domenicale de “Il Sole 24 Ore”. Ha pubblicato, tra l’altro: Mistica ebraica (a cura di, con Elena Loewenthal, Torino 1995); Simboli del pensiero ebraico (Torino 1999); Mantova e la Qabbalah (Ginevra-Milano 2001); Lontano da Gerusalemme (Torino 2003);Qabbalah visiva (Torino 2005); L’enigma dell’ebraico nel Rinascimento (Torino 2007); Zohar. Il libro dello splendore (a cura di, Torino 2008); Giovanni Pico della Mirandola. Mito, magia, Qabbalah (con Raphael Ebgi, Torino 2014).

sabato 2 luglio 2016

L'"ebreo" nella letteratura inglese medievale

L'"ebreo" nella letteratura inglese medievale
di Enrico Giaccherini
pp. 208, € 18,00
Pisa University Press, 2016
ISBN:  978-886741-6318

Chimere”, fantasie irrazionali disancorate dalla realtà verificabile, è il termine con il quale agli inizi degli anni ’90 lo storico canadese Gavin Langmuir definì le rappresentazioni degli ebrei cristallizzate nell’immaginario comune dell’Europa medievale e cristiana. Ecco perché anche quella elaborata in una manciata di testi della narrativa e della drammaturgia medioinglesi soprattutto fra XIV e XV secolo non è una rappresentazione letteraria degli, o di, ebrei nell’Inghilterra del tempo, ma dell’“Ebreo”: una chimera, appunto, una creatura fantastica appartenente allo spazio del  mito piuttosto che a quello del reale.
Privilegiando, pur senza rinunciare alla indispensabile contestualizzazione “culturale”, l’analisi testuale e letteraria, questa indagine si rivolge in particolare a quelle opere che, sempre nell’ottica del cristianesimo imperante, collocano l’“Ebreo”, nelle sue varie declinazioni, al centro dell’invenzione tematica, con esiti talora sorprendenti. Dopo aver passato in rassegna le sporadiche allusioni presenti nel macrotesto del maggiore autore del medioevo inglese, Geoffrey Chaucer, lo studio affronta quindi in modo specifico i rari testi esemplari di questa tradizione. Se il più celebre di questi è, dello stesso Chaucer, il Prioress’s Tale, o “Racconto della Priora”, dai Canterbury Tales, gli altri appartengono invece al genere del romance storico e a quello teatrale dei miracle plays; in quest’ultimo caso, in particolare, il testo inglese viene messo a confronto con coeve rappresentazioni italiane e francesi che inscenano il medesimo mito della profanazione giudaica dell’ostia consacrata.
Enrico Giaccherini (La Spezia, 1947) è ordinario nell’Università di Pisa. Sulla letteratura in volgare del medioevo inglese, cui ha dedicato tutti i suoi studi, ha pubblicato volumi (in questa stessa collana, Orfeo in Albione. Tradizione colta e tradizione popolare nella letteratura inglese medievale, 2002), saggi, edizioni di testi, traduzioni.

martedì 25 novembre 2014

Storia della filosofia occidentale / 2 Medioevo e Rinascimento

Storia della filosofia occidentale / 2
Medioevo e Rinascimento
a cura di Giuseppe Cambiano, Luca Fonnesu, Massimo Mori
pp. 432, € 26,00
Il Mulino, 2014
ISBN: 978-88-15-25256-2

Da Boezio a Francesco Bacone: undici secoli di storia della filosofia, caratterizzati dal perdurare dell’interesse teologico, dall’innesto delle tradizioni araba, ebraica e bizantina nel pensiero occidentale, dal ritorno ad Aristotele, dal fiorire dell’Umanesimo e dalla Riforma luterana. Tra le figure maggiori: Anselmo, Bonaventura, Tommaso, Guglielmo di Ockham, Giordano Bruno e Campanella.
Giuseppe Cambiano ha insegnato Storia della filosofia antica nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Con il Mulino ha pubblicato «Perché leggere i classici» (2011) e «I filosofi in Grecia e a Roma» (2013). Luca Fonnesu insegna Filosofia morale nell’Università di Pavia. Con il Mulino ha pubblicato fra l’altro «Per una moralità concreta. Studi sulla filosofia classica tedesca» (2010).
Massimo Mori insegna Storia della filosofia nell’Università di Torino. Con il Mulino ha pubblicato fra l’altro «La pace e la ragione. Kant e le relazioni internazionali: diritto, politica, storia» (2008).

giovedì 3 luglio 2014

Le Tre Anella

Le Tre Anella
Al crocevia spirituale tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam
a cura di Alessandro Grossato
pp. VI-362, € 25,00
Edizioni dell'Orso. 2014
ISBN: 978-88-6274-521-5

Molte forme religiose, specialmente quelle che sono rimaste lungamente in contatto tra loro sia nel tempo sia nello spazio, hanno finito con l’intrecciare i loro rami in nodi e anelli più o meno stretti. La realtà storica di queste interconnessioni, alcune delle quali sono ancora sorprendentemente vive e diffuse, ci fa comprendere che oggi lo studio dei rapporti tra le religioni non può più sterilmente limitarsi né a una rigida e separata trattazione specialistica, né a un’astratta, quanto semplicistica, comparazione.
Durante tutto il Medioevo e il Rinascimento, tre furono le principali sponde culturali e religiose del Mediterraneo. Non solo, dunque, quella cristiana e quella islamica, ma anche quella ebraica. Perché le comunità disperse dalla diaspora e concentrate nelle principali città portuali, con i loro ininterrotti legami, costituirono tutte insieme una sorta di ‘terza sponda’, che fu, in tutti i sensi, perfettamente trasversale rispetto alle altre due. Ad esempio, riguardo alla copiatura, traduzione e diffusione di testi e di dottrine, comprese quelle mistiche ed esoteriche dell’Ermetismo, dell’Alchimia e della Kabbalah.
Ad alcuni dei meno noti, oltreché dei più singolari e significativi momenti di connessione tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam sono dedicati i contributi degli specialisti che hanno collaborato a questo volume. E non solo a quelli storicamente certi e documentati, ma persino a quelli che furono semplicemente immaginati, sul piano sia della leggenda, come quella assai nota dei “tre anelli”, sia del mito. Come quello sviluppatosi, lungo le sponde di tutto il Mediterraneo, attorno alla figura spirituale del profeta Elia. Perché, come scriveva Giovanni Pico della Mirandola, «Come il Giusto è confluenza d’acque, così la Divinità è il mare a cui tendono tutti i fiumi».

Indice
Introduzione: Al crocevia spirituale tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam, di Alessandro Grossato • Contributi: Abraham und die abrahamitischen Religionen. Judentum, Christentum und Islam, di Edmund Weber • Prospettive iranologiche su Ebraismo, Cristianesimo e Islam, di Andrea Piras • Il Testamento di Salomone: dall’ambiente giudaico (o giudeo-cristiano) alla riscrittura araba, di Augusto Cosentino • Juifs et musulmans dans la littérature médiévale allemande. Tolérance ou intolérance? Quelques aspects, di Danielle Buschinger • Le verità nascoste tra parrêsia e “saviezza”: varianti medievali della parabola dei tre anelli, di Alessandro La Monica • The Pearl, the Son and the Servants, in Abraham Abulafia’s Parable, di Moshe Idel • Mobilità ebraica nell’Adriatico meridionale tra Tre e Quattrocento: il caso degli Ibn Šoham, di Fabrizio Lelli • Beatificatio, Baraka, Contractio, Tzimtzum. Nicola Cusano e Le Tre Anella, di Cesare Catà • Geografie dell’invisibile: Sulla dottrina del Paradiso nel pensiero di Giovanni Pico della Mirandola, di Raphael Ebgi • Catholic Madonna in a Muslim village: Sharing the Sacra in a Bosnian Way, di Mario Katić • I pilastri del mondo: gerarchie occulte nelle religioni abramitiche, di Stefano Salzani • Elijah, al-Khidr, St George, and St Nicholas: On Some Jewish, Christian and Muslim Traditions, di Ephraim Nissan • Una lettura tra Oriente e Occidente: La Stella e l’Arconte. Per un’iconologia dei Magi evangelici, di Ezio Albrile • L’intervista: Louis Nero intervista Carlo Saccone su Dante, Ebraismo, Islam • Recensioni • Biografie e Abstracts.
Alessandro Grossato, orientalista, storico delle religioni e geopolitico, è nato a Padova il 23 aprile 1955. Si è laureato, summa cum laude, nel 1981 in Lingue e Letterature Orientali all'Università Cà Foscari di Venezia, con una tesi di Storia dell'Arte dell'India e dell'Asia Centrale dal titolo Aspetti della simbolica vegetale hindu. Visita il suo sito personale.

giovedì 6 marzo 2014

Gli Iperborei Ebrei

Gli Iperborei Ebrei
Plaidoyer per i Cazari, popolo dimenticato
di Aldo C. Marturano
pp. 70, € 29,99
Essay, 2014

Ciò che mi accingo a fare qui, sempre per il lettorato italiano che su questa parte di storia europea vaga ancora nella nebbia più fitta. Persino in sinagoga a Milano dei Càzari non sanno nulla... 
Per quanto riguarda il nome, secondo gli ungheresi L. Ligeti e A. Róna-Tas, esso potrebbe rifarsi alla tribù uigura dei Qasar che, una volta dal lontano est dell'Asia, pian piano trasmigrò nella zona dell'Anticaucaso, ma a parte questa discussione in corso, ho deciso (come avevo già fatto nel primo saggio) di adottare la lettura Càzaro perché mi sembra più accessibile di Còzaro/Khàzaro/Chàsaro per il lettore italiano, avvertendo però che la "z" è la "s" di rosa e che la "c" sostituisce il suono di "CH" (come in tedesco) nell'etnonimo originario. 
Il piano del presente lavoro? E' presto detto. Dapprima tratteggio un po' della storia delle diaspore ebraiche per capire che tipo di cultura si accumulasse e si diffondesse nello spazio dove sorgeva l'Impero Càzaro. Poi ho pensato di fermarmi abbastanza a lungo sui punti-chiave di convergenza della civiltà nomadica turco-càzara con quella ebraica affinché attraverso i parallelismi e i richiami il mio lettore possa immaginare quali aspettative politiche, economiche e sociali si creassero presso le genti del Centro Asia non appena vennero a contatto con la religione ebraica. Una volta passati all'Ebraismo, i Càzari saranno il simbolo del sincretismo culturale più ardito del Medioevo Europeo. Racconto gli eventi più salienti della loro storia, specialmente di quelli che si riflettono sul Medioevo Russo e cerco naturalmente di tratteggiare il loro modo di vivere in conseguenza della loro situazione di avere un'élite ebrea al potere, in qualche modo obbligata ad essere tollerante verso ogni altra religione, destinata a mantenere veramente in pace (pax chazarica) le steppe per qualche secolo.

giovedì 14 novembre 2013

Judaica Civitatis Siracusarum

Judaica Civitatis Siracusarum
Vita, economia e cultura ebraica nella Siracusa medievale
di Viviana Mulè
pp. 272, € 15,00
Officina di Studi Medievali, 2013
ISBN: 978-88-6485-058-0
 
Frutto di una paziente ricerca in archivi siciliani e spagnoli il presente lavoro ha il merito di esaminare i diversi aspetti (economici, politici, sociali e culturali) della vita degli ebrei della città di Siracusa, conosciuta nel Medioevo come una delle aljamas più colte, ricche e vivaci di tutta l’isola. Le fonti sulla comunità ebraica siracusana, nota agli studiosi per lo spessore culturale attestato da manoscritti di argomento astronomico-scientifico e dispersi in diverse parti del mondo, attestano l’integrazione delle attività ebraiche nel tessuto sociale ed economico cittadino e rivelano la presenza di esponenti di rilievo dell’ebraismo siciliano impegnati in una rete di relazioni con il potere centrale e con l’amministrazione locale.
Soprattutto nel XV secolo, l’epoca meglio documentata negli archivi siciliani, gli ebrei della città aretusea sono impegnati in una varietà di attività economiche.
Dallo studio delle fonti emergono elementi di novità soprattutto in merito all’impegno di alcuni membri dell’oligarchia ebraica siracusana nel settore del prestito ad interesse e dell’attività bancaria.
Viviana Mulè, si è laureata in lettere nel 2002 presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sulle comunità ebraiche di Messina, Catania e Siracusa. Lo stesso anno ha conseguito il diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Palermo. Nel 2007 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Storia presso l’Università di Pisa con una tesi sulle famiglie di mercanti, banchieri e prestatori ebrei in Sicilia. È stata titolare di un assegno di collaborazione alla ricerca presso l’Università di Palermo. Ha condotto diverse ricerche sugli archivi siciliani e spagnoli e ha pubblicato diversi saggi sulle comunità ebraiche siciliane (Gli ebrei di Caltabellotta e la famiglia de Luna; Ebrei sardi in Sicilia ed ebrei siciliani in Sardegna), in particolare sulle comunità della Sicilia orientale (Ebrei tra Siracusa e Malta nel ‘400; La comunità ebraica di Siracusa nel ‘400: aspetti di vita economica e sociale), sul credito in Sicilia (Note su mercanti, commercio e credito a Messina nel XIV e XV secolo; Note sulla presenza femminile nel mercato del credito in Sicilia nel XV secolo) e sul Quattrocento siciliano (L’inventario dei beni dell’Infanta Isabella d’Aragona prima contessa di Caltabellotta).