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martedì 3 giugno 2025

Il Cantico delle creature

Il Cantico delle creature
di Silvia Bernardi
pp. 42; € 10,00
Pazzini Editore, 2025
ISBN: 9788862575270
 
A 800 anni dalla sua scrittura, 1224-1225, l’Associazione “La Didattica del Villaggio una pedagogia per i cinque continenti” propone ai lettori una riflessione sul Cantico delle Creature; la poesia inneggia alla bellezza e all’armonia del creato di cui San Francesco non è più solo il giovanile giullare, ma l’esperto maestro d’orchestra. Il Santo dirige le tante voci della natura in una polifonia creaturale per farne una gioiosa, cosmica lode al Creatore. Il Cantico, nella sua sublime semplicità, ci fa pensosi, ci chiede di riscoprire e mettere in pratica la umanissima e gioiosa eredità del Santo.

lunedì 10 marzo 2025

Carmina

Carmina
di Paolo Diacono
Edizione critica a cura di Adriano Russo
pp. XII-834; € 140,00
Sismel. 2024
ISBN: 978-88-9290-357-9
 

Paolo Diacono, importante intellettuale longobardo vissuto nell’VIII secolo, è noto per essere l’autore della Historia Langobardorum, il principale testo narrativo conservato sulla storia dei Longobardi in Italia. Tuttavia, egli fu anche un fecondo e raffinato poeta, versatile e capace di interpretare in maniera originale generi assai disparati (l’epigrafia, l’epistolografia, la poesia agiografica e liturgica, la poesia didattica, la poesia paratestuale). Il volume costituisce il primo e unico studio complessivo sulla tradizione dei carmina, di cui fornisce una nuova edizione critica, dopo le edizioni di E. Dümmler (1881) e K. Neff (1908). Si registrano avanzamenti considerevoli nel campo della critica testuale (ricostruendo il testo dei carmina a partire da una base testimoniale più ampia e con una più solida recensio), nel campo delle attribuzioni (affrontando su nuove basi e con nuovi strumenti d’indagine le questioni di paternità controversa che compromettono la definizione del corpus poetico di Paolo), nonché nel campo della critica delle fonti (riesaminando e rivalutando problemi di intertestualità e critica letteraria finora trascurati).

giovedì 2 gennaio 2025

Manuale per l'educazione di mio figlio Guglielmo

Manuale per l'educazione di mio figlio Guglielmo
di Dhuoda
a cura di Roberto LImonta
Introduzione di Massimo Oldoni
pp. 352; € 24,00
Jaca Book, 2025
EAN: 9788816418585

Nella solitudine del castello di Uzès, mentre l’impero carolingio agonizza nelle faide dell’aristocrazia franca, una donna dal cuore “ardente e vigile” compone il Manuale per l’educazione di mio figlio Guglielmo (843). Figlio di Dhuoda e del duca Bernardo di Settimania, Guglielmo aveva allora diciassette anni ed era ostaggio alla corte di Carlo il Calvo, dove morirà giustiziato sei anni dopo. Il Manuale è pertanto il tentativo di un dialogo impossibile; ma anche uno speculum, dove il lettore è chiamato ad assimilare la propria condotta a quella di un modello, fino a rimuovere ogni differenza tra i due volti al di qua e al di là dello specchio. Il testo è di carattere composito, un misto di prosa e versi dove si intrecciano riferimenti patristici, biblici e sparse reliquie di testi classici. Accanto a temi più tradizionali, come la devozione a Dio, al re e al padre, vi compaiono brani curiosi quali le divagazioni di aritmologia o l’invito a leggere e a formarsi una biblioteca, tanto più sorprendente, oltre che per i tempi, per il fatto che a scriverlo, in quei secoli difficili, è una donna. Ma Dhuoda è scrittrice coltissima e al contempo appassionata, e il suo Manuale formula un modello pedagogico compatto e coerente, aristocratico ed evangelico, personale e universale. Se Guglielmo, travolto dalle bufere di quell’età di ferro, non potrà rispondere all’invocazione materna, la scrittura rappresenterà per Dhuoda “una epistola consolatoria scritta a se stessa” (come scrive Massimo Oldoni), un modo per trattenere, almeno tra le righe, il sogno di un ideale.
Roberto Limonta (Monza 1970) è storico della filosofia medievale e cultore della materia presso l’Università di Bologna. La sua attività di ricerca è rivolta al pensiero monastico, alla teologia e alla filosofia del linguaggio medievale, con particolare riferimento alle teorie della profezia e ai temi della divinazione, della prescienza e dell’onnipotenza divina. È fra gli autori della Storia della civiltà europea curata da Umberto Eco.
Massimo Oldoni, storico della cultura medievale e scrittore, emerito di Lingua e Letteratura Mediolatine presso l’Università di Roma “Sapienza”, ha insegnato in molti atenei in Europa e negli Usa.

giovedì 7 novembre 2024

Le fonti dei Romana di Iordanes

Le fonti dei Romana di Iordanes.
II. Da Tiberio a Giustiniano (Rom. 258-388)
di Maria Luisa Fele 
pp. XI-424, € 62,00
Sismel, 2024
ISBN: 978-88-9290-340-1

La ricostruzione storica della Roma imperiale da Tiberio a Giustiniano (14-551 d.C.) è presentata nei Romana dal goto Iordanes come rassegna dei diversi personaggi che uno dopo l’altro ressero l’Impero ‘mondiale’ fondato da Augusto. L’autore infatti, dall’anno 14 alla disfatta di Valente del 378 segue come fonte principale il Chronicon di Girolamo, dal quale desume lo schema narrativo e la maggior parte delle informazioni, che integra talvolta con notizie tratte da altre fonti per lo più identificabili. Dall’entrata in carica di Teodosio (nel 379) Iordanes si attiene alla traccia cronologica del Chronicon di Marcellino Comes, e mostra di voler saldare la nuova sezione alla precedente tramite l’introduzione di dati ricavati da ulteriori fonti, atti a evidenziare il legame di continuità tra le dinastie valentiniana e teodosiana. Seleziona il materiale marcelliniano, ma nel contempo lo arricchisce con inserti che a volte consentono di ipotizzare il ricorso a una fonte stilisticamente curata. Con la riconquista dell’Africa nel 534, durante il governo di Giustiniano, si conclude l’opera di Marcellino, e per l’ultima parte dei Romana, dedicata prevalentemente alla prima fase della guerra romano-gotica (535-548) e ad alcuni fatti più recenti fino al 551, non è possibile accertare la provenienza del resoconto iordaniano ma solo individuare alcuni riscontri nell’anonimo Additamentum al Chronicon di Marcellino (relativo agli anni 534-548) e nei paragrafi 304-314 dei Getica, l’altro più noto scritto di Iordanes. Nell’insieme si coglie, accanto a una visione pessimistica dell’autore che fa emergere il progressivo declino di Roma (con il consolidarsi del potere imperiale in Oriente e con l’avvicendarsi in Occidente del dominio di popolazioni barbariche), la sua capacità di armonizzare i materiali raccolti, esposti in una formulazione spesso personale, nonché una certa indipendenza di giudizio.

martedì 3 settembre 2024

Instrumenta Tudertina

Instrumenta Tudertina
Le più antiche carte dell’abbazia di S. Leucio e del monastero di Montesanto di Todi
di Gaia Sofia Saiani
pp. CLXIV-298; € 50,00
Cisam, 2024
ISBN: 978-88-6809-421-8

Il volume offre l’edizione del corpus documentario degli «Instrumenta Tudertina», ritrovato agli inizi del Novecento presso l’Archivio Apostolico Vaticano da Paul Fridolin Kehr. Costituito da ventisette pergamene e due fascicoli cartacei (testimoni di trentacinque documenti effettivi), il fondo si compone di una nutrita serie di privilegi, esenzioni, donazioni concesse da papi e imperatore a due tra i più importanti e antichi enti sul territorio: S. Leucio, potente abbazia benedettina almeno dal X secolo, poi tra i primi avamposti premonstratensi in Italia; e S. Maria di Montesanto, secondo monastero e convento per una comunità di Povere Dame a Todi (1235). A questi documenti è aggiunta un’ampia appendice, con l’edizione di ulteriori ventisei pezzi d’archivio. Il corpus di documenti così restituito permette ora di gettare un nuovo sguardo sulla storia medievale di Todi, che ne esce arricchita e impreziosita di materiali e dati mai, sin qui, emersi.

mercoledì 3 luglio 2024

Astronomicon libri duo

Astronomicon libri duo
di Basinio da Parma
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Anna Gabriella Chisena
pp. VI-573,; € 82,00
Sismel, 2024
ISBN: 978-88-9290-330-2

Con il primo poema astronomico composto nel Quattrocento, Basinio da Parma inaugura la rinascenza del genere didascalico di argomento celeste, inserendosi in una tradizione millenaria che vantava illustri predecessori quali Arato, Ovidio e Manilio. Gli Astronomicon libri, scritti intorno al 1455 presso la corte di Sigismondo Malatesta, forniscono una descrizione dettagliata del cosmo e dei princìpi che lo regolano e illustrano in maniera puntuale l’astrotesia, la levata e il tramonto di ciascuna costellazione. Sulla scorta dei Caelestia di Cleomede, l’autore discute per la prima volta in esametri la diversa durata dei giorni e delle notti durante l’anno e il moto contrario dei pianeti. Il rigore scientifico e la grande perizia poetica di Basinio riescono a modellare anche i più complessi argomenti in versi raffinati e retoricamente perfetti. Il volume presenta la prima edizione critica del poema, corredata dalla traduzione italiana e dal commento integrale dei due libri, che dedica larga attenzione agli argomenti ‘tecnici’ e astronomici e all’esame dell’apparato iconografico. La ricostruzione dell’ambiente storico e culturale in cui gli Astronomicon libri vennero elaborati mostra come l’operazione di Basinio fu una delle esperienze più innovative nel panorama dell’Umanesimo italiano.
Anna Gabriella Chisena Assegnista di ricerca per il progetto PRIN «Books of Science. Vernacular Mathematics and Medicine Books in Fourteenth Century Italy». Ha collaborato al progetto Hypermedia Dante network. Associate Fellow presso il L. Boltzmann Institute for Neo-Latin Studies di Innsbruck, dove ha ideato il progetto di edizione digitale dell'Hesperis di Basinio da Parma (dal 2018). Ha conseguito il dottorato di ricerca in Civiltà dell'Umanesimo e del Rinascimento presso l'università di Firenze (2016), presentando la prima edizione critica degli Astronomicon Libri di Basinio da Parma. È stata "F. Yates Short term Fellow" presso il Warburg Institute di Londra (2016) e "Post-Doctoral Fellow" presso la Herzog August Bibliothek di Wölfenbuttel (2018).

venerdì 28 giugno 2024

Guglielmo di Palermo

Guglielmo di Palermo
Guillaume de Palerne
Romanzo del XIII secolo
a cura di Margherita Lecco
pp. 124; € 20,00
Edizioni dell'Orso, 2024
ISBN: 978-88-3613-491-5

A Palermo, nel XIII secolo, il re e la regina osservano con gioia il figlioletto Guglielmo mentre coglie fiori nei prati della reggia, quando un lupo irrompe e prende il bambino, trascinandolo in un lungo viaggio che porterà l’uno e l’altro a Roma, alla corte dell’imperatore. Da quel momento prenderà avvio un’avventura densa di insospettati eventi, che porterà Guglielmo a incontrare una bella sposa, a divenire re e a riconoscere nel lupo – che si svelerà come erede del trono di Spagna così trasformato dagli incantesimi di una cattiva matrigna che vuole sostituire a lui il figlio – il suo più caro amico. Sotto questo fantasioso racconto, Guglielmo di Palermo offre però una seria riflessione sulla condizione del re nell’età di trasformazione e, per certi versi, di decadenza del feudalesimo, che attualizza con un sottile spirito razionale e ironico.

Margherita Lecco (Università di Genova) si occupa di letteratura medievale francese, provenzale, italiana narrativa e satirica. In questa Collana ha pubblicato Saggi sul romanzo del XIII secolo, vol. I e II (2003 e 2007), Studi sui Cantari e su altri testi italiani fra Medioevo e Rinascimento (2015), e curato Studi sulla Letteratura Cavalleresca in Francia e in Italia (secoli XIII-XVI), voll.I-II-III (2017-2019-2020).

lunedì 27 maggio 2024

Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli

Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli
di Porcelio de' Pandoni
a cura di Antonietta Iacono
pp. XXXIV-183; € 46,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-292-3

Il Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli di Porcelio de’ Pandoni riveste un ruolo di primario interesse nella vasta produzione di opere che a vario titolo testimoniano l’entrata trionfale di Alfonso il Magnanimo in Napoli (26 febbraio 1443).

Noto a storici ed eruditi che si occuparono delle vicende culturali e istituzionali del Regno di Napoli sotto i principi Trastámara, questo poema è stato letto, utilizzato, citato, trascritto, ma mai edito in forma critica e integrale. Eppure esso offre la più dettagliata, vivace e attendibile narrazione del trionfo alfonsino, come emerge dal confronto con le altre fonti, storico-narrative e documentarie; e immortala in versi epici di sapore virgiliano la magnificenza dell’evento e l’ammirazione suscitata dal corteo del sovrano vittorioso non solo nella popolazione della città vinta, ma anche nelle comunità straniere, nei rappresentanti delle potenze estere d’Italia, d’Europa, d’Africa presenti nella capitale del Regno. L’utilizzo di una documentazione ufficiale, direttamente accessibile all’autore, il quale ebbe un ruolo di primo piano nell’entourage di intellettuali attivi alla corte del Magnanimo nel decennio 1443-1453, rende quest’opera una tessera autorevole per la ricostruzione non solo del trionfo, ma anche della temperie culturale e delle modalità in cui si sviluppava – sin dagli esordi del regno d’Alfonso – quella propaganda politica che seppe creare consensi a favore di un sovrano allogeno e conquistatore. L’edizione del Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli è dunque contributo prezioso per ricostruire il quadro della storiografia poematica di argomento contemporaneo degli inizi del dominio aragonese sul Regno di Napoli e permette di definire meglio nel confronto l’evoluzione della storiografia alfonsina, facendo quasi da ponte tra i precoci Gesta Alfonsi di Tommaso Chaula e le più mature opere che costruirono il mito del re ‘magnanimo’, quali, ad esempio, i Gesta Alfonsi di Bartolomeo Facio, i Dicta aut facta Alfonsi regis di Antonio Panormita e l’Alfonseis di Matteo Zuppardo.
Il corredo di apparati critici e delle fonti e le note di commento esegetico permettono la piena fruizione di un testo che si incastona con tratti anche originali nella letteratura epico-storica prodotta per Alfonso il Magnanimo. Un’ampia Introduzione illustra le circostanze in cui l’opera fu composta e le sue valenze nel quadro politico-culturale della Napoli aragonese; la Nota al testo ne ricostruisce con completezza la tradizione manoscritta e a stampa, dando ragione delle varianti d’autore e della constitutio textus; Indici analitici e ragionati, infine, agevolano la lettura e il riscontro di un testo complesso, rendendolo interamente accessibile sia sul versante storico sia su quello letterario.
Antonietta Iacono è Professore di Letteratura Latina Medievale e Umanistica all'Università degli Studi di Napoli Federico II.

domenica 12 maggio 2024

Christine e Thomas

Christine e Thomas
Un amore italiano nella Parigi del Quattrocento
di Marco Piccat
pp. 224;
Il Mulino, 2024
ISBN: 978-88-15-29938-3

«Il Libro del Cavaliere Errante» di Tommaso di Saluzzo, testo biografico e allegorico composto nei primi anni del Quattrocento, è anche la storia dei rapporti culturali e umani tra due italiani alla corte di Parigi: lo stesso Tommaso, che si trovava in Francia per difendere la causa della sua famiglia in lotta da decenni contro i Savoia e la scrittrice Christine de Pizan, a quei tempi già dedita alla composizione di ballate d’amore e alla copia di manoscritti, ma ancora lontana dalla notorietà. In questo volume Marco Piccat, noto studioso di filologia romanza, getta per la prima volta luce su una «liaison» che cambiò la vita di Tommaso, ma che Christine, per non offuscare la propria reputazione di giovane vedova, dovette nascondere con ogni mezzo. Eppure questa avventura giovanile ci regala l’immagine inedita di una donna in carne e ossa, molto diversa dalla scrittrice celebre e celebrata, che lo stesso Tommaso finì poi per raffigurare nelle vesti di una figura ideale cui diede il nome di Conoscenza.

Marco Piccat, già ordinario di Filologia romanza nella Facoltà di Lettere dell’Università di Trieste, ha pubblicato tra gli altri l’edizione de «Il Libro del Cavaliere Errante. BnF ms. fr. 12559» (Araba Fenice, 2008), «Donne piemontesi e corti d’Amore. Una raccolta di liriche dell’antica Provenza» (Centro Studi Piemontesi, 2016), «Il duca e il bastardo. L’invenzione di un’intesa e gli affreschi del castello della Manta» (Centro Studi Piemontesi, 2022).

giovedì 18 aprile 2024

Moralis philosophia

Moralis philosophia
di Ruggero Bacone
Traduzione italiana con testo latino a fronte a cura di Paola Bernardini, Carla Casagrande, Chiara Crisciani, Roberto Lambertini, Cecilia Panti, Michela Pereira, Anna Rodolfi e Silvana Vecchio
pp. V-509, € 72,00
Sismel, 2024
ISBN: 978-88-9290-302-9
 
Il libro presenta la prima traduzione italiana della Moralis philosophia, che costituisce l’ultima parte dell’Opus maius, la vasta e originale proposta di riforma del sapere del francescano inglese Ruggero Bacone indirizzata a papa Clemente IV nel 1267. Bacone colloca la morale al vertice della gerarchia delle scienze, a conferma del primato della praxis e in controtendenza rispetto all’etica tradizionale d’impianto teologico ed esegetico e ai commenti scolastici all’Etica Nicomachea. Inoltre riprende in questo ambito la critica alla cultura cristiana del suo tempo e afferma che la morale, orientata alla salvezza umana, può svolgere il ruolo, che le spetta, di regina delle scienze soltanto apprendendo la lezione degli antichi, fra cui primeggia Seneca. Frutto di una ricerca seminariale pluriennale, questa traduzione, accompagnata da note di commento, lascia trasparire l’affinità di metodo e le competenze diverse del gruppo che l’ha curata con l’obiettivo di affrontare in maniera approfondita la filosofia morale baconiana, esplorandone le molteplici tematiche e le fonti teologiche, metafisiche, astrologiche, storiche, retoriche e giuridiche.
Ruggero Bacone, in inglese Roger Bacon e ampiamente noto con l'appellativo latino di Doctor Mirabilis (Ilchester, 1214 circa – Oxford, 1292 circa), è stato un religioso, filosofo, scienziato, teologo ed alchimista britannico.

lunedì 8 aprile 2024

Con altra pelle

Con altra pelle
Maria di Francia, Shota Rustaveli e il Cavaliere Verde
di Roberto Talamo
pp. 176; € 22,50 (Acquista online con il 5% di sconto)
Liguori Editore, 2024
ISBN: 9788820770402

In questo libro, il lettore troverà uno studio tematico e comparatistico di tre testi del medioevo europeo: il lai di Maria di Francia intitolato Bisclavret (XII sec.), il romanzo arturiano inglese, di autore anonimo, Sir Gawain e il Cavaliere Verde (XIV sec.) e il poema cavalleresco georgiano Il cavaliere con la pelle di pantera di Shota Rustaveli (XII-XIII sec.). Il tema comune è quello dell’incontro perturbante con una pelle assolutamente altra: quella mutante del lupo mannaro di Maria di Francia, quella verde del cavaliere arturiano e quella di pantera del cavaliere protagonista del poema di Rustaveli. L’incontro con l’altra pelle segna in modo determinante l’identità stessa dei personaggi che con essa si confrontano. I tre testi sono sia studiati in sé, con importanti acquisizioni anche dal punto di vista dell’interpretazione, sia accostati in una riflessione comparatistica che parte dai concetti di identità narrativa e mutuo riconoscimento di Paul Ricœur. Nel caso del poeta georgiano Rustaveli, questo libro è il primo studio d’insieme a lui dedicato in Italia.
Roberto Talamo svolge i suoi studi principalmente nei campi della teoria letteraria e della comparatistica. Ricercatore universitario, ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale di seconda fascia in “Critica Letteraria e Letterature Comparate”. È componente del comitato di redazione della rivista scientifica Enthymema ed è membro del gruppo di ricerca Harpocrates, di cui co-dirige la collana editoriale. È corrispondente per l’Italia del Fonds Ricœur di Parigi. I suoi principali interessi di studio sono la teoria della narrazione e del personaggio letterario, la teoria dell’intenzione, la storia delle teorie della letteratura, l’opera di Paul Ricœur e l’identità narrativa, le forme dei generi letterari, la teoria dei dispositivi, micro e macro-analisi nella critica letteraria. Ha pubblicato le seguenti monografie: Intenzione e iniziativa. Teorie letterarie dagli anni Venti a oggi, Progedit, Bari 2013; Forme letterarie e teorie psicoanalitiche. Per una storia delle teorie della letteratura, Ledizioni, Milano 2018.

martedì 26 marzo 2024

Da Placentia a Placencia

Da Placentia a Placencia
Trasformazione della morfologia urbana di Piacenza dall’età tardoantica all’alto Medioevo
di Mattia Francesco Antonio Cantatore
pp. 326; € 61,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852471

La città di Piacenza è una delle sedi urbane più importanti per l’alto Medioevo dell’Italia settentrionale. Dopo una florida stagione di studi tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, è stata oggetto di riflessioni e analisi soprattutto legate al cospicuo corpus documentario, che con il dato archeologico hanno faticato spesso a trovare un concreto punto di incontro. Questa ricerca parte dalla necessità di mettere in comunicazione i diversi tipi di fonti e tentare di proporre una lettura articolata sulla città, nelle trasformazioni avvenute tra la tarda Antichità e l’alto Medioevo. La messa a sistema dei dati derivanti dalla schedatura degli scavi urbani e delle fonti scritte, qui sostanziati in due dettagliati cataloghi, ha permesso di restituire un quadro complessivo sull’evoluzione cittadina tra l’età romana e il X secolo. La recente edizione delle carte piacentine fino a tutto il IX secolo e il crescente numero di indagini archeologiche urbane hanno consentito di gettare, quindi, una nuova luce sul paesaggio urbano, sulla vita economica, sociale e culturale di Piacenza.

Mattia Francesco Antonio Cantatore (Ph.D.), archeologo medievista, è un libero professionista che collabora attualmente con gli insegnamenti di Archeologia Medievale e Metodologia della ricerca archeologica dell’Università di Verona. Oltre a dirigere le indagini archeologiche presso la Cattedrale di Piacenza (PC), ha partecipato a diversi progetti pluriennali con compiti di direzione tecnica del cantiere. Tra di essi si segnalano gli scavi presso il villaggio alpino di Piuro (SO), la pieve di Santa Maria in Castello di Toano (RE), la pieve di Santa Maria di Castellarano (RE), il castello di Canossa (RE) e le necropoli di Falaj A’ Souq e Yenpa nella regione di Al-Bātina in Oman.

venerdì 15 marzo 2024

La trasmissione dei testi latini del Medioevo

sabato 24 febbraio 2024

Aedilvulf De abbatibus

Aedilvulf De abbatibus
Storia degli abati. Poesia di comunità nell’Inghilterra altomedievale
a cura di Paola Mocella
pp. 328; € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2023
ISBN: 979-12-5486-228-5

Esempio emblematico del genere letterario definito “epica delle comunità”, il De abbatibus narra in versi la storia di una cella monastica di Lindisfarne, situata in Northumbria, dalla sua fondazione agli inizi dell’VIII secolo fino all’entrata nel monastero, circa un secolo più tardi, dell’autore del poema, Aedilvulf, formatosi a York al tempo di Alcuino.

«Intertextual poem» – come è stato definito da Sharon Rowley – per la coniugazione di elementi classici, cristiani e anglolatini, il De abbatibus rappresenta una fonte essenziale sulla cultura monastica e letteraria, nonché sull’arte e sulla cultura materiale dell’Inghilterra altomedievale.
Si offre qui una nuova edizione critica del poema, accompagnata dalla prima traduzione in italiano e da un ampio commento sui dati linguistici, stilistici ma anche storici, archeologici e liturgici.
Paola Mocella, laureata all’Università degli Studi di Siena nel 2021 in Filologia Latina Medievale, frequenta attualmente il Corso di Perfezionamento in Filologia Mediolatina della SISMEL, dove svolge un progetto di ricerca sulla poesia epigrafica di Alcuino di York.
Con Pacini ha pubblicato nel 2022 Giovanni de’ Marignolli, Relatio. Un frate francescano nella Cina e nell’India del XIV secolo.

domenica 19 novembre 2023

Medioevo monastico nello specchio dei libri

Medioevo monastico nello specchio dei libri
di Lidia Buono
pp. XIV-472; € 40,00
Cisam, 2023
ISBN: 978-88-6809-404-1

Nel contesto dell’irreversibile crisi delle strutture socio-economiche e culturali su cui si fondava l’impero romano d’Occidente si impose il ruolo decisivo del monachesimo nel processo di trasmissione al Medioevo e all’età moderna del patrimonio testuale e librario dell’antichità classica. Il volume si sofferma sull’esperienza monastica nel suo rapporto con i libri e la cultura. I capitoli introduttivi sono dedicati al dissidio tra paganesimo e cristianesimo, alla genesi del movimento monastico occidentale, allo scriptorium e alla biblioteca, alla riforma carolingia, anche in relazione all’esperienza scolastica. Nella seconda parte si illustra il programma formativo adottato nei monasteri, gradualmente organizzatosi secondo la prospettiva epistemologica delle artes liberales. La trattazione si incardina sull’idea di offrire uno spaccato della cultura monastica attraverso il dialogo tra manoscritti e fonti letterarie.

lunedì 16 ottobre 2023

Le 'meraviglie del mondo' nel viaggio, ad inizio Quattrocento, di quattro cavalieri

Le 'meraviglie del mondo' nel viaggio, ad inizio Quattrocento, di quattro cavalieri
edizione critica e commento a cura di Laura Ramello
pp. VI-182; € 30,00
Edizioni dell'Orso, 2023
ISBN: 978-88-3613-397-0

Amazzoni e mitici sovrani orientali, cinocefali e unicorni: questi sono solo alcuni degli straordinari incontri che quattro favolosi cavalieri erranti, globe trotters ante litteram, fanno nel corso di un viaggio che, a inizio Quattrocento, li conduce dapprima verso Oriente, serbatoio di tutte le meraviglie che la cultura occidentale aveva condensato lungo i secoli, e poi verso Ovest, attraverso un’Europa in cui lo stupore di fronte alle mirabilia del profondo Nord convive con i drammatici echi della fase socio-politica che il Continente sta attraversando.

Il viaggio è fittizio, ma così ben costruito da sembrare vero; esso si offre al lettore moderno come un manifesto dello spirito del suo tempo, impregnato di un immaginario che ancora crede che da qualche parte in Oriente viva Prete Gianni, ma che deve drammaticamente fare i conti con la realtà di un’Europa segnata dall’inesorabile declino della società cavalleresco-cortese.
Laura Ramello è professoressa di Filologia e Linguistica romanza all’Università di Torino. I suoi ambiti di ricerca sono i romanzi cavallereschi, il teatro medievale, i volgarizzamenti, la letteratura didattico-scientifica, le mises en prose, le danses macabres e l’odeporica. Per le Edizioni dell’Orso ha curato il volume Un mito alla corte di Borgogna. Ciperis de Vignevaux in prosa (2012) e, in collaborazione con Marco Piccat, Epica e cavalleria nel Medioevo. Atti del Seminario Internazionale, Torino, 18-20 novembre 2009 (2011); in questa collana: Il canzoniere provenzale To e altri saggi filologici di Giuliano Gasca Queirazza (2013), Memento mori. Il genere macabro in Europa dal Medioevo a oggi (2014), “Par estude ou par acoustumance”. Saggi offerti a Marco Piccat per il suo 65° compleanno (2016), L’Historia Turpini in Europa. Ricerche e prospettive (2019).

giovedì 5 ottobre 2023

La prima generazione Sufi

La prima generazione Sufi
di ‘Abd al-Rahman al-Sulamı
a cura di Giancarlo Rizzo
pp. 164; € 15,00
Jouvence, 2023
ISBN: 9788878019782

La prima generazione dei sufı offre la biografia di 20 Maestri presenti nel Kitab Tabaqat al-Sufiyya di ‘Abd al-Rahman al-Sulamı, lo storico del sufismo. Restituire i detti e le sentenze della prima generazione del tasawwuf ha l’indubbio vantaggio di permettere al lettore di accostarsi direttamente all’ancestrale ossatura del vocabolario sufı introducendo quei lemmi che nel tempo sono stati ripresi, rielaborati e riformulati, cristallizzando la letteratura del sufismo nei primi voluminosi tomi giunti fino a noi. È il caso della meditazione, fikr, dell’affidarsi a Dio, tawakkul, o dello stato spirituale, hal. Tradurre il sapere e le virtù dei Santi della prima generazione permette anche di affondare nella distinzione dei due domini costitutivi del tasawwuf: la dottrina e il metodo, l’esoterismo e l’iniziazione, la Verità interiore e la Via spirituale, haqlqa e tarlqa, ricorrendo all’apparato visionario in Bistamı, corifeo del sufismo della scuola orientale del Hurasan, al sogno in Du al-Nun o alla Via iniziatica di Šaqıq bin Ibrahım. L’opera certifica l’impegno di Sulamı nel collocare il sufismo all’interno del canone ortodosso placando le critiche di quanti hanno ritenuto la dimensione sufı avulsa dalle radici coraniche.

Giancarlo Rizzo, laureato in Lingue e Letterature Orientali (Venezia 1998), in Filosofia (Milano 2006) e in Scienze Storiche (Milano 2012), è uno studioso di mistica islamica. I suoi articoli sono apparsi sulle riviste “Palaver”, “Segni e Comprensione”, “Aperture”. Per i nostri tipi ha pubblicato testi medievali di Avicenna, Sulam, Gilan, Ibn al-Gawz e Gazal.

giovedì 7 settembre 2023

La scienza del polso nel XII secolo

La scienza del polso nel XII secolo
Letture inedite del De pulsibus Philareti
di Nicoletta Palmieri
pp. VI-532, € 75,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-149-0

A partire dall’antichità tarda la scienza del polso si lega a quella delle urine e forma con questa il binomio diagnostico per eccellenza. Nel XII secolo i manuali di iniziazione per tali insegnamenti erano il De pulsibus Philareti e il Liber urinarum Theophili, brevi trattatelli inseriti nel programma dell’Ars medicine e pertanto oggetto di ripetute letture esegetiche da parte dei maestri. Se in generale il corpus dei commenti all’Ars medicine è ancora in buona parte inedito, questo vale anche e soprattutto per le glosule relative all’opuscolo di Filareto che riassumeva concisamente dottrine galeniche di grande complessità. Il presente volume propone l’edizione critica di tre commenti di tipo salernitano, tutti tramandati anonimi. Primo in ordine cronologico, il cosiddetto Anonimo Digby dà avvio alla serie e, all'inizio del XII secolo, propone l'interpretazione più semplice. Il secondo commento, trasmesso da un solo manoscritto senza indicazione dell’autore, è in realtà opera di Bartolomeo da Salerno, trattandosi della versione ‘parallela’ della sua lettura ‘principale’, già nota agli studiosi ancorché inedita. Ultimo in ordine di tempo, l’Anonimo di Monaco, con le sue glosule più ampie e più elaborate, segna la tappa finale e, rappresentato anche da una redazione variante trasmessa da un manoscritto di Praga, apre nuovi spazi di ricerca nella storia dei commentatori dell’Ars medicine. I tre testi, qui editi con traduzione italiana e note esplicative, attestano una trasmissione di contenuti e di fonti filologicamente verificabile e permettono di seguire lo sviluppo dottrinale della scienza del polso nel corso del XII secolo.
Nicoletta Palmieri è professore di lingua e letteratura latina all'Université de Reims, Champagne-Ardenne.


sabato 5 agosto 2023

L’uno e l’unità

L’uno e l’unità
di al-Fārābī
traduzione di Cecilia Martini Bonadeo
pp. 264, € 28,00
Pisa University Press, 2023
ISBN: 9788833397238 
 
“L’uno è detto in molti modi”. Così inizia in medias res il breve trattato L’uno e l’unità in cui al-Fārābī, sul modello di Aristotele in Metafisica Delta 6 e Iota 1 e 6, presenta una disamina linguistica della polisemia dei termini ‘uno’ e ‘molteplice’. Questa analisi è cruciale per la comprensione non solo del pensiero logico del filosofo, ma anche della sua riflessione metafisica.

Secondo al-Fārābī, infatti, soggetto primo della metafisica, intesa come scienza universale, è ciò che è comune a tutti gli enti: l’essere e l’uno e i loro contrari, il non-essere e la molteplicità. Unità ed essere sono coestensivi, massimamente universali e pericolosamente equivoci.
Nel volume questo difficile e ingiustamente dimenticato trattato di al-Fārābī è rivisto criticamente, tradotto e commentato.
Cecilia Martini Bonadeo è professore associato di Storia della filosofia medievale presso l'Università degli Studi di Padova dal 1° ottobre 2015.

giovedì 3 agosto 2023

De Vulgari Eloquentia

De Vulgari Eloquentia
di Dante Alighieri
a cura di Concetto Del Popolo, Claudio Marazzini
pp. 164, € 22,00 (Acquista online cn il 5% di sconto)
Le Lettere, 2023
ISBN: 9788893663717

Il De vulgari eloquentia, che risale all’inizio del sec. XIV, è il primo libro scritto sulla nostra lingua, per analizzarne e promuoverne l’uso poetico, quando ancora non esistevano dizionari e grammatiche dell’italiano, e la nostra letteratura era agli inizi. Dante, appena uscito dall’esperienza dello Stil novo, cominciò (lasciandolo tuttavia incompiuto) questo mirabile trattato, nel quale la tematica propriamente linguistica si collega in maniera affascinante all’universo delle conoscenze medievali, alla religione, alla storia dei popoli, alla filosofia, alla teologia, alla poesia, ai movimenti letterari e anche all’assetto politico dell’Italia. Il linguaggio, dunque, viene collocato al centro di una rete di rapporti con tutte le forme della cultura e della vita sociale. Dante, glottologo ante litteram, mostra inoltre di avere sensazionali intuizioni relative ai principi del mutamento delle lingue nello spazio e nel tempo, e, con formidabile spirito di osservazione, delinea un rapido ma efficace quadro della varietà linguistica nella penisola italiana. Questo libro dantesco fonda, attraverso la lingua, la tradizione letteraria del nostro paese. I curatori hanno affiancato al testo latino una traduzione moderna e scorrevole, corredata da un breve commento e preceduta da due saggi introduttivi. Il primo di questi saggi è dedicato alle alterne fortune del De vulgari eloquentia nella cultura italiana: quest’opera, infatti, dal Rinascimento in poi, ha suscitato imprevedibili polemiche; il secondo saggio descrive i caratteri del latino medievale usato da Dante.
Concetto Del Popolo, autore di numerosi studi sulla letteratura medievale, è stato dal 2004 al 2016 professore associato di Filologia della letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino.
Claudio Marazzini, emerito di Storia della lingua italiana nell’Università del Piemonte Orientale, è presidente onorario dell’Accademia della Crusca, dopo essere stato presidente in carica dal 2014 al 2023. È direttore della rivista «Studi di Lessicografia italiana», condirettore di «Lingua e stile», socio nazionale residente dell’Accademia delle Scienze di Torino, socio corrispondente dell’Istituto Lombardo.